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		<title>&#8220;Undici solitudini&#8221; di Richard Yates (Minimum Fax)</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 16:58:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande. Non è il caso di &#8220;Undici solitudini&#8221; dello statunitense Richard Yates. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta. I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, Il regalo della maestra, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3118" title="compra &quot;Undici solitudini&quot; di Richard Yates (Minimum Fax)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788875210885g.jpg" alt="minimum fax undici solitudini richard yates" width="190" height="318" /></a>Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il caso di <strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> dello statunitense <em>Richard Yates</em>. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, <em>Il regalo della maestra</em>, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, rigido ma in grado di mostrare la verità della letteratura ai suoi lettori e snobbato in favore di autori alla mano privi di un messaggio da veicolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa con uno stile implacabile, scorrevole, preciso, in cui il periodo è lavorato con la cura piana di un artigiano, senza la barocca preziosità dell’orafo e più dalle parti dell’orologiaio: la scrittura è funzionale, ogni vite o ingranaggio è lì per muovere il meccanismo silenzioso della storia e non potrebbe altrimenti, pena la staticità dei personaggi nello spazio psicologico della pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo<em> Undici solitudini </em>appare chiaro quanto Raymond Carver debba a Yates in termini di costruzione dei racconti, di strutturazione di una prosa così solida e ferma da reggersi in piedi come un lavoro di architettura. Yates è pulito, sa dosarsi, quando esagerare e trascinare nel vivo del racconto il lettore, mettendo a nudo un personaggio nel giro di una riga. Basta guardare come descrive, attraverso il linguaggio del corpo, l’ansia sociale del piccolo Vincent nel racconto d’apertura <em>Il dottor Geco</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie brevi sono un mezzo a sè, un raro caso di forma che detta il contenuto. Gli scrittori di storie brevi non sono romanzieri, i romanzieri non sanno necessariamente scrivere bei racconti. Accade talvolta che le due figure si sovrappongano. Richard Yates è uno dei pochi in cui questa sovrapposizione è totale. Yates maneggia la forma romanzo con la stessa abilità con cui si destreggia tra gli spazi angusti del racconto breve. Il più famoso <em>Revolutionary Road</em> ma anche i meno noti <em>Una buona scuola </em>o <em>Easter Parade</em> hanno in nuce la stessa potenza dei racconti presenti in questo libro. Anche i temi sono gli stessi: lo scrittore batte sui tasti che più gli sono congeniali, il senso distorto di <em>Americana</em>, le relazioni familiari &#8211; mai soddisfacenti e spesso distruttive &#8211; e il desiderio di fuga, a ogni età.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> di Richard Yates<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Minimum Fax</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 257  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Atlante occidentale&#8221; di Daniele Del Giudice (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 11:56:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un fallimento, uno scontro tra aerei, dà inizio all’amicizia tra Pietro Brahe, ricercatore impegnato a studiare gli effetti dell’acceleratore di particelle nei laboratori del CERN, e Ira Epstein, enigmatico scrittore alle soglie del premio Nobel, ormai stancatosi della propria attività intellettuale e alla ricerca di un superamento della forma apparente. I due non potrebbero essere più diversi, scienza e letteratura, testa e cuore, eppure il rapporto che scaturirà da quel banale incidente tra aeroplani cambierà la vita di entrambi. Pubblicato nel 1985, ma quanto mai attuale ancor oggi, &#8220;Atlante occidentale&#8221; rappresenta una punto di rottura con il resto del panorama letterario, per stile e contenuti, presentando un argomento inedito e altamente tecnico, sconosciuto alle pagine gonfie d’umanesimo e storicismo della letteratura italiana. Fisica e letteratura, metafisica e metaletteratura. I fili si intrecciano in una trama fitta di rimandi al volo, passione in seguito sviscerata da Del Giudice in &#8220;Staccando l’ombra da terra&#8221;, &#8220;Mania&#8221; e negli articoli di &#8220;In questa luce&#8221;, e alla scrittura. Un tema, quello della riflessione sullo scrivere, che l’autore romano aveva già affrontato nel libro d’esordio, &#8220;Lo stadio di Wimbledon&#8221; (dove l’impossibilità, la resa, di fronte al raccontare diventa materia di un libro, in un perpetuo paradosso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806199447/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806199447&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2765" title="atlante occidentale daniele del giudice einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/41nTVd2euKL._.jpg" alt="einaudi del giudice atlante occidentale" width="190" height="307" /></a>Un fallimento, uno scontro tra aerei, dà inizio all’amicizia tra Pietro Brahe, ricercatore impegnato a studiare gli effetti dell’acceleratore di particelle nei laboratori del CERN, e Ira Epstein, enigmatico scrittore alle soglie del premio Nobel, ormai stancatosi della propria attività intellettuale e alla ricerca di un superamento della forma apparente. I due non potrebbero essere più diversi, scienza e letteratura, testa e cuore, eppure il rapporto che scaturirà da quel banale incidente tra aeroplani cambierà la vita di entrambi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Pubblicato nel 1985, ma quanto mai attuale ancor oggi, <strong>&#8220;Atlante occidentale&#8221;</strong> rappresenta una punto di rottura con il resto del panorama letterario, per stile e contenuti, presentando un argomento inedito e altamente tecnico, sconosciuto alle pagine gonfie d’umanesimo e storicismo della letteratura italiana.