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		<title>&#8220;Fratture&#8221; di Massimiliano Nuzzolo (Italic)</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 12:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa può celarsi dietro un’apparente storia d’amore? Il Mondo. Ed è ciò che troviamo dentro “Fratture” romanzo del già apprezzato Massimiliano Nuzzolo, autore del romanzo “L’ultimo disco dei Cure” e della raccolta “La musica è il mio radar”, produttore discografico e attivo nei progetti culturali con l’Arci. Un piccolo libro su cui campeggia un cuore a puzzle con una tessera mancante. Il lettore si concentrerà su quella tessera mancante, lasciando perdere l’ammiccamento al mercato che può risultare fuorviante; è quello spazio vuoto a rappresentare un universo vastissimo e ricco di significati. “Fratture” racconta le vicende di due persone, Thomas ed Elisa. Due mondi diversi e lontanissimi. Lui di famiglia piccolo borghese, un uomo qualunque, un uomo che si sta facendo da sé, una vita piccola ma ben calibrata, senza colpi di testa fino al momento del drammatico incidente che gli fa perdere la memoria e tutto. La sua vita si azzera senza possibilità di ritorno. Poteva andare peggio, questo è vero, ma risulta spiazzante il racconto di un giovane uomo alla ricerca della sua identità che fatica a ricostruire ciò che nella vita gli era consueto. Dall’altra parte Elisa, figlia di alto borghesi blasés, fotografa, ricercatrice e sperimentatrice persino su [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8896506433/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8896506433&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3207" title="fratture-di-massimiliano-nuzzolo" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/09/fratture-di-massimiliano-nuzzolo.jpg" alt="" width="190" height="301" /></a>Cosa può celarsi dietro un’apparente storia d’amore? Il Mondo. Ed è ciò che troviamo dentro “<strong>Fratture</strong>” romanzo del già apprezzato <em>Massimiliano Nuzzolo</em>, autore del romanzo “L’ultimo disco dei Cure” e della raccolta “La musica è il mio radar”, produttore discografico e attivo nei progetti culturali con l’Arci. Un piccolo libro su cui campeggia un cuore a puzzle con una tessera mancante. Il lettore si concentrerà su quella tessera mancante, lasciando perdere l’ammiccamento al mercato che può risultare fuorviante; è quello spazio vuoto a rappresentare un universo vastissimo e ricco di significati. “<strong>Fratture”</strong> racconta le vicende di due persone, Thomas ed Elisa. Due mondi diversi e lontanissimi. Lui di famiglia piccolo borghese, un uomo qualunque, un uomo che si sta facendo da sé, una vita piccola ma ben calibrata, senza colpi di testa fino al momento del drammatico incidente che gli fa perdere la memoria e tutto. La sua vita si azzera senza possibilità di ritorno. Poteva andare peggio, questo è vero, ma risulta spiazzante il racconto di un giovane uomo alla ricerca della sua identità che fatica a ricostruire ciò che nella vita gli era consueto. Dall’altra parte Elisa, figlia di alto borghesi blasés, fotografa, ricercatrice e sperimentatrice persino su se stessa di esperienze che la vita può infliggere anche nelle situazioni migliori. Per un motivo insito nella famiglia che nel romanzo viene solo sfiorato, Elisa decide di togliersi la vita, ma vuole farlo ridendo come segno di protesta verso il suo mondo con un rimando esplicito all’Epicureismo. Non ci riesce e diventa suo malgrado una testimonial della vita e del senso della vita. Da qui nasce “<strong>Fratture</strong>”. Difficile non essere coinvolti dai due protagonisti. “Fratturati” e con pochissime possibilità di incontrarsi nella vita incappano invece l’uno nell’altro: uno stratagemma geniale, parodia di “Cercasi Susan Disperatamente”, film di Madonna degli anni 80, così come molte altre citazioni sono disseminate lungo il percorso, citazioni che vanno dalla filosofia alla musica, con intere scene ad incastro alla maniera dei musicisti e dei pittori fiamminghi e la storia si va costruendo attraverso scambi e narrazioni telefoniche che portano il lettore a confrontarsi con il mondo e l’assurdo che ci sta intorno. Tutto confluisce nelle voci e nei racconti dei personaggi che crescono parlando e raccontando le cose che vedono e vivono.  L’analisi di una generazione, del proprio habitat emotivo, la famiglia, il lavoro, il futuro… Fitzgerald, Pirandello, Coe sembrano essere i numi di questa storia assai originale. L’autore parla esplicitamente di Albert Camus e del “Mito di Sisifo” come scintilla ispiratrice. Nuzzolo è abile a incuriosire il lettore e a fargli sfogliare pagina dopo pagina, crea una storia a tasselli coadiuvata da un diario dei sogni, un inventario ricco di politica e non solo, da discorsi diretti estremamente incisivi sulla pagina intonsa che aprono nel lettore domande schiaccianti per portarlo verso un finale che se non è a sorpresa poco ci manca. Molto sta nei simboli disseminati lungo il percorso e come un “giallo” della vita, una ricerca di indizi apparentemente folle e inconcludente, tutto galleggia tra aspirazione a qualcosa di divino, l’anima, e la sua totale e solitaria assenza per l’uomo. Camus che prorompe sulla pagina, ecco che l’amore camusiano 3.0 disvela le sue carte con l’elegante stile di Nuzzolo. Tutto si incastra in maniera perfetta, come in un cerchio, come accade solo in pochi romanzi contemporanei e non resta chiuso nel libro, tra parodie – a dir poco esilaranti e geniali quella che prende di mira gli imprenditori italiani pronti ad andare all’estero per evadere il fisco con la scusa di aiutare chi ha di meno e quella della coppia matura alle prese con scambi di partner e con un famoso programma televisivo, citazioni, percorsi esistenziali, incidenti, sogni, folli ma poi nemmeno così folli documentari sull’anima, dolore in varie tonalità e gradazioni, incomprensione, gioia, speranza o forse è più sensato parlare di forza, ma pure di una volontà di azzerare un mondo che non va così com’è e che occorre ricostruire a tutti i costi. Azzardo i termini neoumanista e rivoluzionario. Un libro complesso che si presta a varie letture, da quella politica, sociologica e filosofica fino alla lettura più coinvolgente e diretta perché è bene specificare che questo è un romanzo ed è estremamente piacevole da leggere. Un romanzo di una potenza sbalorditiva.</p>
<p><strong>&#8220;Fratture&#8221;</strong> di Massimiliano Nuzzolo<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8896506433/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8896506433&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a> edito da Italic  pp. 184  &#8211;  euro 16   Recensione di Alessandra Cardusio</p>
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		<title>&#8220;Una donna spezzata&#8221; di Simone de Beauvoir (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 16:21:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In “Una donna spezzata” Simone de Beauvoir raccoglie la testimonianza di tre figure femminili, ma al tempo stesso dà voce a tante altre donne che possono rispecchiarsi nel dramma delle protagoniste. L’autrice, che di fatto è una delle maggiori rappresentati del femminismo letterario occidentale, riesce a dare corpo alle inquietudini e alle difficoltà di essere donna, madre, moglie e tutto quello che, negli anni 60 così come oggi, siamo chiamate ad essere. Tre storie diverse quindi ma unite da un filo conduttore comune, ovvero la femminilità, non in quanto arte seduzione come comunemente intesa ma in quanto essenza del genere femminile appunto. Tutte le storie sono raccontate in prima persona. La prima a parlare è Monique: dopo aver dedicato la sua vita alla famiglia scopre che il marito la tradisce e rimette in discussione il suo ruolo di moglie e di mamma. Nel suo diario inizia a valutare se stessa per come gli altri la considerano e non per come ha sempre creduto di essere. Accetta di condividere Maurice con la sua amante, inizialmente per convinzione che una sbandata non possa mettere in discussione 25 anni di matrimonio, poi per paura di restare sola. La seconda storia è raccontata dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806179535/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806179535&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3160" title="compra &quot;Una donna spezzata&quot; di Simone de Beauvoir (Einaudi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/06/31kLbrcBlTL._.jpg" alt="einaudi una donna spezzata de beauvoir" width="190" height="307" /></a>In <strong>“Una donna spezzata”</strong> <em>Simone de Beauvoir</em> raccoglie la testimonianza di tre figure femminili, ma al tempo stesso dà voce a tante altre donne che possono rispecchiarsi nel dramma delle protagoniste. L’autrice, che di fatto è una delle maggiori rappresentati del femminismo letterario occidentale, riesce a dare corpo alle inquietudini e alle difficoltà di essere donna, madre, moglie e tutto quello che, negli anni 60 così come oggi, siamo chiamate ad essere. Tre storie diverse quindi ma unite da un filo conduttore comune, ovvero la femminilità, non in quanto arte seduzione come comunemente intesa ma in quanto essenza del genere femminile appunto. Tutte le storie sono raccontate in prima persona. La prima a parlare è Monique: dopo aver dedicato la sua vita alla famiglia scopre che il marito la tradisce e rimette in discussione il suo ruolo di moglie e di mamma. Nel suo diario inizia a valutare se stessa per come gli altri la considerano e non per come ha sempre creduto di essere. Accetta di condividere Maurice con la sua amante, inizialmente per convinzione che una sbandata non possa mettere in discussione 25 anni di matrimonio, poi per paura di restare sola. La seconda storia è raccontata dalla madre di Philippe, delusa dal figlio che, a suo dire, si è lasciato soggiogare dalla praticità della moglie abbandonando valori e tradizioni in nome di convenienza e carriera. Un tradimento generazionale non meno grave di quello coniugale. Se Monique è pronta a psicanalizzare i suoi errori, la seconda protagonista rifiuta di mettersi in discussione facendo appello a valori universali che non possono essere traditi per nessun motivo. Ma quale essere umano nella vita non scende al compromesso? Nel terzo capitolo il tono si fa violento e torrenziale, a tratti si fa fatica a seguire il filo del monologo che appare un flusso di (in)coscienza. L’ultima protagonista è infatti Murielle, condannata alla follia da due matrimoni falliti e soprattutto dal suicidio della figlia. Nei tra ritratti scopriamo <em>una donna spezzata</em>, che è quella che, avendo vissuto per gli altri, un giorno perde tutto e deve reinventarsi. Perché, in fondo, &#8220;<em>n</em><em>on si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi</em>&#8220;.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Una donna spezzata&#8221;</strong> di Simone de Beauvoir<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806179535/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806179535&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Einaudi</p>
<p>pp. 256  &#8211;  euro 11</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessandra-de-angelis/" target="_self">Recensione di Alessandra De Angelis</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Prepariamoci&#8221; di Luca Mercalli (Chiarelettere)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 10:35:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente “passare alle altre forme di energia”, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto. Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando. Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3228" title="compra &quot;Prepariamoci&quot; di Luca Mercalli (Chiarelettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere.jpg" alt="" width="190" height="294" /></a>Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice <em>Luca Mercalli</em>, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente <em>“passare alle altre forme di energia”</em>, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto.<br />
Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando.<br />
Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia di particolari e cifre per capire meglio la faccenda e orientarsi nel mondo dell’energia pulita. Altro punto importante è il rivalorizzare gli orti come fonte di alimentazione ma anche di bellezza culturale e paesaggistica, sostituendoli dove possibile agli inutili giardini pubblici e condominiali. Anche in questo caso l’autore spiega come gestire un orto e prova a trasmetterci la soddisfazione che ne deriva.<br />
Insomma Mercalli propone miglioramenti (concreti, non generali) in tutti gli ambiti possibili della vita quotidiana come i rifiuti, l’acqua, il lavoro, i trasporti e anche l’attività politica con grande entusiasmo e l’esperienza di molte battaglie ecologiste ancora in corso a cui egli stesso partecipa.<br />
E’ un ottimo libro, l’autore stesso sostiene che al suo interno è presente tutto il suo bagaglio personale e si sente: ogni pagina è ricca di rimandi a testi letti, esperienze vissute e opinioni maturate nel corso degli anni, rendendolo un saggio di grande qualità. Unica pecca l’eccessivo schematismo: lunghi elenchi e troppe cifre in alcuni punti.<br />
Ricapitolando difficilmente un lettore verrà sconvolto dal saggio iniziando a mettere in pratica tutto ciò che dice l’autore (anche se non dubito che per qualcuno sia stata una lettura importante nella propria vita), ma dopo aver letto il saggio rimane una pulce ecologista nell’orecchio, e a un livello quasi inconscio si inizia a sprecare di meno nelle piccole azioni quotidiane.<br />
Un libro che compie il suo lavoro.</p>
<p><strong>&#8220;Prepariamoci</strong> di Luca Mercalli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Chiarelettere</p>
