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	<title>Scritti da Voi &#187; gabriele ametrano | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Prepariamoci&#8221; di Luca Mercalli (Chiarelettere)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 10:35:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente “passare alle altre forme di energia”, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto. Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando. Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3228" title="compra &quot;Prepariamoci&quot; di Luca Mercalli (Chiarelettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere.jpg" alt="" width="190" height="294" /></a>Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice <em>Luca Mercalli</em>, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente <em>“passare alle altre forme di energia”</em>, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto.<br />
Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando.<br />
Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia di particolari e cifre per capire meglio la faccenda e orientarsi nel mondo dell’energia pulita. Altro punto importante è il rivalorizzare gli orti come fonte di alimentazione ma anche di bellezza culturale e paesaggistica, sostituendoli dove possibile agli inutili giardini pubblici e condominiali. Anche in questo caso l’autore spiega come gestire un orto e prova a trasmetterci la soddisfazione che ne deriva.<br />
Insomma Mercalli propone miglioramenti (concreti, non generali) in tutti gli ambiti possibili della vita quotidiana come i rifiuti, l’acqua, il lavoro, i trasporti e anche l’attività politica con grande entusiasmo e l’esperienza di molte battaglie ecologiste ancora in corso a cui egli stesso partecipa.<br />
E’ un ottimo libro, l’autore stesso sostiene che al suo interno è presente tutto il suo bagaglio personale e si sente: ogni pagina è ricca di rimandi a testi letti, esperienze vissute e opinioni maturate nel corso degli anni, rendendolo un saggio di grande qualità. Unica pecca l’eccessivo schematismo: lunghi elenchi e troppe cifre in alcuni punti.<br />
Ricapitolando difficilmente un lettore verrà sconvolto dal saggio iniziando a mettere in pratica tutto ciò che dice l’autore (anche se non dubito che per qualcuno sia stata una lettura importante nella propria vita), ma dopo aver letto il saggio rimane una pulce ecologista nell’orecchio, e a un livello quasi inconscio si inizia a sprecare di meno nelle piccole azioni quotidiane.<br />
Un libro che compie il suo lavoro.</p>
<p><strong>&#8220;Prepariamoci</strong> di Luca Mercalli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Chiarelettere</p>
<p>pp. 205  &#8211;  euro 14</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>&#8220;Alta Fedeltà&#8221; di Nick Hornby (Guanda)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 12:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alta Fedeltà è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3223" title="alta-fedelta-di-nick-hornby" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/alta-fedelta-di-nick-hornby.jpg" alt="" width="190" height="289" /></a><strong>Alta Fedeltà</strong> è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a capire fino in fondo se stesso e gli altri. E la lettura è oltremodo piacevole perché nel comportamento del cinico trentenne si riscontrano modi d’agire e di pensare comuni a tutti gli uomini ma che nessuno vuole ammettere. La critica loda l’opera come nuovo classico della letteratura moderna, e il milione di copie vendute lo confermano: io mi sento di consigliarlo a chi vuole cambiare aria con un libro splendidamente scritto, leggero e divertente, ma più profondo di quanto possa sembrare a prima vista. Insomma: alta fedeltà ma soprattutto alta qualità.</p>
<p><strong>&#8220;Alta Fedeltà&#8221;</strong> di Nick Hornby<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Guanda</p>
<p>pp. 256  &#8211;  euro 9,35</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>“Il peso” di Liz Moore (Neri Pozza)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2014 12:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cominciamo con la storia, con cosa racconta. New York. C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene. C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp. Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3194" title="compra &quot;Il peso&quot; di Liz Moore (Neri Pozza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/09/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza.jpg" alt="" width="190" height="313" /></a>Cominciamo con la storia, con cosa racconta.<br />
New York.<br />
C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene.<br />
C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp.<br />
Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che viaggiano ignare l’una dell&#8217;altra finché&#8230;<br />
E ora il come: come questa storia è raccontata.<br />
Immaginatevi alla finestra. State stendendo il bucato, è una giornata ventosa e i vestiti si asciugheranno in un niente. A questo pensate, ai vestiti asciutti, mentre una molletta cade a terra. Vi chinate a raccoglierla e quando vi tirate su, chissà perché, non badate alla finestra aperta. E prendete in pieno lo spigolo di alluminio, nel centro della testa.<br />
Ecco: quel dolore lì, così violento, così inatteso, vi colpirà di continuo per tutte le trecentocinquantadue pagine.<br />
Così. &#8220;<em>Era Charlene Turner. Non credevo che avrei mai più sentito la sua voce in vita mia ma Dio come ne sono stato felice. Ero lì lì per lanciare un grido ma mi sono costretto a tacere. Mi sono messo una mano sulla bocca e mi sono morso il palmo</em>&#8220;.<br />
E così. &#8220;<em>E poi questa mattina, visto che non avevo nient’altro da fare, mi sono seduto a scriverle la lettera che ho continuato a ripetermi nella testa, la lettera che dice la verità, l’ammissione taumaturgica dei miei segreti più oscuri, la lettera che sapevo avrei dovuto spedirle se ci fossimo incontrati di nuovo. La lettera che le avrei inviato in quel momento se non mi fossi comportato come un gran vigliacco. Il vigliacco che in realtà sono</em>&#8220;.<br />
Insomma ci siamo capiti: fa un male cane. Eppure non è una storia disperante. Quando finalmente arrivi in fondo all’ultima pagina (ed è il caso di dirlo, finalmente, perché quando ci arrivi quel peso lì non lo sopporti più), prendi un respiro, il più profondo che i tuoi polmoni siano in grado di reggere, e resti un attimo appeso, gli occhi chiusi.<br />
Espiri piano, e a lungo.<br />
Quando riapri gli occhi, sorridi.<br />
Senza peso.</p>
<p><strong>&#8220;Il peso&#8221;</strong> di Liz Moore<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Neri Pozza</p>
<p>pp. 133  &#8211;  euro 13</p>
<p>Recensione di Valentina Morelli</p>