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Fisica e letteratura, metafisica e metaletteratura. I fili si intrecciano in una trama fitta di rimandi al volo, passione in seguito sviscerata da <em>Del Giudice</em> in <em>&#8220;Staccando l’ombra da terra&#8221;</em>, <em>&#8220;Mania&#8221;</em> e negli articoli di <em>&#8220;In questa luce&#8221;</em>, e alla scrittura. Un tema, quello della riflessione sullo scrivere, che l’autore romano aveva già affrontato nel libro d’esordio, <em>&#8220;Lo stadio di Wimbledon&#8221;</em> (dove l’impossibilità, la resa, di fronte al raccontare diventa materia di un libro, in un perpetuo paradosso circolare), qui superato grazie a un’impostazione più narrativa e immediata, ma non per questo più semplice &#8211; complice anche la grande quantità di discorsi tecnici. Se, infatti, <em>&#8220;Lo stadio di Wimbledon&#8221;</em> peccava di un’inconsistenza che allo stesso tempo era il suo punto di forza, <em>&#8220;Atlante occidentale&#8221;</em> tratteggia con mano ferma un arco narrativo compiuto, dove è possibile scorgere uno sviluppo, una crescita, un’appagante senso di compiutezza interna al libro.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Immutato lo stile, etereo e luminoso, raffinato ma non stucchevole, povero di aggettivi ma ricco per varietà di strutture e snodi frasali che donano guizzo e agilità alla prosa (non è un caso che il libro sia lungo poco più di 170 pagine). Alternando le riflessioni sull’argomento a passaggi più leggeri, Del Giudice mostra una spiccata abilità nel rendere incalzante anche una semplice discussione su quanto spazio spetti a uno scienziato, ospite dei laboratori.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Su tutto, la precisione sembra eleggersi ad assioma principale: le pagine sono fitte di lemmi tecnici, di linguaggi settoriali che restituiscono, da una parte, un’immediata veridicità, e dall’altra un senso di specificità ed esattezza. Impara la lezione di Calvino, padre di una scrittura tersa e cristallina per senso e scopo, Del Giudice si concede però anche qualche esperimento &#8211; alla maniera dei personaggi che popolano l’opera, impegnati a scoprire una nuova realtà scientifica &#8211; nel campo della lingua: spesso le frasi presentando più tempi verbali, un passato prossimo e un passato remoto, un presente e un passato insieme, creando un effetto vibrato, di continuo passaggio diaframmatico da una realtà all’altra, proprio come le particelle che si muovono nell’acceleratore di Ginevra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Si crea quindi una forte compattezza, un’unione di intenti tra stile e contenuto, entrambi impegnati a raccontare la nascita di nuovi oggetti conseguente alla scoperta delle particelle sub-atomiche. Nuovi oggetti, letterari e fisici, che andranno a formare nuove mappe, nuovi atlanti, su cui segnare il percorso dell&#8217;uomo verso l&#8217;ignoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>Atlante occidentale</em> non vuole tuttavia essere un apripista, non vuole imporre o costringere modelli da seguire, perché, come ricorda Epstein, la cosa più importante di un’esperienza non è scriverne, raccontarla, spiegarla. L’importante è provarne il sentimento.</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Atlante occidentale&#8221;</strong> di Daniele Del Giudice<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806199447/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806199447&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 170  &#8211;  euro 11</div>
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<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></div>
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<p><strong> </strong></p>
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		<title>“La prima indagine di Montalbano” di Andrea Camilleri (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 15:31:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Torna il commissario più famoso d’Italia, raccontato con maestria dalla penna di Andrea Camilleri. Torna… in questo caso sarebbe meglio dire “arriva”. Il libro, infatti, comprende tre lunghi racconti (&#8220;Sette lunedì&#8221;, &#8220;La prima indagine di Montalbano&#8221;, &#8220;Ritorno alle origini&#8221;), tutti incentrati sugli inizi di Montalbano come garante dell’ordine. Per chi pensava di sapere tutto sul personaggio, ci saranno non poche sorprese. Salvo qui è un giovane poliziotto, impegnato in una relazione con una certa Mary &#8211; della storica fidanzata Livia ancora nessuna traccia. E che dire dell’esperienza di vice-commissario nello sperduto paesino montando di Mascalippa? Una premessa di cui non tutti gli appassionati di Montalbano erano a conoscenza. Tre racconti, dicevamo. In &#8220;Sette lunedì&#8221; il commissario deve risolvere un caso che riguarda la misteriosa uccisione di alcuni animali. Ne &#8220;La prima indagine di Montalbano&#8221;, Salvo – appena trasferito