<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Scritti da Voi &#187; Eppure | Scritti da Voi</title>
	<atom:link href="https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/tag/eppure/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi</link>
	<description>Gabriele Ametrano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Apr 2021 07:31:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>&#8220;Per Isabel&#8221; di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/per-isabel-di-antonio-tabucchi-feltrinelli/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/per-isabel-di-antonio-tabucchi-feltrinelli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 15:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[a volte un'immagine]]></category>
		<category><![CDATA[alessia de marchi]]></category>
		<category><![CDATA[alessia de marchi recensione]]></category>
		<category><![CDATA[alpi svizzere]]></category>
		<category><![CDATA[antonio tabucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[come li ho inseguiti i miei personaggi!]]></category>
		<category><![CDATA[Di tutto resta un poco]]></category>
		<category><![CDATA[disse]]></category>
		<category><![CDATA[E' l'ora di rientrare]]></category>
		<category><![CDATA[Eppure]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[feltrinelli tabucchi]]></category>
		<category><![CDATA[forse c'è una Isabel nella mia poesia]]></category>
		<category><![CDATA[il che è lo stesso]]></category>
		<category><![CDATA[isabel tabucchi]]></category>
		<category><![CDATA[la ricerca è finita. Si accoccolò sulle gambe e soffiò sulla sabbia. Il cerchio si annullò]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lezione universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[libro da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[ma se è nella mia poesia e nei miei pensieri è un'ombra che appartiene alla letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[ma te stesso]]></category>
		<category><![CDATA[macao]]></category>
		<category><![CDATA[mandala]]></category>
		<category><![CDATA[Maria José de Lancastre]]></category>
		<category><![CDATA[non ero tanto io che tu cercavi]]></category>
		<category><![CDATA[notturno]]></category>
		<category><![CDATA[o nei miei pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[per dare un senso alla sua vita e al mio riposo]]></category>
		<category><![CDATA[per isabel tabucchi feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[perché lei vuole cercare un'ombra che appartiene alla letteratura? Forse per renderla reale]]></category>
		<category><![CDATA[portogallo]]></category>
		<category><![CDATA[presenza fuggenti]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[risposi io flebilmente]]></category>
		<category><![CDATA[riviera napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo inedito]]></category>
		<category><![CDATA[saudade]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[un mandala]]></category>
		<category><![CDATA[violinista matto]]></category>
		<category><![CDATA[Waclaw-Tadeus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3173</guid>
		<description><![CDATA[Anni fa ebbi la fortuna di partecipare a una lezione universitaria di Antonio Tabucchi; sigaretta alla bocca, il braccio sollevato in aria a disegnare cerchi, denotava i protagonisti della sua narrativa “presenze sfuggenti”, e ripeteva a noi studenti, tanto affascinati quanto distratti da quella gestualità che accompagnava ogni sua parola, “eppure, come li ho inseguiti i miei personaggi!”. Ora che ho letto &#8220;Per Isabel. Un mandala&#8221; &#8211; romanzo inedito pubblicato postumo “con orgoglio e affetto” dalla moglie Maria José de Lancastre e Carlo Feltrinelli &#8211; comprendo il legame affettivo che Tabucchi ha intrattenuto con i protagonisti delle sue storie, spesso (in)seguite nei loro viaggi, tutt&#8217;altro che lineari, a questo punto concentrici, il tutto avvolto dalla tonalità sfumata del “notturno”, mista all&#8217;esclusivo sentimento della “saudade”. Il romanzo Per Isabel è composto da brevi capitoli, in tutto nove, che corrispondono ad altrettanti circoli che creano un Mandala, simbolo della totalità cosmica; il lettore è invitato a seguire il protagonista Waclaw-Tadeus in un