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	<title>Scritti da Voi &#187; parigi | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221; di Umberto Eco (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 14:13:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221; è il secondo romanzo di Umberto Eco dopo il successo de Il nome della rosa. Il titolo si riferisce al pendolo ideato da Leon Focault per dimostrare la rotazione della terra, un modello del quale è conservato al Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi. E proprio da lì prende inizio il romanzo con Casaubon, l&#8217;io narrante, che rievoca le vicende che lo hanno portato in quel luogo. E&#8217; uno studente che sta preparando una tesi sui Templari e conosce per caso Belbo, redattore di una casa editrice presso cui lavora anche Diotallevi, esperto di Cabala. I tre si ritrovano tra le mani un documento relativo ai Templari, consegnato da un misterioso personaggio di cui perdono le tracce, forse ucciso e fatto sparire. Da qui, un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per lavoro, iniziano a ricostruire con immaginazione, conoscenze storiche e congetture che li appassionano sempre più, il piano originale dei Templari per il dominio del mondo. Al centro di tutto il Pendolo che, a chi è in grado di interpretare il suo significato segreto, indica il luogo dove poter regolare e correggere il clima e le correnti terrestri. Casaubon, Belbo e Diotallevi analizzano secoli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845214222/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845214222&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3139" title="compra &quot;Il Pendolo di Focault&quot; di Umberto Eco (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/06/41bHSMt8fWL._SY445_.jpg" alt="bompiani umberto eco pendolo focault" width="190" height="287" /></a>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221;</strong> è il secondo romanzo di <em>Umberto Eco</em> dopo il successo de <em>Il nome della rosa</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo si riferisce al pendolo ideato da Leon Focault per dimostrare la rotazione della terra, un modello del quale è conservato al Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio da lì prende inizio il romanzo con Casaubon, l&#8217;io narrante, che rievoca le vicende che lo hanno portato in quel luogo. E&#8217; uno studente che sta preparando una tesi sui Templari e conosce per caso Belbo, redattore di una casa editrice presso cui lavora anche Diotallevi, esperto di Cabala.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre si ritrovano tra le mani un documento relativo ai Templari, consegnato da un misterioso personaggio di cui perdono le tracce, forse ucciso e fatto sparire. Da qui, un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per lavoro, iniziano a ricostruire con immaginazione, conoscenze storiche e congetture che li appassionano sempre più, il piano originale dei Templari per il dominio del mondo. Al centro di tutto il <em>Pendolo</em> che, a chi è in grado di interpretare il suo significato segreto, indica il luogo dove poter regolare e correggere il clima e le correnti terrestri.</p>
<p style="text-align: justify;">Casaubon, Belbo e Diotallevi analizzano secoli di storia, simbologie cabalistiche e teorie misteriose, conoscono personaggi che sembrano far parte di altre epoche e con profonde conoscenze occultistiche. Quello che sembra un gioco appassionante viene scambiato per vera conoscenza iniziatica da una setta di fanatici che vogliono, ad ogni costo, entrare in possesso della soluzione del “Piano”. Il finale è ricco di eventi sorprendenti e drammatici, il gioco ora è una angosciante realtà da cui neanche il nostro protagonista sa come uscire.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Pendolo di Focault</em> ha avuto un successo inferiore a <em>Il nome della rosa</em> pur avendo in comune con questo il fatto di non essere un semplice romanzo, anzi, il racconto è quasi una scusa per dissertare sapientemente di sette segrete, Templari, Rosa Croce e Cabala.</p>
<p style="text-align: justify;">Mischiando abilmente il vero al verosimile, costruendo un castello di collegamenti e congetture plausibili e utilizzando il sincretismo tipico dei cabalistici, Eco dimostra la sua ironia nei confronti della “teoria del complotto” e di coloro che vogliono credere per forza nel “ciarpame occultistico”. Il libro, pur appassionante, non è di facile lettura. Eco mostra sempre con piacere la sua erudizione sull&#8217;argomento che tratta e un suo romanzo diventa sempre una fonte di conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo si presta a più piani di lettura, un po&#8217; giallo, un po&#8217; saggio, un po&#8217; trattato di semiologia. Come al solito Eco divide tra chi è entusiasta e chi non riesce ad arrivare in fondo al libro, tra chi trova troppo difficile il suo modo di scrivere e chi invece vede proprio nella sua complessità e sfoggio di erudizione la parte più affascinante.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Pendolo di Focault&#8221;</strong> di Umberto Eco<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845214222/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845214222&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bompiani</p>