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		<title>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221; (ChiareLettere)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 17:37:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe? “L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”. A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3132" title="compra &quot;Armi, un affare di Stato&quot; (Chiare Lettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/Copertina-Armi-un-Affare-di-Stato.jpg" alt="chiare lettere armi un affare di stato autori vari" width="190" height="282" /></a>La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che vende questi armamenti? Viene da pensare a contrabbandieri e a un gigantesco mercato nero, ma non è affatto così e una citazione lo riassume bene: <em>“Il 90% delle cose raccontate sul cosiddetto mercato nero delle armi sono in realtà finzioni degli scrittori e immaginazioni dei politici. Non ci sono segreti in questo mondo, tutti sanno cosa stai facendo. Se le armi vengono contrabbandate, sicuramente è perché dietro c’è qualche agenzia governativa”</em>. Il saggio analizza a fondo l’operato di molte aziende in tutto il mondo, concentrandosi in particolare sul boss Italiano, Finmeccanica. Scarsa trasparenza, tangenti, corruzione, mancanza di scrupoli. Tutte caratteristiche comuni di uno dei settori più dannosi e redditizi dell’economia, con un giro mondiale da 1700 miliardi di euro all’anno. E il titolo ci ricorda una cosa importante: lo Stato con la guerra ci va a braccetto, anche se vuole mostrare il contrario. Politica e Industria sono profondamente legate, specialmente quando si parla di guadagni, perciò lo Stato è ben attento a non pestare i piedi al settore della difesa; attenzione che si nota dal seguente dato: <em>“Nel 2012 L’Italia ha destinato al comparto della difesa 23 miliardi di euro”</em>. Non c’è molto da aggiungere, è semplicemente assurdo. Specie considerando il periodo di crisi in cui si trova la Repubblica, che ha tagliato senza pietà in altri campi come è successo per il Fondo per le politiche sociali (risorse a favore dell’infanzia, dei giovani, degli anziani non autosufficienti, della famiglia e delle pari opportunità) che è passato da 1,59 miliardi di euro nel 2007 a 144 milioni nel 2013. Per non parlare dei settori Istruzione e Sanità, che dovrebbero essere gli ultimi a essere toccati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singolo ambito della guerra puzza di denaro sporco e sangue innocente: non c’è una sola parte di questo grande e marcio meccanismo che rechi un vantaggio alla società, come invece vogliono farci credere i media e i politici. Questo saggio è un monumento alla pace, che incessante spoglia il conflitto di ogni valore positivo con una forza che solo la verità può avere. Da leggere assolutamente, <em>una cannonata</em>.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221;</strong> di Duccio Facchini, Michele Lasso, Francesco Vignarca</p>
<p>edito da ChiareLettere</p>
<p>pp. 238  &#8211;  euro 14<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;officina del diavolo&#8221; di Jáchym Topol (Zandonai Edizioni)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 11:37:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tema dell&#8217;oppressione del regime comunista la fa da padrone in gran parte della produzione letteraria ceca, ma qui è trattato in modo innovativo e magistrale. Un gruppo di ragazzi, per i motivi più disparati, decide di reagire a modo proprio alla cicatrice lasciata dagli orrori del regime, così anziché nasconderli decide di metterli in mostra, di creare “il Jurassic Park dell&#8217;orrore, il museo all&#8217;aperto dei totalitarismi”. Uno spirito leggermente hippie e molto naif li pervade mentre il successo della loro impresa guadagna prime pagine e interviste televisive. In tutto ciò si vede la contrapposizione tra un oriente più mistico e ingenuo e un occidente spregiudicato e capitalista, che non teme di mostrare le proprie scabrose cicatrice pur di ottenere un guadagno economico. Queste due filosofie così estremizzate sono anche la metafora della concezione della vita dei Paesi dell&#8217;est Europa, perennemente in bilico tra il blocco sovietico e l&#8217;occidente americanizzato. In un susseguirsi di dialoghi asciutti, spesso brutali, e descrizioni ad onor del vero non sempre avvincenti, Topol ci porta ad un climax di orrore nel finale, quando finalmente quello che può essere considerato il protagonista capisce dove la loro concezione di museo della memoria si sia spinta. Cadono così [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8895538838/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8895538838&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3128" title="compra &quot;L'officina del diavolo&quot; di Jáchym Topol (Zandonai Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/Officina-del-Diavolo.jpg" alt="Jáchym Topol zandonai officina diavolo" width="190" height="319" /></a>Il tema dell&#8217;oppressione del regime comunista la fa da padrone in gran parte della produzione letteraria ceca, ma qui è trattato in modo innovativo e magistrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di ragazzi, per i motivi più disparati, decide di reagire a modo proprio alla cicatrice lasciata dagli orrori del regime, così anziché nasconderli decide di metterli in mostra, di creare “il Jurassic Park dell&#8217;orrore, il museo all&#8217;aperto dei totalitarismi”.<br />
Uno spirito leggermente hippie e molto naif li pervade mentre il successo della loro impresa guadagna prime pagine e interviste televisive.<br />
In tutto ciò si vede la contrapposizione tra un oriente più mistico e ingenuo e un occidente spregiudicato e capitalista, che non teme di mostrare le proprie scabrose cicatrice pur di ottenere un guadagno economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste due filosofie così estremizzate sono anche la metafora della concezione della vita dei Paesi dell&#8217;est Europa, perennemente in bilico tra il blocco sovietico e l&#8217;occidente americanizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">In un susseguirsi di dialoghi asciutti, spesso brutali, e descrizioni ad onor del vero non sempre avvincenti, Topol ci porta ad un climax di orrore nel finale, quando finalmente quello che può essere considerato il protagonista capisce dove la loro concezione di museo della memoria si sia spinta.</p>
<p style="text-align: justify;">Cadono così le sue ingenuità adolescenziali, brutalizzate da una verità nuda e cruda in cui nessuno è fedele fino in fondo ai suoi principi veri od enunciati, e ciò che può sembrare idealmente bello e giusto può trasformarsi immediatamente in qualcosa di terribile e raccapricciante.<br />
Il libro svergogna anche l&#8217;esibizionismo, e la macabra curiosità che lo alimenta, che spesso aleggiano attorno a vicende di questo tipo, sbattendo in faccia al lettore le conseguenze estreme del considerare ogni ferita come un qualcosa da ostentare, una piaga in cui rigirare il coltello per dimostrarne la dolorosità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;officina del diavolo&#8221;</strong> di Jáchym Topol<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8895538838/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8895538838&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Zandonai Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 165  &#8211;  euro 14,50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221; di Hans Tuzzi (Bollati Bolinghieri)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 13:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo giallo di Tuzzi “Il Trio dell’arciduca” è davvero entusiasmante e non è un Melis. Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra. Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore. Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="compra &quot;Il Trio dell'arciduca&quot; di Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/417K-sOC9eL._SY445_.jpg" alt="bollati boringhieri hans tuzzi trio dell'arciduca" width="190" height="292" /></a>Il nuovo giallo di Tuzzi <strong>“Il Trio dell’arciduca”</strong> è davvero entusiasmante e non è un <em>Melis.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, nei luoghi e nei mezzi utilizzati per gli spostamenti tanto sono ben studiati e collocati. Un testo di spionaggio storico ben congegnato e dalla perfetta architettura che aggiunge valore alla già raffinata abilità del nostro romanziere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuzzi ha saputo creare un nuovo personaggio che rivive e si muove nell’atmosfera del tempo riprodotta da una prosa sapiente e ben orchestrata che come su un palcoscenico propone lo spirito del periodo carico di tensioni, di intrighi, di lotte intestine dentro e fuori il fragile colosso dai piedi d’argilla che era l’Impero austro ungarico e le lotte tra le etnie di quel crogiuolo che da sempre sono stati i Balcani. Esce, quando si dice il caso, proprio in ricorrenza del centenario dello scoppio del conflitto e quando ancora una volta le rivalità etniche risuonano nuovamente in quell’area che ancora non pare abbia trovato una propria identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Tuzzi, mi auguro che sia solo l’inizio di una lunga serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221;</strong> di Hans Tuzzi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bollati Bolinghieri</p>
<p>pp. 158  &#8211;  euro 14,90</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/salvina-pizzuoli/" target="_self">Recensione di Salvina Pizzuoli</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>“Le ore” di Michael Cunningham (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 08:21:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Le ore&#8221; di Michael Cunningham vinse il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999;   successivamente, nel 2002, ne fu tratto l&#8217;omonimo film. Il libro è un vero e proprio omaggio a Virginia Woolf, suo personaggio principale. Sono narrate le vicende di tre donne, Virginia, Laura e Clarissa, in tre diverse epoche: l&#8217;inizio del ventesimo secolo (1923), il secondo dopoguerra (1949) e il 2001. È ambientato in tre diversi luoghi: la città di Londra (o, per meglio dire, un suo sobborgo), New York e la California. Filo conduttore, nonché trait d&#8217;union di tutta la storia è &#8220;La Signora Dalloway&#8221;, una delle opere più famose della Woolf. Virginia è impegnata nella creazione del personaggio di Clarissa; Clarissa Vaughan, signora newyorchese di mezza età, porta lo stesso nome della Dalloway; mentre Laura è immersa nella lettura del libro stesso. Ognuna di loro conduce una vita apparentemente serena: Virginia può contare sull&#8217;affetto del marito e dei famigliari, e, non avendo particolari problemi economici, è libera di dedicarsi alla scrittura. Laura è una giovane sposa il cui unico compito dovrebbe essere quello di condurre la casa; ha un marito devoto, un figlio di tre anni, ed è in attesa del secondo. Clarissa è un&#8217;affermata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="font-style: italic;" href="http://www.amazon.it/gp/product/8845249778/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845249778&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3108" title="compra &quot;Le ore&quot; di Michael Cunningham (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/le-ore.jpg" alt="bompiani Michael Cunningham le ore" width="190" height="294" /></a><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> di <em>Michael Cunningham</em> vinse il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999;   successivamente, nel 2002, ne fu tratto l&#8217;omonimo film. Il libro è un vero e proprio omaggio a Virginia Woolf, suo personaggio principale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono narrate le vicende di tre donne, Virginia, Laura e Clarissa, in tre diverse epoche: l&#8217;inizio del ventesimo secolo (1923), il secondo dopoguerra (1949) e il 2001. È ambientato in tre diversi luoghi: la città di Londra (o, per meglio dire, un suo sobborgo), New York e la California. Filo conduttore, nonché trait d&#8217;union di tutta la storia è &#8220;<em>La Signora Dalloway&#8221;, </em>una delle opere più famose della Woolf. Virginia è impegnata nella creazione del personaggio di Clarissa; Clarissa Vaughan, signora newyorchese di mezza età, porta lo stesso nome della Dalloway; mentre Laura è immersa nella lettura del libro stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuna di loro conduce una vita apparentemente serena: Virginia può contare sull&#8217;affetto del marito e dei famigliari, e, non avendo particolari problemi economici, è libera di dedicarsi alla scrittura. Laura è una giovane sposa il cui unico compito dovrebbe essere quello di condurre la casa; ha un marito devoto, un figlio di tre anni, ed è in attesa del secondo. Clarissa è un&#8217;affermata editor, abita in una bella casa, conduce una vita brillante, ama ed è ricambiata. Trionfa il genere femminile: agli uomini, infatti, non solo sono riservati ruoli marginali, ma, fatta eccezione per Richard, sono tutti dipinti come persone discutibili, o buffe, o insignificanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> è un romanzo che si avvita su sé stesso: le ripetizioni e i rimandi sono frequenti, poiché è su di loro che si basa la narrazione. Le rose ne sono un esempio: sono presenti nel sogno di Virgina, decorano la torta preparata da  Laura, mentre Clarissa (inclusa la stessa Signora Dalloway) le compone in un vaso. Petali di rosa sono sparsi attorno al corpo dell&#8217;uccellino, nel giardino di Virgina, per l&#8217;estremo saluto. Le voci che tormentano Richard, nella fase finale della sua malattia, ricordano quelle che teme Virginia, quando combatte contro la depressione e, probabilmente, la pazzia. La Woolf racconterà il bacio dato dal suo personaggio (Clarissa Dalloway) a una donna; Laura bacia la vicina di casa Kitty, e Clarissa Vaughan vive da anni con la compagna Sally. L&#8217;autrice della Signora Dalloway, aspirante suicida, medita il suicidio del suo personaggio. Laura, anch&#8217;essa attratta dalla morte, dedica ore alle lettura del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo di Cunningham, in realtà, è comunque un inno alla vita, poiché l&#8217;autore ci suggerisce che le ore davvero importanti sono quelle che preludono alla felicità. Sono la felicità stessa. Clarissa e Richard, una ridda di pensieri in testa, che passeggiano attorno allo stagno mentre scende la sera, dopo il loro primo bacio, questa è una promessa di felicità. Un&#8217;altra passeggiata, sempre sul finire del giorno, piena di speranza: finalmente si torna a Londra! Leonard ha ritrovato Virginia, e, tenendola per mano, risale lentamente verso casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> di Michael Cunningham<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845249778/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845249778&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 169  &#8211;  euro 8</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/clara-zangrandi/" target="_self">Recensione di Clara Zangrandi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Un lavoro sporco&#8221; di Christopher Moore (Elliot Edizioni)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2014 21:21:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un mese di sospensione ho ripreso con le letture mensili “nazionalizzate” e questa volta tocca agli statunitensi. Il primo è stato Christopher Moore, un autore comico che ho trovato davvero fenomenale. Il suo libro, “Un lavoro sporco”, è l&#8217;assurda e non di rado demenziale storia di Charles Asher, un tranquillo commerciante di oggetti usati con una passione smodata per i completi fuori moda e sua moglie Rachel.  