Se esiste un tratto distintivo delle narrazioni di Bernardo Baratti è l’invenzione al limite del surreale. Lo avevamo conosciuto un paio di anni fa con “Senza francobollo” (Manni Editore – clicca qui per leggere la recensione), carteggi impossibili tra personaggi o simboli dell’umana quotidianità. Ironia e realtà inedite erano sfondo di dialoghi cartacei tra il rosso e il nero, il narratore e il critico o la televisione e la radio. Fu un sapiente gioco pirandelliano in cui l’immaginazione prevarica la realtà e lo spettatore cammina sul fragile confine dell’assurdo. Con il suo nuovo lavoro, “L’orma di Ginolia” pubblicato da Mobydick Editore, Bernardo Baratti torna a giocare narrativamente in quella terra di mezzo. Ginolia è un paese di sole donne in cui le figure maschili sono eccezionalmente accettate e Niccolò sarà una di queste. Un “paradiso” potrebbero dire alcuni sbadati lettori: certo, l’autore Baratti ha voluto creare una parodia della “città ideale” ma non come i sensi maschili vorrebbero che sia. Niccolò si troverà in un mondo con regole ed emozioni contrastanti, in cui inizierà un percorso che inconsciamente lo porterà ad un esame del proprio animo e ne scoprirà alcune parti nascoste. La parzialità regna nelle pagine di “L’orma di Ginolia”. A cominciare dalla costruzione di una città di sole donne, al labirintico percorso che in questo luogo Niccolò si troverà a vivere, fino ad arrivare alle intuizioni e alle scoperte che il nostro personaggio farà nei suoi stessi confronti. La lettura del libro accentua in maniera elegante e letteraria quel mito platonico raccontato nel Simposio, che oggi viene ricordato più semplicemente il “mito della mela”. L’uomo e la donna completano l’insieme, svelando in maniera completa i segreti della vita. Nessuno può sentirsi completo senza un’altra metà che collima con i suoi desideri, nessuno può definirsi maturo senza una parte. L’invenzione di Baratti chiama al pensiero questa mitica visione, romantica e controcorrente se paragonata all’individualismo che colpisce la nostra contemporaneità.

Bernardo Baratti continua nel suo percorso letterario trascurando tendenze e bisogni editoriali. Un po’ come il padre insegna ai figli antichi valori, così l’autore porta intelligentemente il lettore a misurarsi con la saggia tradizione. Un applauso per questa capacità “paterna”.

Una bastonata, invece, a chi pensa che se un libro non è pubblicato da un grande editore non abbia nulla da dire. Le due pubblicazioni di Baratti (entrambe promosse da piccoli/medi editori) hanno molto più carattere di alcune trovate editoriali in bella vista sugli scaffali della libreria.

“L’orma di Ginolia” di Bernardo Baratti

pubblicato da Mobydick Editore

pp. 174  -  euro 14

da CorriereFiorentino.it