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	<title>Scritti da Voi &#187; laura novi | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;L&#8217;amore graffia il mondo&#8221; di Ugo Riccarelli (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 11:13:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Premio Campiello 2013 annunciato a Ugo Riccarelli per il suo ultimo – purtroppo in tutti i sensi – romanzo “L’amore graffia il mondo”. Annunciato ma meritato. Un romanzo che non si dimentica: la scrittura è lineare, molto scorrevole. I personaggi sono tutti figli del proprio tempo e sono tanti. Ci si mette un po’ a familiarizzare con i nomi: la Maria, Delmo, la Luisa, l’Ada, l’Anita, Leone, Olmo, Severo. Signorina. Che è poi una locomotiva di straordinaria eleganza, ma è anche il nome che il padre ferroviere sceglie per la protagonista del romanzo. Una donna. Perché nonostante la presenza di molti maschi le donne hanno un ruolo ben preciso e fondamentale: gli uomini comandano, è vero – Delmo, per quanto progressista e antifascista, si impone sulle figlie, fino a costringere Signorina suo malgrado ad abbandonare al scuola; Mario picchia la moglie e parte per le guerre come si esce di casa per andare al bar… Sono però le donne che portano avanti la vita, sono loro che si rimboccano le mani e si prendono cura della famiglia. Poco importa se è la loro o quella dell’amica morta troppo presto: il loro posto è lì. Pratiche e solide. Riccarelli disegna l’italietta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/880461627X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880461627X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2935" title="compra &quot;L'amore graffia il mondo&quot; di Ugo Riccarelli (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/amoregraffiailmondo.jpg" alt="mondadori ugo riccarelli amore graffia il mondo" width="190" height="287" /></a>Premio Campiello 2013 annunciato a <em>Ugo Riccarelli</em> per il suo ultimo – purtroppo in tutti i sensi – romanzo <strong>“L’amore graffia il mondo”</strong>. Annunciato ma meritato.</p>
<p style="text-align: justify;">Un romanzo che non si dimentica: la scrittura è lineare, molto scorrevole. I personaggi sono tutti figli del proprio tempo e sono tanti. Ci si mette un po’ a familiarizzare con i nomi: la Maria, Delmo, la Luisa, l’Ada, l’Anita, Leone, Olmo, Severo. Signorina. Che è poi una locomotiva di straordinaria eleganza, ma è anche il nome che il padre ferroviere sceglie per la protagonista del romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una donna. Perché nonostante la presenza di molti maschi le donne hanno un ruolo ben preciso e fondamentale: gli uomini comandano, è vero – Delmo, per quanto progressista e antifascista, si impone sulle figlie, fino a costringere Signorina suo malgrado ad abbandonare al scuola; Mario picchia la moglie e parte per le guerre come si esce di casa per andare al bar…<br />
Sono però le donne che portano avanti la vita, sono loro che si rimboccano le mani e si prendono cura della famiglia. Poco importa se è la loro o quella dell’amica morta troppo presto: il loro posto è lì. Pratiche e solide.</p>
<p style="text-align: justify;">Riccarelli disegna l’italietta fascista  e quella degli anni immediatamente successivi che molti di noi si sono sentiti raccontare dai genitori e dai nonni.</p>
<p style="text-align: justify;">Bambini che giocano in cortile, la stazione come centro della vita, le terme frequentate da un noto politico, lo scorrere del tempo scandito dal passaggio del treno.</p>
<p style="text-align: justify;">Finché viene il giorno in cui le donne restano sole: “<em>nella casa dei ferrovieri la guerra s’era portata lontano i maschi della famiglia”. </em>Passa la guerra e il mondo non sarà più lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Signorina sta dalla parte di chi la guerra la subisce, la parte di chi vede sempre e solo il bastone e la proprio vita stravolta. La parte di chi la guerra non la vince mai, perché ha sempre da perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">E, terminato il conflitto, tornati a casa i fratelli, dovrà usare tutto il coraggio che le è rimasto per prendere in mano la propria vita senza rischiare di fare la fine di Ada, la sorella ribelle che per fuggire alla famiglia è finita sposa infelice di Mario.