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	<title>Scritti da Voi &#187; quarta | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221; (ChiareLettere)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 17:37:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe? “L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”. A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3132" title="compra &quot;Armi, un affare di Stato&quot; (Chiare Lettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/Copertina-Armi-un-Affare-di-Stato.jpg" alt="chiare lettere armi un affare di stato autori vari" width="190" height="282" /></a>La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che vende questi armamenti? Viene da pensare a contrabbandieri e a un gigantesco mercato nero, ma non è affatto così e una citazione lo riassume bene: <em>“Il 90% delle cose raccontate sul cosiddetto mercato nero delle armi sono in realtà finzioni degli scrittori e immaginazioni dei politici. Non ci sono segreti in questo mondo, tutti sanno cosa stai facendo. Se le armi vengono contrabbandate, sicuramente è perché dietro c’è qualche agenzia governativa”</em>. Il saggio analizza a fondo l’operato di molte aziende in tutto il mondo, concentrandosi in particolare sul boss Italiano, Finmeccanica. Scarsa trasparenza, tangenti, corruzione, mancanza di scrupoli. Tutte caratteristiche comuni di uno dei settori più dannosi e redditizi dell’economia, con un giro mondiale da 1700 miliardi di euro all’anno. E il titolo ci ricorda una cosa importante: lo Stato con la guerra ci va a braccetto, anche se vuole mostrare il contrario. Politica e Industria sono profondamente legate, specialmente quando si parla di guadagni, perciò lo Stato è ben attento a non pestare i piedi al settore della difesa; attenzione che si nota dal seguente dato: <em>“Nel 2012 L’Italia ha destinato al comparto della difesa 23 miliardi di euro”</em>. Non c’è molto da aggiungere, è semplicemente assurdo. Specie considerando il periodo di crisi in cui si trova la Repubblica, che ha tagliato senza pietà in altri campi come è successo per il Fondo per le politiche sociali (risorse a favore dell’infanzia, dei giovani, degli anziani non autosufficienti, della famiglia e delle pari opportunità) che è passato da 1,59 miliardi di euro nel 2007 a 144 milioni nel 2013. Per non parlare dei settori Istruzione e Sanità, che dovrebbero essere gli ultimi a essere toccati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singolo ambito della guerra puzza di denaro sporco e sangue innocente: non c’è una sola parte di questo grande e marcio meccanismo che rechi un vantaggio alla società, come invece vogliono farci credere i media e i politici. Questo saggio è un monumento alla pace, che incessante spoglia il conflitto di ogni valore positivo con una forza che solo la verità può avere. Da leggere assolutamente, <em>una cannonata</em>.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221;</strong> di Duccio Facchini, Michele Lasso, Francesco Vignarca</p>
<p>edito da ChiareLettere</p>
<p>pp. 238  &#8211;  euro 14<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Difendere l&#8217;Italia&#8221; di Ida Magli (Rizzoli)</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 20:42:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ida Magli, antropologa, saggista e collaboratrice de “Il Giornale”, ha tutte le conoscenze necessarie per parlare della realtà italiana attuale da un punto di vista storico e sociale, o almeno così sembrerebbe. Proprio per questo leggere “Difendere l’Italia” fa storcere così tanto il naso. Finchè parla di fatti accaduti in politica o di dati statistici niente da dire, fa un buon lavoro di denuncia alla classe politica e clericale che va sempre bene; ma le teorie che si inventa per giustificare la brutta situazione italiana non si trovano neanche nei peggiori film di fantapolitica. Sostiene per esempio l’esistenza di un “laboratorio per la distruzione”, una specie di circolo massonico costituito dai leader e banchieri europei che mira alla distruzione (non fisica ma morale, una specie di assassinio delle menti dei popoli) dell’Europa, attraverso l’omologazione di tutti gli stati a uno solo (l’UE, il male assoluto). La saggista ha davvero paura di questa omologazione che si sta verificando attraverso la cancellazione dell’identità nazionale dei singoli stati. Ma il problema è che oltre a essere estremamente radicale in cio’ che afferma, confonde (a mio parere) omologazione con globalizzazione: è contraria per esempio al diffondersi dell’inglese, senza rendersi conto che in un mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/881706677X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=881706677X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3084" title="compra &quot;Difendere l'Italia&quot; di Ida Magli (Rizzoli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Italia.jpg" alt="rizzoli difendere l'Italia ida magli" width="190" height="293" /></a>Ida Magli</em>, antropologa, saggista e collaboratrice de “Il Giornale”, ha tutte le conoscenze necessarie per parlare della realtà italiana attuale da un punto di vista storico e sociale, o almeno così sembrerebbe. Proprio per questo leggere <strong>“Difendere l’Italia”</strong> fa storcere così tanto il naso.</p>
