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	<title>Scritti da Voi &#187; minimum fax | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Undici solitudini&#8221; di Richard Yates (Minimum Fax)</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 16:58:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande. Non è il caso di &#8220;Undici solitudini&#8221; dello statunitense Richard Yates. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta. I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, Il regalo della maestra, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3118" title="compra &quot;Undici solitudini&quot; di Richard Yates (Minimum Fax)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788875210885g.jpg" alt="minimum fax undici solitudini richard yates" width="190" height="318" /></a>Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il caso di <strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> dello statunitense <em>Richard Yates</em>. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, <em>Il regalo della maestra</em>, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, rigido ma in grado di mostrare la verità della letteratura ai suoi lettori e snobbato in favore di autori alla mano privi di un messaggio da veicolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa con uno stile implacabile, scorrevole, preciso, in cui il periodo è lavorato con la cura piana di un artigiano, senza la barocca preziosità dell’orafo e più dalle parti dell’orologiaio: la scrittura è funzionale, ogni vite o ingranaggio è lì per muovere il meccanismo silenzioso della storia e non potrebbe altrimenti, pena la staticità dei personaggi nello spazio psicologico della pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo<em> Undici solitudini </em>appare chiaro quanto Raymond Carver debba a Yates in termini di costruzione dei racconti, di strutturazione di una prosa così solida e ferma da reggersi in piedi come un lavoro di architettura. Yates è pulito, sa dosarsi, quando esagerare e trascinare nel vivo del racconto il lettore, mettendo a nudo un personaggio nel giro di una riga. Basta guardare come descrive, attraverso il linguaggio del corpo, l’ansia sociale del piccolo Vincent nel racconto d’apertura <em>Il dottor Geco</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie brevi sono un mezzo a sè, un raro caso di forma che detta il contenuto. Gli scrittori di storie brevi non sono romanzieri, i romanzieri non sanno necessariamente scrivere bei racconti. Accade talvolta che le due figure si sovrappongano. Richard Yates è uno dei pochi in cui questa sovrapposizione è totale. Yates maneggia la forma romanzo con la stessa abilità con cui si destreggia tra gli spazi angusti del racconto breve. Il più famoso <em>Revolutionary Road</em> ma anche i meno noti <em>Una buona scuola </em>o <em>Easter Parade</em> hanno in nuce la stessa potenza dei racconti presenti in questo libro. Anche i temi sono gli stessi: lo scrittore batte sui tasti che più gli sono congeniali, il senso distorto di <em>Americana</em>, le relazioni familiari &#8211; mai soddisfacenti e spesso distruttive &#8211; e il desiderio di fuga, a ogni età.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> di Richard Yates<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Minimum Fax</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 257  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Dieci dicembre&#8221; di George Saunders (Minimum Fax)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2013 15:08:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per gli amanti delle short stories, cioè i racconti (una distinzione questa che prima o poi dovrà pur cadere in disuso considerato che fissa un discrimine arbitrario e tutto sommato irrilevante in termini letterari), George Saunders è qualcosa di più di un semplice scrittore. È un faro. Un maestro, nella sua accezione più ampia e limpida. Nelle sue pagine, in ogni sua storia, c’è un prezioso distillato del mondo di oggi. Deformato, amplificato, adattato, stiracchiato in ogni modo, fino a renderlo a tratti irriconoscibile. Eppure è lì, sordido, dolorante, che pulsa tra una riga e l’altra: tu-tum, tu-tum, tu-tum. Un filino inquietante? Esattamente come le storie di Saunders. Non tutte per carità. Anzi, non manca chi si ostina a ritenerlo un autore “divertente”, “bizzarro”, “spassoso” finanche, come si legge dagli strilli entusiastici in quarta di copertina. Ma la verità è che Saunders, anche quando mette in scena situazioni comiche o surreali, non manca mai di lasciar sottotraccia, malcelata, una vena di struggente malinconia e amarissimo disincanto per come girano le cose nel mondo. Quella di Saunders è, in fin dei conti, un’umanità dolente, una schiera di comprimari che fanno della loro mediocrità e ignavia uno stereotipo dell’antieroe moderno. Spesso l’idea guida [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875215197/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875215197&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2909" title="compra &quot;Dieci Dicembre&quot; di George Saunders (Minimum Fax)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/12/Saunders_10Dicembre.jpg" alt="minimum fax saunders george dieci dicembre" width="190" height="258" /></a>Per gli amanti delle short stories, cioè i racconti (una distinzione questa che prima o poi dovrà pur cadere in disuso considerato che fissa un discrimine arbitrario e tutto sommato irrilevante in termini letterari), <em>George Saunders</em> è qualcosa di più di un semplice scrittore. È un faro. Un maestro, nella sua accezione più ampia e limpida. Nelle sue pagine, in ogni sua storia, c’è un prezioso distillato del mondo di oggi. Deformato, amplificato, adattato, stiracchiato in ogni modo, fino a renderlo a tratti irriconoscibile. Eppure è lì, sordido, dolorante, che pulsa tra una riga e l’altra: tu-tum, tu-tum, tu-tum.</p>