Incontriamo il nostro protagonista, etichettato come maschio beta, in preda ad una delirante euforia conseguente alla nascita della sua primogenita, Sophie; tale euforia verrà immediatamente funestata da una tragedia, alla quale seguiranno strane visioni. Oggetti che pulsano di luce rossa, inquietanti ombre che si aggirano per San Francisco ma soprattutto un improbabile uomo di colore, alto più di due metri e di verde vestito. Sulle prime Charlie pensa di aver perso completamente la bussola ma presto capisce che sotto c&#8217;è qualcosa di grosso. Queste visioni non sono che un antipasto al vero sconvolgimento nella vita di Charlie, sconvolgimento che si concretizza praticamente nella lettura di un misterioso librone che esordisce informandolo che “Ebbene sì, tu sei la Morte”. Non propriamente cosa di tutti i giorni, viene da dire. E così, con un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Un-Lavoro-Sporco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3088" title="compra &quot;Un lavoro sporco&quot; di Christopher Moore (Elliot Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Un-Lavoro-Sporco.jpg" alt="elliot moore un lavoro sporco edizioni" width="190" height="287" /></a>Dopo un mese di sospensione ho ripreso con le letture mensili “nazionalizzate” e questa volta tocca agli statunitensi. Il primo è stato <em>Christopher Moore</em>, un autore comico che ho trovato davvero fenomenale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il suo libro, <strong>“Un lavoro sporco”</strong>, è l&#8217;assurda e non di rado demenziale storia di Charles Asher, un tranquillo commerciante di oggetti usati con una passione smodata per i completi fuori moda e sua moglie Rachel.  Incontriamo il nostro protagonista, etichettato come maschio beta, in preda ad una delirante euforia conseguente alla nascita della sua primogenita, Sophie; tale euforia verrà immediatamente funestata da una tragedia, alla quale seguiranno strane visioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Oggetti che pulsano di luce rossa, inquietanti ombre che si aggirano per San Francisco ma soprattutto un improbabile uomo di colore, alto più di due metri e di verde vestito.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sulle prime Charlie pensa di aver perso completamente la bussola ma presto capisce che sotto c&#8217;è qualcosa di grosso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Queste visioni non sono che un antipasto al vero sconvolgimento nella vita di Charlie, sconvolgimento che si concretizza praticamente nella lettura di un misterioso librone che esordisce informandolo che <em>“Ebbene sì, tu sei la Morte”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non propriamente cosa di tutti i giorni, viene da dire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E così, con un ritmo comico incessante Moore ci porta attraverso 350 pagine di risate,  tragedie, morti (ovviamente) e incontri-scontri con esseri che abitano i sogni, o meglio gli incubi. Per non parlare degli esseri mitologici, tra cui la (le?) Morrigan, la triadica divinità Irlandese della Morte.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Lo stile, molto accattivante, ricorda in parte quello di Walter Moers, ma è impossibile esimersi dal confronto con Terry Pratchett e il suo <em>“Tristo Mietitore”</em>, la cui eco è percepibile non solo nell&#8217;idea di base della trama ma anche in molte scelte stilistiche e di tempi comici.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un libro che vale decisamente il suo prezzo (peraltro non eccessivo) e che consiglio caldamente soprattutto a chi pensa che la lettura sia una cosa noiosa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Forse non altrettanto caldeggiato per chi invece cerca principalmente una storia misteriosa e avvincente alla quale appassionarsi perché bisogna ammettere che il libro soffre di una certa prevedibilità, certo stemperata dalla verve comica.</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><strong>&#8220;Un lavoro sporco&#8221;</strong> di Christopher Moore<a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></div>
<div>pubblicato da Elliot Edizioni</div>
<div>pp. 382  &#8211;  euro 9,90</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
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		<title>&#8220;La mano che teneva la mia&#8221; di Maggie O&#8217;Farrell (Tea Edizioni)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 07:49:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lexie a Londra nella prima metà degli anni &#8217;50 e allo stesso tempo la finlandese Elina nella stessa città ma ai giorni nostri. Le storie delle due giovani donne corrono parallele e sembrano non intrecciarsi mai. Quasi fino alla fine appaiono due storie indipendenti: la prima è un romanzo di formazione in cui Lexie, da giovane spregiudicata in fuga dalle campagne del Devon, diventerà un&#8217;affermata giornalista. La seconda è apparentemente il racconto di una donna appena sfuggita alla morte durante il parto che si ritrova a fronteggiare le difficoltà di esser diventata mamma. Il loro unico punto di tangenza sembra essere la maternità che irrompe nelle loro vite stravolgendole. In entrambi i casi è centrale la metamorfosi in cui incorre una donna quando dà la vita a un bambino e non poteva non essere una donna l&#8217;autrice di parole così vere: “… cominciamo a portarci in borsa gallette smangiucchiate, un piccolo trattore, un lembo della sua stoffa preferita, una bambola di plastica. Perdiamo tono muscolare, sonno, ragione, prospettiva. Il nostro cuore comincia a vivere fuori del nostro corpo. Ci abituiamo a non andare più dove stavamo andando”. E la verità più ingombrante del libro è che diventando genitore, si ripercorre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8850229445/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8850229445&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3038" title="compra &quot;La mano che teneva la mia&quot; di Maggie O'Farrell (Tea Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/4128SeSGbEL._SY445_1.jpg" alt="" width="190" height="307" /></a>Lexie a Londra nella prima metà degli anni &#8217;50 e allo stesso tempo la finlandese Elina nella stessa città ma ai giorni nostri. Le storie delle due giovani donne corrono parallele e sembrano non intrecciarsi mai. Quasi fino alla fine appaiono due storie indipendenti: la prima è un romanzo di formazione in cui Lexie, da giovane spregiudicata in fuga dalle campagne del Devon, diventerà un&#8217;affermata giornalista. La seconda è apparentemente il racconto di una donna appena sfuggita alla morte durante il parto che si ritrova a fronteggiare le difficoltà di esser diventata mamma.</p>
