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	<title>Scritti da Voi &#187; il bambino indaco marco franzoso | Scritti da Voi</title>
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		<title>“Ragazze del Nordest” di Romolo Bugaro e Marco Franzoso (Marsilio)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 17:25:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Esercizi d&#8217;ascolto, interpretazioni di storie e persone”: gli scrittori veneti Romolo Bugaro e Marco Franzoso definiscono così il loro lavoro di scrittura a quattro mani, &#8220;Ragazze del Nordest&#8221; appunto, una raccolta di testimonianze di giovani donne alle quali i due autori hanno chiesto di parlare della loro vita. Sara, Giovanna, Chiara e le altre, in tutto nove, hanno principalmente in comune l&#8217;età anagrafica, compresa fra i venti e i trent&#8217;anni, la provenienza, ovvero il Nordest &#8211; “un&#8217;area del paese esposta al massimo della trasformazione economica, sociale, culturale” &#8211; e la straordinaria volontà di riappropriarsi della propria vita, di costruire la propria identità dopo esser state segnate da eventi drammatici. Le storie di queste ragazze meriterebbero di essere raccontate accuratamente, una ad una, tanto sono intense e delicate, anche se terribili e violente. Le esperienze esistenziali vissute da Michela, Alessia, sono le stesse  affrontate da tante altre giovani donne, esperienze quali l&#8217;aborto, la violenza, l&#8217;anoressia e ancora la dedizione al lavoro, alla famiglia, la precarietà degli affetti, la speranza e il desiderio di un futuro migliore o soltanto di una svolta decisiva. Il tutto compone questo bel libro, risultato di una scrittura fluida e armoniosa, resa preziosa dalla sensibilità estrema propria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831799606/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8831799606&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2722" title="Ragazze del Nordest romolo bugaro marco franzoso marsilio" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/copertina-Ragazze-del-Nordest.jpg" alt="marsilio franzoso bugaro ragazze nordest" width="190" height="301" /></a>“Esercizi d&#8217;ascolto, interpretazioni di storie e persone”</em>: gli scrittori veneti Romolo Bugaro e Marco Franzoso definiscono così il loro lavoro di scrittura a quattro mani, <strong>&#8220;</strong><strong>Ragazze del Nordest&#8221; </strong>appunto, una raccolta di testimonianze di giovani donne alle quali i due autori hanno chiesto di parlare della loro vita. Sara, Giovanna, Chiara e le altre, in tutto nove, hanno principalmente in comune l&#8217;età anagrafica, compresa fra i venti e i trent&#8217;anni, la provenienza, ovvero il Nordest &#8211; <em>“un&#8217;area del paese esposta al massimo della trasformazione economica, sociale, culturale”</em> &#8211; e la straordinaria volontà di riappropriarsi della propria vita, di costruire la propria identità dopo esser state segnate da eventi drammatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie di queste ragazze meriterebbero di essere raccontate accuratamente, una ad una, tanto sono intense e delicate, anche se terribili e violente. Le esperienze esistenziali vissute da Michela, Alessia, sono le stesse  affrontate da tante altre giovani donne, esperienze quali l&#8217;aborto, la violenza, l&#8217;anoressia e ancora la dedizione al lavoro, alla famiglia, la precarietà degli affetti, la speranza e il desiderio di un futuro migliore o soltanto di una svolta decisiva. Il tutto compone questo bel libro, risultato di una scrittura fluida e armoniosa, resa preziosa dalla sensibilità estrema propria dei due scrittori, curatori per Marsilio dell&#8217;antologia <em>I nuovi sentimenti </em>e appartenenti a quel movimento letterario detto <em>Realvisceralismo</em>, dedito a <em>“un&#8217;indagine sull&#8217;evoluzione del corredo sentimentale dell&#8217;uomo contemporaneo a fronte delle mutate condizioni ambientali nelle quali vive”. