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	<title>Scritti da Voi &#187; marco pizio einaudi | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Uomo invisibile&#8221; di Ralph Ellison (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 11:16:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ralph Waldo Ellison (1914-1994) è uno scrittore statunitense poco noto in Italia: docente di letteratura americana, deve la sua fama letteraria a &#8220;Uomo invisibile&#8221;, romanzo da molti considerato uno dei vertici della letteratura afroamericana del Novecento e che valse al suo autore, all&#8217;esordio narrativo nel 1953, l&#8217;assegnazione del National Book Award. Ambientato approssimativamente negli anni &#8217;40, &#8220;Uomo invisibile&#8221; racconta in prima persona la graduale presa di coscienza di un afroamericano (volutamente anonimo, che assume così valore esemplare) della propria condizione di marginalità sociale. La struttura è quella d&#8217;un romanzo formativo: il protagonista, ingiustamente cacciato da un college per neri le cui pratiche educative perseguono apertamente l&#8217;obiettivo di indurre gli studenti al desiderio di somigliare all&#8217;uomo bianco, si ritrova solo, lontano dal paese d&#8217;origine, scaraventato in una tumultuosa New York dove inseguire il sogno americano del successo e dell&#8217;autorealizzazione. Quelle nutrite dal protagonista si rivelano però speranze velleitarie: senza lavoro né possibilità di pagarsi un alloggio, vittima e spettatore di continue ingiustizie, solo e circondato dall&#8217;indifferenza, egli si ritrova ai margini della società newyorkese, condividendo i disagi di tutta la comunità nera di Harlem. Il romanzo di Ellison si dimostra a questo punto capace di oltrepassare gli stretti confini della letteratura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806195204/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806195204&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2639" title="uomo invisibile ralph waldo ellison einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/uomo-invisibile.jpg" alt="einaudi ellison uomo invisibile" width="190" height="310" /></a>Ralph Waldo Ellison</em> (1914-1994) è uno scrittore statunitense poco noto in Italia: docente di letteratura americana, deve la sua fama letteraria a <strong>&#8220;Uomo invisibile&#8221;</strong>, romanzo da molti considerato uno dei vertici della letteratura afroamericana del Novecento e che valse al suo autore, all&#8217;esordio narrativo nel 1953, l&#8217;assegnazione del National Book Award.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ambientato approssimativamente negli anni &#8217;40, &#8220;<em>Uomo invisibile&#8221;</em> racconta in prima persona la graduale presa di coscienza di un afroamericano (volutamente anonimo, che assume così valore esemplare) della propria condizione di marginalità sociale. La struttura è quella d&#8217;un romanzo formativo: il protagonista, ingiustamente cacciato da un college per neri le cui pratiche educative perseguono apertamente l&#8217;obiettivo di indurre gli studenti al desiderio di somigliare all&#8217;uomo bianco, si ritrova solo, lontano dal paese d&#8217;origine, scaraventato in una tumultuosa New York dove inseguire il sogno americano del successo e dell&#8217;autorealizzazione. Quelle nutrite dal protagonista si rivelano però speranze velleitarie: senza lavoro né possibilità di pagarsi un alloggio, vittima e spettatore di continue ingiustizie, solo e circondato dall&#8217;indifferenza, egli si ritrova ai margini della società newyorkese, condividendo i disagi di tutta la comunità nera di Harlem.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il romanzo di Ellison si dimostra a questo punto capace di oltrepassare gli stretti confini della letteratura afroamericana più tradizionale, saldamente ancorata alle tematiche della discriminazione e dell&#8217;odio razziale. L&#8217;<em>invisibilità</em> a cui si riferisce il titolo è infatti qualcosa che comprende e supera tutto ciò: essa si identifica con l&#8217;impossibilità per il protagonista di instaurare un qualsiasi rapporto sociale veritiero, nel quale poter affermare se stesso, senza essere piegato ai fini personali di chi gli sta di fronte oppure travisato da chi in lui vede solo una proiezione del proprio pensiero. <em>&#8220;Io sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi&#8221;</em>, egli afferma fin dal prologo: &#8220;quando gli altri si avvicinano, vedono solo quello che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, ogni e qualsiasi cosa, insomma, tranne me&#8221;. Quest&#8217;impossibilità di affermarsi come individuo sociale si riflette narrativamente nel turbamento piscologico del protagonista, che non smette mai di tormentarsi, oscillando continuamente tra la speranza illusoria di una piena integrazione e la delusione, la rabbia per le umiliazioni a cui l&#8217;esperienza ineluttabilmente lo condanna.