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	<title>Scritti da Voi &#187; mondadori | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Il pianeta del futuro&#8221; di Fred Pearce (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Feb 2014 16:40:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il pianeta del futuro” non è semplicemente un libro sulla demografia mondiale. E’ uno studio monumentale sulla storia della popolazione, che spiega molti avvenimenti, ideologie e cause alla base della situazione demografica attuale; ma il punto forte del saggio è il numero di dati raccolti, cifre statistiche e percentuali, che sono onnipresenti (senza per questo appesantire la lettura). Un resoconto così vero non si ottiene leggendo libri in biblioteca: Fred Pearce ha viaggiato per anni passando dalle fiammanti metropoli delle “Tigri Asiatiche” alle città decadute dell’Europa dell’Est, acoltando pareri di importanti demografi e ricercatori, ma non solo; le testimonianze che danno quel tocco di classe e realtà all’esposizione sono quelle di contadini, pescatori, abitanti delle baraccopoli, poveri vecchi in pensione e giovani donne in carriera. Il saggio non si occupa solo di mere cifre. Parla di tutte le problematiche connesse alla popolazione: contraccezione, invecchiamento, ruolo della donna, futuro del pianeta e possibili contromosse ai problemi mondiali, e in più sostenere un messaggio di tolleranza e rispetto della terra. Consiglio questo libro a chiunque, perché non è per niente noioso e mi ha fatto riflettere su un sacco di cose che prima davo per scontate, come per esempio la situazione generale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861597629/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861597629&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2993" title="compra &quot;Il Pianeta del Futuro&quot; di Fred Pearce (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina-Il-Pianeta-del-Futuro.jpg" alt="pianeta del futuro mondadori fred pearce" width="190" height="280" /></a></em><strong>“Il pianeta del futuro”</strong> non è semplicemente un libro sulla demografia mondiale. E’ uno studio monumentale sulla storia della popolazione, che spiega molti avvenimenti, ideologie e cause alla base della situazione demografica attuale; ma il punto forte del saggio è il numero di dati raccolti, cifre statistiche e percentuali, che sono onnipresenti (senza per questo appesantire la lettura). Un resoconto così vero non si ottiene leggendo libri in biblioteca: <em>Fred Pearce</em> ha viaggiato per anni passando dalle fiammanti metropoli delle <em>“Tigri Asiatiche”</em> alle città decadute dell’Europa dell’Est, acoltando pareri di importanti demografi e ricercatori, ma non solo; le testimonianze che danno quel tocco di classe e realtà all’esposizione sono quelle di contadini, pescatori, abitanti delle baraccopoli, poveri vecchi in pensione e giovani donne in carriera. Il saggio non si occupa solo di mere cifre. Parla di tutte le problematiche connesse alla popolazione: contraccezione, invecchiamento, ruolo della donna, futuro del pianeta e possibili contromosse ai problemi mondiali, e in più sostenere un messaggio di tolleranza e rispetto della terra. Consiglio questo libro a chiunque, perché non è per niente noioso e mi ha fatto riflettere su un sacco di cose che prima davo per scontate, come per esempio la situazione generale in Africa. Non è entusiasmante come un romanzo ma poco ci manca. Se volete avere un’idea del panorama demografico-economico-sociale mondiale attuale e perché no, ricevere una botta di ottimismo, questo è il libro giusto per voi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il pianeta del futuro&#8221;</strong> di Fred Pearce<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861597629/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861597629&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 302  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“L’arcobaleno della vita” di Richard Dawkins (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 16:01:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare” Richard Dawkins: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2981" title="compra &quot;L'arcobaleno della vita&quot; di Richard Dawkins (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg" alt="mondadori richard dawkins arcobaleno" width="190" height="289" /></a>La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Richard Dawkins</strong>: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana grazie a <em>“Il gene egoista”</em> (1976) e dal 2006 anche ateo più famoso del mondo grazie a <em>“L’illusione di Dio”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;arcobaleno della vita&#8221;</strong> di Richard Dawkins<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804472618/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804472618&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 299  &#8211;  euro 10</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Recensione di Giulio Quarta</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;amore graffia il mondo&#8221; di Ugo Riccarelli (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 11:13:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Premio Campiello 2013 annunciato a Ugo Riccarelli per il suo ultimo – purtroppo in tutti i sensi – romanzo “L’amore graffia il mondo”. Annunciato ma meritato. Un romanzo che non si dimentica: la scrittura è lineare, molto scorrevole. I personaggi sono tutti figli del proprio tempo e sono tanti. Ci si mette un po’ a familiarizzare con i nomi: la Maria, Delmo, la Luisa, l’Ada, l’Anita, Leone, Olmo, Severo. Signorina. Che è poi una locomotiva di straordinaria eleganza, ma è anche il nome che il padre ferroviere sceglie per la protagonista del romanzo. Una donna. Perché nonostante la presenza di molti maschi le donne hanno un ruolo ben preciso e fondamentale: gli uomini comandano, è vero – Delmo, per quanto progressista e antifascista, si impone sulle figlie, fino a costringere Signorina suo malgrado ad abbandonare al scuola; Mario picchia la moglie e parte per le guerre come si esce di casa per andare al bar… Sono però le donne che portano avanti la vita, sono loro che si rimboccano le mani e si prendono cura della famiglia. Poco importa se è la loro o quella dell’amica morta troppo presto: il loro posto è lì. Pratiche e solide. Riccarelli disegna l’italietta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/880461627X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880461627X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2935" title="compra &quot;L'amore graffia il mondo&quot; di Ugo Riccarelli (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/amoregraffiailmondo.jpg" alt="mondadori ugo riccarelli amore graffia il mondo" width="190" height="287" /></a>Premio Campiello 2013 annunciato a <em>Ugo Riccarelli</em> per il suo ultimo – purtroppo in tutti i sensi – romanzo <strong>“L’amore graffia il mondo”</strong>. Annunciato ma meritato.</p>
<p style="text-align: justify;">Un romanzo che non si dimentica: la scrittura è lineare, molto scorrevole. I personaggi sono tutti figli del proprio tempo e sono tanti. Ci si mette un po’ a familiarizzare con i nomi: la Maria, Delmo, la Luisa, l’Ada, l’Anita, Leone, Olmo, Severo. Signorina. Che è poi una locomotiva di straordinaria eleganza, ma è anche il nome che il padre ferroviere sceglie per la protagonista del romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una donna. Perché nonostante la presenza di molti maschi le donne hanno un ruolo ben preciso e fondamentale: gli uomini comandano, è vero – Delmo, per quanto progressista e antifascista, si impone sulle figlie, fino a costringere Signorina suo malgrado ad abbandonare al scuola; Mario picchia la moglie e parte per le guerre come si esce di casa per andare al bar…<br />
Sono però le donne che portano avanti la vita, sono loro che si rimboccano le mani e si prendono cura della famiglia. Poco importa se è la loro o quella dell’amica morta troppo presto: il loro posto è lì. Pratiche e solide.</p>
<p style="text-align: justify;">Riccarelli disegna l’italietta fascista  e quella degli anni immediatamente successivi che molti di noi si sono sentiti raccontare dai genitori e dai nonni.</p>
<p style="text-align: justify;">Bambini che giocano in cortile, la stazione come centro della vita, le terme frequentate da un noto politico, lo scorrere del tempo scandito dal passaggio del treno.</p>
<p style="text-align: justify;">Finché viene il giorno in cui le donne restano sole: “<em>nella casa dei ferrovieri la guerra s’era portata lontano i maschi della famiglia”. </em>Passa la guerra e il mondo non sarà più lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Signorina sta dalla parte di chi la guerra la subisce, la parte di chi vede sempre e solo il bastone e la proprio vita stravolta. La parte di chi la guerra non la vince mai, perché ha sempre da perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">E, terminato il conflitto, tornati a casa i fratelli, dovrà usare tutto il coraggio che le è rimasto per prendere in mano la propria vita senza rischiare di fare la fine di Ada, la sorella ribelle che per fuggire alla famiglia è finita sposa infelice di Mario.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tenacia e determinazione Signorina costruisce una propria famiglia, rinunciando di nuovo a parte dei suoi sogni. Continua a mortificarsi, ancora e ancora. Dopo che la famiglia le aveva imposto di smettere di studiare, dovrà rinunciare anche al proprio talento, alla gioia che le dà creare vestiti. Prima le difficoltà economiche, poi la malattia del figlio la porteranno – anche se ormai lontana dalla casa tra i binari e dall’esempio della madre – a mettere da parte i propri desideri, le proprie ambizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <em>“lei si sentiva appagata perché il suo amore era riuscito a risolvere tutte le difficoltà e a tenere insieme il mondo che adesso lei poteva, con soddisfazione, ammirare”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ l’amore ad essere, assieme a Signorina, il protagonista di questo romanzo. Quell’amore che sempre la sostiene quando <em>“un peso appena allontanato”</em> lascia il posto a <em>“un altro nuovo che già le stava graffiando la vita”</em>. Quell’amore che a lasciarlo fare, a saperlo assecondare, graffia sempre di più. Graffia il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coraggio di raccontare di andare controcorrente, raccontando una storia di sacrificio per amore, una storia di altri tempi, come non se ne raccontano più.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;amore graffia il mondo&#8221;</strong> di Ugo Riccarelli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/880461627X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880461627X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 219  &#8211;  euro 19</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/laura.novi.37?fref=ts" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Io che amo solo te&#8221; di Luca Bianchini (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2013 12:58:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Polignano a Mare. Fervono i preparativi per un matrimonio come tanti, con la preoccupazione per i dettagli, la voglia di renderlo indimenticabile, i pettegolezzi e le critiche dei vicini e dei parenti, la paura di dimenticare l&#8217;invito per qualcuno che poi si offende. In tutto questo però c&#8217;è un particolare importante: Mimì, il padre dello sposo, e Ninella, la madre della sposa, sono stati innamorati. Da giovani sono stati costretti a lasciarsi su pressioni della famiglia di Mimì e per tutti questi anni l&#8217;amore ha continuato a covare sotto la cenere senza mai spegnersi. Mimì e Ninella si sono fatti una famiglia, dei figli: lui è l&#8217;uomo più importante del paese e lei, ormai vedova, è ancora la più bella di Polignano. I contatti tra di loro per anni si sono limitati a occhiate fuggevoli in chiesa la domenica e poco più, sempre sotto l&#8217;occhio vigile di Matilde, la moglie di Mimì che in paese chiamano la First Lady, e dei paesani che conoscono la storia. Ora questo matrimonio li costringe, in qualche modo, a riallacciare un contatto. La storia è simpatica, a tratti divertente, con tanti personaggi e ci conduce al momento più importante del libro: il pranzo nuziale, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804630469/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804630469&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2777" title="io che amo solo te luca bianchini mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/41-KD23JRzL._.jpg" alt="bianchini mondadori amo solo te" width="190" height="286" /></a>Polignano a Mare. Fervono i preparativi per un matrimonio come tanti, con la preoccupazione per i dettagli, la voglia di renderlo indimenticabile, i pettegolezzi e le critiche dei vicini e dei parenti, la paura di dimenticare l&#8217;invito per qualcuno che poi si offende.