Esistono testi che non rientrano nelle letture degli italiani ma che dovrebbero essere obbligatoriamente letti, se non studiati. Sono parte della cultura del nostro popolo e dovremmo fare lo sforzo di immergerci nelle loro pagine. “La Costituzione della Repubblica Italiana” è uno di questi: il libro di tutti gli italiani, il testo che dall’approvazione dell’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 (entrato poi in vigore il primo gennaio ’48) sancisce i valori della democrazia della nostra penisola. Per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, la casa editrice Giunti ha pensato di ripubblicare questo fondamentale libro e distribuirlo capillarmente in tutti i luoghi che hanno la possibilità di venderlo. Possiamo non essere in linea con l’intervento di Marco Travaglio contenuto nella prime pagine dell’edizione ma, saltando questi pensieri, ci accorgiamo subito che la Costituzione Italiana è un patrimonio inestimabile, uno scrigno che protegge la democrazia del popolo italiano. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Il primo articolo è quello che conosciamo tutti a memoria (o che forse abbiamo imparato con nostalgia in questo momento storico/economico). Ma tutti i 139 articoli, più le “Disposizioni transitorie e finali”, compongono un Paese e la sua democrazia. Oggi, chi segue la politica, sa che esistono dei progetti di aggiornamento della Costituzione: senza entrare nel merito politico, nel giusto o sbagliato che sia, credo che gli italiani tutti dovrebbero conoscere questo testo per seguire e comprendere pienamente la proposta. Solo così “la sovranità” che appartiene al popolo, “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, come recita l’articolo 1 nella sua seconda parte, potrà valutare l’efficacia delle modifiche. Leggere la Costituzione può essere un piacere e un’importante conoscenza, ma leggere la Costituzione oggi è un dovere del popolo italiano.

“La Costituzione della Repubblica Italiana”

pp. 124  -  euro 8

da CorriereFiorentino.it