<p style="text-align: justify;">Il loro unico punto di tangenza sembra essere la maternità che irrompe nelle loro vite stravolgendole. In entrambi i casi è centrale la metamorfosi in cui incorre una donna quando dà la vita a un bambino e non poteva non essere una donna l&#8217;autrice di parole così vere:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“… cominciamo a portarci in borsa gallette smangiucchiate, un piccolo trattore, un lembo della sua stoffa preferita, una bambola di plastica. Perdiamo tono muscolare, sonno, ragione, prospettiva. Il nostro cuore comincia a vivere fuori del nostro corpo. Ci abituiamo a non andare più dove stavamo andando”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E la verità più ingombrante del libro è che diventando genitore, si ripercorre la propria infanzia, si ripensa a persone e situazioni accantonate nella memoria da tempo immemore e, soprattutto, si rielabora tutto ciò che è stato grazie agli occhi dei nostri figli, dando importanza vitale a ciò che finora non l&#8217;ha avuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è qui che entra in gioco Ted, il compagno di Elina, alla cui mente riaffiorano ricordi e immagini, arrivando a rubare il ruolo di protagonista alla madre di suo figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio grazie a Ted che anche la seconda storia riesce ad appassionare come la prima in cui Lexie e il suo travolgente, impossibile, doloroso e insostituibile amore con Innes coinvolgono il lettore, trasportandolo in una Londra piena di fermento culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine le due storie diverranno una soltanto e il ruolo centrale passerà da quello femminile a quello infantile. E ancora una volta, purtroppo, saranno i bambini a pagare il prezzo degli errori dei genitori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La mano che teneva la mia&#8221;</strong> di Maggie O&#8217;Farrell <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8850229445/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8850229445&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Tea Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 379  &#8211;  euro 9</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/irene-gherardotti/" target="_self">Recensione di Irene Gherardotti</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“L’arcobaleno della vita” di Richard Dawkins (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 16:01:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare” Richard Dawkins: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2981" title="compra &quot;L'arcobaleno della vita&quot; di Richard Dawkins (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg" alt="mondadori richard dawkins arcobaleno" width="190" height="289" /></a>La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Richard Dawkins</strong>: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana grazie a <em>“Il gene egoista”</em> (1976) e dal 2006 anche ateo più famoso del mondo grazie a <em>“L’illusione di Dio”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;arcobaleno della vita&#8221;</strong> di Richard Dawkins<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804472618/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804472618&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 299  &#8211;  euro 10</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Recensione di Giulio Quarta</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Nemico, amico, amante&#8230;&#8221; di Alice Munro (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 23:30:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alice Munro, Premio Nobel per la Letteratura 2013, ci consegna nove racconti di figure femminili in diverse età dell&#8217;esistenza umana: si parte dall&#8217;infanzia per attraversare la giovinezza e la maturità e giungere poi alla sua decadenza. Sono tutte storie che vertono sui rapporti familiari o affettivi: compagni di giochi legati da un affetto fanciullesco, mariti e mogli, cugine, sorelle. È la prospettiva femminile che rende però tutto diverso: c&#8217;è una sensibilità al particolare che permea ogni azione o ogni intimo pensiero e che dà calore anche ai fatti più banali. Vicende ordinarie acquistano un peso straordinario per le conseguenze  che scatenano a livello emotivo sui personaggi e allo stesso tempo sul lettore che viene catapultato un turbinio di sensazioni. Con uno stile apparentemente semplice ma indubbiamente efficace, l&#8217;autrice mette i vari personaggi di fronte a scelte ardue, dolorose, talvolta egoistiche ma di gran peso nelle vite proprie e altrui. In ciascun racconto il lettore ha l&#8217;opportunità di affacciarsi su scorci umani anche da lui già vissuti o potenzialmente futuri, scatenando così tempeste emotive di grande potenza. L&#8217;ultimo racconto, &#8220;The bear came over the mountain&#8221;, a mio giudizio il più toccante, affronta il tema della vecchiaia e della demenza senile con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174681/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174681&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2941" title="compra &quot;Nemico, amico, amante...&quot; di Alice Munro (Einaudi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/41-6eonPhcL._SY445_.jpg" alt="amante amico, nemico alice munro einaudi" width="190" height="294" /></a>Alice Munro</em>, Premio Nobel per la Letteratura 2013, ci consegna nove racconti di figure femminili in diverse età dell&#8217;esistenza umana: si parte dall&#8217;infanzia per attraversare la giovinezza e la maturità e giungere poi alla sua decadenza. Sono tutte storie che vertono sui rapporti familiari o affettivi: compagni di giochi legati da un affetto fanciullesco, mariti e mogli, cugine, sorelle. È la prospettiva femminile che rende però tutto diverso: c&#8217;è una sensibilità al particolare che permea ogni azione o ogni intimo pensiero e che dà calore anche ai fatti più banali. Vicende ordinarie acquistano un peso straordinario per le conseguenze  che scatenano a livello emotivo sui personaggi e allo stesso tempo sul lettore che viene catapultato un turbinio di sensazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Con uno stile apparentemente semplice ma indubbiamente efficace, l&#8217;autrice mette i vari personaggi di fronte a scelte ardue, dolorose, talvolta egoistiche ma di gran peso nelle vite proprie e altrui. In ciascun racconto il lettore ha l&#8217;opportunità di affacciarsi su scorci umani anche da lui già vissuti o potenzialmente futuri, scatenando così tempeste emotive di grande potenza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo racconto, <em>&#8220;</em><em>The bear came over the mountain&#8221;</em>, a mio giudizio il più toccante, affronta il tema della vecchiaia e della demenza senile con una tenerezza scioccante, da riuscire addirittura a condizionare il nostro rapporto con noi stessi e con i nostri cari. È inevitabile che si arrivi a mettere in dubbio i nostri stessi rapporti: dopo aver condiviso un&#8217;intera vita con la persona che amiamo chi ci assicura che concluderemo coerentemente le nostre esistenze? E se noi o il nostro compagno ci dimenticassimo di tutto ciò che è stato per colpa dell&#8217;Alzheimer? Dopo aver letto <strong>&#8220;Nemico, amico, amante&#8230;&#8221;</strong>, questo doloroso dubbio si insinuerà nel lettore e non lo abbonderà più.