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In tutto questo però c&#8217;è un particolare importante: Mimì, il padre dello sposo, e Ninella, la madre della sposa, sono stati innamorati.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Da giovani sono stati costretti a lasciarsi su pressioni della famiglia di Mimì e per tutti questi anni l&#8217;amore ha continuato a covare sotto la cenere senza mai spegnersi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Mimì e Ninella si sono fatti una famiglia, dei figli: lui è l&#8217;uomo più importante del paese e lei, ormai vedova, è ancora la più bella di Polignano.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I contatti tra di loro per anni si sono limitati a occhiate fuggevoli in chiesa la domenica e poco più, sempre sotto l&#8217;occhio vigile di Matilde, la moglie di Mimì che in paese chiamano la First Lady, e dei paesani che conoscono la storia.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ora questo matrimonio li costringe, in qualche modo, a riallacciare un contatto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La storia è simpatica, a tratti divertente, con tanti personaggi e ci conduce al momento più importante del libro: il pranzo nuziale, con le sue rivelazioni e i suoi colpi di scena.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La trama è forse un po&#8217; scontata ma sviluppata con leggerezza, magari un po&#8217; troppo buonista e con una visione un po&#8217; stereotipata dei matrimoni al sud.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>&#8220;Io che amo solo te&#8221;</em> è un libro per sorridere, con una scrittura fluida e un buon ritmo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Si sente forte il rumore del vento, l&#8217;odore del mare e, naturalmente, la passione che ancora consuma i due innamorati.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Con una domanda: l&#8217;amore offre una seconda opportunità?</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Io che amo solo te&#8221;</strong> di Luca Bianchini<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804630469/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804630469&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Mondadori</div>
<div>pp. 262  &#8211;  euro 16</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/antonio.marianantoni" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></div>
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<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
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		<title>&#8220;Fahrenheit 451&#8243; di Ray Bradbury (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2013 13:48:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Generalmente considerato come un grande classico del secolo moderno, osannato da critica e lettori, &#8220;Fahrenheit 451&#8243; si presenta, a mio avviso, come un libro noioso, lento e mal scritto. Il messaggio che lascia è vacuo, banale, moralistico e pone l&#8217;autore in una luce vagamente patetica. Ciò che vorrebbe veicolare è l&#8217;importanza della cultura per il genere umano e la sua presenza innata nella nostra vita, indicandoci che la voglia di conoscenza non necessita d&#8217;essere insegnata ma è propria dell&#8217;essere umano. In realtà, sembra di più che Bradbury abbia realizzato uno spaurito “Manifesto della letteratura” in difesa dai presunti attacchi dei nuovi mezzi di comunicazione, in particolare la televisione, presentata come una presenza invadente e lobotomizzante per tutto il romanzo. Le prime centoventi pagine sono probabilmente la parte peggiore, dopo il finale che non posso raccontare per non rovinarlo e mi soffermo quindi su questa prima parte. I personaggi sono piatti, senza il minimo spessore psicologico, soprattutto il protagonista sembra essere privo di carattere, di personalità, di ideali, infatti è influenzabile come una banderuola al vento. La ragazza che incontra si presenta come un deus ex machina nel più letterale e peggiore dei significati, ovvero come un personaggio platealmente calato nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804487712/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804487712&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2859" title="compra &quot;Fahrenheit 451&quot; di Ray Bradbury (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/Fahrenheit-451.jpg" alt="mondadori bradbury fahrenheit 451" width="190" height="249" /></a>Generalmente considerato come <em>un grande classico</em> del secolo moderno, osannato da critica e lettori, <strong>&#8220;Fahrenheit 451&#8243;</strong> si presenta, a mio avviso, come un libro noioso, lento e mal scritto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il messaggio che lascia è vacuo, banale, moralistico e pone l&#8217;autore in una luce vagamente patetica.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ciò che vorrebbe veicolare è l&#8217;importanza della cultura per il genere umano e la sua presenza innata nella nostra vita, indicandoci che la voglia di conoscenza non necessita d&#8217;essere insegnata ma è propria dell&#8217;essere umano. In realtà, sembra di più che Bradbury abbia realizzato uno spaurito <em>“Manifesto della letteratura”</em> in difesa dai presunti attacchi dei nuovi mezzi di comunicazione, in particolare la televisione, presentata come una presenza invadente e lobotomizzante per tutto il romanzo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Le prime centoventi pagine sono probabilmente la parte peggiore, dopo il finale che non posso raccontare per non rovinarlo e mi soffermo quindi su questa prima parte.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I personaggi sono piatti, senza il minimo spessore psicologico, soprattutto il protagonista sembra essere privo di carattere, di personalità, di ideali, infatti è influenzabile come una banderuola al vento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La ragazza che incontra si presenta come un deus ex machina nel più letterale e peggiore dei significati, ovvero come un personaggio platealmente calato nella vicenda senza nemmeno un tentativo di motivazione logica, semplicemente appare, fa quello che deve fare e scompare dalla vicenda.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I dialoghi sono terrificanti, sembrano un maldestro patchwork di monologhi preparati che i personaggi si limitano a snoccialarsi vicendevolmente in faccia, senza nemmeno la più pallida resa di reali reazioni umane.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Certo, si potrebbe obiettare che questo sia precisamente l&#8217;intento dell&#8217;autore, cioè di rendere i personaggi come vuoti e preparati solo a ripetere dei canovacci personali ma la cosa sembra poco credibile e comunque mal gestita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non c&#8217;è spazio per l&#8217;ambiguità di personaggi o situazioni perchè il minimo dubbio sull&#8217;identificazione di un qualunque personaggio viene immediatemente fugato dallo stesso che nel giro di tre righe di dialogo praticamente dice a chiare lettere “Io sono cattivo” o “Io sono buono” a differenza dei casi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Insomma, una delusione profonda, accentuata da un finale sbrigativo e insipido che lascia del libro un ricordo pessimo ma che data la banalità sbiadirà presto, fortunatamente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Della lettura resterà soltanto il rimpianto di un&#8217;idea originale rovinata da  un&#8217;esecuzione pessima. Chiaramente sconsigliato.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Fahrenheit 451&#8243;</strong> di Ray Bradbury<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804487712/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804487712&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Mondadori</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 210  &#8211;  euro 9</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
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		<title>&#8220;Il tempo di una canzone&#8221; di Richard Powers (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 13:07:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Richard Powers è un autore poco noto in Italia. Ed è un vero peccato (come lo è in tutti i casi nei quali autori meritevoli sono scalzati nelle preferenze dei lettori da altri il cui talento è più imperscrutabile dei misteri di Fatima). Perché questo letterato americano strappato alla fisica, suo primo amore, è uno scrittore di tale bravura che se anche pubblicasse la lista della spesa ne verrebbe fuori un’opera imperdibile. Siccome poi al nostro piace avventurarsi lungo sentieri impervi che affrontano di petto le grandi domande della modernità (di solito correlate gli effetti della scienza e della tecnologia sulle nostre vite), altro che lista della spesa: c’è solo da accomodarsi in poltrona e godersi appieno la lettura. In questo libro, probabilmente la sua opera migliore, Powers ci regala una struggente epopea della famiglia Storm. Un fisico ebreo tedesco sfuggito al nazismo, che si divide tra la passione per la musica classica e il sogno di infrangere i limiti della teoria della relatività; la moglie, nera di Philadelphia, che ha fatto del canto il motore della sua vita; i loro tre figli, tutti straordinariamente dotati per la musica, sebbene ciascuno destinato a confrontarsi con essa in forme diverse. Sullo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804595620/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804595620&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2676" title="il tempo di una canzone richard powers mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/07/il-tempo.jpg" alt="the time of our singing mondadori powers" width="190" height="295" /></a>Richard Powers è un autore poco noto in Italia. Ed è un vero peccato (come lo è in tutti i casi nei quali autori meritevoli sono scalzati nelle preferenze dei lettori da altri il cui talento è più imperscrutabile dei misteri di Fatima). Perché questo letterato americano strappato alla fisica, suo primo amore, è uno scrittore di tale bravura che se anche pubblicasse la lista della spesa ne verrebbe fuori un’opera imperdibile.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Siccome poi al nostro piace avventurarsi lungo sentieri impervi che affrontano di petto le grandi domande della modernità (di solito correlate gli effetti della scienza e della tecnologia sulle nostre vite), altro che lista della spesa: c’è solo da accomodarsi in poltrona e godersi appieno la lettura.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In questo libro, probabilmente la sua opera migliore, Powers ci regala una struggente epopea della famiglia Storm. Un fisico ebreo tedesco sfuggito al nazismo, che si divide tra la passione per la musica classica e il sogno di infrangere i limiti della teoria della relatività; la moglie, nera di Philadelphia, che ha fatto del canto il motore della sua vita; i loro tre figli, tutti straordinariamente dotati per la musica, sebbene ciascuno destinato a confrontarsi con essa in forme diverse. Sullo sfondo e tutto intorno, la guerra ancestrale tra bianchi e neri che fa da chiave di lettura dolorosa e scomoda di un secolo di storia americana, che è anche, come sempre, la storia di ciascuno di noi. Il tema del conflitto razziale è però solo uno dei tanti fili conduttori di una vicenda che tocca i più vari registri: dalla saga familiare al romanzo di formazione, dall’affresco sociale al romanzo storico.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E poi, soprattutto verrebbe da dire, la musica. Chiunque nella vita anche solo una volta abbia accarezzato un pianoforte o un qualunque strumento musicale, o abbia lasciato andare le proprie corde vocali al seguito di una melodia accattivante; o, più semplicemente, chiunque ami la musica in una qualunque delle sue infinite forme, troverà in questo libro uno dei più coinvolgenti, raffinati, lirici, emozionanti omaggi alla musica che siano mai stati scritti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma anche chi non avesse dimestichezza con le note si rassicuri. Come detto, il libro ha almeno un milione di altri motivi per essere apprezzato appieno.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In un mondo che ha scommesso sul colore della pelle con la stessa fiducia con la quale crede nel tempo come successione lineare di eventi, questo libro racconta la storia di una sfida impossibile <em>“al di là della razza, al di là del tempo”</em>. E lo fa con una grazia letteraria e una perfezione stilistica così elevate che, giunti alla fine delle oltre 800 pagine di questo piccolo grande capolavoro, si vorrebbe ritornare all’inizio e ricominciare da capo, perdendosi nella prosa di quello che è, semplicemente, uno dei migliori scrittori in circolazione.</div>
