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	<title>Scritti da Voi &#187; nonna marketing | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Diario di scuola&#8221; di Daniel Pennac (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 10:55:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questo romanzo emerge sia l&#8217;esperienza professionale di Pennac, che è stato insegnante per vari anni, sia la sua esperienza personale di &#8220;somaro&#8221;. Il giovane Pennacchioni (vero cognome dell&#8217;autore) era infatti un somaro archetipo, completamente rassegnato e masochisticamente autocompiaciuto del suo ruolo di incapace. Il libro, a mezza strada tra autobiografia e saggio sulla scuola, consiste più che altro in una lunga digressione che prende le mosse dall&#8217;infanzia del Pennac somaro per passare alla sua vita da insegnante. Attraverso una serie di aneddoti Pennac racconta allo stesso tempo la frustrazione del perenne &#8220;insufficiente&#8221; e il senso di inettitudine dell&#8217;insegnante di fronte a classi che non è in grado di gestire né capire. Non esiste quindi una vera e propria trama, i capitoli si susseguono legati da passaggi più o meno evidenti, e a volte da veri e propri voli pindarici; alcuni di essi sono interessanti, anche con una certa ironia, ma a volte l&#8217;autore deborda nel grottesco scagliandosi, novello Don Chisciotte, contro i mulini a vento della nuova società occidentale, pervasa dal mondo del consumismo e della pubblicità, demonizzandola in toto senza saperne discernere le varie sfaccettature. Fino a tre quarti del romanzo, se non di più, ciò che esprime [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807880903/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807880903&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2590" title="Diario di scuola" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/07/Diario-di-scuola-190x290.jpg" alt="" width="190" height="290" /></a>In questo romanzo emerge sia l&#8217;esperienza professionale di <em>Pennac</em>, che è stato insegnante per vari anni, sia la sua esperienza personale di <em>&#8220;somaro&#8221;</em>. Il giovane Pennacchioni (vero cognome dell&#8217;autore) era infatti un somaro archetipo, completamente rassegnato e masochisticamente autocompiaciuto del suo ruolo di incapace.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il libro, a mezza strada tra autobiografia e saggio sulla scuola, consiste più che altro in una lunga digressione che prende le mosse dall&#8217;infanzia del Pennac somaro per passare alla sua vita da insegnante. Attraverso una serie di aneddoti Pennac racconta allo stesso tempo la frustrazione del perenne &#8220;insufficiente&#8221; e il senso di inettitudine dell&#8217;insegnante di fronte a classi che non è in grado di gestire né capire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non esiste quindi una vera e propria trama, i capitoli si susseguono legati da passaggi più o meno evidenti, e a volte da veri e propri voli pindarici; alcuni di essi sono interessanti, anche con una certa ironia, ma a volte l&#8217;autore deborda nel grottesco scagliandosi, novello <em>Don Chisciotte</em>, contro i mulini a vento della nuova società occidentale, pervasa dal mondo del consumismo e della pubblicità, demonizzandola in toto senza saperne discernere le varie sfaccettature.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Fino a tre quarti del romanzo, se non di più, ciò che esprime l&#8217;autore è un mix di buon senso ed evidenza, quindi raramente opiniabile, ma è da questo punto che comincia a perdere qualche colpo, gettandosi in continue invettive dantesche contro <em>&#8220;Nonna Marketing&#8221;</em>, una guru della publicità intercettata facendo zapping che Pennac erge a rappresentante della società consumistica e pubblicitaria. Pennac si rivolge direttamente alla nonnaccia <em>[sic]</em>, accusandola di essersi <em>&#8220;camuffata e piazzata con le fauci spalancate all&#8217;uscita delle scuole per divorarti i cappuccetti rossi consumatori&#8221;</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sta al lettore decidere se concordare con Pennac, farsi semplicemente quattro risate per questa frizzante uscita o rimanere leggermente inquieto dal modo in cui l&#8217;autore pone la scuola come fonte unica e insostituibile della cultura, ergendo gli insegnanti a unici degni mentori dell&#8217;umanità.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Insomma, sebbene il libro sia a volte più o meno una evidentemente difesa (sconfinante sporadicamente nell&#8217;esaltazione) della scuola e degli insegnanti, non mancano i mea culpa dell&#8217;autore che privano l&#8217;opera di una qualunque concezione di <em>&#8220;manuale di vita&#8221;</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In conclusione un libro non difficile, forse meno interessante per chi è ormai completamente esterno alla scuola che vale la pena leggere anche se nel suo finale tende a trascinarsi faticosamente verso la conclusione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non è sicuramente adatto al lettore che cerca nei libri particolari emozioni, né a chi è a caccia di argomentazioni complete ed esaustive: si tratta in sostanza di una lunga chiacchierata (monologo per dire il vero) con l&#8217;autore.</div>
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<div><strong>&#8220;Diario di scuola&#8221;</strong> di Daniel Pennac<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807880903/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807880903&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Feltrinelli</div>
<div>pp. 241  &#8211;  euro 8</div>
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<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_blank">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
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