viaggio iniziatico che procede per tappe geografiche &#8211; dai suggestivi luoghi del Portogallo sino alla calda e soffocante Macao, dalle Alpi Svizzere pervase di cultura indiana sino alla magica Riviera Napoletana &#8211; e che si avvale di incontri con individui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807030632/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807030632&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3174" title="compra &quot;Per Isabel. Un Mandala&quot; di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/07/tabucchi.jpg" alt="tabucchi per isabel un mandala feltrinelli" width="190" height="295" /></a>Anni fa ebbi la fortuna di partecipare a una lezione universitaria di Antonio Tabucchi; sigaretta alla bocca, il braccio sollevato in aria a disegnare cerchi, denotava i protagonisti della sua narrativa <em>“presenze sfuggenti”</em>, e ripeteva a noi studenti, tanto affascinati quanto distratti da quella gestualità che accompagnava ogni sua parola, <em>“eppure, come li ho inseguiti i miei personaggi!”.</em> Ora che ho letto &#8220;<strong>Per Isabel. Un mandala&#8221;</strong> &#8211; romanzo inedito pubblicato postumo “con orgoglio e affetto” dalla moglie Maria José de Lancastre e Carlo Feltrinelli &#8211; comprendo il legame affettivo che Tabucchi ha intrattenuto con i protagonisti delle sue storie, spesso (in)seguite nei loro viaggi, tutt&#8217;altro che lineari, a questo punto concentrici, il tutto avvolto dalla tonalità sfumata del <em>“notturno”</em>, mista all&#8217;esclusivo sentimento della “<em>saudade</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo <strong>Per Isabel</strong> è composto da brevi capitoli, in tutto nove, che corrispondono ad altrettanti circoli che creano un Mandala, simbolo della totalità cosmica; il lettore è invitato a seguire il protagonista Waclaw-Tadeus in un viaggio iniziatico che procede per tappe geografiche &#8211; dai suggestivi luoghi del Portogallo sino alla calda e soffocante Macao, dalle Alpi Svizzere pervase di cultura indiana sino alla magica Riviera Napoletana &#8211; e che si avvale di incontri con individui eccentrici e nel contempo rivelatori; essi suggeriscono infatti possibili chiavi di lettura. Tutti i  personaggi secondari hanno conosciuto Isabel e di lei forniscono indizi e frammenti atti a ricostruire la sua vita: “<em>forse c&#8217;è una Isabel nella mia poesia</em>”, afferma il Fantasma che Cammina, “<em>o nei miei pensieri, il che è lo stesso, ma se è nella mia poesia e nei miei pensieri è un&#8217;ombra che appartiene alla letteratura, perché lei vuole cercare un&#8217;ombra che appartiene alla letteratura? Forse per renderla reale, risposi io flebilmente, per dare un senso alla sua vita e al mio riposo.</em>” Isabel, donna misteriosa e affascinante, di cui fin dall&#8217;inizio della lettura si è avidi di conoscere l&#8217;esistenza intera, è una giovane entrata in clandestinità nel partito comunista sullo sfondo di un Portogallo condannato alla lunga dittatura di Salazar, e lentamente, capitolo dopo capitolo, cerchio dopo cerchio, si rivela attraverso sottili aneddoti in quanto “verità”: “<em>non ero tanto io che tu cercavi, ma te stesso</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per Isabel</strong> è un romanzo visionario che per molti aspetti ricorda uno dei capolavori di Tabucchi,  <strong>Notturno indiano</strong>; il tema del viaggio e della ricerca attraverso itinerari talvolta fantastici e sovente simbolici, trova il suo apice nell&#8217;ultimo, fondamentale evento che chiude il cerchio, ovvero l&#8217;incontro dell&#8217;uomo con la donna. Esso avviene in un&#8217;atmosfera surreale, in un luogo che diviene “<em>altrove</em>”, evocato dalle note di un violino, da profumi inebrianti, dalle luci soffuse nel golfo di Napoli e dal soffio della brezza di una calda notte mediterranea. Il dialogo finale tra i due, che vede Tadeus incalzante nelle domande e Isabel rassicurante nelle risposte, è un monologo in cui il mistero dell&#8217;eterno, umano <em>perché</em> si risolve nella dissolvenza dello spazio e del tempo, dell&#8217;ora e dell&#8217;allora. Il presente è memoria, la realtà è immaginario, sogno improbabile, indefinibile. “<em>E&#8217; l&#8217;ora di rientrare, disse, la ricerca è finita. Si accoccolò sulle gambe e soffiò sulla sabbia. Il cerchio si annullò</em>”: le parole dell&#8217;ultimo personaggio emblematico, il Violinista Matto, colui che ha diretto e condotto Tadeus  sino a Isabel, si mescolano alle note della simbolica <em>Sonata degli Addii</em> di Beethoven, per confluire nel nulla, quintessenza del tutto, di cui “<em>Di tutto resta un poco, a volte un&#8217;immagine.