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	<title>Scritti da Voi &#187; milano | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221; di Hans Tuzzi (Bollati Bolinghieri)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 13:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo giallo di Tuzzi “Il Trio dell’arciduca” è davvero entusiasmante e non è un Melis. Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra. Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore. Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="compra &quot;Il Trio dell'arciduca&quot; di Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/417K-sOC9eL._SY445_.jpg" alt="bollati boringhieri hans tuzzi trio dell'arciduca" width="190" height="292" /></a>Il nuovo giallo di Tuzzi <strong>“Il Trio dell’arciduca”</strong> è davvero entusiasmante e non è un <em>Melis.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, nei luoghi e nei mezzi utilizzati per gli spostamenti tanto sono ben studiati e collocati. Un testo di spionaggio storico ben congegnato e dalla perfetta architettura che aggiunge valore alla già raffinata abilità del nostro romanziere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuzzi ha saputo creare un nuovo personaggio che rivive e si muove nell’atmosfera del tempo riprodotta da una prosa sapiente e ben orchestrata che come su un palcoscenico propone lo spirito del periodo carico di tensioni, di intrighi, di lotte intestine dentro e fuori il fragile colosso dai piedi d’argilla che era l’Impero austro ungarico e le lotte tra le etnie di quel crogiuolo che da sempre sono stati i Balcani. Esce, quando si dice il caso, proprio in ricorrenza del centenario dello scoppio del conflitto e quando ancora una volta le rivalità etniche risuonano nuovamente in quell’area che ancora non pare abbia trovato una propria identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Tuzzi, mi auguro che sia solo l’inizio di una lunga serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221;</strong> di Hans Tuzzi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bollati Bolinghieri</p>
<p>pp. 158  &#8211;  euro 14,90</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/salvina-pizzuoli/" target="_self">Recensione di Salvina Pizzuoli</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>&#8220;Due di due&#8221; di Andrea De Carlo (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 13:08:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Due di due&#8221; è un romanzo di Andrea De Carlo. Filo centrale della trama è la storia dell’amicizia tra due ragazzi molto diversi l’uno dall’altro, eppure per molti versi simili (come accade per molti legami nati sui banchi di scuola). Uno è Mario, l&#8217;io narrante, l’altro Guido Laremi. Il primo è perennemente indeciso e un po’ impacciato, Guido invece è un giovane carismatico e impulsivo ma anche problematico e a tratti apatico. La scuola finisce ma il legame tra i due resta vivo: siamo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Ad unirli c’è in primo luogo la riluttanza per il posto in cui vivono, la conformista Milano. Il loro rapporto si basa su un equilibrio tacito: Guido è il trascinatore, Mario lo accetta senza giudicarlo. L’inizio del libro a dire il vero fa un po’ fatica a decollare ma poi la storia si fa più avvincente e la narrazione coinvolge pagina dopo pagina, dal racconto del viaggio in Grecia a quello della dura vita di campagna fino all’odissea di Guido per vedere pubblicato il suo romanzo. Credo che l’opinione su questo libro dipenda molto dall’età e dal momento della vita che si attraversa quando lo si legge: chi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845234428/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845234428&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3069" title="compra &quot;Due di due&quot; di Andrea De Carlo (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Due-di-due-copertina.jpg" alt="bompiani due di due de carlo andrea" width="190" height="294" /></a>“Due di due&#8221;</strong> è un romanzo di <em>Andrea De Carlo</em>. Filo centrale della trama è la storia dell’amicizia tra due ragazzi molto diversi l’uno dall’altro, eppure per molti versi simili (come accade per molti legami nati sui banchi di scuola). Uno è Mario, l&#8217;io narrante, l’altro Guido Laremi. Il primo è perennemente indeciso e un po’ impacciato, Guido invece è un giovane carismatico e impulsivo ma anche problematico e a tratti apatico. La scuola finisce ma il legame tra i due resta vivo: siamo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Ad unirli c’è in primo luogo la riluttanza per il posto in cui vivono, la conformista Milano. Il loro rapporto si basa su un equilibrio tacito: Guido è il trascinatore, Mario lo accetta senza giudicarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inizio del libro a dire il vero fa un po’ fatica a decollare ma poi la