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	<title>Scritti da Voi &#187; bompiani | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221; di Umberto Eco (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 14:13:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221; è il secondo romanzo di Umberto Eco dopo il successo de Il nome della rosa. Il titolo si riferisce al pendolo ideato da Leon Focault per dimostrare la rotazione della terra, un modello del quale è conservato al Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi. E proprio da lì prende inizio il romanzo con Casaubon, l&#8217;io narrante, che rievoca le vicende che lo hanno portato in quel luogo. E&#8217; uno studente che sta preparando una tesi sui Templari e conosce per caso Belbo, redattore di una casa editrice presso cui lavora anche Diotallevi, esperto di Cabala. I tre si ritrovano tra le mani un documento relativo ai Templari, consegnato da un misterioso personaggio di cui perdono le tracce, forse ucciso e fatto sparire. Da qui, un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per lavoro, iniziano a ricostruire con immaginazione, conoscenze storiche e congetture che li appassionano sempre più, il piano originale dei Templari per il dominio del mondo. Al centro di tutto il Pendolo che, a chi è in grado di interpretare il suo significato segreto, indica il luogo dove poter regolare e correggere il clima e le correnti terrestri. Casaubon, Belbo e Diotallevi analizzano secoli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845214222/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845214222&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3139" title="compra &quot;Il Pendolo di Focault&quot; di Umberto Eco (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/06/41bHSMt8fWL._SY445_.jpg" alt="bompiani umberto eco pendolo focault" width="190" height="287" /></a>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221;</strong> è il secondo romanzo di <em>Umberto Eco</em> dopo il successo de <em>Il nome della rosa</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo si riferisce al pendolo ideato da Leon Focault per dimostrare la rotazione della terra, un modello del quale è conservato al Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio da lì prende inizio il romanzo con Casaubon, l&#8217;io narrante, che rievoca le vicende che lo hanno portato in quel luogo. E&#8217; uno studente che sta preparando una tesi sui Templari e conosce per caso Belbo, redattore di una casa editrice presso cui lavora anche Diotallevi, esperto di Cabala.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre si ritrovano tra le mani un documento relativo ai Templari, consegnato da un misterioso personaggio di cui perdono le tracce, forse ucciso e fatto sparire. Da qui, un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per lavoro, iniziano a ricostruire con immaginazione, conoscenze storiche e congetture che li appassionano sempre più, il piano originale dei Templari per il dominio del mondo. Al centro di tutto il <em>Pendolo</em> che, a chi è in grado di interpretare il suo significato segreto, indica il luogo dove poter regolare e correggere il clima e le correnti terrestri.</p>
<p style="text-align: justify;">Casaubon, Belbo e Diotallevi analizzano secoli di storia, simbologie cabalistiche e teorie misteriose, conoscono personaggi che sembrano far parte di altre epoche e con profonde conoscenze occultistiche. Quello che sembra un gioco appassionante viene scambiato per vera conoscenza iniziatica da una setta di fanatici che vogliono, ad ogni costo, entrare in possesso della soluzione del “Piano”. Il finale è ricco di eventi sorprendenti e drammatici, il gioco ora è una angosciante realtà da cui neanche il nostro protagonista sa come uscire.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Pendolo di Focault</em> ha avuto un successo inferiore a <em>Il nome della rosa</em> pur avendo in comune con questo il fatto di non essere un semplice romanzo, anzi, il racconto è quasi una scusa per dissertare sapientemente di sette segrete, Templari, Rosa Croce e Cabala.</p>
<p style="text-align: justify;">Mischiando abilmente il vero al verosimile, costruendo un castello di collegamenti e congetture plausibili e utilizzando il sincretismo tipico dei cabalistici, Eco dimostra la sua ironia nei confronti della “teoria del complotto” e di coloro che vogliono credere per forza nel “ciarpame occultistico”. Il libro, pur appassionante, non è di facile lettura. Eco mostra sempre con piacere la sua erudizione sull&#8217;argomento che tratta e un suo romanzo diventa sempre una fonte di conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo si presta a più piani di lettura, un po&#8217; giallo, un po&#8217; saggio, un po&#8217; trattato di semiologia. Come al solito Eco divide tra chi è entusiasta e chi non riesce ad arrivare in fondo al libro, tra chi trova troppo difficile il suo modo di scrivere e chi invece vede proprio nella sua complessità e sfoggio di erudizione la parte più affascinante.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221;</strong> di Umberto Eco<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845214222/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845214222&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bompiani</p>