<p style="text-align: justify;">Finchè parla di fatti accaduti in politica o di dati statistici niente da dire, fa un buon lavoro di denuncia alla classe politica e clericale che va sempre bene; ma le teorie che si inventa per giustificare la brutta situazione italiana non si trovano neanche nei peggiori film di fantapolitica. Sostiene per esempio l’esistenza di un “laboratorio per la distruzione”, una specie di circolo massonico costituito dai leader e banchieri europei che mira alla distruzione (non fisica ma morale, una specie di assassinio delle menti dei popoli) dell’Europa, attraverso l’omologazione di tutti gli stati a uno solo (l’UE, il male assoluto). La saggista ha davvero paura di questa omologazione che si sta verificando attraverso la cancellazione dell’identità nazionale dei singoli stati. Ma il problema è che oltre a essere estremamente radicale in cio’ che afferma, confonde (a mio parere) omologazione con globalizzazione: è contraria per esempio al diffondersi dell’inglese, senza rendersi conto che in un mondo globalizzato una lingua “unica” è necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare dei provvedimenti che attuerebbe nei confronti degli immigrati: vuole bloccare le frontiere e negare loro la cittadinanza, sempre per salvaguardare l’<em>identità nazionale</em>. Razzismo o pragmatiche considerazioni? Chi lo sa. Un altro problema del libro è la sua oscurità, degna di una profezia dantesca: troppo spesso non si capisce né il vero parere dell’autrice né dove voglia andare a parare. Omosessualità, ruolo della donna, immigrati? Tre temi tra i tanti affrontati nel libro che sono presi e lasciati lì, con un contorno di teorie che definire fantasiose è un eufemismo (il suo impegno nel trovare teorie riguardanti il membro maschile infastidirebbe persino Freud).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i provvedimenti con cui si vanta in copertina di poter risollevare l’Italia, non è che son tutti da buttare ma non spiega come si potrebbe passare al suo modello, espone solo l’impostazione; contro gli immigrati dimostra invece una cecità sociale prodotta da paura su cui non mi soffermerò oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio questo libro? Non saprei. Comunque non me la sento di criticare in modo così spietato una studiosa, che probabilmente ne sa più di me; in più questo saggio è l’espressione di un’ intellettuale italiana frustrata, amara di anni di delusioni politiche, merita quindi rispetto. Inoltre c’è una cosa dire: l’atmosfera prodotta da tutti i fattori sopracitati è così strana che è quasi originale, sembra quasi scritto in un’altra epoca. Se cercate un saggio più specifico o più ottimista andate oltre, ma di certo <em>“Difendere l’Italia”</em> è tutt’altro che noioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Difendere l&#8217;Italia&#8221;</strong> di Ida Magli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/881706677X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=881706677X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Rizzoli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 266  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Il pianeta del futuro&#8221; di Fred Pearce (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Feb 2014 16:40:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il pianeta del futuro” non è semplicemente un libro sulla demografia mondiale. E’ uno studio monumentale sulla storia della popolazione, che spiega molti avvenimenti, ideologie e cause alla base della situazione demografica attuale; ma il punto forte del saggio è il numero di dati raccolti, cifre statistiche e percentuali, che sono onnipresenti (senza per questo appesantire la lettura). Un resoconto così vero non si ottiene leggendo libri in biblioteca: Fred Pearce ha viaggiato per anni passando dalle fiammanti metropoli delle “Tigri Asiatiche” alle città decadute dell’Europa dell’Est, acoltando pareri di importanti demografi e ricercatori, ma non solo; le testimonianze che danno quel tocco di classe e realtà all’esposizione sono quelle di contadini, pescatori, abitanti delle baraccopoli, poveri vecchi in pensione e giovani donne in carriera. Il saggio non si occupa solo di mere cifre. Parla di tutte le problematiche connesse alla popolazione: contraccezione, invecchiamento, ruolo della donna, futuro del pianeta e possibili contromosse ai problemi mondiali, e in più sostenere un messaggio di tolleranza e rispetto della terra. Consiglio questo libro a chiunque, perché non