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">E in nome di quest&#8217;ultima frase, vale proprio la pena di leggerlo, <strong>Per Isabel</strong>. Una lettura coinvolgente, al tempo stesso sconvolgente. Con essa, e in essa, ho ritrovato Antonio Tabucchi in tutta la sua essenza, e ho desiderato che tale viaggio &#8211; quello narrato e quello stesso della lettura &#8211; non avesse fine; da ogni frase, da ogni parola sono scaturite forme eccentriche di appunti, momenti di riflessione, quasi volessi ritrovarmi in quell&#8217;aula di tanti anni fa, rivedere quei cerchi di fumo sospesi sul Professore e attribuirvi un qualche significato. Immagini che restano. Cos&#8217;è questa, mi chiedo, se non la <em>saudade</em>?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Per Isabel. Un mandala&#8221;</strong> di Antonio Tabucchi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807030632/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807030632&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 119  &#8211;  euro 13</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessia-de-marchi/" target="_self">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/per-isabel-di-antonio-tabucchi-feltrinelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Rossovermiglio&#8221; di Benedetta Cibrario (Feltrinelli)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/rossovermiglio-di-benedetta-cibrario-feltrinelli/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/rossovermiglio-di-benedetta-cibrario-feltrinelli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 16:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[al sole]]></category>
		<category><![CDATA[alessia de marchi benedetta cibrario]]></category>
		<category><![CDATA[alessia de marchi recensione rosso vermiglio]]></category>
		<category><![CDATA[appena sollecitati con un movimento perfino più lieve di una carezza]]></category>
		<category><![CDATA[arginare un fiume di parole che facevano ressa per uscire]]></category>
		<category><![CDATA[avanti e indietro]]></category>
		<category><![CDATA[benedetta cibrario]]></category>
		<category><![CDATA[che elenca numeri e dati]]></category>
		<category><![CDATA[chi mi guardava vedeva una donna bella e altera]]></category>
		<category><![CDATA[cibrario feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni rossovermiglio]]></category>
		<category><![CDATA[colline toscane]]></category>
		<category><![CDATA[come fossero appena accaduti]]></category>
		<category><![CDATA[come tanti pezzetti di carta]]></category>
		<category><![CDATA[con certe durezze e una buona dose di testardo coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[con quei colori e quegli odori]]></category>
		<category><![CDATA[contessa]]></category>
		<category><![CDATA[contessa vilaforesta]]></category>
		<category><![CDATA[di conche e salite]]></category>
		<category><![CDATA[dimenticato il nome]]></category>
		<category><![CDATA[e che invece]]></category>
		<category><![CDATA[e ci sommerge un rimpianto che non sappiamo cancellare]]></category>
		<category><![CDATA[Eppure]]></category>
		<category><![CDATA[eroina romantica]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo a torino]]></category>
		<category><![CDATA[feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[finalmente]]></category>
		<category><![CDATA[fra l'oscurità di un'umida sera di novembre e una giornata di giugno in cui il frinire delle cicale si mescola alla voce concitata dell'annunciatrice radiofonica]]></category>
		<category><![CDATA[frasi di rossovermiglio]]></category>
		<category><![CDATA[L'ultimo suono che sento è il grido di un uccello notturno di cui mi accorgo di avere]]></category>
		<category><![CDATA[la bandita]]></category>
		<category><![CDATA[la memoria ci dice che questo è quello che si è stati]]></category>
