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	<title>Scritti da Voi &#187; libro recensione | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Supergods&#8221; di Grant Morrison (Bao Edizioni)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 09:48:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grant Morrison è uno dei più grandi autori viventi che non avete mai sentito nominare. Ha saputo reinventare un genere, prendendone gli elementi fondamentali e riassemblandoli per creare qualcosa di profondamente diverso dal prodotto di partenza. Ha trattato di filosofia, politica, antropologia e uomini in calzamaglia. Grant Morrison scrive fumetti. E di fumetti tratta la sua ultima fatica libresca, &#8220;Supergods&#8221;, tomo che analizza la storia del supereroe come nuova figura topica della nostra epoca. Il faceto che diventa &#8211; o ritorna, a seconda delle prospettive &#8211; serio. Una concezione cara a Morrison e presente spesso nelle sue sceneggiature. Scozzese, parte di quella che viene comunemente denominata “British Invasion”, l’invasione britannica che colpì il fumetto USA a partire dagli anni ottanta, Morrison ha reinventato icone come Batman, Superman e gli X-Men per un pubblico trasversale ma comunque più sofisticato della media. Perché Morrison è in nuce un autore molto sofisticato, che ha tra le sue passioni, oltre ai comics, la filosofia rinascimentale e le religioni orientali. Il nodo religioso, spirituale se vogliamo allargare le considerazioni, non è casuale quando si parla di Supergods perché lo scozzese tratta Batman e soci come vere e proprie divinità create dall’uomo per fungere da simulacro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/supergod_ass_cover.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3123" title="compra &quot;Supergod&quot; di Grant Morrison (Bao Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/supergod_ass_cover.jpg" alt="bao edizioni supergod grant morrison" width="190" height="286" /></a><em>Grant Morrison</em> è uno dei più grandi autori viventi che non avete mai sentito nominare. Ha saputo reinventare un genere, prendendone gli elementi fondamentali e riassemblandoli per creare qualcosa di profondamente diverso dal prodotto di partenza. Ha trattato di filosofia, politica, antropologia e uomini in calzamaglia. Grant Morrison scrive fumetti. E di fumetti tratta la sua ultima fatica libresca, <strong>&#8220;<em>Supergods&#8221;</em></strong>, tomo che analizza la storia del supereroe come nuova figura topica della nostra epoca. Il faceto che diventa &#8211; o ritorna, a seconda delle prospettive &#8211; serio. Una concezione cara a Morrison e presente spesso nelle sue sceneggiature.</p>
<p style="text-align: justify;">Scozzese, parte di quella che viene comunemente denominata “British Invasion”, l’invasione britannica che colpì il fumetto USA a partire dagli anni ottanta, Morrison ha reinventato icone come Batman, Superman e gli X-Men per un pubblico trasversale ma comunque più sofisticato della media. Perché Morrison è in nuce un autore molto sofisticato, che ha tra le sue passioni, oltre ai <em>comics</em>, la filosofia rinascimentale e le religioni orientali. Il nodo religioso, spirituale se vogliamo allargare le considerazioni, non è casuale quando si parla di <em>Supergods</em> perché lo scozzese tratta Batman e soci come vere e proprie divinità create dall’uomo per fungere da simulacro dove riporre le fedi e le certezze che il XX secolo stava distruggendo una a una.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da Superman, primo supereroe della storia, Morrison passa in rassegna le varie fasi del fumetto, dapprima visto come mero svago infantile, poi osteggiato a corruttore delle giovani mente, per poi essere eletto a forma d’arte compiuta. Golden Age, Silver Age, Dark Age, l’era dei fumetti al cinema, vengono tutte spiegate e contestualizzate da un autore d’eccezione che, nel mentre, offre la propria opinione sulle situazioni illustrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio come la grafica alla Pablo Ferro del libro, la prosa di Morrison è chiara ed elegante. Scorrevole nelle parti istituzionali, si innalza a fraseggio brillante nelle sezioni più concitate. Quasi troppo brillante, perché Morrison si lascia andare a volate stilistiche che distolgono l’attenzione dall’obiettivo del discorso. In quei momenti, più che raccontare un evento personale o un pezzo di storia del fumetto, si vede che allo scozzese piace sentire il suono marcato della sua voce sulla pagina.<br />
