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	<title>Scritti da Voi &#187; libri consigliati | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Fratture&#8221; di Massimiliano Nuzzolo (Italic)</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 12:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa può celarsi dietro un’apparente storia d’amore? Il Mondo. Ed è ciò che troviamo dentro “Fratture” romanzo del già apprezzato Massimiliano Nuzzolo, autore del romanzo “L’ultimo disco dei Cure” e della raccolta “La musica è il mio radar”, produttore discografico e attivo nei progetti culturali con l’Arci. Un piccolo libro su cui campeggia un cuore a puzzle con una tessera mancante. Il lettore si concentrerà su quella tessera mancante, lasciando perdere l’ammiccamento al mercato che può risultare fuorviante; è quello spazio vuoto a rappresentare un universo vastissimo e ricco di significati. “Fratture” racconta le vicende di due persone, Thomas ed Elisa. Due mondi diversi e lontanissimi. Lui di famiglia piccolo borghese, un uomo qualunque, un uomo che si sta facendo da sé, una vita piccola ma ben calibrata, senza colpi di testa fino al momento del drammatico incidente che gli fa perdere la memoria e tutto. La sua vita si azzera senza possibilità di ritorno. Poteva andare peggio, questo è vero, ma risulta spiazzante il racconto di un giovane uomo alla ricerca della sua identità che fatica a ricostruire ciò che nella vita gli era consueto. Dall’altra parte Elisa, figlia di alto borghesi blasés, fotografa, ricercatrice e sperimentatrice persino su [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8896506433/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8896506433&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3207" title="fratture-di-massimiliano-nuzzolo" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/09/fratture-di-massimiliano-nuzzolo.jpg" alt="" width="190" height="301" /></a>Cosa può celarsi dietro un’apparente storia d’amore? Il Mondo. Ed è ciò che troviamo dentro “<strong>Fratture</strong>” romanzo del già apprezzato <em>Massimiliano Nuzzolo</em>, autore del romanzo “L’ultimo disco dei Cure” e della raccolta “La musica è il mio radar”, produttore discografico e attivo nei progetti culturali con l’Arci. Un piccolo libro su cui campeggia un cuore a puzzle con una tessera mancante. Il lettore si concentrerà su quella tessera mancante, lasciando perdere l’ammiccamento al mercato che può risultare fuorviante; è quello spazio vuoto a rappresentare un universo vastissimo e ricco di significati. “<strong>Fratture”</strong> racconta le vicende di due persone, Thomas ed Elisa. Due mondi diversi e lontanissimi. Lui di famiglia piccolo borghese, un uomo qualunque, un uomo che si sta facendo da sé, una vita piccola ma ben calibrata, senza colpi di testa fino al momento del drammatico incidente che gli fa perdere la memoria e tutto. La sua vita si azzera senza possibilità di ritorno. Poteva andare peggio, questo è vero, ma risulta spiazzante il racconto di un giovane uomo alla ricerca della sua identità che fatica a ricostruire ciò che nella vita gli era consueto. Dall’altra parte Elisa, figlia di alto borghesi blasés, fotografa, ricercatrice e sperimentatrice persino su se stessa di esperienze che la vita può infliggere anche nelle situazioni migliori. Per un motivo insito nella famiglia che nel romanzo viene solo sfiorato, Elisa decide di togliersi la vita, ma vuole farlo ridendo come segno di protesta verso il suo mondo con un rimando esplicito all’Epicureismo. Non ci riesce e diventa suo malgrado una testimonial della vita e del senso della vita. Da qui nasce “<strong>Fratture</strong>”. Difficile non essere coinvolti dai due protagonisti. “Fratturati” e con pochissime possibilità di incontrarsi nella vita incappano invece l’uno nell’altro: uno stratagemma geniale, parodia di “Cercasi Susan Disperatamente”, film di Madonna degli anni 80, così come molte altre citazioni sono disseminate lungo il percorso, citazioni che vanno dalla filosofia alla musica, con intere scene ad incastro alla maniera dei musicisti e dei pittori fiamminghi e la storia si va costruendo attraverso scambi e narrazioni telefoniche che portano il lettore a confrontarsi con il mondo e l’assurdo che ci sta intorno. Tutto confluisce nelle voci e nei racconti dei personaggi che crescono parlando e raccontando le cose che vedono e vivono.  L’analisi di una generazione, del proprio habitat emotivo, la famiglia, il lavoro, il futuro… Fitzgerald, Pirandello, Coe sembrano essere i numi di questa storia assai originale. L’autore parla esplicitamente di Albert Camus e del “Mito di Sisifo” come scintilla ispiratrice. Nuzzolo è abile a incuriosire il lettore e a fargli sfogliare pagina dopo pagina, crea una storia a tasselli coadiuvata da un diario dei sogni, un inventario ricco di politica e non solo, da discorsi diretti estremamente incisivi sulla pagina intonsa che aprono nel lettore domande schiaccianti per portarlo verso un finale che se non è a sorpresa poco ci manca. Molto sta nei simboli disseminati lungo il percorso e come un “giallo” della vita, una ricerca di indizi apparentemente folle e inconcludente, tutto galleggia tra aspirazione a qualcosa di divino, l’anima, e la sua totale e solitaria assenza per l’uomo. Camus che prorompe sulla pagina, ecco che l’amore camusiano 3.0 disvela le sue carte con l’elegante stile di Nuzzolo. Tutto si incastra in maniera perfetta, come in un cerchio, come accade solo in pochi romanzi contemporanei e non resta chiuso nel libro, tra parodie – a dir poco esilaranti e geniali quella che prende di mira gli imprenditori italiani pronti ad andare all’estero per evadere il fisco con la scusa di aiutare chi ha di meno e quella della coppia matura alle prese con scambi di partner e con un famoso programma televisivo, citazioni, percorsi esistenziali, incidenti, sogni, folli ma poi nemmeno così folli documentari sull’anima, dolore in varie tonalità e gradazioni, incomprensione, gioia, speranza o forse è più sensato parlare di forza, ma pure di una volontà di azzerare un mondo che non va così com’è e che occorre ricostruire a tutti i costi. Azzardo i termini neoumanista e rivoluzionario. Un libro complesso che si presta a varie letture, da quella politica, sociologica e filosofica fino alla lettura più coinvolgente e diretta perché è bene specificare che questo è un romanzo ed è estremamente piacevole da leggere. Un romanzo di una potenza sbalorditiva.</p>