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<div>edito da Mondadori</div>
<div>pp. 835  &#8211;  euro 14</div>
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<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giuseppe-de-marco/" target="_blank">Recensione di Giuseppe De Marco</a></div>
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		<title>&#8220;Guida galattica per autostoppisti&#8221; di Adam Douglas (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 14:50:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima di tutto bisogna dire che questo è solo il primo dei libri che compongono l’omonima “trilogia in cinque volumi” creata da Douglas Adams. In un susseguirsi di battute surreali e di situazioni altamente improbabili, il lettore segue le vicissitudini di Arthur Dent, un umano costretto a girovagare per la Galassia, unico terrestre sopravvissuto alla distruzione della Terra. Comincerà così il suo folle viaggio in compagnia dell’amico Ford Prefect, un alieno esploratore, redattore della mitica Guida Galattica per Autostoppisti, un’enciclopedia di tutto ciò che si può trovare nell’Universo, con consigli mirati agli autostoppisti dello spazio. Il romanzo è breve ed esilarante grazie allo stile delirante dell’autore che alterna situazioni quasi normali a fatti completamente surreali e, a volte, completamente o quasi scollegati dalla storia principale. Fra computer pensanti, fabbricanti di mondi su commissioni e topi super-intelligenti, il lettore accompagnerà il povero Arthur attraverso la Galassia a bordo di una nave a propulsione d’improbabilità, guidata da una ciurma composta da soli tre individui, una terrestre allontanatasi anni prima dalla Terra, un folle capitano estremamente ambiguo e Marvin, l’androide depresso, primo prototipo di una nuova generazione di robot emotivi. La trama è in realtà molto scarna e comunque difficile da raccontare poiché [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804464631/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804464631&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2599" title="guida galattica per autostoppisti adam dougas mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/06/guida-galattica-per-autostoppisti.jpg" alt="mondadori douglas guida galattica per autostoppisti" width="190" height="262" /></a>Prima di tutto bisogna dire che questo è solo il primo dei libri che compongono l’omonima <em>“trilogia in cinque volumi”</em> creata da <em>Douglas Adams</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In un susseguirsi di battute surreali e di situazioni altamente improbabili, il lettore segue le vicissitudini di Arthur Dent, un umano costretto a girovagare per la Galassia, unico terrestre sopravvissuto alla distruzione della Terra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Comincerà così il suo folle viaggio in compagnia dell’amico Ford Prefect, un alieno esploratore, redattore della mitica <strong>Guida Galattica per Autostoppisti</strong>, un’enciclopedia di tutto ciò che si può trovare nell’Universo, con consigli mirati agli autostoppisti dello spazio. Il romanzo è breve ed esilarante grazie allo stile delirante dell’autore che alterna situazioni quasi normali a fatti completamente surreali e, a volte, completamente o quasi scollegati dalla storia principale. Fra computer pensanti, fabbricanti di mondi su commissioni e topi super-intelligenti, il lettore accompagnerà il povero Arthur attraverso la Galassia a bordo di una nave a propulsione d’improbabilità, guidata da una ciurma composta da soli tre individui, una terrestre allontanatasi anni prima dalla Terra, un folle capitano estremamente ambiguo e Marvin, l’androide depresso, primo prototipo di una nuova generazione di robot emotivi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La trama è in realtà molto scarna e comunque difficile da raccontare poiché si tratta solo del primo capitolo della serie; inoltre il susseguirsi di avvenimenti incredibili fa si che sia praticamente impossibile riassumere la storia senza rischiare di rovinare il libro ai lettori.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il libro è godibilissimo sia dai ragazzi che dagli adulti, consigliato per chiunque abbia voglia di una lettura poco impegnativa e divertente, anche per i non amanti della fantascienza visto che il componente principale resta comunque l’umorismo assurdo e spesso demenziale.</div>
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<div><strong>&#8220;Guida galattica per autostoppisti&#8221;</strong> di Adam Douglas<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804464631/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804464631&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Mondadori</div>
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		<title>“Lazarillo de Tormes” di Anonimo (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:39:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lazarillo de Tormes, chi era costui? Nonostante le numerose ipotesi e attribuzioni di paternità ad oggi è ancora sconosciuto l&#8217;autore di questo libretto uscito verso il 1550. Ebbe subito un enorme successo, entrando a far parte di una celebre raccolta di proverbi popolari, il Refranero, e ricevendo quella che era allora una specie di consacrazione letteraria. L&#8217;opera si presenta non come frutto di immaginazione ma come il racconto autentico di un personaggio reale, umile e sfortunato, scritto con il dichiarato scopo di divertire il lettore. All&#8217;inizio del romanzo Lazzaro è un relatore ormai maturo che scrive una lettera ad un misterioso destinatario altolocato nella quale racconta se stesso bambino che viene affidato dalla madre alle dipendenze di un cieco, e della sua lotta per la sopravvivenza passando da un padrone all&#8217;altro e da tutti imparando trucchi e sotterfugi per affrontare il quotidiano problema fondamentale: mangiare. Con il passare degli anni e cambiando padroni Lazzaro diviene sempre più scaltro e abile nell&#8217;arte di sopravvivere. Inizia dal cieco scaltrissimo da cui impara i primi trucchi e a cui riesce a rubacchiare qualcosa, per passare poi ad un prete pignolo e metodico, ad uno scudiero se possibile più povero di lui  e poi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807820676/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807820676&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2525" title="lazarillo de tormes feltrinelli" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/06/510h6PJWLAL.jpg" alt="" width="190" height="288" /></a>Lazarillo de Tormes</strong>, chi era costui? Nonostante le numerose ipotesi e attribuzioni di paternità ad oggi è ancora sconosciuto l&#8217;autore di questo libretto uscito verso il 1550.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ebbe subito un enorme successo, entrando a far parte di una celebre raccolta di proverbi popolari, <em>il Refranero</em>, e ricevendo quella che era allora una specie di consacrazione letteraria.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;opera si presenta non come frutto di immaginazione ma come il racconto autentico di un personaggio reale, umile e sfortunato, scritto con il dichiarato scopo di divertire il lettore.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">All&#8217;inizio del romanzo Lazzaro è un relatore ormai maturo che scrive una lettera ad un misterioso destinatario altolocato nella quale racconta se stesso bambino che viene affidato dalla madre alle dipendenze di un cieco, e della sua lotta per la sopravvivenza passando da un padrone all&#8217;altro e da tutti imparando trucchi e sotterfugi per affrontare il quotidiano problema fondamentale: mangiare.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Con il passare degli anni e cambiando padroni Lazzaro diviene sempre più scaltro e abile nell&#8217;arte di sopravvivere. Inizia dal cieco scaltrissimo da cui impara i primi trucchi e a cui riesce a rubacchiare qualcosa, per passare poi ad un prete pignolo e metodico, ad uno scudiero se possibile più povero di lui  e poi altri personaggi, poveracci imbroglioni, fino a raggiungere una posizione di tranquillità economica e coniugale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Vengono trattati con ironia e non certo in modo lusinghiero l&#8217;ambiente ecclesiastico, con i vari personaggi con cui ha a che fare Lazzaro, ma anche temi come l&#8217;onore e la nobiltà, senza comunque avere alcuna intenzione dottrinale o ideologica.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nonostante le difficoltà e la miseria di cui trasuda ogni pagina il racconto scorre piacevolmente venato da un sottile umorismo che ci fa vivere tra le classi più povere della Spagna di Carlo V.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Lazzaro è l&#8217;antieroe in confronto con i gradassi dei libri di cavalleria, è quasi una contrapposizione ironica e disincantata al mondo meraviglioso del romanzo cavalleresco in auge ai primi del secolo. Scritto con stile volutamente grossolano genererà il personaggio del picaro e il modello del romanzo picaresco: un personaggio che oggi si può definire un emarginato e che avrà molti seguaci.</div>
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p><strong>&#8220;Lazarillo de Tormes&#8221;</strong> di Anonimo<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807820676/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807820676&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Mondadori</p>