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nemico, amico, amante&#8230;&#8221;</strong> di Alice Munro<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174681/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174681&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Einaudi</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 315  &#8211;  euro 12</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/irene-gherardotti/" target="_self">Recensione di Irene Gherardotti</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Gli sdraiati&#8221; di Michele Serra (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 23:15:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cos’è “Gli sdraiati&#8221; di Michele Serra? Un racconto spurio colpevole di bellezza. Se le recensioni dovessero arrestarsi sulla soglia delle sei parole, saremmo a cavallo. La tentazione forte è di proseguire prendendo subito le distanze dal ritratto della nostra generazione (a parlare è un ventitreenne) presentatoci da Michele Serra. Delle amebe sdraiate, senza un futuro che non sia la ripetizione eterna di un presente di precarietà, appeso ad oggetti e luoghi inutili e labili. Finiremmo così per essere noi i colpevoli, di snobismo stavolta, quando l’analisi di Serra fotografa bene molti dei nostri reali difetti, senza generalizzare mai. La narrazione mescola sapientemente riflessioni saggistiche con il racconto di un padre alla ricerca del tempo perduto da lui e da suo figlio per dare un senso a quella catena di cui si sente l’ultimo anello. Una distinzione ontologica tra ciò che è stato e le generazioni protagoniste del futuro, per la prima volta perdenti, offuscate da una schiera di anziani che vive del proprio ricatto anagrafico. Prima di perdersi in quella che più che una recensione vuole essere un commento, occorrerà spiegare la ragione di quell’aggettivo, spurio, che apre il ragionamento. Il romanzo è spurio per due ragioni: innanzitutto perché manca [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807018349/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807018349&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2962" title="compra &quot;Gli sdraiati&quot; di Michele Serra (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/Copertina_Gli-sdraiati.jpg" alt="feltrinelli michele serra gli sdraiati giovanni proietta" width="190" height="298" /></a>Cos’è <strong>“Gli sdraiati&#8221;</strong> di <em>Michele Serra</em>? Un racconto spurio colpevole di bellezza. Se le recensioni dovessero arrestarsi sulla soglia delle sei parole, saremmo a cavallo. La tentazione forte è di proseguire prendendo subito le distanze dal ritratto della nostra generazione (a parlare è un ventitreenne) presentatoci da Michele Serra. Delle amebe sdraiate, senza un futuro che non sia la ripetizione eterna di un presente di precarietà, appeso ad oggetti e luoghi inutili e labili. Finiremmo così per essere noi i colpevoli, di snobismo stavolta, quando l’analisi di Serra fotografa bene molti dei nostri reali difetti, senza generalizzare mai. La narrazione mescola sapientemente riflessioni saggistiche con il racconto di un padre alla ricerca del tempo perduto da lui e da suo figlio per dare un senso a quella catena di cui si sente l’ultimo anello. Una distinzione ontologica tra ciò che è stato e le generazioni protagoniste del futuro, per la prima volta perdenti, offuscate da una schiera di anziani che vive del proprio ricatto anagrafico. Prima di perdersi in quella che più che una recensione vuole essere un commento, occorrerà spiegare la ragione di quell’aggettivo, spurio, che apre il ragionamento. Il romanzo è spurio per due ragioni: innanzitutto perché manca una seria ammissione di colpevolezza dei padri (o post-padri, come li definisce Serra) che invece eccellono nell’auto indulgenza (concessa al solo Serra, che perlomeno è genuino quando ammette la propria personale manifesta inferiorità), e infine perché alla domanda più interessante, ovvero quella sul futuro del problematico rapporto genitori-figli l’autore preferisce un’utopia sentimentale e generosa, buona se hai scritto qualcosa che abbia in sé il seme della speranza ma che, visto che <em>“Gli Sdraiati”</em> oscilla per un centinaio di pagine tra sarcasmo e ironia, finisce per lasciare decisamente a bocca asciutta. L’autore viene messo in salvo dalla maestria con cui narra tutto ciò, dalla profonda intelligenza delle intuizioni, dal mestiere con cui sa inanellare apparentemente senza fatica una serie di virtù del buon giornalista (lo stesso mestiere con cui cesella le sue  <em>“Amache”</em> e la formidabile rubrica di <em>“Satira Preventiva”</em> sulle pagine dell’Espresso) rendendo la prosa gradevole, costretta nella zona liminale degli aggettivi superlativi. Spuria non sarà questa recensione anche se di una minima sinossi che possa perlomeno rendere il gusto della lettura di questo libro. La storia è quella di un cinquantenne (il tema anagrafico era già presente nel libro del quarantenne Michele Serra, <em>&#8220;Il ragazzo mucca&#8221;</em>) che vuole convincere suo figlio del valore indiscusso di una passeggiata in montagna, della normalità che risiede nell’idea di occuparsi del proprio mondo, laddove il figlio preferisce ascoltare le proprie musichette, impotente e appunto sdraiato, a guardare il mondo circostante tramite gli effetti deludenti di un’incompresa ipertrofia tecnologica.  L’incomunicabilità tra un papà che non sa stare pienamente nella parte e di un figlio che non sembra appartenere alla grande famiglia dell’umanità così come l’abbiamo conosciuta. E’ un romanzo infine questo, sul disorientamento di due generazioni, una sensazione resa inaccettabile perché priva di quella fratellanza fra carcerati che salva la vita permettendo di sopportare allo stesso momento la convivenza e la pena.<br />
L’architettura del racconto è magistrale, il lessico da padroni della lingua, quindi del mondo, e l’intreccio narrativo è moderno, asciutto, pulito anche quando gli arnesi della scrittura tenderebbero altrove a confondere e forse annoiare il lettore.<br />
Sul piano narrativo nulla da eccepire, sul piano filosofico molto, su quello personale un solo grande abbraccio, per consolare, per comprendere e per ringraziare prima del bel regalo, a nome della platea dei lettori di professione, e poi della splendida umanità, senza la quale nulla potrebbe tenersi, non solo nel mondo dei libri.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Gli sdraiati&#8221;</strong> di Michele Serra<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807018349/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807018349&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 108  &#8211;  euro 12</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giovanni-proietta/" target="_self">Recensione di Giovanni Proietta</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Le lettere di Groucho Marx&#8221; di Groucho Marx (Adelphi)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 09:36:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Non mi interessa far parte di un club che mi accetta tra i suoi membri”. Questa famosa frase è l&#8217;emblema di questa raccolta di lettere e ne riassume lo spirito. Chi ha visto almeno un film dei fratelli Marx ha presente la loro irresistibile comicità e la incontenibile parlantina di Groucho, con le sue battute fulminanti. La personalità di Groucho che abbiamo visto sullo schermo la ritroviamo nelle sue innumerevoli lettere. Sia che scriva ad amici, a semplici conoscenti, a persone importanti, che si lamenti per il lavoro o rivendichi torti subiti troviamo sempre un atteggiamento ironico e divertito, un prendere in giro l&#8217;interlocutore ma anche se stesso. Groucho scrive lettere piene di battute divertenti, salaci e