Con un libro di poesie in mano, oramai, possiamo apparire solo come dei romantici lettori. Se poi la copertina cita “L’estate sta finendo” siamo anche anacronistici. Ma esistono sempre dei buoni motivi per affrontare le critiche: il primo è la stessa poesia, che seppur andata fuori moda, continua con la sua vitale presenza; il secondo è un autore che da sempre merita un’attenzione speciale ed è Marco Simonelli. Con la casa editrice Leconte (pronunciatelo con accento francese, per carità!), Simonelli ha dato alle stampe una silloge che ha per titolo proprio uno dei ritornelli più quotati del gruppo Righeira, “L’estate sta finendo”. In otto composizioni questo giovane poeta fiorentino, conosciuto in città e altrove per la sua stravaganza ma anche per la sua serietà creativa, racconta il percorso di un adolescente verso l’età matura, alla scoperta del proprio essere omosessuale. Intransigente nella forma del verso, l’autore ama sbalordire il lettore con immagini trash, amori confusi, sesso e, perchè no, un po’ di sana “pop culture”. È la poesia del nostro tempo, quella di chi è vissuto, come Simonelli, negli anni Ottanta e rivive nel verso (e nei ricordi) l’immaginario di un orizzonte fatto di sfumature acide, al neon. Il gioco di sguardi in un bar fumoso rimbalza al cuore e alla coscienza, fa innamorare e implorare. Il tema dell’omosessualità, che in Simonelli è stato già sdoganato nel precedente libro “Sesto Sebastian” (straordinaria silloge edita da Lietocolle), richiama alla mente maestri scomparsi o ancora presenti, come Sandro Penna, Dario Bellezza, Antonio Veneziani o Elio Pecora. Ma rispetto a questi, il cui scrivere di amori tra uomini è stato insieme battaglia e liberazione, il giovane poeta fiorentino vive liberamente nel verso il proprio sentimento, facilitato forse dai cambiamenti sociali ma soprattutto dalla sua cosciente libertà d’animo e di pensiero. Una silloge che va letta anche solo per la curiosa intervista, fatta da Elena Balbo, inserita come introduzione: a domanda il poeta risponde come vuole, spiazzando intelligentemente e senza mai essere banale. Come le poesie che seguono.

Forse è un gusto generazionale, forse l’attenzione ad un percorso letterario: io credo che il lavoro di Simonelli meriti un plauso ma so già che alcuni di voi diranno il contrario. Anche questo è l’apprezzabile conseguenza della poesia.

“L’estate sta finendo” di Marco Simonelli
edito da Leconte
pp. 28  –  euro 6

recensione da CorriereFiorentino.itintervista radiofonica da Rete Toscana Classica