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	<title>Scritti da Voi &#187; germania | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Lui è tornato&#8221; di Timur Vermes (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Dec 2013 15:21:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si può davvero ridere di qualsiasi cosa? Trovare del comico in ogni evento, in ogni situazione? Secondo me questo  libro dimostra che la risposta è “no”. Adolf Hitler si risveglia nel 2011, in un campo incolto alla periferia di Berlino, con ancora indosso l&#8217;uniforme e nessuna idea di come sia arrivato fin lì. Dopo una prima occhiata capisce che il mondo intorno non è esattamente quello che aveva lasciato o quello che aveva immaginato sarebbe diventato. Ma non si perde d&#8217;animo – e non sta neppure a farsi troppe domande. Anche se è solo e relativamente perduto in mezzo a nuove tecnologie e costumi che non capisce, Hitler decide di riprendere subito a lavorare alla sua missione provvidenziale: guidare la Germania per poi conquistare il mondo. E questa volta il suo destino lo porterà nel mondo della televisione, con risvolti imprevisti e fraintendimenti comici. Se l&#8217;idea di una trasposizione del cattivo per eccellenza della storia moderna nella contemporaneità può anche funzionare (chissà in quanti si saranno chiesti, nel corso del tempo, cosa avrebbe fatto Hitler oggi, e non c&#8217;è niente di meglio di un romanzo, di un&#8217;opera di fantasia, per rispondere a questa domanda) è il fatto che il protagonista [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845272818/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845272818&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2891" title="compra &quot;Lui è tornato&quot; di Timur Vermes (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/1.jpg" alt="vermes lui è tornato bompiani" width="190" height="268" /></a>Si può davvero ridere di qualsiasi cosa? Trovare del comico in ogni evento, in ogni situazione? Secondo me questo  libro dimostra che la risposta è “no”.</p>
<p style="text-align: justify;">Adolf Hitler si risveglia nel 2011, in un campo incolto alla periferia di Berlino, con ancora indosso l&#8217;uniforme e nessuna idea di come sia arrivato fin lì. Dopo una prima occhiata capisce che il mondo intorno non è esattamente quello che aveva lasciato o quello che aveva immaginato sarebbe diventato. Ma non si perde d&#8217;animo – e non sta neppure a farsi troppe domande. Anche se è solo e relativamente perduto in mezzo a nuove tecnologie e costumi che non capisce, Hitler decide di riprendere subito a lavorare alla sua missione provvidenziale: guidare la Germania per poi conquistare il mondo. E questa volta il suo destino lo porterà nel mondo della televisione, con risvolti imprevisti e fraintendimenti comici.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l&#8217;idea di una trasposizione del cattivo per eccellenza della storia moderna nella contemporaneità può anche funzionare (chissà in quanti si saranno chiesti, nel corso del tempo, cosa avrebbe fatto Hitler oggi, e non c&#8217;è niente di meglio di un romanzo, di un&#8217;opera di fantasia, per rispondere a questa domanda) è il fatto che il protagonista sia così incredibilmente sé stesso che non va. Questo Hitler letterario è talmente fedele all&#8217;Hitler storico che non si può non trovarlo irritante, odioso, tremendo. La verosimiglianza in questo caso non è un pregio. Si può ridere dei crimini di un tempo? Si può parteggiare per un personaggio che continua a dire che la politica tenuta nei confronti degli ebrei, i campi di sterminio, le morti sono state giuste e a fin di bene? Mi dispiace, no. E anche se nel libro Hitler dovrebbe rivestire i panni di un comico (o almeno è questo che tutti all&#8217;emittente televisivo e in giro credono che lui sia) chi legge sa che lui fa sul serio quando tiene i suoi discorsi&#8230; e questo fa tutta la differenza del mondo. Alla fine si prova quasi gioia quando Hitler viene pestato a sangue da due malintenzionati. Alzi la mano chi non ha pensato che era proprio quello che si meritava. Ma gioendo delle sventure altrui non diventiamo tutti un po&#8217; più cinici e cattivi?</p>
<p style="text-align: justify;">In tanti avranno pensato a un libro così ma per scriverlo ci vuole una certa forma di coraggio. In effetti non è semplice immaginare un personaggio del genere oggi. Se voleva essere comico, penso che il romanzo di Vermes non abbia raggiunto molto lo scopo. Ma se invece voleva essere una provocazione o far riflettere&#8230; penso che ci sia riuscito in pieno!</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Lui è tornato&#8221;</strong> di Timur Vermer<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845272818/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845272818&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 448  &#8211;  euro 18.50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/roberta-turillazzi/" target="_self">Recensione di Roberta Turillazzi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Libri in fuga&#8221; di André Shiffrin (Voland)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 23:37:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jacques e André Shiffrin sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima Bibliothèque de la Pléiade, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice Pantheon Books. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana. André Shiffrin racconta questo e molto altro in &#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2747" title="libri in fuga andre shiffrin voland" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-Libri-in-fuga-copertina.jpg" alt="voland shiffrin libri in fuga" width="190" height="268" /></a>Jacques e <em>André Shiffrin</em> sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima <em>Bibliothèque de la Pléiade</em>, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice <em>Pantheon Books</em>. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">André Shiffrin racconta questo e molto altro in <strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;</strong>, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio storico-culturale e le memorie famigliari, descrive la lunga parabola editoriale dei due Shiffrin, intrecciandola strettamente non solo ad un fiume di ricordi privati, ma anche all’attenta osservazione del contesto sociale e politico entro cui essa si sviluppò. Attraverso le vicende personali, rivivono i momenti più significativi della storia del Novecento: la rivoluzione d’Ottobre, in seguito alla quale la famiglia del padre dovette abbandonare la Russia; poi gli anni del nazismo, della guerra e della caccia agli ebrei, vissuti con crescente apprensione fino alla decisone di fuggire oltreoceano; e ancora l’America, un Paese tutto da scoprire agli occhi del piccolo André, così diverso dall’Europa e tanto denso di aspettative.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Appassionato di politica fin da giovanissimo, l’autore si sofferma particolarmente sulle vicende statunitensi del secondo dopoguerra – il maccartismo, la distensione, la guerra in Vietnam, l’età reaganiana, l’11 settembre –, osservandone i contestuali effetti nell’ambito dell’informazione, dell’editoria e della circolazione delle idee. Socialista riformista d’impronta europea, ostile al comunismo ma anche aspro nei confronti del capitalismo a stelle e strisce, Shiffrin mantiene sempre uno sguardo parzialmente alieno, e per questo assai stimolante, nei riguardi della società americana, continuamente raffrontata alla Francia natía e al Vecchio Continente, con cui mai vengono recisi i legami.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per quanto già l’avvio della guerra fredda segni la fine di ogni concreta prospettiva socialdemocratica negli Stati Uniti – prospettive ancora alimentate, nell’immediato dopoguerra, dal ricordo del New Deal rooseveltiano –, Shiffrin non rinuncia in alcun modo alla propria militanza culturale e politica, che prosegue e si rinsalda nell’attività editoriale. Di fronte all’affermarsi dell’iniziativa privata quale tratto egemone e definitivo della società americana, il suo impegno si volge con rinnovato vigore alla diffusione di una cultura critica, estranea al convenzionale circuito accademico, in cui trovano posto non solo fondamentali intellettuali europei, innovativi e progressisti, ancora poco noti negli Stati Uniti, ma anche le voci indigene più scomode e dissonanti, primo fra tutti Noam Chomsky. La militanza di Shiffrin non si arresta nemmeno quando la legge del massimo profitto fa capolino, insieme ai grandi trust industriali, nel settore dei media e dell’editoria (con quei deleteri esiti, in termini di qualità e indipendenza, che Shiffrin ha brillantemente raccontato in <em>&#8220;Editoria senza editori&#8221;</em> e <em>&#8220;Il controllo della parola&#8221;</em>, entrambi pubblicati in Italia da <em>Bollati Boringhieri</em>): assorbita da una multinazionale e ormai completamente smarrita l’identità della casa editrice che lui e suo padre avevano contribuito a rendere grande, André si reinventa editore indipendente, fondando la New Press e proseguendo in ambiente ostile la propria battaglia in difesa di una cultura di qualità, foriera di idee originali ed aperta alle voci marginali e dissidenti. Ben sapendo che solo questo lavoro culturale, dall’intrinseco valore politico, può gettare le basi necessarie ad una reale trasformazione della società.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221; </strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">di André Shiffrin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">titolo originale: </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><em>A political education. Coming of Age in Paris and New York</em></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">edito da Voland</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">pp. 240  &#8211;  euro 15</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/marco-pizio/" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
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