perfide, quasi noncurante dell&#8217;effetto che potevano avere sui destinatari. Dice in modo sfacciato quello che altri magari pensano ma non hanno il coraggio di dire, ma è comunque una impudenza comica intelligente. E molte lettere che riceve sono a loro volta piene di battute ironiche e spassose. Nel libro non viene seguito un ordine cronologico ma le lettere vengono divise per argomenti. I suoi scambi epistolari sono con interlocutori di ogni tipo: colleghi del mondo del cinema, produttori, giornalisti, amici. Tra i tanti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845913015/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845913015&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2924" title="compra &quot;Le lettere di Groucho Marx&quot; di Groucho Marx (Adelphi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/410ny2rwahL._SY445_.jpg" alt="groucho marx adelphi le lettere" width="190" height="295" /></a>“<em>Non mi interessa far parte di un club che mi accetta tra i suoi membri”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa famosa frase è l&#8217;emblema di questa raccolta di lettere e ne riassume lo spirito. Chi ha visto almeno un film dei fratelli Marx ha presente la loro irresistibile comicità e la incontenibile parlantina di Groucho, con le sue battute fulminanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La personalità di Groucho che abbiamo visto sullo schermo la ritroviamo nelle sue innumerevoli lettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia che scriva ad amici, a semplici conoscenti, a persone importanti, che si lamenti per il lavoro o rivendichi torti subiti troviamo sempre un atteggiamento ironico e divertito, un prendere in giro l&#8217;interlocutore ma anche se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Groucho scrive lettere piene di battute divertenti, salaci e perfide, quasi noncurante dell&#8217;effetto che potevano avere sui destinatari. Dice in modo sfacciato quello che altri magari pensano ma non hanno il coraggio di dire, ma è comunque una impudenza comica intelligente. E molte lettere che riceve sono a loro volta piene di battute ironiche e spassose.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro non viene seguito un ordine cronologico ma le lettere vengono divise per argomenti.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi scambi epistolari sono con interlocutori di ogni tipo: colleghi del mondo del cinema, produttori, giornalisti, amici. Tra i tanti nomi famosi che incontriamo troviamo anche T. S. Elliot e il presidente Truman.</p>
<p style="text-align: justify;">Groucho ha sempre rimpianto di aver dovuto interrompere gli studi in quinta elementare e per questo è diventato un appassionato lettore e autodidatta,  scrivendo su riviste, collaborando alla sceneggiatura di film e pubblicando qualche libro, il tutto sempre con uno stile umoristico e parodistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le recensioni iniziali alla pubblicazione delle lettere furono contrastanti ma il successo di pubblico fu assicurato, allora come oggi. E allora come oggi con la loro lettura il divertimento continua ad essere garantito.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le lettere di Groucho Marx&#8221;</strong> di Groucho Marx<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845913015/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845913015&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Adelphi</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 373  &#8211;  euro 12</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/antonio.marianantoni?fref=ts" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>&#8220;Sesso e lucertole a Melancholy Cove&#8221; di Christopher Moore (LIT Edizioni)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 00:57:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cittadina sonnolenta di provincia, tutti si conoscono e non succede mai niente. All’improvviso, il suicidio apparente di una brava donna svela il lato oscuro e peccaminoso che si cela dietro ogni cosa. Tutto regolare. Solo che. I personaggi e gli eventi sono grotteschi, mentre lo stile del narratore è così serio e attento ai sentimenti, che si finisce sempre per ridere in ritardo. Special guests: una psichiatra che decide di sospendere gli antidepressivi prescritti a quasi tutti gli abitanti della zona e poi si sente in colpa; un aiutosceriffo sensibile che si fa le canne; un farmacista che ha un’attrazione erotica irresistibile per i pesci e si eccita incontenibilmente anche solo ad infilare un paio di pinne; un cantante blues che nel suo passato ha commesso il grave errore di risvegliare un mostro degli abissi che ora insegue la sua musica; un’ex stellina del cinema sexy di terza categoria molto stranita; il Mostro Degli Abissi, ultimo esemplare della sua specie e vero protagonista della storia, che approda in città affamato di sesso e di carne umana e che pensa bene di stabilirsi lì per un po’ assumendo le sembianze di una roulotte. Gli eventi si susseguiranno drammatici e imprevedibili. Originale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865831197/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865831197&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2881" title="compra &quot;Sesso e lucertole a Melancholy Cove&quot; di Christopher Moore (Lit Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/719-OX3a+XL._SL1407_.jpg" alt="edizioni lit moore sesso e lucertole a melancholy cove" width="190" height="286" /></a>Cittadina sonnolenta di provincia, tutti si conoscono e non succede mai niente. All’improvviso, il suicidio apparente di una brava donna svela il lato oscuro e peccaminoso che si cela dietro ogni cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto regolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che.</p>
<p style="text-align: justify;">I personaggi e gli eventi sono grotteschi, mentre lo stile del narratore è così serio e attento ai sentimenti, che si finisce sempre per ridere in ritardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Special guests: una psichiatra che decide di sospendere gli antidepressivi prescritti a quasi tutti gli abitanti della zona e poi si sente in colpa; un aiutosceriffo sensibile che si fa le canne; un farmacista che ha un’attrazione erotica irresistibile per i pesci e si eccita incontenibilmente anche solo ad infilare un paio di pinne; un cantante blues che nel suo passato ha commesso il grave errore di risvegliare un mostro degli abissi che ora insegue la sua musica; un’ex stellina del cinema sexy di terza categoria molto stranita; il Mostro Degli Abissi, ultimo esemplare della sua specie e vero protagonista della storia, che approda in città affamato di sesso e di carne umana e che pensa bene di stabilirsi lì per un po’ assumendo le sembianze di una roulotte.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli eventi si susseguiranno drammatici e imprevedibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Originale come pochi.</p>
<p style="text-align: justify;">.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Sesso e lucertole a Melancholy Cove&#8221;</strong> di Cristopher Moore<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865831197/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865831197&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Lit Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 309  &#8211;  euro 17.50</p>
