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	<title>Scritti da Voi &#187; Philip Roth | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;La macchia umana&#8221; di Philip Roth (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 15:16:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romanzo conclusivo della trilogia comprendente “Pastorale Americana” e “Ho sposato un comunista” è stato scritto da Philip Roth nel 2000. Racconta la storia del professor Coleman, che rimasto vedovo stringe amicizia con il suo vicino Nathan, e inizia a raccontare a lui la sua vita. Al culmine della sua carriera universitaria come preside e professore dell’Università di Athena viene ingiustamente accusato di razzismo a due studenti. Da qui l’inizio del suo declino: il forzato abbandono della professione, la morte della moglie, l’inizio di una relazione con una donna molto più giovane di lui e con un passato che l’ha irrimediabilmente segnata, l’interrompersi del rapporto con la figlia femmina. Coleman si racconta a Nathan, ma non dice tutto: un segreto che non può confessare neanche alla moglie e ai figli. Un segreto custodito solo dalla sua famiglia d’origine che per questo è stata estromessa dalla sua vita. Come sempre nei romanzi di Roth ci accompagnano la storia e il sociale: la scandalosa relazione con una donna più giovane è di diversa estrazione sociale è vissuta tenendo sullo sfondo la scandalo Clinton-Lewinski, la guerra del Vietnam – pur lontana nel tempo – è presente nelle menti di coloro che l’hanno vissuta e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173340/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173340&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2621" title="la macchia umana philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/07/la-macchia-umana-190x290.jpg" alt="einaudi roth macchia umana" width="190" height="290" /></a>Romanzo conclusivo della trilogia comprendente <em>“Pastorale Americana”</em> e <em>“Ho sposato un comunista”</em> è stato scritto da Philip Roth nel 2000.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Racconta la storia del professor Coleman, che rimasto vedovo stringe amicizia con il suo vicino Nathan, e inizia a raccontare a lui la sua vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Al culmine della sua carriera universitaria come preside e professore dell’Università di Athena viene ingiustamente accusato di razzismo a due studenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Da qui l’inizio del suo declino: il forzato abbandono della professione, la morte della moglie, l’inizio di una relazione con una donna molto più giovane di lui e con un passato che l’ha irrimediabilmente segnata, l’interrompersi del rapporto con la figlia femmina.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Coleman si racconta a Nathan, ma non dice tutto: un segreto che non può confessare neanche alla moglie e ai figli. Un segreto custodito solo dalla sua famiglia d’origine che per questo è stata estromessa dalla sua vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Come sempre nei romanzi di Roth ci accompagnano la storia e il sociale: la scandalosa relazione con una donna più giovane è di diversa estrazione sociale è vissuta tenendo sullo sfondo la scandalo Clinton-Lewinski, la guerra del Vietnam – pur lontana nel tempo – è presente nelle menti di coloro che l’hanno vissuta e hanno così scritto la loro condanna.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il segreto di Coleman è il centro del libro e il fulcro attorno al quale ruotano tutta una serie di accadimenti e personaggi già sufficienti da soli a tenere in piedi un romanzo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Invece qua tutto si intreccia, fino a fare quadrare i pezzi di un puzzle che anche le persone più vicine a Coleman non sono mai riuscite a ricomporre.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth scrive della natura umana, di come in ognuno di noi ci sia il giusto e assieme l’indicibile, di come si possa decidere il vivere la propria vita al di fuori degli schemi, pur apparendo del tutto dentro gli schemi, portandosi dentro un segreto, un segreto che lo stesso Coleman pare aver dimenticato, che sembra avergli dato qualche brivido alla nascita dei figli ma niente più.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Scrive di un uomo che si fa amare da molti e che a tratti anche noi amiamo, per poi tornare a ricordarci come ha dato una svolta alla sua vita, che senza quella decisione sarebbe sicuramente stata diversa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il romanzo riesce nel duplice tentativo di farci amare e disprezzare Coleman, tanto che quando nel seguire le vicende della sua vita  prendiamo le sue parte, dobbiamo ricordarci il terribile segreto che porta con sé.