<p><strong>&#8220;Fratture&#8221;</strong> di Massimiliano Nuzzolo<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8896506433/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8896506433&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a> edito da Italic  pp. 184  &#8211;  euro 16   Recensione di Alessandra Cardusio</p>
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		<title>&#8220;Una donna spezzata&#8221; di Simone de Beauvoir (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 16:21:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In “Una donna spezzata” Simone de Beauvoir raccoglie la testimonianza di tre figure femminili, ma al tempo stesso dà voce a tante altre donne che possono rispecchiarsi nel dramma delle protagoniste. L’autrice, che di fatto è una delle maggiori rappresentati del femminismo letterario occidentale, riesce a dare corpo alle inquietudini e alle difficoltà di essere donna, madre, moglie e tutto quello che, negli anni 60 così come oggi, siamo chiamate ad essere. Tre storie diverse quindi ma unite da un filo conduttore comune, ovvero la femminilità, non in quanto arte seduzione come comunemente intesa ma in quanto essenza del genere femminile appunto. Tutte le storie sono raccontate in prima persona. La prima a parlare è Monique: dopo aver dedicato la sua vita alla famiglia scopre che il marito la tradisce e rimette in discussione il suo ruolo di moglie e di mamma. Nel suo diario inizia a valutare se stessa per come gli altri la considerano e non per come ha sempre creduto di essere. Accetta di condividere Maurice con la sua amante, inizialmente per convinzione che una sbandata non possa mettere in discussione 25 anni di matrimonio, poi per paura di restare sola. La seconda storia è raccontata dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806179535/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806179535&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3160" title="compra &quot;Una donna spezzata&quot; di Simone de Beauvoir (Einaudi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/06/31kLbrcBlTL._.jpg" alt="einaudi una donna spezzata de beauvoir" width="190" height="307" /></a>In <strong>“Una donna spezzata”</strong> <em>Simone de Beauvoir</em> raccoglie la testimonianza di tre figure femminili, ma al tempo stesso dà voce a tante altre donne che possono rispecchiarsi nel dramma delle protagoniste. L’autrice, che di fatto è una delle maggiori rappresentati del femminismo letterario occidentale, riesce a dare corpo alle inquietudini e alle difficoltà di essere donna, madre, moglie e tutto quello che, negli anni 60 così come oggi, siamo chiamate ad essere. Tre storie diverse quindi ma unite da un filo conduttore comune, ovvero la femminilità, non in quanto arte seduzione come comunemente intesa ma in quanto essenza del genere femminile appunto. Tutte le storie sono raccontate in prima persona. La prima a parlare è Monique: dopo aver dedicato la sua vita alla famiglia scopre che il marito la tradisce e rimette in discussione il suo ruolo di moglie e di mamma. Nel suo diario inizia a valutare se stessa per come gli altri la considerano e non per come ha sempre creduto di essere. Accetta di condividere Maurice con la sua amante, inizialmente per convinzione che una sbandata non possa mettere in discussione 25 anni di matrimonio, poi per paura di restare sola. La seconda storia è raccontata dalla madre di Philippe, delusa dal figlio che, a suo dire, si è lasciato soggiogare dalla praticità della moglie abbandonando valori e tradizioni in nome di convenienza e carriera. Un tradimento generazionale non meno grave di quello coniugale. Se Monique è pronta a psicanalizzare i suoi errori, la seconda protagonista rifiuta di mettersi in discussione facendo appello a valori universali che non possono essere traditi per nessun motivo. Ma quale essere umano nella vita non scende al compromesso? Nel terzo capitolo il tono si fa violento e torrenziale, a tratti si fa fatica a seguire il filo del monologo che appare un flusso di (in)coscienza. L’ultima protagonista è infatti Murielle, condannata alla follia da due matrimoni falliti e soprattutto dal suicidio della figlia. Nei tra ritratti scopriamo <em>una donna spezzata</em>, che è quella che, avendo vissuto per gli altri, un giorno perde tutto e deve reinventarsi. Perché, in fondo, &#8220;<em>n</em><em>on si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi</em>&#8220;.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Una donna spezzata&#8221;</strong> di Simone de Beauvoir<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806179535/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806179535&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Einaudi</p>