è per niente noioso e mi ha fatto riflettere su un sacco di cose che prima davo per scontate, come per esempio la situazione generale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861597629/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861597629&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2993" title="compra &quot;Il Pianeta del Futuro&quot; di Fred Pearce (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina-Il-Pianeta-del-Futuro.jpg" alt="pianeta del futuro mondadori fred pearce" width="190" height="280" /></a></em><strong>“Il pianeta del futuro”</strong> non è semplicemente un libro sulla demografia mondiale. E’ uno studio monumentale sulla storia della popolazione, che spiega molti avvenimenti, ideologie e cause alla base della situazione demografica attuale; ma il punto forte del saggio è il numero di dati raccolti, cifre statistiche e percentuali, che sono onnipresenti (senza per questo appesantire la lettura). Un resoconto così vero non si ottiene leggendo libri in biblioteca: <em>Fred Pearce</em> ha viaggiato per anni passando dalle fiammanti metropoli delle <em>“Tigri Asiatiche”</em> alle città decadute dell’Europa dell’Est, acoltando pareri di importanti demografi e ricercatori, ma non solo; le testimonianze che danno quel tocco di classe e realtà all’esposizione sono quelle di contadini, pescatori, abitanti delle baraccopoli, poveri vecchi in pensione e giovani donne in carriera. Il saggio non si occupa solo di mere cifre. Parla di tutte le problematiche connesse alla popolazione: contraccezione, invecchiamento, ruolo della donna, futuro del pianeta e possibili contromosse ai problemi mondiali, e in più sostenere un messaggio di tolleranza e rispetto della terra. Consiglio questo libro a chiunque, perché non è per niente noioso e mi ha fatto riflettere su un sacco di cose che prima davo per scontate, come per esempio la situazione generale in Africa. Non è entusiasmante come un romanzo ma poco ci manca. Se volete avere un’idea del panorama demografico-economico-sociale mondiale attuale e perché no, ricevere una botta di ottimismo, questo è il libro giusto per voi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il pianeta del futuro&#8221;</strong> di Fred Pearce<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861597629/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861597629&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 302  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>“L’arcobaleno della vita” di Richard Dawkins (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 16:01:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare” Richard Dawkins: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2981" title="compra &quot;L'arcobaleno della vita&quot; di Richard Dawkins (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina.jpg" alt="mondadori richard dawkins arcobaleno" width="190" height="289" /></a>La Scienza è sempre stata considerata una cosa completamente avulsa dall’arte, dalla creatività e dall’ispirazione poetica, tanto da diventarne quasi una nemica: quando Newton spiega il segreto dell’arcobaleno attraverso il fenomeno della diffrazione, il poeta romantico John Keats lo accusa di aver “distrutto” la poesia in esso. In questo libro Dawkins vuole dimostrare che Keats si sbagliava. La natura, sostiene il biologo, è meravigliosa e affascinante anche se esaminata da un punto di vista scientifico. Capire come funziona l’arcobaleno non toglie bellezza al fenomeno, come eliminare l’idea di un “creatore” del mondo non rende l’universo meno entusiasmante; una domanda che gli viene fatta spesso è come egli possa alzarsi la mattina sapendo che non esiste niente di irrazionale, che dopo il grande salto non c’è nulla. A questo Dawkins risponde con uno sconfinato amore per la scienza, per la natura, per la vita: non abbiamo bisogno di falsi dei, di fate, di unicorni e di pentole piene d’oro alla fine dell’arcobaleno per apprezzare un mondo così bello nella sua razionalità. I poeti dovrebbero essere ispirati dalle nuove scoperte scientifiche, non temerle: “Se Keats e Newton si incontrassero, sentirebbero le galassie cantare”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Richard Dawkins</strong>: biologo di fama mondiale, alfiere dell’evoluzione darwiniana grazie a <em>“Il gene egoista”</em> (1976) e dal 2006 anche ateo più famoso del mondo grazie a <em>“L’illusione di Dio”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;arcobaleno della vita&#8221;</strong> di Richard Dawkins<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804472618/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804472618&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 299  &#8211;  euro 10</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Recensione di Giulio Quarta</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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