<p>pp. 120  &#8211;  euro 6</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/antonio.marianantoni" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>&#8220;Le vergini suicide&#8221; di Jeffrey Eugenides (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 19:51:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando l&#8217;epilogo è già contenuto nel titolo di un libro, si presume che il testo non riservi molte sorprese. Allo stesso modo, se la storia riguarda la morte di cinque ragazze, inevitabilmente si affronterà la lettura con una certa predisposizione d&#8217;animo. L&#8217;autore Jeffrey Eugenides, con discreta maestria, riesce ugualmente a cogliere l&#8217;attenzione del lettore, a creare l&#8217;attesa. Le cinque sorelle Lisbon sono descritte sommariamente: ciascuna si distingue forse per un paio di caratteristiche fisiche o caratteriali, ma in realtà, il vero protagonista è il gruppo, l&#8217;unione di tutte loro. Un altro gruppo, questa volta di maschi, compagni di scuola delle giovani, costituisce la voce narrante del romanzo: costoro, volgendo lo sguardo al passato, vanno alla ricerca di una spiegazione plausibile di quanto successe all&#8217;epoca. La storia è ambientata in una non meglio precisata cittadina americana, a ridosso di un lago, intorno agli anni settanta. È la stessa casa dei Lisbon a delineare la parabola discendente di coloro che la abitano. Unico elemento visibile (la vita che si conduce al suo interno è preclusa alla vista dei passanti e dei vicini), l&#8217;abitazione diviene il punto focale della storia. Attorno a questa dimora, della quale si descrive via via, e assai minuziosamente, lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804583614/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804583614&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2451" title="le vergini suicide jeffrey eugenides mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/leverginisuicide1-200x309.jpg" alt="jeffrey eugenides mondadori le vergini suicide" width="190" height="294" /></a>Quando l&#8217;epilogo è già contenuto nel titolo di un libro, si presume che il testo non riservi molte sorprese. Allo stesso modo, se la storia riguarda la morte di cinque ragazze, inevitabilmente si affronterà la lettura con una certa predisposizione d&#8217;animo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;autore <em>Jeffrey Eugenides</em>, con discreta maestria, riesce ugualmente a cogliere l&#8217;attenzione del lettore, a creare l&#8217;attesa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Le cinque sorelle Lisbon sono descritte sommariamente: ciascuna si distingue forse per un paio di caratteristiche fisiche o caratteriali, ma in realtà, il vero protagonista è il gruppo, l&#8217;unione di tutte loro. Un altro gruppo, questa volta di maschi, compagni di scuola delle giovani, costituisce la voce narrante del romanzo: costoro, volgendo lo sguardo al passato, vanno alla ricerca di una spiegazione plausibile di quanto successe all&#8217;epoca. La storia è ambientata in una non meglio precisata cittadina americana, a ridosso di un lago, intorno agli anni settanta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È la stessa casa dei Lisbon a delineare la parabola discendente di coloro che la abitano.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Unico elemento visibile (la vita che si conduce al suo interno è preclusa alla vista dei passanti e dei vicini), l&#8217;abitazione diviene il punto focale della storia. Attorno a questa dimora, della quale si descrive via via, e assai minuziosamente, lo sfacelo,  si  creano congetture di ogni tipo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Qualcosa di simile viene raccontato nel romanzo di Harper Lee <em>&#8220;Il buio oltre la siepe&#8221;</em>: la casa è il solo anello di congiunzione fra chi vi vive segregato ed il resto del mondo; anche in questa circostanza vi è una stretta relazione fra il declino dell&#8217;immobile e l&#8217;infelice vita condotta al suo interno.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il primo suicidio, quello di Cecilia, la più piccola, segna il punto di non ritorno: dopo di allora, la rispettabile famiglia Lisbon non sarà più la stessa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;iniziale, vano, tentativo di continuare a condurre una vita normale, tutti i membri della famiglia si arrenderanno, incluse le figlie, sebbene inizialmente più riluttanti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">S&#8217;intuisce facilmente quanto sia difficile, per le ragazzine, guadagnarsi uno scampolo di libertà, soprattutto rispetto a quella goduta, al tempo, dai maschi loro coetanei.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È invece difficile capire quanto la prigionia nella quale si riduce l&#8217;intera famiglia sia effettivamente consapevole e desiderata.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Se da una parte l&#8217;incuria devasta l&#8217;esterno della casa, dall&#8217;altra parte, al suo interno, questa  si riempie di  oggetti, all’inverosimile.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tutto è permeato dalla presenza delle sorelle, costrette in angusti spazi:  vestiti, prodotti di bellezza, terraglie, cibo, rifiuti, sembrano riprodursi senza posa, quasi a compensare, nell’abbondanza, la vita di chi la abita, che invece si svuota gradualmente di significato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tutti i tentativi di salvare Lux, Bonnie, Mary e Therese cadranno a vuoto, ed i ragazzi potranno solo continuare a fantasticare davanti alla porta di casa loro, che resterà costantemente chiusa, con le cortine abbassate.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le vergini suicide&#8221;</strong> di Jeffrey Eugenides<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804583614/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804583614&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 213  &#8211;  euro 9.50</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ilcapelvenere.blogspot.it/" target="_blank">Recensione di Clara Zangrandi</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>&#8220;Nessuno si salva da solo&#8221; di Margaret Mazzantini (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 20:29:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La relazione di Gae e Delia è una storia d’amore e di solitudine contemporanea.  Semplice e complessa allo stesso tempo, è raccontata attraverso numerosi flashback ma la scena è unica e si svolge all’interno di un ristorante in cui i due si rivedono, dopo un periodo in cui sono stati lontani. Il loro matrimonio è finito, adesso vivono separati  e l’unico punto certo in comune sono i due figli. Tutte le incomprensioni e i litigi hanno influenzato però profondamente la loro crescita e la sofferenza è stata ed è ancora molta. In particolare il piccolo Cosmo è estremamente sensibile e fragile, tanto che i genitori temono che diventi omosessuale. Il rapporto di Delia con il piccolo è molto delicato, sempre sul punto di incrinarsi, fino a quando l’affetto si tramuta in gesto violento quando Gaetano non è potuto passare a prendere i bambini. La madre gli fa sbattere la testa contro una porta, accecata dalla rabbia. Un gesto tanto reale e crudo quanto simbolico. Il terzo bambino di Gae e Delia non è mai nato. Lei incinta ha fatto una radiografia, compromettendo la gravidanza. Anche questo è un episodio simbolico della storia: Delia era finalmente andata a farsi curare i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8866210242/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8866210242&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2395" title="nessuno si salva da solo margaret mazzantini mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/copertina-nessuno-si-salva-da-solo.jpg" alt="" width="190" height="237" /></a>La relazione di Gae e Delia è una storia d’amore e di solitudine contemporanea.  Semplice e complessa allo stesso tempo, è raccontata attraverso numerosi flashback ma la scena è unica e si svolge all’interno di un ristorante in cui i due si rivedono, dopo un periodo in cui sono stati lontani.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il loro matrimonio è finito, adesso vivono separati  e l’unico punto certo in comune sono i due figli. Tutte le incomprensioni e i litigi hanno influenzato però profondamente la loro crescita e la sofferenza è stata ed è ancora molta. In particolare il piccolo Cosmo è estremamente sensibile e fragile, tanto che i genitori temono che diventi omosessuale. Il rapporto di Delia con il piccolo è molto delicato, sempre sul punto di incrinarsi, fino a quando l’affetto si tramuta in gesto violento quando Gaetano non è potuto passare a prendere i bambini. La madre gli fa sbattere la testa contro una porta, accecata dalla rabbia. Un gesto tanto reale e crudo quanto simbolico.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il terzo bambino di Gae e Delia non è mai nato. Lei incinta ha fatto una radiografia, compromettendo la gravidanza. Anche questo è un episodio simbolico della storia: Delia era finalmente andata a farsi curare i denti, corrosi dall’acidità dovuta alla sua passata anoressia. La radiografia necessaria alla cura dentistica sarà causa di quella gravidanza mancata.</div>
<div style="text-align: justify;">Tassello dopo tassello si costruisce un triste affresco sulla vita dei due protagonisti, messo ancor più in evidenza confrontandolo con quello a colori tenui, ma alla fine molto vividi, dei due anziani che sono seduti al tavolino accanto a loro. Nel corso di tutto il racconto Gae e  soprattutto Delia li osservano nella loro armonia. Benché stiano insieme da una vita, il loro è un corteggiamento delicato ma sensuale. <em>“Il vecchio ride, le aggiusta di nuovo lo scialle. E’ un uomo che sa compiere gesti femminili”</em> e in questa azione è racchiuso forse il segreto della loro unione. Hanno una storia drammatica, che raccontano con quella leggerezza che i due protagonisti sfioreranno per un attimo, forse perché è proprio quello che stanno cercando e forse se la lasceranno sfuggire.</div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p><strong>&#8220;Nessuno si salva da solo&#8221;</strong> di Margaret Mazzantini<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8866210242/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8866210242&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Mondadori</p>
<p>pp. 189  &#8211;  euro 19</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p><a href="http://www.ilteatrodellacipolla.it" target="_blank">Recensione di Laura Adamuccio</a></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>&#8220;Lo scontro del re&#8221; di George R.R. Martin (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 21:50:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo il primo libro (&#8220;Il trono di spade&#8221;) ritorniamo a Westeros con questo secondo libro che, nonostante la divisione in vari capitoli e quindi vari punti di vista di differenti personaggi sviluppati ognuno come una classica narrazione in terza persona, la narrazione può essere ricondotta a tre filoni principali separati anche geograficamente: la storia di Jon Snow, al Nord, che cerca di conquistare la fiducia dei Bruti e del loro capo, Mance Ryder, Guardiano della Notte disertore e autoproclamatosi Re oltre la Barriera; la trasformazione di Daenerys Targaryen da kaleesi (regina) del Khal Drogo a Madre dei Draghi che viaggia insieme ai tre piccoli (per ora) draghi Drogon, Rhaegal e Viserion in cerca di un esercito disposta ad accompagnarla nella riconquista del Continente occidentale ed infine il vero e proprio scontro di re eponimo che avviene tra i vari aspiranti al trono. I contendenti sono Jeoffrey Baratheon, figlio di Robert Baratheon e quindi teoricamente legittimo erede al trono, Stannis Baratheon, fratello del re defunto, Renly Baratheon, fratello minore di Stannis e Robert, e Robb Stark, il quale in realtà non ambisce al Trono di Spade ma al più modesto titolo di Re del Nord, contrastato dalla famiglia Greyjoy. La presunta legittimità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/saghe_fy_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2416" title="lo scontro del re george martin mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/saghe_fy_2.jpg" alt="" width="190" height="299" /></a>Dopo il primo libro (<em>&#8220;Il trono di spade&#8221;</em>) ritorniamo a Westeros con questo secondo libro che, nonostante la divisione in vari capitoli e quindi vari punti di vista di differenti personaggi sviluppati ognuno come una classica narrazione in terza persona, la narrazione può essere ricondotta a tre filoni principali separati anche geograficamente: la storia di Jon Snow, al Nord, che cerca di conquistare la fiducia dei Bruti e del loro capo, Mance Ryder, Guardiano della Notte disertore e autoproclamatosi Re oltre la Barriera; la trasformazione di Daenerys Targaryen da kaleesi (regina) del Khal Drogo a Madre dei Draghi che viaggia insieme ai tre piccoli (per ora) draghi Drogon, Rhaegal e Viserion in cerca di un esercito disposta ad accompagnarla nella riconquista del Continente occidentale ed infine il vero e proprio scontro di re eponimo che avviene tra i vari aspiranti al trono.