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	<title>Scritti da Voi &#187; piudiunlibroalmese | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Prepariamoci&#8221; di Luca Mercalli (Chiarelettere)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 10:35:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente “passare alle altre forme di energia”, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto. Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando. Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3228" title="compra &quot;Prepariamoci&quot; di Luca Mercalli (Chiarelettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere.jpg" alt="" width="190" height="294" /></a>Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice <em>Luca Mercalli</em>, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente <em>“passare alle altre forme di energia”</em>, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto.<br />
Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando.<br />
Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia di particolari e cifre per capire meglio la faccenda e orientarsi nel mondo dell’energia pulita. Altro punto importante è il rivalorizzare gli orti come fonte di alimentazione ma anche di bellezza culturale e paesaggistica, sostituendoli dove possibile agli inutili giardini pubblici e condominiali. Anche in questo caso l’autore spiega come gestire un orto e prova a trasmetterci la soddisfazione che ne deriva.<br />
Insomma Mercalli propone miglioramenti (concreti, non generali) in tutti gli ambiti possibili della vita quotidiana come i rifiuti, l’acqua, il lavoro, i trasporti e anche l’attività politica con grande entusiasmo e l’esperienza di molte battaglie ecologiste ancora in corso a cui egli stesso partecipa.<br />
E’ un ottimo libro, l’autore stesso sostiene che al suo interno è presente tutto il suo bagaglio personale e si sente: ogni pagina è ricca di rimandi a testi letti, esperienze vissute e opinioni maturate nel corso degli anni, rendendolo un saggio di grande qualità. Unica pecca l’eccessivo schematismo: lunghi elenchi e troppe cifre in alcuni punti.<br />
Ricapitolando difficilmente un lettore verrà sconvolto dal saggio iniziando a mettere in pratica tutto ciò che dice l’autore (anche se non dubito che per qualcuno sia stata una lettura importante nella propria vita), ma dopo aver letto il saggio rimane una pulce ecologista nell’orecchio, e a un livello quasi inconscio si inizia a sprecare di meno nelle piccole azioni quotidiane.<br />
Un libro che compie il suo lavoro.</p>
<p><strong>&#8220;Prepariamoci</strong> di Luca Mercalli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Chiarelettere</p>
<p>pp. 205  &#8211;  euro 14</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
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		<title>“Il peso” di Liz Moore (Neri Pozza)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2014 12:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cominciamo con la storia, con cosa racconta. New York. C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene. C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp. Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3194" title="compra &quot;Il peso&quot; di Liz Moore (Neri Pozza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/09/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza.jpg" alt="" width="190" height="313" /></a>Cominciamo con la storia, con cosa racconta.<br />
New York.<br />
C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene.<br />
C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp.<br />
Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che viaggiano ignare l’una dell&#8217;altra finché&#8230;<br />
E ora il come: come questa storia è raccontata.<br />
Immaginatevi alla finestra. State stendendo il bucato, è una giornata ventosa e i vestiti si asciugheranno in un niente. A questo pensate, ai vestiti asciutti, mentre una molletta cade a terra. Vi chinate a raccoglierla e quando vi tirate su, chissà perché, non badate alla finestra aperta. E prendete in pieno lo spigolo di alluminio, nel centro della testa.<br />
Ecco: quel dolore lì, così violento, così inatteso, vi colpirà di continuo per tutte le trecentocinquantadue pagine.<br />
Così. &#8220;<em>Era Charlene Turner. Non credevo che avrei mai più sentito la sua voce in vita mia ma Dio come ne sono stato felice. Ero lì lì per lanciare un grido ma mi sono costretto a tacere. Mi sono messo una mano sulla bocca e mi sono morso il palmo</em>&#8220;.<br />
E così. &#8220;<em>E poi questa mattina, visto che non avevo nient’altro da fare, mi sono seduto a scriverle la lettera che ho continuato a ripetermi nella testa, la lettera che dice la verità, l’ammissione taumaturgica dei miei segreti più oscuri, la lettera che sapevo avrei dovuto spedirle se ci fossimo incontrati di nuovo. La lettera che le avrei inviato in quel momento se non mi fossi comportato come un gran vigliacco. Il vigliacco che in realtà sono</em>&#8220;.<br />
Insomma ci siamo capiti: fa un male cane. Eppure non è una storia disperante. Quando finalmente arrivi in fondo all’ultima pagina (ed è il caso di dirlo, finalmente, perché quando ci arrivi quel peso lì non lo sopporti più), prendi un respiro, il più profondo che i tuoi polmoni siano in grado di reggere, e resti un attimo appeso, gli occhi chiusi.<br />
Espiri piano, e a lungo.<br />
Quando riapri gli occhi, sorridi.<br />
Senza peso.</p>
<p><strong>&#8220;Il peso&#8221;</strong> di Liz Moore<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Neri Pozza</p>
<p>pp. 133  &#8211;  euro 13</p>
<p>Recensione di Valentina Morelli</p>
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