<p>pp. 205  &#8211;  euro 14</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>&#8220;Alta Fedeltà&#8221; di Nick Hornby (Guanda)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 12:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alta Fedeltà è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3223" title="alta-fedelta-di-nick-hornby" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/alta-fedelta-di-nick-hornby.jpg" alt="" width="190" height="289" /></a><strong>Alta Fedeltà</strong> è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a capire fino in fondo se stesso e gli altri. E la lettura è oltremodo piacevole perché nel comportamento del cinico trentenne si riscontrano modi d’agire e di pensare comuni a tutti gli uomini ma che nessuno vuole ammettere. La critica loda l’opera come nuovo classico della letteratura moderna, e il milione di copie vendute lo confermano: io mi sento di consigliarlo a chi vuole cambiare aria con un libro splendidamente scritto, leggero e divertente, ma più profondo di quanto possa sembrare a prima vista. Insomma: alta fedeltà ma soprattutto alta qualità.</p>
<p><strong>&#8220;Alta Fedeltà&#8221;</strong> di Nick Hornby<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Guanda</p>
<p>pp. 256  &#8211;  euro 9,35</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>&#8220;Confessioni di un Sicario dell’Economia&#8221; di John Perkins (Beat Edizioni)</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2014 12:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[John Perkins è stato un sicario, ma non uno di quelli che si sporcano le mani con omicidi e assassini stile mafia. Eppure leggendo questo libro il paragone con Gomorra viene naturale: nello stesso modo in cui la mafia in questo secolo è diventata un fenomeno di portata mondiale grazie all’agile sfruttamento dei sistemi fiscali e a una profonda conoscenza del mercato internazionale, abbandonando l’assetto militare (pur sempre necessario) di un tempo, anche le Lobby e le multinazionali hanno trovato a partire dagli anni settanta un nuovo modo di arricchirsi in maniera esponenziale e soprattutto formalmente “legale”: i sicari dell’economia. Gli SDE (la sigla per gli addetti ai lavori) hanno avuto &#8211; e tutt’ora hanno &#8211; il compito di accrescere l’estensione e il potere dell’impero Americano. Come? Aiutando paesi “sottosviluppati” a diventare “moderni”, portando il modello di vita occidentale in queste nazioni, costruendo centrali elettriche, dighe, bonificando le paludi. Sembra una cosa buona e giusta guardata dall’esterno, ma non tutto è oro ciò che è luccica. Specie se a luccicare è il petrolio estratto dal terreno dei paesi “colonizzati”. E guarda caso ogni civiltà sottosviluppata che viene aiutata dall’amorevole zio Sam è gonfia di petrolio. Il sunto di questo piano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788865590690.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3237" title="compra &quot;Confessioni di un Sicario dell'economia&quot; di John Perkins (Beat Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788865590690.jpg" alt="" width="190" height="293" /></a>John Perkins</em> è stato un sicario, ma non uno di quelli che si sporcano le mani con omicidi e assassini stile mafia. Eppure leggendo questo libro il paragone con Gomorra viene naturale: nello stesso modo in cui la mafia in questo secolo è diventata un fenomeno di portata mondiale grazie all’agile sfruttamento dei sistemi fiscali e a una profonda conoscenza del mercato internazionale, abbandonando l’assetto militare (pur sempre necessario) di un tempo, anche le Lobby e le multinazionali hanno trovato a partire dagli anni settanta un nuovo modo di arricchirsi in maniera esponenziale e soprattutto formalmente “legale”: i sicari dell’economia.<br />
Gli SDE (la sigla per gli addetti ai lavori) hanno avuto &#8211; e tutt’ora hanno &#8211; il compito di accrescere l’estensione e il potere dell’impero Americano. Come? Aiutando paesi “sottosviluppati” a diventare “moderni”, portando il modello di vita occidentale in queste nazioni, costruendo centrali elettriche, dighe, bonificando le paludi. Sembra una cosa buona e giusta guardata dall’esterno, ma non tutto è oro ciò che è luccica. Specie se a luccicare è il petrolio estratto dal terreno dei paesi “colonizzati”. E guarda caso ogni civiltà sottosviluppata che viene aiutata dall’amorevole zio Sam è gonfia di petrolio.<br />
Il sunto di questo piano intricato è il seguente: la corporatocrazia, come la definisce l’ex SDE, è un gruppo (non ufficiale ovviamente) formato dalle multinazionali di tutto il mondo, ampiamente favorito e facilitato dallo stato più potente, gli USA, che ne ricava ovviamente un gran guadagno. Da chiarire che questo guadagno consiste nei Petrodollari. Sono fondamentali per l’economia del gigante e portano sempre buoni affari. Ma l’oro nero si trova in gran parte in paesi come Iraq, Arabia Saudita, Ecuador. Percio’ invece di invadere questi paesi militarmente si è trovata una soluzione meno rischiosa e molto, molto più lucrosa. Le lobby mandano degli economisti a scrivere dei rapporti sui territori interessati, a tracciare e diffondere profili di crescita economica a cui andrebbero incontro i paesi coinvolti se solo accettassero di costruire delle centrali elettriche nelle loro regioni. Così tutti sono contenti. Ma col decollo dell’economia la popolazione sprofonda: le centrali distruggono il territorio, le trivelle per l’estrazione del petrolio inquinano i fiumi e le terre uccidendo migliaia di abitanti. E i firmatari del patto ne sono ben consapevoli: il despota regnante di turno, ben scelto dal governo americano (il libro racconta complotti storici che mettono i brividi), accetta il patto, conscio della distruzione che porterà. Questi citati sono solo pochi dei lati negativi della modernizzazione dei paesi “sottosviluppati”. Ma allora perché? La risposta è una sola, e motiva ogni giorno le azioni degli USA, delle Lobby, dei governanti corrotti: avidità. I funzionari vogliono fare la bella vita, i dipendenti vogliono le scuole migliori per i propri figli, i despoti il potere. Lo stesso Perkins è stato incoragiato nella sua carriera da stipendi astronomici e minacce difficilmente ignorabili in caso di dichiarazioni scomode.<br />
Ma alla fine il suo senso etico ha prevalso, e con uno sforzo titanico è riuscito a tirarsi fuori dal tavolo dove giocano i leader corrotti di tutto il mondo. L’importanza delle figure coinvolte nella vicenda narrata dal sicario pentito lascia senza fiato, rendendo il libro più avvincente di qualsiasi romanzo e più spaventoso di qualsiasi horror.<br />
Ciò che viene denunciato in questo “Gomorra Americano” è terrificante. Un sistema che va avanti da 50 anni, implacabile nella sua efficacia, sconfortante nella sua “legalità”, sconcertante nella sua (seppur ovvia) diffusione. Queste sono cose che vanno sapute e divulgate, come incita a fare Perkins, per dare ai propri figli un futuro migliore. A questo scopo è necessario mettere alla luce il lato più malato e spaventoso dell’impero più potente della storia dell’umanità: gli Stati Uniti d’America.</p>
<p><strong>&#8220;Confessioni di un Sicario dell’Economia&#8221;</strong> di John Perkins<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865590696/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865590696&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Beat</p>
<p>pp. 306  &#8211;  euro 9</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>&#8220;Per Isabel&#8221; di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2014 15:05:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anni fa ebbi la fortuna di partecipare a una lezione universitaria di Antonio Tabucchi; sigaretta alla bocca, il braccio sollevato in aria a disegnare cerchi, denotava i protagonisti della sua narrativa “presenze sfuggenti”, e ripeteva a noi studenti, tanto affascinati quanto distratti da quella gestualità che accompagnava ogni sua parola, “eppure, come li ho inseguiti i miei personaggi!”. Ora che ho letto &#8220;Per Isabel. Un mandala&#8221; &#8211; romanzo inedito pubblicato postumo “con orgoglio e affetto” dalla moglie Maria José de Lancastre e Carlo Feltrinelli &#8211; comprendo il legame affettivo che Tabucchi ha intrattenuto con i protagonisti delle sue storie, spesso (in)seguite nei loro viaggi, tutt&#8217;altro che lineari, a questo punto concentrici, il tutto avvolto dalla tonalità sfumata del “notturno”, mista all&#8217;esclusivo sentimento della “saudade”. Il romanzo Per Isabel è composto da brevi capitoli, in tutto nove, che corrispondono ad altrettanti circoli che creano un Mandala, simbolo della totalità cosmica; il lettore è invitato a seguire il protagonista Waclaw-Tadeus in un viaggio iniziatico che procede per tappe geografiche &#8211; dai suggestivi luoghi del Portogallo sino alla calda e soffocante Macao, dalle Alpi Svizzere pervase di cultura indiana sino alla magica Riviera Napoletana &#8211; e che si avvale di incontri con individui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807030632/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807030632&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3174" title="compra &quot;Per Isabel. Un Mandala&quot; di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/07/tabucchi.jpg" alt="tabucchi per isabel un mandala feltrinelli" width="190" height="295" /></a>Anni fa ebbi la fortuna di partecipare a una lezione universitaria di Antonio Tabucchi; sigaretta alla bocca, il braccio sollevato in aria a disegnare cerchi, denotava i protagonisti della sua narrativa <em>“presenze sfuggenti”</em>, e ripeteva a noi studenti, tanto affascinati quanto distratti da quella gestualità che accompagnava ogni sua parola, <em>“eppure, come li ho inseguiti i miei personaggi!”.</em> Ora che ho letto &#8220;<strong>Per Isabel. Un mandala&#8221;</strong> &#8211; romanzo inedito pubblicato postumo “con orgoglio e affetto” dalla moglie Maria José de Lancastre e Carlo Feltrinelli &#8211; comprendo il legame affettivo che Tabucchi ha intrattenuto con i protagonisti delle sue storie, spesso (in)seguite nei loro viaggi, tutt&#8217;altro che lineari, a questo punto concentrici, il tutto avvolto dalla tonalità sfumata del <em>“notturno”</em>, mista all&#8217;esclusivo sentimento della “<em>saudade</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo <strong>Per Isabel</strong> è composto da brevi capitoli, in tutto nove, che corrispondono ad altrettanti circoli che creano un Mandala, simbolo della totalità cosmica; il lettore è invitato a seguire il protagonista Waclaw-Tadeus in un viaggio iniziatico che procede per tappe geografiche &#8211; dai suggestivi luoghi del Portogallo sino alla calda e soffocante Macao, dalle Alpi Svizzere pervase di cultura indiana sino alla magica Riviera Napoletana &#8211; e che si avvale di incontri con individui eccentrici e nel contempo rivelatori; essi suggeriscono infatti possibili chiavi di lettura. Tutti i  personaggi secondari hanno conosciuto Isabel e di lei forniscono indizi e frammenti atti a ricostruire la sua vita: “<em>forse c&#8217;è una Isabel nella mia poesia</em>”, afferma il Fantasma che Cammina, “<em>o nei miei pensieri, il che è lo stesso, ma se è nella mia poesia e nei miei pensieri è un&#8217;ombra che appartiene alla letteratura, perché lei vuole cercare un&#8217;ombra che appartiene alla letteratura? Forse per renderla reale, risposi io flebilmente, per dare un senso alla sua vita e al mio riposo.</em>” Isabel, donna misteriosa e affascinante, di cui fin dall&#8217;inizio della lettura si è avidi di conoscere l&#8217;esistenza intera, è una giovane entrata in clandestinità nel partito comunista sullo sfondo di un Portogallo condannato alla lunga dittatura di Salazar, e lentamente, capitolo dopo capitolo, cerchio dopo cerchio, si rivela attraverso sottili aneddoti in quanto “verità”: “<em>non ero tanto io che tu cercavi, ma te stesso</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per Isabel</strong> è un romanzo visionario che per molti aspetti ricorda uno dei capolavori di Tabucchi,  <strong>Notturno indiano</strong>; il tema del viaggio e della ricerca attraverso itinerari talvolta fantastici e sovente simbolici, trova il suo apice nell&#8217;ultimo, fondamentale evento che chiude il cerchio, ovvero l&#8217;incontro dell&#8217;uomo con la donna. Esso avviene in un&#8217;atmosfera surreale, in un luogo che diviene “<em>altrove</em>”, evocato dalle note di un violino, da profumi inebrianti, dalle luci soffuse nel golfo di Napoli e dal soffio della brezza di una calda notte mediterranea. Il dialogo finale tra i due, che vede Tadeus incalzante nelle domande e Isabel rassicurante nelle risposte, è un monologo in cui il mistero dell&#8217;eterno, umano <em>perché</em> si risolve nella dissolvenza dello spazio e del tempo, dell&#8217;ora e dell&#8217;allora. Il presente è memoria, la realtà è immaginario, sogno improbabile, indefinibile. “<em>E&#8217; l&#8217;ora di rientrare, disse, la ricerca è finita. Si accoccolò sulle gambe e soffiò sulla sabbia. Il cerchio si annullò</em>”: le parole dell&#8217;ultimo personaggio emblematico, il Violinista Matto, colui che ha diretto e condotto Tadeus  sino a Isabel, si mescolano alle note della simbolica <em>Sonata degli Addii</em> di Beethoven, per confluire nel nulla, quintessenza del tutto, di cui “<em>Di tutto resta un poco, a volte un&#8217;immagine.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">E in nome di quest&#8217;ultima frase, vale proprio la pena di leggerlo, <strong>Per Isabel</strong>. Una lettura coinvolgente, al tempo stesso sconvolgente. Con essa, e in essa, ho ritrovato Antonio Tabucchi in tutta la sua essenza, e ho desiderato che tale viaggio &#8211; quello narrato e quello stesso della lettura &#8211; non avesse fine; da ogni frase, da ogni parola sono scaturite forme eccentriche di appunti, momenti di riflessione, quasi volessi ritrovarmi in quell&#8217;aula di tanti anni fa, rivedere quei cerchi di fumo sospesi sul Professore e attribuirvi un qualche significato. Immagini che restano. Cos&#8217;è questa, mi chiedo, se non la <em>saudade</em>?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Per Isabel. Un mandala&#8221;</strong> di Antonio Tabucchi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807030632/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807030632&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 119  &#8211;  euro 13</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessia-de-marchi/" target="_self">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“Il peso” di Liz Moore (Neri Pozza)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2014 12:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cominciamo con la storia, con cosa racconta. New York. C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene. C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp. Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3194" title="compra &quot;Il peso&quot; di Liz Moore (Neri Pozza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/09/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza.jpg" alt="" width="190" height="313" /></a>Cominciamo con la storia, con cosa racconta.<br />
