Sono i migliori amici dell’uomo, capaci di una fiducia incondizionata e una fedeltà senza limiti. Forse sono meglio dell’uomo stesso. Di taglia piccola, media, gigante, a pelo lungo o corto, più o meno eleganti ed educati: sono loro i veri protagonisti di un filone editoriale che sta prendendo sempre più spazio sugli scaffali delle librerie. In letteratura esiste da sempre la figura del fedele amico cane: da Omero a Bulgakov, passando per Edgar Lee Masters e Calvino. Le quattro zampe accompagnano i protagonisti descritti dagli scrittori senza richiedere troppi riflettori, senza che si abbia un solo dubbio sulla loro integrità di animale fedele e sempre presente. A volte sono anche diventati personaggi, come nel racconto “Il mio cane stupido” di John Fante, permettendo al lettore di comprenderne la complessità emotiva e selvaggia.
Sarà la necessità di un periodo in cui la solitudine attanaglia la contemporaneità – dietro i milioni di pixel del computer o le vibrazioni silenziose di un cellulare rimaniamo comunque soli – ma oggi questi animali sono sempre più soggetti da copertina editoriale. Anche l’aretino Andrea Scanzi, giornalista e già scrittore di successo, ha deciso di dedicare un lavoro ai suoi compagni di vita. Ha due Labrador, Tavira e Zara, ma da sempre è stato circondato da quelle quattro zampe pelose che, attente, seguono il passo del padrone. “I cani lo sanno”, edito da Feltrinelli, è un “elogio dello sguardo rasoterra”, come dice lo stesso sottotitolo. Capitoli brevi, semplici ricordi o divagazioni. Scanzi racconta le sue esperienze tenendo ben presente un concetto: non essendo umani ci insegnano ad esserlo. Chi ha o ha avuto un cane sicuramente leggerà queste pagine con voracità: sono immagini che non solo fanno divertire o commuovere ma ci rendono comunità, umani uniti da un rapporto che segna le nostre vite. Non importa quanto lungo sia il guinzaglio che ci separa, né la grandezza della ciotola da riempire: sono i compagni unici di un percorso che ci rende più umani, felicemente animali.

La critica per una volta si sposta fuori le pagine del libro, verso chi ha un animale domestico, un amico che richiede responsabilità.
Una, cento, mille bastonate a chi li abbandona, a chi li maltratta e li uccide. Bastonate anche a chi li trasforma in feticcio umano, in ridicoli oggetti da red carpet, a chi li rende umani. I nostri amici a quattro zampe hanno bisogno di attenzioni ma con il rispetto di quella caratteristica che ci differenzia: il loro status unicamente animale. Come dice Scanzi: siamo noi a dover imparare da loro, non loro ad essere umani.

“I cani lo sanno” di Andrea Scanzi
pubblicato da Feltrinelli
pp. 158  -  euro 14

da CorriereFioretino.it