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	<title>Scritti da Voi &#187; pietro | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Ti prendo e ti porto via&#8221; di Niccolò Ammanniti (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 15:39:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono due le storie principali di questo romanzo, che nel 1999 ha reso famoso il suo autore, Niccolò Ammanniti, a livello nazionale. Le peripezie del giovane Pietro Moroni e quelle del maturo playboy Graziano Biglia corrono infatti parallele, finché alla fine non si intersecano. Caratterizzata da numerosi flash back e repentini cambi di scena, la vicenda risulta quasi difficile da seguire all’inizio, finché non si è catapultati nel turbinio di eventi, che coinvolgono il lettore come se fosse lì accanto ad ognuno dei personaggi. Nessuno di loro è totalmente positivo, neppure il protagonista di dodici anni, Pietro. Fino quasi all’ultimo sembra essere animato da buoni sentimenti, descritto subito all’inizio come un normale bravo ragazzino, che sembra più piccolo della sua età, naso all’insù, occhi grandi e capelli tagliati “alla meno peggio” dalla madre. Tuttavia, con un colpo di scena finale, tutto si capovolge e sarà proprio lui il colpevole di una tragedia. La vittima è l’altro personaggio che sembrerebbe totalmente positivo, se non fosse per la sua eccessiva immobilità. Si tratta della professoressa Flora Palmieri, che nasconde un mondo di dolore dietro la sua facciata di zitella inacidita. Sono dunque molto sfaccettati i protagonisti di questo romanzo e nessuno alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804476796/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804476796&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2258" title="ti prendo e ti porto via niccolò ammanniti mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/imm.jpg" alt="ammanniti mondadori ti prendo e ti porto via" width="190" height="268" /></a>Sono due le storie principali di questo romanzo, che nel 1999 ha reso famoso il suo autore, <em>Niccolò Ammanniti</em>, a livello nazionale. Le peripezie del giovane Pietro Moroni e quelle del maturo playboy Graziano Biglia corrono infatti parallele, finché alla fine non si intersecano. Caratterizzata da numerosi flash back e repentini cambi di scena, la vicenda risulta quasi difficile da seguire all’inizio, finché non si è catapultati nel turbinio di eventi, che coinvolgono il lettore come se fosse lì accanto ad ognuno dei personaggi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nessuno di loro è totalmente positivo, neppure il protagonista di dodici anni, Pietro. Fino quasi all’ultimo sembra essere animato da buoni sentimenti, descritto subito all’inizio come un normale bravo ragazzino, che sembra più piccolo della sua età, naso all’insù, occhi grandi e capelli tagliati <em>“alla meno peggio”</em> dalla madre. Tuttavia, con un colpo di scena finale, tutto si capovolge e sarà proprio lui il colpevole di una tragedia. La vittima è l’altro personaggio che sembrerebbe totalmente positivo, se non fosse per la sua eccessiva immobilità. Si tratta della professoressa Flora Palmieri, che nasconde un mondo di dolore dietro la sua facciata di zitella inacidita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sono dunque molto sfaccettati i protagonisti di questo romanzo e nessuno alla fine è quello che sembra. Questo è sicuramente uno dei punti di forza della narrazione, insieme al fatto che quello che appare in principio un racconto adolescenziale divertente, si trasforma man mano quasi in un romanzo di denuncia sociale. Si ride, si piange e si riflette molto davanti all’affresco di un’umanità degradata, da cui il giovane protagonista vorrebbe fuggire. L’unico mezzo che trova per cercare di farlo è però attirare l’attenzione attraverso un gesto estremo, fatto con ingenuità, che provocherà una tragedia, anche se fatto con ingenuità e senza reale desiderio di nuocere.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La vicenda si svolge ad Ischiano Scalo, luogo di fantasia nella Maremma, tra Toscana e Lazio. <em>“Il mare c’è, ma non si vede”</em>, come la possibilità di essere felici. Tutti i personaggi inseguono una vita migliore, ma sono come ingabbiati nel grigiore delle loro origini. Uno su tutti è il pittoresco Graziano Biglia, playboy incallito, che ha girato il mondo, avuto mille donne, vissuto all’insegna di sesso, droga e rock and roll, ma il cui sogno è sposarsi e aprire una jeanseria ad Ischiano Scalo. Il suo incontro con l’innocente e misteriosa professoressa Palmieri è sicuramente uno dei momenti più belli del romanzo. Questi due personaggi diametralmente opposti sono alla fine alla ricerca delle stesse cose, la tenerezza e la possibilità di cambiare un’esistenza vuota e misera. Tutta l’essenza del romanzo è infatti già nel titolo, ripreso anche da Vasco Rossi, per una sua canzone dell’album Stupido Hotel del 2001.</div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 10px; line-height: normal; font-family: 'Lucida Grande'; min-height: 12px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><strong>&#8220;Ti prendo e ti porto via&#8221;</strong> di Niccolò Ammanniti<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804476796/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804476796&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Mondadori</div>
<div>pp. 462  &#8211;  euro 10.50</div>