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tenacia e determinazione Signorina costruisce una propria famiglia, rinunciando di nuovo a parte dei suoi sogni. Continua a mortificarsi, ancora e ancora. Dopo che la famiglia le aveva imposto di smettere di studiare, dovrà rinunciare anche al proprio talento, alla gioia che le dà creare vestiti. Prima le difficoltà economiche, poi la malattia del figlio la porteranno – anche se ormai lontana dalla casa tra i binari e dall’esempio della madre – a mettere da parte i propri desideri, le proprie ambizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <em>“lei si sentiva appagata perché il suo amore era riuscito a risolvere tutte le difficoltà e a tenere insieme il mondo che adesso lei poteva, con soddisfazione, ammirare”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ l’amore ad essere, assieme a Signorina, il protagonista di questo romanzo. Quell’amore che sempre la sostiene quando <em>“un peso appena allontanato”</em> lascia il posto a <em>“un altro nuovo che già le stava graffiando la vita”</em>. Quell’amore che a lasciarlo fare, a saperlo assecondare, graffia sempre di più. Graffia il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coraggio di raccontare di andare controcorrente, raccontando una storia di sacrificio per amore, una storia di altri tempi, come non se ne raccontano più.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;amore graffia il mondo&#8221;</strong> di Ugo Riccarelli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/880461627X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880461627X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 219  &#8211;  euro 19</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/laura.novi.37?fref=ts" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 16:50:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ogni mattina a Jenin” è il romanzo che ha dato risposta a tante domande che non ero ancora riuscita a formulare. Com&#8217;è la vita quotidiana in un campo profughi? Che cicatrici porta chi vi ha vissuto l&#8217;infanzia? Come vive nel mondo il popolo palestinese? In poche parole: come vivono e cosa provano, nella quotidianità, i palestinesi. Susan Abulhawa, nata nel 1970 da profughi palestinesi in fuga dopo la Guerra dei Sei Giorni, trascorre l&#8217;infanzia tra Kuwait, Giordania e un orfanotrofio di Gerusalemme Est . Infine si è trasferita negli Stati Uniti dove scrive il suo primo romanzo. “Ogni mattina a Jenin&#8221;, inizialmente pubblicato con il titolo “Nel segno di David”,  racconta &#8211; attraverso la storia della famiglia Abuleja, &#8211; sessant&#8217;anni di storia del suo popolo, dal 1941 al 2002, e il conflitto israelo-palestinese. Yaheya e Bassima, Hassan e Darwish, Dalia, Yussef e Isma’il, Fatima, Amal e Majid, Falastin e Sara. Generazioni che si avvicendano nel subire la stessa sorte, in maniera sempre più drammatica. Ma nel dramma, visto da occhi palestinesi, non mancano personaggi ebrei di alta levatura morale: nella lotta tra le due parti politiche l&#8217;Uomo può sempre decidere di non rinunciare alla parte migliore di sé. Restano un popolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807881330/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807881330&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2830" title="compra &quot;Ogni mattina a Jenin&quot; di Susan Abulhawa (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/jenin.jpg" alt="Abulhawa susan ogni mattina a jenin feltrinelli" width="190" height="299" /></a>“Ogni mattina a Jenin”</strong> è il romanzo che ha dato risposta a tante domande che non ero ancora riuscita a formulare.<br />
Com&#8217;è la vita quotidiana in un campo profughi? Che cicatrici porta chi vi ha vissuto l&#8217;infanzia? Come vive nel mondo il popolo palestinese? In poche parole: come vivono e cosa provano, nella quotidianità, i palestinesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Susan Abulhawa</em>, nata nel 1970 da profughi palestinesi in fuga dopo la Guerra dei Sei Giorni, trascorre l&#8217;infanzia tra Kuwait, Giordania e un orfanotrofio di Gerusalemme Est . Infine si è trasferita negli Stati Uniti dove scrive il suo primo romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Ogni mattina a Jenin&#8221;</em>, inizialmente pubblicato con il titolo <em>“Nel segno di David”</em>,  racconta &#8211; attraverso la storia della famiglia Abuleja, &#8211; sessant&#8217;anni di storia del suo popolo, dal 1941 al 2002, e il conflitto israelo-palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Yaheya e Bassima, Hassan e Darwish, Dalia, Yussef e Isma’il, Fatima, Amal e Majid, Falastin e Sara. Generazioni che si avvicendano nel subire la stessa sorte, in maniera sempre più drammatica. Ma nel dramma, visto da occhi palestinesi, non mancano personaggi ebrei di alta levatura morale: nella lotta tra le due parti politiche l&#8217;Uomo può sempre decidere di non rinunciare alla parte migliore di sé.<br />
Restano un popolo che è stato sradicato dalla sua terra e un popolo che cerca una terra dove ritrovare la proprie radici.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  proprio a partire dal 1941 che intere popolazioni inizieranno a subire sconvolgimenti e che Bassima dovrà rinunciare a coltivare la sue rose. E Dalia, sua nuora, beduina ribelle, dovrà rinunciare alla sua casa e al suo figlio più piccolo,  Isma&#8217;il, di quattro anni, rapito per essere adottato da una famiglia israeliana.<br />