a Vigàta – ha a che fare con la giovane Rosanna, silenziosa e provocante, che sostiene di aver cercato di uccidere un giudice su commissione. In &#8220;Ritorno alle origini&#8221;, infine, si parla del rapimento di una bambina di tre anni. Oltre al fatto di riferirsi agli inizi della carriera Montalbano, lo avrete capito, le tre storia hanno in comune il dettaglio di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804550201/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804550201&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2804" title="camilleri la prima indagine di montalbano mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/camilleri.jpg" alt="andrea camilleri montalbano mondadori" width="190" height="298" /></a>Torna il commissario più famoso d’Italia, raccontato con maestria dalla penna di <em>Andrea Camilleri</em>. Torna… in questo caso sarebbe meglio dire “arriva”. Il libro, infatti, comprende tre lunghi racconti (<em>&#8220;Sette lunedì&#8221;, &#8220;La prima indagine di Montalbano&#8221;, &#8220;Ritorno alle origini&#8221;</em>), tutti incentrati sugli inizi di Montalbano come garante dell’ordine. Per chi pensava di sapere tutto sul personaggio, ci saranno non poche sorprese. Salvo qui è un giovane poliziotto, impegnato in una relazione con una certa Mary &#8211; della storica fidanzata Livia ancora nessuna traccia. E che dire dell’esperienza di vice-commissario nello sperduto paesino montando di Mascalippa? Una premessa di cui non tutti gli appassionati di Montalbano erano a conoscenza.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tre racconti, dicevamo. In <em>&#8220;Sette lunedì&#8221;</em> il commissario deve risolvere un caso che riguarda la misteriosa uccisione di alcuni animali.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ne <em>&#8220;La prima indagine di Montalbano&#8221;</em>, Salvo – appena trasferito a Vigàta – ha a che fare con la giovane Rosanna, silenziosa e provocante, che sostiene di aver cercato di uccidere un giudice su commissione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In <em>&#8220;Ritorno alle origini&#8221;</em>, infine, si parla del rapimento di una bambina di tre anni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Oltre al fatto di riferirsi agli inizi della carriera Montalbano, lo avrete capito, le tre storia hanno in comune il dettaglio di non essere incentrate su delitti di sangue. Non c’è nessun morto, tra queste pagine. Ciò nonostante le storie sono veri e propri gialli, con colpevoli, false piste, indagini prolungate.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">A mio parere, la maestria di Camilleri sta anche nel saper rendere autonomo il micro-cosmo della cittadina siciliana. Anche se Vigàta è un piccolo paese &#8211; comune, come tanti -, i personaggi che vi abitano lo rendono composito, vivo e particolare. Ti verrebbe da pensare: <em>“cosa mai può succedere tra queste quattro case?”</em>, ma la risposta, incredibilmente, è: <em>“Di tutto!”</em>. E il merito di questa attività e credibilità è delle persone che si muovono, parlano e agiscono. C’è la signora pettegola, la famiglia malavitosa, il professore amante delle belle donne. E ancora, e ancora. Una serie di caratteri credibili che animano le pagine e fanno sembrare il commissario meno solo o meno perso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Poi c’è lui, Montalbano. In questi racconti è meno scafato di come siamo abituati a vederlo, si capisce bene che è agli inizi. Ma questo non lo rende meno simpatico, tutt’altro. Non si può che parteggiare ulteriormente per lui quando cambia casa e città e va incontro a qualche problema di adattamento; non si può non parteggiare per lui quando infrange le regole e conduce le indagini a modo suo. Ancora di più, quando non si sottomette alla logica dell&#8217;equilibrio che spesso impronta le decisioni di forze dell&#8217;ordine e servitori dello Stato. Salvo non si piega davanti al potere e alla pericolosità delle famiglie malavitose, non cede ai ricatti. Pensa sempre e comunque con la sua testa. Un vero Eroe con la E maiuscola.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per finire, una parola sola sull’uso del dialetto. Decidere di scrivere un libro in una lingua diversa da quella di uso comune è sempre un rischio &#8211; si pensi solo all’indifferenza che ha perseguitato Carlo Emilio Gadda e la sua opera in vita -, ma una volta che si è deciso di comprarlo, questo libro, sta al lettore superare l&#8217;eventuale ostacolo. Se cercate di tradurre parola per parola, impiegherete una vita a leggere le avventure di Montalbano &#8211; ammesso che riusciate ad arrivare alla fine. Se invece lasciate perdere la versione letterale e vi fate coinvolgere dalla storia il senso verrà da sé. È una specie di magia, giuro. Non parlo il siciliano, non lo conosco per niente, eppure ho capito lo stesso. Leggendo il libro era come se le parole si spiegassero da sole. Non serve un vocabolario, basta farsi prendere.</div>
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<div><strong>&#8220;La prima indagine di Montalbano&#8221;</strong> di Andrea Camilleri<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804550201/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804550201&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Mondadori</div>
<div>pp. 340  &#8211;  euro 10</div>
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<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/roberta-turillazzi/" target="_self">Recensione di Roberta Turillazzi</a></div>
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