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	<title>Scritti da Voi &#187; de marchi recensione | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Grani&#8221; di Nini Ferrara (Coppola Editore)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2013 08:10:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esistono libri che meritano davvero di essere letti e riletti per la loro infinita bellezza e il mio timore, ora, è di non riuscire a dire abbastanza di quest&#8217;opera d&#8217;arte e del suo autore. Nini Ferrara, regista, drammaturgo, fondatore e Direttore Artistico de “Le Officine Teatrali” di Roma, esordisce in letteratura con “Grani”, un testo narrativo che presenta innumerevoli affinità con la Poesia. “Grani” è infatti una prosa volutamente poetica in cui ogni parola assume un  ruolo preciso, atto ad innescare meccanismi di corrispondenze e di analogie, testimoni della realtà delle emozioni e dell&#8217;ignoto. “Grani” è composto da sette capitoli, ciascuno con un personaggio diverso &#8211; forse sempre lo stesso &#8211; un personaggio che in prima persona racconta un momento topico della propria esistenza, si tratti della morte, dell&#8217;amore, del viaggio fisico e metafisico alla ricerca di una perduta o di una nuova identità. Ciascun racconto prende vita da una sorta di illuminazione prodotta da alcuni elementi, apparentemente insignificanti, la cui forma allude al grano, appunto: una goccia di pioggia, di cera o di inchiostro, una nocciola custodita in una tasca, un granello di sabbia, una cellula in fondo agli occhi. Si tratta di vere e proprie epifanie della memoria, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coppolaeditore.com/products/231-grani-di-nini-ferrara.aspx" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2916" title="compra &quot;Grani&quot; di Nini Ferrara (Coppola Editore)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/copertina-Grani.jpeg" alt="coppola ferrara nini grani" width="190" height="271" /></a>Esistono libri che meritano davvero di essere letti e riletti per la loro infinita bellezza e il mio timore, ora, è di non riuscire a dire abbastanza di quest&#8217;opera d&#8217;arte e del suo autore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nini Ferrara, regista, drammaturgo, fondatore e Direttore Artistico de “Le Officine Teatrali” di Roma, esordisce in letteratura con <strong>“Grani”</strong>, un testo narrativo che presenta innumerevoli affinità con la Poesia. <strong>“Grani”</strong> è infatti una prosa volutamente poetica in cui ogni parola assume un  ruolo preciso, atto ad innescare meccanismi di corrispondenze e di analogie, testimoni della realtà delle emozioni e dell&#8217;ignoto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Grani”</strong> è composto da sette capitoli, ciascuno con un personaggio diverso &#8211; forse sempre lo stesso &#8211; un personaggio che in prima persona racconta un momento topico della propria esistenza, si tratti della morte, dell&#8217;amore, del viaggio fisico e metafisico alla ricerca di una perduta o di una nuova identità. Ciascun racconto prende vita da una sorta di illuminazione prodotta da alcuni elementi, apparentemente insignificanti, la cui forma allude al grano, appunto: una goccia di pioggia, di cera o di inchiostro, una nocciola custodita in una tasca, un granello di sabbia, una cellula in fondo agli occhi. Si tratta di vere e proprie epifanie della memoria, disseminate qua e là, lungo il testo, sparpagliate e lasciate crescere, come il grano, fino a divenire segni legati alle impressioni sensibili, segni che trasmettono la rivelazione di altri segni, immateriali, essenziali, quelli dell&#8217;Arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Visivamente ci si trova innanzi a una narrazione la cui sintassi è paratattica, il cui periodare spezzato crea continuamente <em>stupore</em> nel senso etimologico del termine, invita cioè il lettore a una sorta di pausa riflessiva, di attesa. Questo è lo stile inconfondibile di Ferrara, uno scrittore che sopprime gli elementi previsti dalla normale costruzione grammaticale (ellissi), che  inverte il consueto ordine sintattico degli stessi (anastrofe) creando poesia, coinvolgendo il lettore nel lirismo più puro. Frasi prive di congiunzioni coordinative si alternano a frasi anaforiche, le cui ripetizioni rallentano il ritmo narrativo, suggerendo così un lavoro a ritroso, il medesimo effettuato dall&#8217;io narrato, nonché dall&#8217;io narrante. Le parole, addirittura i segni della punteggiatura, acquistano rilievo, risaltano, “si distaccano” (verbo che ritorna spesso) dal fluire della narrazione per divenire messaggio, identità  in quanto