<p style="text-align: justify;">Un filino inquietante? Esattamente come le storie di Saunders.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutte per carità. Anzi, non manca chi si ostina a ritenerlo un autore “divertente”, “bizzarro”, “spassoso” finanche, come si legge dagli strilli entusiastici in quarta di copertina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la verità è che Saunders, anche quando mette in scena situazioni comiche o surreali, non manca mai di lasciar sottotraccia, malcelata, una vena di struggente malinconia e amarissimo disincanto per come girano le cose nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella di Saunders è, in fin dei conti, un’umanità dolente, una schiera di comprimari che fanno della loro mediocrità e ignavia uno stereotipo dell’antieroe moderno. Spesso l’idea guida dei suoi racconti – sempre una spanna sopra alla media quanto ad originalità ed invenzione – è proprio il ritrovarsi ad essere cavie da laboratorio in un sistema dispotico nel quale l’allegoria di un manipolo di avidi benestanti che tiene in scacco il resto della popolazione è servita su un piatto d’argento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che cambia in questa raccolta rispetto ai precedenti lavori (peraltro probabilmente superiori quanto a fascino narrativo) è che stavolta Saunders sembra rinunciare all’ambientazione distopica per avvicinarsi di più al mondo reale. L’effetto, intendiamoci, è tutt’altro che rassicurante, perché il guizzo creativo è sempre in agguato e lascia ancora più senza fiato, proprio perché più inaspettato. Come nell’inquietante racconto centrale <em>“Le ragazze Semplica”</em> o nell’allucinante <em>“Fuga dall’Aracnotesta”</em>, quest’ultimo un vero pugno nello stomaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei racconti di Saunders, in ogni caso, ogni storia fa storia a sé. Anche perché linguaggio, stile, registro e ambientazione cambiano con estrema facilità. Ogni volta quindi ci si tuffa in un nuovo mondo, assistendo di solito in apnea al suo avvilente sgretolarsi. Si riemerge storditi. Ma con la sola voglia di tuffarsi di nuovo.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Dieci dicembre&#8221;</strong> di George Saunders<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875215197/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875215197&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Minimum Fax</p>
<p>pp. 222 &#8211; euro 15</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giuseppe-de-marco/" target="_self">Recensione di Giuseppe De Marco</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>&#8220;Sofia si veste sempre di nero&#8221; di Paolo Cognetti (Minimum Fax)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2013 14:48:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono libri che si tengono lì, sotto lo sguardo per giorni, settimane a volte, fino a quando sono loro a dirci quando essere letti. Ecco, con questo libro mi è successo proprio questo! Sofia si veste sempre di nero è un libro particolare, una serie di racconti con i quali si ripercorre la vita sregolata della protagonista, che vive in modo precario la sua vita, con cinismo e senza paura, almeno in apparenza. Non so dire se alla fine Sofia mi sia simpatica o meno, non sono riuscita ad inquadrarla a pieno; ma è una di quelle persone che se le incontri per strada non riesci a smettere di guardare. Cognetti con la sua scrittura ha fatto proprio questo, ci ha portati nella vita di Sofia senza entrarci ed esserne di intralcio, come se la stessimo spiando. Quando il libro finisce un po’ ti manca e ti chiedi cosa stia facendo, cosa ha fatto della sua squattrinata vita e se è riuscita a trovare quell’equilibrio che fin dalla nascita le mancava. &#8220;Sofia si veste sempre di nero&#8221; di Paolo Cognetti edito da Minimum Fax pp. 203  &#8211;  euro 14 Recensione di Giusy di Lillo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875214409/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875214409&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2653" title="sofia si veste sempre di nero paolo cognetti minimum fax" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/images.jpg" alt="cognetti sofia si veste minimum fax" width="190" height="259" /></a>Ci sono libri che si tengono lì, sotto lo sguardo per giorni, settimane a volte, fino a quando sono loro a dirci quando essere letti. Ecco, con questo libro mi è successo proprio questo! Sofia si veste sempre di nero è un libro particolare, una serie di racconti con i quali si ripercorre la vita sregolata della protagonista, che vive in modo precario la sua vita, con cinismo e senza paura, almeno in apparenza. Non so dire se alla fine Sofia mi sia simpatica o meno, non sono riuscita ad inquadrarla a pieno; ma è una di quelle persone che se le incontri per strada non riesci a smettere di guardare. <em>Cognetti</em> con la sua scrittura ha fatto proprio questo, ci ha portati nella vita di Sofia senza entrarci ed esserne di intralcio, come se la stessimo spiando. Quando il libro finisce un po’ ti manca e ti chiedi cosa stia facendo, cosa ha fatto della sua squattrinata vita e se è riuscita a trovare quell’equilibrio che fin dalla nascita le mancava.</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