Attraverso i decenni la tragedia si ripete, più e più volte, sempre uguale a se stessa eppure sempre drammaticamente diversa negli scenari,  se possibile sempre più tragici. Resta invariato il dolore, che si rinnova continuamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c&#8217;è anche spazio per attimi di serenità: i bigliettini d&#8217;amore tra ragazzi, l&#8217;amicizia, una bambola ritrovata, il rito del preparare il cibo, il gioco del backgammon.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Ogni mattina a Jenin”</em> è, come tutte le saghe familiari, anche un romanzo d&#8217;amore. L&#8217;amore in ogni sua forma: amicizia, passione, amore per i figli, per la propria terra, per le  proprie tradizioni. Amore che tiene legata, attraverso gli anni e i continenti, una famiglia ormai distrutta, risalendo fino a Isma&#8217;il e riallacciando il dialogo con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Si piange e si ride, in questo romanzo. Sopratutto ci si interroga, su come questo possa accadere realmente ad esseri umani come noi, che provano i nostri stessi umanissimi sentimenti: amano i fiori, servire il pranzo agli ospiti, amano i figli, stare abbracciati al padre la mattina a veder sorgere il sole, giocare con le bambole, pettinarsi i capelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si chiede come possano due bambine resistere allo strazio di passare giorni sepolte sotto le macerie abbracciando la cuginetta morta senza impazzire, ci si chiede come si possa ogni giorno vivere sapendo che qualcuno dei nostri cari non tornerà.</p>
<p style="text-align: justify;">Abulhawa risponde magistralmente a queste nostre domande facendoci quasi provare i sentimenti di chi si trova a vivere queste drammatiche situazioni, facendoci soffrire ma anche sorridere e persino ridere. Amare, sperare&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Solo una domanda resta senza risposta: perché?</p>
<p style="text-align: justify;">Un romanzo che tocca ogni corda del nostro animo, che ci fa pensare, che ci coinvolge e non può lasciarci indifferenti. Un romanzo che merita di essere letto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ogni mattina a Jenin&#8221;</strong> di Susan Abulhawa<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807881330/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807881330&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 320  &#8211;  euro 9.50</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;indovina di Istanbul&#8221; di Micheal David Lukas (Longanesi)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 16:18:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“L&#8217;indovina di Istanbul” è l&#8217;opera prima di Michael David Lukas, scrittore californiano nato a Berkley nel 1979, ma che ha vissuto in Turchia, Tunisia ed Israele per poi specializzarsi in lingua e letteratura araba. E&#8217; la storia di una profezia, la profezia “che un giorno sarebbe venuta una bambina a respingere la marea della storia e a rimettere in sesto il mondo sul suo asse”. Marea della storia che sembra incombere sull&#8217;Impero Ottomano la notte in cui la cavalleria dello Zar irrompe nella città di Costanza facendone razzia &#8211; la stessa notte nella quale Eleonora Cohen viene al mondo. Che Eleonora sia una bambina speciale lo si capisce sin dal momento della sua nascita, accompagnata da uno stormo di upupe viola e bianche e dall&#8217;arrivo quasi miracoloso di due levatrici tartare. Rimasta orfana di madre durante il parto, conduce una vita tranquilla dedicandosi fin dalla più tenera infanzia, in maniera quasi prodigiosa, alla lettura e allo studio, divorando letteralmente i volumi contenuti nella biblioteca del padre. E che oltre che predisposta all&#8217;apprendimento sia anche intelligente lo si capisce quando, sfuggendo al controllo della severa matrigna Ruxandra, riesce a seguire il padre ad Istanbul durante un suo viaggio di lavoro E&#8217; qui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8830429988/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8830429988&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2825" title="compra &quot;L'indovina di Istanbul&quot; di Micheal David Lukas (Longanesi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/10/istambul.jpg" alt="longanesi lukas david micheal indovina di istanbul" width="190" height="296" /></a>“L&#8217;indovina di Istanbul”</strong> è l&#8217;opera prima di Michael David Lukas, scrittore californiano nato a Berkley nel 1979, ma che ha vissuto in Turchia, Tunisia ed Israele per poi specializzarsi in lingua e letteratura araba.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; la storia di una profezia, la profezia <em>“che un giorno sarebbe venuta una bambina a respingere la marea della storia e a rimettere in sesto il mondo sul suo asse”</em>.<br />