<p>pp. 256  &#8211;  euro 11</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessandra-de-angelis/" target="_self">Recensione di Alessandra De Angelis</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Prepariamoci&#8221; di Luca Mercalli (Chiarelettere)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 10:35:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente “passare alle altre forme di energia”, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto. Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando. Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3228" title="compra &quot;Prepariamoci&quot; di Luca Mercalli (Chiarelettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere.jpg" alt="" width="190" height="294" /></a>Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice <em>Luca Mercalli</em>, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente <em>“passare alle altre forme di energia”</em>, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto.<br />
Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando.<br />
Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia di particolari e cifre per capire meglio la faccenda e orientarsi nel mondo dell’energia pulita. Altro punto importante è il rivalorizzare gli orti come fonte di alimentazione ma anche di bellezza culturale e paesaggistica, sostituendoli dove possibile agli inutili giardini pubblici e condominiali. Anche in questo caso l’autore spiega come gestire un orto e prova a trasmetterci la soddisfazione che ne deriva.<br />
Insomma Mercalli propone miglioramenti (concreti, non generali) in tutti gli ambiti possibili della vita quotidiana come i rifiuti, l’acqua, il lavoro, i trasporti e anche l’attività politica con grande entusiasmo e l’esperienza di molte battaglie ecologiste ancora in corso a cui egli stesso partecipa.<br />
E’ un ottimo libro, l’autore stesso sostiene che al suo interno è presente tutto il suo bagaglio personale e si sente: ogni pagina è ricca di rimandi a testi letti, esperienze vissute e opinioni maturate nel corso degli anni, rendendolo un saggio di grande qualità. Unica pecca l’eccessivo schematismo: lunghi elenchi e troppe cifre in alcuni punti.<br />
Ricapitolando difficilmente un lettore verrà sconvolto dal saggio iniziando a mettere in pratica tutto ciò che dice l’autore (anche se non dubito che per qualcuno sia stata una lettura importante nella propria vita), ma dopo aver letto il saggio rimane una pulce ecologista nell’orecchio, e a un livello quasi inconscio si inizia a sprecare di meno nelle piccole azioni quotidiane.<br />
Un libro che compie il suo lavoro.</p>
<p><strong>&#8220;Prepariamoci</strong> di Luca Mercalli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Chiarelettere</p>
<p>pp. 205  &#8211;  euro 14</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>&#8220;Alta Fedeltà&#8221; di Nick Hornby (Guanda)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 12:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alta Fedeltà è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3223" title="alta-fedelta-di-nick-hornby" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/alta-fedelta-di-nick-hornby.jpg" alt="" width="190" height="289" /></a><strong>Alta Fedeltà</strong> è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a capire fino in fondo se stesso e gli altri. E la lettura è oltremodo piacevole perché nel comportamento del cinico trentenne si riscontrano modi d’agire e di pensare comuni a tutti gli uomini ma che nessuno vuole ammettere. La critica loda l’opera come nuovo classico della letteratura moderna, e il milione di copie vendute lo confermano: io mi sento di consigliarlo a chi vuole cambiare aria con un libro splendidamente scritto, leggero e divertente, ma più profondo di quanto possa sembrare a prima vista. Insomma: alta fedeltà ma soprattutto alta qualità.</p>
<p><strong>&#8220;Alta Fedeltà&#8221;</strong> di Nick Hornby<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Guanda</p>
<p>pp. 256  &#8211;  euro 9,35</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>&#8220;Confessioni di un Sicario dell’Economia&#8221; di John Perkins (Beat Edizioni)</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2014 12:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[John Perkins è stato un sicario, ma non uno di quelli che si sporcano le mani con omicidi e assassini stile mafia. Eppure leggendo questo libro il paragone con Gomorra viene naturale: nello stesso modo in cui la mafia in questo secolo è diventata un fenomeno di portata mondiale grazie all’agile sfruttamento dei sistemi fiscali e a una profonda conoscenza del mercato internazionale, abbandonando l’assetto militare (pur sempre necessario) di un tempo, anche le Lobby e le multinazionali hanno trovato a partire dagli anni settanta un nuovo modo di arricchirsi in maniera esponenziale e soprattutto formalmente “legale”: i sicari dell’economia. Gli SDE (la sigla per gli addetti ai lavori) hanno avuto &#8211; e tutt’ora hanno &#8211; il compito di accrescere l’estensione e il potere dell’impero Americano. Come? Aiutando paesi “sottosviluppati” a diventare “moderni”, portando il modello di vita occidentale in queste nazioni, costruendo centrali elettriche, dighe, bonificando le paludi. Sembra una cosa buona e giusta guardata dall’esterno, ma non tutto è oro ciò che è luccica. Specie se a luccicare è il petrolio estratto dal terreno dei paesi “colonizzati”. E guarda caso ogni civiltà sottosviluppata che viene aiutata dall’amorevole zio Sam è gonfia di petrolio. Il sunto di questo piano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788865590690.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3237" title="compra &quot;Confessioni di un Sicario dell'economia&quot; di John Perkins (Beat Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788865590690.jpg" alt="" width="190" height="293" /></a>John Perkins</em> è stato un sicario, ma non uno di quelli che si sporcano le mani con omicidi e assassini stile mafia. Eppure leggendo questo libro il paragone con Gomorra viene naturale: nello stesso modo in cui la mafia in questo secolo è diventata un fenomeno di portata mondiale grazie all’agile sfruttamento dei sistemi fiscali e a una profonda conoscenza del mercato internazionale, abbandonando l’assetto militare (pur sempre necessario) di un tempo, anche le Lobby e le multinazionali hanno trovato a partire dagli anni settanta un nuovo modo di arricchirsi in maniera esponenziale e soprattutto formalmente “legale”: i sicari dell’economia.<br />
