Provate ad immaginare se scopriste che nella vostra abitazione vive qualcuno che non conoscete. Provate ad immaginarvelo nelle vostre stanze senza che voi vi foste mai accorti di nulla. E lui è lì da quasi un anno, vivendo in una stanza poco utilizzata del vostro appartamento. Magari nascosto in un armadio. Il solo pensiero mette in un’agitazione che mescola paura e rabbia per l’oltraggio. Un giorno sparisce qualcosa dal vostro frigo: un succo di frutta è stato bevuto ma senza che il suo contenuto sia terminato. Un segnale, una traccia quasi invisibile che prima vi farà dubitare della vostra sanità mentale poi v’indurrà al controllo più ossessivo finché forse riuscirete a trovare una ragione o un colpevole. L’ultima pubblicazione di Barbès Editore ricalca le nostre ipotesi, portando alla luce il romanzo più scioccante e controverso degli ultimi mesi (almeno tra quelli che hanno trovato traduzione in Italia). “Nagasaki” di Éric Faye è una perla che non dovrete lasciarvi sfuggire. Il protagonista di questa breve narrazione si troverà di fronte ad un’estranea che per quasi un anno è vissuta nell’armadio della stanza degli ospiti. Ambientato in un piccolo villaggio giapponese, in cui le porte hanno dimenticato l’uso della serratura perchè l’anziano vicinato monitora ogni passo, “Nagasaki” espone un metodico personaggio alla scoperta più inaspettata della sua vita, scandita da orari, pensieri e sicurezze sempre in ordine. Con una telecamera riuscirà a capire cosa turba la sua monotonia ma quando la donna verrà arrestata dalla Polizia qualcosa rovescerà la rabbia in un turbamento ben profondo. Le motivazioni per cui l’ospite si è introdotto nell’appartamento sono banali conseguenze di un’epoca cannibale, in cui avere un tetto sopra la testa è oramai un privilegio più che un diritto. Senza più un lavoro né la possibilità di trovarlo (poiché quasi cinquantenne), la vergogna e la disperazione hanno distrutto la vita dell’intrusa. Osservando le abitudini del nostro protagonista ha pensato d’introdursi in casa sua e scegliere un armadio come rifugio: nessun furto, nessun vandalismo. Solo qualche doccia e qualcosa da mangiare prima del rientro del proprietario, poi il silenzio dietro l’anta di un armadio. Da che parte stare? La giustizia farà il suo corso ma l’animo rimarrà intrappolato in una ragnatela di sensazioni da cui non riuscirà facilmente a districarsi.

Questo libro non merita un applauso ma un’ovazione di una grande platea. Un gioiello narrativo che in poche pagine riesce a mostrare tutte le contraddizioni della nostra epoca in disfacimento. Siamo coloro che mangiano o saranno mangiati? Rispondendo con il pensiero di Zygmunt Bauman non ci sono le due possibilità ma la certezza di entrambe: mangeremo e saremo mangiati. Con “Nagasaki” la letteratura ritorna al suo ruolo fondamentale: impone la riflessione.

“Nagasaki” di Éric Faye
pubblicato da Barbès Editore
pp. 110  –  euro 12

da CorriereFiorentino.it