New York.<br />
C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene.<br />
C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp.<br />
Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che viaggiano ignare l’una dell&#8217;altra finché&#8230;<br />
E ora il come: come questa storia è raccontata.<br />
Immaginatevi alla finestra. State stendendo il bucato, è una giornata ventosa e i vestiti si asciugheranno in un niente. A questo pensate, ai vestiti asciutti, mentre una molletta cade a terra. Vi chinate a raccoglierla e quando vi tirate su, chissà perché, non badate alla finestra aperta. E prendete in pieno lo spigolo di alluminio, nel centro della testa.<br />
Ecco: quel dolore lì, così violento, così inatteso, vi colpirà di continuo per tutte le trecentocinquantadue pagine.<br />
Così. &#8220;<em>Era Charlene Turner. Non credevo che avrei mai più sentito la sua voce in vita mia ma Dio come ne sono stato felice. Ero lì lì per lanciare un grido ma mi sono costretto a tacere. Mi sono messo una mano sulla bocca e mi sono morso il palmo</em>&#8220;.<br />
E così. &#8220;<em>E poi questa mattina, visto che non avevo nient’altro da fare, mi sono seduto a scriverle la lettera che ho continuato a ripetermi nella testa, la lettera che dice la verità, l’ammissione taumaturgica dei miei segreti più oscuri, la lettera che sapevo avrei dovuto spedirle se ci fossimo incontrati di nuovo. La lettera che le avrei inviato in quel momento se non mi fossi comportato come un gran vigliacco. Il vigliacco che in realtà sono</em>&#8220;.<br />
Insomma ci siamo capiti: fa un male cane. Eppure non è una storia disperante. Quando finalmente arrivi in fondo all’ultima pagina (ed è il caso di dirlo, finalmente, perché quando ci arrivi quel peso lì non lo sopporti più), prendi un respiro, il più profondo che i tuoi polmoni siano in grado di reggere, e resti un attimo appeso, gli occhi chiusi.<br />
Espiri piano, e a lungo.<br />
Quando riapri gli occhi, sorridi.<br />
Senza peso.</p>
<p><strong>&#8220;Il peso&#8221;</strong> di Liz Moore<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Neri Pozza</p>
<p>pp. 133  &#8211;  euro 13</p>
<p>Recensione di Valentina Morelli</p>
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		<title>&#8220;Patologie&#8221; di Zachar Prilepin (Voland Edizioni)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2014 14:55:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Patologie&#8221; di Zachar Prilepin racconta in presa diretta l&#8217;esperienza della guerra in Cecenia. L&#8217;autore, il cui nome è stato accostato a quello di Hemingway, ha combattuto in Cecenia e ci mostra innanzitutto cos&#8217;è veramente la guerra contemporanea: gli scontri brevissimi, la figura invisibile e spietata del cecchino, i cadaveri sparsi ovunque, le teste spappolate, fango e tanta vodka per stemperare la paura. Il protagonista e io narrante della storia è il soldato dei corpi speciali russi, gli OMON, Egor Taševskij, da cui Prilepin, che non ha mai ucciso, prende le distanze. Il protagonista, dunque, non è il suo alter ego. Egor va in guerra per guadagnarsi da vivere, tenta inizialmente di esercitare una qualche distinzione tra bene dal male, poi vede cadere attorno a sé numerosi compagni e si ritrova a eseguire un unico obiettivo: uccidere quello che è stato detto essere il nemico. Tra i meriti di Patologie c&#8217;è dunque quello di aver posto la questione della guerra cecena, semplicemente sancendone la sua esistenza. Ma non c&#8217;è soltanto la guerra in questo romanzo. La narrazione intervalla al presente delle azioni militari i ricordi di Egor, che riguardano principalmente il suo amore, Daša. Orfano di padre a sei anni Egor [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/886243068X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886243068X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3144" title="compra &quot;Patologie&quot; di Zachar Prilepin (Voland)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/06/51SRACD696L._SY445_.jpg" alt="voland prilepin zachar patologie" width="190" height="279" /></a>&#8220;Patologie&#8221;</strong> di <em>Zachar Prilepin</em> racconta in presa diretta l&#8217;esperienza della guerra in Cecenia. L&#8217;autore, il cui nome è stato accostato a quello di Hemingway, ha combattuto in Cecenia e ci mostra innanzitutto cos&#8217;è veramente la guerra contemporanea: gli scontri brevissimi, la figura invisibile e spietata del cecchino, i cadaveri sparsi ovunque, le teste spappolate, fango e tanta vodka per stemperare la paura. Il protagonista e io narrante della storia è il soldato dei corpi speciali russi, gli OMON, Egor Taševskij, da cui Prilepin, che non ha mai ucciso, prende le distanze. Il protagonista, dunque, non è il suo alter ego. Egor va in guerra per guadagnarsi da vivere, tenta inizialmente di esercitare una qualche distinzione tra bene dal male, poi vede cadere attorno a sé numerosi compagni e si ritrova a eseguire un unico obiettivo: uccidere quello che è stato detto essere il nemico. Tra i meriti di <em>Patologie</em> c&#8217;è dunque quello di aver posto la questione della guerra cecena, semplicemente sancendone la sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non c&#8217;è soltanto la guerra in questo romanzo. La narrazione intervalla al presente delle azioni militari i ricordi di Egor, che riguardano principalmente il suo amore, Daša. Orfano di padre a sei anni Egor trova inizialmente la felicità nel suo amore. Successivamente, la relazione con Daša – come ogni altra relazione che il protagonista intesse con ciò che di caro ha attorno –  diviene morbosa, marchiata dalla possessività e dalla gelosia nei confronti della fidanzata. Daša assume dunque una figura duplice: è il rifugio dalla realtà esterna, la salvezza ad ogni problema e allo stesso tempo è un incubo. Sono infatti l&#8217;angoscia dei sentimenti e la paura di perdere e perdersi, i motivi che legano la linea narrativa della guerra alla linea sentimentale.</p>
<p style="text-align: justify;">La resa artistica della paura bestiale della morte (la patologia di ogni reduce di guerra) e della vorace fame di possedere qualcosa di suo si concretizza nella metafora della tattilità. Tutto ciò che Egor tocca è descritto minuziosamente (così come tutto ciò che vede, soprattutto i dettagli corporei). Insomma, la scrittura riflette la guerra fisica e mentale di Egor ed è anche il risultato di un&#8217;altra guerra, quella che lo scrittore ingaggia con il linguaggio, inteso come forza viva mai doma.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno delle sequenze dedicate alla guerra, narrate al presente e in presa diretta, i momenti degli scontri e della guerriglia sono descritti attraverso l&#8217;impiego di frasi brevi, dialoghi mozzati, azioni convulse e immagini frammentarie: è il ritmo della guerra. Le sequenze che riguardano i rapporti con Daša, invece hanno un ritmo più lento e seguono i ghirigori della mente di Egor. Inoltre hanno la funzione di alternare e bilanciare il racconto della guerra, contribuendo a informare il lettore della complessa esperienza psicologica del protagonista, vissuta patologicamente su entrambi i fronti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Patologie</em> non è dunque soltanto la descrizione degli effetti della guerra su un soldato. La guerra non è che un pretesto, è lo sfondo da cui proiettare angosce e traumi che Egor si porta con sé dall&#8217;infanzia. <em>Patologie </em>è anche una riflessione sulle malattie dell&#8217;uomo contemporaneo, sulla natura patologica di ogni sua esperienza e sulla precarietà esistenziale che sottostà ad ogni suo gesto e parola.</p>
<p style="text-align: justify;">Può apparire un racconto crudo e spietato, anzi lo è, senza dubbio. Tuttavia l&#8217;operazione letteraria di Prilepin apre uno spiraglio verso la salvezza: nominare la paura, darle concretezza artistica, è infatti un primo passo per affrontare il trauma (ogni trauma) e sconfiggerlo (esistono molti casi di reduci che, attraverso la rielaborazione letteraria dei propri traumi, hanno tentato di dare un senso a ciò che era successo, cercando di liberarsi dagli incubi e dalle angosce che la guerra aveva regalato loro).</p>
<p style="text-align: justify;">E allora, da quest&#8217;ottica, la storia di Egor concede una speranza. E il romanzo sarebbe anche romanzo di formazione, se consideriamo Egor come colui che è sopravvissuto e ha acquisito quella forza che all&#8217;inizio non aveva. Come sempre, però, va al lettore l&#8217;ultima parola.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Patologie&#8221;</strong> di Zachar Prilepin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/886243068X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886243068X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Voland</p>
<p>pp. 288  &#8211;  euro 15</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p>Recensione di Andrea Bilaghi</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221; di Umberto Eco (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 14:13:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221; è il secondo romanzo di Umberto Eco dopo il successo de Il nome della rosa. Il titolo si riferisce al pendolo ideato da Leon Focault per dimostrare la rotazione della terra, un modello del quale è conservato al Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi. E proprio da lì prende inizio il romanzo con Casaubon, l&#8217;io narrante, che rievoca le vicende che lo hanno portato in quel luogo. E&#8217; uno studente che sta preparando una tesi sui Templari e conosce per caso Belbo, redattore di una casa editrice presso cui lavora anche Diotallevi, esperto di Cabala. I tre si ritrovano tra le mani un documento relativo ai Templari, consegnato da un misterioso personaggio di cui perdono le tracce, forse ucciso e fatto sparire. Da qui, un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per lavoro, iniziano a ricostruire con immaginazione, conoscenze storiche e congetture che li appassionano sempre più, il piano originale dei Templari per il dominio del mondo. Al centro di tutto il Pendolo che, a chi è in grado di interpretare il suo significato segreto, indica il luogo dove poter regolare e correggere il clima e le correnti terrestri. Casaubon, Belbo e Diotallevi analizzano secoli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845214222/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845214222&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3139" title="compra &quot;Il Pendolo di Focault&quot; di Umberto Eco (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/06/41bHSMt8fWL._SY445_.jpg" alt="bompiani umberto eco pendolo focault" width="190" height="287" /></a>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221;</strong> è il secondo romanzo di <em>Umberto Eco</em> dopo il successo de <em>Il nome della rosa</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo si riferisce al pendolo ideato da Leon Focault per dimostrare la rotazione della terra, un modello del quale è conservato al Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio da lì prende inizio il romanzo con Casaubon, l&#8217;io narrante, che rievoca le vicende che lo hanno portato in quel luogo. E&#8217; uno studente che sta preparando una tesi sui Templari e conosce per caso Belbo, redattore di una casa editrice presso cui lavora anche Diotallevi, esperto di Cabala.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre si ritrovano tra le mani un documento relativo ai Templari, consegnato da un misterioso personaggio di cui perdono le tracce, forse ucciso e fatto sparire. Da qui, un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per lavoro, iniziano a ricostruire con immaginazione, conoscenze storiche e congetture che li appassionano sempre più, il piano originale dei Templari per il dominio del mondo. Al centro di tutto il <em>Pendolo</em> che, a chi è in grado di interpretare il suo significato segreto, indica il luogo dove poter regolare e correggere il clima e le correnti terrestri.</p>
<p style="text-align: justify;">Casaubon, Belbo e Diotallevi analizzano secoli di storia, simbologie cabalistiche e teorie misteriose, conoscono personaggi che sembrano far parte di altre epoche e con profonde conoscenze occultistiche. Quello che sembra un gioco appassionante viene scambiato per vera conoscenza iniziatica da una setta di fanatici che vogliono, ad ogni costo, entrare in possesso della soluzione del “Piano”. Il finale è ricco di eventi sorprendenti e drammatici, il gioco ora è una angosciante realtà da cui neanche il nostro protagonista sa come uscire.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Pendolo di Focault</em> ha avuto un successo inferiore a <em>Il nome della rosa</em> pur avendo in comune con questo il fatto di non essere un semplice romanzo, anzi, il racconto è quasi una scusa per dissertare sapientemente di sette segrete, Templari, Rosa Croce e Cabala.</p>
<p style="text-align: justify;">Mischiando abilmente il vero al verosimile, costruendo un castello di collegamenti e congetture plausibili e utilizzando il sincretismo tipico dei cabalistici, Eco dimostra la sua ironia nei confronti della “teoria del complotto” e di coloro che vogliono credere per forza nel “ciarpame occultistico”. Il libro, pur appassionante, non è di facile lettura. Eco mostra sempre con piacere la sua erudizione sull&#8217;argomento che tratta e un suo romanzo diventa sempre una fonte di conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo si presta a più piani di lettura, un po&#8217; giallo, un po&#8217; saggio, un po&#8217; trattato di semiologia. Come al solito Eco divide tra chi è entusiasta e chi non riesce ad arrivare in fondo al libro, tra chi trova troppo difficile il suo modo di scrivere e chi invece vede proprio nella sua complessità e sfoggio di erudizione la parte più affascinante.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221;</strong> di Umberto Eco<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845214222/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845214222&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bompiani</p>