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I contendenti sono <em>Jeoffrey Baratheon</em>, figlio di Robert Baratheon e quindi teoricamente legittimo erede al trono, <em>Stannis Baratheon</em>, fratello del re defunto, <em>Renly Baratheon, </em>fratello minore di Stannis e Robert, e <em>Robb Stark</em>, il quale in realtà non ambisce al Trono di Spade ma al più modesto titolo di Re del Nord, contrastato dalla famiglia Greyjoy. La presunta legittimità del regno di Jeoffrey è minata dal dubbio insinuato da Eddard Stark nel primo libro il quale afferma che Jeoffrey sia in realtà (come anche i fratellini Tommen e Myrcella) nato dall’incesto avvenuto tra Cersei Lannister e suo fratello Jaime.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Questo secondo libro (diviso in due nella prima edizione italiana ma riunito nella collana <em>“Le grande saghe fantasy”</em>) aumenta il numero di personaggi in gioco e quindi di POV (<em>points of view</em>, punti di vista) portandoli in totale a nove personaggi, introducendo <em>Davos Seaworth</em>, detto il Cavaliere della Cipolla, ex contrabbandiere fedele a Stannis, e sostituendo il POV di Eddard Stark con quello di <em>Theon Greyjoy</em>, ex ostaggio della casa Stark.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un nuovo personaggio molto peculiare introdotto in questo libro è Melisandre, la cosiddetta Donna Rossa, una delle sacerdotesse del dio R’hllor, Signore della Luce, dotata di poteri mistici poco chiari ma molto inquietanti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In questo secondo volume Martin conferma la sua abilità nel reggere le fila di svariate narrazioni senza cadere nell’appiattimento della trama o dei personaggi tratteggiando un accurata descrizione psico-fisica per ognuno di essi proprio attraverso i vari POV.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Emerge chiaramente anche un altro carattere fondamentale dello stile di Martin, ben chiarito dal motto che troviamo nel primo libro pronunciato dal misterioso <em>Jaqen H’ghar</em>: <em>“Valar Morghulis”</em> ovvero “tutti devono morire”, infatti leggendo Martin bisogna dimenticare l’aura di immortalità che circonda i vari eroi della letteratura fantasy e accettando il fatto che anche i personaggi a cui siamo più affezionati possano morire all’improvviso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La capacità di gestire una trama articolata e complessa, la presenza di vari POV che accontentano i vari gusti e l’incertezza data dalla mortalità dei vari personaggi rendono un libro tanto lungo comunque godibilissimo e relativamente veloce da leggere.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Una lettura consigliata certamente a tutti gli amanti del genere fantasy, anche a quelli intimoriti dalla mole dell’opera di Martin.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
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<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Lo scontro del re&#8221;</strong> di George R.R. Martin</div>
<div style="text-align: justify;">edito da Mondadori</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 630  &#8211;  euro 7.50</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://unlibrodaterra.wordpress.com" target="_blank">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
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		<title>“Jimmy Corrigan” di Chris Ware (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 00:09:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jimmy è un trentaseienne cresciuto senza figura paterna, timido e con problemi a relazionarsi. La sua vita scorre monotona, divisa fra il lavoro e una madre apprensiva che gli telefona di continuo, fino a quando riceve una lettera inaspettata proprio da parte del padre che lo ha abbandonato. Jimmy, nonostante sia combattuto, decide di intraprendere un viaggio per conoscerlo. Un ritorno alle radici in cui l’autore Chris Ware si sofferma sul mondo interiore del protagonista, rendendo il lettore partecipe dei sentimenti contrastanti che lo animano: dall’odio per essere stato abbandonato fino alle aspettative di una nuova vita più ricca e carica di significato. Un percorso intimo ma allo stesso tempo concreto, fatto di luoghi e persone, che lo porterà a conoscere anche suo nonno James, di cui vengono raccontati l’infanzia difficile e i problemi con il padre. Un vero e proprio racconto parallelo che lega Jimmy e James grazie a un continuo gioco di rimandi, mantenendo come temi centrali di tutto il lavoro il rapporto fra padre e figlio e la difficoltà a creare dei legami con le persone che ci circondano. Dal punto di vista grafico Jimmy Corrigan è un fumetto molto fitto, composto da numerose vignette ravvicinate e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/0224062107/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0224062107&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2287" title="jimmy corrigan chris ware mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/13381715-1.jpg" alt="mondadori chris ware corrigan jimmy" width="190" height="160" /></a>Jimmy è un trentaseienne cresciuto senza figura paterna, timido e con problemi a relazionarsi. La sua vita scorre monotona, divisa fra il lavoro e una madre apprensiva che gli telefona di continuo, fino a quando riceve una lettera inaspettata proprio da parte del padre che lo ha abbandonato. Jimmy, nonostante sia combattuto, decide di intraprendere un viaggio per conoscerlo. Un ritorno alle radici in cui l’autore Chris Ware si sofferma sul mondo interiore del protagonista, rendendo il lettore partecipe dei sentimenti contrastanti che lo animano: dall’odio per essere stato abbandonato fino alle aspettative di una nuova vita più ricca e carica di significato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un percorso intimo ma allo stesso tempo concreto, fatto di luoghi e persone, che lo porterà a conoscere anche suo nonno James, di cui vengono raccontati l’infanzia difficile e i problemi con il padre. Un vero e proprio racconto parallelo che lega Jimmy e James grazie a un continuo gioco di rimandi, mantenendo come temi centrali di tutto il lavoro il rapporto fra padre e figlio e la difficoltà a creare dei legami con le persone che ci circondano.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dal punto di vista grafico Jimmy Corrigan è un fumetto molto fitto, composto da numerose vignette ravvicinate e ricco di espedienti visivi. La storia dei Corrigan viene raccontata attraverso una continua sperimentazione che sembra voler portare il medium fumetto al suo limite, arrivando a comprimere ampi momenti narrativi in una o due pagine con composizioni schematiche che richiamano alla mente i manuali d’istruzioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Una storia fatta di frammenti che sfrutta la tecnica del flusso di coscienza, con digressioni che spesso nascono da elementi visivi, passando dal mondo reale al mondo delle idee o del sogno. Cambi repentini d’atmosfera in cui i pensieri di Jimmy prendono il sopravvento sulla realtà e diventano parte integrante della trama causando nel lettore un vero e proprio senso di straniamento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Jimmy Corrigan è un’opera d’ampio respiro, che acquista forza man mano si procede nella lettura guadagnando di pagina in pagina coesione e pulizia. Un fumetto imponente sia dal punto di vista narrativo che da quello grafico, forte di quasi 400 pagine realizzate nel corso di cinque anni di serializzazione. Un processo creativo lungo e laborioso che ha permesso a Ware di crescere con  il suo lavoro, rendendo Jimmy Corrigan un classico contemporaneo della letteratura disegnata.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><strong>&#8220;Jimmy Corrigan. Il ragazzo più in gamba sulla terra&#8221;</strong> di Chris Ware<a href="http://www.amazon.it/gp/product/0224062107/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0224062107&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>titolo originale: <em>&#8220;Jimmy Corrigan. The smartest kid of earth&#8221;</em></div>
<div>edito da Mondadori</div>
<div>pp. 388  &#8211;  euro 25</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://luigifilippelli.wordpress.com/" target="_blank">Recensione di Luigi Filippelli</a></div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
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		<title>“Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 08:33:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni pagina, ogni parola di questo libro, seppur lieve e limpida nello stile, pesa come un macigno sulla coscienza nel nostro Paese. Come pesano quegli anni di piombo, sangue, misteri e intrighi con i quali l’Italia non è ancora riuscita a fare i conti fino in fondo. Anzi, l’impressione è che ci si sia voluti scrollare di dosso questa ingombrante zavorra con quell’ambigua sufficienza che purtroppo non è nuova dalle nostre parti. Il risultato è che quel pezzo del nostro passato è rimasto una ferita aperta, indelebile nelle vite dei tanti che si sono ritrovati a sopravvivere dalla parte sbagliata della Storia. Non quella dei terroristi che (altro paradosso tutto italiano) continuano a godere di un&#8217;attenzione mediatica che li ha riabilitati troppo spesso come degli idealisti ingenui, quando non dei veri e propri eroi. Ma quella delle vittime e, appunto, dei loro parenti. Sui quali grava ancora oggi la beffa dell’indifferenza collettiva che va ad aggiungersi al danno della perdita privata. È anzitutto a loro, a quelli che il piombo lo hanno vissuto sulla propria pelle, che si rivolge Mario Calabresi, figlio del commissario assassinato nel 1972. E lo fa con un ricordo privato e biografico che è insieme anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804580445/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804580445&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2266" title="Mario Calabresi spingendo la notte più in là mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/Calabresi1.jpg" alt="mondadori mario calabresi spingendo la notte più in là" width="190" height="275" /></a>Ogni pagina, ogni parola di questo libro, seppur lieve e limpida nello stile, pesa come un macigno sulla coscienza nel nostro Paese. Come pesano quegli anni di piombo, sangue, misteri e intrighi con i quali l’Italia non è ancora riuscita a fare i conti fino in fondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Anzi, l’impressione è che ci si sia voluti scrollare di dosso questa ingombrante zavorra con quell’ambigua sufficienza che purtroppo non è nuova dalle nostre parti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il risultato è che quel pezzo del nostro passato è rimasto una ferita aperta, indelebile nelle vite dei tanti che si sono ritrovati a sopravvivere dalla parte sbagliata della Storia. Non quella dei terroristi che (altro paradosso tutto italiano) continuano a godere di un&#8217;attenzione mediatica che li ha riabilitati troppo spesso come degli idealisti ingenui, quando non dei veri e propri eroi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma quella delle vittime e, appunto, dei loro parenti. Sui quali grava ancora oggi la beffa dell’indifferenza collettiva che va ad aggiungersi al danno della perdita privata.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È anzitutto a loro, a quelli che il piombo lo hanno vissuto sulla propria pelle, che si rivolge Mario Calabresi, figlio del commissario assassinato nel 1972.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E lo fa con un ricordo privato e biografico che è insieme anche esercizio di memoria collettiva.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">A beneficio dei tanti che in quegli anni si sono trovati a piangere i caduti in una guerra in cui spesso non sapevano neanche di trovarsi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È proprio da questo suo farsi voce di tanti, quei tanti che una voce non l’hanno mai avuta, che deriva il carattere intenso e partecipato di questo libro.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un racconto che denuncia, ma senza puntare il dito. Che testimonia, ma non accusa. Che rivendica, ma non urla.