Marea della storia che sembra incombere sull&#8217;Impero Ottomano la notte in cui la cavalleria dello Zar irrompe nella città di Costanza facendone razzia &#8211; la stessa notte nella quale Eleonora Cohen viene al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Che Eleonora sia una bambina speciale lo si capisce sin dal momento della sua nascita, accompagnata da uno stormo di upupe viola e bianche e dall&#8217;arrivo quasi miracoloso di due levatrici tartare.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Rimasta orfana di madre durante il parto, conduce una vita tranquilla dedicandosi fin dalla più tenera infanzia, in maniera quasi prodigiosa, alla lettura e allo studio, divorando letteralmente i volumi contenuti nella biblioteca del padre. <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">E che oltre che predisposta all&#8217;apprendimento sia anche intelligente lo si capisce quando, sfuggendo al controllo della severa matrigna Ruxandra, riesce a seguire il padre ad Istanbul durante un suo viaggio di lavoro</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; qui che succede qualcosa che costringerà Eleonora, come sempre accompagnata dallo stormo di upupe e dalla presenza della levatrice tartara, a fare i conti con il suo destino e con la profezia che incombe su di lei e sul mondo intero. <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Intelligente, colta e riservata vivrà nella sontuosa casa del Bey, fra letture solitarie e lezioni con il suo precettore.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Fino a quando la profezia non potrà non avverarsi ed Eleonora sarà convocata dal Sultano e si troverà così al centro delle vicende politiche dell&#8217;Impero Ottomano, in conflitto con la Russia degli zar che cerca di ottenere uno sbocco sul mar Mediterraneo.<br />
Starà a lei, solo a lei – una bambina – prendere la decisione giusta per la storia, o anche solo per il proprio destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Lukas ci accompagna a spasso per Istanbul descrivendola magistralmente, dipingendola quasi e lasciandoci cogliere magia e colori attraverso piccoli colpi di pennello che restano indelebili nella nostra memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Piano piano, a piccoli passi Istanbul diventa la nostra città, Eleonora diventa nostra amica e quasi ci dispiace quando dobbiamo chiudere il libro, tornare al nostro mondo e lasciarla al suo destino e alla sua scelta coraggiosa, in un finale veramente imprevedibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;indovina di Istanbul&#8221;</strong> di Micheal David Lukas<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8830429988/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8830429988&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Longanesi</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 322  &#8211;  euro 16.40</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></p>
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		<title>&#8220;Pastorale americana&#8221; di Philip Roth (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 15:36:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Pastorale americana” scritto nel 1997 è il primo romanzo della trilogia cui appartengono anche “Ho sposato un comunista” e  “La macchia umana” ed è anche il romanzo che valse a Roth il premio Pulitzer per la narrativa nel 1998. Romanzo che andrebbe letto più volte, ogni volta con occhi diversi. Con gli occhi di Nathan – alter ego di Roth &#8211; per scoprire quale è stata la vita dello Svedese, dotatissimo e integratissimo ebreo. Issimo in tutto ciò che possiamo immaginare, idolatrato da tutti i compagni di scuola, che ne fanno un mito, il destino sembra avere in serbo per lui il meglio, a partire dal matrimonio con Miss New Jersey. Perché lo Svedese e la sua famiglia rappresentano la perfezione, lo Svedese sa sempre quello che è giusto fare e fa sempre quello che è giusto. Sempre troppo attento a che gli altri non siano infelici. Sempre troppo. E qui possiamo iniziare a leggerlo con gli occhi dell’adulto, chiedendoci quante volte agiamo non pensando a quello in cui crediamo, ma cercando di compiacere chi amiamo agendo “il giusto”.  Per poi essere proiettati nella catastrofe totale. Riprendendo poi a leggere con gli occhi del coniuge, che “Pastorale americana” è anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174118/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174118&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2627" title="pastorale americana philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/07/pastorale-americana.jpg" alt="einaudi pastorale americana roth" width="190" height="292" /></a>“Pastorale americana”</strong> scritto nel 1997 è il primo romanzo della trilogia cui appartengono anche <em>“Ho sposato un comunista”</em> e  <em>“La macchia umana”</em> ed è anche il romanzo che valse a Roth il premio Pulitzer per la narrativa nel 1998.