<p>pp. 687  &#8211;  euro 12</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/antonio.marianantoni" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221; (ChiareLettere)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 17:37:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe? “L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”. A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3132" title="compra &quot;Armi, un affare di Stato&quot; (Chiare Lettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/Copertina-Armi-un-Affare-di-Stato.jpg" alt="chiare lettere armi un affare di stato autori vari" width="190" height="282" /></a>La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che vende questi armamenti? Viene da pensare a contrabbandieri e a un gigantesco mercato nero, ma non è affatto così e una citazione lo riassume bene: <em>“Il 90% delle cose raccontate sul cosiddetto mercato nero delle armi sono in realtà finzioni degli scrittori e immaginazioni dei politici. Non ci sono segreti in questo mondo, tutti sanno cosa stai facendo. Se le armi vengono contrabbandate, sicuramente è perché dietro c’è qualche agenzia governativa”</em>. Il saggio analizza a fondo l’operato di molte aziende in tutto il mondo, concentrandosi in particolare sul boss Italiano, Finmeccanica. Scarsa trasparenza, tangenti, corruzione, mancanza di scrupoli. Tutte caratteristiche comuni di uno dei settori più dannosi e redditizi dell’economia, con un giro mondiale da 1700 miliardi di euro all’anno. E il titolo ci ricorda una cosa importante: lo Stato con la guerra ci va a braccetto, anche se vuole mostrare il contrario. Politica e Industria sono profondamente legate, specialmente quando si parla di guadagni, perciò lo Stato è ben attento a non pestare i piedi al settore della difesa; attenzione che si nota dal seguente dato: <em>“Nel 2012 L’Italia ha destinato al comparto della difesa 23 miliardi di euro”</em>. Non c’è molto da aggiungere, è semplicemente assurdo. Specie considerando il periodo di crisi in cui si trova la Repubblica, che ha tagliato senza pietà in altri campi come è successo per il Fondo per le politiche sociali (risorse a favore dell’infanzia, dei giovani, degli anziani non autosufficienti, della famiglia e delle pari opportunità) che è passato da 1,59 miliardi di euro nel 2007 a 144 milioni nel 2013. Per non parlare dei settori Istruzione e Sanità, che dovrebbero essere gli ultimi a essere toccati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singolo ambito della guerra puzza di denaro sporco e sangue innocente: non c’è una sola parte di questo grande e marcio meccanismo che rechi un vantaggio alla società, come invece vogliono farci credere i media e i politici. Questo saggio è un monumento alla pace, che incessante spoglia il conflitto di ogni valore positivo con una forza che solo la verità può avere. Da leggere assolutamente, <em>una cannonata</em>.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221;</strong> di Duccio Facchini, Michele Lasso, Francesco Vignarca</p>
<p>edito da ChiareLettere</p>
<p>pp. 238  &#8211;  euro 14<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;officina del diavolo&#8221; di Jáchym Topol (Zandonai Edizioni)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 11:37:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tema dell&#8217;oppressione del regime comunista la fa da padrone in gran parte della produzione letteraria ceca, ma qui è trattato in modo innovativo e magistrale. Un gruppo di ragazzi, per i motivi più disparati, decide di reagire a modo proprio alla cicatrice lasciata dagli orrori del regime, così anziché nasconderli decide di metterli in mostra, di creare “il Jurassic Park dell&#8217;orrore, il museo all&#8217;aperto dei totalitarismi”. Uno spirito leggermente hippie e molto naif li pervade mentre il successo della loro impresa guadagna prime pagine e interviste televisive. In tutto ciò si vede la contrapposizione tra un oriente più mistico e ingenuo e un occidente spregiudicato e capitalista, che non teme di mostrare le proprie scabrose cicatrice pur di ottenere un guadagno economico. Queste due filosofie così estremizzate sono anche la metafora della concezione della vita dei Paesi dell&#8217;est Europa, perennemente in bilico tra il blocco sovietico e l&#8217;occidente americanizzato. In un susseguirsi di dialoghi asciutti, spesso brutali, e descrizioni ad onor del vero non sempre avvincenti, Topol ci porta ad un climax di orrore nel finale, quando finalmente quello che può essere considerato il protagonista capisce dove la loro concezione di museo della memoria si sia spinta. Cadono così [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8895538838/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8895538838&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3128" title="compra &quot;L'officina del diavolo&quot; di Jáchym Topol (Zandonai Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/Officina-del-Diavolo.jpg" alt="Jáchym Topol zandonai officina diavolo" width="190" height="319" /></a>Il tema dell&#8217;oppressione del regime comunista la fa da padrone in gran parte della produzione letteraria ceca, ma qui è trattato in modo innovativo e magistrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di ragazzi, per i motivi più disparati, decide di reagire a modo proprio alla cicatrice lasciata dagli orrori del regime, così anziché nasconderli decide di metterli in mostra, di creare “il Jurassic Park dell&#8217;orrore, il museo all&#8217;aperto dei totalitarismi”.<br />
Uno spirito leggermente hippie e molto naif li pervade mentre il successo della loro impresa guadagna prime pagine e interviste televisive.<br />
In tutto ciò si vede la contrapposizione tra un oriente più mistico e ingenuo e un occidente spregiudicato e capitalista, che non teme di mostrare le proprie scabrose cicatrice pur di ottenere un guadagno economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste due filosofie così estremizzate sono anche la metafora della concezione della vita dei Paesi dell&#8217;est Europa, perennemente in bilico tra il blocco sovietico e l&#8217;occidente americanizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">In un susseguirsi di dialoghi asciutti, spesso brutali, e descrizioni ad onor del vero non sempre avvincenti, Topol ci porta ad un climax di orrore nel finale, quando finalmente quello che può essere considerato il protagonista capisce dove la loro concezione di museo della memoria si sia spinta.</p>
<p style="text-align: justify;">Cadono così le sue ingenuità adolescenziali, brutalizzate da una verità nuda e cruda in cui nessuno è fedele fino in fondo ai suoi principi veri od enunciati, e ciò che può sembrare idealmente bello e giusto può trasformarsi immediatamente in qualcosa di terribile e raccapricciante.<br />
Il libro svergogna anche l&#8217;esibizionismo, e la macabra curiosità che lo alimenta, che spesso aleggiano attorno a vicende di questo tipo, sbattendo in faccia al lettore le conseguenze estreme del considerare ogni ferita come un qualcosa da ostentare, una piaga in cui rigirare il coltello per dimostrarne la dolorosità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;officina del diavolo&#8221;</strong> di Jáchym Topol<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8895538838/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8895538838&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Zandonai Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 165  &#8211;  euro 14,50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221; di Hans Tuzzi (Bollati Bolinghieri)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 13:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo giallo di Tuzzi “Il Trio dell’arciduca” è davvero entusiasmante e non è un Melis. Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra. Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore. Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="compra &quot;Il Trio dell'arciduca&quot; di Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/417K-sOC9eL._SY445_.jpg" alt="bollati boringhieri hans tuzzi trio dell'arciduca" width="190" height="292" /></a>Il nuovo giallo di Tuzzi <strong>“Il Trio dell’arciduca”</strong> è davvero entusiasmante e non è un <em>Melis.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, nei luoghi e nei mezzi utilizzati per gli spostamenti tanto sono ben studiati e collocati. Un testo di spionaggio storico ben congegnato e dalla perfetta architettura che aggiunge valore alla già raffinata abilità del nostro romanziere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuzzi ha saputo creare un nuovo personaggio che rivive e si muove nell’atmosfera del tempo riprodotta da una prosa sapiente e ben orchestrata che come su un palcoscenico propone lo spirito del periodo carico di tensioni, di intrighi, di lotte intestine dentro e fuori il fragile colosso dai piedi d’argilla che era l’Impero austro ungarico e le lotte tra le etnie di quel crogiuolo che da sempre sono stati i Balcani. Esce, quando si dice il caso, proprio in ricorrenza del centenario dello scoppio del conflitto e quando ancora una volta le rivalità etniche risuonano nuovamente in quell’area che ancora non pare abbia trovato una propria identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Tuzzi, mi auguro che sia solo l’inizio di una lunga serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221;</strong> di Hans Tuzzi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bollati Bolinghieri</p>
<p>pp. 158  &#8211;  euro 14,90</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/salvina-pizzuoli/" target="_self">Recensione di Salvina Pizzuoli</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>&#8220;Supergods&#8221; di Grant Morrison (Bao Edizioni)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 09:48:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grant Morrison è uno dei più grandi autori viventi che non avete mai sentito nominare. Ha saputo reinventare un genere, prendendone gli elementi fondamentali e riassemblandoli per creare qualcosa di profondamente diverso dal prodotto di partenza. Ha trattato di filosofia, politica, antropologia e uomini in calzamaglia. Grant Morrison scrive fumetti. E di fumetti tratta la sua ultima fatica libresca, &#8220;Supergods&#8221;, tomo che analizza la storia del supereroe come nuova figura topica della nostra epoca. Il faceto che diventa &#8211; o ritorna, a seconda delle prospettive &#8211; serio. Una concezione cara a Morrison e presente spesso nelle sue sceneggiature. Scozzese, parte di quella che viene comunemente denominata “British Invasion”, l’invasione britannica che colpì il fumetto USA a partire dagli anni ottanta, Morrison ha reinventato icone come Batman, Superman e gli X-Men per un pubblico trasversale ma comunque più sofisticato della media. Perché Morrison è in nuce un autore molto sofisticato, che ha tra le sue passioni, oltre ai comics, la filosofia rinascimentale e le religioni orientali. Il nodo religioso, spirituale se vogliamo allargare le considerazioni, non è casuale quando si parla di Supergods perché lo scozzese tratta Batman e soci come vere e proprie divinità create dall’uomo per fungere da simulacro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/supergod_ass_cover.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3123" title="compra &quot;Supergod&quot; di Grant Morrison (Bao Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/supergod_ass_cover.jpg" alt="bao edizioni supergod grant morrison" width="190" height="286" /></a><em>Grant Morrison</em> è uno dei più grandi autori viventi che non avete mai sentito nominare. Ha saputo reinventare un genere, prendendone gli elementi fondamentali e riassemblandoli per creare qualcosa di profondamente diverso dal prodotto di partenza. Ha trattato di filosofia, politica, antropologia e uomini in calzamaglia. Grant Morrison scrive fumetti. E di fumetti tratta la sua ultima fatica libresca, <strong>&#8220;<em>Supergods&#8221;</em></strong>, tomo che analizza la storia del supereroe come nuova figura topica della nostra epoca. Il faceto che diventa &#8211; o ritorna, a seconda delle prospettive &#8211; serio. Una concezione cara a Morrison e presente spesso nelle sue sceneggiature.</p>
<p style="text-align: justify;">Scozzese, parte di quella che viene comunemente denominata “British Invasion”, l’invasione britannica che colpì il fumetto USA a partire dagli anni ottanta, Morrison ha reinventato icone come Batman, Superman e gli X-Men per un pubblico trasversale ma comunque più sofisticato della media. Perché Morrison è in nuce un autore molto sofisticato, che ha tra le sue passioni, oltre ai <em>comics</em>, la filosofia rinascimentale e le religioni orientali. Il nodo religioso, spirituale se vogliamo allargare le considerazioni, non è casuale quando si parla di <em>Supergods</em> perché lo scozzese tratta Batman e soci come vere e proprie divinità create dall’uomo per fungere da simulacro dove riporre le fedi e le certezze che il XX secolo stava distruggendo una a una.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da Superman, primo supereroe della storia, Morrison passa in rassegna le varie fasi del fumetto, dapprima visto come mero svago infantile, poi osteggiato a corruttore delle giovani mente, per poi essere eletto a forma d’arte compiuta. Golden Age, Silver Age, Dark Age, l’era dei fumetti al cinema, vengono tutte spiegate e contestualizzate da un autore d’eccezione che, nel mentre, offre la propria opinione sulle situazioni illustrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio come la grafica alla Pablo Ferro del libro, la prosa di Morrison è chiara ed elegante. Scorrevole nelle parti istituzionali, si innalza a fraseggio brillante nelle sezioni più concitate. Quasi troppo brillante, perché Morrison si lascia andare a volate stilistiche che distolgono l’attenzione dall’obiettivo del discorso. In quei momenti, più che raccontare un evento personale o un pezzo di storia del fumetto, si vede che allo scozzese piace sentire il suono marcato della sua voce sulla pagina.<br />