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Le “ragazze” di Bugaro e Franzoso vivono e si muovono nel Nordest, altro grande protagonista del libro; i loro ricordi sono calati in quel territorio che spesso viene considerato periferico e a sé stante, malgrado le performance economiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta lo abbiano contraddistinto e preso a modello. Emerge così l&#8217;immagine di un&#8217;area talmente ampia e vasta &#8211; basti pensare che geograficamente spazia dalle città alle colline, spingendosi sino alle montagne &#8211; ma dal carattere sovente timido e riservato. Lo stile metropolitano e spesso conformista delle grandi città come Padova, per esempio, si alterna alla genuinità dei tanti paesi limitrofi sparsi qua e là sui Colli Euganei, Berici o intorno a Treviso; sembra quasi che anche il Nordest stesso voglia costruire la propria identità, prendendo le distanze dallo stereotipo attribuitogli nel tempo. Nordest protagonista mutante, quindi, sottoposto a pressioni e trasformazioni inevitabili oggigiorno, ma desideroso di ampio respiro. In esso si ritrovano allora colori unici e in esso aleggiano profumi inebrianti, come quello inconfondibile dei tigli o come quello del legno, che va a impregnare le pagine del racconto di <em>Caterina L. </em>Esemplare è l&#8217;ultimo capitolo del libro, intitolato <em>Nina B.</em>, un racconto davvero intenso, a tratti struggente, in cui passato e presente si amalgamano, in cui ambiente e paesaggio interiore sembrano fondersi in un gioco di luci e ombre, di odori perduti misti a emozioni lontane. In esso mi sembra di riconoscere lo stile narrativo di Marco Franzoso, lo stesso fluire del pensiero e delle sensazioni che si riscontra nell&#8217;altro suo bellissimo romanzo <strong><a title="leggi la recensione de &quot;Il bambino indaco&quot;" href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/il-bambino-indaco-di-marco-franzoso-einaudi/" target="_blank">Il bambino indaco</a></strong>. In <em>Nina B.</em> l&#8217;io narrante è protagonista accanto alla donna conosciuta negli anni Settanta; all&#8217;epoca, Nina era un&#8217;adolescente <em>“bruna e incantevole”</em>, di buona famiglia, che poi ha scelto di vivere un&#8217;esistenza <em>“caotica, indocile, vagamente sovversiva”. </em>A trent&#8217;anni ha avuto l&#8217;occasione di arginare quell&#8217;inquietudine: <em>“Cerimonia al battistero, come i genitori. Abito da sposa nella miglior sartoria della città. Ricevimento ristretto ed esclusivo”. </em> Ma eventi drammatici del passato hanno fatto ritorno, destabilizzando quell&#8217;equilibrio, rivelandone la totale inconsistenza e apparenza. Da qui la svolta finale, sostenuta dall&#8217;idea che <em>“per ragioni misteriose, le difficoltà producono frequentemente bellezza e armonia”. </em>Nina B. ha vissuto l&#8217;esperienza della perdita (nel suo caso quella improvvisa del padre), si è distaccata dal mondo convenzionale; ha deciso di seguire una rotta personale, conscia delle scelte che ha fatto senza rinnegare il suo passato, quel<em> “tempo talmente lontano da sembrare abolito, eppure niente affatto abolito”. </em>Infine, sarebbe bello leggere un giorno il racconto di Simona F., mancata qualche anno fa, prima della stesura del libro. Ma forse, solo a ricordare il suo nome è come averla già letta, la storia della decima ragazza del Nordest.</p>
<p><strong>&#8220;Le ragazze del Nordest&#8221;</strong> di Romolo Bugaro e Marco Franzoso<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831799606/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8831799606&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Marsilio</p>
<p>pp. 140  &#8211;  euro 15</p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessia-de-marchi/" target="_self">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
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		<title>&#8220;Il bambino indaco&#8221; di Marco Franzoso (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 05:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806210149/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806210149" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1878" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/08/Il-bambino-indaco.png" alt="Il bambino indaco marco franzoso einaudi" width="190" height="315" /></a>“Eccolo, il nostro bambino, un puntino azzurro, indaco per la precisione”</em>. Isabel e Carlo, una giovane coppia, una convivenza serena, una quotidianità arricchita da giornate magiche trascorse su un tatami, inebriata da fragranze orientali, il resto del mondo chiuso fuori, loro due su una terrazza da cui <em>“godersi il panorama, mentre l&#8217;aria soffiava sulla faccia, tenace, carezzevole, come tentando di infiammare una brace”</em>; una terrazza che assume valenza simbolica, un affacciarsi alla vita con la l&#8217;invincibilità e la solarità della giovinezza. Una felicità assoluta intaccabile; eppure qualcosa si insinua nella mente della donna, cresce insieme al