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un diario pubblico, il cui successo testimonia forse che non tutti sono disposti a voltare pagina a tutti i costi, senza neanche sapere cosa c’è scritto fino in fondo, a quella pagina.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E ci ricorda, ancora una volta, come vivere in un eterno presente è il peggior modo di costruire un futuro migliore. E fare i conti con il proprio passato non è uno sterile esercizio da nostalgici ma il vero antidoto contro i veleni della Storia che, ed è Lei stessa a ricordarcelo, sono sempre in agguato.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Spingendo la notte più in là&#8221;</strong> di Mario Calabresi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804580445/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804580445&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 131  &#8211;  euro 9.50</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/giuseppe.demarco.58" target="_blank">Recensione di Giuseppe De Marco</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>&#8220;Ti prendo e ti porto via&#8221; di Niccolò Ammanniti (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 15:39:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono due le storie principali di questo romanzo, che nel 1999 ha reso famoso il suo autore, Niccolò Ammanniti, a livello nazionale. Le peripezie del giovane Pietro Moroni e quelle del maturo playboy Graziano Biglia corrono infatti parallele, finché alla fine non si intersecano. Caratterizzata da numerosi flash back e repentini cambi di scena, la vicenda risulta quasi difficile da seguire all’inizio, finché non si è catapultati nel turbinio di eventi, che coinvolgono il lettore come se fosse lì accanto ad ognuno dei personaggi. Nessuno di loro è totalmente positivo, neppure il protagonista di dodici anni, Pietro. Fino quasi all’ultimo sembra essere animato da buoni sentimenti, descritto subito all’inizio come un normale bravo ragazzino, che sembra più piccolo della sua età, naso all’insù, occhi grandi e capelli tagliati “alla meno peggio” dalla madre. Tuttavia, con un colpo di scena finale, tutto si capovolge e sarà proprio lui il colpevole di una tragedia. La vittima è l’altro personaggio che sembrerebbe totalmente positivo, se non fosse per la sua eccessiva immobilità. Si tratta della professoressa Flora Palmieri, che nasconde un mondo di dolore dietro la sua facciata di zitella inacidita. Sono dunque molto sfaccettati i protagonisti di questo romanzo e nessuno alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804476796/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804476796&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2258" title="ti prendo e ti porto via niccolò ammanniti mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/imm.jpg" alt="ammanniti mondadori ti prendo e ti porto via" width="190" height="268" /></a>Sono due le storie principali di questo romanzo, che nel 1999 ha reso famoso il suo autore, <em>Niccolò Ammanniti</em>, a livello nazionale. Le peripezie del giovane Pietro Moroni e quelle del maturo playboy Graziano Biglia corrono infatti parallele, finché alla fine non si intersecano. Caratterizzata da numerosi flash back e repentini cambi di scena, la vicenda risulta quasi difficile da seguire all’inizio, finché non si è catapultati nel turbinio di eventi, che coinvolgono il lettore come se fosse lì accanto ad ognuno dei personaggi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nessuno di loro è totalmente positivo, neppure il protagonista di dodici anni, Pietro. Fino quasi all’ultimo sembra essere animato da buoni sentimenti, descritto subito all’inizio come un normale bravo ragazzino, che sembra più piccolo della sua età, naso all’insù, occhi grandi e capelli tagliati <em>“alla meno peggio”</em> dalla madre. Tuttavia, con un colpo di scena finale, tutto si capovolge e sarà proprio lui il colpevole di una tragedia. La vittima è l’altro personaggio che sembrerebbe totalmente positivo, se non fosse per la sua eccessiva immobilità. Si tratta della professoressa Flora Palmieri, che nasconde un mondo di dolore dietro la sua facciata di zitella inacidita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sono dunque molto sfaccettati i protagonisti di questo romanzo e nessuno alla fine è quello che sembra. Questo è sicuramente uno dei punti di forza della narrazione, insieme al fatto che quello che appare in principio un racconto adolescenziale divertente, si trasforma man mano quasi in un romanzo di denuncia sociale. Si ride, si piange e si riflette molto davanti all’affresco di un’umanità degradata, da cui il giovane protagonista vorrebbe fuggire. L’unico mezzo che trova per cercare di farlo è però attirare l’attenzione attraverso un gesto estremo, fatto con ingenuità, che provocherà una tragedia, anche se fatto con ingenuità e senza reale desiderio di nuocere.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La vicenda si svolge ad Ischiano Scalo, luogo di fantasia nella Maremma, tra Toscana e Lazio. <em>“Il mare c’è, ma non si vede”</em>, come la possibilità di essere felici. Tutti i personaggi inseguono una vita migliore, ma sono come ingabbiati nel grigiore delle loro origini. Uno su tutti è il pittoresco Graziano Biglia, playboy incallito, che ha girato il mondo, avuto mille donne, vissuto all’insegna di sesso, droga e rock and roll, ma il cui sogno è sposarsi e aprire una jeanseria ad Ischiano Scalo. Il suo incontro con l’innocente e misteriosa professoressa Palmieri è sicuramente uno dei momenti più belli del romanzo. Questi due personaggi diametralmente opposti sono alla fine alla ricerca delle stesse cose, la tenerezza e la possibilità di cambiare un’esistenza vuota e misera. Tutta l’essenza del romanzo è infatti già nel titolo, ripreso anche da Vasco Rossi, per una sua canzone dell’album Stupido Hotel del 2001.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 10px; line-height: normal; font-family: 'Lucida Grande'; min-height: 12px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><strong>&#8220;Ti prendo e ti porto via&#8221;</strong> di Niccolò Ammanniti<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804476796/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804476796&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Mondadori</div>
<div>pp. 462  &#8211;  euro 10.50</div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 10px; line-height: normal; font-family: 'Lucida Grande'; min-height: 12px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><a href="http://www.ilteatrodellacipolla.it" target="_blank">Recensione di Laura Adamuccio</a></div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 10px; line-height: normal; font-family: 'Lucida Grande'; min-height: 12px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>&#8220;Come Bach mi ha salvato la vita&#8221; di Ramin Bahrami (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 18:00:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Come Bach mi ha salvato la vita” di Ramin Bahrami, oggi considerato uno dei maggiori interpreti del compositore tedesco, è un libro che, pur essendo incentrato sulla vita dell’autore, non vuole essere una classica biografia ma una testimonianza musicale. Bahrami infatti con questo libro ci racconta molto di se e della sua vita con l’intento di trasmetterci la sua passione, direi devozione, per Bach e l’importanza che il compositore ha avuto per la formazione della sua professione e del suo carattere. Il libro inizia con una prefazione di Piero Rattalino che racconta il suo primo impatto con Ramin, un ragazzino piccolo e spaurito che attirò subito la sua attenzione per come suonava un brano dal “Clavicembalo ben temperato” di Bach: “Suonava malissimo, come uno che parla una lingua senza conoscerla bene e fa errori di pronuncia e di grammatica, ma sprigionava una fortissima carica emotiva, era evidente una conoscenza del dolore inconsueta per la sua giovane età”. In questa descrizione è racchiuso tutto Bahrami  e la sua vita difficile iniziata a Teheran in una famiglia benestante, dove la cultura era di casa e la musica classica una presenza costante. Un giorno, bambino di sei anni, ascoltò la &#8220;Sesta Partita in mi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2013/01/9788804623106-come-bach-mi-ha-salvato-la-vita_copertina_piatta_fo.jpg"></a><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804623101/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804623101&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1987" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2013/01/9788804623106-come-bach-mi-ha-salvato-la-vita_copertina_piatta_fo.jpg" alt="come bach mi ha salvato la vita ramin bahrami mondadori" width="190" height="268" /></a>“Come Bach mi ha salvato la vita”</strong> di <em>Ramin Bahrami</em>, oggi considerato uno dei maggiori interpreti del compositore tedesco, è un libro che, pur essendo incentrato sulla vita dell’autore, non vuole essere una classica biografia ma una testimonianza musicale. Bahrami infatti con questo libro ci racconta molto di se e della sua vita con l’intento di trasmetterci la sua passione, direi devozione, per Bach e l’importanza che il compositore ha avuto per la formazione della sua professione e del suo carattere. Il libro inizia con una prefazione di Piero Rattalino che racconta il suo primo impatto con Ramin, un ragazzino piccolo e spaurito che attirò subito la sua attenzione per come suonava un brano dal <em>“Clavicembalo ben temperato”</em> di Bach: <em>“Suonava malissimo, come uno che parla una lingua senza conoscerla bene e fa errori di pronuncia e di grammatica, ma sprigionava una fortissima carica emotiva, era evidente una conoscenza del dolore inconsueta per la sua giovane età”. </em>In questa descrizione è racchiuso tutto Bahrami  e la sua vita difficile iniziata a Teheran in una famiglia benestante, dove la cultura era di casa e la musica classica una presenza costante. Un giorno, bambino di sei anni, ascoltò la <em>&#8220;Sesta Partita in mi minore&#8221;</em> di Bach eseguita da Glenn Gould e ne rimase folgorato. Questo evento fu determinante per la sua vita , da lì la passione per Bach è diventata, come egli dice, la determinazione tipica di una vera e propria missione, la missione di diffondere nel mondo la musica bachiana. L’avvento al potere dell’ayatollah Khomeini portò ad un regime di repressione e all’arresto del padre, Ramin aveva sette anni, che morì in carcere. La tragedia e le difficoltà che seguirono non impedirono a Bahrami di approfondire la sua conoscenza e il suo amore per Bach e a tredici anni, grazie ad una borsa di studio, venne a studiare in Italia. Entrato al Conservatorio di Milano si è diplomato sotto la guida di Piero Rattalino, amato insegnante considerato quasi un padre adottivo, oltre che guida musicale e spirituale. Agli anni del conservatorio, importantissimi per la sua formazione, seguirono gli anni all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, dove si perfezionò con musicisti del calibro di Rosalyn Tureck, Andrass Schiff, Robert Levin. Dal 2001 abita in Germania. L’ultimo grande evento che ha visto Bahrami protagonista è stato il World Bach-Fest a Firenze, una eccezionale maratona no-stop di tre giorni tutta dedicata a Bach con lezioni pubbliche, conferenze, film e tantissima musica che ha avuto un grande successo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Con Bach ho imparato ad essere determinato, deciso, convinto, ma anche, benchè l’opera non sia ancora conclusa, a dominare il mio demone, vale a dire la gelosia, le arroganze giovanili, gli scatti d’ira che hanno segnato qua e là il mio percorso umano e che ancora adesso, a volte, mi impediscono di essere contemporaneamente la persona e l’artista che vorrei”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Da queste parole si capisce l’importanza che il compositore tedesco ha avuto nella vita di Ramin Bahrami, e come la sua musica, universale e multiculturale, rappresenti un mondo ideale dove realtà più diverse convivono in armonia, dove tutto è al servizio della