Parte autobiografia, parte storiografia del supereroe, <em>Supergods</em> mostra ai propri lettori un mondo che si fa ora microcosmo personale ora universo immaginifico a disposizione di tutti, nonostante l’utente privilegiato resti, per Morrison soprattutto, l’anima dodicenne che ogni persona sana di mente dovrebbe avere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Supergods&#8221;</strong> di Grant Morrison<a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bao Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 464  &#8211;  euro 19</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;La scoperta dell&#8217;ombra&#8221; di Roberto Casati (Editori Laterza)</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 19:50:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un libro che parla della storia dell’ombra. Detto così non sembra un granchè; ho iniziato a leggerlo per curiosità, ma senza grandi aspettative. Cosa ci sarà mai da sapere sulle ombre che già non so? E invece dopo una ventina di pagine ci si rende conto di non aver MAI pensato veramente alle ombre, con grande stupore e quasi con disappunto. E’ incredibile come una cosa così “quotidiana” tocchi così tanti campi, dia così tanti spunti di riflessione. Sfogliando le pagine mi è capitato spesso di dovermi fermare, chiudere il libro e pensare, o guardare l’ombra della propria mano proiettata dall’abat-jour (riscoprendo la propria fanciullezza per qualche momento). Il libro tratta la concezione filosofica dell’ombra nella storia, ma non si perde in elucubrazioni metafisiche; per la maggior parte è molto concreto: Casati ci mostra con amabile entusiasmo come molte verità scientifiche fondamentali per l’umanità siano state svelate grazie all’ombra, specialmente la scoperta dei cieli prima dell’invenzione del cannocchiale. Geometria, astronomia, pittura, scultura: ogni materia che coinvolga la percezione visiva non può trascurare le ombre, importanti quanto e forse anche più della luce da cui sono causate. Persino le più grandi menti della storia, come Galileo e Da Vinci hanno dedicato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8842081507/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8842081507&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3077" title="compra &quot;La scoperta dell'ombra&quot; di Roberto Casati (Editori Laterza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/ombra.jpg" alt="laterza editori casati roberto la scoperta dell'ombra" width="190" height="285" /></a>Un libro che parla della storia dell’ombra. Detto così non sembra un granchè; ho iniziato a leggerlo per curiosità, ma senza grandi aspettative. Cosa ci sarà mai da sapere sulle ombre che già non so? E invece dopo una ventina di pagine ci si rende conto di non aver MAI pensato veramente alle ombre, con grande stupore e quasi con disappunto. E’ incredibile come una cosa così “quotidiana” tocchi così tanti campi, dia così tanti spunti di riflessione. Sfogliando le pagine mi è capitato spesso di dovermi fermare, chiudere il libro e pensare, o guardare l’ombra della propria mano proiettata dall’abat-jour (riscoprendo la propria fanciullezza per qualche momento). Il libro tratta la concezione filosofica dell’ombra nella storia, ma non si perde in elucubrazioni metafisiche; per la maggior parte è molto concreto: <em>Casati</em> ci mostra con amabile entusiasmo come molte verità scientifiche fondamentali per l’umanità siano state svelate grazie all’ombra, specialmente la scoperta dei cieli prima dell’invenzione del cannocchiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Geometria, astronomia, pittura, scultura: ogni materia che coinvolga la percezione visiva non può trascurare le ombre, importanti quanto e forse anche più della luce da cui sono causate. Persino le più grandi menti della storia, come Galileo e Da Vinci hanno dedicato molto tempo allo studio di queste immagini inafferrabili, sfuggevoli e indifferenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma questo è un libro di divulgazione impossibile da odiare, grazie ai capitoli brevissimi che si leggono come un bicchiere d’acqua, alla documentazione fornitissima, alle illustrazioni onnipresenti e al mondo di riflessioni che nascono come funghi dopo ogni pagina. La ciliegina sulla torta sono i piccoli dialoghi immaginari tra uno scettico Platone e la sua ombra Skia, tra un capitolo e l’altro. Persino il filosofo alla fine si lascia convincere dalla bellezza della sua controparte incorporea.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La scoperta dell&#8217;ombra&#8221;</strong> di Roberto Casati<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8842081507/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8842081507&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Editori Laterza</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 308  &#8211;  euro 18</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;Il processo&#8221; di Franz Kafka (Adelphi)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 15:53:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno ho deciso di leggere per ogni mese autori di una nazionalità, così ho deciso di dedicare Gennaio agli autori della Repubblica Ceca (o comunque di quella zona, quindi anche precedenti all&#8217;effettiva formazione della repubblica). Franz Kafka quindi mi è sembrata una scelta obbligata, avevo infatti già avvicinato l&#8217;autore praghese due anni fa cominciando “La Metamorfosi”, che però non mi era piaciuto, non lo finii neanche.  