Gli SDE (la sigla per gli addetti ai lavori) hanno avuto &#8211; e tutt’ora hanno &#8211; il compito di accrescere l’estensione e il potere dell’impero Americano. Come? Aiutando paesi “sottosviluppati” a diventare “moderni”, portando il modello di vita occidentale in queste nazioni, costruendo centrali elettriche, dighe, bonificando le paludi. Sembra una cosa buona e giusta guardata dall’esterno, ma non tutto è oro ciò che è luccica. Specie se a luccicare è il petrolio estratto dal terreno dei paesi “colonizzati”. E guarda caso ogni civiltà sottosviluppata che viene aiutata dall’amorevole zio Sam è gonfia di petrolio.<br />
Il sunto di questo piano intricato è il seguente: la corporatocrazia, come la definisce l’ex SDE, è un gruppo (non ufficiale ovviamente) formato dalle multinazionali di tutto il mondo, ampiamente favorito e facilitato dallo stato più potente, gli USA, che ne ricava ovviamente un gran guadagno. Da chiarire che questo guadagno consiste nei Petrodollari. Sono fondamentali per l’economia del gigante e portano sempre buoni affari. Ma l’oro nero si trova in gran parte in paesi come Iraq, Arabia Saudita, Ecuador. Percio’ invece di invadere questi paesi militarmente si è trovata una soluzione meno rischiosa e molto, molto più lucrosa. Le lobby mandano degli economisti a scrivere dei rapporti sui territori interessati, a tracciare e diffondere profili di crescita economica a cui andrebbero incontro i paesi coinvolti se solo accettassero di costruire delle centrali elettriche nelle loro regioni. Così tutti sono contenti. Ma col decollo dell’economia la popolazione sprofonda: le centrali distruggono il territorio, le trivelle per l’estrazione del petrolio inquinano i fiumi e le terre uccidendo migliaia di abitanti. E i firmatari del patto ne sono ben consapevoli: il despota regnante di turno, ben scelto dal governo americano (il libro racconta complotti storici che mettono i brividi), accetta il patto, conscio della distruzione che porterà. Questi citati sono solo pochi dei lati negativi della modernizzazione dei paesi “sottosviluppati”. Ma allora perché? La risposta è una sola, e motiva ogni giorno le azioni degli USA, delle Lobby, dei governanti corrotti: avidità. I funzionari vogliono fare la bella vita, i dipendenti vogliono le scuole migliori per i propri figli, i despoti il potere. Lo stesso Perkins è stato incoragiato nella sua carriera da stipendi astronomici e minacce difficilmente ignorabili in caso di dichiarazioni scomode.<br />
Ma alla fine il suo senso etico ha prevalso, e con uno sforzo titanico è riuscito a tirarsi fuori dal tavolo dove giocano i leader corrotti di tutto il mondo. L’importanza delle figure coinvolte nella vicenda narrata dal sicario pentito lascia senza fiato, rendendo il libro più avvincente di qualsiasi romanzo e più spaventoso di qualsiasi horror.<br />
Ciò che viene denunciato in questo “Gomorra Americano” è terrificante. Un sistema che va avanti da 50 anni, implacabile nella sua efficacia, sconfortante nella sua “legalità”, sconcertante nella sua (seppur ovvia) diffusione. Queste sono cose che vanno sapute e divulgate, come incita a fare Perkins, per dare ai propri figli un futuro migliore. A questo scopo è necessario mettere alla luce il lato più malato e spaventoso dell’impero più potente della storia dell’umanità: gli Stati Uniti d’America.</p>
<p><strong>&#8220;Confessioni di un Sicario dell’Economia&#8221;</strong> di John Perkins<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865590696/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865590696&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Beat</p>
<p>pp. 306  &#8211;  euro 9</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>“Il peso” di Liz Moore (Neri Pozza)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2014 12:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cominciamo con la storia, con cosa racconta. New York. C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene. C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp. Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3194" title="compra &quot;Il peso&quot; di Liz Moore (Neri Pozza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/09/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza.jpg" alt="" width="190" height="313" /></a>Cominciamo con la storia, con cosa racconta.<br />
New York.<br />
C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene.<br />
C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp.<br />
Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che viaggiano ignare l’una dell&#8217;altra finché&#8230;<br />
E ora il come: come questa storia è raccontata.<br />
Immaginatevi alla finestra. State stendendo il bucato, è una giornata ventosa e i vestiti si asciugheranno in un niente. A questo pensate, ai vestiti asciutti, mentre una molletta cade a terra. Vi chinate a raccoglierla e quando vi tirate su, chissà perché, non badate alla finestra aperta. E prendete in pieno lo spigolo di alluminio, nel centro della testa.<br />
Ecco: quel dolore lì, così violento, così inatteso, vi colpirà di continuo per tutte le trecentocinquantadue pagine.<br />
Così. &#8220;<em>Era Charlene Turner. Non credevo che avrei mai più sentito la sua voce in vita mia ma Dio come ne sono stato felice. Ero lì lì per lanciare un grido ma mi sono costretto a tacere. Mi sono messo una mano sulla bocca e mi sono morso il palmo</em>&#8220;.<br />
