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	<title>Scritti da Voi &#187; alessia de marchi esercizi di stile scritti da voi | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Le cose fondamentali&#8221; di Tiziano Scarpa (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei gesti più belli che un padre solitamente compie, quando tiene in braccio il figlio appena nato, è quello di sollevarlo verso il cielo, le braccia ben tese atte a trasmettergli sicurezza e protezione.  Un&#8217;immagine che evoca stabilità e delicatezza, forza e fragilità allo stesso tempo, rappresentazione del rapporto padre-figlio, uno dei temi del bellissimo romanzo Le cose fondamentali di Tiziano Scarpa, Premio Strega 2009 con Stabat Mater. Il romanzo nasce come diario: Leonardo, il protagonista, ripercorre alcune esperienze fondamentali della sua vita &#8211; il rapporto con i genitori, l&#8217;incontro con la donna amata, l&#8217;approccio al mondo del lavoro – narrandole con il desiderio di tramandarle al figlio. In questo quaderno, il piccolo Mario non troverà semplici pensieri o aneddoti, riflessioni su persone o descrizioni di paesaggi. Egli comprenderà l&#8217;essenza stessa delle cose; vedrà la realtà così come suo padre l&#8217;ha percepita nel momento stesso in cui è stato “iniziato” alla paternità. La nascita del piccolo sembra infatti coincidere con la rinascita del protagonista; Leonardo si pone innanzi al mondo come fosse lui stesso un neonato,“una creatura dai grandi occhi spalancati”, osservatore della realtà senza “alcuna barriera di pensieri”, spoglia di finzioni, preconcetti o artifici atti ad alterarla. Tale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/05/copertina-Le-cose-fondamentali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1741" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/05/copertina-Le-cose-fondamentali.jpg" alt="Le cose fondamentali Tiziano Scarpa Einaudi" width="190" height="309" /></a>Uno dei gesti più belli che un padre solitamente compie, quando tiene in braccio il figlio appena nato, è quello di sollevarlo verso il cielo, le braccia ben tese atte a trasmettergli sicurezza e protezione.  Un&#8217;immagine che evoca stabilità e delicatezza, forza e fragilità allo stesso tempo, rappresentazione del rapporto padre-figlio, uno dei temi del bellissimo romanzo <strong>Le cose fondamentali</strong> di <em>Tiziano Scarpa</em>, Premio Strega 2009 con <em>Stabat Mater</em>.</div>
<div style="text-align: justify">Il romanzo nasce come diario: Leonardo, il protagonista, ripercorre alcune esperienze fondamentali della sua vita &#8211; il rapporto con i genitori, l&#8217;incontro con la donna amata, l&#8217;approccio al mondo del lavoro – narrandole con il desiderio di tramandarle al figlio. In questo quaderno, il piccolo Mario non troverà semplici pensieri o aneddoti, riflessioni su persone o descrizioni di paesaggi. Egli comprenderà l&#8217;essenza stessa delle cose; vedrà la realtà così come suo padre l&#8217;ha percepita nel momento stesso in cui è stato “iniziato” alla paternità. La nascita del piccolo sembra infatti coincidere con la rinascita del protagonista; Leonardo si pone innanzi al mondo come fosse lui stesso un neonato,<em>“una creatura dai grandi occhi spalancati”</em>, osservatore della realtà senza “alcuna barriera di pensieri”, spoglia di finzioni, preconcetti o artifici atti ad alterarla. Tale genesi può essere interpretata come possibilità di affacciarsi nuovamente alle cose essenziali del mondo e della vita stessa, volontà di comprendere ed assegnare l&#8217;esatto valore all&#8217;amicizia, all&#8217;amore, alla malattia, alla morte.</div>
<div style="text-align: justify">“Cose fondamentali” che vengono denudate, così come, in un capitolo, il protagonista denuda platealmente se stesso, si spoglia dello status di adulto per calarsi nella condizione del neonato, lasciando agire i propri istinti e lasciandosi pervadere dallo stupore primordiale di quanto lo circonda. E la meraviglia, l&#8217;intensità, il lirismo affascinano il lettore, coinvolgendolo in un&#8217;opera forse più drammaturgica che narrativa. Credo che <strong>Le cose fondamentali</strong> debba essere “letto” come straordinaria opera letteraria ricca di simbologie, strutturata su frequenti dualità che vengono scardinate, sovvertite. E allo stesso tempo, essere “visto” come eccellente capolavoro teatrale ambientato in una Venezia che si rivela essere un&#8217;entità affascinante, viva.</div>
<div style="text-align: justify">Significativo, in tal senso, è il momento in cui il protagonista si trova in riva al mare, sulla spiaggia invernale e solitaria del Lido di Venezia, <em>“un&#8217;isola molto lunga e molto stretta, un grissino”</em>: la distesa d&#8217;acqua diviene essere animato, irrompe in quanto scenario perfetto del meditato suicidio del protagonista, ritorno all&#8217;ambiente primordiale, <em>“il mare entrerà dentro di me, ne basterà poco, ce ne sarà così tanto, tutt&#8217;intorno, non sarà molto quello che pretenderò per me”</em>. L&#8217;io narrante descrive la sua morte, la vive attraverso una scrittura minuziosa, ricercata, in tensione; l&#8217;io, posto di fronte alla diagnosi della terribile malattia del neonato e alla scoperta di non esserne il padre biologico, assiste al crollo di ogni sua certezza, evento che collima con la crisi della sintassi stessa.</div>
<div style="text-align: justify">Si assiste così alla presa di potere della scrittura e delle parole che tornano ad essere suono, successione di lettere. Esse incombono, assalgono e travolgono il protagonista e il lettore, l&#8217;uno intento a dare una logica agli eventi, l&#8217;altro proteso verso una risoluzione. <em>“Le parole non mentivano, si sono impossessate di me, si sono sostituite a quello che sono, a quello che pensavo di essere, sono solo loro che vivono dentro di me, io non esisto, non ci sono”.</em></div>
<div style="text-align: justify">Il finale del romanzo è una sorta di quiete dopo la tempesta; una presa di coscienza responsabile, risolutiva ed eticamente apprezzata. Un sipario che si chiude con le parole più belle: <em>“Questo è. È stato così che sono diventato tuo padre, ma non te lo racconterò mai”.</em></div>
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<div><strong>&#8220;Le cose fondamentali&#8221;</strong> di Tiziano Scarpa<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806201875/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806201875" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>pubblicato da Einaudi</div>
<div>pp. 150  &#8211;  euro 18</div>
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<div><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></div>
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