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	<title>Scritti da Voi &#187; proietta giovanni | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Il ragazzo mucca&#8221; di Michele Serra (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 15:02:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Puoi sostenere la finzione con una certa disinvoltura, finché il tuo doppio spendibile in società non comincia a diventare invadente, a parlare anche quando vorresti tacere”. “[…] in questo sterminato casino non c’è più un vicino, non c’è più un lontano, né possibilità di solitudine né di una vera condivisione. Tutto è attrezzato per farti restare nel mezzo[…]” Una volta letto “Gli sdraiati” inizia l’indagine a ritroso sulla prosa prodotta da Michele Serra quando non si dedica alle sue amache o all’esilarante satira preventiva. Spunta “Il ragazzo mucca” (ristampato da Feltrinelli), titolo bizzarro del precedente romanzo del giornalista: la storia di Antonio Lanteri, giornalista e alter ego, alle prese con un’inarrestabile nausea del mondo che lo porta a cancellare tutti gli appuntamenti con la vita per rifugiarsi nel casale di famiglia in Valmasca. La storia della sua caduta è l’occasione per fermarsi a ricordare di uno zio comunista partito per il Sudamerica, di un’infanzia, di un’adolescenza che si rivelano essere gli intimi motori di un presente incomprensibile. Proprio nella memoria, nella riflessione, il protagonista finirà per elaborare questo lutto autobiografico per trovare di nuovo il filo delle cose fatte. Si sospetta che dietro tutto ciò ci sia molto del proprio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807883112/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807883112&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3006" title="compra &quot;Il ragazzo mucca&quot; di Michele Serra (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/mucca.jpg" alt="feltrinelli michele serra ragazzo mucca" width="190" height="301" /></a>“Puoi sostenere la finzione con una certa disinvoltura, finché il tuo doppio spendibile in società non comincia a diventare invadente, a parlare anche quando vorresti tacere”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“[…] in questo sterminato casino non c’è più un vicino, non c’è più un lontano, né possibilità di solitudine né di una vera condivisione. Tutto è attrezzato per farti restare nel mezzo[…]”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta letto <em>“Gli sdraiati”</em> inizia l’indagine a ritroso sulla prosa prodotta da <em>Michele Serra</em> quando non si dedica alle sue amache o all’esilarante satira preventiva. Spunta <strong>“Il ragazzo mucca”</strong> (ristampato da Feltrinelli), titolo bizzarro del precedente romanzo del giornalista: la storia di Antonio Lanteri, giornalista e alter ego, alle prese con un’inarrestabile nausea del mondo che lo porta a cancellare tutti gli appuntamenti con la vita per rifugiarsi nel casale di famiglia in Valmasca. La storia della sua caduta è l’occasione per fermarsi a ricordare di uno zio comunista partito per il Sudamerica, di un’infanzia, di un’adolescenza che si rivelano essere gli intimi motori di un presente incomprensibile. Proprio nella memoria, nella riflessione, il protagonista finirà per elaborare questo lutto autobiografico per trovare di nuovo il filo delle cose fatte. Si sospetta che dietro tutto ciò ci sia molto del proprio autore, che nel &#8217;97, anno di prima pubblicazione del libro, preconizza tanti avvenimenti che si verificheranno lampanti di lì a pochi anni. La lungimiranza del giornalista emerge limpida in alcuni punti, dove il discorso si fa filosofico e acquista peso, uscendo dai cardini del romanzo. Dove inizia il giornalismo finisce la letteratura e la prosa di Serra, caricata a dovere di lemmi d’annata e parole ben assestate (è un lessico da poeta il suo). Il testo finisce inesorabilmente per fiaccare il lettore laddove i confini della prosopopea soffocano lo slancio artistico. Si evince chiaramente che si tratta di un’opera prima, dapprima perché nelle pagine residua tutta quell’esigenza di far mostra di sé e delle proprie capacità tipica del centometrista abituato alle brevi distanze; in secondo luogo, alla luce della lettura de <em>“Gli Sdraiati”</em> che costituisce una sicura evoluzione rispetto a “Il ragazzo mucca”, quest&#8217;ultimo risente di lungaggini, dialoghi innaturali, parentesi inutili, insomma, di tutti quei difetti che possiamo imputare a un opera prima. <em>“Gli Sdraiati”</em> invece è asciutto, innanzitutto nella forma, e risulta infine più agile, più adatto alla personalità scrivente di Serra. <strong>“Il ragazzo mucca”</strong> è un libro onesto che ci fa guardare dentro noi stessi con indulgenza, insegnandoci che cadere per bene è l’unica maniera per rialzarsi come si deve.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il ragazzo mucca&#8221;</strong> di Michele Serra<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807883112/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807883112&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 217  &#8211;  euro 8</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giovanni-proietta/" target="_self">Recensione di Giovanni Proietta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“Se domani si vive o si muore” di Giuseppe Truini (Edizioni Ensemble)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 10:42:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Iniziamo, in barba alle convenzioni, dalla fine: un’automobile che esplode davanti al Quirinale. Obiettivo? Far saltare in aria un mondo che “fa schifo. E questo lo sanno tutti, ma nessuno se ne cura”. Tutto il resto del romanzo è dedicato a domandarsi il perché. Alberto è un giovane rampante ma buono, Andrea un  deejay diplomato nell’arte della ninfomania, Livia è bellissima ma non uscirà indenne dalla storia perché  la realtà, avvolta nelle sue contraddizioni le cadrà addosso, pesante, poco prima dell’esplosione; Vincenzo invece è un incendiario di professione. Una squadra perfetta, animata dalla precarietà permanente.  