<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Scritti da Voi &#187; americana | Scritti da Voi</title>
	<atom:link href="https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/tag/americana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi</link>
	<description>Gabriele Ametrano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Apr 2021 07:31:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>&#8220;Undici solitudini&#8221; di Richard Yates (Minimum Fax)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/undici-solitudini-di-richard-yates-minimum-fax/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/undici-solitudini-di-richard-yates-minimum-fax/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 16:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[americana]]></category>
		<category><![CDATA[andrea]]></category>
		<category><![CDATA[andrea fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[Cleary]]></category>
		<category><![CDATA[desolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Easter Parade]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[Il dottor Geco]]></category>
		<category><![CDATA[Il regalo della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[libro yates]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
		<category><![CDATA[Raymond Carver]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensione undici solitudini andrea fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni familiari]]></category>
		<category><![CDATA[Revolutionary Road]]></category>
		<category><![CDATA[Richard]]></category>
		<category><![CDATA[richard yates]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[Snell]]></category>
		<category><![CDATA[solitudini]]></category>
		<category><![CDATA[Una buona scuola]]></category>
		<category><![CDATA[undici]]></category>
		<category><![CDATA[undici solitudini]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent]]></category>
		<category><![CDATA[yates]]></category>
		<category><![CDATA[yates richard libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3117</guid>
		<description><![CDATA[Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande. Non è il caso di &#8220;Undici solitudini&#8221; dello statunitense Richard Yates. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta. I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, Il regalo della maestra, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3118" title="compra &quot;Undici solitudini&quot; di Richard Yates (Minimum Fax)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788875210885g.jpg" alt="minimum fax undici solitudini richard yates" width="190" height="318" /></a>Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il caso di <strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> dello statunitense <em>Richard Yates</em>. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, <em>Il regalo della maestra</em>, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, rigido ma in grado di mostrare la verità della letteratura ai suoi lettori e snobbato in favore di autori alla mano privi di un messaggio da veicolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa con uno stile implacabile, scorrevole, preciso, in cui il periodo è lavorato con la cura piana di un artigiano, senza la barocca preziosità dell’orafo e più dalle parti dell’orologiaio: la scrittura è funzionale, ogni vite o ingranaggio è lì per muovere il meccanismo silenzioso della storia e non potrebbe altrimenti, pena la staticità dei personaggi nello spazio psicologico della pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo<em> Undici solitudini </em>appare chiaro quanto Raymond Carver debba a Yates in termini di costruzione dei racconti, di strutturazione di una prosa così solida e ferma da reggersi in piedi come un lavoro di architettura. Yates è pulito, sa dosarsi, quando esagerare e trascinare nel vivo del racconto il lettore, mettendo a nudo un personaggio nel giro di una riga. Basta guardare come descrive, attraverso il linguaggio del corpo, l’ansia sociale del piccolo Vincent nel racconto d’apertura <em>Il dottor Geco</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie brevi sono un mezzo a sè, un raro caso di forma che detta il contenuto. Gli scrittori di storie brevi non sono romanzieri, i romanzieri non sanno necessariamente scrivere bei racconti. Accade talvolta che le due figure si sovrappongano. Richard Yates è uno dei pochi in cui questa sovrapposizione è totale. Yates maneggia la forma romanzo con la stessa abilità con cui si destreggia tra gli spazi angusti del racconto breve. Il più famoso <em>Revolutionary Road</em> ma anche i meno noti <em>Una buona scuola </em>o <em>Easter Parade</em> hanno in nuce la stessa potenza dei racconti presenti in questo libro. Anche i temi sono gli stessi: lo scrittore batte sui tasti che più gli sono congeniali, il senso distorto di <em>Americana</em>, le relazioni familiari &#8211; mai soddisfacenti e spesso distruttive &#8211; e il desiderio di fuga, a ogni età.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> di Richard Yates<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Minimum Fax</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 257  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/undici-solitudini-di-richard-yates-minimum-fax/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Pastorale americana&#8221; di Philip Roth (Einaudi)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/pastorale-americana-di-philip-roth-einaudi/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/pastorale-americana-di-philip-roth-einaudi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 15:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[americana]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi roth pastorale]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi roth pastorale americana]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile laura novi]]></category>
		<category><![CDATA[figlia balbuziente]]></category>
		<category><![CDATA[Ho sposato un comunista]]></category>
		<category><![CDATA[idolatrato]]></category>
		<category><![CDATA[il giusto]]></category>
