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	<title>Scritti da Voi &#187; masturbazione tema ricorrente murakami haruki | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;IQ84&#8243; di Haruki Murakami (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 16:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Doverosa premessa #1: 1Q84 è diviso in tre libri. Einaudi (diversamente dalle edizioni Usa e Uk) con un’opinabile scelta di marketing ha deciso di pubblicare i primi due adesso e il terzo nel 2012. Quindi se non amate i finali in sospeso, il consiglio è aspettare il prossimo anno e il terzo libro. Anche se, trattandosi di Murakami, è molto probabile che un finale non ci sarà comunque (ma almeno sarà una scelta dell’autore, non della casa editrice). Doverosa premessa #2: Non ho intenzione di fare alcun accenno alla trama di 1Q84 in senso stretto: penso sia uno di quei romanzi che sarebbe meglio leggere senza sapere assolutamente niente. Quindi la cosa migliore sarebbe saltare il resto della recensione e semplicemente leggere 1Q84, cosa che vi consiglio caldamente. Se sentite il bisogno di sapere comunque qualcosa, andate avanti e tenterò di non rovinarvi la lettura (ma per favore, poi non andate a cercarvi la trama su wikipedia!). Tokyo. 1984. La storia è narrata dal punto di vista di Aomane e Tengo. 1Q84 parla di amore, di morte, di famiglia, di religione e di sesso: più o meno gli stessi temi dell’Iliade, dell’Odissea e di una buona metà di tutta la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><em><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/1Q84.-Libro-1-e-2.-Aprile-settembre-Haruki-Murakami.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1408" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/01/1Q84.-Libro-1-e-2.-Aprile-settembre-Haruki-Murakami.jpg" alt="" width="190" height="278" /></a>Doverosa premessa #1</em>: <strong>1Q84</strong> è diviso in tre libri. Einaudi (diversamente dalle edizioni Usa e Uk) con un’opinabile scelta di marketing ha deciso di pubblicare i primi due adesso e il terzo nel 2012. Quindi se non amate i finali in sospeso, il consiglio è aspettare il prossimo anno e il terzo libro. Anche se, trattandosi di Murakami, è molto probabile che un finale non ci sarà comunque (ma almeno sarà una scelta dell’autore, non della casa editrice).</div>
<div style="text-align: justify"><em>Doverosa premessa #2</em>: Non ho intenzione di fare alcun accenno alla trama di 1Q84 in senso stretto: penso sia uno di quei romanzi che sarebbe meglio leggere senza sapere assolutamente niente. Quindi la cosa migliore sarebbe saltare il resto della recensione e semplicemente leggere 1Q84, cosa che vi consiglio caldamente. Se sentite il bisogno di sapere comunque qualcosa, andate avanti e tenterò di non rovinarvi la lettura (ma per favore, poi non andate a cercarvi la trama su wikipedia!).</p>
<p><em>Tokyo. 1984. La storia è narrata dal punto di vista di Aomane e Tengo.</em></p>
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<div style="text-align: justify"><em></p>
<p></em></p>
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<div style="text-align: justify"><em><span style="font-style: normal">1Q84 parla di amore, di morte, di famiglia, di religione e di sesso: più o meno gli stessi temi dell’Iliade, dell’Odissea e di una buona metà di tutta la letteratura mondiale di ogni tempo, romanzi Harmony compresi.  La differenza la fa il  “come” si racconta, quello che per alcuni scrittori si può chiamare stile e solo per altri &#8211; Borges, Salinger, Foster Wallace &#8211; si può definire una vera e propria “voce”, resa inconfondibile dalla loro scrittura. Murakami appartiene indubbiamente a quest’ultima cerchia, e può servirsi di temi tanto universali e in qualche modo usurati, poiché la sua “voce” è orientata a uno scopo ben preciso: <em>“Accumulando dati che non sono reali è possibile costruire un mondo che appare più realistico di quello esistente. In altre parole, è possibile costruire un mondo irreale che ci mostra la realtà in modo ancora più realistico. Questa è la cosa, una delle cose, che voglio fare nei miei romanzi”</em>. 