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<div><strong>&#8220;Sofia si veste sempre di nero&#8221;</strong> di Paolo Cognetti<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875214409/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875214409&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Minimum Fax</div>
<div>pp. 203  &#8211;  euro 14</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
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<div>Recensione di Giusy di Lillo</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
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		<title>&#8220;Nel paese della persuasione&#8221; di George Saunders (Minimum Fax)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 08:53:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quanti giorni, mesi o anni ci vorrebbero per una persona normale per immaginare una storia in cui una barretta di cioccolato si trasforma in un essere supremo al comando di una improbabile coalizione di patatine, panini giganti e poltiglie umane? Oppure le tragicomiche vicende di genitori insoddisfatti della maschera facciale parlante da applicare al proprio bebè per simulare un’interazione verbale col neonato? Difficile dirlo. Quel che è certo è che a George Saunders, uno dei più intriganti ed immaginifici autori di short stories degli Stati Uniti, questo genere di follie fanta-distopiche riesce alla perfezione. Un autore capace come pochi di dare vita ad universi paralleli, sempre vagamente schizofrenici, nei quali comicità, fantascienza e denuncia sociale si amalgamano in un’alchimia di magistrale equilibrio. Il bersaglio preferito di Saunders è la società americana (ma il discorso, inutile dirlo, si adatta fin troppo bene anche da noi): i suoi paradossi, i suoi deliri, la sua onnipotenza così cinica e fragile al tempo stesso. Un mondo che sotto la sua penna si trasforma in un’alienata e allucinata parodia dei tempi presenti con l’umanità ridotta a tragicomica macchietta, asservita a desideri e bisogni etero diretti e spogliata di ogni capacità di discernimento. Il fil rouge [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875212600/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875212600&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2276" title="nel paese della persuasione george saunders minimum fax" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/nel-paese-della-persuasione.jpg" alt="minimum fax nel paese della persuasione saunders george" width="190" height="279" /></a>Quanti giorni, mesi o anni ci vorrebbero per una persona normale per immaginare una storia in cui una barretta di cioccolato si trasforma in un essere supremo al comando di una improbabile coalizione di patatine, panini giganti e poltiglie umane? Oppure le tragicomiche vicende di genitori insoddisfatti della maschera facciale parlante da applicare al proprio bebè per simulare un’interazione verbale col neonato?</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Difficile dirlo. Quel che è certo è che a <em>George Saunders</em>, uno dei più intriganti ed immaginifici autori di short stories degli Stati Uniti, questo genere di follie fanta-distopiche riesce alla perfezione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un autore capace come pochi di dare vita ad universi paralleli, sempre vagamente schizofrenici, nei quali comicità, fantascienza e denuncia sociale si amalgamano in un’alchimia di magistrale equilibrio.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il bersaglio preferito di Saunders è la società americana (ma il discorso, inutile dirlo, si adatta fin troppo bene anche da noi): i suoi paradossi, i suoi deliri, la sua onnipotenza così cinica e fragile al tempo stesso. Un mondo che sotto la sua penna si trasforma in un’alienata e allucinata parodia dei tempi presenti con l’umanità ridotta a tragicomica macchietta, asservita a desideri e bisogni etero diretti e spogliata di ogni capacità di discernimento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il <em>fil rouge</em> che lega l’opera di Saunders  (questa è la terza miscellanea di racconti pubblicata in Italia, cui si aggiunge una deliziosa favola per bambini e una brillante raccolta di reportage giornalistici) è sempre in qualche modo riconducibile al progressivo disfacimento del tessuto sociale, affettivo, familiare, quando non direttamente della psiche individuale. Uno sfaldamento che si lega alla progressiva perdita di qualsiasi capacità di discernimento, di critica e autocritica da parte di una società che l’autore descrive come inebetita e prona ai voleri di una élite dispotica.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma niente paura: questo scenario da incubo fa da ordito per una trama che si dipana attraverso i registri più diversi, virando facilmente dall’angusto al sarcastico, dall’orrido al comico vero e proprio, in un crescendo caleidoscopico che fa di ogni racconto un piccolo gioiello letterario.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Quello che resta dall’esperienza di lettura è una sensazione frastornante e appagante allo stesso tempo. E insieme un tarlo nella testa che risuona come monito: non rinunciare mai alla libertà.</div>
