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		<title>&#8220;Libri in fuga&#8221; di André Shiffrin (Voland)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 23:37:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jacques e André Shiffrin sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima Bibliothèque de la Pléiade, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice Pantheon Books. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana. André Shiffrin racconta questo e molto altro in &#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2747" title="libri in fuga andre shiffrin voland" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-Libri-in-fuga-copertina.jpg" alt="voland shiffrin libri in fuga" width="190" height="268" /></a>Jacques e <em>André Shiffrin</em> sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima <em>Bibliothèque de la Pléiade</em>, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice <em>Pantheon Books</em>. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">André Shiffrin racconta questo e molto altro in <strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;</strong>, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio storico-culturale e le memorie famigliari, descrive la lunga parabola editoriale dei due Shiffrin, intrecciandola strettamente non solo ad un fiume di ricordi privati, ma anche all’attenta osservazione del contesto sociale e politico entro cui essa si sviluppò. Attraverso le vicende personali, rivivono i momenti più significativi della storia del Novecento: la rivoluzione d’Ottobre, in seguito alla quale la famiglia del padre dovette abbandonare la Russia; poi gli anni del nazismo, della guerra e della caccia agli ebrei, vissuti con crescente apprensione fino alla decisone di fuggire oltreoceano; e ancora l’America, un Paese tutto da scoprire agli occhi del piccolo André, così diverso dall’Europa e tanto denso di aspettative.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Appassionato di politica fin da giovanissimo, l’autore si sofferma particolarmente sulle vicende statunitensi del secondo dopoguerra – il maccartismo, la distensione, la guerra in Vietnam, l’età reaganiana, l’11 settembre –, osservandone i contestuali effetti nell’ambito dell’informazione, dell’editoria e della circolazione delle idee. Socialista riformista d’impronta europea, ostile al comunismo ma anche aspro nei confronti del capitalismo a stelle e strisce, Shiffrin mantiene sempre uno sguardo parzialmente alieno, e per questo assai stimolante, nei riguardi della società americana, continuamente raffrontata alla Francia natía e al Vecchio Continente, con cui mai vengono recisi i legami.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per quanto già l’avvio della guerra fredda segni la fine di ogni concreta prospettiva socialdemocratica negli Stati Uniti – prospettive ancora alimentate, nell’immediato dopoguerra, dal ricordo del New Deal rooseveltiano –, Shiffrin non rinuncia in alcun modo alla propria militanza culturale e politica, che prosegue e si rinsalda nell’attività editoriale. Di fronte all’affermarsi dell’iniziativa privata quale tratto egemone e definitivo della società americana, il suo impegno si volge con rinnovato vigore alla diffusione di una cultura critica, estranea al convenzionale circuito accademico, in cui trovano posto non solo fondamentali intellettuali europei, innovativi e progressisti, ancora poco noti negli Stati Uniti, ma anche le voci indigene più scomode e dissonanti, primo fra tutti Noam Chomsky. La militanza di Shiffrin non si arresta nemmeno quando la legge del massimo profitto fa capolino, insieme ai grandi trust industriali, nel settore dei media e dell’editoria (con quei deleteri esiti, in termini di qualità e indipendenza, che Shiffrin ha brillantemente raccontato in <em>&#8220;Editoria senza editori&#8221;</em> e <em>&#8220;Il controllo della parola&#8221;</em>, entrambi pubblicati in Italia da <em>Bollati Boringhieri</em>): assorbita da una multinazionale e ormai completamente smarrita l’identità della casa editrice che lui e suo padre avevano contribuito a rendere grande, André si reinventa editore indipendente, fondando la New Press e proseguendo in ambiente ostile la propria battaglia in difesa di una cultura di qualità, foriera di idee originali ed aperta alle voci marginali e dissidenti. Ben sapendo che solo questo lavoro culturale, dall’intrinseco valore politico, può gettare le basi necessarie ad una reale trasformazione della società.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221; </strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">di André Shiffrin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">titolo originale: </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><em>A political education. Coming of Age in Paris and New York</em></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">edito da Voland</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">pp. 240  &#8211;  euro 15</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/marco-pizio/" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
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		<title>&#8220;Uomo invisibile&#8221; di Ralph Ellison (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 11:16:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ralph Waldo Ellison (1914-1994) è uno scrittore statunitense poco noto in Italia: docente di letteratura americana, deve la sua fama letteraria a &#8220;Uomo invisibile&#8221;, romanzo da molti considerato uno dei vertici della letteratura afroamericana del Novecento e che valse al suo autore, all&#8217;esordio narrativo nel 1953, l&#8217;assegnazione del National Book Award. Ambientato approssimativamente negli anni &#8217;40, &#8220;Uomo invisibile&#8221; racconta in prima persona la graduale presa di coscienza di un afroamericano (volutamente anonimo, che assume così valore esemplare) della propria condizione di marginalità sociale. La struttura è quella d&#8217;un romanzo formativo: il protagonista, ingiustamente cacciato da un college per neri le cui pratiche educative perseguono apertamente l&#8217;obiettivo di indurre gli studenti al desiderio di somigliare all&#8217;uomo bianco, si ritrova solo, lontano dal paese d&#8217;origine, scaraventato