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Romanzo che andrebbe letto più volte, ogni volta con occhi diversi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Con gli occhi di Nathan – alter ego di Roth &#8211; per scoprire quale è stata la vita dello Svedese, dotatissimo e integratissimo ebreo. <em>Issimo</em> in tutto ciò che possiamo immaginare, idolatrato da tutti i compagni di scuola, che ne fanno un mito, il destino sembra avere in serbo per lui il meglio, a partire dal matrimonio con Miss New Jersey.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Perché lo Svedese e la sua famiglia rappresentano la perfezione, lo Svedese sa sempre quello che è giusto fare e fa sempre quello che è giusto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sempre troppo attento a che gli altri non siano infelici. Sempre troppo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E qui possiamo iniziare a leggerlo con gli occhi dell’adulto, chiedendoci quante volte agiamo non pensando a quello in cui crediamo, ma cercando di compiacere chi amiamo agendo <em>“il giusto”</em>.  Per poi essere proiettati nella catastrofe totale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Riprendendo poi a leggere con gli occhi del coniuge, che <em>“Pastorale americana”</em> è anche la storia di un matrimonio, perfetto nell’apparenza e nella sostanza. Un matrimonio come tanti, un matrimonio tra due sconosciuti, che fanno entrambi del loro meglio per supportare la figlia balbuziente che non riesce a superare il suo problema.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E ancora leggerlo ancora con gli occhi del genitore, il genitore che ama i figli più di ogni altra cosa, progetta il loro futuro  &#8211; finché è il futuro stesso ad irrompere nella vita. E quando insieme al futuro la storia ci chiede il conto, crollano tutte le maschere e i luoghi ideali che ci siamo costruiti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Si può  passare poi a leggerlo con gli occhi del figlio, che chiede un amore diverso da quello che il genitore è in grado di dare, chiede e cerca risposte nei modi e nei mondi che possono apparire più assurdi, i mondi più lontani da quelli sognati per lui dalla calda e protettiva, giusta, famiglia di origine che sola sa qual’è la strada della felicità.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ una storia di buoni, che ci insegna che nella vita non basta essere buoni perché si può fare del male anche senza saperlo. Perché quando si interagisce con altri esseri umani non basta la buona volontà, non basta il voler perseguire <em>“il giusto”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth dipinge così in molte sue sfaccettature l’America e i suoi figli, rendendoci  partecipi delle loro aspirazioni, dei loro dolori, delle loro sconfitte, della caduta di un sogno che, come fa lo stesso Svedese,  imperterriti vogliono continuare a sognare.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Pastorale americana&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174118/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174118&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 425  &#8211;  euro 14</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>&#8220;La macchia umana&#8221; di Philip Roth (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 15:16:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romanzo conclusivo della trilogia comprendente “Pastorale Americana” e “Ho sposato un comunista” è stato scritto da Philip Roth nel 2000. Racconta la storia del professor Coleman, che rimasto vedovo stringe amicizia con il suo vicino Nathan, e inizia a raccontare a lui la sua vita. Al culmine della sua carriera universitaria come preside e professore dell’Università di Athena viene ingiustamente accusato di razzismo a due studenti. Da qui l’inizio del suo declino: il forzato abbandono della professione, la morte della moglie, l’inizio di una relazione con una donna molto più giovane di lui e con un passato che l’ha irrimediabilmente segnata, l’interrompersi del rapporto con la figlia femmina. Coleman si racconta a Nathan, ma non dice tutto: un segreto che non può confessare neanche alla moglie e ai figli. Un segreto custodito solo dalla sua famiglia d’origine che per questo è stata estromessa dalla sua vita. Come sempre nei romanzi di Roth ci accompagnano la storia e il sociale: la scandalosa relazione con una donna più giovane è di diversa estrazione sociale è vissuta tenendo sullo sfondo la scandalo Clinton-Lewinski, la guerra del Vietnam – pur lontana nel tempo – è presente nelle menti di coloro che l’hanno vissuta e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173340/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173340&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2621" title="la macchia umana philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/07/la-macchia-umana-190x290.jpg" alt="einaudi roth macchia umana" width="190" height="290" /></a>Romanzo conclusivo della trilogia comprendente <em>“Pastorale Americana”</em> e <em>“Ho sposato un comunista”</em> è stato scritto da Philip Roth nel 2000.