<p style="text-align: justify;">.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/loredana-de-michelis/" target="_self">Recensione di Loredana de Michelis</a></p>
<p style="text-align: justify;">.</p>
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		<title>&#8220;Noi&#8221; di Evgenij Zamjatin (Voland)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 14:48:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi ha amato &#8220;1984&#8221; non potrà che accogliere con favore la pubblicazione di un’opera a lungo sottovalutata dalla critica e che fu tra i più significativi riferimenti letterari del capolavoro di Orwell: parliamo di &#8220;Noi&#8221;, romanzo dello scrittore russo Evgenij Zamjatin, recentemente riproposto al pubblico italiano dall’editrice Voland quale ultimo tassello della collana Sírin Classica. Il romanzo, scritto poco dopo la Rivoluzione Russa, fu ben presto censurato dal regime sovietico, che vi vide un’inaccettabile espressione di dissenso anticomunista. Per quanto sia innegabile (anche solo per prossimità temporale) una lettura in tal senso, essa ci pare in realtà riduttiva, considerata la capacità di quest’opera di affrontare questioni che investono in maniera più ampia tutto il mondo occidentale e che sono tuttora attuali e particolarmente sensibili. Zamjatin anticipa molti dei tòpoi letterari che nel Novecento saranno riproposti dalle distopie e dalle opere di fantascienza di maggior successo: il suo mondo presenta quindi molte affinità non solo con 1984, ma anche con le società descritte da Aldous Huxley e Philip K. Dick in alcuni dei loro più celebri romanzi. Nel futuro immaginario di &#8220;Noi&#8221; il potere è concentrato in un’unica istituzione tentacolare, lo Stato Unico, che sotto la guida del Benefattore (un antesignano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8883912284/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8883912284&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2710" title="noi Evgenij Zamjatin voland" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/BYPNbuYCMAAepS_.jpg" alt="voland Evgenij Zamjatin noi" width="190" height="280" /></a>Chi ha amato <em>&#8220;1984&#8221;</em> non potrà che accogliere con favore la pubblicazione di un’opera a lungo sottovalutata dalla critica e che fu tra i più significativi riferimenti letterari del capolavoro di Orwell: parliamo di <strong>&#8220;Noi&#8221;</strong>, romanzo dello scrittore russo <em>Evgenij Zamjatin</em>, recentemente riproposto al pubblico italiano dall’editrice Voland quale ultimo tassello della collana Sírin Classica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo, scritto poco dopo la Rivoluzione Russa, fu ben presto censurato dal regime sovietico, che vi vide un’inaccettabile espressione di dissenso anticomunista. Per quanto sia innegabile (anche solo per prossimità temporale) una lettura in tal senso, essa ci pare in realtà riduttiva, considerata la capacità di quest’opera di affrontare questioni che investono in maniera più ampia tutto il mondo occidentale e che sono tuttora attuali e particolarmente sensibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Zamjatin anticipa molti dei tòpoi letterari che nel Novecento saranno riproposti dalle distopie e dalle opere di fantascienza di maggior successo: il suo mondo presenta quindi molte affinità non solo con 1984, ma anche con le società descritte da Aldous Huxley e Philip K. Dick in alcuni dei loro più celebri romanzi. Nel futuro immaginario di <em>&#8220;Noi&#8221;</em> il potere è concentrato in un’unica istituzione tentacolare, lo Stato Unico, che sotto la guida del <em>Benefattore</em> (un antesignano del Grande Fratello orwelliano) controlla in maniera scientificamente organizzata secondo i precetti del taylorismo la quasi totalità dell’esistenza dei cittadini, dal lavoro al tempo libero, fino alla vita sessuale. Alla base della sua azione pubblica vi è la convinzione che libertà e felicità siano inversamente proporzionali: l’unica forma razionale di organizzazione sociale è dunque quella nella quale il singolo rinuncia integralmente alla libertà individuale per acquisire diritti in quanto membro della collettività – quel “noi” che dà appunto titolo all’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo è scritto in forma diaristica e si compone di una serie di appunti sparsi con cui il protagonista, D-503 (che come tutti i cittadini non è identificato da un nome ma da un codice alfanumerico), vorrebbe celebrare <em>“la bellezza e la maestosità dello Stato Unico”</em>. Egli è uno scienziato, matematico del regime e costruttore dell’Integrale, una navicella spaziale attraverso cui lo Stato Unico intende diffondere nell’universo la propria logica razionale. D-503 pare quindi aderire pienamente al regime, ma proprio la registrazione dei suoi pensieri dà modo di seguirne il progressivo e quasi inconscio allontanamento, innescato dall’amore per una donna che appartiene ad un gruppo di rivoluzionari. Con lei il protagonista infrange ripetutamente le ferree leggi dello Stato, arrivando a fare esperienza di ciò che esiste al di là del <em>Muro Verde</em>, una sorta di cupola di vetro oltre la quale vivono alcuni uomini a contatto con la natura, ancora in libertà. Il diario diventa così lo spazio per osservare nel protagonista la formazione di una nuova coscienza che si ribella ai precetti razionali dello Stato Unico e si apre alla fantasia e al sogno, germinazione di quel principio di libertà che Zamjatin ripone nel profondo dell’anima umana, e che si rivela in grado di aprire brecce in ogni muro – fisico o simbolico – eretto da qualsivoglia regime liberticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo è intessuto di una lunga serie di riflessioni percorse da dualismi (finito/infinito, razionale/irrazionale, ragione/sentimenti, civiltà/natura, perfezione/imperfezione, noi/io) che rimandano alla basilare opposizione fra oppressione e libertà, conservazione e rivoluzione. Proprio sul senso delle rivoluzioni Zamjatin pare interrogarsi continuamente ed in maniera sostanzialmente irrisolta. Da un lato, il loro perenne susseguirsi assurge a motore primario della Storia umana, strumento e manifestazione dell’infinita perfettibilità delle società: ad esse è associato quindi un indubbio valore positivo, con cui si spiega la simpatia indotta nel lettore per la causa dei ribelli. Tuttavia Zamjatin, che poté osservare da vicino il caso sovietico, coglie nelle rivoluzioni anche la tendenza, contraria alla loro funzione essenzialmente innovatrice, ad attribuirsi lo statuto di “perfette ed ultime”, negando quindi ulteriori possibilità di rinnovamento e creando un terreno fecondo per nuovi oppressivi regimi. Una dialettica dunque insolubile, quella tra conservazione e rivoluzione, posta a fondamento dell’evoluzione sociale e sul cui campo – ci suggerisce <em>&#8220;Noi&#8221;</em> – si giocheranno le sorti dell’uomo e della sua libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Noi&#8221;</strong> di Evgenij Zamjatin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8883912284/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8883912284&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito Voland</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 191  &#8211;  euro 14</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/marco.pizio" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></p>
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