Il primo Novecento ha creato dei geni. E mentre noi eravamo intenti ad osservare i nostri, dall’altra parte dell’oceano la vitalità creativa ne mostrava di nuovi. In Uruguay, a Montevideo, nasce nel 1902 un talento letterario senza uguali, che lo stesso Calvino definì unico perchè “non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un irregolare che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile”. Parliamo di Felisberto Hernández, di cui oggi la casa editrice La Nuova Frontiera stampa in Italia la raccolta di racconti “Nessuno accendeva le lampade”. Pubblicato nel 1947, questo volume raccoglie dieci storie in cui realtà e immaginazione creano a volte un cortocircuito. Pianista e scrittore, Hernández non priva di il lettore del suo mondo ma lo immerge in concerti, visite private e letture a cui seguono considerazioni del reale, a volte tragiche, più spesso irriverenti e umoristiche. La mente umana lasciata libera al proprio pensiero muove la razionalità verso lidi sconosciuti, a volte surreali, i cui rimandi però colgono l’essenza stessa del vissuto, in un gioco di analogie che ha del genio se ben narrato. D’ispirazione e considerato in America Latina tra i più importanti narratori, anche Gabriel Garcia Márquez ne rimase affascinato. “Se non avessi letto i racconti di Hernández non sarei diventato lo scrittore che sono” scrisse. C’è poco da aggiungere a questa pubblicazione: Hernández va scoperto, assaporato e immaginato. E non seguite le indicazioni ingannevoli della massa: accendete la lampada della vostra curiosità ed Hernández comparirà in tutta la sua grandezza!

“Nessuno accendeva le lampade” di Felisberto Hernández
edito da La Nuova Frontiera
pp. 126  - euro 13