E così. &#8220;<em>E poi questa mattina, visto che non avevo nient’altro da fare, mi sono seduto a scriverle la lettera che ho continuato a ripetermi nella testa, la lettera che dice la verità, l’ammissione taumaturgica dei miei segreti più oscuri, la lettera che sapevo avrei dovuto spedirle se ci fossimo incontrati di nuovo. La lettera che le avrei inviato in quel momento se non mi fossi comportato come un gran vigliacco. Il vigliacco che in realtà sono</em>&#8220;.<br />
Insomma ci siamo capiti: fa un male cane. Eppure non è una storia disperante. Quando finalmente arrivi in fondo all’ultima pagina (ed è il caso di dirlo, finalmente, perché quando ci arrivi quel peso lì non lo sopporti più), prendi un respiro, il più profondo che i tuoi polmoni siano in grado di reggere, e resti un attimo appeso, gli occhi chiusi.<br />
Espiri piano, e a lungo.<br />
Quando riapri gli occhi, sorridi.<br />
Senza peso.</p>
<p><strong>&#8220;Il peso&#8221;</strong> di Liz Moore<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Neri Pozza</p>
<p>pp. 133  &#8211;  euro 13</p>
<p>Recensione di Valentina Morelli</p>
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		<title>&#8220;Supergods&#8221; di Grant Morrison (Bao Edizioni)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 09:48:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grant Morrison è uno dei più grandi autori viventi che non avete mai sentito nominare. Ha saputo reinventare un genere, prendendone gli elementi fondamentali e riassemblandoli per creare qualcosa di profondamente diverso dal prodotto di partenza. Ha trattato di filosofia, politica, antropologia e uomini in calzamaglia. Grant Morrison scrive fumetti. E di fumetti tratta la sua ultima fatica libresca, &#8220;Supergods&#8221;, tomo che analizza la storia del supereroe come nuova figura topica della nostra epoca. Il faceto che diventa &#8211; o ritorna, a seconda delle prospettive &#8211; serio. Una concezione cara a Morrison e presente spesso nelle sue sceneggiature. Scozzese, parte di quella che viene comunemente denominata “British Invasion”, l’invasione britannica che colpì il fumetto USA a partire dagli anni ottanta, Morrison ha reinventato icone come Batman, Superman e gli X-Men per un pubblico trasversale ma comunque più sofisticato della media. Perché Morrison è in nuce un autore molto sofisticato, che ha tra le sue passioni, oltre ai comics, la filosofia rinascimentale e le religioni orientali. Il nodo religioso, spirituale se vogliamo allargare le considerazioni, non è casuale quando si parla di Supergods perché lo scozzese tratta Batman e soci come vere e proprie divinità create dall’uomo per fungere da simulacro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/supergod_ass_cover.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3123" title="compra &quot;Supergod&quot; di Grant Morrison (Bao Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/supergod_ass_cover.jpg" alt="bao edizioni supergod grant morrison" width="190" height="286" /></a><em>Grant Morrison</em> è uno dei più grandi autori viventi che non avete mai sentito nominare. Ha saputo reinventare un genere, prendendone gli elementi fondamentali e riassemblandoli per creare qualcosa di profondamente diverso dal prodotto di partenza. Ha trattato di filosofia, politica, antropologia e uomini in calzamaglia. Grant Morrison scrive fumetti. E di fumetti tratta la sua ultima fatica libresca, <strong>&#8220;<em>Supergods&#8221;</em></strong>, tomo che analizza la storia del supereroe come nuova figura topica della nostra epoca. Il faceto che diventa &#8211; o ritorna, a seconda delle prospettive &#8211; serio. Una concezione cara a Morrison e presente spesso nelle sue sceneggiature.</p>
<p style="text-align: justify;">Scozzese, parte di quella che viene comunemente denominata “British Invasion”, l’invasione britannica che colpì il fumetto USA a partire dagli anni ottanta, Morrison ha reinventato icone come Batman, Superman e gli X-Men per un pubblico trasversale ma comunque più sofisticato della media. Perché Morrison è in nuce un autore molto sofisticato, che ha tra le sue passioni, oltre ai <em>comics</em>, la filosofia rinascimentale e le religioni orientali. Il nodo religioso, spirituale se vogliamo allargare le considerazioni, non è casuale quando si parla di <em>Supergods</em> perché lo scozzese tratta Batman e soci come vere e proprie divinità create dall’uomo per fungere da simulacro dove riporre le fedi e le certezze che il XX secolo stava distruggendo una a una.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da Superman, primo supereroe della storia, Morrison passa in rassegna le varie fasi del fumetto, dapprima visto come mero svago infantile, poi osteggiato a corruttore delle giovani mente, per poi essere eletto a forma d’arte compiuta. Golden Age, Silver Age, Dark Age, l’era dei fumetti al cinema, vengono tutte spiegate e contestualizzate da un autore d’eccezione che, nel mentre, offre la propria opinione sulle situazioni illustrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio come la grafica alla Pablo Ferro del libro, la prosa di Morrison è chiara ed elegante. Scorrevole nelle parti istituzionali, si innalza a fraseggio brillante nelle sezioni più concitate. Quasi troppo brillante, perché Morrison si lascia andare a volate stilistiche che distolgono l’attenzione dall’obiettivo del discorso. In quei momenti, più che raccontare un evento personale o un pezzo di storia del fumetto, si vede che allo scozzese piace sentire il suono marcato della sua voce sulla pagina.<br />