Parte autobiografia, parte storiografia del supereroe, <em>Supergods</em> mostra ai propri lettori un mondo che si fa ora microcosmo personale ora universo immaginifico a disposizione di tutti, nonostante l’utente privilegiato resti, per Morrison soprattutto, l’anima dodicenne che ogni persona sana di mente dovrebbe avere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Supergods&#8221;</strong> di Grant Morrison<a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bao Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 464  &#8211;  euro 19</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“Le ore” di Michael Cunningham (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 08:21:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Le ore&#8221; di Michael Cunningham vinse il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999;   successivamente, nel 2002, ne fu tratto l&#8217;omonimo film. Il libro è un vero e proprio omaggio a Virginia Woolf, suo personaggio principale. Sono narrate le vicende di tre donne, Virginia, Laura e Clarissa, in tre diverse epoche: l&#8217;inizio del ventesimo secolo (1923), il secondo dopoguerra (1949) e il 2001. È ambientato in tre diversi luoghi: la città di Londra (o, per meglio dire, un suo sobborgo), New York e la California. Filo conduttore, nonché trait d&#8217;union di tutta la storia è &#8220;La Signora Dalloway&#8221;, una delle opere più famose della Woolf. Virginia è impegnata nella creazione del personaggio di Clarissa; Clarissa Vaughan, signora newyorchese di mezza età, porta lo stesso nome della Dalloway; mentre Laura è immersa nella lettura del libro stesso. Ognuna di loro conduce una vita apparentemente serena: Virginia può contare sull&#8217;affetto del marito e dei famigliari, e, non avendo particolari problemi economici, è libera di dedicarsi alla scrittura. Laura è una giovane sposa il cui unico compito dovrebbe essere quello di condurre la casa; ha un marito devoto, un figlio di tre anni, ed è in attesa del secondo. Clarissa è un&#8217;affermata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="font-style: italic;" href="http://www.amazon.it/gp/product/8845249778/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845249778&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3108" title="compra &quot;Le ore&quot; di Michael Cunningham (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/le-ore.jpg" alt="bompiani Michael Cunningham le ore" width="190" height="294" /></a><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> di <em>Michael Cunningham</em> vinse il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999;   successivamente, nel 2002, ne fu tratto l&#8217;omonimo film. Il libro è un vero e proprio omaggio a Virginia Woolf, suo personaggio principale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono narrate le vicende di tre donne, Virginia, Laura e Clarissa, in tre diverse epoche: l&#8217;inizio del ventesimo secolo (1923), il secondo dopoguerra (1949) e il 2001. È ambientato in tre diversi luoghi: la città di Londra (o, per meglio dire, un suo sobborgo), New York e la California. Filo conduttore, nonché trait d&#8217;union di tutta la storia è &#8220;<em>La Signora Dalloway&#8221;, </em>una delle opere più famose della Woolf. Virginia è impegnata nella creazione del personaggio di Clarissa; Clarissa Vaughan, signora newyorchese di mezza età, porta lo stesso nome della Dalloway; mentre Laura è immersa nella lettura del libro stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuna di loro conduce una vita apparentemente serena: Virginia può contare sull&#8217;affetto del marito e dei famigliari, e, non avendo particolari problemi economici, è libera di dedicarsi alla scrittura. Laura è una giovane sposa il cui unico compito dovrebbe essere quello di condurre la casa; ha un marito devoto, un figlio di tre anni, ed è in attesa del secondo. Clarissa è un&#8217;affermata editor, abita in una bella casa, conduce una vita brillante, ama ed è ricambiata. Trionfa il genere femminile: agli uomini, infatti, non solo sono riservati ruoli marginali, ma, fatta eccezione per Richard, sono tutti dipinti come persone discutibili, o buffe, o insignificanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> è un romanzo che si avvita su sé stesso: le ripetizioni e i rimandi sono frequenti, poiché è su di loro che si basa la narrazione. Le rose ne sono un esempio: sono presenti nel sogno di Virgina, decorano la torta preparata da  Laura, mentre Clarissa (inclusa la stessa Signora Dalloway) le compone in un vaso. Petali di rosa sono sparsi attorno al corpo dell&#8217;uccellino, nel giardino di Virgina, per l&#8217;estremo saluto. Le voci che tormentano Richard, nella fase finale della sua malattia, ricordano quelle che teme Virginia, quando combatte contro la depressione e, probabilmente, la pazzia. La Woolf racconterà il bacio dato dal suo personaggio (Clarissa Dalloway) a una donna; Laura bacia la vicina di casa Kitty, e Clarissa Vaughan vive da anni con la compagna Sally. L&#8217;autrice della Signora Dalloway, aspirante suicida, medita il suicidio del suo personaggio. Laura, anch&#8217;essa attratta dalla morte, dedica ore alle lettura del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo di Cunningham, in realtà, è comunque un inno alla vita, poiché l&#8217;autore ci suggerisce che le ore davvero importanti sono quelle che preludono alla felicità. Sono la felicità stessa. Clarissa e Richard, una ridda di pensieri in testa, che passeggiano attorno allo stagno mentre scende la sera, dopo il loro primo bacio, questa è una promessa di felicità. Un&#8217;altra passeggiata, sempre sul finire del giorno, piena di speranza: finalmente si torna a Londra! Leonard ha ritrovato Virginia, e, tenendola per mano, risale lentamente verso casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> di Michael Cunningham<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845249778/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845249778&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 169  &#8211;  euro 8</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/clara-zangrandi/" target="_self">Recensione di Clara Zangrandi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“Allegro ma non troppo” di Carlo M. Cipolla (Il Mulino)</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Mar 2014 07:47:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un libello, scritto in un momento di pausa dell’autore da titoli ben più impegnativi. Una disquisizione piacevole da serata in enoteca, tra gente colta. Contiene due piccoli saggi scherzosi che hanno la peculiarità di non avere niente a che fare l’uno con l’altro. Il primo è una ricostruzione semistorica del medioevo basata sui flussi commerciali di una spezia, il pepe. Il secondo, una tesi fantasociologica sulla distribuzione della stupidità nella popolazione mondiale. L’arguzia è il patto non dichiarato su cui si basa la dissertazione: va da sé che le teorie presentate sono storicamente e sociologicamente plausibili, volendo, persino supportate da dotte ricerche. Nel divertissement dell’intelligenza usata con grazia e cultura, dichiarazioni come “Senza il commercio del pepe non ci sarebbe stata Storia degna di questo nome” e “Il numero degli stupidi al mondo è, è stato, e sarà sempre di gran lunga maggiore di quanto si possa pensare”, assumono una dignità affascinante e stimolano ulteriori costrutti sulla scia di una tradizione antica, quella di certi filosofi greci riuniti nelle loro taverne culturali, di pietra e colonne. Un passatempo che si era un po’ perso nel corso dei millenni e che ora entra in libreria come un best seller, anche se [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8815247513/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8815247513&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3102" title="compra &quot;Allegro ma non troppo&quot; di Carlo M. Cipolla (Il Mulino)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/41zFq4z1XiL._SY445_.jpg" alt="carlo cipolla il mulino allegro ma non troppo" width="190" height="288" /></a>Un libello, scritto in un momento di pausa dell’autore da titoli ben più impegnativi. Una disquisizione piacevole da serata in enoteca, tra gente colta.</p>
<p style="text-align: justify;">Contiene due piccoli saggi scherzosi che hanno la peculiarità di non avere niente a che fare l’uno con l’altro. Il primo è una ricostruzione semistorica del medioevo basata sui flussi commerciali di una spezia, il pepe. Il secondo, una tesi fantasociologica sulla distribuzione della stupidità nella popolazione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arguzia è il patto non dichiarato su cui si basa la dissertazione: va da sé che le teorie presentate sono storicamente e sociologicamente plausibili, volendo, persino supportate da dotte ricerche.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel divertissement dell’intelligenza usata con grazia e cultura, dichiarazioni come <em>“Senza il commercio del pepe non ci sarebbe stata Storia degna di questo nome”</em> e <em>“Il numero degli stupidi al mondo è, è stato, e sarà sempre di gran lunga maggiore di quanto si possa pensare”</em>, assumono una dignità affascinante e stimolano ulteriori costrutti sulla scia di una tradizione antica, quella di certi filosofi greci riuniti nelle loro taverne culturali, di pietra e colonne. Un passatempo che si era un po’ perso nel corso dei millenni e che ora entra in libreria come un best seller, anche se questo libro era stato scritto per gli amici, anni fa. Bene così: far giocare ragionamento e conoscenza è, adesso come allora, considerato uno dei migliori esercizi per lo sviluppo del pensiero critico di cui c’è sempre tanto bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Allegro ma non troppo&#8221;</strong> di Carlo M. Cipolla<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8815247513/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8815247513&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Il Mulino</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 110 &#8211;  euro 15</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/loredana-de-michelis/" target="_self">Recensione di Loredana de Michelis</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“Il dottor Jekyll e mr. Hide” di Robert Louis Stevenson (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Mar 2014 07:24:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La storia è nota per le numerose interpretazioni cinematografiche, sebbene il libro sia di gran lunga più interessante e offra una lettura su più livelli. Andrebbe per questo forse riletto più volte, mentre le supposizioni possono iniziare a scatenarsi fin dal titolo. Perché Stevenson scrisse questo libro? Perché scelse quei nomi? Se il nome Hyde può avere a che fare con il verbo To Hide, nascondere, non si giustifica una frettolosa traduzione del nome Jekyll in Je (io in francese) e To Kill, uccidere: Jekyll è un dottore, ossessionato dal mostrare la sua benevolenza e dal mantenere la sua nomea impeccabile. Più che nascondere al mondo una parte della sua personalità, la reprime, ignorando quelli che lui definisce i richiami della sensualità. Mr Hyde, che sembra nascere come suo contropersonaggio, non è però il gaudente libertino che ci si aspetterebbe: è repellente, asociale, crudele e sanguinario, insensatamente punitivo. Entrambi, sia Hyde che Jekill, sono sofferenti, uno insoddisfatto, ipocrita e di fatto insensibile, l’altro a sua volta insensibile, ma feroce. Nella ricerca di appagamento e di pace falliscono entrambi ed è proprio questo che li porterà alla morte, in un finale moralissimo. La storia, letta da un punto di vista clinico, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807900483/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807900483&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3098" title="compra &quot;Il dottor Jekyll e mr. Hide&quot; di Robert Louis Stevenson" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/51xTueTHw1L._SY445_.jpg" alt="atevenson jekyll hide feltrinelli" width="190" height="295" /></a>La storia è nota per le numerose interpretazioni cinematografiche, sebbene il libro sia di gran lunga più interessante e offra una lettura su più livelli. Andrebbe per questo forse riletto più volte, mentre le supposizioni possono iniziare a scatenarsi fin dal titolo. Perché Stevenson scrisse questo libro? Perché scelse quei nomi? Se il nome Hyde può avere a che fare con il verbo To Hide, nascondere, non si giustifica una frettolosa traduzione del nome Jekyll in Je (io in francese) e To Kill, uccidere: Jekyll è un dottore, ossessionato dal mostrare la sua benevolenza e dal mantenere la sua nomea impeccabile. Più che nascondere al mondo una parte della sua personalità, la reprime, ignorando quelli che lui definisce i richiami della sensualità. Mr Hyde, che sembra nascere come suo contropersonaggio, non è però il gaudente libertino che ci si aspetterebbe: è repellente, asociale, crudele e sanguinario, insensatamente punitivo. Entrambi, sia Hyde che Jekill, sono sofferenti, uno insoddisfatto, ipocrita e di fatto insensibile, l’altro a sua volta insensibile, ma feroce. Nella ricerca di appagamento e di pace falliscono entrambi ed è proprio questo che li porterà alla morte, in un finale moralissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia, letta da un punto di vista clinico, sembrerebbe quella di una patologica anaffettività, che porta il dottor Jekyll a comportarsi correttamente soltanto per ambizione e Mister Hyde a uccidere e distruggere per incapacità di far fluire “la corrente vitale”, che egli sente fortemente, in qualcosa di costruttivo e autopreservante.