tale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bellissimo racconto iniziale, intitolato <em>La vigilia</em>, rivela un io che “<em>recide tempi e spazi</em>” per aderire soltanto ad un “<em>fragile nulla</em>” che è il suo presente, dimensione che ingloba ciò che è stato e ciò che sarà. Vigilia intesa quindi come <em>veglia</em>, quella che si fa a un defunto prima della sepoltura (il protagonista si rivolge infatti alla donna perduta), momento di raccoglimento dell&#8217;animo, in cui l&#8217;io esprime in modo puro e appassionato l&#8217;esaltazione dell&#8217;assenza, in cui vi si immerge con una partecipazione quasi mistica e sensuale. È in quel presente che nascono appunto corrispondenze segrete tra le cose e l&#8217;ignoto, e la bravura di Ferrara è di saperle comunicare attraverso una scrittura le cui parole sono “<em>sospese tra me e te in un luogo che non so pensare. Dove sono tutte le parole. Prima che divengano. Accadano.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei definirla una danza letteraria, quest&#8217;opera di Ferrara, poiché sembra davvero la danza dell&#8217;io  con la sua memoria, al fine ultimo di entrarvi in comunione: <em>“E avverto di dover muovere un nuovo passo per poter rientrare qui.”</em> Non a caso, più volte lungo la trama, lo scrittore fa danzare i suoi personaggi: ecco allora che in <em>“Bianco”</em> vediamo una donna, intenta a pulire un pavimento, abbandonarsi a “<em>una musica che nessun altro può udire</em>”; in <em>“Sabbia”</em> un turbinio di granelli, volteggianti nel vento, creare una sublime figura femminile; in <em>“Fili”</em> un ballo sfrenato della folla, smuovere l&#8217;apparente staticità di una coppia al telefono, desiderosa di estraniarsi dalla realtà per ricrearla: <em>“E cosa staremmo vivendo? La verità che inventiamo, parola dopo parola. Io. Lei.”</em> E tale armonia coinvolge la scrittura stessa, una scrittura “<em>che ammanta</em>”, che incanta.</p>
<p style="text-align: justify;">È un&#8217;opera complessa <strong>“Grani”</strong>, che indaga i temi fondamentali dell&#8217;esistenza con delicatezza e sensibilità, lasciando che siano le sensazioni uditive e tattili a condurre il tutto. Elementi aggrovigliati, matasse, nodi, legano e districano il pensiero, fili del telefono annodano voci, pieghe della gonna, così come pieghe della pagina divengono cardini, certezze. Da qui, il desiderio di toccare quei solchi scavati da una fede nuziale nella pelle di un uomo, quei graffi incisi su una valigia di cuoio, o quelle figure di gesso attaccate a una parete che, affiorando, ricostituiscono un passato perduto. Da qui, la viva impressione di ascoltare poesia pura &#8211; si pensi alla musicalità della lingua siciliana “disseminata” nella narrazione &#8211; così come di udire il rumore del vento, della pioggia, dei passi dei protagonisti, così decisi, così <em>necessari</em> da ripercorrere e, nello stesso tempo, da compiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che leggerlo ed amarlo, questo straordinario lavoro letterario, pubblicato dall&#8217;editore trapanese Salvatore Coppola, noto per il suo grande impegno antimafia, recentemente mancato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Grani&#8221;</strong> di Nini Ferrara<a href="http://www.coppolaeditore.com/products/231-grani-di-nini-ferrara.aspx" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Coppola Editore</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 164  &#8211;  euro 13,50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessia-de-marchi/" target="_self">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>“Ragazze del Nordest” di Romolo Bugaro e Marco Franzoso (Marsilio)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 17:25:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Esercizi d&#8217;ascolto, interpretazioni di storie e persone”: gli scrittori veneti Romolo Bugaro e Marco Franzoso definiscono così il loro lavoro di scrittura a quattro mani, &#8220;Ragazze del Nordest&#8221; appunto, una raccolta di testimonianze di giovani donne alle quali i due autori hanno chiesto di parlare della loro vita. Sara, Giovanna, Chiara e le altre, in tutto nove, hanno principalmente in comune l&#8217;età anagrafica, compresa fra i venti e i trent&#8217;anni, la provenienza, ovvero il Nordest &#8211; “un&#8217;area del paese esposta al massimo della trasformazione economica, sociale, culturale” &#8211; e la straordinaria volontà di riappropriarsi della propria vita, di costruire la propria identità dopo esser state segnate da eventi drammatici. Le storie di queste ragazze meriterebbero di essere raccontate accuratamente, una ad una, tanto sono intense e delicate, anche se terribili e