Esistono date cha hanno un destino comune: il 22 febbraio del 1512 Amerigo Vespucci morì. Il 22 febbraio di quattrocento quaranta anni dopo scomparve anche il suo biografo Stefan Zweig. Mentre a Firenze si apre ufficialmente l’anno dei festeggiamenti vespucciani, in campo editoriale si ristampa un libro che dal 1946 non veniva proposto al pubblico italiano: “Amerigo”. Edito per la casa editrice Elliot, il volume ripercorre storicamente le vicende del mercante fiorentino. Zweig, la cui vita non manca di mistero (si suicidò insieme la moglie Lotte Altmann lasciando quello che si presuppone essere un’opera profetica, “Brasile. Terra dell’avvenire”), ha concentrato la sua carriera editoriale nella stesura di altre biografie critiche e romanzate dedicate a Balzac, Dickens, Casanova e molti altri personaggi storici. “Amerigo” vuole essere un’opera che rivisita e smentisce alcune accuse fatte nei secoli a Vespucci, riscattando il personaggio da equivoci che lo dipinsero un impostore. “Usurpatore e impostore” questi gli aggettivi che in molte occasioni gli storici hanno attribuito ad Amerigo Vespucci, a cui non solo si contrappone la scoperta di Cristoforo Colombo nel 1492 ma anche alcune “leggendarie” carte che avrebbero messo in evidenza strani atteggiamenti del fiorentino. Zweig dimostra il contrario muovendosi tra lettere e fatti storici, con una certezza evidente: Vespucci diede il nome all’America per volontà di altri ma fu messo al centro della scoperta perchè, a differenza di Colombo, aveva capito che il nuovo continente non era l’Asia. Vespucci fu anche il primo a raccontare il Nuovo Mondo in maniera particolareggiata, spingendo gli europei alle speranze, alla conquiste e i commerci che la Storia ci insegna.
“Amerigo” è un volume che, sebbene criticato (Claudio Magris in un saggio del 1963, “Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna”, contestò una certa superficialità nell’opera di Zweig), rimane unico nella sua composizione, rivalutando nella giusta misura un uomo e un’impresa che hanno segnato il maniera definitiva l’evoluzione europea, partendo proprio da Firenze.

“Amerigo” di Stefan Zweig

edito da Elliot

pp. 120  -  euro 12

da CorriereFiorentino.it