Parte autobiografia, parte storiografia del supereroe, <em>Supergods</em> mostra ai propri lettori un mondo che si fa ora microcosmo personale ora universo immaginifico a disposizione di tutti, nonostante l’utente privilegiato resti, per Morrison soprattutto, l’anima dodicenne che ogni persona sana di mente dovrebbe avere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Supergods&#8221;</strong> di Grant Morrison<a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bao Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 464  &#8211;  euro 19</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Storia di una lumaca che scoprì l&#8217;importanza della lentezza&#8221; di Luis Sepùlveda (Guanda)</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 09:57:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ultima favola di Luis Sepùlveda riconferma il talento dell’autore nel raccontare storie brevi e semplici con estrema grazia ed incantevole leggerezza. Il libro è dedicato al nipote, che gli pose la banale ma fondamentale domanda sul perché della lentezza delle lumache. In una piccola comunità di lumache nel Paese del Dente di Leone, una giovane lumaca decide di ribellarsi alla monotona abitudine seconda la quale nessuna di loro ha un nome, così come alla silenziosa rassegnazione con  cui tutte evitano di parlare della lentezza, caratteristica che le rende vulnerabili. Le domande della giovane lumaca non sono soddisfatte dalle sue simili: adagiate nell’abitudine, non le danno udienza. Inizia così una ricerca della verità che spinge il vivace animaletto ad allontanarsi dal conosciuto Paese del Dente di Leone per addentrarsi nel bosco. Sarà l’incontro con una tartaruga, altro animale poco veloce ma generosamente saggio, ad aiutare la piccola lumaca a trovare un nome adatto a lei e a percepire l’importanza della lentezza. Inoltre, solo spingendosi ai confini del bosco la lumaca potrà capire i pericoli che minacciano lei e le sue compagne, e riuscirà a trovare una ragione per tornare a casa e mettere in salvo le altre in un nuovo, lento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8823505038/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8823505038&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3017" title="compra &quot;Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza&quot; di Luis Sepùlveda (Guanda)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/sepulveda.jpg" alt="guanda sepulveda luis lumaca che scopri la lentezza" width="190" height="282" /></a>L’ultima favola di <em>Luis Sepùlveda</em> riconferma il talento dell’autore nel raccontare storie brevi e semplici con estrema grazia ed incantevole leggerezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è dedicato al nipote, che gli pose la banale ma fondamentale domanda sul perché della lentezza delle lumache. In una piccola comunità di lumache nel Paese del Dente di Leone, una giovane lumaca decide di ribellarsi alla monotona abitudine seconda la quale nessuna di loro ha un nome, così come alla silenziosa rassegnazione con  cui tutte evitano di parlare della lentezza, caratteristica che le rende vulnerabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande della giovane lumaca non sono soddisfatte dalle sue simili: adagiate nell’abitudine, non le danno udienza. Inizia così una ricerca della verità che spinge il vivace animaletto ad allontanarsi dal conosciuto Paese del Dente di Leone per addentrarsi nel bosco.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà l’incontro con una tartaruga, altro animale poco veloce ma generosamente saggio, ad aiutare la piccola lumaca a trovare un nome adatto a lei e a percepire l’importanza della lentezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, solo spingendosi ai confini del bosco la lumaca potrà capire i pericoli che minacciano lei e le sue compagne, e riuscirà a trovare una ragione per tornare a casa e mettere in salvo le altre in un nuovo, lento ed avventuroso viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiaba di coraggio e di autenticità, <strong>&#8220;</strong><strong>Storia della lumaca che scoprì l’importanza della lentezza&#8221;</strong><em> </em>insegna come la lentezza, da sola, non basti per essere sereni: la vera realizzazione di sé la si scopre quando ci si pone in modo attivo e critico nei confronti della realtà, non accontentandosi di ciò che si ripete da anni, ma facendosi domande sul perché della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo l’audacia e il coraggio di questa esplorazione portano alla coscienza di sé e dell’ambiente in cui si vive, così come esclusivamente la sana curiosità di conoscere il mondo mette in moto i meccanismi della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervallata da delicati disegni che incantano grandi e piccoli per la loro semplicità, il libro è un’intelligente fiaba per i bambini e un pacifico insegnamento per gli adulti a non ritenersi mai soddisfatti se non si capisce quel che succede, e a riscoprire l’importanza del tempo vissuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Storia di una lumaca che scoprì l&#8217;importanza della lentezza&#8221;</strong> di Luis Sepùlveda<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8823505038/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8823505038&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Guanda</p>
