Breve e denso, come solo le parole di Erri De Luca potevano. “Le sante dello scandalo” è il suo libro pubblicato con la casa editrice fiorentina La Giuntina. Cinque storie vengono raccontate prendendo origine dalle sacre scritture, cinque donne che spiccano nell’elenco di apertura del Vangelo di Matteo. “Ecco le loro generalità: Tamàr di Cananea, Rahav di Gerico, Rut la Moabita, Bat Sheva/Betsabea ebrea che sposa in prime nozze Uria ittita, infine Miriam/Maria madre di Ieshu/Gesù”. Nel ceppo originario del Messia compaiono queste cinque donne straniere. De Luca ne spiega le origini, divagando dalle sorti per approfondire il loro ruolo in quella che definisce “la storia più ambiziosa del mondo, quella del monoteismo e del messia”. Studioso da tempo di ebraico antico e di yiddish, l’autore comincia le sue pagine con una riflessione sulla lingua ebraica delle scritture sacre, che divide il maschile da femminile anche nelle forme verbali, esaltando così il rapporto della divinità verso l’uomo. Questo non esonerava però le donne dai comandamenti. La lingua è solo la superficie ma, citando le stesse parole di von Hofmannstathal riportate, “la profondità va nascosta. Dove? In superficie”. “Le sante dello scandalo” rappresentano le eccezioni che forzano la legge, che si oppongono affinché il proprio grembo possa essere “frutto di nuova notizia”. “La prima si vestì da prostituta per offrirsi all’uomo desiderato. La seconda era prostituta di mestiere e tradì il suo popolo. La terza s’infilò di notte sotto le coperte di un ricco vedovo e si fece sposare. La quarta fu adultera, tradì il marito che venne fatto uccidere dal suo amante. L’ultima restò incinta prima delle nozze e il figlio non era dello sposo”. Con un’analisi lucida, Erri De Luca mette in luce il coraggio e la grazia di queste figure, segnando passi delle scritture e mettendo in risalto anche quanto la traduzione della Bibbia sia stata molte volte maschilista e soverchiatrice di un significato lontano dalla purezza della trascrizione. Un volume che dona un ruolo alla donna, dall’ancestrale e biblica discendenza, all’attuale coscienza, senza mai cadere nella banale retorica. “Liberare scintille prigioniere dal chiuso della materia”. Con queste parole il libro chiude l’aneddoto finale, racconto di Ante e della sua prigionia. Così De Luca ha liberato scintille dalle sue riflessioni che saranno fuoco per le nostre coscienze.

“Le sante dello scandalo” di Erri De Luca

edito da La Giuntina

pp. 60  -  euro 8,50

da CorriereFiorentino.it