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Proprio in questa continua autointerrogazione di sé messa in atto dal narratore si scorgono i tratti più interessanti ed originali dell&#8217;opera di Ellison: lungi dall&#8217;individuare un&#8217;unica strada che segni <em>“la soluzione”</em>, <em>&#8220;Uomo invisibile&#8221;</em> si distende come un&#8217;opera aperta e problematica, capace far riflettere sulla questione afroamericana (ma anche sulle tante altre forme di invisibilità del mondo contemporaneo) restituendone la complessità, tanto nei suoi manifesti aspetti sociali che nei più reconditi risvolti interiori e soggettivi dell&#8217;uomo. Impossibile trovare soluzioni univoche: l&#8217;educazione accademica, respingendo il protagonista, ha fallito; l&#8217;azione politica marxista, pur costituendo una tappa cruciale della sua maturazione, finirà per deluderlo profondamente, rivelandosi basata sui medesimi comportamenti meschini della società che essa intende rivoluzionare; e nemmeno la violenza indiscriminata propugnata dai nazionalisti neri – elemento che permea tutta la narrazione rimanendo latente, per poi deflagrare nel finale con la rivolta della comunità di Harlem (episodio che si rifà storicamente al riot del 1943) – si dimostrerà una via percorribile e fruttuosa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il drammatico percorso formativo parrebbe così sfociare in un pessimismo cosmico, tale da lasciare il protagonista privo di risposte. Ma è proprio da questa catena di sconfitte e umiliazioni che scaturisce un seme di speranza: è sufficiente infatti la consapevolezza stessa della propria invisibilità ad offrire un frammento di verità a cui aggrapparsi, tale da guidare il protagonista verso la scelta più dura e coraggiosa, quella di non rassegnarsi alla propria condizione ma resistere e ribellarsi ancora una volta, lottare e rialzare continuamente la testa, facendo così dell’invisibilità solo uno stadio temporaneo, un momento di raccoglimento e riflessione che precede il riscatto e il <em>“ritorno alla luce”</em>.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Uomo invisibile&#8221;</strong> di Ralph Waldo Ellison<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806195204/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806195204&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>pubblicato da Einaudi</div>
<div>pp. 604  &#8211;  euro 24</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/marco.pizio" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>“Non si fruga nella polvere” di William Faulkner (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una società violenta, governata dai pregiudizi e attraversata visceralmente dall&#8217;odio, è quella che prende corpo in &#8220;Intruder in the Dust&#8221;, romanzo di William Faulkner apparso nel 1948, fra gli ultimi capolavori dello scrittore che con maggior nitidezza ha rappresentato le contraddizioni del profondo Sud americano. Il titolo è stato tradotto in &#8220;Non si fruga nella polvere&#8221;, sebbene Fernanda Pivano, autrice della versione italiana, non abbia mancato di sottolineare l&#8217;ambiguità del titolo originale: la parola &#8220;dust&#8221; più che indicare la polvere sarebbe piuttosto un dialettismo per &#8220;dusk&#8221;, cioè &#8220;crepuscolo&#8221;, termine questo che pare adattarsi non solo alle coordinate temporali della narrazione ma in senso più ampio all&#8217;intera ambientazione. Crepuscolare è infatti questo scorcio del Sud degli Stati Uniti, lontano dalle mitiche raffigurazioni della Guerra Civile, delle piantagioni e della schiavitù; un Sud entrato ormai nel pieno del Novecento, quando i modelli di consumo e di sviluppo economico che stanno mutando  il volto dell&#8217;America cominciano ad affermarsi anche nelle zone periferiche e rurali del Paese. Per quanto queste trasformazioni siano ormai ben avvertibili anche nella Contea di Yoknapatawpha – immaginario luogo nel quale Faulkner ha ambientato tutti i suoi più grandi successi, da &#8220;L&#8217;urlo e il furore&#8221; a &#8220;Assalonne, Assalonne!&#8221;, passando per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806147781/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806147781&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2543" title="Non si fruga nella polvere william faulkner einaudi fernanda pivano" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/06/Non-si-fruga-nella-polvere.jpg" alt="" width="190" height="259" /></a>Una società violenta, governata dai pregiudizi e attraversata visceralmente dall&#8217;odio, è quella che prende corpo in &#8220;<em>Intruder in the Dust&#8221;</em>, romanzo di William Faulkner apparso nel 1948, fra gli ultimi capolavori dello scrittore che con maggior nitidezza ha rappresentato le contraddizioni del profondo Sud americano. Il titolo è stato tradotto in <strong>&#8220;Non si fruga nella