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	<title>Scritti da Voi &#187; il cappello verde blog | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Accabadora&#8221; di Michela Murgia (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 16:19:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La pratica di lasciare i propri figli alla cura di terze persone fu abbastanza usuale in Italia, e non solo in Sardegna. Lo scopo era quello di proteggere i più piccoli: solitamente, il bambino che viveva nell&#8217;indigenza veniva accolto da una famiglia benestante e allevato come un figlio. Maria, ad appena sei anni viene sottratta ad una sicura vita di stenti e affidata a Bonaria, che è sola e prossima ad una facoltosa vecchiaia. La bambina e la sua nuova madre, pur conservando una sorta di pudore reciproco, imparano a volersi bene, a tenersi compagnia, ad avere fiducia l&#8217;una nell&#8217;altra. Uniscono le loro solitudini, conservando la rispettiva individualità. Fra di loro il pudore frena sempre gli slanci più sinceri, anche se questo non impedisce il formarsi di una vera e propria unione di anime. Michela Murgia racconta una Sardegna nera come la pece, a cominciare dall&#8217;immagine di copertina. Il volto di una ragazzina immerso nelle tenebre è rischiarato solo dalla luce delle candele. E nere sono le vesti, neri gli scialli, neri i capelli e scuri gli occhi &#8211; e profondissimi – delle donne che popolano il romanzo. Scordiamoci il mare cristallino e le spiagge inondate di sole: qui, la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/886621311X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886621311X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2811" title="michela murgia einaudi accabadora" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-accabadora.jpg" alt="accabadora murgia einaudi" width="190" height="292" /></a>La pratica di lasciare i propri figli alla cura di terze persone fu abbastanza usuale in Italia, e non solo in Sardegna. Lo scopo era quello di proteggere i più piccoli: solitamente, il bambino che viveva nell&#8217;indigenza veniva accolto da una famiglia benestante e allevato come un figlio.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Maria, ad appena sei anni viene sottratta ad una sicura vita di stenti e affidata a Bonaria, che è sola e prossima ad una facoltosa vecchiaia. La bambina e la sua nuova madre, pur conservando una sorta di pudore reciproco, imparano a volersi bene, a tenersi compagnia, ad avere fiducia l&#8217;una nell&#8217;altra. Uniscono le loro solitudini, conservando la rispettiva individualità. Fra di loro il pudore frena sempre gli slanci più sinceri, anche se questo non impedisce il formarsi di una vera e propria <em>unione di anime</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>Michela Murgia</em> racconta una Sardegna nera come la pece, a cominciare dall&#8217;immagine di copertina. Il volto di una ragazzina immerso nelle tenebre è rischiarato solo dalla luce delle candele. E nere sono le vesti, neri gli scialli, neri i capelli e scuri gli occhi &#8211; e profondissimi – delle donne che popolano il romanzo. Scordiamoci il mare cristallino e le spiagge inondate di sole: qui, la vera protagonista è la notte. L&#8217;oscurità è complice delle azioni più o meno lecite dei personaggi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il linguaggio dell&#8217;autrice non è immediato: lei utilizza <em>“il suo sardo”</em> ed è il lettore che, poco alla volta, vi si adatta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>&#8220;La notte di Ognissanti. Quando la porta viene lasciata aperta per la cena delle anime, voi potete entrare e uscire senza sospetto!&#8221;</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Superstizioni, lamentazioni in versi, credenze; a Soreni sopravvivono rituali antichissimi che sembrano avere fermato il tempo nonostante l&#8217;azione si compia nella seconda metà del Novecento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Quando Maria si reca a Torino, la descrizione della fredda città la fa comunque risaltare, al confronto di Soreni: Torino sembra avere più colore e vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;intrico delle strade dei paesini sardi, quelle segnate seguendo il capriccioso percorso costituito dalle case preesistenti, nel capoluogo piemontese è sostituito da un perfetto reticolato,  assolutamente regolare.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il centro della città costruito in base ai dettami dell&#8217;urbanistica romana, il suo nitore, la modernità di Torino non devono però trarre in inganno; l&#8217;autrice ci ricorda che un&#8217;apparente regolarità non deve necessariamente fornire alcuna certezza, né protezione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Se inizialmente Maria fuggirà al suo destino, poi vi farà ritorno. Assolverà al suo dovere di <em>figlia d&#8217;anima</em>, rispettando un patto non scritto, ma conosciuto da tutti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tornerà e si prenderà cura di sua madre, l&#8217;<em>Accabadora, colei che finisce</em>.</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"><em> </em></span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Accabadora&#8221;</strong> di Michela Murgia<a href="http://www.amazon.it/gp/product/886621311X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886621311X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 164  &#8211;  euro 13</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"><em> </em></span></p>
</div>
<div><a href="http://ilcapelvenere.blogspot.com/" target="_blank">Recensione di Clara Zangrandi</a></div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"><em> </em></span></p>
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