violente. Le esperienze esistenziali vissute da Michela, Alessia, sono le stesse  affrontate da tante altre giovani donne, esperienze quali l&#8217;aborto, la violenza, l&#8217;anoressia e ancora la dedizione al lavoro, alla famiglia, la precarietà degli affetti, la speranza e il desiderio di un futuro migliore o soltanto di una svolta decisiva. Il tutto compone questo bel libro, risultato di una scrittura fluida e armoniosa, resa preziosa dalla sensibilità estrema propria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831799606/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8831799606&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2722" title="Ragazze del Nordest romolo bugaro marco franzoso marsilio" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/copertina-Ragazze-del-Nordest.jpg" alt="marsilio franzoso bugaro ragazze nordest" width="190" height="301" /></a>“Esercizi d&#8217;ascolto, interpretazioni di storie e persone”</em>: gli scrittori veneti Romolo Bugaro e Marco Franzoso definiscono così il loro lavoro di scrittura a quattro mani, <strong>&#8220;</strong><strong>Ragazze del Nordest&#8221; </strong>appunto, una raccolta di testimonianze di giovani donne alle quali i due autori hanno chiesto di parlare della loro vita. Sara, Giovanna, Chiara e le altre, in tutto nove, hanno principalmente in comune l&#8217;età anagrafica, compresa fra i venti e i trent&#8217;anni, la provenienza, ovvero il Nordest &#8211; <em>“un&#8217;area del paese esposta al massimo della trasformazione economica, sociale, culturale”</em> &#8211; e la straordinaria volontà di riappropriarsi della propria vita, di costruire la propria identità dopo esser state segnate da eventi drammatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie di queste ragazze meriterebbero di essere raccontate accuratamente, una ad una, tanto sono intense e delicate, anche se terribili e violente. Le esperienze esistenziali vissute da Michela, Alessia, sono le stesse  affrontate da tante altre giovani donne, esperienze quali l&#8217;aborto, la violenza, l&#8217;anoressia e ancora la dedizione al lavoro, alla famiglia, la precarietà degli affetti, la speranza e il desiderio di un futuro migliore o soltanto di una svolta decisiva. Il tutto compone questo bel libro, risultato di una scrittura fluida e armoniosa, resa preziosa dalla sensibilità estrema propria dei due scrittori, curatori per Marsilio dell&#8217;antologia <em>I nuovi sentimenti </em>e appartenenti a quel movimento letterario detto <em>Realvisceralismo</em>, dedito a <em>“un&#8217;indagine sull&#8217;evoluzione del corredo sentimentale dell&#8217;uomo contemporaneo a fronte delle mutate condizioni ambientali nelle quali vive”. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Le “ragazze” di Bugaro e Franzoso vivono e si muovono nel Nordest, altro grande protagonista del libro; i loro ricordi sono calati in quel territorio che spesso viene considerato periferico e a sé stante, malgrado le performance economiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta lo abbiano contraddistinto e preso a modello. Emerge così l&#8217;immagine di un&#8217;area talmente ampia e vasta &#8211; basti pensare che geograficamente spazia dalle città alle colline, spingendosi sino alle montagne &#8211; ma dal carattere sovente timido e riservato. Lo stile metropolitano e spesso conformista delle grandi città come Padova, per esempio, si alterna alla genuinità dei tanti paesi limitrofi sparsi qua e là sui Colli Euganei, Berici o intorno a Treviso; sembra quasi che anche il Nordest stesso voglia costruire la propria identità, prendendo le distanze dallo stereotipo attribuitogli nel tempo. Nordest protagonista mutante, quindi, sottoposto a pressioni e trasformazioni inevitabili oggigiorno, ma desideroso di ampio respiro. In esso si ritrovano allora colori unici e in esso aleggiano profumi inebrianti, come quello inconfondibile dei tigli o come quello del legno, che va a impregnare le pagine del racconto di <em>Caterina L. </em>Esemplare è l&#8217;ultimo capitolo del libro, intitolato <em>Nina B.</em>, un racconto davvero intenso, a tratti struggente, in cui passato e presente si amalgamano, in cui ambiente e paesaggio interiore sembrano fondersi in un gioco di luci e ombre, di odori perduti misti a emozioni lontane. In esso mi sembra di riconoscere lo stile narrativo di Marco Franzoso, lo stesso fluire del pensiero e delle sensazioni che si riscontra nell&#8217;altro suo bellissimo romanzo <strong><a title="leggi la recensione de &quot;Il bambino indaco&quot;" href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/il-bambino-indaco-di-marco-franzoso-einaudi/" target="_blank">Il bambino indaco</a></strong>. In <em>Nina B.