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	<title>Scritti da Voi &#187; pane e tempesta stefano benni | Scritti da Voi</title>
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	<description>Gabriele Ametrano</description>
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		<title>&#8220;Pane e tempesta&#8221; di Stefano Benni (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:32:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per arrivare in piazzetta davanti all’insegna del Bar Sport, Nonno Stregone doveva fare trecentodue passi, conosceva il tragitto pietra per pietra, ci vedeva come un falco, fiutava come un segugio, parlava con gli animali. Ed è per questo che lo chiamavano Stregone.  A Montelfo lui era nato, era partito ed era tornato. Un paese arrampicato in cima al monte, immaginario e abitato da personaggi strampalati. Un mondo fantastico avvolto nella natura, deliziosa in tutte le sue forme ma anche matrigna e faticosa. Nel Paese del Buon Vento (il luogo era chiamato anche così) delle enormi ruspe minacciavano la tranquillità: era in atto una speculazione edilizia.  Gli abitanti del paese con a capo il Nonno Stregone al grido di pane e tempesta dovevano difendersi. Non era la prima volta che il Bar Sport rischiava di chiudere ma questa volta l’oste Trincone doveva ingaggiarsi in una dura battaglia per difendersi dalle fauci di una enorme Rex taglia-sega-stronca e una ruspa Triceratopos che procedevano facendo scempio di castagni e faggi. Per salvare il bar andava trovata una soluzione e tutti i cervelli migliori del posto e anche qualcuno dei peggiori furono chiamati a raccolta. In Pane e tempesta ritorna l’intonazione comica, un segno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/pet.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1615" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/pet.jpg" alt="" width="190" height="287" /></a>Per arrivare in piazzetta davanti all’insegna del Bar Sport, Nonno Stregone doveva fare trecentodue passi, conosceva il tragitto pietra per pietra, ci vedeva come un falco, fiutava come un segugio, parlava con gli animali. Ed è per questo che lo chiamavano Stregone.  A Montelfo lui era nato, era partito ed era tornato. Un paese arrampicato in cima al monte, immaginario e abitato da personaggi strampalati. Un mondo fantastico avvolto nella natura, deliziosa in tutte le sue forme ma anche matrigna e faticosa.</div>
<div style="text-align: justify">Nel Paese del Buon Vento (il luogo era chiamato anche così) delle enormi ruspe minacciavano la tranquillità: era in atto una speculazione edilizia.  Gli abitanti del paese con a capo il Nonno Stregone al grido di <em>pane e tempesta</em> dovevano difendersi. Non era la prima volta che il Bar Sport rischiava di chiudere ma questa volta l’oste Trincone doveva ingaggiarsi in una dura battaglia per difendersi dalle fauci di una enorme Rex taglia-sega-stronca e una ruspa Triceratopos che procedevano facendo scempio di castagni e faggi. Per salvare il bar andava trovata una soluzione e tutti i cervelli migliori del posto e anche qualcuno dei peggiori furono chiamati a raccolta.</div>
<div style="text-align: justify">In <strong>Pane e tempesta</strong> ritorna l’intonazione comica, un segno distintivo della “penna” di <em>Stefano Benni</em>, che latitava negli ultimi libri tanto da aver fatto preoccupare i lettori più affezionati.</div>
<div style="text-align: justify">La struttura narrativa scelta dall’autore sviluppa la trama in una serie di racconti che ci svelano la storia dei singolari personaggi che abitano il paese. Un caleidoscopio di esseri viventi, ognuno con le sue debolezze che Benni fa diventare peculiarità. Degli eroi autentici, capaci di gesta prodigiose e meriti eccezionali.</div>
<div style="text-align: justify">Una storia di rara e malinconica ironia, come preannunciato in esergo dalla citazione di Leonardo Da Vinci <em>&#8220;come varia il pianto a seconda de le emozioni, similmente complicato et prezioso et ogni volta diverso è il ridere&#8221;</em>, che carezza le corde emotive facendole vibrare per risvegliare quei valori essenziali resi atoni alle orecchie di un sordo individualismo.</div>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span> </span></p>
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<div><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Yosm6lpb0SI" target="_blank">GUARDA IL BOOK TRAILER</a></div>
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<div><strong>&#8220;Pane e tempesta&#8221;</strong> di Stefano Benni<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807017911/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807017911" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Feltrinelli</div>
<div>pp. 248  &#8211;  euro 16</div>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span> </span></p>
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<div><a href="http://www.kaosblu.blogspot.com" target="_blank">Recensione di Carlo Spada</a></div>
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