<p>pp. 687  &#8211;  euro 12</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/antonio.marianantoni" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Due di due&#8221; di Andrea De Carlo (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 13:08:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845234428/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845234428&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3069" title="compra &quot;Due di due&quot; di Andrea De Carlo (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Due-di-due-copertina.jpg" alt="bompiani due di due de carlo andrea" width="190" height="294" /></a>“Due di due&#8221;</strong> è un romanzo di <em>Andrea De Carlo</em>. Filo centrale della trama è la storia dell’amicizia tra due ragazzi molto diversi l’uno dall’altro, eppure per molti versi simili (come accade per molti legami nati sui banchi di scuola). Uno è Mario, l&#8217;io narrante, l’altro Guido Laremi. Il primo è perennemente indeciso e un po’ impacciato, Guido invece è un giovane carismatico e impulsivo ma anche problematico e a tratti apatico. La scuola finisce ma il legame tra i due resta vivo: siamo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Ad unirli c’è in primo luogo la riluttanza per il posto in cui vivono, la conformista Milano. Il loro rapporto si basa su un equilibrio tacito: Guido è il trascinatore, Mario lo accetta senza giudicarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inizio del libro a dire il vero fa un po’ fatica a decollare ma poi la storia si fa più avvincente e la narrazione coinvolge pagina dopo pagina, dal racconto del viaggio in Grecia a quello della dura vita di campagna fino all’odissea di Guido per vedere pubblicato il suo romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che l’opinione su questo libro dipenda molto dall’età e dal momento della vita che si attraversa quando lo si legge: chi è troppo giovane faticherà ad identificarsi con il ritratto psicologico dettagliato e sfaccettato che l’autore fa dei due protagonisti, così come chi è troppo avanti con l’età. Chi ha tra i venti e i trenta anni non è né eccessivamente ingenuo né troppo rassegnato per immedesimarsi in quei timori, in quelle sensazioni, in quelle palpitazioni e in tutti gli stati d’animo che trasudano dalle pagine di <em>&#8220;Due di due&#8221;</em>. In caso contrario si perde il senso di questo romanzo (De Carlo del resto non è famoso per le pindariche costruzioni letterarie e se non si apprezza il suo sforzo descrittivo a livello introspettivo difficilmente questo libro entrerà nell’elenco dei testi da consigliare).</p>
<p style="text-align: justify;">Se non si entra nell’ottica di questa psicologia, anche il finale può apparire banale: e invece ciò che si dovrebbe cogliere è l’inversione parziale dei ruoli. Mario smette di farsi trascinare e comprende in maniera autonoma e determinata quale direzione dare alla sua vita; Guido invece non riesce a trovare quello che cerca neppure girando il mondo intero. Il primo fa un viaggio nel tempo, trasferendosi in campagna e adeguandosi alla vita rurale; il secondo invece esplora il mondo ma resta in un certo senso fermo sui suoi passi. I due giovani diventano uomini seguendo percorsi diversi che però li conducono ad incontrarsi di nuovo. E il seguito viene raccontato nel seguito di questo romanzo, dal titolo <em>“Di noi tre”</em>, dove, ovviamente, la new entry è una donna che compromette l’amicizia storica tra Mario e Guido “<em>perché tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Due di due&#8221;</strong> di Andrea De Carlo<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845234428/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845234428&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 389  &#8211;  euro 10,50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessandra-de-angelis/" target="_self">Recensione di Alessandra De Angelis</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Le mille luci di New York&#8221; di Jay McInerney (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 21:05:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Milano degli aperitivi, delle modelle, dei businessmen stressati e cocainomani nella sua versione originale, a New York, negli anni ’80. Un libro breve e disincantato, scritto da un trentenne di allora, che