1Q84 rappresenta forse l’approdo ideale di questa personalissima poetica, di questo ricerca del reale passando dal fantastico, anche se così potrebbe non sembrare: per buona parte del libro si ha la sensazione di non trovarsi nell’immaginario murakamiano &#8211; dove non è difficile incontrare uomini parlano con i gatti e unicorni che vivono all’interno della propria coscienza &#8211; quanto in un romanzo estremamente accattivante, con atmosfere più noir che fantastiche, dove però si procede alla cieca, senza capire dove lo scrittore ci sta portando; poi la storia inizia ad accelerare, sempre più velocemente, finché si divorano letteralmente i capitoli per saperne sempre di più.  Come avrete capito, l’intreccio è indubbiamente uno dei punti di forza del libro, che in alcuni punti prende quasi i tratti del romanzo giallo: questo libro è come un meraviglioso puzzle, dove ogni pezzo è già un piccolissimo disegno a sé stante, ma unito a tutti gli altri pezzi forma un disegno completamente diverso. IQ84 sembra essere il più realistico (<em>Norwegian Wood</em> escluso) e visionario dei romanzi di Murakami. La tipica dimensione onirica che ricorre in tutte le opere dello scrittore non è qui nettamente separata dalla vita comune o confinata ad alcuni personaggi ma erode letteralmente in due quella che chiamiamo la realtà, fino a diventare realtà o irrealtà lei stessa, annullando le differenze tra le due dimensioni. </span></em><em><span style="font-style: normal">Se </span></em>tutto questo non è chiaro, allora siete sulla strada giusta: 1Q84 vuole prima di ogni cosa essere un romanzo enigmatico &#8211; a partire dal titolo, palese omaggio a Orwell, dove la “Q” sta per “question mark” (punto interrogativo) &#8211; anche se Murakami non rinuncia ad alcuni dei suoi elementi ricorrenti,  come la musica classica, il jazz, i gatti, le scene in cucina e la masturbazione, che faranno sentire a casa i numerosi adepti dello scrittore. Inoltre per la prima volta Murakami parla anche di sé stesso, e della sua letteratura, con una sorta di  inside joke, anche questo riservato ai lettori più fedeli.</div>
<div style="text-align: justify">In definitiva, 1Q84 è uno dei migliori romanzi di Murakami &#8211; anche se il giudizio è necessariamente sospeso (vedi doverosa premessa #1) &#8211; adatto tanto ai profani che ai Murakami-fan: i primi scopriranno uno scrittore eccezionale in uno dei suoi migliori romanzi, i secondi saranno stupiti dall’ennesimo cambio di prospettiva di un’autore che a 60 anni non si accontenta e continua a spostare l’asticella sempre più in alto.</div>
<div style="text-align: justify">
<p><em>&#8211;</em></p>
</div>
<div style="text-align: justify"><strong>&#8220;IQ84&#8243;</strong> di Haruki Murakami<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806203797/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806203797" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1138 alignright" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify">edito da Einaudi</div>
<div style="text-align: justify">pp. 724  &#8211;  euro 20</div>
<div style="text-align: justify"><a href="www.facebook.com/simone.ruffa" target="_blank">Recensione di Simone Ruffa</a></div>
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		<title>&#8220;Norwegian Wood. Tokio Blues&#8221; di Haruki Murakami (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Nella vita, se uno vuol capire, capire sul serio come stanno le cose di questo mondo, deve morire almeno una volta. E allora, dato che la legge è questa, meglio morire da giovani, quando uno ha ancora tanto tempo davanti a sé per tirarsi su e risuscitare…” Giorgio Bassani, Il Giardino dei Finzi-Contini Nel 1984 lo scrittore giapponese Haruki Murakami viaggia nel Sud dell’Europa e tra Grecia, Sicilia e Roma, ascoltando centinaia di volte “Sgt. Pepper&#8217;s Lonely Hearts Club Band&#8221; nel suo walkman, scrive il suo romanzo più famoso e allo stesso tempo una rara avis nella sua produzione: Norwegian Wood (uscito per la prima volta in Italia con il titolo “Tokyo Blues”). Un romanzo atipico perchè Murakami, che con le sue precedenti opere dalle atmosfere oniriche aveva già raggiunto lo status scrittore di culto, decide di mettersi alla prova con un romanzo mainstream. Una bieca operazione di marketing quindi? Decisamente no, solo la conferma che un grande scrittore, che possieda una propria voce ben definita, può scrivere quello che vuole. Norwegian Wood è una storia d’amore, che inizia con un prologo dal sapore proustiano, dove la madeleine è “Norwegian Wood”, l’omonimo brano dei Beatles, che ascoltato su un volo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em>“Nella vita, se uno vuol capire, capire sul serio come stanno le cose di questo mondo, deve morire almeno una volta. E allora, dato che la legge è questa, meglio morire da giovani, quando uno ha ancora tanto tempo davanti a sé per tirarsi su e risuscitare…”</em> Giorgio Bassani, Il Giardino dei Finzi-Contini</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/11/978880618315GRA.