Le loro vite provvisorie si “infrangono contro un muro di merda”, dove non c’è spazio nemmeno per il presente e il futuro è un’utopia solo secondaria. Non c’è nulla, però, della becera riflessione politica di marca sessantottesca nelle parole di Giuseppe Truini, alla prima prova per la casa editrice romana Ensemble Edizioni: le sue parole piuttosto suonano ordinate e precise, la sua prosa si mostra pulita,  il ritmo tende a scorrere ininterrotto fino all’ultima pagina. Spesso libri del genere sono ammantati di autoreferenzialità  e i loro autori colpevoli di onanismo. Qui per fortuna sopravvive il gusto della narrazione:  alcune adorabili liste, qualche dialogo improbabile con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8897639534/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8897639534&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2633" title="truini se domani si vive o si muore ensemble edizioni" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/truini.jpg" alt="ensemble se domani trini" width="190" height="297" /></a>Iniziamo, in barba alle convenzioni, dalla fine: un’automobile che esplode davanti al Quirinale. Obiettivo? Far saltare in aria un mondo che <em>“fa schifo. E questo lo sanno tutti, ma nessuno se ne cura”</em>. Tutto il resto del romanzo è dedicato a domandarsi il perché. Alberto è un giovane rampante ma buono, Andrea un  deejay diplomato nell’arte della ninfomania, Livia è bellissima ma non uscirà indenne dalla storia perché  la realtà, avvolta nelle sue contraddizioni le cadrà addosso, pesante, poco prima dell’esplosione; Vincenzo invece è un incendiario di professione. Una squadra perfetta, animata dalla precarietà permanente.  Le loro vite provvisorie si <em>“infrangono contro un muro di merda”</em>, dove non c’è spazio nemmeno per il presente e il futuro è un’utopia solo secondaria. Non c’è nulla, però, della becera riflessione politica di marca sessantottesca nelle parole di <em>Giuseppe Truini</em>, alla prima prova per la casa editrice romana Ensemble Edizioni: le sue parole piuttosto suonano ordinate e precise, la sua prosa si mostra pulita,  il ritmo tende a scorrere ininterrotto fino all’ultima pagina. Spesso libri del genere sono ammantati di autoreferenzialità  e i loro autori colpevoli di onanismo. Qui per fortuna sopravvive il gusto della narrazione:  alcune adorabili liste, qualche dialogo improbabile con i fantasmi di Beckett, Shakespeare e Goldoni, che sembrano pescati direttamente dal repertorio di Woody Allen. Per non parlare delle digressioni, mai banali (si va da Kant al dialetto torinese, da Kundera a Lou Reed) e, cosa forse più importante, misurati col centimetro un attimo prima di scadere nel noioso. <strong>“Se domani si vive o si muore”</strong> è un romanzo leggero, agevole, messo da parte il finale. Nella sua seconda metà il libro vive una leggera involuzione, si incupisce, molto probabilmente per esigenze della trama ma non viene meno la verve narrativa dell’autore né il suo furore belligerante. <em> “Se sei il lavoro che fai e sei costretto a fare un lavoro di merda, ne consegue che sei una persona di merda? Non credo”</em>. Il giudizio è lapidario. Ma non me ne voglia l’autore quando dico che le pagine dedicate all’ironia, al divertissement sono sicuramente più amabili di quelle dedicate alla rabbia (che è la vera chiave di lettura del testo e forse la sua più intima lèva). Vero è che sia il prologo che l’epilogo sorgano come colonne popolate da una collera profonda e silenziosa, ma nel mezzo ci sono un incontro con un mercante professionista di marijuana, una serie di lezioni di teatro assolutamente sconclusionate, una provincia italiana messa in ridicolo, e numerosi momenti di ribellione verbale durante una lunga e scadente fiera delle vanità; estratti plausibili della vita di uno studente fuorisede e fuoricorso  per cui il mondo circostante si presenta come incomprensibile prima che ingiusto. In questo spazio vivono le ansie di Lino Di Mario, erede involontario delle sorti di un padre e la sua fabrichètta torinese, strappato da una vita disagiata ma scelta con abnegazione per vivere quella di un altro. Capitano d’impresa per caso  e forse proprio per questo eroico Lino si ritroverà a dover fronteggiare a mani nude un banchiere insopportabile, metafora di una palingenesi mancata per cui la detonazione è l’unica via d’uscita. Bisogna tenere d’occhio Truini, <em>“il ragazzo si farà”</em>. Il rischio è che scriva altri libri, se questo succedesse temo che molti altri, me incluso, saranno mossi dal desiderio irresistibile di leggerli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Se domani si vive o si muore&#8221; </strong>di Giuseppe Truini<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8897639534/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8897639534&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Ensemble Edizioni</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 204  &#8211;  euro 15</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Recensione di Giovanni Proietta</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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