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	<title>Scritti da Voi &#187; recensione giuseppe de marco | Scritti da Voi</title>
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		<title>“A volte ritorno” di John Niven (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 14:52:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prendete un trentenne newyorkese terribilmente fascinoso e mettetelo in gara a un America’s got talent con ascolti da brivido in tutto il continente. Mettetegli una chitarra al collo, uno sguardo magnetico e una voce irresistibile. Metteteci anche che il nostro parla e predica di amore e fratellanza, proprio lì, nel tempio del consumismo e del business cinico e sfrenato. E seguite l’irresistibile ascesa del ragazzone, il successo, il suo folle tentativo di cambiare le regole del gioco; fino all’inevitabile patatrac finale, quando tutto sembra andare malamente a rotoli. Come la volta precedente del resto… Già perché, last ma decisamente not least, il trentenne in questione è niente di meno che Gesù. Quello vero eh, mica un “Jesus” sudamericano qualunque. Proprio il figlio di Dio, mandato una seconda volta sulla Terra per cercare di salvare il salvabile di un pianeta che se ne va allegramente a rotoli. Il fatto è che, dopo le fatiche della prima missione, il Padreterno si era concesso qualche giorno di riposo per andare a pescare. Ma siccome i giorni celesti equivalgono a secoli terrestri, ecco che il poveretto, al suo ritorno, scopre che quel semplice comandamento che aveva provato a lanciare il figliolo (“Fate i bravi”. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0075FBG5Q/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=B0075FBG5Q&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2666" title="a volte ritorno john niven einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/a-volte-ritorno.jpg" alt="niven a volte ritorno einaudi" width="190" height="299" /></a>Prendete un trentenne newyorkese terribilmente fascinoso e mettetelo in gara a un <em>America’s got talent</em> con ascolti da brivido in tutto il continente. Mettetegli una chitarra al collo, uno sguardo magnetico e una voce irresistibile. Metteteci anche che il nostro parla e predica di amore e fratellanza, proprio lì, nel tempio del consumismo e del business cinico e sfrenato. E seguite l’irresistibile ascesa del ragazzone, il successo, il suo folle tentativo di cambiare le regole del gioco; fino all’inevitabile patatrac finale, quando tutto sembra andare malamente a rotoli.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Come la volta precedente del resto…</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Già perché, <em>last</em> ma decisamente <em>not least</em>, il trentenne in questione è niente di meno che Gesù.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Quello vero eh, mica un <em>“Jesus”</em> sudamericano qualunque.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Proprio il figlio di Dio, mandato una seconda volta sulla Terra per cercare di salvare il salvabile di un pianeta che se ne va allegramente a rotoli.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il fatto è che, dopo le fatiche della prima missione, il Padreterno si era concesso qualche giorno di riposo per andare a pescare. Ma siccome i giorni celesti equivalgono a secoli terrestri, ecco che il poveretto, al suo ritorno, scopre che quel semplice comandamento che aveva provato a lanciare il figliolo (<em>“Fate i bravi”</em>. Splendido) è stato frainteso, violato, negato, rielaborato e riadattato in tutti i modi possibili. Con le conseguenze che sappiamo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È un libro davvero strano questo del giornalista e scrittore scozzese.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Parte male, anzi malissimo, con una sfilata di demenziali luoghi comuni (tipo appunto il Padreterno che va a pesca due giorni, torna e sono passati due millenni. Ma c’è anche Jesus che schitarra nei cieli con Jimi Hendrix, Hitler che serve ai tavoli nel ristorante infernale di Lucifero e diverse altre cosucce non proprio esaltanti). Insomma bisogna buttarne giù un po’ prima che la storia ingrani davvero.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma poi, non appena si cominciano a seguire le vicende in stile <em>flower power</em> del moderno JC, per quanto bizzarro possa apparire, ci si ritrova incollati alla pagina fino al funambolico finale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In un susseguirsi di vicende surreali, peraltro farcite qua e là di una morale post new-age un tanto al chilo che in condizioni normali farebbe chiudere il libro di corsa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E invece, come detto, il libro si legge, si gusta e si fa perdonare quasi tutto, tanto che è difficile chiuderlo senza ritrovarsi con un sorriso beota sulle labbra. Miracolo?</div>
<div>
<p style="margin: 0px; font-size: 10px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 11px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><strong>&#8220;A volte ritorno&#8221;</strong> di John Niven<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0075FBG5Q/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=B0075FBG5Q&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 381  &#8211;  euro 19</div>
<div>