<p>pp. 687  &#8211;  euro 12</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/antonio.marianantoni" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Il richiamo della strada&#8221; di Sebastien Jallade (Ediciclo Edizioni)</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2014 10:33:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Seduto nei caffè del quartiere di Sain-Antoine  di Parigi, Sebastien Jallade, giornalista e fondatore di “Voix nomade”, uno dei primi siti comunitari di viaggiatori, oltre che marciatore e autore di documentari e studi sulla strada Qhapaq Nan, riflette sui motivi che lo spingono da sempre a partire per orizzonti nuovi. Scavando nelle proprie esperienze, la maggior parte in America Latina, individua una serie di risposte collegate ad un unico filo conduttore: la ricerca e la costruzione di sé. Le mete sconosciute diventano così luoghi da misurare come territori di caccia, e il viaggio si trasforma in un percorso iniziatico, come nei miti che hanno fondato il nomadismo occidentale sulla ricerca di sé, quella stessa ricerca che oggi può diventare un’esperienza unica, una risposta al  richiamo della libertà di diventare quello che si vuole essere. Ecco perché una vita senza un viaggio non può essere considerata riuscita. Se si considera poi che nel 2040 un miliardo di uomini vivrà lontano dalla propria terra natale, il richiamo della strada è la vera odissea moderna. Si parte per esplorare, per costruire il sé e per appagare l’aspirazione primordiale verso l’ignoto, come fa Fabien, che va a costruire un ospedale in Camerun, o Élodie, [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865490330/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865490330&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3022" title="compra &quot;Il richiamo strada&quot; di Sebastien Jallade (Ediciclo Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/richiamo-strada.jpg" alt="ediciclo sebastien jallade il richiamo della strada" width="190" height="289" /></a>Seduto nei caffè del quartiere di Sain-Antoine  di Parigi, <em>Sebastien Jallade</em>, giornalista e fondatore di <em>“Voix nomade”</em>, uno dei primi siti comunitari di viaggiatori, oltre che marciatore e autore di documentari e studi sulla strada <em>Qhapaq Nan</em>, riflette sui motivi che lo spingono da sempre a partire per orizzonti nuovi. Scavando nelle proprie esperienze, la maggior parte in America Latina, individua una serie di risposte collegate ad un unico filo conduttore: la ricerca e la costruzione di sé. Le mete sconosciute diventano così luoghi da misurare come territori di caccia, e il viaggio si trasforma in un percorso iniziatico, come nei miti che hanno fondato il nomadismo occidentale sulla ricerca di sé, quella stessa ricerca che oggi può diventare un’esperienza unica, una risposta al  richiamo della libertà di diventare quello che si vuole essere. Ecco perché una vita senza un viaggio non può essere considerata riuscita. Se si considera poi che nel 2040 un miliardo di uomini vivrà lontano dalla propria terra natale, il richiamo della strada è la vera odissea moderna. Si parte per esplorare, per costruire il sé e per appagare l’aspirazione primordiale verso l’ignoto, come fa Fabien, che va a costruire un ospedale in Camerun, o Élodie, una giovane scrittrice che si avventura  in un Tibet proibito. Sono entrambi esempi del viaggio come manifesto e messaggio di quello che l’autore definisce una forma di “nomadismo attivo”. Ricerca, frontiere, limiti, esili: il richiamo della strada assomiglia ad un campo di battaglia in cui il viaggiatore mostra il proprio spirito conquistatore per soddisfare la propria voglia di vivere. Ogni viaggio inizia con delle parole su una cartina, con una mappa come via di accesso alla conquista della verità,  per approdare al confronto con modi di vita negati, con persone incontrate per caso. L’autore invita anche a prendere atto dell’illusione costruita con le tecnologie di ultima generazione, come Google Earth, che offrono sì un utile database, ma sono tutt’altra cosa rispetto ad una testimonianza reale, che porta con sé sempre una parte di mistero, quella mistica dell’incontro in cui l’altro diventa un vicino in un luogo sconosciuto, in cui il viaggiatore è semplicemente uno scopritore, un antiquario della diversità del vivente, un innamorato del racconto per tappe. In sintesi, il richiamo della strada, da movimento senza fine, da canto della partenza e delle utopie vagabonde, può diventare anche una terapia contemporanea, soprattutto per chi ha perso la spinta verso quegli orizzonti sconosciuti che diventano parte del proprio orizzonte di senso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il richiamo della strada&#8221;</strong> di Sebastien Jallade<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865490330/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865490330&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Ediciclo Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp.90  &#8211;  euro 8,50</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/giulia.grassini.3" target="_blank">Recensione di Giulia Grassini</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Libri in fuga&#8221; di André Shiffrin (Voland)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 23:37:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jacques e André Shiffrin sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima Bibliothèque de la Pléiade, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice Pantheon Books. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana. André Shiffrin racconta questo e molto altro in &#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2747" title="libri in fuga andre shiffrin voland" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-Libri-in-fuga-copertina.jpg" alt="voland shiffrin libri in fuga" width="190" height="268" /></a>Jacques e <em>André Shiffrin</em> sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima <em>Bibliothèque de la Pléiade</em>, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice <em>Pantheon Books</em>. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">André Shiffrin racconta questo e molto altro in <strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;</strong>, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio storico-culturale e le memorie famigliari, descrive la lunga parabola editoriale dei due Shiffrin, intrecciandola strettamente non solo ad un fiume di ricordi privati, ma anche all’attenta osservazione del contesto sociale e politico entro cui essa si sviluppò. Attraverso le vicende personali, rivivono i momenti più significativi della storia del Novecento: la rivoluzione d’Ottobre, in seguito alla quale la famiglia del padre dovette abbandonare la Russia; poi gli anni del nazismo, della guerra e della caccia agli ebrei, vissuti con crescente apprensione fino alla decisone di fuggire oltreoceano; e ancora l’America, un Paese tutto da scoprire agli occhi del piccolo André, così diverso dall’Europa e tanto denso di aspettative.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Appassionato di politica fin da giovanissimo, l’autore si sofferma particolarmente sulle vicende statunitensi del secondo dopoguerra – il maccartismo, la distensione, la guerra in Vietnam, l’età reaganiana, l’11 settembre –, osservandone i contestuali effetti nell’ambito dell’informazione, dell’editoria e della circolazione delle idee. Socialista riformista d’impronta europea, ostile al comunismo ma anche aspro nei confronti del capitalismo a stelle e strisce, Shiffrin mantiene sempre uno sguardo parzialmente alieno, e per questo assai stimolante, nei riguardi della società americana, continuamente raffrontata alla Francia natía e al Vecchio Continente, con cui mai vengono recisi i legami.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per quanto già l’avvio della guerra fredda segni la fine di ogni concreta prospettiva socialdemocratica negli Stati Uniti – prospettive ancora alimentate, nell’immediato dopoguerra, dal ricordo del New Deal rooseveltiano –, Shiffrin non rinuncia in alcun modo alla propria militanza culturale e politica, che prosegue e si rinsalda nell’attività editoriale. Di fronte all’affermarsi dell’iniziativa privata quale tratto egemone e definitivo della società americana, il suo impegno si volge con rinnovato vigore alla diffusione di una cultura critica, estranea al convenzionale circuito accademico, in cui trovano posto non solo fondamentali intellettuali europei, innovativi e progressisti, ancora poco noti negli Stati Uniti, ma anche le voci indigene più scomode e dissonanti, primo fra tutti Noam Chomsky. La militanza di Shiffrin non si arresta nemmeno quando la legge del massimo profitto fa capolino, insieme ai grandi trust industriali, nel settore dei media e dell’editoria (con quei deleteri esiti, in termini di qualità e indipendenza, che Shiffrin ha brillantemente raccontato in <em>&#8220;Editoria senza editori&#8221;</em> e <em>&#8220;Il controllo della parola&#8221;</em>, entrambi pubblicati in Italia da <em>Bollati Boringhieri</em>): assorbita da una multinazionale e ormai completamente smarrita l’identità della casa editrice che lui e suo padre avevano contribuito a rendere grande, André si reinventa editore indipendente, fondando la New Press e proseguendo in ambiente ostile la propria battaglia in difesa di una cultura di qualità, foriera di idee originali ed aperta alle voci marginali e dissidenti. Ben sapendo che solo questo lavoro culturale, dall’intrinseco valore politico, può gettare le basi necessarie ad una reale trasformazione della società.</div>
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<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221; </strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">di André Shiffrin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a><br />
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<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">titolo originale: </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><em>A political education. Coming of Age in Paris and New York</em></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">edito da Voland</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">pp. 240  &#8211;  euro 15</span></div>
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<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/marco-pizio/" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></span></div>
