del bucchia marco editore daniela tani ospite cineseA essere seduti da soli in cima a un pianeta si è sempre tristi: l’adolescente Chen, ribattezzato Alessio e catapultato in Italia al seguito di un padre maneggione e inconcludente, cosí compendia soggettivamente la lettura scolastica de Il piccolo principe di Saint-Exupéry. E non è certo un pianeta fiabesco lo sfondo della sua breve vicenda italiana (segnata da due morti sulle quali non si deve o non si vuole far luce), ma la spietata, desolata e opaca dimensione dell’emigrazione cinese, abitata da poveri troppo poveri e ricchi smaccatamente ricchi. La solitudine del ragazzo – benché immerso in una folla di presenze talvolta odiose e perlopiú ambigue, sia fra i propri connazionali che fra gli occidentali – oscilla costantemente dall’acquiescenza alla sorda ribellione, dall’omologazione all’alterità, dalla complicità all’avversione. Una prova – quella di Daniela Tani – matura e rigorosa, un congegno narrativo ben architettato e impaginato, un registro linguistico pazientemente elaborato affinché in esso e solo in esso – senza artifizi – la vicenda si dipani in tutte le sue sfumature, un pregevole lavoro letterario che regala una lettura appagante e senza distrazioni (dalla prefazione di Paolo Piazzesi).

Daniela Tani vive tra Firenze e il Casentino e insegna lingua e letteratura italiana per stranieri. Al suo attivo saggi e racconti pubblicati su riviste e antologie e La caduta (Roma 2011), il suo primo romanzo.

“L’ospite cinese” di Daniela Tani

pubblicato da Marco Del Bucchia Editore

pp. 276  –  euro 16.50