		<category><![CDATA[lenta e silenziosa]]></category>
		<category><![CDATA[movimento oscillatorio della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[per spiegarsi ciascuna all'aria]]></category>
		<category><![CDATA[primo novecento torino aristocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[proclamando la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra]]></category>
		<category><![CDATA[qualche meccanismo cerebrale deve essersi incantato in un movimento oscillatorio]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[rossovermiglio]]></category>
		<category><![CDATA[rossovermiglio feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[rossovermiglio premio campiello 2008]]></category>
		<category><![CDATA[rossovermiglio recensione scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi alessia de marchi]]></category>
		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[si sente una musica mischiata all'odore del bosco dopo la pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[sono tornati indietro freschi]]></category>
		<category><![CDATA[terra sempre uguale nel tempo]]></category>
		<category><![CDATA[trott]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto ha funzionato finché non ho cominciato a ricordare. Mi pareva di non far nulla di male a ripercorrere certi piccoli episodi che credevo dimenticati da tanto tempo]]></category>
		<category><![CDATA[un incanto anche nel nome]]></category>
		<category><![CDATA[una quieta infilata di vigne ordinate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/wp/?p=1923</guid>
		<description><![CDATA[“Eppure, la memoria ci dice che questo è quello che si è stati, e ci sommerge un rimpianto che non sappiamo cancellare”. Rossovermiglio, premio Campiello 2008, è un romanzo intriso di ricordi, rimpianti e rimorsi alternati a certezze, volontà e prese di coscienza che vanno a comporre il quadro di un&#8217;intera esistenza. Quella di una donna, cresciuta nell&#8217;aristocratica Torino del primo Novecento, giovane e infelice sposa di un nobile imposto dal padre, vincolata dalle rigide convenzioni sociali di quegli anni, alle quali vi si oppone con determinazione. La storia della Contessa Villaforesta risulta senza dubbio affascinante e intrigante; la tenacia e la perseveranza che la protagonista dimostra nelle azioni e nelle scelte anticonformistiche la rendono un&#8217;eroina per certi aspetti anche romantica: “chi mi guardava vedeva una donna bella e altera, con certe durezze e una buona dose di testardo coraggio”. Una vita intensa &#8211; inequivocabilmente legata agli eventi della Storia, la Seconda Guerra Mondiale con i suoi drammi, il Fascismo e le sue atrocità, la nascita della Repubblica e gli interrogativi sul futuro &#8211; fatta di conquiste, che si riveleranno relative e inconsistenti, e di rinunce che invece sveleranno il senso più profondo dell&#8217;esistenza. In un crescendo di flashback narrativi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807017342/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807017342" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1924" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/11/copertina-Rossovermiglio.jpg" alt="rossovermiglio benedetta cibrario feltrinelli" width="190" height="299" /></a>“Eppure, la memoria ci dice che questo è quello che si è stati, e ci sommerge un rimpianto che non sappiamo cancellare”. </em></div>
<div style="text-align: justify"><strong>Rossovermiglio</strong>, premio Campiello 2008, è un romanzo intriso di ricordi, rimpianti e rimorsi alternati a certezze, volontà e prese di coscienza che vanno a comporre il quadro di un&#8217;intera esistenza. Quella di una donna, cresciuta nell&#8217;aristocratica Torino del primo Novecento, giovane e infelice sposa di un nobile imposto dal padre, vincolata dalle rigide convenzioni sociali di quegli anni, alle quali vi si oppone con determinazione. La storia della Contessa Villaforesta risulta senza dubbio affascinante e intrigante; la tenacia e la perseveranza che la protagonista dimostra nelle azioni e nelle scelte anticonformistiche la rendono un&#8217;eroina per certi aspetti anche romantica: <em>“chi mi guardava vedeva una donna bella e altera, con certe durezze e una buona dose di testardo coraggio”</em>. Una vita intensa &#8211; inequivocabilmente legata agli eventi della Storia, la Seconda Guerra Mondiale con i suoi drammi, il Fascismo e le sue atrocità, la nascita della Repubblica e gli interrogativi sul futuro &#8211; fatta di conquiste, che si riveleranno relative e inconsistenti, e di rinunce che invece sveleranno il senso più profondo dell&#8217;esistenza.</div>