polvere&#8221;</strong>, sebbene Fernanda Pivano, autrice della versione italiana, non abbia mancato di sottolineare l&#8217;ambiguità del titolo originale: la parola &#8220;dust&#8221; più che indicare la polvere sarebbe piuttosto un dialettismo per &#8220;dusk&#8221;, cioè &#8220;crepuscolo&#8221;, termine questo che pare adattarsi non solo alle coordinate temporali della narrazione ma in senso più ampio all&#8217;intera ambientazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Crepuscolare è infatti questo scorcio del Sud degli Stati Uniti, lontano dalle mitiche raffigurazioni della Guerra Civile, delle piantagioni e della schiavitù; un Sud entrato ormai nel pieno del Novecento, quando i modelli di consumo e di sviluppo economico che stanno mutando  il volto dell&#8217;America cominciano ad affermarsi anche nelle zone periferiche e rurali del Paese. Per quanto queste trasformazioni siano ormai ben avvertibili anche nella Contea di Yoknapatawpha – immaginario luogo nel quale Faulkner ha ambientato tutti i suoi più grandi successi, da <em>&#8220;L&#8217;urlo e il furore&#8221;</em> a <em>&#8220;Assalonne, Assalonne!&#8221;</em>, passando per <em>&#8220;Santuario&#8221;</em> e <em>&#8220;Luce d&#8217;agosto&#8221;</em> –, poco è cambiato per quanto riguarda l&#8217;integrazione razziale in un contesto che vede i &#8220;negri&#8221; costretti a rispettare norme non scritte di sottomissione e a servire i bianchi, detentori della moralità sociale dominante. Così quando si sparge la voce che Lucas Beauchamp – uno di quei negri <em>&#8220;che non ha alcuna intenzione di comportarsi da negro&#8221;</em> – ha ucciso in pieno giorno un uomo bianco, sparandogli alle spalle con la sua rivoltella, su tutta la Contea pare scendere una tetra aria che preannuncia un pubblico linciaggio, cui nessuno sembra potersi o volersi opporre: la colpevolezza di Lucas è da tutti accettata e lui stesso pare propenso a non difendersi. A muoversi controcorrente, oltre i pregiudizi e l&#8217;odio razziale, è solo Chick Mallison, il giovane protagonista del romanzo, sicuro dell&#8217;esistenza di un&#8217;altra verità che spieghi l&#8217;accaduto e al quale Lucas ha affidato un enigmatico proclama di innocenza, la cui prova definitiva si cela nella tomba dell&#8217;assassinato. È un&#8217;interminabile notte insonne, che ha il sapore dell&#8217;esperienza formativa e di trapasso verso la maturità, quella in cui Chick arriverà a dimostrare prima che la pubblica ritorsione contro il sospettato possa avere luogo e lo farà con il solo aiuto del fidato amico nero e di un&#8217;anziana signora, una realtà ben diversa capace di rivelare la vera essenza di quella comunità retrograda e razzista, che in faccia alle proprie colpe potrà solo assolversi in un comune senso di celata vergogna.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Uno spazio a sé meritano le considerazioni stilistiche su un autore incredibilmente originale e fuori dal comune, uno dei giganti della letteratura del Novecento, e non solo in riferimento alla produzione americana. La narrazione si svolge interamente in prima persona e proprio ciò permette al modernismo di Faulkner di distendersi in tutta la sua potenza espressiva. Non basta infatti dire che la vicenda è vista attraverso gli occhi del protagonista: Faulkner fa di più, facendo entrare il lettore addirittura nella mente del giovane Chick. Ai dialoghi, alle descrizioni e alle vicende narrate si intrecciano infatti, spesso in maniera intricata, come parentesi e sottoparentesi, o come un germogliare incontrollato e senza limiti, pensieri, ricordi ed emozioni, che danno vita a straripanti flussi di coscienza di joyciana memoria che proiettano il lettore all&#8217;interno della mente del protagonista. Sebbene a tratti molto impegnativo, è proprio questo stile unico della prosa di Faulkner, fatta di lunghissimi periodi – spesso liberi dai vincoli della punteggiatura – nei quali si intrecciano continuamente livello narrativo e livello coscienziale, a dare tanta forza alla narrazione, che si dispiega come un fiume in piena, ricca, travolgente e suggestiva come quella di pochissimi altri autori del Novecento, capace di appassionare il lettore e di sospingerlo, ammaliato e rapito, sino all&#8217;ultima pagina del romanzo.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non si fruga nella polvere&#8221;</strong> di William Faulkner<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806147781/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806147781&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">Titolo originale: <em>&#8220;Intruder in the Dust&#8221;</em></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Einaudi</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 282  &#8211;  euro 15</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/marco.pizio" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
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