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tutto ciò nasce il ritratto estremamente moderno e fatto anzitempo di un uomo d’oggi, che soccombe sotto doveri autoimposti per arrivismo, più che strettamente sociali: un uomo schiavo dell’apparenza, incapace di cambiare le regole, che sfoga la propria frustrazione di nascosto, trasfigurandosi e senza riuscire a dominarsi né ad amare. E’ un uomo infantile, rigido e precocemente invecchiato che cela un Hyde che è fisicamente piccolo, quasi come un bambino e che crescerà deforme nutrendosi del guscio Jekyll, senza per questo riuscire comunque a diventare una persona completa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il dottor Jekyll e mr. Hide&#8221;</strong> di Robert Louis Stevenson<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807900483/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807900483&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 128  &#8211;  euro 6</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/loredana-de-michelis/" target="_self">Recensione di Loredana de Michelis</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Un lavoro sporco&#8221; di Christopher Moore (Elliot Edizioni)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2014 21:21:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un mese di sospensione ho ripreso con le letture mensili “nazionalizzate” e questa volta tocca agli statunitensi. Il primo è stato Christopher Moore, un autore comico che ho trovato davvero fenomenale. Il suo libro, “Un lavoro sporco”, è l&#8217;assurda e non di rado demenziale storia di Charles Asher, un tranquillo commerciante di oggetti usati con una passione smodata per i completi fuori moda e sua moglie Rachel.  Incontriamo il nostro protagonista, etichettato come maschio beta, in preda ad una delirante euforia conseguente alla nascita della sua primogenita, Sophie; tale euforia verrà immediatamente funestata da una tragedia, alla quale seguiranno strane visioni. Oggetti che pulsano di luce rossa, inquietanti ombre che si aggirano per San Francisco ma soprattutto un improbabile uomo di colore, alto più di due metri e di verde vestito. Sulle prime Charlie pensa di aver perso completamente la bussola ma presto capisce che sotto c&#8217;è qualcosa di grosso. Queste visioni non sono che un antipasto al vero sconvolgimento nella vita di Charlie, sconvolgimento che si concretizza praticamente nella lettura di un misterioso librone che esordisce informandolo che “Ebbene sì, tu sei la Morte”. Non propriamente cosa di tutti i giorni, viene da dire. E così, con un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Un-Lavoro-Sporco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3088" title="compra &quot;Un lavoro sporco&quot; di Christopher Moore (Elliot Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Un-Lavoro-Sporco.jpg" alt="elliot moore un lavoro sporco edizioni" width="190" height="287" /></a>Dopo un mese di sospensione ho ripreso con le letture mensili “nazionalizzate” e questa volta tocca agli statunitensi. Il primo è stato <em>Christopher Moore</em>, un autore comico che ho trovato davvero fenomenale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il suo libro, <strong>“Un lavoro sporco”</strong>, è l&#8217;assurda e non di rado demenziale storia di Charles Asher, un tranquillo commerciante di oggetti usati con una passione smodata per i completi fuori moda e sua moglie Rachel.  Incontriamo il nostro protagonista, etichettato come maschio beta, in preda ad una delirante euforia conseguente alla nascita della sua primogenita, Sophie; tale euforia verrà immediatamente funestata da una tragedia, alla quale seguiranno strane visioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Oggetti che pulsano di luce rossa, inquietanti ombre che si aggirano per San Francisco ma soprattutto un improbabile uomo di colore, alto più di due metri e di verde vestito.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sulle prime Charlie pensa di aver perso completamente la bussola ma presto capisce che sotto c&#8217;è qualcosa di grosso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Queste visioni non sono che un antipasto al vero sconvolgimento nella vita di Charlie, sconvolgimento che si concretizza praticamente nella lettura di un misterioso librone che esordisce informandolo che <em>“Ebbene sì, tu sei la Morte”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non propriamente cosa di tutti i giorni, viene da dire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E così, con un ritmo comico incessante Moore ci porta attraverso 350 pagine di risate,  tragedie, morti (ovviamente) e incontri-scontri con esseri che abitano i sogni, o meglio gli incubi. Per non parlare degli esseri mitologici, tra cui la (le?) Morrigan, la triadica divinità Irlandese della Morte.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Lo stile, molto accattivante, ricorda in parte quello di Walter Moers, ma è impossibile esimersi dal confronto con Terry Pratchett e il suo <em>“Tristo Mietitore”</em>, la cui eco è percepibile non solo nell&#8217;idea di base della trama ma anche in molte scelte stilistiche e di tempi comici.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un libro che vale decisamente il suo prezzo (peraltro non eccessivo) e che consiglio caldamente soprattutto a chi pensa che la lettura sia una cosa noiosa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Forse non altrettanto caldeggiato per chi invece cerca principalmente una storia misteriosa e avvincente alla quale appassionarsi perché bisogna ammettere che il libro soffre di una certa prevedibilità, certo stemperata dalla verve comica.</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><strong>&#8220;Un lavoro sporco&#8221;</strong> di Christopher Moore<a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></div>
<div>pubblicato da Elliot Edizioni</div>
<div>pp. 382  &#8211;  euro 9,90</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
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		<title>&#8220;Due di due&#8221; di Andrea De Carlo (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 13:08:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Due di due&#8221; è un romanzo di Andrea De Carlo. Filo centrale della trama è la storia dell’amicizia tra due ragazzi molto diversi l’uno dall’altro, eppure per molti versi simili (come accade per molti legami nati sui banchi di scuola). Uno è Mario, l&#8217;io narrante, l’altro Guido Laremi. Il primo è perennemente indeciso e un po’ impacciato, Guido invece è un giovane carismatico e impulsivo ma anche problematico e a tratti apatico. La scuola finisce ma il legame tra i due resta vivo: siamo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Ad unirli c’è in primo luogo la riluttanza per il posto in cui vivono, la conformista Milano. Il loro rapporto si basa su un equilibrio tacito: Guido è il trascinatore, Mario lo accetta senza giudicarlo. L’inizio del libro a dire il vero fa un po’ fatica a decollare ma poi la storia si fa più avvincente e la narrazione coinvolge pagina dopo pagina, dal racconto del viaggio in Grecia a quello della dura vita di campagna fino all’odissea di Guido per vedere pubblicato il suo romanzo. Credo che l’opinione su questo libro dipenda molto dall’età e dal momento della vita che si attraversa quando lo si legge: chi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845234428/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845234428&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3069" title="compra &quot;Due di due&quot; di Andrea De Carlo (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Due-di-due-copertina.jpg" alt="bompiani due di due de carlo andrea" width="190" height="294" /></a>“Due di due&#8221;</strong> è un romanzo di <em>Andrea De Carlo</em>. Filo centrale della trama è la storia dell’amicizia tra due ragazzi molto diversi l’uno dall’altro, eppure per molti versi simili (come accade per molti legami nati sui banchi di scuola). Uno è Mario, l&#8217;io narrante, l’altro Guido Laremi. Il primo è perennemente indeciso e un po’ impacciato, Guido invece è un giovane carismatico e impulsivo ma anche problematico e a tratti apatico. La scuola finisce ma il legame tra i due resta vivo: siamo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Ad unirli c’è in primo luogo la riluttanza per il posto in cui vivono, la conformista Milano. Il loro rapporto si basa su un equilibrio tacito: Guido è il trascinatore, Mario lo accetta senza giudicarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inizio del libro a dire il vero fa un po’ fatica a decollare ma poi la storia si fa più avvincente e la narrazione coinvolge pagina dopo pagina, dal racconto del viaggio in Grecia a quello della dura vita di campagna fino all’odissea di Guido per vedere pubblicato il suo romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che l’opinione su questo libro dipenda molto dall’età e dal momento della vita che si attraversa quando lo si legge: chi è troppo giovane faticherà ad identificarsi con il ritratto psicologico dettagliato e sfaccettato che l’autore fa dei due protagonisti, così come chi è troppo avanti con l’età. Chi ha tra i venti e i trenta anni non è né eccessivamente ingenuo né troppo rassegnato per immedesimarsi in quei timori, in quelle sensazioni, in quelle palpitazioni e in tutti gli stati d’animo che trasudano dalle pagine di <em>&#8220;Due di due&#8221;</em>. In caso contrario si perde il senso di questo romanzo (De Carlo del resto non è famoso per le pindariche costruzioni letterarie e se non si apprezza il suo sforzo descrittivo a livello introspettivo difficilmente questo libro entrerà nell’elenco dei testi da consigliare).</p>
<p style="text-align: justify;">Se non si entra nell’ottica di questa psicologia, anche il finale può apparire banale: e invece ciò che si dovrebbe cogliere è l’inversione parziale dei ruoli. Mario smette di farsi trascinare e comprende in maniera autonoma e determinata quale direzione dare alla sua vita; Guido invece non riesce a trovare quello che cerca neppure girando il mondo intero. Il primo fa un viaggio nel tempo, trasferendosi in campagna e adeguandosi alla vita rurale; il secondo invece esplora il mondo ma resta in un certo senso fermo sui suoi passi. I due giovani diventano uomini seguendo percorsi diversi che però li conducono ad incontrarsi di nuovo. E il seguito viene raccontato nel seguito di questo romanzo, dal titolo <em>“Di noi tre”</em>, dove, ovviamente, la new entry è una donna che compromette l’amicizia storica tra Mario e Guido “<em>perché tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Due di due&#8221;</strong> di Andrea De Carlo<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845234428/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845234428&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 389  &#8211;  euro 10,50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessandra-de-angelis/" target="_self">Recensione di Alessandra De Angelis</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Difendere l&#8217;Italia&#8221; di Ida Magli (Rizzoli)</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 20:42:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ida Magli, antropologa, saggista e collaboratrice de “Il Giornale”, ha tutte le conoscenze necessarie per parlare della realtà italiana attuale da un punto di vista storico e sociale, o almeno così sembrerebbe. Proprio per questo leggere “Difendere l’Italia” fa storcere così tanto il naso. Finchè parla di fatti accaduti in politica o di dati statistici niente da dire, fa un buon lavoro di denuncia alla classe politica e clericale che va sempre bene; ma le teorie che si inventa per giustificare la brutta situazione italiana non si trovano neanche nei peggiori film di fantapolitica. Sostiene per esempio l’esistenza di un “laboratorio per la distruzione”, una specie di circolo massonico costituito dai leader e banchieri europei che mira alla distruzione (non fisica ma morale, una specie di assassinio delle menti dei popoli) dell’Europa, attraverso l’omologazione di tutti gli stati a uno solo (l’UE, il male assoluto). La saggista ha davvero paura di questa omologazione che si sta verificando attraverso la cancellazione dell’identità nazionale dei singoli stati. Ma il problema è che oltre a essere estremamente radicale in cio’ che afferma, confonde (a mio parere) omologazione con globalizzazione: è contraria per esempio al diffondersi dell’inglese, senza rendersi conto che in un mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/881706677X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=881706677X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3084" title="compra &quot;Difendere l'Italia&quot; di Ida Magli (Rizzoli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Italia.jpg" alt="rizzoli difendere l'Italia ida magli" width="190" height="293" /></a>Ida Magli</em>, antropologa, saggista e collaboratrice de “Il Giornale”, ha tutte le conoscenze necessarie per parlare della realtà italiana attuale da un punto di vista storico e sociale, o almeno così sembrerebbe. Proprio per questo leggere <strong>“Difendere l’Italia”</strong> fa storcere così tanto il naso.</p>