feto, bambino indaco ancor prima di nascere. La convinzione di aver concepito un <em>“messaggero e creatore di una nuova era”</em>, con <em>“notevoli attributi psicologico-spirituali”</em> e con <em>“un istinto comportamentale rivoluzionario”</em>,  la delirante certezza di una madre che aspira asceticamente alla perfezione, vanno a incrinare la stabilità di coppia &#8211; <em>“amavo ogni giorno di più la donna che avevo al mio fianco e al tempo stesso percepivo aprirsi tra noi infinite finissime crepe”</em> &#8211; a turbare l&#8217;equilibrio dell&#8217;uomo, gettandolo nel vortice delle infinite domande senza risposta, nel silenzio che sembra accompagnare la rassegnazione. Il bambino nasce e non cresce, poiché viene nutrito dalla madre seguendo uno <em>“svezzamento rigorosamente naturale, biodinamico, vegano, crudista”</em>. Innanzi al dramma che gli si prospetta, ovvero la probabile morte del figlio, Carlo sceglie di assecondare l&#8217;instabilità della moglie-madre perfetta e di agire con l&#8217;aiuto della madre-nonna perfetta. Emblema della maternità equilibrata, protettiva e rassicurante, la nonna gioca un ruolo centrale nel romanzo, in quanto è artefice della tragedia finale che è poi l&#8217;incipit della storia stessa: Carlo è inerme innanzi alla scena terrificante di sua moglie che giace a terra, il corpo crivellato di colpi, schizzi di sangue ovunque. Nella stanza accanto si trova appunto sua madre, assassina per il bene di suo figlio e del piccolo Pietro. E il racconto prosegue alternando questi momenti di lucida, scarna e distaccata descrizione della scena del crimine ai momenti topici della storia d&#8217;amore fra l&#8217;io narrante e Isabel, la magia dell&#8217;innamoramento, la gioia dell&#8217;attesa; le idee sempre più radicate di purificazione del corpo e dello spirito di Isabel, la frattura dell&#8217;armonia familiare, il senso di inadeguatezza. E poi la nascita di Pietro, la presa di coscienza che qualcosa dev&#8217;essere fatto per fermare la follia della donna, per far crescere il bambino sano; la stanchezza fisica e mentale di un uomo disperato, il conforto della sua famiglia, l&#8217;aiuto di sua madre, risolutivo e, in parte, liberatorio.<br />
È un romanzo intenso, <strong>&#8220;Il bambino indaco&#8221;</strong>, e in costante tensione, sospeso fra desiderio di purezza assoluta, quella sfrenatamente vissuta da Isabel, e desiderio di una vita normale, che segua con naturalezza il suo corso. Costruita su vertigini e muri d&#8217;incomunicabilità in opposizione al dichiarato bisogno di autostima e fiducia, la storia si avvale di flashback inerenti la scena macchiata di sangue che diventano essi stessi schizzi narrativi irrompenti sullo scorrere del racconto, che riportano l&#8217;io narrante – e il lettore stesso – ad una realtà cruda, violenta, ad <em>“un tutto compresso in un istante”</em>.<br />
<em>“Da quel momento la mia vita è un indistinto fluire di eventi”</em> afferma l&#8217;io, dando vita ad un flusso narrativo ricco di monologhi interiori, sensazioni ed emozioni che non conoscono barriere,<em>“bisogna lasciarli scorrere, i pensieri, come se non ci appartenessero. Lasciarli fluire in modo da attenuarne la spinta distruttiva. Le dighe sono pericolose”.<br />
</em>Una lettura conflittuale, febbrile; viene quasi da giudicare, da mettersi dalla parte del protagonista, districarlo dalla sua perplessità, aiutarlo a fronteggiare il senso di disagio, di disperazione, sollevarlo da quella condizione di <em>“non sentirsi all&#8217;altezza”</em> citata più volte nel testo. Impossibile farlo; ed è proprio l&#8217;io narrante a vietarlo, ad impedirlo al lettore. La scrittura stessa diviene strumento a difesa di un ricordo che, sebbene lo si voglia sprofondato <em>“nella sabbia della memoria”</em>, rimarrà preservato, vivo. Vivo come il piccolo che alla fine ce la farà e insieme a suo padre dalla terrazza, luogo di contemplazione imperturbabile della vita e al tempo stesso di vertigine e smarrimento, potrà serenamente salutare sua madre in cielo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>&#8220;Il bambino indaco&#8221;</strong> di Marco Franzoso<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806210149/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806210149" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify">edito da Einaudi</p>
<p style="text-align: justify">pp. 132  &#8211;  euro 16</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
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