perfezione e della bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Come Bach mi ha salvato la vita&#8221;</strong> di Ramin Bahrami<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804623101/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804623101&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 118  &#8211;  euro 16.50</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.facebook.com/antonio.marianantoni" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;Il Trono di Spade&#8221; di George Martin (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 20:41:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Trono di Spade&#8221; &#8211; &#8220;A Game of Thrones&#8221; versione inglese in commercio sono presenti anche 2 versioni distinte e scisse in Il Trono di Spade e Il Grande Inverno &#8211; è  il primo romanzo che forma la saga “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” inventata dallo scrittore statunitense George Raymond Richard Martin. Un romanzo fantasy diverso dal solito clichè che caratterizza tale genere: non è raro infatti imbattersi in racconti dove la scontatezza, il ripetersi di continui e pedanti personaggi stereotipati e il solito lieto fine fanno da cornice ad una “saga” o “opera” che dirsi voglia. Dimenticate quindi fantomatici druidi o paladini invincibili salvatori del mondo, o eruditi stregoni che evocano incantesimi con i loro bastoni, e preparatevi a conoscere il fantasy sotto una luce nuova, innovativa, sgombri da quel pregiudizio che magari non vi ha fatto mai avvicinare a questo genere letterario. Martin ha saputo imbastire in maniera magistrale una delle migliori saghe di sempre, una scrittura fluida, rapida, adrenalinica, che tiene il lettore incollato alle pagine, con una brama e una curiosità che solo i grandi scrittori sanno stimolare. Il romanzo, dal crudo sapore medievale, è ambientato nel continente denominato Westeros, terra dei Sette Regni, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804616350/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804616350" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1908" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/09/il_trono_di_spade_grandi_bestsellers.jpg" alt="Il trono di spade george martin mondadori" width="190" height="292" /></a>&#8220;Il Trono di Spade&#8221;</strong> &#8211; <em>&#8220;A Game of Thrones&#8221;</em> versione inglese in commercio sono presenti anche 2 versioni distinte e scisse in Il Trono di Spade e Il Grande Inverno &#8211; è  il primo romanzo che forma la saga <em>“Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” </em>inventata dallo scrittore statunitense <em>George Raymond Richard Martin</em>. Un romanzo fantasy diverso dal solito clichè che caratterizza tale genere: non è raro infatti imbattersi in racconti dove la scontatezza, il ripetersi di continui e pedanti personaggi stereotipati e il solito lieto fine fanno da cornice ad una “saga” o “opera” che dirsi voglia. Dimenticate quindi fantomatici druidi o paladini invincibili salvatori del mondo, o eruditi stregoni che evocano incantesimi con i loro bastoni, e preparatevi a conoscere il fantasy sotto una luce nuova, innovativa, sgombri da quel pregiudizio che magari non vi ha fatto mai avvicinare a questo genere letterario. Martin ha saputo imbastire in maniera magistrale una delle migliori saghe di sempre, una scrittura fluida, rapida, adrenalinica, che tiene il lettore incollato alle pagine, con una brama e una curiosità che solo i grandi scrittori sanno stimolare.</div>
<div style="text-align: justify">Il romanzo, dal crudo sapore medievale, è ambientato nel continente denominato Westeros, terra dei Sette Regni, dove l’ inverno può durare anni prima di cedere il passo ad una calda estate. Qui sta per cominciare la lotta per il <em>Trono di Spade</em>,  trono dove attualmente siede Re Robert Baratheon, sui suoi vessilli un imponente cervo su sfondo dorato simbolo della sua casata, e nelle sue mani il suo fedele martello da guerra, l’arma che 15 anni prima gli permise di conquistare il trono ai danni di Rhaegar Targaryen nella Battaglia del Tridente. Jon Arryn defunto ex primo cavaliere del Re muore in circostanze poco chiare,  Robert quindi si vede costretto a proporre il delicato incarico al suo vecchio amico d’infanzia Lord Eddard Stark di Grande Inverno, che su i suoi vessilli inneggia un gigantesco metalupo e nelle sue mani la sua spada, l’imponente Ghiaccio. Il territorio del Re non è un bel posto ma Eddard decide di non deludere il vecchio amico e accetta titubante di raggiungere il suo quartier generale. Lo aspetta un viaggio nelle terre del Sud lontano dalle sue amate terre fredde ma nella sua testa ha un solo pensiero. Forse un presagio? Una metalupa era stata trovata morta con un palco di cervo conficcato nelle sue carni, quel giorno in cui faceva rientro a casa con i suoi figli Robb, Sansa, Bran, Arya, Rickon e John Snow il bastardo. Eddard fu sorpreso di vedere accanto al cadavere dell’animale cinque piccoli cuccioli di metalupo, esattamente quanti i suoi figli, ma rimase ancor più di sasso quando vide anche un sesto cucciolo di metalupo, albino, bianco, esattamente come il suo unico figlio bastardo Jon Snow. Eddard concesse alla sua progenie di tenere ogni singolo metalupo, uno a testa, a patto che si occupassero personalmente degli animali.</div>
<div style="text-align: justify">Non mi voglio dilungare più di tanto sulla trama principale del racconto, soprattutto per il fatto che i personaggi, le ambientazioni, le sottotrame, sono davvero moltissime e tutte incredibilmente uniti e intrecciati in un&#8217;unica grande trama appassionante, scritta benissimo e strutturata in maniera veritiera.</div>
<div style="text-align: justify">Dai primi due romanzi è stata tratta la relativa serie televisiva, telefilm vincitore di numerosi premi e assolutamente da guardare. Attualmente Martin ha scritto 5 libri appartenenti alla saga più ulteriori 2 titoli di imminente pubblicazione negli Stati Uniti. Per ciò che riguarda le versioni italiane, ogni singolo tomo scritto in lingua originale è stato suddiviso per i lettori italiani in più libri, ad esempio &#8220;<em>Tempesta di Spade&#8221;</em>, <em>&#8220;I Fiumi della Guerra&#8221;</em> e <em>&#8220;Il portale delle tenebre&#8221;</em>, non sono altro che il complessivo originale di  <em>A Storm of  Swords</em>, terzo libro della saga.</div>
<div style="text-align: justify">Dopo un breve prologo il racconto si articola in capitoli P.O.V. , o Point of View, ossia dal punto di vista di un preciso personaggio della storia. Vi rendo edotti del fatto che le prime 100 pagine, all’incirca, possono risultare un pochino pesanti per via della quantità di informazioni che Martin ha dovuto necessariamente descrivere ma fidatevi che dopo questo piccolo sacrificio non potrete fare a meno di leggere questo libro pagina dopo pagina e sarete impazienti di arrivare al capitolo del personaggio che vi sta più a cuore. I personaggi ripeto sono tantissimi, stesso discorso valga per le loro casate d’appartenenza, con i loro simboli, i loro motti, ma non preoccupatevi: nelle ultime pagine del romanzo è riportata una descrizione precisa di tutte le casate nobiliari, comprensiva di personaggi e relative note, utilissima per poter collocare senza confusione ogni protagonista nella trama del racconto.E tutti “giocano” al gioco del Trono.</div>
<p style="text-align: justify"><strong>&#8220;Il Trono di Spade&#8221;  (<em>Il Grande Inverno &#8211; Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco Vol. 1-2</em>) </strong></p>
<p style="text-align: justify">di George Raymond Richard Martin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804616350/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804616350" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify">pp. 855  &#8211;  euro 15</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.anobii.com/01b23972e058135383/books" target="_blank">Recensione di Fausto Carta</a></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>&#8220;Coraline&#8221; di Neil Gaiman (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 14:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci troviamo in un sistema economico che impone alle famiglie di spostarsi, ai genitori di una bimba di trasferisi di città in città, nella costante ricerca di un migliore trattamento economico, della possibilità di costruire un futuro. Ma, in questo costante divenire, si rischia di venire a contatto con presenze che andrebbero lasciate in pace, si aprono porte che qualcuno ha avuto l&#8217;accortezza di celare. Si tratta di un vecchio clichè della narrativa horror: una famiglia si trasferisce in una nuova abitazione, magari attratta dal prezzo incredibilmente conveniente rispetto alle dimensioni e alla posizione della casa. La piccola Coraline deve lasciare i suoi migliori amici per seguire il padre, uomo in carriera completamente assorto dalla sua occupazione, e la madre, controllore inflessibile dell&#8217;impegno profuso dal consorte per migliorare la propria posizione. L&#8217;abbandono della vita che era avviene in fretta, giusto il tempo di un viaggio. Poi la macchina si ferma, si scaricano le valigie, si incominciano i piccoli lavori di restauro necessari per rendere la magione un posto veramente abitabile. La madre non vuole la piccola tra i piedi, la manda in esplorazione con un pretesto, da sola. E qui, nella più completa solitudine, Coraline scopre quella piccola porta. Quasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><img class="alignleft size-full wp-image-1798" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/06/coraline-book.jpg" alt="coraline neil gaiman mondadori" width="190" height="253" />Ci troviamo in un sistema economico che impone alle famiglie di spostarsi, ai genitori di una bimba di trasferisi di città in città, nella costante ricerca di un migliore trattamento economico, della possibilità di costruire un futuro. Ma, in questo costante divenire, si rischia di venire a contatto con presenze che andrebbero lasciate in pace, si aprono porte che qualcuno ha avuto l&#8217;accortezza di celare. Si tratta di un vecchio <em>clichè</em> della narrativa horror: una famiglia si trasferisce in una nuova abitazione, magari attratta dal prezzo incredibilmente conveniente rispetto alle dimensioni e alla posizione della casa. La piccola Coraline deve lasciare i suoi migliori amici per seguire il padre, uomo in carriera completamente assorto dalla sua occupazione, e la madre, controllore inflessibile dell&#8217;impegno profuso dal consorte per migliorare la propria posizione. L&#8217;abbandono della vita che era avviene in fretta, giusto il tempo di un viaggio. Poi la macchina si ferma, si scaricano le valigie, si incominciano i piccoli lavori di restauro necessari per rendere la magione un posto veramente abitabile. La madre non vuole la piccola tra i piedi, la manda in esplorazione con un pretesto, da sola. E qui, nella più completa solitudine, Coraline scopre quella piccola porta. Quasi invisibile, confusa con la tappezzeria, e così piccola che per poterla attraversare occorre mettersi a carponi. La bimba è curiosa ma la porta non si apre, è chiusa da una chiave che la madre si rifiuta di darle, forse vagamente preoccupata della strana effige di un bottone che campeggia su di essa. Ma il richiamo è troppo forte, Coraline è una bimba molto vispa ed intraprendente, non si lascia certo abbattere da una simile difficoltà. Approfittando della cronica distrazione della madre e dell&#8217;assenza, altrettanto cronica, del padre, riesce a prendere la chiave. Durante il giorno, la porta rivela soltanto un invalicabile muro di mattoni: il mondo che nasconde esiste solo di notte, e Coraline lo scoprirà presto. Là dietro si trova una riproduzione della casa in cui vive, ma in questa nuova situazione tutto è perfetto. Il soggiorno è pulito e ordinato, il giardino rigoglioso, la sua stanza colma di balocchi animati, il tavolo ricoperto di golosi manicaretti: ma nella nuova casa non ci sono solo oggetti. L&#8217;artefice di tutto questo è infatti la sua nuova madre. Così diversa dall&#8217;altra: cordiale, propositiva, affettuosa. Se non fosse per quei bottoni al posto degli occhi, sarebbe veramente perfetta! Ma non è tutto oro ciò che luccica, e Coraline si renderà presto conto di come questo regno apparentemente perfetto celi in realtà una letale minaccia. La sfida che la piccola dovrà affrontare sarà dunque una&#8217;aspra lotta per la salvezza e la liberazione di chi, oltre a lei, è stato vittima di quell&#8217;incantesimo.</div>