</em> l&#8217;io narrante è protagonista accanto alla donna conosciuta negli anni Settanta; all&#8217;epoca, Nina era un&#8217;adolescente <em>“bruna e incantevole”</em>, di buona famiglia, che poi ha scelto di vivere un&#8217;esistenza <em>“caotica, indocile, vagamente sovversiva”. </em>A trent&#8217;anni ha avuto l&#8217;occasione di arginare quell&#8217;inquietudine: <em>“Cerimonia al battistero, come i genitori. Abito da sposa nella miglior sartoria della città. Ricevimento ristretto ed esclusivo”. </em> Ma eventi drammatici del passato hanno fatto ritorno, destabilizzando quell&#8217;equilibrio, rivelandone la totale inconsistenza e apparenza. Da qui la svolta finale, sostenuta dall&#8217;idea che <em>“per ragioni misteriose, le difficoltà producono frequentemente bellezza e armonia”. </em>Nina B. ha vissuto l&#8217;esperienza della perdita (nel suo caso quella improvvisa del padre), si è distaccata dal mondo convenzionale; ha deciso di seguire una rotta personale, conscia delle scelte che ha fatto senza rinnegare il suo passato, quel<em> “tempo talmente lontano da sembrare abolito, eppure niente affatto abolito”. </em>Infine, sarebbe bello leggere un giorno il racconto di Simona F., mancata qualche anno fa, prima della stesura del libro. Ma forse, solo a ricordare il suo nome è come averla già letta, la storia della decima ragazza del Nordest.</p>
<p><strong>&#8220;Le ragazze del Nordest&#8221;</strong> di Romolo Bugaro e Marco Franzoso<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831799606/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8831799606&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Marsilio</p>
<p>pp. 140  &#8211;  euro 15</p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessia-de-marchi/" target="_self">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
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		<title>&#8220;Nordest Farwest&#8221; di Simone Marzini (Edizioni Biblioteca dell&#8217;Immagine)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 20:46:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Simone Marzini è un giovane scrittore padovano che sulla scia del romanzo d&#8217;esordio &#8220;Portello Pulp&#8221; e di una miriade di fumetti e racconti, ha deciso di scrivere un libro per puro divertimento; nasce così &#8220;Nordest Farwest&#8221;,  una lettura piacevole e coinvolgente da assaporare tutta d&#8217;un fiato. Ma Nordest Farwest non è soltanto una storia raccontata per divertire: a Simone Marzini va senz&#8217;altro riconosciuta la bravura di esser stato capace di trasmettere al lettore, non necessariamente veneto e amante del genere pulp, una visione di ciò che si intende oggi per Nordest. Con raffinata ironia lo scrittore indaga e, in un certo senso, scardina quel “modello” vincente quale si è dimostrato essere il territorio nord-orientale d&#8217;Italia, un modello fondato sulla notevole intensità del lavoro, sull’adattabilità commerciale, sulla mutazione dei ceti sociali; mette a nudo insomma l&#8217;anima di quell&#8217;area le cui coordinate non sono soltanto geografiche, bensì marcatamente sociali. Nordest Farwest narra le vicende di sei personaggi, tanto grotteschi quanto criminali, atti a riscattare la loro misera esistenza mettendo letteralmente a soqquadro l&#8217;intera zona del Veneto orientale. Questi tizi loschi si muovono sulle strade polverose della campagna veneta, una distesa verde interrotta dall&#8217;asfalto delle tangenziali e dell&#8217;autostrada; salgono a bordo di macchine [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8863911126/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8863911126&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2468" title="Nordest Farwest manzini simone biblioteca dell'immagine edizioni" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/copertina-Nordest-Farwest.jpg" alt="Nordest Farwest manzini simone biblioteca dell'immagine edizioni" width="190" height="277" /></a>Simone Marzini</em><span style="text-align: justify;"> è un giovane scrittore padovano che sulla scia del romanzo d&#8217;esordio </span><strong>&#8220;Portello Pulp&#8221;</strong><span style="text-align: justify;"> e di una miriade di fumetti e racconti, ha deciso di scrivere un libro per puro divertimento; nasce così </span><strong>&#8220;Nordest Farwest&#8221;</strong><span style="text-align: justify;">,  una lettura piacevole e coinvolgente da assaporare tutta d&#8217;un fiato. Ma </span><em>Nordest Farwest</em><span style="text-align: justify;"> non è soltanto una storia raccontata per divertire: a Simone Marzini va senz&#8217;altro riconosciuta la bravura di esser stato capace di trasmettere al lettore, non necessariamente veneto e amante del genere </span><em>pulp</em><span style="text-align: justify;">, una visione di ciò che si intende oggi per Nordest. Con raffinata ironia lo scrittore indaga e, in un certo senso, scardina quel “modello” vincente quale si è dimostrato essere il territorio nord-orientale d&#8217;Italia, un modello fondato sulla notevole intensità del lavoro, sull’adattabilità commerciale, sulla mutazione dei ceti sociali; mette a nudo insomma l&#8217;anima di quell&#8217;area le cui coordinate non sono soltanto geografiche, bensì marcatamente sociali.<br />
