Quando uscì in Italia nel 1954 non venne quasi preso in considerazione. Forse troppo indisciplinato per la narrativa del tempo, troppo precario per le sicurezze dell’epoca. Oggi invece è perfetto, tanto da alzarlo agli allori del capolavoro. Sono questi i misteri nella narrativa e le croci che portano gli scrittori: essere troppo distanti dalla mentalità del proprio contemporaneo rende trasparenti. Fortunatamente, poi, ci sono editori come Castelvecchi che ripescano dal cilindro “Io sono Jonathan Scrivener” di Claude Houghton e i lettori si meravigliano.

“Questo libro è un invito a prendere parte a un’avventura”. Inizia così questo libro, dopo che Henry Miller ha spiegato nella sua prefazione che “i protagonisti del romanzo di Houghton possiedono la deliziosa imperturbabilità degli essere anarchici, liberi dalle assurde catene della Storia”, ma più che altro che “vivere in compagnia di tali personaggi è un lusso che pochi autori contemporanei sanno offrirci”. E allora non possiamo che imbarcarci in questa storia che sa di assurdo, nella quale ci troviamo a contatto con i racconti di James Wrexham e dei suoi strani incontri nella casa del suo nuovo datore di lavoro, Jonathan Scrivener per l’appunto. Assunto come segretario senza mai aver incontrato chi lo paga ma con sole e poche istruzioni di avvocato, l’uomo comincia a preoccuparsi della sua posizione dopo che personaggi strani entrano ed escono dalle stanze dell’appartamento. Una grottesca umanità racconta di Scrivener, senza che però gli elementi entrino in contatto. Chi racconta una cosa, chi si lamenta di un’altra, chi sembra inventarne gesta e pessime reputazioni. Ognuno vede il padrone di casa nella sua maniera, in un filtro che passerà psicologicamente dal descrivere al descriversi, in una geniale commedia in cui alla fine il vero protagonista rimane uno solo: il lettore. Ci siamo buttati nell’avventura (ci aveva avvisato l’autore narratore) e quindi dobbiamo prenderci carico delle nostre azioni. Ma forse di più: dobbiamo prenderci carico della nostra anima.

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“Io sono Jonathan Scrivener” di Claude Houghton

edito da Castelvecchi

pp. 278  –  euro 18.50

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da Lungarno

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