<p style="text-align: justify;">Finchè parla di fatti accaduti in politica o di dati statistici niente da dire, fa un buon lavoro di denuncia alla classe politica e clericale che va sempre bene; ma le teorie che si inventa per giustificare la brutta situazione italiana non si trovano neanche nei peggiori film di fantapolitica. Sostiene per esempio l’esistenza di un “laboratorio per la distruzione”, una specie di circolo massonico costituito dai leader e banchieri europei che mira alla distruzione (non fisica ma morale, una specie di assassinio delle menti dei popoli) dell’Europa, attraverso l’omologazione di tutti gli stati a uno solo (l’UE, il male assoluto). La saggista ha davvero paura di questa omologazione che si sta verificando attraverso la cancellazione dell’identità nazionale dei singoli stati. Ma il problema è che oltre a essere estremamente radicale in cio’ che afferma, confonde (a mio parere) omologazione con globalizzazione: è contraria per esempio al diffondersi dell’inglese, senza rendersi conto che in un mondo globalizzato una lingua “unica” è necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare dei provvedimenti che attuerebbe nei confronti degli immigrati: vuole bloccare le frontiere e negare loro la cittadinanza, sempre per salvaguardare l’<em>identità nazionale</em>. Razzismo o pragmatiche considerazioni? Chi lo sa. Un altro problema del libro è la sua oscurità, degna di una profezia dantesca: troppo spesso non si capisce né il vero parere dell’autrice né dove voglia andare a parare. Omosessualità, ruolo della donna, immigrati? Tre temi tra i tanti affrontati nel libro che sono presi e lasciati lì, con un contorno di teorie che definire fantasiose è un eufemismo (il suo impegno nel trovare teorie riguardanti il membro maschile infastidirebbe persino Freud).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i provvedimenti con cui si vanta in copertina di poter risollevare l’Italia, non è che son tutti da buttare ma non spiega come si potrebbe passare al suo modello, espone solo l’impostazione; contro gli immigrati dimostra invece una cecità sociale prodotta da paura su cui non mi soffermerò oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio questo libro? Non saprei. Comunque non me la sento di criticare in modo così spietato una studiosa, che probabilmente ne sa più di me; in più questo saggio è l’espressione di un’ intellettuale italiana frustrata, amara di anni di delusioni politiche, merita quindi rispetto. Inoltre c’è una cosa dire: l’atmosfera prodotta da tutti i fattori sopracitati è così strana che è quasi originale, sembra quasi scritto in un’altra epoca. Se cercate un saggio più specifico o più ottimista andate oltre, ma di certo <em>“Difendere l’Italia”</em> è tutt’altro che noioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Difendere l&#8217;Italia&#8221;</strong> di Ida Magli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/881706677X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=881706677X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Rizzoli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 266  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;La scoperta dell&#8217;ombra&#8221; di Roberto Casati (Editori Laterza)</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 19:50:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un libro che parla della storia dell’ombra. Detto così non sembra un granchè; ho iniziato a leggerlo per curiosità, ma senza grandi aspettative. Cosa ci sarà mai da sapere sulle ombre che già non so? E invece dopo una ventina di pagine ci si rende conto di non aver MAI pensato veramente alle ombre, con grande stupore e quasi con disappunto. E’ incredibile come una cosa così “quotidiana” tocchi così tanti campi, dia così tanti spunti di riflessione. Sfogliando le pagine mi è capitato spesso di dovermi fermare, chiudere il libro e pensare, o guardare l’ombra della propria mano proiettata dall’abat-jour (riscoprendo la propria fanciullezza per qualche momento). Il libro tratta la concezione filosofica dell’ombra nella storia, ma non si perde in elucubrazioni metafisiche; per la maggior parte è molto concreto: Casati ci mostra con amabile entusiasmo come molte verità scientifiche fondamentali per l’umanità siano state svelate grazie all’ombra, specialmente la scoperta dei cieli prima dell’invenzione del cannocchiale. Geometria, astronomia, pittura, scultura: ogni materia che coinvolga la percezione visiva non può trascurare le ombre, importanti quanto e forse anche più della luce da cui sono causate. Persino le più grandi menti della storia, come Galileo e Da Vinci hanno dedicato [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8842081507/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8842081507&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3077" title="compra &quot;La scoperta dell'ombra&quot; di Roberto Casati (Editori Laterza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/ombra.jpg" alt="laterza editori casati roberto la scoperta dell'ombra" width="190" height="285" /></a>Un libro che parla della storia dell’ombra. Detto così non sembra un granchè; ho iniziato a leggerlo per curiosità, ma senza grandi aspettative. Cosa ci sarà mai da sapere sulle ombre che già non so? E invece dopo una ventina di pagine ci si rende conto di non aver MAI pensato veramente alle ombre, con grande stupore e quasi con disappunto. E’ incredibile come una cosa così “quotidiana” tocchi così tanti campi, dia così tanti spunti di riflessione. Sfogliando le pagine mi è capitato spesso di dovermi fermare, chiudere il libro e pensare, o guardare l’ombra della propria mano proiettata dall’abat-jour (riscoprendo la propria fanciullezza per qualche momento). Il libro tratta la concezione filosofica dell’ombra nella storia, ma non si perde in elucubrazioni metafisiche; per la maggior parte è molto concreto: <em>Casati</em> ci mostra con amabile entusiasmo come molte verità scientifiche fondamentali per l’umanità siano state svelate grazie all’ombra, specialmente la scoperta dei cieli prima dell’invenzione del cannocchiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Geometria, astronomia, pittura, scultura: ogni materia che coinvolga la percezione visiva non può trascurare le ombre, importanti quanto e forse anche più della luce da cui sono causate. Persino le più grandi menti della storia, come Galileo e Da Vinci hanno dedicato molto tempo allo studio di queste immagini inafferrabili, sfuggevoli e indifferenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma questo è un libro di divulgazione impossibile da odiare, grazie ai capitoli brevissimi che si leggono come un bicchiere d’acqua, alla documentazione fornitissima, alle illustrazioni onnipresenti e al mondo di riflessioni che nascono come funghi dopo ogni pagina. La ciliegina sulla torta sono i piccoli dialoghi immaginari tra uno scettico Platone e la sua ombra Skia, tra un capitolo e l’altro. Persino il filosofo alla fine si lascia convincere dalla bellezza della sua controparte incorporea.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La scoperta dell&#8217;ombra&#8221;</strong> di Roberto Casati<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8842081507/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8842081507&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Editori Laterza</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 308  &#8211;  euro 18</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;Il giovane Holden&#8221; di J.D. Salinger (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 12:16:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno dei classici della letteratura statunitense, capace ancora oggi di parlare ai lettori. Perché? Perché la rabbia del sedicenne Holden Caufield, cacciato dall&#8217;ennesima scuola negli Stati Uniti del secondo dopo guerra e tutt&#8217;altro che entusiasta all&#8217;idea di tornare a casa dei genitori prima dell&#8217;arrivo della lettera ufficiale di espulsione, una rabbia che non si capisce bene da cosa sia motivata, è la rabbia di ognuno di noi. E lo è proprio perché non ha un obiettivo preciso, una causa scatenante precisa. Così nelle avventure metropolitane di questo ragazzo con diversi capelli bianchi, che cerca di spacciarsi per un maggiorenne e farsi servire da bere nei locali, ma spesso finisce a sorseggiare Coca Cola, questo ragazzo che infarcisce i suoi discorsi di &#8220;e tutto quanto&#8221;, &#8220;e quel che segue&#8221;, &#8220;e compagnia bella&#8221;, che non se la sente di rotolarsi nel letto con una giovane prostituta e compiange i suoi ex compagni di scuola, così bravi a fregare una ragazza, in queste avventure che si susseguono da quando Holden lascia Pencey, nelle &#8220;cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia&#8221;, per dirla come Holden nell&#8217;attacco del romanzo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806193090/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806193090&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3067" title="compra &quot;Il giovane Holden&quot; di J.D.Salinger (Einaudi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/il-giovane-holden.jpg" alt="einaudi salinger giovane holden" width="190" height="280" /></a>Uno dei classici della letteratura statunitense, capace ancora oggi di parlare ai lettori. Perché? Perché la rabbia del sedicenne Holden Caufield, cacciato dall&#8217;ennesima scuola negli Stati Uniti del secondo dopo guerra e tutt&#8217;altro che entusiasta all&#8217;idea di tornare a casa dei genitori prima dell&#8217;arrivo della lettera ufficiale di espulsione, una rabbia che non si capisce bene da cosa sia motivata, è la rabbia di ognuno di noi. E lo è proprio perché non ha un obiettivo preciso, una causa scatenante precisa. Così nelle avventure metropolitane di questo ragazzo con diversi capelli bianchi, che cerca di spacciarsi per un maggiorenne e farsi servire da bere nei locali, ma spesso finisce a sorseggiare Coca Cola, questo ragazzo che infarcisce i suoi discorsi di <em>&#8220;e tutto quanto&#8221;</em>, <em>&#8220;e quel che segue&#8221;</em>, <em>&#8220;e compagnia bella&#8221;</em>, che non se la sente di rotolarsi nel letto con una giovane prostituta e compiange i suoi ex compagni di scuola, così bravi a fregare una ragazza, in queste avventure che si susseguono da quando Holden lascia Pencey, nelle <em>&#8220;cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia&#8221;</em>, per dirla come Holden nell&#8217;attacco del romanzo, ognuno può vedere qualcosa di se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista di questo libro &#8211; che per i lettori italiani si identifica proprio con il suo nome, data l&#8217;impossibilità di tradurre un&#8217;espressione profondamente legata al mondo americano come <em>&#8220;the catcher in the rye&#8221;</em> (<em>il prenditore nella segale?</em>) &#8211; è per più di una ragione un outsider. È un ragazzo che non si riconosce nei comportamenti dei coetanei, che ha in sé una certa maturità più vicina alla vecchiaia che alla giovinezza che lo portano a sentirsi diverso dagli altri, a deriderli e criticarne gli atteggiamenti. Al contempo, Holden ha tutte le caratteristiche del ragazzino, e ci sembra di vederlo, in giro per una New York gelida e natalizia, con la sua posa da adulto e tutte le fissazioni e gli atteggiamenti del bambino. Un ragazzo cresciuto nella bambagia, che si può permettere di perdere il tempo in giro, perché di fondo non ha problemi di sopravvivenza. Holden, però, ha pensieri intricati e paranoie più o meno comprensibili; ha un giudizio sempre pronto su tutto – e per questo, sono molti quelli che, leggendo delle sua storia, hanno provato un&#8217;immediata antipatia per lui. Holden ha anche un che del poeta, nel raccontarci la sua storia, ed è per questo che si finisce comunque per affezionarsi a lui, <em>“alla vecchia Phoebe&#8221;</em>, e a tutti i dilemmi con cui il ragazzo si arrovella nel corso della storia – telefonare o non telefonare a Jane per sapere se è già tornata per le vacanze di Natale?</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine si rimane con un dubbio esistenziale (e irrisolvibile come sono solo le domande che ci poniamo una volta giunti alla fine di un libro): cosa ne sarà stato di Holden Caufield, dopo? Avrà iniziato tutto daccapo in un&#8217;altra scuola? Avrà realizzato qualcosa nella sua vita? O sarà davvero partito per il profondo sud (o nord), per vivere lontano da tutti come lo abbiamo sentito fantasticare qualche volta? <em>&#8220;Il giovane Holden&#8221;</em>, allora, è davvero uno di quei libri che lasciano senza fiato, come argomenta il protagonista in un celebre passaggio del testo, perché <em>&#8220;quando lo hai finito di leggere e tutto quel che segue vorresti che l&#8217;autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il giovane Holden&#8221;</strong> di Jerome David Salinger<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806193090/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806193090&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Einaudi</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 248  &#8211;  euro 12</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/roberta-turillazzi/" target="_self">Recensione di Roberta Turillazzi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Tutto passa&#8221; di Bernard Comment (Sellerio)</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 14:22:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno dei temi più affascinanti della letteratura di tutti i tempi è quello della memoria, dimensione in cui il passato diviene presente, in cui tutto si fa carico di emozioni che ritornano con nuove, molteplici sfumature, in cui i frammenti del vissuto assumono altri significati, tendono a dilatarsi, trasformandosi in metafora esistenziale. Dalla materia complessa che è il tempo, il tutto che passa, lo svizzero Bernard Comment, scrittore, ricercatore di scienze sociali, sceneggiatore e traduttore di Tabucchi,  trae l&#8217;essenza di ciò che rimane: “Che resta mai, una volta eliminati i poiché dunque infatti tuttavia, di una vita? della sottile tessitura di una vita? Pochissimo” e lo raccoglie in Tutto passa, nove bellissimi récits che hanno ottenuto nel 2011 il Premio Goncourt-Racconti. La poetica della memoria e ancor più quella della saudade, ovvero “la nostalgia di ciò che è stato ma anche di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere” &#8211; come scrive lo scrittore stesso nella prefazione al libro &#8211;  è l&#8217;ambito in cui egli si muove, immerso nell&#8217;inarrestabile scorrere del tempo e nello stesso tempo desideroso di fissarlo, di renderlo generatore di risvolti futuri, di inciderlo attraverso la scrittura. Una scrittura densa, intrisa di odori, di sensazioni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8838927588/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8838927588&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3049" title="compra &quot;Tutto passa&quot; di Bernard Comment (Sellerio)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/copertina-Tutto-passa.jpg" alt="sellerio comment bernard tutto passa" width="190" height="274" /></a>Uno dei temi più affascinanti della letteratura di tutti i tempi è quello della memoria, dimensione in cui il passato diviene presente, in cui tutto si fa carico di emozioni che ritornano con nuove, molteplici sfumature, in cui i frammenti del vissuto assumono altri significati, tendono a dilatarsi, trasformandosi in metafora esistenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla materia complessa che è il tempo, il tutto che passa, lo svizzero Bernard Comment, scrittore, ricercatore di scienze sociali, sceneggiatore e traduttore di Tabucchi,  trae l&#8217;essenza di ciò che rimane: <em>“Che resta mai, una volta eliminati i poiché dunque infatti tuttavia, di una vita? della sottile tessitura di una vita? Pochissimo” </em>e lo raccoglie in <strong>Tutto passa</strong>, nove bellissimi <em>récits</em> che hanno ottenuto nel 2011 il Premio Goncourt-Racconti.</p>