</span><em>Nordest Farwest </em><span style="text-align: justify;">narra le vicende di sei personaggi, tanto grotteschi quanto criminali, atti a riscattare la loro misera esistenza mettendo letteralmente a soqquadro l&#8217;intera zona del Veneto orientale. Questi tizi loschi si muovono sulle strade polverose della campagna veneta, una distesa verde interrotta dall&#8217;asfalto delle tangenziali e dell&#8217;autostrada; salgono a bordo di macchine sfasciate e percorrono zone industriali disseminate di capannoni e fabbricati dismessi, entrano in pub degradati ed escono da locali per scambisti con una rapidità e frenesia che contrastano di netto con la statica superficialità del loro quotidiano. </span><span style="text-align: justify;">La scrittura di Marzini crea così Fulvio, Diavolina e Gianni, tre uomini che organizzano l&#8217;assalto a un furgone portavalori, unica fonte di denaro immediato, ciò che veramente può cambiar loro la vita. Spinti da motivi diversi &#8211; Fulvio è stanco di tenere aperto un bar che nulla gli rende, Diavolina non ne può più di esser sfruttato in fabbrica nonostante sia cassaintegrato, Gianni vuole andare in America per curare la moglie malata &#8211; essi si trovano coinvolti in vicende tragicomiche concatenate fra loro che portano alla conoscenza di altri personaggi davvero bizzarri, Marlon Bianchi, un (poco!) furbo investigatore, Leika, una prostituta dell&#8217;Est, e Zorro, un malato mentale che pensa di essere un eroe. Attraverso  questi personaggi apparentemente autonomi, Marzini delinea destini che si spiegano a vicenda, psicologie camuffate ma allo stesso tempo logicamente conseguenti,  il tutto in un breve lasso di tempo, dal mercoledì alla domenica, suddiviso a sua volta in ristretti frammenti temporali che consentono una facile ricostruzione dei fatti, ricostruzione di cui se ne occuperà addirittura (nell&#8217;epilogo) un famoso giornalista: </span><em>“Bruno Vespa mostrava il plastico della fabbrica crollata nel Nordest, il grande delitto plurimo ancora irrisolto che metteva a dura prova le ipotesi degli inquirenti e faceva la gioia della stampa”</em><span style="text-align: justify;">.<br />
</span><span style="text-align: justify;">Al lettore sono riservati quindi colpi di scena e risate a non finire che allo stesso tempo avviano ad una riflessione sulla parodia dei tanti eccessi di oggigiorno, sull&#8217;arretratezza culturale nonostante un certo benessere territoriale, sulla costante perdita di valori morali. È interessante notare che tale elaborazione viene in gran parte attuata attraverso la figura di Zorro, un personaggio che non è direttamente coinvolto nell&#8217;intera vicenda, ma che assiste e osserva quanto accade intorno a lui, rivelando così una realtà assurda, anormale: </span><em>“L&#8217;uomo chiamato Zorro aveva visto tutto. C&#8217;era un uomo con una chitarra che però era un fucile. E un angelo biondo che lo spiava, con una pistola in mano. Non stava andando bene. La tranquillità che aveva difeso in tanti anni stava abbandonando la sua terra”.</em><span style="text-align: justify;"> Zorro è un personaggio grandioso, ben riuscito; è una figura che piacerà senz&#8217;altro al lettore attento: l&#8217;outsider che vaga in silenzio nella campagna veneta e si occupa delle nutrie del fiume Brenta gioca in qualche modo il ruolo del fuori campo cinematografico. E nel crearlo, Marzini ha arricchito il suo “piacevole” romanzo con una vena poetica davvero inconfondibile.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nordest Farwest&#8221;</strong> di Simone Marzini<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8863911126/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8863911126&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Edizioni Biblioteca dell&#8217;Immagine</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 154  &#8211;  euro 13</p>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;">
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;">
<p><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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