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Racconta la storia del professor Coleman, che rimasto vedovo stringe amicizia con il suo vicino Nathan, e inizia a raccontare a lui la sua vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Al culmine della sua carriera universitaria come preside e professore dell’Università di Athena viene ingiustamente accusato di razzismo a due studenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Da qui l’inizio del suo declino: il forzato abbandono della professione, la morte della moglie, l’inizio di una relazione con una donna molto più giovane di lui e con un passato che l’ha irrimediabilmente segnata, l’interrompersi del rapporto con la figlia femmina.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Coleman si racconta a Nathan, ma non dice tutto: un segreto che non può confessare neanche alla moglie e ai figli. Un segreto custodito solo dalla sua famiglia d’origine che per questo è stata estromessa dalla sua vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Come sempre nei romanzi di Roth ci accompagnano la storia e il sociale: la scandalosa relazione con una donna più giovane è di diversa estrazione sociale è vissuta tenendo sullo sfondo la scandalo Clinton-Lewinski, la guerra del Vietnam – pur lontana nel tempo – è presente nelle menti di coloro che l’hanno vissuta e hanno così scritto la loro condanna.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il segreto di Coleman è il centro del libro e il fulcro attorno al quale ruotano tutta una serie di accadimenti e personaggi già sufficienti da soli a tenere in piedi un romanzo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Invece qua tutto si intreccia, fino a fare quadrare i pezzi di un puzzle che anche le persone più vicine a Coleman non sono mai riuscite a ricomporre.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth scrive della natura umana, di come in ognuno di noi ci sia il giusto e assieme l’indicibile, di come si possa decidere il vivere la propria vita al di fuori degli schemi, pur apparendo del tutto dentro gli schemi, portandosi dentro un segreto, un segreto che lo stesso Coleman pare aver dimenticato, che sembra avergli dato qualche brivido alla nascita dei figli ma niente più.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Scrive di un uomo che si fa amare da molti e che a tratti anche noi amiamo, per poi tornare a ricordarci come ha dato una svolta alla sua vita, che senza quella decisione sarebbe sicuramente stata diversa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il romanzo riesce nel duplice tentativo di farci amare e disprezzare Coleman, tanto che quando nel seguire le vicende della sua vita  prendiamo le sue parte, dobbiamo ricordarci il terribile segreto che porta con sé.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0px;"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;La macchia umana&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173340/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173340&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 386  &#8211;  euro 12.50</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
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		<title>&#8220;Ho sposato un comunista&#8221; di Philip Roth (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ho sposato un comunista” (scritto nel 1998) fa parte &#8211; insieme a “Pastorale americana” (1997) e “La macchia umana” (2000) &#8211; della triologia  in cui Philip Roth descrive l’America del dopo guerra. Ci troviamo in America negli anni del maccartismo e della conseguente caccia alle streghe e la voce narrante è quella di Nathan Zuckerman, alter ego dello scrittore. Nathan, ormai adulto, incontra casualmente il suo vecchio insegnante di lettere ed insieme ripercorrono lo loro vita e soprattutto la vita di Iron Ringold, fratello del professore e riferimento fondamentale per la crescita di Nathan. Iron è ormai morto e a nessuno, tranne che a loro due, importa più della sua storia. Eppure è stato famoso, dopo aver fatto i mestieri più umili è diventato un importante attore radiofonico e ha sposato una ancor più famosa collega. Ma non ha mai rinnegato le sue umili origini e il suo passato da sindacalista. Ma oltre alla storia di Iron troviamo in questo romanzo tutta una serie di storie, strettamente intrecciate una all’altra. E’ la storia della formazione di Nathan e delle sue figure maschili di riferimento: Iron, ma non solo. Il padre. E anche il professor Murray, che &#8220;se esiste una possibilita’ [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173286/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173286&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2615" title="ho sposato un comunista philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/comunista-190x290.jpg" alt="einaudi roth comunista" width="190" height="290" /></a>“Ho sposato un comunista” </strong> (scritto nel 1998) fa parte &#8211; insieme a <em>“Pastorale americana”</em> (1997) e <em>“La macchia umana” </em>(2000) &#8211; della triologia  in cui <em>Philip Roth</em> descrive l’America del dopo guerra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ci troviamo in America negli anni del maccartismo e della conseguente caccia alle streghe e la voce narrante è quella di Nathan Zuckerman, alter ego dello scrittore.