storia si fa più avvincente e la narrazione coinvolge pagina dopo pagina, dal racconto del viaggio in Grecia a quello della dura vita di campagna fino all’odissea di Guido per vedere pubblicato il suo romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che l’opinione su questo libro dipenda molto dall’età e dal momento della vita che si attraversa quando lo si legge: chi è troppo giovane faticherà ad identificarsi con il ritratto psicologico dettagliato e sfaccettato che l’autore fa dei due protagonisti, così come chi è troppo avanti con l’età. Chi ha tra i venti e i trenta anni non è né eccessivamente ingenuo né troppo rassegnato per immedesimarsi in quei timori, in quelle sensazioni, in quelle palpitazioni e in tutti gli stati d’animo che trasudano dalle pagine di <em>&#8220;Due di due&#8221;</em>. In caso contrario si perde il senso di questo romanzo (De Carlo del resto non è famoso per le pindariche costruzioni letterarie e se non si apprezza il suo sforzo descrittivo a livello introspettivo difficilmente questo libro entrerà nell’elenco dei testi da consigliare).</p>
<p style="text-align: justify;">Se non si entra nell’ottica di questa psicologia, anche il finale può apparire banale: e invece ciò che si dovrebbe cogliere è l’inversione parziale dei ruoli. Mario smette di farsi trascinare e comprende in maniera autonoma e determinata quale direzione dare alla sua vita; Guido invece non riesce a trovare quello che cerca neppure girando il mondo intero. Il primo fa un viaggio nel tempo, trasferendosi in campagna e adeguandosi alla vita rurale; il secondo invece esplora il mondo ma resta in un certo senso fermo sui suoi passi. I due giovani diventano uomini seguendo percorsi diversi che però li conducono ad incontrarsi di nuovo. E il seguito viene raccontato nel seguito di questo romanzo, dal titolo <em>“Di noi tre”</em>, dove, ovviamente, la new entry è una donna che compromette l’amicizia storica tra Mario e Guido “<em>perché tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #993300;">.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Due di due&#8221;</strong> di Andrea De Carlo<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845234428/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845234428&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 389  &#8211;  euro 10,50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessandra-de-angelis/" target="_self">Recensione di Alessandra De Angelis</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Le mille luci di New York&#8221; di Jay McInerney (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 21:05:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Milano degli aperitivi, delle modelle, dei businessmen stressati e cocainomani nella sua versione originale, a New York, negli anni ’80. Un libro breve e disincantato, scritto da un trentenne di allora, che fotografa la vita e la confusione di una generazione di giovani americani alle prese con un sogno diventato realtà: soldi, potere, protagonismo e neanche una minaccia all’orizzonte. Tutto quello per cui avevano tanto lavorato generazioni di genitori precedenti, oneste e fiduciose, ma decisamente poco trasgressive. Ora i figli sono al centro del mondo e si accontenterebbero di approfittarne ma ci sono degli effetti collaterali che nessuno aveva preso in considerazione: essere diventati belli ricchi e intelligenti di botto e tutti insieme, rende tutti sostituibili, tutti perdenti nei confronti di qualcun altro, tutti abbandonati da qualcuno, tutti in cerca di qualcuno che non troveranno mai perché sta cercando qualcun altro di migliore. In una girandola di situazioni scenografiche, uffici di vetro, capi impietosi, mogli bellissime, tizie rasate, divorzi, alcol, droga e locali trendy, non c’è più niente da costruire ma solo colpi da parare mentre si cerca di sopravvivere tra una gratificazione e l’altra, cercando di ignorare il senso di inadeguatezza e il “senso di morte strisciante” che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845243672/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845243672&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2401" title="le mille luci di new york jay mcinerney bompiani " src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/mille-luci.jpg" alt="bompiani mcinerney jay mille luci new york" width="190" height="294" /></a>La Milano degli aperitivi, delle modelle, dei businessmen stressati e cocainomani nella sua versione originale, a New York, negli anni ’80.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro breve e disincantato, scritto da un trentenne di allora, che fotografa la vita e la confusione di una generazione di giovani americani alle prese con un sogno diventato realtà: soldi, potere, protagonismo e neanche una minaccia all’orizzonte. Tutto quello per cui avevano tanto lavorato generazioni di genitori precedenti, oneste e fiduciose, ma decisamente poco trasgressive.