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0px;"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;La macchia umana&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173340/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173340&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 386  &#8211;  euro 12.50</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span><span style="letter-spacing: 0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>“Lamento di Portnoy” di Philip Roth (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 17:01:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lamento di Portnoy, quarto titolo e terzo romanzo di Philip Roth, quando uscì nel ’69 venne accusato di oscenità ma ottenne lo stesso, e forse proprio per questo, un grande successo. E’ il monologo di Alexander Portnoy ebreo americano che, dallo psicanalista, parla delle sue nevrosi e ossessioni a sfondo sessuale. Rievoca la sua vita dall’infanzia e il suo rapporto con i genitori, ossessionati dalla paura che possa sempre succedere qualcosa: il padre basa la sua vita sul problema della sua inguaribile stitichezza e la madre è talmente invadente che, da bambino, pensava che ogni sua insegnante fosse sua madre travestita. Con la madre ha un rapporto morboso e la considera causa dei suoi problemi e sensi di colpa. La sua è una famiglia ossessionata dal conformismo, dall’attaccamento alle tradizioni ebraiche, che Portnoy spesso contesta e ridicolizza per gli assurdi divieti. Ossessionato dalla masturbazione nell’adolescenza ma anche dal senso del dover essere un bravo bambino ebreo, diventerà un adulto di successo fissato con il sesso ma incapace di trovare uno stabile equilibrio sentimentale, passando da una storia all’altra, senza riuscire a farsi una famiglia come vorrebbe. Le sue ossessioni sessuali sono rivolte esclusivamente a ragazze non ebree quasi che, come [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173952/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173952&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2531" title="lamento di portnoy philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/06/lamento-di-portnoy.jpg" alt="" width="180" height="293" /></a>Lamento di Portnoy</strong>, quarto titolo e terzo romanzo di <em>Philip Roth</em>, quando uscì nel ’69 venne accusato di oscenità ma ottenne lo stesso, e forse proprio per questo, un grande successo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ il monologo di Alexander Portnoy ebreo americano che, dallo psicanalista, parla delle sue nevrosi e ossessioni a sfondo sessuale. Rievoca la sua vita dall’infanzia e il suo rapporto con i genitori, ossessionati dalla paura che possa sempre succedere qualcosa: il padre basa la sua vita sul problema della sua inguaribile stitichezza e la madre è talmente invadente che, da bambino, pensava che ogni sua insegnante fosse sua madre travestita. Con la madre ha un rapporto morboso e la considera causa dei suoi problemi e sensi di colpa. La sua è una famiglia ossessionata dal conformismo, dall’attaccamento alle tradizioni ebraiche, che Portnoy spesso contesta e ridicolizza per gli assurdi divieti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ossessionato dalla masturbazione nell’adolescenza ma anche dal senso del dover essere un bravo bambino ebreo, diventerà un adulto di successo fissato con il sesso ma incapace di trovare uno stabile equilibrio sentimentale, passando da una storia all’altra, senza riuscire a farsi una famiglia come vorrebbe. Le sue ossessioni sessuali sono rivolte esclusivamente a ragazze non ebree quasi che, come egli sostiene, penetrando loro potesse penetrare anche l’ambiente sociale di provenienza.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La parte più interessante mi è sembrata quella finale, quando Portnoy va in Israele e si rende conto quasi incredulo che lì tutti sono ebrei.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth è stato accusato di mettere in ridicolo le abitudini ebraiche ma, in realtà, manifesta il desiderio di liberarsi da imposizioni legate ad un modello educativo opprimente. Il suo è un inno alla libertà sessuale e di pensiero, senza attaccare una particolare religione ma attaccando tutte quelle che in qualche modo limitano la libertà dell’individuo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un libro divertente, sarcastico sulla tendenza ebraica all’autoflagellazione e al compiacimento che ne segue e che contiene già molte delle caratteristiche che Roth svilupperà con i romanzi successivi, fino ad arrivare a  <em>“La macchia umana”</em> e al capolavoro <em>“Pastorale americana”</em>.</div>
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p><strong>&#8220;Lamento di Portnoy&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173952/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173952&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Einaudi</p>
<p>pp. 234  &#8211;  euro 10,50</p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/antonio.marianantoni" target="_blank">Recensione di Antonio Marianantoni</a></p>
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: Helvetica; min-height: 14px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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