<p>pp. 95  &#8211;  euro 10</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/giulia.grassini.3" target="_blank">Recensione di Giulia Grassini</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“L’arcobaleno della vita” di Richard Dawkins (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 16:01:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare” Richard Dawkins: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2981" title="compra &quot;L'arcobaleno della vita&quot; di Richard Dawkins (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg" alt="mondadori richard dawkins arcobaleno" width="190" height="289" /></a>La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Richard Dawkins</strong>: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana grazie a <em>“Il gene egoista”</em> (1976) e dal 2006 anche ateo più famoso del mondo grazie a <em>“L’illusione di Dio”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;arcobaleno della vita&#8221;</strong> di Richard Dawkins<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804472618/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804472618&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 299  &#8211;  euro 10</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Recensione di Giulio Quarta</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Il processo&#8221; di Franz Kafka (Adelphi)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 15:53:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno ho deciso di leggere per ogni mese autori di una nazionalità, così ho deciso di dedicare Gennaio agli autori della Repubblica Ceca (o comunque di quella zona, quindi anche precedenti all&#8217;effettiva formazione della repubblica). Franz Kafka quindi mi è sembrata una scelta obbligata, avevo infatti già avvicinato l&#8217;autore praghese due anni fa cominciando “La Metamorfosi”, che però non mi era piaciuto, non lo finii neanche.  Allora per capire se avevo effettivamente un&#8217;avversione per il modo di scrivere di Kafka o semplicemente non era il momento adatto per leggerlo, ho deciso di riprovarci. L&#8217;esperienza è stata sufficientemente positiva, lo stile onirico, kafkiano appunto, mi ha incuriosito fino a un certo punto, anche se devo dire che ho trovato la prosa decisamente troppo monotona per poter catturare l&#8217;attenzione per più di 200 pagine di romanzo senza che “succeda” nulla a livello di svolgimento della trama. Come molti sapranno il libro parla di Josef K., un procuratore di un istituto bancario che viene svegliato una mattina e posto in stato di arresto. Senza che nessuno gli spieghi la motivazione di tale arresto, K. è costretto a presentarsi di fronte a un assurdo tribunale che deve giudicarlo per non si sa quale crimine, presunto o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903656/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903656&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2976" title="compra &quot;Il processo&quot; di Franz Kafka (Adelphi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/41mTPBvubzL._SY445_.jpg" alt="adelphi il processo kafka franz" width="190" height="321" /></a>Quest&#8217;anno ho deciso di leggere per ogni mese autori di una nazionalità, così ho deciso di dedicare Gennaio agli autori della Repubblica Ceca (o comunque di quella zona, quindi anche precedenti all&#8217;effettiva formazione della repubblica). Franz Kafka quindi mi è sembrata una scelta obbligata, avevo infatti già avvicinato l&#8217;autore praghese due anni fa cominciando <em>“La Metamorfosi”</em>, che però non mi era piaciuto, non lo finii neanche.  Allora per capire se avevo effettivamente un&#8217;avversione per il modo di scrivere di Kafka o semplicemente non era il momento adatto per leggerlo, ho deciso di riprovarci.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;esperienza è stata sufficientemente positiva, lo stile onirico, kafkiano appunto, mi ha incuriosito fino a un certo punto, anche se devo dire che ho trovato la prosa decisamente troppo monotona per poter catturare l&#8217;attenzione per più di 200 pagine di romanzo senza che “succeda” nulla a livello di svolgimento della trama. Come molti sapranno il libro parla di Josef K., un procuratore di un istituto bancario che viene svegliato una mattina e posto in stato di arresto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Senza che nessuno gli spieghi la motivazione di tale arresto, K. è costretto a presentarsi di fronte a un assurdo tribunale che deve giudicarlo per non si sa quale crimine, presunto o effettivo.  K. è comunque un uomo cauto e sicuro di sé, così inizialmente non si preoccupa di ciò che ritiene essere un mero errore giudiziario.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tuttavia la faccenda si complica, i deliri del giudice istruttore lo lasciano sconvolto, come anche il fatiscente edificio nel quale ha luogo il processo stesso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">K. comincia a preoccuparsi e la sua ansia si acuisce con la sua visita ai claustrofobici uffici del tribunale, alloggiati in un piano ricavato dal sottotetto di un condominio, con pochissime finestre e nei quali il colore cupo del legno e il suo odore rendono l&#8217;atmosfera pesante.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La descrizione di questo luogo è certamente la parte meglio riuscita del romanzo, esprime la sensazione di frustrazione onirica che K. prova nell&#8217;acquistare consapevolezza di non riuscire in alcun modo a sbloccare la sua situazione; inoltre devo dire che per me la sensazione di straniamento è stata amplificata dal fatto che proprio la descrizione di questi uffici mi ha ricordato un film visto qualche anno fa, <em>“Essere John Malkovich”</em> che si svolgeva in un luogo simile, anche sa dallo stile più moderno. Anche il film ovviamente era a stampo onirico, surreale e quindi a contribuito a veicolare l&#8217;atmosfera che Kafka ha creato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La pecca maggiore del libro però è stata per me la lunghezza, decisamente superiore a quella dedicabile alla storia, specialmente con una prosa che io ho trovato insufficientemente brillante.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non avendo altri romanzi o racconti con cui confrontarlo comunque ne consiglierei la lettura a chiunque volesse affrontare questo particolare autore, ma in una classifica degli scrittori cechi che ho letto (per la verità finora solo tre), sicuramente lo posporrei a Kundera e Hrabal.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il processo&#8221;</strong> di Franz Kafka<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903656/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903656&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Adelphi</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 238  &#8211;  euro 11</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
