nel buio di una notte di luglio mario spezi mondadoriIl 17 luglio 1989 Luciano lacopi, soprannominato “Gasparello”, sedicente imprenditore, viene assassinato a Forte dei Marmi nel garage di casa sua con diciassette coltellate. Del delitto vengono accusati la moglie, Maria Luigia Redoli, e il suo amante Carlo Cappelletti. Lei è un’avvenente cinquantenne biondo platino, impegnata soprattutto a divertirsi, a spendere i soldi del marito e a frequentare i locali della Versilia; lui, un giovane carabiniere di vent’anni alto quasi due metri, la segue come un’ombra nell’ambiente frivolo e mondano dove la donna lo esibisce con disinvoltura. Sulla stampa e nell’opinione pubblica la condanna morale per il comportamento libero e spregiudicato di Maria Luigia prende subito il sopravvento e la donna viene immediatamente ribattezzata dai media e dalla gente comune “la Circe della Versilia”. Il processo di primo grado assolve Maria Luigia Redoli e Carlo Cappelletti dall’accusa di omicidio, ma il processo di appello – dove il materiale accusatorio è identico a quello utilizzato nel processo che li ha assolti – condanna i due imputati all’ergastolo. Ora la Circe vive in regime di semilibertà, si è risposata, durante il giorno fa volontariato e la sera torna in prigione. Mario Spezi, noto cronista fiorentino che già si occupò dei delitti del mostro di Firenze e di altri omicidi irrisolti, riscrive il caso della Circe, e nel farlo formula ipotesi, solleva dubbi, sottolinea errori e mancanze spesso grossolani.

“Nel buio di una notte di luglio” di Mario Spezi

edito da Mondadori

pp. 195  -  euro17