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora i figli sono al centro del mondo e si accontenterebbero di approfittarne ma ci sono degli effetti collaterali che nessuno aveva preso in considerazione: essere diventati belli ricchi e intelligenti di botto e tutti insieme, rende tutti sostituibili, tutti perdenti nei confronti di qualcun altro, tutti abbandonati da qualcuno, tutti in cerca di qualcuno che non troveranno mai perché sta cercando qualcun altro di migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">In una girandola di situazioni scenografiche, uffici di vetro, capi impietosi, mogli bellissime, tizie rasate, divorzi, alcol, droga e locali trendy, non c’è più niente da costruire ma solo colpi da parare mentre si cerca di sopravvivere tra una gratificazione e l’altra, cercando di ignorare il senso di inadeguatezza e il <em>“senso di morte strisciante”</em> che si fa sempre più forte, specialmente quando si è fatti, sono le 6 di una mattina lavorativa e manca solo un’ora al prossimo licenziamento in tronco.</p>
<p style="text-align: justify;">Difficile anche cercare di capire la verità su sé stessi, decidere cosa ci piace e prendere le distanze da questo mondo, perché improvvisamente ci si accorge che non ne è rimasto nessun altro. E il senso di morte strisciante rimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora tutti a tornare di corsa dalla mamma vedova, sperando che si prenda qualche responsabilità e che ci confermi che è tutta colpa della nostra infanzia difficile. Ma lei, che sta morendo davvero, dirà che va tutto bene e che così è la vita, lasciandoci soli a finire una civiltà dal passato glorioso e dal futuro oramai consumato per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le mille luci di New York&#8221;</strong> di Jay McInerney<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845243672/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845243672&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 158  &#8211;  euro 8</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://loredanademichelis.blogspot.com" target="_blank">Recensione di Loredana de Michelis</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>“Vanagloria” di Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 01:21:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si apre con la notizia di una morte, si chiude tra i guaiti di un cane con una morte annunciata: non è un giallo, ma il primo romanzo di Hans Tuzzi apprezzato giallista e bibliofilo che con “Vanagloria” si realizza in modo esemplare come romanziere. Era prevedibile che la vena narrativa di chi ha fatto del proprio scrivere in giallo una produzione letteraria raffinata, si compisse in un romanzo vero e proprio. A volte, leggendo opere narrative, capita di riscontrare in esse una perfetta consonanza al reale tanto sono precisamente tratteggiate, quasi gli assomigliassero in modo speculare. Viene allora da chiedersi quanto in un romanzo è invenzione e quanto corrisponde a situazioni già verificate o perfino anticipate, indovinate o intuite dall’autore. Ma il romanzo di Hans Tuzzi, scritto tra il 2006 e il 2010, va oltre; la società di Paneropoli, evidente richiamo a Milano, da panèra o città del formaggio come l’aveva chiamata Ugo Foscolo in modo evidentemente spregiativo, è sapientemente raffigurata, nei due anni imprecisati della prima decade del ventunesimo secolo che fanno da sfondo alle vicende, scoperchiandone il vuoto senza ipocrita cecità; è uno specchio in cui si deve finalmente guardare. A una scrittura elegante, policroma, piena di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8833922308/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8833922308&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2378" title="vanagloria hans tuzzi bollati boringhieri" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/copertina-vanagloria.jpg" alt="bollati boringhieri hans tuzzi vanagloria" width="190" height="290" /></a>Si apre con la notizia di una morte, si chiude tra i guaiti di un cane con una morte annunciata: non è un giallo, ma il primo romanzo di Hans Tuzzi apprezzato giallista e bibliofilo che con <strong>“Vanagloria”</strong> si realizza in modo esemplare come romanziere. Era prevedibile che la vena narrativa di chi ha fatto del proprio scrivere in giallo una produzione letteraria raffinata, si compisse in un romanzo vero e proprio.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">A volte, leggendo opere narrative, capita di riscontrare in esse una perfetta consonanza al reale tanto sono precisamente tratteggiate, quasi gli assomigliassero in modo speculare. Viene allora da chiedersi quanto in un romanzo è invenzione e quanto corrisponde a situazioni già verificate o perfino anticipate, indovinate o intuite dall’autore. Ma il romanzo di <em>Hans Tuzzi</em>, scritto tra il 2006 e il 2010, va oltre; la società di Paneropoli, evidente richiamo a Milano, da panèra o città del formaggio come l’aveva chiamata Ugo Foscolo in modo evidentemente spregiativo, è sapientemente raffigurata, nei due anni imprecisati della prima decade del ventunesimo secolo che fanno da sfondo alle vicende, scoperchiandone il vuoto senza ipocrita cecità; è uno specchio in cui si deve finalmente guardare.