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<div><strong>&#8220;Nel paese della persuasione&#8221;</strong> di George Saunders<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875212600/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875212600&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Mnimum Fax</div>
<div>pp. 228  &#8211;  euro 15</div>
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<div><a href="http://www.facebook.com/giuseppe.demarco.58" target="_blank">Recensione di Giuseppe De Marco</a></div>
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		<title>&#8220;L&#8217;inconfondibile tristezza della torta al limone&#8221; di Aimee Bender (Minimum Fax)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 15:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se, al contrario di me, siete capaci di resistere alla tentazione di un bel titolo accattivante e articolato, cercherò di darvi qualche altro buon motivo per leggere &#8220;L’inconfondibile tristezza della torta al limone&#8221; di Aimee Bender. Quello che Rose Eldstein scopre il giorno del suo nono compleanno è che può esistere un modo insolito per conoscere l’animo delle persone, che passa attraverso il sapore del cibo che hanno preparato. Le basta assaggiare una fetta di torta al limone per leggervi dentro l’infelicità della madre bellissima e incostante, appena un boccone per distinguere chiaramente la rabbia dei biscotti del fornaio, o il grido implorante di un sandwich al prosciutto e formaggio che ha bisogno di essere amato. E non sembra esserci nessuno disposto a capire quale tormento sia per la piccola Rose dover convivere ogni giorno con un dono così ingombrante; nessuno capace di cogliere la sua richiesta di aiuto quando vorrebbe strapparsi dalla faccia quella bocca rivelatrice e maleducata. Nessuno tranne George (l’amico cervellone di suo fratello Joseph) e il distributore automatico a scuola, che diverrà un rifugio dove trovare conforto dentro la pallida inconsistenza delle merendine preconfezionate. Crescendo, Rose dovrà assistere, suo malgrado, alla recita quotidiana di una famiglia felice [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/05/inconfondibile-tristezza-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1734" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/05/inconfondibile-tristezza-2.jpg" alt="inconfondibile tristezza della torta al limone aimee bender minimum fax" width="190" height="258" /></a>Se, al contrario di me, siete capaci di resistere alla tentazione di un bel titolo accattivante e articolato, cercherò di darvi qualche altro buon motivo per leggere <strong>&#8220;L’inconfondibile tristezza della torta al limone&#8221;</strong> di <em>Aimee Bender</em>. Quello che Rose Eldstein scopre il giorno del suo nono compleanno è che può esistere un modo insolito per conoscere l’animo delle persone, che passa attraverso il <em>sapore</em> del cibo che hanno preparato. Le basta assaggiare una fetta di torta al limone per leggervi dentro l’infelicità della madre bellissima e incostante, appena un boccone per distinguere chiaramente la rabbia dei biscotti del fornaio, o il grido implorante di un sandwich al prosciutto e formaggio che ha bisogno di essere amato. E non sembra esserci nessuno disposto a capire quale tormento sia per la piccola Rose dover convivere ogni giorno con un dono così ingombrante; nessuno capace di cogliere la sua richiesta di aiuto quando vorrebbe <em>strapparsi dalla faccia</em> quella bocca rivelatrice e maleducata. Nessuno tranne George (l’amico cervellone di suo fratello Joseph) e il distributore automatico a scuola, che diverrà un rifugio dove trovare conforto dentro la pallida inconsistenza delle <em>merendine</em> preconfezionate.</div>
<div style="text-align: justify">Crescendo, Rose <em>dovrà</em> assistere, suo malgrado, alla recita quotidiana di una famiglia felice solo in apparenza, ingurgitandone i sentimenti più autentici dentro i pranzi e le cene a casa. Dovrà riuscire a perdonare la disattenzione della madre, a entrare nei silenzi misteriosi di Joseph, a scalfire l’impenetrabile e meticolosa routine dietro cui suo padre ha trovato rifugio. Dovrà ascoltare senza essere ascoltata, diventare grande, imparare ad amare, e riuscire a custodire i<em> segreti e i prodigi</em> che le si riveleranno di fronte agli occhi. Fino a scoprire un modo per fare del proprio dono un talento unico, che le permetterà di <em>trovare la sua strada</em>.</div>
<div style="text-align: justify">E non c’è da temere per il contenuto calorico di queste 332 pagine, perché di certo non vi faranno ingrassare. Ciò che resta – e che Aimee Bender ha saputo raccontare – è una storia che ci insegna quanto possa essere difficile accettare la sfida di essere <strong>speciali</strong>.</div>
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<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
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<div>&#8220;L&#8217;inconfondibile tristezza della torta al limone&#8221; di Aimee Bender<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875213623/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875213623" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Minimum Fax</div>
<div>pp. 332  &#8211;  euro 16,50</div>
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<div><a href="http://ilcassettodeicalzini.wordpress.com" target="_blank">Recensione di Veronica Giuffrè</a></div>
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<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
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