fotografa la vita e la confusione di una generazione di giovani americani alle prese con un sogno diventato realtà: soldi, potere, protagonismo e neanche una minaccia all’orizzonte. Tutto quello per cui avevano tanto lavorato generazioni di genitori precedenti, oneste e fiduciose, ma decisamente poco trasgressive. Ora i figli sono al centro del mondo e si accontenterebbero di approfittarne ma ci sono degli effetti collaterali che nessuno aveva preso in considerazione: essere diventati belli ricchi e intelligenti di botto e tutti insieme, rende tutti sostituibili, tutti perdenti nei confronti di qualcun altro, tutti abbandonati da qualcuno, tutti in cerca di qualcuno che non troveranno mai perché sta cercando qualcun altro di migliore. In una girandola di situazioni scenografiche, uffici di vetro, capi impietosi, mogli bellissime, tizie rasate, divorzi, alcol, droga e locali trendy, non c’è più niente da costruire ma solo colpi da parare mentre si cerca di sopravvivere tra una gratificazione e l’altra, cercando di ignorare il senso di inadeguatezza e il “senso di morte strisciante” che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845243672/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845243672&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2401" title="le mille luci di new york jay mcinerney bompiani " src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/mille-luci.jpg" alt="bompiani mcinerney jay mille luci new york" width="190" height="294" /></a>La Milano degli aperitivi, delle modelle, dei businessmen stressati e cocainomani nella sua versione originale, a New York, negli anni ’80.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro breve e disincantato, scritto da un trentenne di allora, che fotografa la vita e la confusione di una generazione di giovani americani alle prese con un sogno diventato realtà: soldi, potere, protagonismo e neanche una minaccia all’orizzonte. Tutto quello per cui avevano tanto lavorato generazioni di genitori precedenti, oneste e fiduciose, ma decisamente poco trasgressive.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora i figli sono al centro del mondo e si accontenterebbero di approfittarne ma ci sono degli effetti collaterali che nessuno aveva preso in considerazione: essere diventati belli ricchi e intelligenti di botto e tutti insieme, rende tutti sostituibili, tutti perdenti nei confronti di qualcun altro, tutti abbandonati da qualcuno, tutti in cerca di qualcuno che non troveranno mai perché sta cercando qualcun altro di migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">In una girandola di situazioni scenografiche, uffici di vetro, capi impietosi, mogli bellissime, tizie rasate, divorzi, alcol, droga e locali trendy, non c’è più niente da costruire ma solo colpi da parare mentre si cerca di sopravvivere tra una gratificazione e l’altra, cercando di ignorare il senso di inadeguatezza e il <em>“senso di morte strisciante”</em> che si fa sempre più forte, specialmente quando si è fatti, sono le 6 di una mattina lavorativa e manca solo un’ora al prossimo licenziamento in tronco.</p>
<p style="text-align: justify;">Difficile anche cercare di capire la verità su sé stessi, decidere cosa ci piace e prendere le distanze da questo mondo, perché improvvisamente ci si accorge che non ne è rimasto nessun altro. E il senso di morte strisciante rimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora tutti a tornare di corsa dalla mamma vedova, sperando che si prenda qualche responsabilità e che ci confermi che è tutta colpa della nostra infanzia difficile. Ma lei, che sta morendo davvero, dirà che va tutto bene e che così è la vita, lasciandoci soli a finire una civiltà dal passato glorioso e dal futuro oramai consumato per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le mille luci di New York&#8221;</strong> di Jay McInerney<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845243672/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845243672&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 158  &#8211;  euro 8</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://loredanademichelis.blogspot.com" target="_blank">Recensione di Loredana de Michelis</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;Storia della mia gente&#8221; di Edoardo Nesi (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 21:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Storia della mia gente&#8221; è un libro autobiografico, in cui l’autore Edoardo Nesi mette un po’ di tutto: storie, sensazioni, speranze e disillusioni.  