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	<title>Scritti da Voi &#187; fascismo | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;L&#8217;arte della gioia&#8221; di Goliarda Sapienza (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 11:28:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono libri che diventano parte di te, che penetrano dentro la tua vita, nei tuoi pensieri, che ti ispirano e ti guidano: &#8220;L&#8217;arte della gioia&#8221; è uno di questi. Il romanzo di Goliarda Sapienza si insinua perfettamente in quell&#8217;angolo nascosto della nostra coscienza nel quale il bene e il male si confondono e le certezze vacillano di fronte all&#8217;istinto, ad una morale non contaminata da regole e precetti. Goliarda ci racconta la vita di una donna, Modesta, che si ritrova a vivere nella Sicilia di inizio secolo, e forse solo in quella società arretrata e maschilista poteva inserirsi questo personaggio fuori dalle righe che si contrappone all&#8217;ipocrisia del conformismo trasformando in forza le proprie debolezze e imperfezioni. La protagonista impara l’arte della gioia da ogni sofferenza che vive, dai dolori che le passano accanto. Si abbandona totalmente al sentimento passando molto spesso attraverso il male, il peccato e il proibito, senza però mai perdere la dignità. Modesta rappresenta una donna nuova, moderna che non cede a compromessi fino ad arrivare a essere considerata sconveniente, amorale. Il suo sguardo sul mondo è così intriso dalla consapevolezza del diritto e della necessità di essere solo se stesse da risultare spesso disarmante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806199609/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806199609&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2756 alignleft" title="arte della gioia goliarda sapienza einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/9788858400258.jpg" alt="sapienza arte gioia einaudi" width="190" height="293" /></a>Ci sono libri che diventano parte di te, che penetrano dentro la tua vita, nei tuoi pensieri, che ti ispirano e ti guidano: <strong>&#8220;L&#8217;arte della gioia&#8221;</strong> è uno di questi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il romanzo di <em>Goliarda Sapienza</em> si insinua perfettamente in quell&#8217;angolo nascosto della nostra coscienza nel quale il bene e il male si confondono e le certezze vacillano di fronte all&#8217;istinto, ad una morale non contaminata da regole e precetti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Goliarda ci racconta la vita di una donna, Modesta, che si ritrova a vivere nella Sicilia di inizio secolo, e forse solo in quella società arretrata e maschilista poteva inserirsi questo personaggio fuori dalle righe che si contrappone all&#8217;ipocrisia del conformismo trasformando in forza le proprie debolezze e imperfezioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La protagonista impara l’arte della gioia da ogni sofferenza che vive, dai dolori che le passano accanto. Si abbandona totalmente al sentimento passando molto spesso attraverso il male, il peccato e il proibito, senza però mai perdere la dignità. Modesta rappresenta una donna nuova, moderna che non cede a compromessi fino ad arrivare a essere considerata sconveniente, amorale. Il suo sguardo sul mondo è così intriso dalla consapevolezza del diritto e della necessità di essere solo se stesse da risultare spesso disarmante e anche di fronte alla violenza più feroce, che arriva allo stupro e all&#8217;omicidio, Modesta reagisce e a testa alta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Questo libro non è solo la storia quasi epica di una bambina che diventa donna ma anche il viaggio in una Sicilia e in un&#8217;Italia investita nell&#8217;arco del romanzo dal fascismo, dalle guerre, dalla nascita del comunismo e del socialismo, dall’emancipazione della donna e dalla liberazione sessuale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Goliarda ha scritto questo romanzo per quasi metà della sua vita e in un certo senso è stato la sua maledizione tanto che l&#8217;ha ridotta in povertà assoluta e l&#8217;ha costretta anche in galera. Nessun editore ebbe il coraggio di pubblicarlo e come spesso accade solo dopo la sua morte e fuori dall&#8217;Italia trovò il meritato successo. E noi ora, dopo quasi mezzo secolo, abbiamo il piacere di scoprirlo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tutte le donne dovrebbero leggere questo libro, ma sopratutto gli uomini perché ciò che rimane, conclusa l&#8217;ultima pagina, è che è possibile essere donne accoglienti e sensuali, ma soprattutto libere.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;L&#8217;arte della gioia&#8221;</strong> di Goliarda Sapienza<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806199609/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806199609&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 550  &#8211;  euro 14,50</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/chiara.cecchin" target="_blank">Recensione di Chiara Cecchin</a></div>
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<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
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		<title>&#8220;Rossovermiglio&#8221; di Benedetta Cibrario (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 16:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Eppure, la memoria ci dice che questo è quello che si è stati, e ci sommerge un rimpianto che non sappiamo cancellare”. Rossovermiglio, premio Campiello 2008, è un romanzo intriso di ricordi, rimpianti e rimorsi alternati a certezze, volontà e prese di coscienza che vanno a comporre il quadro di un&#8217;intera esistenza. Quella di una donna, cresciuta nell&#8217;aristocratica Torino del primo Novecento, giovane e infelice sposa di un nobile imposto dal padre, vincolata dalle rigide convenzioni sociali di quegli anni, alle quali vi si oppone con determinazione. La storia della Contessa Villaforesta risulta senza dubbio affascinante e intrigante; la tenacia e la perseveranza che la protagonista dimostra nelle azioni e