<p style="text-align: justify;">La poetica della memoria e ancor più quella della <em>saudade</em>, ovvero <em>“la nostalgia di ciò che è stato ma anche di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere” </em>&#8211;<em> </em>come scrive lo scrittore stesso nella prefazione al libro &#8211;  è l&#8217;ambito in cui egli si muove, immerso nell&#8217;inarrestabile scorrere del tempo e nello stesso tempo desideroso di fissarlo, di renderlo generatore di risvolti futuri, di inciderlo attraverso la scrittura. Una scrittura densa, intrisa di odori, di sensazioni che sembra fluttuare essa stessa nel tempo della narrazione e che sovente evoca l&#8217;idea di “galleggiare”; non a caso, <em>“Galleggiare”</em> è il titolo del racconto iniziale, in cui un&#8217;anziana signora, nuotando nell&#8217;acqua della sua piscina, avverte che <em>“tutto galleggia, il corpo, la memoria”</em>. Bracciata dopo bracciata, si fa largo nell&#8217;elemento naturale così come la sua mente penetra nei ricordi; essi affiorano per poi sprofondare di nuovo, sospesi fra la volontà di divenire evidenti e il desiderio di rimanere celati. La costante entrata ed uscita nel e dal passato è vissuta da personaggi le cui esistenze appaiono in qualche modo intrecciate fra loro; ecco che il momento topico della vita di un personaggio viene dilatato, analizzato e reso unico in un racconto così come viene posto a margine, fatto sfondo in un&#8217;altra esistenza, in un altro brano. La bellezza di tale lettura sta quindi nella bravura dello scrittore di penetrare tante memorie, portare a galla frammenti del vissuto estrapolandone verità nascoste e sottilissimi richiami.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi  i personaggi di Comment, figure di gran fascino indaffarate in vorticose rimembranze, accomunate dalla solitudine e dalla malinconia. Una solitudine cercata, voluta, inevitabile; essa è la giusta dimensione in cui un personaggio può affermare che <em>“forse è necessario avere un po&#8217; paura per essere felice. O aver bisogno di qualcosa. Ecco cos&#8217;è: aspettare qualcosa, con il timore che non succeda”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E l&#8217;attesa si ritrova nell&#8217;emblematico racconto finale di <strong>Tutto passa</strong>, intitolato <em>“Un guasto”</em>, il cui protagonista è la raffigurazione stessa del tempo che è passato; quest&#8217;uomo di centotré anni è rimasto bloccato a causa di un blackout in una modernissima biblioteca senza libri, in cui tutto è appunto computerizzato, quindi spento, inesistente. Il guasto è per lui l&#8217;occasione per ripercorrere la “sua” biblioteca mentale: <em>“a un certo momento avevo deciso di ridurre il catalogo, conservando soltanto i titoli indispensabili, ma è così difficile, ci sono i ricordi legati alle letture, gli appunti presi a margine, ho sempre annotato i miei libri”</em>. Guarda nel vuoto e rivede il libro legato alla sua infanzia, l&#8217;età in cui <em>“si scopre il piacere di voltare le pagine”</em>, per poi passare in rassegna quelli dell&#8217;adolescenza che riempiono il mondo interiore, infine ricorda poesie di Holderlin e sussurra versi di Borges sino a ritrovarsi avvolto dall&#8217;oscurità di quell&#8217;immensa stanza, <em>“un volume d&#8217;aria”</em> che è metafora stessa dell&#8217;esistenza, della memoria. Cos&#8217;altro desiderare in tale circostanza? L&#8217;ultracentenario sceglie la compagnia dei libri da portar con sé, nella propria solitudine, e auspica, forse insieme a noi lettori, che quell&#8217;arresto di elettricità sia permanente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Tutto passa&#8221;</strong> di Bernard Comment<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8838927588/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8838927588&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Sellerio Editore</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 200  &#8211;  euro 12</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessia-de-marchi/" target="_self">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Hansel &amp; Gretel&#8221; di Jacob e Wilhelm Grimm (Orecchio Acerbo Edizioni)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 13:53:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al vedere (giuro) in alcune librerie questo volume “sconsigliato ai più piccoli” non si sa se ridere o piangere. Ma questi le hanno lette davvero la favola dei fratelli Grimm? No, ovvio. Altrimenti si sarebbero forse ricordati che qui (come in tutte, dico TUTTE, le più classiche favole per bambini del resto) la paura, l’ignoto, il terrore perfino, sono elementi imprescindibili dell’immaginario infantile. Nonché, ci si perdoni la pedagogia spicciola, il più classico e sperimentato strumento perché proprio quella paura venga esorcizzata ed affrontata come richiedono, piaccia o no, i canoni della vita adulta. In questo caso, per dare luce (si fa per dire) a quella che è forse la più cupa delle storie dei Grimm, ci si è affidati ai pennelli di uno dei più importanti illustratori italiani. Lorenzo Mattotti, che del colore è maestro indiscusso e apprezzato ovunque nel mondo, per l’occasione ha stravolto la sua tavolozza, lasciando posto unicamente al nero. Lasciando che spiragli di luce emergano per sottrazione dalle ampie e minacciose pennellate, Mattotti ottiene un connubio perfetto, con luci e ombre che si rincorrono in uno scenario insieme spettrale e magnificamente evocativo. Se i nostri bambini sono pronti per ascoltare la storia dei due poveri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8889025824/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8889025824&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3043" title="compra &quot;Hansel &amp; Gretel&quot; di Jacob e Wilhelm Grimm (Orecchio Acerbo Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Mattotti.jpg" alt="" width="190" height="257" /></a>Al vedere (giuro) in alcune librerie questo volume “sconsigliato ai più piccoli” non si sa se ridere o piangere. Ma questi le hanno lette davvero la favola dei fratelli Grimm? No, ovvio.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrimenti si sarebbero forse ricordati che qui (come in tutte, dico TUTTE, le più classiche favole per bambini del resto) la paura, l’ignoto, il terrore perfino, sono elementi imprescindibili dell’immaginario infantile. Nonché, ci si perdoni la pedagogia spicciola, il più classico e sperimentato strumento perché proprio quella paura venga esorcizzata ed affrontata come richiedono, piaccia o no, i canoni della vita adulta.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso, per dare luce (si fa per dire) a quella che è forse la più cupa delle storie dei Grimm, ci si è affidati ai pennelli di uno dei più importanti illustratori italiani. Lorenzo Mattotti, che del colore è maestro indiscusso e apprezzato ovunque nel mondo, per l’occasione ha stravolto la sua tavolozza, lasciando posto unicamente al nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciando che spiragli di luce emergano per sottrazione dalle ampie e minacciose pennellate, Mattotti ottiene un connubio perfetto, con luci e ombre che si rincorrono in uno scenario insieme spettrale e magnificamente evocativo. Se i nostri bambini sono pronti per ascoltare la storia dei due poveri fratellini abbandonati nel bosco dalla matrigna e finiti nelle grinfie di un strega cattiva, lo saranno senz’altro per accostare alle parole queste tavole oscure e immaginifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, male che vada, questo volume piacerà sicuramente agli adulti. Specie a quelli che non hanno perso la capacità di sognare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Hansel &amp; Gretel&#8221;</strong> di Jacob e Wilhelm Grimm<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8889025824/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8889025824&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edizioni Orecchio Acerbo</p>
<p>pp. 52  &#8211;  euro 20</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giuseppe-de-marco/" target="_self">Recensione di Giuseppe De Marco</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>&#8220;Ho servito il Re d&#8217;Inghilterra&#8221; di Bohumil Hrabal (Edizioni E/O)</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 14:31:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre per il ciclo di autori cechi, ho deciso di leggere Bohumil Hrabal, autore del 1900 che ha svolto nella sua vita decine e decine di lavori diversi; fra questi, anche quello di cameriere, che gli ha probabilmente dato l&#8217;idea per questo libro. La storia, narrata in prima persona, è quella di Ditie, un giovanissimo cameriere ceco che in anni e anni di dura carriera riesce pian piano a scalare i vari gradi del suo lavoro fino a divenire egli stesso uno di quelli hoteliers che tanto invidiava, proprio durante il periodo più buio della storia del suo paese, gli anni sessanta del secolo scorso. La narrazione quindi ripercorre tutte le fasi della sua vita lavorativa ma non solo. Nelle pagine parla anche del suo incontro con la civiltà nazista e l&#8217;amore per una giovane “ariana”, ponendo in una luce non completamente positiva il protagonista che più volte sente il rimorso di coscienza al pensiero dei suoi agi mentre decine e decine di connazionali vengono giudicati e giustiziati dai nazisti. La storia ha un drastico cambiamento negli ultimi capitoli, che narrano l&#8217;età più matura, durante la quale il nostro riesce finalmente ad arricchirsi, incorrendo nelle inevitabili difficoltà dovute alla sua [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8876419985/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8876419985&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3001" title="compra &quot;Ho servito il Re d'Inghilterra&quot; di Bohumil Hrabal (Edizioni E/O)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Inghilterra.jpg" alt="edizioni e/o re d'Inghilterra servito bohumil hrabal" width="190" height="307" /></a>Sempre per il ciclo di autori cechi, ho deciso di leggere <em>Bohumil Hrabal</em>, autore del 1900 che ha svolto nella sua vita decine e decine di lavori diversi; fra questi, anche quello di cameriere, che gli ha probabilmente dato l&#8217;idea per questo libro.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia, narrata in prima persona, è quella di Ditie, un giovanissimo cameriere ceco che in anni e anni di dura carriera riesce pian piano a scalare i vari gradi del suo lavoro fino a divenire egli stesso uno di quelli hoteliers che tanto invidiava, proprio durante il periodo più buio della storia del suo paese, gli anni sessanta del secolo scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">La narrazione quindi ripercorre tutte le fasi della sua vita lavorativa ma non solo. Nelle pagine parla anche del suo incontro con la civiltà nazista e l&#8217;amore per una giovane “ariana”, ponendo in una luce non completamente positiva il protagonista che più volte sente il rimorso di coscienza al pensiero dei suoi agi mentre decine e decine di connazionali vengono giudicati e giustiziati dai nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia ha un drastico cambiamento negli ultimi capitoli, che narrano l&#8217;età più matura, durante la quale il nostro riesce finalmente ad arricchirsi, incorrendo nelle inevitabili difficoltà dovute alla sua situazione economica durante il regime comunista.</p>
<p style="text-align: justify;">La parte più interessante è sicuramente quella finale, in cui l&#8217;introspezione del protagonista, mai troppo filosofica né pesante, lascia un forte spunto di riflessione per quanto riguarda la nostra autodefinizione come individui tramite i rapporti interpersonali.<br />
Ho apprezzato indubbiamente la scelta della prima persona, anche se inizialmente mi sono imbattuto in una sintassi leggermente differente e quindi un po&#8217;scoraggiante, ma si riesce senza problemi a “prendere il ritmo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che invece ho trovato poco efficace e insensata è stata la struttura dei capitoli, secondo me privi di un vero e proprio filo conduttore interno, che mi ha deluso maggiormente proprio nell&#8217;ultimo, che avrebbe meritato un&#8217;ulteriore divisione e quindi una titolazione più adeguata.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglierei questo libro solo a lettori più maturi e comunque abbastanza “navigati” nel mare della letteratura e che quindi non cerchino particolari emozioni o colpi di scienza ma che sappiano apprezzare quella che sembra una tranquilla cronaca di una vita, se non propriamente comune, certo non straordinaria. Credo sia inevitabile inoltre un minimo di documentazione sulla particolare situazione politica dell&#8217;epoca (anni 60-70) per meglio comprendere le varie dinamiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ho servito il Re d&#8217;Inghilterra&#8221;</strong> di Bohumil Hrabal<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8876419985/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8876419985&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Edizioni E/O</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 218  &#8211;  euro 9</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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