		<category><![CDATA[la macchia umana]]></category>
		<category><![CDATA[laura novi]]></category>
		<category><![CDATA[laura novi scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[libro roth]]></category>
		<category><![CDATA[Miss New Jersey]]></category>
		<category><![CDATA[Nathan]]></category>
		<category><![CDATA[novi laura]]></category>
		<category><![CDATA[pastorale]]></category>
		<category><![CDATA[pastorale americana]]></category>
		<category><![CDATA[Pastorale americana recensione]]></category>
		<category><![CDATA[pastorale roth]]></category>
		<category><![CDATA[philip roth einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[premio Pulitzer]]></category>
		<category><![CDATA[recensione pastorale americana laura novi]]></category>
		<category><![CDATA[recensione pastorale americana roth]]></category>
		<category><![CDATA[roth pastorale einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Svedese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=2624</guid>
		<description><![CDATA[“Pastorale americana” scritto nel 1997 è il primo romanzo della trilogia cui appartengono anche “Ho sposato un comunista” e  “La macchia umana” ed è anche il romanzo che valse a Roth il premio Pulitzer per la narrativa nel 1998. Romanzo che andrebbe letto più volte, ogni volta con occhi diversi. Con gli occhi di Nathan – alter ego di Roth &#8211; per scoprire quale è stata la vita dello Svedese, dotatissimo e integratissimo ebreo. Issimo in tutto ciò che possiamo immaginare, idolatrato da tutti i compagni di scuola, che ne fanno un mito, il destino sembra avere in serbo per lui il meglio, a partire dal matrimonio con Miss New Jersey. Perché lo Svedese e la sua famiglia rappresentano la perfezione, lo Svedese sa sempre quello che è giusto fare e fa sempre quello che è giusto. Sempre troppo attento a che gli altri non siano infelici. Sempre troppo. E qui possiamo iniziare a leggerlo con gli occhi dell’adulto, chiedendoci quante volte agiamo non pensando a quello in cui crediamo, ma cercando di compiacere chi amiamo agendo “il giusto”.  Per poi essere proiettati nella catastrofe totale. Riprendendo poi a leggere con gli occhi del coniuge, che “Pastorale americana” è anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174118/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174118&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2627" title="pastorale americana philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/07/pastorale-americana.jpg" alt="einaudi pastorale americana roth" width="190" height="292" /></a>“Pastorale americana”</strong> scritto nel 1997 è il primo romanzo della trilogia cui appartengono anche <em>“Ho sposato un comunista”</em> e  <em>“La macchia umana”</em> ed è anche il romanzo che valse a Roth il premio Pulitzer per la narrativa nel 1998.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Romanzo che andrebbe letto più volte, ogni volta con occhi diversi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Con gli occhi di Nathan – alter ego di Roth &#8211; per scoprire quale è stata la vita dello Svedese, dotatissimo e integratissimo ebreo. <em>Issimo</em> in tutto ciò che possiamo immaginare, idolatrato da tutti i compagni di scuola, che ne fanno un mito, il destino sembra avere in serbo per lui il meglio, a partire dal matrimonio con Miss New Jersey.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Perché lo Svedese e la sua famiglia rappresentano la perfezione, lo Svedese sa sempre quello che è giusto fare e fa sempre quello che è giusto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sempre troppo attento a che gli altri non siano infelici. Sempre troppo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E qui possiamo iniziare a leggerlo con gli occhi dell’adulto, chiedendoci quante volte agiamo non pensando a quello in cui crediamo, ma cercando di compiacere chi amiamo agendo <em>“il giusto”</em>.  Per poi essere proiettati nella catastrofe totale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Riprendendo poi a leggere con gli occhi del coniuge, che <em>“Pastorale americana”</em> è anche la storia di un matrimonio, perfetto nell’apparenza e nella sostanza. Un matrimonio come tanti, un matrimonio tra due sconosciuti, che fanno entrambi del loro meglio per supportare la figlia balbuziente che non riesce a superare il suo problema.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E ancora leggerlo ancora con gli occhi del genitore, il genitore che ama i figli più di ogni altra cosa, progetta il loro futuro  &#8211; finché è il futuro stesso ad irrompere nella vita. E quando insieme al futuro la storia ci chiede il conto, crollano tutte le maschere e i luoghi ideali che ci siamo costruiti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Si può  passare poi a leggerlo con gli occhi del figlio, che chiede un amore diverso da quello che il genitore è in grado di dare, chiede e cerca risposte nei modi e nei mondi che possono apparire più assurdi, i mondi più lontani da quelli sognati per lui dalla calda e protettiva, giusta, famiglia di origine che sola sa qual’è la strada della felicità.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ una storia di buoni, che ci insegna che nella vita non basta essere buoni perché si può fare del male anche senza saperlo. Perché quando si interagisce con altri esseri umani non basta la buona volontà, non basta il voler perseguire <em>“il giusto”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth dipinge così in molte sue sfaccettature l’America e i suoi figli, rendendoci  partecipi delle loro aspirazioni, dei loro dolori, delle loro sconfitte, della caduta di un sogno che, come fa lo stesso Svedese,  imperterriti vogliono continuare a sognare.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Pastorale americana&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174118/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174118&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 425  &#8211;  euro 14</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/pastorale-americana-di-philip-roth-einaudi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