nelle scelte anticonformistiche la rendono un&#8217;eroina per certi aspetti anche romantica: “chi mi guardava vedeva una donna bella e altera, con certe durezze e una buona dose di testardo coraggio”. Una vita intensa &#8211; inequivocabilmente legata agli eventi della Storia, la Seconda Guerra Mondiale con i suoi drammi, il Fascismo e le sue atrocità, la nascita della Repubblica e gli interrogativi sul futuro &#8211; fatta di conquiste, che si riveleranno relative e inconsistenti, e di rinunce che invece sveleranno il senso più profondo dell&#8217;esistenza. In un crescendo di flashback narrativi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807017342/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807017342" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1924" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/11/copertina-Rossovermiglio.jpg" alt="rossovermiglio benedetta cibrario feltrinelli" width="190" height="299" /></a>“Eppure, la memoria ci dice che questo è quello che si è stati, e ci sommerge un rimpianto che non sappiamo cancellare”. </em></div>
<div style="text-align: justify"><strong>Rossovermiglio</strong>, premio Campiello 2008, è un romanzo intriso di ricordi, rimpianti e rimorsi alternati a certezze, volontà e prese di coscienza che vanno a comporre il quadro di un&#8217;intera esistenza. Quella di una donna, cresciuta nell&#8217;aristocratica Torino del primo Novecento, giovane e infelice sposa di un nobile imposto dal padre, vincolata dalle rigide convenzioni sociali di quegli anni, alle quali vi si oppone con determinazione. La storia della Contessa Villaforesta risulta senza dubbio affascinante e intrigante; la tenacia e la perseveranza che la protagonista dimostra nelle azioni e nelle scelte anticonformistiche la rendono un&#8217;eroina per certi aspetti anche romantica: <em>“chi mi guardava vedeva una donna bella e altera, con certe durezze e una buona dose di testardo coraggio”</em>. Una vita intensa &#8211; inequivocabilmente legata agli eventi della Storia, la Seconda Guerra Mondiale con i suoi drammi, il Fascismo e le sue atrocità, la nascita della Repubblica e gli interrogativi sul futuro &#8211; fatta di conquiste, che si riveleranno relative e inconsistenti, e di rinunce che invece sveleranno il senso più profondo dell&#8217;esistenza.</div>
<div style="text-align: justify">In un crescendo di flashback narrativi, la protagonista, che è anche io narrante, racconta quindi il fallimento del suo matrimonio combinato nel 1928, il travolgente incontro con Trott, attraente ed enigmatico avventuriero &#8211; con il quale vivrà la vera storia d&#8217;amore &#8211; la conseguente consapevolezza di voler essere una donna libera, il volontario allontanamento dall&#8217;ambiente ottuso e artefatto della nobiltà torinese. La Contessa decide di trasferirsi in una tenuta di famiglia, La Bandita, nelle colline toscane, in quella <em>“terra sempre uguale nel tempo, con quei colori e quegli odori, lenta e silenziosa”</em>. Ed è in questa nuova e diversa dimensione che sembra ritrovare se stessa, attraverso il contatto con una natura unica, <em>“una quieta infilata di vigne ordinate, di conche e salite”</em> dove <em>“si sente una musica mischiata all&#8217;odore del bosco dopo la pioggia”</em>. Un altrove che invita a condurre una vita semplice, scandita dai ritmi del lavoro della terra, dalle lunghe cavalcate, dalle riflessioni più profonde. Insieme a Trott, che poi la lascerà per denaro, inizia a coltivare i poderi per ricavare quel vino, il Rossovermiglio appunto, <em>“un incanto anche nel nome”</em>, forse la cosa più concreta e gratificante della sua vita.</div>
<div style="text-align: justify">Oramai anziana, la Contessa avverte la necessità di ricomporre i tasselli di un passato lontano, di recuperare la sua vera identità e ciò avviene attraverso il Ricordo: <em>“Tutto ha funzionato finché non ho cominciato a ricordare. Mi pareva di non far nulla di male a ripercorrere certi piccoli episodi che credevo dimenticati da tanto tempo, e che invece, appena sollecitati con un movimento perfino più lieve di una carezza, sono tornati indietro freschi, come fossero appena accaduti”.</em> Il vissuto viene scomposto e scrutato negli aspetti più profondi e talvolta scomodi, viene ricostituito nella sua essenza. Ecco, la bellezza e la complessità di questo romanzo risiedono proprio nella sovrapposizione di più piani narrativi, quello lineare degli eventi, della storia che suggella il passato ponendolo in una dimensione statica e quello vorticoso del ricordo, della memoria che lo ricrea, lo impreziosisce rendendolo vitale. A noi lettori è riservato il piacere di provare un&#8217;emozione unica, quella di sentirsi parte di un universo creato dal <em>“movimento oscillatorio della memoria”</em> in cui assume un aspetto perfino sublime l&#8217;impossibilità stessa di <em>“arginare un fiume di parole che facevano ressa per uscire, per spiegarsi ciascuna all&#8217;aria, al sole, come tanti pezzetti di carta”</em>, in cui <em>“qualche meccanismo cerebrale deve essersi incantato in un movimento oscillatorio, avanti e indietro, fra l&#8217;oscurità di un&#8217;umida sera di novembre e una giornata di giugno in cui il frinire delle cicale si mescola alla voce concitata dell&#8217;annunciatrice radiofonica, che elenca numeri e dati, proclamando la fine di un&#8217;epoca e l&#8217;inizio di un&#8217;altra”</em>. Un universo simbolico i cui veri e forse unici protagonisti sono il ricordo, la memoria e l&#8217;oblio, anzi la struggente dolcezza dell&#8217;oblio: <em>“L&#8217;ultimo suono che sento è il grido di un uccello notturno di cui mi accorgo di avere, finalmente, dimenticato il nome”</em>.</div>
<div style="text-align: justify"></div>
<p><strong>&#8220;Rossovermiglio&#8221;</strong> di Benedetta Cibrario<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807017342/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807017342" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Feltrinelli</p>
<p>pp. 213  &#8211;  euro 15</p>
<p><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
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