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	<title>Scritti da Voi &#187; Egor Taševskij | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Patologie&#8221; di Zachar Prilepin (Voland Edizioni)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2014 14:55:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/886243068X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886243068X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3144" title="compra &quot;Patologie&quot; di Zachar Prilepin (Voland)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/06/51SRACD696L._SY445_.jpg" alt="voland prilepin zachar patologie" width="190" height="279" /></a>&#8220;Patologie&#8221;</strong> di <em>Zachar Prilepin</em> racconta in presa diretta l&#8217;esperienza della guerra in Cecenia. L&#8217;autore, il cui nome è stato accostato a quello di Hemingway, ha combattuto in Cecenia e ci mostra innanzitutto cos&#8217;è veramente la guerra contemporanea: gli scontri brevissimi, la figura invisibile e spietata del cecchino, i cadaveri sparsi ovunque, le teste spappolate, fango e tanta vodka per stemperare la paura. Il protagonista e io narrante della storia è il soldato dei corpi speciali russi, gli OMON, Egor Taševskij, da cui Prilepin, che non ha mai ucciso, prende le distanze. Il protagonista, dunque, non è il suo alter ego. Egor va in guerra per guadagnarsi da vivere, tenta inizialmente di esercitare una qualche distinzione tra bene dal male, poi vede cadere attorno a sé numerosi compagni e si ritrova a eseguire un unico obiettivo: uccidere quello che è stato detto essere il nemico. Tra i meriti di <em>Patologie</em> c&#8217;è dunque quello di aver posto la questione della guerra cecena, semplicemente sancendone la sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non c&#8217;è soltanto la guerra in questo romanzo. La narrazione intervalla al presente delle azioni militari i ricordi di Egor, che riguardano principalmente il suo amore, Daša. Orfano di padre a sei anni Egor trova inizialmente la felicità nel suo amore. Successivamente, la relazione con Daša – come ogni altra relazione che il protagonista intesse con ciò che di caro ha attorno –  diviene morbosa, marchiata dalla possessività e dalla gelosia nei confronti della fidanzata. Daša assume dunque una figura duplice: è il rifugio dalla realtà esterna, la salvezza ad ogni problema e allo stesso tempo è un incubo. Sono infatti l&#8217;angoscia dei sentimenti e la paura di perdere e perdersi, i motivi che legano la linea narrativa della guerra alla linea sentimentale.</p>
<p style="text-align: justify;">La resa artistica della paura bestiale della morte (la patologia di ogni reduce di guerra) e della vorace fame di possedere qualcosa di suo si concretizza nella metafora della tattilità. Tutto ciò che Egor tocca è descritto minuziosamente (così come tutto ciò che vede, soprattutto i dettagli corporei). Insomma, la scrittura riflette la guerra fisica e mentale di Egor ed è anche il risultato di un&#8217;altra guerra, quella che lo scrittore ingaggia con il linguaggio, inteso come forza viva mai doma.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno delle sequenze dedicate alla guerra, narrate al presente e in presa diretta, i momenti degli scontri e della guerriglia sono descritti attraverso l&#8217;impiego di frasi brevi, dialoghi mozzati, azioni convulse e immagini frammentarie: è il ritmo della guerra. Le sequenze che riguardano i rapporti con Daša, invece hanno un ritmo più lento e seguono i ghirigori della mente di Egor. Inoltre hanno la funzione di alternare e bilanciare il racconto della guerra, contribuendo a informare il lettore della complessa esperienza psicologica del protagonista, vissuta patologicamente su entrambi i fronti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Patologie</em> non è dunque soltanto la descrizione degli effetti della guerra su un soldato. La guerra non è che un pretesto, è lo sfondo da cui proiettare angosce e traumi che Egor si porta con sé dall&#8217;infanzia. <em>Patologie </em>è anche una riflessione sulle malattie dell&#8217;uomo contemporaneo, sulla natura patologica di ogni sua esperienza e sulla precarietà esistenziale che sottostà ad ogni suo gesto e parola.</p>
<p style="text-align: justify;">Può apparire un racconto crudo e spietato, anzi lo è, senza dubbio. Tuttavia l&#8217;operazione letteraria di Prilepin apre uno spiraglio verso la salvezza: nominare la paura, darle concretezza artistica, è infatti un primo passo per affrontare il trauma (ogni trauma) e sconfiggerlo (esistono molti casi di reduci che, attraverso la rielaborazione letteraria dei propri traumi, hanno tentato di dare un senso a ciò che era successo, cercando di liberarsi dagli incubi e dalle angosce che la guerra aveva regalato loro).</p>
<p style="text-align: justify;">E allora, da quest&#8217;ottica, la storia di Egor concede una speranza. E il romanzo sarebbe anche romanzo di formazione, se consideriamo Egor come colui che è sopravvissuto e ha acquisito quella forza che all&#8217;inizio non aveva. Come sempre, però, va al lettore l&#8217;ultima parola.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Patologie&#8221;</strong> di Zachar Prilepin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/886243068X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886243068X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Voland</p>
<p>pp. 288  &#8211;  euro 15</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p>Recensione di Andrea Bilaghi</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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