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">A una scrittura elegante, policroma, piena di lingue e di linguaggi, cui ci aveva abituato nelle opere precedenti, l’autore aggiunge in <em>“Vanagloria”</em> il pregio dell’analisi cruda e lucida di una società in degrado il cui fine è il potere per il potere e dove la cultura è merce di scambio, valore aggiunto per realizzare quel fine. Una società resa sterile e smarrita dietro velleitari e millantati ruoli elitari, alla ricerca di un fine effimero, dove tutto ha un prezzo, anche l’amore che come l’amicizia e la solidarietà perdono le loro caratteristiche e acquistano quelle di mercanzia, mentre gli intrighi e i percorsi per realizzare il profitto e la soddisfazione personale diventano le uniche prospettive.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Una variegata e fantasmagorica carrellata di personaggi del mondo che conta si presenta al lettore, spettatore della tragedia che si consuma sotto i suoi occhi, spogliata e doppia nella facciata perbenista che ne copre la dissoluzione interiore; la progenie, vuota e qualunquista, non disdegna di seguirne le orme precocemente. Tra i vanagloriosi qualcuno si salva come nella galleria delle figure femminili, sicuramente meno negative di quelle maschili. Anche la prosa sottolinea, nel suo essere corrosiva e acida, la natura degli uomini che si muovono all’interno del romanzo; un romanzo difficile, ma che si legge d’un fiato, quasi il lettore volesse conoscere il destino che lo attende come spettatore disincantato di un mondo senza eroi e senza possibilità di sopravvivenza. Un romanzo colto, denso, che non presuppone riletture nonostante la ridda di personaggi le cui vicende si intrecciano e si combinano; è un mondo piccolo quello in cui ciascuno di loro, con la propria professione e il proprio ruolo si muove.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Se si vuole intravedere un messaggio tra le righe del romanzo,  è sicuramente un raffinato messaggio, ma ci si può ravvisare anche un monito? Una società senza una cultura da tramandare è una società sterile che va solo verso una morte solitaria?</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Al lettore-spettatore il compito di interpretare l’impianto immaginifico che l’autore ha saputo magistralmente costruire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Come in <em>“Vanagloria”</em> anche in <em>“Morte di un mecenate americano”</em> Tuzzi tocca, da un punto di vista parallelo, il medesimo tema; nell’interessante biografia romanzata del magnate J.P. Morgan, è tratteggiata infatti non solo la sensibilità del protagonista ma anche lo spirito di una società: i potenti e facoltosi mettono a disposizione il loro denaro per la ricerca dell’opera d’arte, patrimonio dell’umanità oltre che personale, da tramandare e conservare; filantropi oltre che cultori. Il titolo emblematico dell’articolo comparso sul Sole 24Ore (domenica 10/2/2013) <em>“JP Morgan il Magnifico”</em> dello stesso Tuzzi, assegna infatti al magnate americano il ruolo di un mecenate cinquecentesco. Nella biografia fa da sfondo una società di fine Ottocento, in <em>“Vanagloria”</em> quella attuale, persa e deprivata del valore della conoscenza, dove invece i facoltosi orientano i propri interessi in altri campi o scelgono di legare il proprio nome a opzioni  culturali solo per l’appannaggio che possono offrire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La cultura, intesa come bene, è sicuramente un argomento che preme molto all’autore; e come dargli torto, soprattutto in tempi come quelli che viviamo?</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 14px; line-height: normal; font-family: 'Lucida Grande'; min-height: 17px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Vanagloria&#8221;</strong> di Hans Tuzzi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8833922308/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8833922308&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Bollati Boringhieri</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 451  &#8211;  euro 17,50</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 14px; line-height: normal; font-family: 'Lucida Grande'; min-height: 17px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Recensione di Salvina Pizzuoli</span></div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 14px; line-height: normal; font-family: 'Lucida Grande'; min-height: 17px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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