<div style="text-align: justify"><em>Neil Gaiman</em> riesce a tenere alta la tensione per tutta la durata della narrazione, nell&#8217;ambito di un romanzo per ragazzi che è adatto anche agli adulti, sia per la grande facilità di lettura che per la profondità delle tematiche affrontate. Il tema del doppio e del mondo parallelo, due grandi classici della narrativa, sono da Gaiman intrecciati abilmente, nonostante la sensazione di <em>déjà vu</em> che si avverte a volte nei confronti dei grandi classici (uno su tutti: <em>Alice nel paese delle meraviglie</em>), dai quali lo sceneggiatore di fumetti prestato alla letteratura ha tratto a piene mani. Ma proprio nell&#8217;improvvisazione sul tema sta, a mio parere, il valore di questo libro, capace di regalare brividi lungo la schiena a grandi e piccini, riuscendo al tempo stesso ad essere veicolo di un messaggio educativo più che condivisibile: non ci sono scorciatoie, se si vuole trovare la felicità e la propria realizzazione è necessario uno sforzo costante e un&#8217;accettazione di ciò che è apparentemente  negativo.</div>
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<p><strong>&#8220;Coraline&#8221;</strong> di Neil Gaiman<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804530235/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804530235" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Mondadori</p>
<p>pp. 182  &#8211;  euro 9</p>
<p><a href="http://riccardomotti.wordpress.com" target="_blank">Recensione di Riccardo Motti</a></p>
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		<title>&#8220;Dalia nera&#8221; di James Ellroy (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 14:56:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non l&#8217;ho mai conosciuta da viva&#8221;. Con questa frase perentoria si apre il romanzo di Ellroy, e ne rivela il cuore pulsante. Ciò che è stata la vita di Elizabeth Short non è, di per sé, una notizia: è la solita storia di un&#8217;altra ragazzina di provincia che sogna di fare l&#8217;attrice, e si trova invece a far parte di quell&#8217;informe massa di falliti dei quali Elizabeth Short, alla fine degli anni &#8217;40, è patria indiscussa. E&#8217; la sua morte ad essere motivo di scandalo, le condizioni in cui il corpo è ridotto, le orrende torture a cui la ragazza è stata sottoposta. Questi elementi portano il caso Short sulla bocca di tutti. Loew, ambizioso procuratore distrettuale, sente profumo di gloria e affida il caso ad una coppia di agenti da copertina, con una notevole operazione mediatica. Lee Blanchard, ex peso massimo pluridecorato, soprannominato “Fuoco”, e Dwight “Bucky” Bleichert, ex medioleggero da poco entrato nella polizia, detto “Ghiaccio”, sono i prescelti. Fuoco e Ghiaccio devono dunque risolvere il caso Short, ma ben presto quella che negli intenti dei piani alti dovrebbe essere una parata trionfale, si trasforma in una discesa all&#8217;inferno. I due agenti, già invischiati per conto loro in un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><em><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/dalia-nera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1649" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/dalia-nera.jpg" alt="" width="190" height="299" /></a>&#8220;Non l&#8217;ho mai conosciuta da viva&#8221;</em>. Con questa frase perentoria si apre il romanzo di <em>Ellroy</em>, e ne rivela il cuore pulsante. Ciò che è stata la vita di Elizabeth Short non è, di per sé, una notizia: è la solita storia di un&#8217;altra ragazzina di provincia che sogna di fare l&#8217;attrice, e si trova invece a far parte di quell&#8217;informe massa di falliti dei quali Elizabeth Short, alla fine degli anni &#8217;40, è patria indiscussa. E&#8217; la sua morte ad essere motivo di scandalo, le condizioni in cui il corpo è ridotto, le orrende torture a cui la ragazza è stata sottoposta. Questi elementi portano il caso Short sulla bocca di tutti. Loew, ambizioso procuratore distrettuale, sente profumo di gloria e affida il caso ad una coppia di agenti da copertina, con una notevole operazione mediatica. Lee Blanchard, ex peso massimo pluridecorato, soprannominato “Fuoco”, e Dwight “Bucky” Bleichert, ex medioleggero da poco entrato nella polizia, detto “Ghiaccio”, sono i prescelti.</div>
<div style="text-align: justify">Fuoco e Ghiaccio devono dunque risolvere il caso Short, ma ben presto quella che negli intenti dei piani alti dovrebbe essere una parata trionfale, si trasforma in una discesa all&#8217;inferno. I due agenti, già invischiati per conto loro in un losco <em>ménage à trois</em> con una ragazza di nome Kay, si ritrovano immersi in un caso che va ben oltre una classica caccia all&#8217;uomo, la cui soluzione getterà una luce nuova, e non certo positiva, sui protagonisti, sul distretto di polizia e sull&#8217;America di quel tempo. Proprio per questo il romanzo di Ellroy, tratto da una storia vera, è stato definito a ragione uno dei capolavori della letteratura <em>hard boiled</em>. Da un lato, egli resta strettamente fedele alla tradizione del genere, che prevede una serie di invarianti come il punto di vista di uno sbirro-narratore (in questo caso Bleichert) ed una trama molto complessa, che nei capitoli conclusivi culmina in una serie di colpi di scena. Dall&#8217;altro l&#8217;autore riesce a dare un respiro più ampio alla sua storia, fornendoci un memorabile spaccato delle oscure forze che si agitano nell&#8217;America del secondo dopoguerra, delle quali Los Angeles è vista come punto catalizzatore. E non a torto. Nel sogno fittizio di Hollywood, nel becero sventolare lo slogan <em>everybody can do it</em>, il sogno americano si svela per quello che è realmente: uno specchio per le allodole, un incubo fatto di lustrini e paillette. In questo senso, i personaggi di Ellory restano ben carattarezzati e completamente umani, pur essendo in effetti dei modelli applicabili all&#8217;infinito. Così al fianco di figure classiche come il procuratore distrettuale senza scrupoli, lo sbirro disincantato e la <em>femme fatale</em> si innestano perfettamente altri personaggi la cui psicologia è più complessa, su tutti i componenti della famiglia Sprague. Essi sono il prisma della narrazione, dal quale la luce del male che abita la città degli angeli irradia i suoi raggi più oscuri.</div>
<div style="text-align: justify">Ma se la società nella quale viviamo oggi sta in un rapporto di filiazione diretta con quella che lo sguardo spietato e pessimista di Ellroy ci descrive, si capisce come l&#8217;hard boiled sia un genere dotato di potenzialità che la critica tende ad ignorare. Lungi dall&#8217;essere una disarmante constatazione che vede la corruzione come unica forza dominante nella realtà, un romanzo come <strong>Dalia Nera</strong> tratta una dinamica che va ben al di là della sua pur riuscita ambientazione storica. Il respiro esistenziale di questa opera abbraccia il lettore, mostrandogli come le ombre siano più fitte proprio là, dove le luci sono più intense.</div>
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<div style="text-align: justify"><strong>&#8220;Dalia nera&#8221;</strong> di James Ellroy<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804606231/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804606231" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify">edito da Mondadori</div>
<div style="text-align: justify">pp. 349  &#8211;  euro 9,50</div>
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<div style="text-align: justify"><a href="http://facebook.com/riccardo.motti1" target="_blank">Recensione di Riccardo Motti</a></div>
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		<title>&#8220;I newyorkesi&#8221; di Cathleen Schine (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 16:13:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ci si rende conto di quale e quanta sia l&#8217;umanità che popola un quartiere, una via o un piccolo paese finché non si possiede un cane. Il doverlo portare fuori a orari regolari insegna a conoscere le abitudini di chi abita vicino a noi, a che ora le persone partono per andare al lavoro, chi fa jogging il mattino presto, chi tira tardi la sera. Quelle passeggiate aiutano a conoscere per nome i propri dirimpettai e, soprattutto, i nomi dei loro cani. Avere un cane permette di socializzare a causa di un guinzaglio troppo tirato o della pipì sulla ruota di una macchina. Un socializzare che all&#8217;inizio è di circostanza ma che può diventare confidenza, amicizia, talvolta amore. &#8220;I newyorkesi&#8221; è la storia di una via di New York raccontata attraverso i cani. Una serie di personaggi, ciascuno con il proprio lavoro, i propri sogni e speranze, i propri problemi di cuore, che procedono nel cammino della vita accompagnati da più o meno vivaci batuffoli a quattro zampe. Jody ha quarant&#8217;anni e scopre l&#8217;amore portando a spasso la sua Beatrice. Polly che trova per caso Howdy e non se ne separa più. George, che di cani non ne ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/03/cover_schine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1568" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/03/cover_schine.jpg" alt="" width="190" height="285" /></a>Non ci si rende conto di quale e quanta sia l&#8217;umanità che popola un quartiere, una via o un piccolo paese finché non si possiede un cane. Il doverlo portare fuori a orari regolari insegna a conoscere le abitudini di chi abita vicino a noi, a che ora le persone partono per andare al lavoro, chi fa jogging il mattino presto, chi tira tardi la sera. Quelle passeggiate aiutano a conoscere per nome i propri dirimpettai e, soprattutto, i nomi dei loro cani. Avere un cane permette di socializzare a causa di un guinzaglio troppo tirato o della pipì sulla ruota di una macchina. Un socializzare che all&#8217;inizio è di circostanza ma che può diventare confidenza, amicizia, talvolta amore.</div>
<div style="text-align: justify"><strong>&#8220;I newyorkesi&#8221;</strong> è la storia di una via di New York raccontata attraverso i cani. Una serie di personaggi, ciascuno con il proprio lavoro, i propri sogni e speranze, i propri problemi di cuore, che procedono nel cammino della vita accompagnati da più o meno vivaci batuffoli a quattro zampe. Jody ha quarant&#8217;anni e scopre l&#8217;amore portando a spasso la sua Beatrice. Polly che trova per caso Howdy e non se ne separa più. George, che di cani non ne ha mai voluti, si apre a quella convivenza con Jolly e Alexandra. Il romanzo di <em>Cathleen Schine</em> è né più né meno una delle tante storie di trentenni alle prese con la vita e l&#8217;amore, dove i sentimenti abbondano e l&#8217;happy end è dietro l&#8217;angolo, ma è anche e soprattutto una storia che chiunque possiede un cane vorrebbe leggere. E chi non ha mai avuto la fortuna di accompagnarsi con questo animale al proprio fianco, dopo averlo letto sentirà di non poterne più fare a meno.</div>
<div style="text-align: justify"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span> </span></p>
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<div style="text-align: justify"><strong>&#8220;I newyorkesi&#8221;</strong> di Cathleen Schine<a href="http://www.amazon.it/gp/product/880458131X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880458131X" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify">edito da Mondadori</div>
<div style="text-align: justify">pp. 294  &#8211;  euro 9,50</div>
<div style="text-align: justify"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span> </span></p>
<p><!--EndFragment--></div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://provetecnichedisogni.blogspot.com" target="_blank">Recensione di Marta Traverso</a></div>
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