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<div><a href="http://www.ilteatrodellacipolla.it" target="_blank">Recensione di Laura Adamuccio</a></div>
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		<title>&#8220;Venuto al mondo &#8221; di Margaret Mazzantini (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 13:30:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gemma: organo vegetativo che è base per il germogliare di foglie, rami, fiori. Gemma: così Margaret Mazzantini sceglie di chiamare la protagonista di questo suo libro, come a voler sottolineare i titubanti, ma costanti, tentativi di nascita presenti tra le pagine. Nascite di amori, identità, rivolte, di passioni e creazioni, di figli… Ma, questo, è soprattutto un libro di viaggi, che inizia con Gemma e il figlio adolescente Pietro in trepidante e svogliata partenza verso Gojko, il poeta amico di mamma, che li attende a Sarajevo. Così, l’ordinaria quotidianità di una famiglia lascia spazio ad un vero e proprio pellegrinaggio verso un passato da ripercorrere. Nel libro viene utilizzato l’espediente dei due tempi per raccontare, quasi in contemporanea, la Sarajevo passata e quella presente, i protagonisti per come furono e per come sono diventati. La città è, infatti, lo sfondo entro il quale tutto si è mosso e continua a muoversi: là Gemma ha vissuto anni da studentessa, da donna innamorata, da corpo femminile al quale è negata la possibilità di procreare. Durante questo viaggio le storie individuali vengono cucite su quelle collettive per raccontare l’inumanità della guerra, i risentimenti che essa lascia nei decenni davanti a sé, l’intensa pulsione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804573708/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804573708" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1971" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/11/Copertina_Venuto-al-mondo.jpg" alt="venuto al mondo margaret mazzantini mondadori" width="190" height="253" /></a>Gemma: organo vegetativo che è base per il germogliare di foglie, rami, fiori. Gemma: così <em>Margaret Mazzantini</em> sceglie di chiamare la protagonista di questo suo libro, come a voler sottolineare i titubanti, ma costanti, tentativi di nascita presenti tra le pagine. Nascite di amori, identità, rivolte, di passioni e creazioni, di figli… Ma, questo, è soprattutto un libro di viaggi, che inizia con Gemma e il figlio adolescente Pietro in trepidante e svogliata partenza verso Gojko, il poeta amico di mamma, che li attende a Sarajevo. Così, l’ordinaria quotidianità di una famiglia lascia spazio ad un vero e proprio pellegrinaggio verso un passato da ripercorrere. Nel libro viene utilizzato l’espediente dei due tempi per raccontare, quasi in contemporanea, la Sarajevo passata e quella presente, i protagonisti per come furono e per come sono diventati. La città è, infatti, lo sfondo entro il quale tutto si è mosso e continua a muoversi: là Gemma ha vissuto anni da studentessa, da donna innamorata, da corpo femminile al quale è negata la possibilità di procreare. Durante questo viaggio le storie individuali vengono cucite su quelle collettive per raccontare l’inumanità della guerra, i risentimenti che essa lascia nei decenni davanti a sé, l’intensa pulsione che accomuna coloro ai quali la natura nega la genitorialità biologica. Così, leggendo i vissuti dei singoli, la Mazzantini permette di fare esperienza di mondi spesso inesperiti, quando non sottoposti a giudizio e pregiudizio, come accade nel dibattito attuale sulla legitimmità di un figlio ad ogni costo.</div>
<div style="text-align: justify">Il lettore viene, poi, costretto a sbattere contro una realtà tanto vicina quanto lontana nella memoria storica: la guerra che a inizio anni Novanta ha sconvolto la città di Sarajevo e l’intera Bosnia ed Erzegovina. Affinchè non vada perso il ricordo di una vicenda che prolunga nell’oggi i suoi effetti…Miseria, risentimento, rancore: questi i déjà vu di un passato prossimo che sembra altrove dimenticato.</div>
<div style="text-align: justify">In pagine così intense non manca, però, il tema dell’amore, fil rouge che incatena l’una all’altra le vite dei protagonisti. Diverse le forme del sentimento che vengono presentate: la speranza per sempre degli amori mai realizzati, la capacità di alcuni di comprendere e accettare i bisogni dell’altro, la tenerezza che può avere un padre nell’accogliere un nuovo membro in famiglia, la carnalità dei primi incontri, l’incomunicabilità degli anni che passano, la passione di chi porta avanti la propria lotta sociale, il desiderio estremo di una lei che desidera un figlio per vederci inciso sopra il segno di lui. Caratteristiche di questi amori, e di queste pagine, sono l’ambiguità e la contaminazione con cui le passioni contagiano, arricchendoli, i rapporti umani. Un libro per non farsi scappare il senso impresso in ogni pozzanghera di vita.</div>
<p style="text-align: justify"><strong>&#8220;Venuto al mondo&#8221;</strong> di Margaret Mazzantini<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804573708/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804573708" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Mondadori</p>
<p>pp. 540  &#8211;  euro 20</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/claudia.bertagna.7" target="_blank">Recensione di Claudia Bertagna</a></p>
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