<p style="margin: 0px; font-size: 10px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 11px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giuseppe-de-marco/" target="_self">Recensione di Giuseppe De Marco</a></div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 10px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 11px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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		<title>&#8220;Pro Patria&#8221; di Ascanio Celestini (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 20:16:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un “erbivoro”, un “negro matto africano”, un secondino “merda” e Giuseppe Mazzini. Con questo poker di improbabili personaggi Celestini gioca la sua personalissima partita a carte con la Storia. E lo fa nel modo che gli è più congeniale: con quel suo ipnotico flusso di coscienza, frastornante a affabulatorio insieme che è ormai la cifra stilistica di una delle voci più originali del panorama letterario (e teatrale e cinematografico) italiano e non solo. Sulla scena, come di consueto nell’opera di Ascanio Celestini, ci sono gli ultimi: i derelitti, gli emarginati, quelli di cui la società farebbe volentieri a meno. Soprattutto in questo caso, visto che il protagonista del racconto (in prima persona, come sempre nei lavori di Celestini) è un carcerato. Anzi peggio, un ergastolano, che nel gergo carcerario si chiama appunto “erbivoro”. È uno di quelli per i quali lo scorrere del tempo è una dimensione astratta, a cominciare dalla data di fine pena vergata sulla sua cartella personale: giorno 99, mese 99, anno 9999. Stavolta però a d accompagnare gli “ultimi” ci sono, letteralmente, i “primi”. Nel senso dei primi che per dirsi italiani hanno spesa la vita e avuto in cambio la morte. Sono gli eroi del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806213636/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806213636&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2456" title="Ascanio Celestini pro patria einaudi giuseppe de marco" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/Celestini.jpg" alt="giuseppe de marco pro patria einaudi ascanio celestini" width="190" height="302" /></a>Un “erbivoro”, un “negro matto africano”, un secondino “merda” e Giuseppe Mazzini. Con questo poker di improbabili personaggi Celestini gioca la sua personalissima partita a carte con la Storia.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E lo fa nel modo che gli è più congeniale: con quel suo ipnotico flusso di coscienza, frastornante a affabulatorio insieme che è ormai la cifra stilistica di una delle voci più originali del panorama letterario (e teatrale e cinematografico) italiano e non solo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sulla scena, come di consueto nell’opera di <em>Ascanio Celestini</em>, ci sono gli ultimi: i derelitti, gli emarginati, quelli di cui la società farebbe volentieri a meno. Soprattutto in questo caso, visto che il protagonista del racconto (in prima persona, come sempre nei lavori di Celestini) è un carcerato. Anzi peggio, un ergastolano, che nel gergo carcerario si chiama appunto “erbivoro”. È uno di quelli per i quali lo scorrere del tempo è una dimensione astratta, a cominciare dalla data di fine pena vergata sulla sua cartella personale: giorno 99, mese 99, anno 9999.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Stavolta però a d accompagnare gli “ultimi” ci sono, letteralmente, i “primi”.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nel senso dei primi che per dirsi italiani hanno spesa la vita e avuto in cambio la morte. Sono gli eroi del Risorgimento, quelli passati alla Storia e quelli dimenticati. È a loro che si rivolge il protagonista, in un dialogo immaginario con Mazzini, per programmare una fuga impossibile attraverso le gesta di quei ventenni che sull’altare dell’ideale repubblicano sacrificarono la loro giovinezza e immolarono le loro vite, trasformando le loro storie nella nostra Storia.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Del resto dell’arte di intrecciare la Storia con le storie Celestini è un vero maestro. Dalle vicende minute, di ieri e di oggi, viene fuori il ritratto di un paese; un filo rosso che è insieme storico e letterario, onirico e realissimo, folle, anarchico e schiettamente popolare.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Celestini è uno che il gusto per la narrazione ce l’ha nel Dna. Con quel suo tono dimesso, monocorde, e il suo parlare povero e asciutto, sembra impossibile a prima vista che ci si possa lasciar trascinare dal suo discorso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E invece è esattamente quello che succede. Tanto sentendolo dal vivo quanto leggendolo sulla carta, si intuisce come Celestini abbia la dote rara e preziosa di saper parlare in grande raccontando il piccolo.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Pro Patria&#8221;</strong> di Ascanio Celestini<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806213636/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806213636&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Einaudi</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 128  &#8211;  euro 17.50</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/giuseppe.demarco.58" target="_blank">Recensione di Giuseppe De Marco</a></div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;L&#8217;enigma di Finkler&#8221; di Howard Jacobson (Cargo Edizioni)</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 09:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando questo libro ha vinto il Man Booker Prize, la critica ha salutato l’assegnazione del prestigioso riconoscimento letterario (riservato ai romanzi in