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		<title>&#8220;Gli sdraiati&#8221; di Michele Serra (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 23:15:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807018349/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807018349&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2962" title="compra &quot;Gli sdraiati&quot; di Michele Serra (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/Copertina_Gli-sdraiati.jpg" alt="feltrinelli michele serra gli sdraiati giovanni proietta" width="190" height="298" /></a>Cos’è <strong>“Gli sdraiati&#8221;</strong> di <em>Michele Serra</em>? Un racconto spurio colpevole di bellezza. Se le recensioni dovessero arrestarsi sulla soglia delle sei parole, saremmo a cavallo. La tentazione forte è di proseguire prendendo subito le distanze dal ritratto della nostra generazione (a parlare è un ventitreenne) presentatoci da Michele Serra. Delle amebe sdraiate, senza un futuro che non sia la ripetizione eterna di un presente di precarietà, appeso ad oggetti e luoghi inutili e labili. Finiremmo così per essere noi i colpevoli, di snobismo stavolta, quando l’analisi di Serra fotografa bene molti dei nostri reali difetti, senza generalizzare mai. La narrazione mescola sapientemente riflessioni saggistiche con il racconto di un padre alla ricerca del tempo perduto da lui e da suo figlio per dare un senso a quella catena di cui si sente l’ultimo anello. Una distinzione ontologica tra ciò che è stato e le generazioni protagoniste del futuro, per la prima volta perdenti, offuscate da una schiera di anziani che vive del proprio ricatto anagrafico. Prima di perdersi in quella che più che una recensione vuole essere un commento, occorrerà spiegare la ragione di quell’aggettivo, spurio, che apre il ragionamento. Il romanzo è spurio per due ragioni: innanzitutto perché manca una seria ammissione di colpevolezza dei padri (o post-padri, come li definisce Serra) che invece eccellono nell’auto indulgenza (concessa al solo Serra, che perlomeno è genuino quando ammette la propria personale manifesta inferiorità), e infine perché alla domanda più interessante, ovvero quella sul futuro del problematico rapporto genitori-figli l’autore preferisce un’utopia sentimentale e generosa, buona se hai scritto qualcosa che abbia in sé il seme della speranza ma che, visto che <em>“Gli Sdraiati”</em> oscilla per un centinaio di pagine tra sarcasmo e ironia, finisce per lasciare decisamente a bocca asciutta. L’autore viene messo in salvo dalla maestria con cui narra tutto ciò, dalla profonda intelligenza delle intuizioni, dal mestiere con cui sa inanellare apparentemente senza fatica una serie di virtù del buon giornalista (lo stesso mestiere con cui cesella le sue  <em>“Amache”</em> e la formidabile rubrica di <em>“Satira Preventiva”</em> sulle pagine dell’Espresso) rendendo la prosa gradevole, costretta nella zona liminale degli aggettivi superlativi. Spuria non sarà questa recensione anche se di una minima sinossi che possa perlomeno rendere il gusto della lettura di questo libro. La storia è quella di un cinquantenne (il tema anagrafico era già presente nel libro del quarantenne Michele Serra, <em>&#8220;Il ragazzo mucca&#8221;</em>) che vuole convincere suo figlio del valore indiscusso di una passeggiata in montagna, della normalità che risiede nell’idea di occuparsi del proprio mondo, laddove il figlio preferisce ascoltare le proprie musichette, impotente e appunto sdraiato, a guardare il mondo circostante tramite gli effetti deludenti di un’incompresa ipertrofia tecnologica.  L’incomunicabilità tra un papà che non sa stare pienamente nella parte e di un figlio che non sembra appartenere alla grande famiglia dell’umanità così come l’abbiamo conosciuta. E’ un romanzo infine questo, sul disorientamento di due generazioni, una sensazione resa inaccettabile perché priva di quella fratellanza fra carcerati che salva la vita permettendo di sopportare allo stesso momento la convivenza e la pena.<br />
L’architettura del racconto è magistrale, il lessico da padroni della lingua, quindi del mondo, e l’intreccio narrativo è moderno, asciutto, pulito anche quando gli arnesi della scrittura tenderebbero altrove a confondere e forse annoiare il lettore.<br />
Sul piano narrativo nulla da eccepire, sul piano filosofico molto, su quello personale un solo grande abbraccio, per consolare, per comprendere e per ringraziare prima del bel regalo, a nome della platea dei lettori di professione, e poi della splendida umanità, senza la quale nulla potrebbe tenersi, non solo nel mondo dei libri.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Gli sdraiati&#8221;</strong> di Michele Serra<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807018349/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807018349&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 108  &#8211;  euro 12</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giovanni-proietta/" target="_self">Recensione di Giovanni Proietta</a></strong></p>
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