La narrazione è ambientata in  Toscana, a Prato, in un periodo che va dal 1926, attraversa il momento d’oro dell’economia pratese e giunge al 2004, in piena recessione. Il racconto è legato a ciò che sarà il destino finale dell’autore: fare lo scrittore. Per lui scrivere è un non-mestiere: la sua famiglia è una famiglia di imprenditori, gente pragmatica, di quella Prato che adesso non esiste più, di quel polo industriale Pratese che adesso non ha più storia e non ha, forse, neanche più il diritto di chiamarsi &#8220;pratese&#8221; ma può tranquillamente essere definito &#8220;cino-pratese&#8221;. L’autore soffre profondamente per i cambiamenti che ci sono stati nel periodo narrato, soprattutto nella società di oggi in cui l’imprenditore è visto dai governanti non come una risorsa preziosa ma come un oggetto da consumare fino all&#8217;esaurimento e poi gettare via. Edoardo Nesi si trova, suo malgrado, a dirigere l’azienda di famiglia: una tessitura fondata dai fratelli Nesi, il nonno e lo zio, persone  che  già nel nome dell&#8217;azienda vedono una speranza concreta per il futuro. La Tessitura “OT Nesi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/storia_della_mia_gente1-235x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1106" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/storia_della_mia_gente1-235x300.jpg" alt="" width="227" height="290" /></a>&#8220;Storia della mia gente&#8221;</strong> è un libro autobiografico, in cui l’autore <em>Edoardo Nesi</em> mette un po’ di tutto: storie, sensazioni, speranze e disillusioni.  La narrazione è ambientata in  Toscana, a Prato, in un periodo che va dal 1926, attraversa il momento d’oro dell’economia pratese e giunge al 2004, in piena recessione.<br />
Il racconto è legato a ciò che sarà il destino finale dell’autore: fare lo scrittore. Per lui scrivere è un non-mestiere: la sua famiglia è una famiglia di imprenditori, gente pragmatica, di quella Prato che adesso non esiste più, di quel polo industriale Pratese che adesso non ha più storia e non ha, forse, neanche più il diritto di chiamarsi &#8220;pratese&#8221; ma può tranquillamente essere definito &#8220;cino-pratese&#8221;.<br />
L’autore soffre profondamente per i cambiamenti che ci sono stati nel periodo narrato, soprattutto nella società di oggi in cui l’imprenditore è visto dai governanti non come una risorsa preziosa ma come un oggetto da consumare fino all&#8217;esaurimento e poi gettare via.<br />
Edoardo Nesi si trova, suo malgrado, a dirigere l’azienda di famiglia: una tessitura fondata dai fratelli Nesi, il nonno e lo zio, persone  che  già nel nome dell&#8217;azienda vedono una speranza concreta per il futuro. La Tessitura “OT Nesi e figli”  promette un futuro radioso alla famiglia. La storia è diversa da ciò che immaginavano.  Strozzata dai debiti, dalle tasse, da una concorrenza spietata e dalla crisi economica di cui  nessuno osava parlare, la famiglia Nesi è costretta a vendere l’impresa. Quella tessitura sopravvissuta alla guerra e alle distruzioni dei tedeschi &#8211; che per un gioco del destino saranno  la fortuna di questa attività, diventando i maggiori acquirenti di  tessuti di lana calda e impermeabile &#8211; alla fine sarà venduta a persone che forse non potranno mai capire quello che ha rappresentato.<br />
Il momento in cui l’autore si ritrova nel capannone dei telai, a macchine spente, e sente ugualmente l’assordante silenzio dei telai fermi è commovente. Quei telai che erano  in funzione giorno e notte per 365 giorni l’anno, ora tacciono in maniera straziante, quasi disperata. Questa disperazione sarà per sempre nel cuore dell&#8217;autore, perché un lavoro può essere semplicemente un lavoro ma quando un’azienda fa parte di una famiglia per tre generazioni c’è anche altro: in quell&#8217;attività c&#8217;è amore,  passione, dedizione e sogni.<br />
Alla fine Nesi fa un’analisi  precisa e spietata della situazione socio-economica dell’Italia di oggi. &#8220;Storia della mia gente&#8221; è un libro di denuncia e di protesta, di amore profondo per il proprio paese e per le proprie origini.<br />
Ed è questa la storia della sua gente: gente che sente profondamente sua e anche se con loro non condivide più lo stesso destino, continua a sentirsi profondamente radicato in essa. E’ un libro che fa discutere, nei confronti del quale si  può essere d’accordo o in disaccordo. Una cosa importante però si avverte con certezza: la potenza e la sincerità dello scrittore.</p>
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<p style="text-align: justify"><strong>&#8220;Storia della mia gente&#8221;</strong> di Edoardo Nesi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845263525/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845263525" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify">pp. 163  &#8211;  euro 14</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://vitaemetamorfosi.blogspot.com"><br />
</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://vitaemetamorfosi.blogspot.com">recensione di Marta Stoppa</a></p>
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