lingua inglese) definendolo il primo romanzo “comico” ad aggiudicarsi il premio. In realtà il romanzo di Jacobson (che è giornalista, conduttore televisivo e saggista, ma noto nei paesi anglosassoni soprattutto come umorista) affronta temi tutt’altro che divertenti, dall’antisemitismo alla politica israeliana. Ma lo fa in effetti con un registro che attinge al comico a piene mani o, meglio ancora, a quello humor cinico e beffardo che rimanda direttamente all’opera di Roth o Richler, due autori dei quali in questo lavoro si scorgono evidenti parallelismi. Il Finkler dell’enigma irrisolto è Samuel, filosofo ebreo ricco e famoso, che incarna tutto ciò che il coprotagonista Julian Tresolve, ex produttore della Bbc e suo vecchio compagno di scuola, vorrebbe ma non riesce ad essere, a partire proprio dal suo essere ebreo. Autore di bestseller di filosofia prêt-à-porter, donnaiolo incallito, cinico e provocatore, Finkler sembra in grado di condurre la propria vita con invidiabile freddezza, che sfocia in apparente quanto irritante leggerezza. Tutto il contrario di Treslove, che invece è come imprigionato in un’ignavia noiosa e improduttiva, consapevole della propria incapacità di stabilire [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8860050421/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8860050421&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2437" title="enigma di finkler howard Jacobson cargo edizioni" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/Jacobson.jpg" alt="" width="190" height="298" /></a>Quando questo libro ha vinto il Man Booker Prize, la critica ha salutato l’assegnazione del prestigioso riconoscimento letterario (riservato ai romanzi in lingua inglese) definendolo il primo romanzo “comico” ad aggiudicarsi il premio.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In realtà il romanzo di<em> Jacobson</em> (che è giornalista, conduttore televisivo e saggista, ma noto nei paesi anglosassoni soprattutto come umorista) affronta temi tutt’altro che divertenti, dall’antisemitismo alla politica israeliana.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma lo fa in effetti con un registro che attinge al comico a piene mani o, meglio ancora, a quello humor cinico e beffardo che rimanda direttamente all’opera di Roth o Richler, due autori dei quali in questo lavoro si scorgono evidenti parallelismi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il Finkler dell’enigma irrisolto è Samuel, filosofo ebreo ricco e famoso, che incarna tutto ciò che il coprotagonista Julian Tresolve, ex produttore della Bbc e suo vecchio compagno di scuola, vorrebbe ma non riesce ad essere, a partire proprio dal suo essere ebreo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Autore di bestseller di filosofia prêt-à-porter, donnaiolo incallito, cinico e provocatore, Finkler sembra in grado di condurre la propria vita con invidiabile freddezza, che sfocia in apparente quanto irritante leggerezza. Tutto il contrario di Treslove, che invece è come imprigionato in un’ignavia noiosa e improduttiva, consapevole della propria incapacità di stabilire relazioni sensate con il resto del mondo e accanitamente deciso a svelare il senso profondo di quel modo unico di vivere che ha l’amico-nemico Finkler. Un nome che per lui incarna il prototipo dell’ebreo, tanto da assimilarlo anche anagraficamente al popolo eletto. Finkler, per lui, sono tutti gli ebrei del mondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La curiosità, l’invidia mista ad ossessione che Treslove nutre per il mondo degli ebrei lo spinge ad impegnarsi in un tragicomico percorso di auto-assimilazione della cultura ebraica. Un humus che vorrebbe fare suo e del quale vorrebbe ad ogni costo far parte, scontrandosi però contro una serie di inevitabili insuccessi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dall’incontro-scontro tra i due nasce una riflessione profonda sull’eterna questione dell’identità ebraica, di tutti gli ebrei-Finkler del mondo. Una riflessione che utilizza, deridendoli al tempo stesso, tutti i luoghi comuni che gli ebrei insieme sfoggiano e subiscono; fedele alla tradizione che riconosce proprio agli ebrei la migliore capacità di irridere il loro stesso essere ebrei.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Su un’architettura letteraria non semplice e, specie nel finale, velata di cupa amarezza, si innesta ad ogni modo una pirotecnica alchimia letteraria. Fatta di dialoghi, situazioni, battute ed equivoci propri di quella cultura yiddish in cui è fatale, e dolce, perdersi con un sorriso pensoso tra le labbra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il tutto ricamato con un linguaggio che padroneggia e tiene assieme con studiatissima nonchalance l’orgoglio e la vergogna, l’umanità e il cinismo, l’intelligenza e la farsa.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;enigma di Finkler&#8221;</strong> di Howard Jacobson<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8860050421/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8860050421&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">titolo originale: &#8220;The Finkler question&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;">pubblicato da Cargo Edizioni</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 428  &#8211;  euro 20</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/giuseppe.demarco.58" target="_blank">Recensione di Giuseppe De Marco</a></div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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