in una tumultuosa New York dove inseguire il sogno americano del successo e dell&#8217;autorealizzazione. Quelle nutrite dal protagonista si rivelano però speranze velleitarie: senza lavoro né possibilità di pagarsi un alloggio, vittima e spettatore di continue ingiustizie, solo e circondato dall&#8217;indifferenza, egli si ritrova ai margini della società newyorkese, condividendo i disagi di tutta la comunità nera di Harlem. Il romanzo di Ellison si dimostra a questo punto capace di oltrepassare gli stretti confini della letteratura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806195204/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806195204&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2639" title="uomo invisibile ralph waldo ellison einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/uomo-invisibile.jpg" alt="einaudi ellison uomo invisibile" width="190" height="310" /></a>Ralph Waldo Ellison</em> (1914-1994) è uno scrittore statunitense poco noto in Italia: docente di letteratura americana, deve la sua fama letteraria a <strong>&#8220;Uomo invisibile&#8221;</strong>, romanzo da molti considerato uno dei vertici della letteratura afroamericana del Novecento e che valse al suo autore, all&#8217;esordio narrativo nel 1953, l&#8217;assegnazione del National Book Award.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ambientato approssimativamente negli anni &#8217;40, &#8220;<em>Uomo invisibile&#8221;</em> racconta in prima persona la graduale presa di coscienza di un afroamericano (volutamente anonimo, che assume così valore esemplare) della propria condizione di marginalità sociale. La struttura è quella d&#8217;un romanzo formativo: il protagonista, ingiustamente cacciato da un college per neri le cui pratiche educative perseguono apertamente l&#8217;obiettivo di indurre gli studenti al desiderio di somigliare all&#8217;uomo bianco, si ritrova solo, lontano dal paese d&#8217;origine, scaraventato in una tumultuosa New York dove inseguire il sogno americano del successo e dell&#8217;autorealizzazione. Quelle nutrite dal protagonista si rivelano però speranze velleitarie: senza lavoro né possibilità di pagarsi un alloggio, vittima e spettatore di continue ingiustizie, solo e circondato dall&#8217;indifferenza, egli si ritrova ai margini della società newyorkese, condividendo i disagi di tutta la comunità nera di Harlem.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il romanzo di Ellison si dimostra a questo punto capace di oltrepassare gli stretti confini della letteratura afroamericana più tradizionale, saldamente ancorata alle tematiche della discriminazione e dell&#8217;odio razziale. L&#8217;<em>invisibilità</em> a cui si riferisce il titolo è infatti qualcosa che comprende e supera tutto ciò: essa si identifica con l&#8217;impossibilità per il protagonista di instaurare un qualsiasi rapporto sociale veritiero, nel quale poter affermare se stesso, senza essere piegato ai fini personali di chi gli sta di fronte oppure travisato da chi in lui vede solo una proiezione del proprio pensiero. <em>&#8220;Io sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi&#8221;</em>, egli afferma fin dal prologo: &#8220;quando gli altri si avvicinano, vedono solo quello che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, ogni e qualsiasi cosa, insomma, tranne me&#8221;. Quest&#8217;impossibilità di affermarsi come individuo sociale si riflette narrativamente nel turbamento piscologico del protagonista, che non smette mai di tormentarsi, oscillando continuamente tra la speranza illusoria di una piena integrazione e la delusione, la rabbia per le umiliazioni a cui l&#8217;esperienza ineluttabilmente lo condanna.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Proprio in questa continua autointerrogazione di sé messa in atto dal narratore si scorgono i tratti più interessanti ed originali dell&#8217;opera di Ellison: lungi dall&#8217;individuare un&#8217;unica strada che segni <em>“la soluzione”</em>, <em>&#8220;Uomo invisibile&#8221;</em> si distende come un&#8217;opera aperta e problematica, capace far riflettere sulla questione afroamericana (ma anche sulle tante altre forme di invisibilità del mondo contemporaneo) restituendone la complessità, tanto nei suoi manifesti aspetti sociali che nei più reconditi risvolti interiori e soggettivi dell&#8217;uomo. Impossibile trovare soluzioni univoche: l&#8217;educazione accademica, respingendo il protagonista, ha fallito; l&#8217;azione politica marxista, pur costituendo una tappa cruciale della sua maturazione, finirà per deluderlo profondamente, rivelandosi basata sui medesimi comportamenti meschini della società che essa intende rivoluzionare; e nemmeno la violenza indiscriminata propugnata dai nazionalisti neri – elemento che permea tutta la narrazione rimanendo latente, per poi deflagrare nel finale con la rivolta della comunità di Harlem (episodio che si rifà storicamente al riot del 1943) – si dimostrerà una via percorribile e fruttuosa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il drammatico percorso formativo parrebbe così sfociare in un pessimismo cosmico, tale da lasciare il protagonista privo di risposte. Ma è proprio da questa catena di sconfitte e umiliazioni che scaturisce un seme di speranza: è sufficiente infatti la consapevolezza stessa della propria invisibilità ad offrire un frammento di verità a cui aggrapparsi, tale da guidare il protagonista verso la scelta più dura e coraggiosa, quella di non rassegnarsi alla propria condizione ma resistere e ribellarsi ancora una volta, lottare e rialzare continuamente la testa, facendo così dell’invisibilità solo uno stadio temporaneo, un momento di raccoglimento e riflessione che precede il riscatto e il <em>“ritorno alla luce”</em>.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Uomo invisibile&#8221;</strong> di Ralph Waldo Ellison<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806195204/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806195204&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>pubblicato da Einaudi</div>
<div>pp. 604  &#8211;  euro 24</div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/marco.pizio" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
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