Può un assassino essere vittima? Davanti ad un giudice la risposta dovrebbe essere netta e negativa ma sulle pagine di un libro può anche aprirsi a dubbi. “Cacciatore del Male” è il romanzo d’esordio del pisano Simone Mazzei (pubblicato dalla casa editrice Albatros – Il Filo) pone la questione tra le righe, davanti ad una trama inoppugnabile che dai piedi della Torre di Pisa porterà il lettore a seguire le tracce del folle omicida “J” in Svizzera, Croazia, Tunisia. Un thriller che tesse una ragnatela di colpi di scena, su cui la suspence è in agguato. A muovere gli intenti del male un sinistro traffico d’organi e personaggi pronti a tutto pur di riuscire nel loro intento. A questi si contrappone la giustizia: il caso è dato ad un capitano efficiente e caparbio, Brando Volterra. Fermare “J” è un compito difficile, forse il più arduo della sua carriera, ma il dovere e la salvezza di vite umane obbliga Volterra ad affrontare le responsabilità, anche quando queste metteranno a repentaglio la propria incolumità. “Cacciatore del Male” è un ritratto della nostra contemporaneità, in cui però non sempre si ha l’impressione di scindere il bene dal male. Se il protagonista è indubbiamente il beniamino investigatore Volterra, non lontano da questo ruolo è “J”, folle assassino, che risulta vittima egli stesso di un mondo in cui vive, debole e perso in un sistema che rende schiavi. Un paradosso ideologico e narrativo che rende interessante questo esordio, valso all’autore una menzione d’onore al Premio Letterario “Minerva II” di Torino. Sebbene il finale ripristinerà l’equilibrio e la giustizia, al lettore rimarrà la sensazione che la risposta al nostro quesito iniziale possa avere nuove e inattese riflessioni.

“Cacciatore del male” di Simone Mazzei

pubblicato da Edizioni Albatros – Il Filo

pp. 236  -  euro 16.50

da Corriere Fiorentino     © RIPRODUZIONE RISERVATA