Allora per capire se avevo effettivamente un&#8217;avversione per il modo di scrivere di Kafka o semplicemente non era il momento adatto per leggerlo, ho deciso di riprovarci. L&#8217;esperienza è stata sufficientemente positiva, lo stile onirico, kafkiano appunto, mi ha incuriosito fino a un certo punto, anche se devo dire che ho trovato la prosa decisamente troppo monotona per poter catturare l&#8217;attenzione per più di 200 pagine di romanzo senza che “succeda” nulla a livello di svolgimento della trama. Come molti sapranno il libro parla di Josef K., un procuratore di un istituto bancario che viene svegliato una mattina e posto in stato di arresto. Senza che nessuno gli spieghi la motivazione di tale arresto, K. è costretto a presentarsi di fronte a un assurdo tribunale che deve giudicarlo per non si sa quale crimine, presunto o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903656/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903656&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2976" title="compra &quot;Il processo&quot; di Franz Kafka (Adelphi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/41mTPBvubzL._SY445_.jpg" alt="adelphi il processo kafka franz" width="190" height="321" /></a>Quest&#8217;anno ho deciso di leggere per ogni mese autori di una nazionalità, così ho deciso di dedicare Gennaio agli autori della Repubblica Ceca (o comunque di quella zona, quindi anche precedenti all&#8217;effettiva formazione della repubblica). Franz Kafka quindi mi è sembrata una scelta obbligata, avevo infatti già avvicinato l&#8217;autore praghese due anni fa cominciando <em>“La Metamorfosi”</em>, che però non mi era piaciuto, non lo finii neanche.  Allora per capire se avevo effettivamente un&#8217;avversione per il modo di scrivere di Kafka o semplicemente non era il momento adatto per leggerlo, ho deciso di riprovarci.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;esperienza è stata sufficientemente positiva, lo stile onirico, kafkiano appunto, mi ha incuriosito fino a un certo punto, anche se devo dire che ho trovato la prosa decisamente troppo monotona per poter catturare l&#8217;attenzione per più di 200 pagine di romanzo senza che “succeda” nulla a livello di svolgimento della trama. Come molti sapranno il libro parla di Josef K., un procuratore di un istituto bancario che viene svegliato una mattina e posto in stato di arresto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Senza che nessuno gli spieghi la motivazione di tale arresto, K. è costretto a presentarsi di fronte a un assurdo tribunale che deve giudicarlo per non si sa quale crimine, presunto o effettivo.  K. è comunque un uomo cauto e sicuro di sé, così inizialmente non si preoccupa di ciò che ritiene essere un mero errore giudiziario.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tuttavia la faccenda si complica, i deliri del giudice istruttore lo lasciano sconvolto, come anche il fatiscente edificio nel quale ha luogo il processo stesso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">K. comincia a preoccuparsi e la sua ansia si acuisce con la sua visita ai claustrofobici uffici del tribunale, alloggiati in un piano ricavato dal sottotetto di un condominio, con pochissime finestre e nei quali il colore cupo del legno e il suo odore rendono l&#8217;atmosfera pesante.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La descrizione di questo luogo è certamente la parte meglio riuscita del romanzo, esprime la sensazione di frustrazione onirica che K. prova nell&#8217;acquistare consapevolezza di non riuscire in alcun modo a sbloccare la sua situazione; inoltre devo dire che per me la sensazione di straniamento è stata amplificata dal fatto che proprio la descrizione di questi uffici mi ha ricordato un film visto qualche anno fa, <em>“Essere John Malkovich”</em> che si svolgeva in un luogo simile, anche sa dallo stile più moderno. Anche il film ovviamente era a stampo onirico, surreale e quindi a contribuito a veicolare l&#8217;atmosfera che Kafka ha creato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La pecca maggiore del libro però è stata per me la lunghezza, decisamente superiore a quella dedicabile alla storia, specialmente con una prosa che io ho trovato insufficientemente brillante.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non avendo altri romanzi o racconti con cui confrontarlo comunque ne consiglierei la lettura a chiunque volesse affrontare questo particolare autore, ma in una classifica degli scrittori cechi che ho letto (per la verità finora solo tre), sicuramente lo posporrei a Kundera e Hrabal.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il processo&#8221;</strong> di Franz Kafka<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903656/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903656&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Adelphi</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 238  &#8211;  euro 11</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
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