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nathan, ormai adulto, incontra casualmente il suo vecchio insegnante di lettere ed insieme ripercorrono lo loro vita e soprattutto la vita di Iron Ringold, fratello del professore e riferimento fondamentale per la crescita di Nathan.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Iron è ormai morto e a nessuno, tranne che a loro due, importa più della sua storia.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Eppure è stato famoso, dopo aver fatto i mestieri più umili è diventato un importante attore radiofonico e ha sposato una ancor più famosa collega.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma non ha mai rinnegato le sue umili origini e il suo passato da sindacalista.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma oltre alla storia di Iron troviamo in questo romanzo tutta una serie di storie, strettamente intrecciate una all’altra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ la storia della formazione di Nathan e delle sue figure maschili di riferimento: Iron, ma non solo. Il padre. E anche il professor Murray, che &#8220;<em>se esiste una possibilita’</em> <em>di migliorare la propria vita, dove può cominciare se non a scuola?”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ la storia di un rapporto di coppia. Un rapporto che certo non funziona, ma riesce fino ad un certo punto a trovare un suo equilibrio. Ed è proprio la rottura definitiva di questo equilibrio che fa precipitare la situazione. Più che ogni altro evento pubblico è un fatto strettamente privato che porterà la bella e famosa moglie di Iron ad esplodere e tentare di rovinare definitivamente la sua vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E quando la storia tra lui e la moglie non può più andare avanti, questa lo denuncia come uomo violento e comunista.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il tradimento, la delazione da parte di un familiare. E questa è la storia dell’America di quegli anni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“A me sembra verosimile che in America, nel decennio dopo la guerra (tra diciamo il ’46 e il ’56), si siano significativamente perpetrati più atti di tradimento personale che in ogni altro periodo della nostra storia. Questa brutta cosa che fece Eve Frame era tipica  dell’infinità di brutte cose che la gente fece in quegli anni, o perché doveva farle o perché sentiva il dovere di farle. Il comportamento di Eve  rientrava perfettamente nel quadro delle operazione dal delatore dell’epoca”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth dipinge a chiari tratti l’America: quella che vorremmo conoscere e  quella che non vorremmo conoscere mai.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America, che punta il dito e condanna &#8211; ma punta il dito sempre contro gli altri e mai contro se stessa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America che condanna e impartisce lezioni senza mai fermarsi a riflettere su quali siano i propri peccati e le proprie colpe.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Gli anni più tristi &#8211; se di allegri ce ne sono mai stati – vissuti dal popolo statunitense: la paura, il tradimento, il vicino delatore, il coniuge che regala le tue carte e ti infanga.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E la rabbia, la rabbia dei poveri: che essere comunista non vuole dire non avere sogni &#8220;normali&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">una moglie, una casa, dei figli – magari,  perché no, vendere caramelle senza pensare al passato della donna che ami.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America che solo Roth sa raccontare.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><strong>&#8220;Ho sposato un comunista&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173286/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173286&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 305  &#8211;  euro 11.50</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