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1296" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/11/978880618315GRA.jpg" alt="" width="190" height="292" /></a>Nel 1984 lo scrittore giapponese <em>Haruki Murakami</em> viaggia nel Sud dell’Europa e tra Grecia, Sicilia e Roma, ascoltando centinaia di volte “Sgt. Pepper&#8217;s Lonely Hearts Club Band&#8221; nel suo walkman, scrive il suo romanzo più famoso e allo stesso tempo una rara avis nella sua produzione: <strong>Norwegian Wood</strong> (uscito per la prima volta in Italia con il titolo <strong>“Tokyo Blues”</strong>). Un romanzo atipico perchè Murakami, che con le sue precedenti opere dalle atmosfere oniriche aveva già raggiunto lo status scrittore di culto, decide di mettersi alla prova con un romanzo mainstream.<br />
Una bieca operazione di marketing quindi? Decisamente no, solo la conferma che un grande scrittore, che possieda una propria voce ben definita, può scrivere quello che vuole.<br />
Norwegian Wood è una storia d’amore, che inizia con un prologo dal sapore proustiano, dove la madeleine è “Norwegian Wood”, l’omonimo brano dei Beatles, che ascoltato su un volo Lufthansa, risveglia nel protagonista Toru Watanabe il ricordo di Naoko, la ragazza che aveva amato venti anni prima. La storia vera e propria è poi un lungo flashback ambientato in quel periodo, il Giappone alla fine degli anni ‘60, un&#8217;epoca in cui i protagonisti erano poco più che diciottenni e appena iscritti all’università. All’inizio della storia incontriamo Watanabe bloccato in una sorta di inerzia esistenziale: trasferitosi a Tokyo per frequentare l&#8217;università frequenta le lezioni senza alcun interesse particolare, finché non incontra Naoko, la fidanzata del suo unico amico Kizuki, morto suicida anni prima. Attraverso lunghissime passeggiate per le strade di Tokyo tra i due nascerà un rapporto sospeso tra l’amore di Watanabe per Naoko e i gravissimi problemi psicologici di lei, che non le permetteranno di ricambiarlo pienamente. Nel rispetto di uno dei canoni del genere c’è anche un’altra ragazza, Midori: solare, estroversa e sfacciata, probabilmente il personaggio più positivo del romanzo (oltre a essere terribilmente divertente). Ma non aspettatevi il classico triangolo, così come non aspettatevi una risolutiva scelta finale. O un finale rassicurante e ben definito in generale.</p>
<p style="text-align: justify">Watanabe è un tipico protagonista murakamiano, tanto indifferente agli eventi che lo circondano &#8211; in questo caso le rivolte studentesche degli anni ’60 &#8211; quanto profondamente concentrato su sé stesso, su i propri sentimenti: la sua crescita, alla fine, avverrà tramite l’incontro con l’amore, la malattia e la morte. Proprio questi ultimi sono temi altrettanto fondamentali di &#8220;Norwegian Wood&#8221;: tutto il romanzo è attraversato da una vena patologica che tocca ogni personaggio e alla fine i protagonisti si divideranno tra coloro che riusciranno a affrontare il <em>mal de vivre</em> e chi ne verrà sopraffatto.<br />
Un&#8217;attenzione particolare merita anche la descrizione dell’aspetto sessuale. Murakami usa tutte le sfumature a disposizione: i rapporti sessuali in &#8220;Norwegian Wood&#8221; possono essere così psicologicamente violenti da corrompere i personaggi ma anche gesti connotati da un estrema spensieratezza, specialmente la masturbazione (tema ricorrente in tutta l’opera dello scrittore); Murakami sfugge da qualsiasi visione moralistica dell’argomento, senza però cercare in alcun modo la trasgressione. La sensazione che ne deriva è quella di un’estrema naturalezza.</p>
<p><strong>&#8220;Norwegian Wood. Tokio Blues&#8221;</strong> di Haruki Murakami<a href="http://www.amazon.it/gp/product/880618315X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880618315X" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>titolo originale: &#8220;Noruwei no mori&#8221;</p>
<p>edito da Einaudi</p>
<p>pp. 379  &#8211;  euro 12</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/simone.ruffa" target="_blank">Recensione di Simone Ruffa</a></p>
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