<div style="text-align: justify">In un crescendo di flashback narrativi, la protagonista, che è anche io narrante, racconta quindi il fallimento del suo matrimonio combinato nel 1928, il travolgente incontro con Trott, attraente ed enigmatico avventuriero &#8211; con il quale vivrà la vera storia d&#8217;amore &#8211; la conseguente consapevolezza di voler essere una donna libera, il volontario allontanamento dall&#8217;ambiente ottuso e artefatto della nobiltà torinese. La Contessa decide di trasferirsi in una tenuta di famiglia, La Bandita, nelle colline toscane, in quella <em>“terra sempre uguale nel tempo, con quei colori e quegli odori, lenta e silenziosa”</em>. Ed è in questa nuova e diversa dimensione che sembra ritrovare se stessa, attraverso il contatto con una natura unica, <em>“una quieta infilata di vigne ordinate, di conche e salite”</em> dove <em>“si sente una musica mischiata all&#8217;odore del bosco dopo la pioggia”</em>. Un altrove che invita a condurre una vita semplice, scandita dai ritmi del lavoro della terra, dalle lunghe cavalcate, dalle riflessioni più profonde. Insieme a Trott, che poi la lascerà per denaro, inizia a coltivare i poderi per ricavare quel vino, il Rossovermiglio appunto, <em>“un incanto anche nel nome”</em>, forse la cosa più concreta e gratificante della sua vita.</div>
<div style="text-align: justify">Oramai anziana, la Contessa avverte la necessità di ricomporre i tasselli di un passato lontano, di recuperare la sua vera identità e ciò avviene attraverso il Ricordo: <em>“Tutto ha funzionato finché non ho cominciato a ricordare. Mi pareva di non far nulla di male a ripercorrere certi piccoli episodi che credevo dimenticati da tanto tempo, e che invece, appena sollecitati con un movimento perfino più lieve di una carezza, sono tornati indietro freschi, come fossero appena accaduti”.</em> Il vissuto viene scomposto e scrutato negli aspetti più profondi e talvolta scomodi, viene ricostituito nella sua essenza. Ecco, la bellezza e la complessità di questo romanzo risiedono proprio nella sovrapposizione di più piani narrativi, quello lineare degli eventi, della storia che suggella il passato ponendolo in una dimensione statica e quello vorticoso del ricordo, della memoria che lo ricrea, lo impreziosisce rendendolo vitale. A noi lettori è riservato il piacere di provare un&#8217;emozione unica, quella di sentirsi parte di un universo creato dal <em>“movimento oscillatorio della memoria”</em> in cui assume un aspetto perfino sublime l&#8217;impossibilità stessa di <em>“arginare un fiume di parole che facevano ressa per uscire, per spiegarsi ciascuna all&#8217;aria, al sole, come tanti pezzetti di carta”</em>, in cui <em>“qualche meccanismo cerebrale deve essersi incantato in un movimento oscillatorio, avanti e indietro, fra l&#8217;oscurità di un&#8217;umida sera di novembre e una giornata di giugno in cui il frinire delle cicale si mescola alla voce concitata dell&#8217;annunciatrice radiofonica, che elenca numeri e dati, proclamando la fine di un&#8217;epoca e l&#8217;inizio di un&#8217;altra”</em>. Un universo simbolico i cui veri e forse unici protagonisti sono il ricordo, la memoria e l&#8217;oblio, anzi la struggente dolcezza dell&#8217;oblio: <em>“L&#8217;ultimo suono che sento è il grido di un uccello notturno di cui mi accorgo di avere, finalmente, dimenticato il nome”</em>.</div>
<div style="text-align: justify"></div>
<p><strong>&#8220;Rossovermiglio&#8221;</strong> di Benedetta Cibrario<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807017342/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807017342" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Feltrinelli</p>
<p>pp. 213  &#8211;  euro 15</p>
<p><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/rossovermiglio-di-benedetta-cibrario-feltrinelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