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		<title>&#8220;La storia di un matrimonio&#8221; di Andrew Sean Greer (Adelphi)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 14:57:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ il 1953, ci troviamo negli Stati Uniti d&#8217;America: c’è la guerra in Corea, ci sono i coniugi Rosemberg che stanno per essere condannati a morte, c’è il maccartismo, c’è San Francisco che sta cambiando. E c’è il matrimonio di Pearlie e Holland Cook. Il poco noto romanzo del poco noto scrittore statunitense Andrew Sean Greer è in fondo tutto qui: “Questa è la storia di una guerra, non doveva esserlo, è cominciata come una storia d’amore, la storia di un matrimonio, ma la guerra le si è conficcata dappertutto, come schegge di vetro”. E’ una storia dove succede poco, eppure è un continuo colpo di scena. La prospettiva cambia ad ogni capitolo. Pearlie, casalinga neanche trentenne completamente dedita al bellissimo marito Holland che ha conosciuto quando erano ancora ragazzini e all’amatissimo figlio Sonny, racconta il materializzarsi del passato dell&#8217;uomo che ama nella loro vita. E&#8217; Perlie che parla e ci porta attraverso gli anni e le vicende: stupisce come un giovane uomo quale è  Reer possa divenire una voce narrante femminile così convincente. Pearlie racconta e nel raccontare continuamente distrugge ciò che credevamo di aver capito. Ciò che lei stessa credeva di aver capito. Pearlie racconta e lotta, lotta per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845925536/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845925536&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2252" title="la storia di un matrimonio andrew sean greer adelphi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/la-storia-di-un-matrimonio.jpg" alt="greer adelphi storia matrimonio" width="190" height="298" /></a>E’ il 1953, ci troviamo negli Stati Uniti d&#8217;America: c’è la guerra in Corea, ci sono i coniugi Rosemberg che stanno per essere condannati a morte, c’è il maccartismo, c’è San Francisco che sta cambiando. E c’è il matrimonio di Pearlie e Holland Cook.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il poco noto romanzo del poco noto scrittore statunitense <em>Andrew Sean Greer</em> è in fondo tutto qui:</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“Questa è la storia di una guerra, non doveva esserlo, è cominciata come una storia d’amore, la storia di un matrimonio, ma la guerra le si è conficcata dappertutto, come schegge di vetro”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ una storia dove succede poco, eppure è un continuo colpo di scena. La prospettiva cambia ad ogni capitolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Pearlie, casalinga neanche trentenne completamente dedita al bellissimo marito Holland che ha conosciuto quando erano ancora ragazzini e all’amatissimo figlio Sonny, racconta il materializzarsi del passato dell&#8217;uomo che ama nella loro vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E&#8217; Perlie che parla e ci porta attraverso gli anni e le vicende: stupisce come un giovane uomo quale è  Reer possa divenire una voce narrante femminile così convincente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Pearlie racconta e nel raccontare continuamente distrugge ciò che credevamo di aver capito. Ciò che lei stessa credeva di aver capito.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Pearlie racconta e lotta, lotta per la sua vita e per capire cosa vuole da essa. Lotta per suo figlio, per la loro felicità.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“Pensavo di essere felice”</em> dice un giorno a Buzz, l’amico di suo marito che ha fatto improvvisamente irruzione della loro vita, minandone la fondamenta senza che niente appaia in superficie.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“Non è la stessa cosa che essere felici”</em> le risponde risponde lui.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Da qui la storia d’amore e la storia di guerra diventano il percorso per capire la propria vita, per cercare di capirla, per provare a guardare oltre l’apparenza di chi ci vive accanto, sapendo che per quanto possiamo osservarlo non lo conosceremo mai fino in fondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per cercare di conoscere soprattutto noi stessi, sapendo che non ci conosceremo mai fino in fondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Scritto nel 2008 e pubblicato in Italia da Adelphi, il romanzo riprende il racconto dello stesso Greer <em>“La ballata di Pearlie Cook”</em> : del racconto conserva il ritmo, che è quello di una musica lenta ma coinvolgente. Una musica che ci svelta quanto sia facile incorrere in errori basandosi su deduzioni affrettate.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ un libro da leggere, per ricordarci che per vedere la vera sostanza delle cose  occorre guardare oltre l’apparenza. Per ricordarci che spesso è difficile comprendere anche noi stessi. Perché  <em>“metà della vita è capire cosa vuoi”</em>.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La storia di un matrimonio&#8221;</strong> di Andrew Sean Greer<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845925536/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845925536&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Adelphi</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 224  &#8211;  euro 10</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
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