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		<title>&#8220;La ragazza senza volto&#8221; di Jo Nesbø (Piemme)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 17:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dicembre 2003. Tre individui, tre porte, tre missioni. A Parigi un oscuro viaggiatore, un Mali Spasitelj, conclude un macabro lavoro su commissione; a Oslo il capitano Jon Karlsen compie la sua quotidiana opera di assistenza fisica e spirituale, mentre il detective Harry Hole è nuovamente alle prese con la penosa incombenza di annunciare dolore. Forse la storia comincia ancora prima, nel lontano 1991, la cui eredità, fatta di abusi, desideri di vendetta e verità taciute, echeggia pesantemente nel presente, come uno sparo contro un giovane soldato durante un concerto di Natale. È a questo punto che le vite dei tre uomini, che ormai credi di conoscere quasi nel profondo, s’intrecciano e si scontrano, in un gioco di equivoci, intrighi e coincidenze in cui tutti cercano tutti. Ne &#8220;La ragazza senza volto&#8221; (infelice scelta di traduzione a discapito di un titolo più letterale, ma forse più indicato, come &#8220;Il redentore&#8221;) Jo Nesbø ti trascina alla scoperta della vita giovanile all’interno dell’Esercito della Salvezza, delle crudeltà della battaglia di Vukovar, dell’etica economica di una facoltosa famiglia, e ti pone al fianco di Harry Hole, già alle prese con i propri fantasmi personali che, in questa avventura letteraria, dovrà vedersela con un assassino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8866216119/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8866216119" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1928" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/11/Copertina-La-ragazza-senza-volto.jpg" alt="la ragazza senza volto jo nesbo piemme" width="190" height="293" /></a>Dicembre 2003. Tre individui, tre porte, tre missioni. A Parigi un oscuro viaggiatore, un <em>Mali Spasitelj</em>, conclude un macabro lavoro su commissione; a Oslo il capitano Jon Karlsen compie la sua quotidiana opera di assistenza fisica e spirituale, mentre il detective Harry Hole è nuovamente alle prese con la penosa incombenza di annunciare dolore.</div>
<div style="text-align: justify">Forse la storia comincia ancora prima, nel lontano 1991, la cui eredità, fatta di abusi, desideri di vendetta e verità taciute, echeggia pesantemente nel presente, come uno sparo contro un giovane soldato durante un concerto di Natale. È a questo punto che le vite dei tre uomini, che ormai credi di conoscere quasi nel profondo, s’intrecciano e si scontrano, in un gioco di equivoci, intrighi e coincidenze in cui tutti cercano tutti.</div>
<div style="text-align: justify">Ne <strong>&#8220;La ragazza senza volto&#8221;</strong> (infelice scelta di traduzione a discapito di un titolo più letterale, ma forse più indicato, come &#8220;<em>Il redentore&#8221;</em>) <em>Jo Nesbø</em> ti trascina alla scoperta della vita giovanile all’interno dell’Esercito della Salvezza, delle crudeltà della battaglia di Vukovar, dell’etica economica di una facoltosa famiglia, e ti pone al fianco di Harry Hole, già alle prese con i propri fantasmi personali che, in questa avventura letteraria, dovrà vedersela con un assassino dai mille volti e un omicidio apparentemente senza movente. Tuttavia in questo thriller di matrice scandinava nulla è come sembra.</div>
<div style="text-align: justify">E tu, lettore, sarai puntualmente convinto di essere al di sopra degli stessi protagonisti, e di aver compreso quali siano i meccanismi che tessono i fili di questa ragnatela mortale; di volta in volta, invece, sarai costretto a ricrederti, a voler quasi chiedere scusa ai personaggi per ciò che hai osato pensare di loro, a domandarti come il cerchio si chiuderà. In fondo, però, questa ingenuità non è colpa tua ma di un’abile penna che, con sapiente perizia, è in grado di confonderti le idee con le sue descrizioni ambigue e, addirittura, ti tiene incollato alle pagine in un susseguirsi di <em>cliffhanger</em> ben riusciti che ti impediscono di mettere via il libro. Ma proprio quando vuoi saperne di più, Nesbø ti trascina violentemente in un’altra scena e la tua curiosità bramosa cresce a dismisura. Eppure l’autore è così efficiente nella sua narrazione che non puoi sentirti offeso per essere stato imbrogliato. Alla fine ogni tassello troverà il proprio posto e, sfogliando l’ultima pagina, probabilmente avrai appreso oltre quanto richiesto: una volta conclusa l’indagine saprai, infatti, cosa è in grado di fare il tuo aspirapolvere e avrai un’alternativa alle solite decorazioni natalizie. E, come me, quasi certamente sarai felice di scoprire che il Meltzer nero è solo un’altra creatura partorita dalla mente dello scrittore.</div>
<div style="text-align: justify"><em>La ragazza senza volto</em> si rivela, in definitiva, uno straordinario poliziesco &#8211; sebbene un po’ contorto in alcuni passaggi &#8211; nel quale Jo Nesbø conferma la propria maestria nel delineare personaggi realistici e dalle mille sfaccettature (lo stesso Harry Hole apparirebbe interessante pur senza una trama intorno), meritando pienamente un occhio di riguardo sugli scaffali delle librerie. E se qualche lettore si è lasciato scappare i suoi primi romanzi, dopo aver letto questo sicuramente sarà colto dall’irresistibile voglia di recuperare!</div>
<p><strong>&#8220;La ragazza senza volto&#8221;</strong> di Jo Nesb<span style="text-align: justify">ø<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8866216119/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8866216119" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a><br />
</span></p>
<p><span style="text-align: justify">edito da Piemme</span></p>
<p><span style="text-align: justify">pp. 528  &#8211;  euro 13</span></p>
<p><span style="text-align: justify"><a href="https://twitter.com/cimilou" target="_blank">Recensione di Luana Cimaduomo</a></span></p>
<p style="text-align: justify">
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