<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Scritti da Voi &#187; recensione libro | Scritti da Voi</title>
	<atom:link href="https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/tag/recensione-libro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi</link>
	<description>Gabriele Ametrano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Apr 2021 07:31:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>&#8220;Prepariamoci&#8221; di Luca Mercalli (Chiarelettere)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 10:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[commenti libro prepariamoci]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[lettura di prepariamoci]]></category>
		<category><![CDATA[letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libro ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[passare alle altre forme di energia]]></category>
		<category><![CDATA[piudiunlibroalmese]]></category>
		<category><![CDATA[prepariamoci di luca mercalli]]></category>
		<category><![CDATA[prepariamoci editore chiarelettere]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di prepariamoci]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[saggio ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[Società Meteorologica Italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3227</guid>
		<description><![CDATA[Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente “passare alle altre forme di energia”, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto. Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando. Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3228" title="compra &quot;Prepariamoci&quot; di Luca Mercalli (Chiarelettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere.jpg" alt="" width="190" height="294" /></a>Prepariamoci è un saggio green che ci vuole mettere in guardia: le risorse del pianeta stanno finendo, il clima sta cambiando e l’umanità non è affatto preparata. E ce lo dice <em>Luca Mercalli</em>, presidente della Società Meteorologica Italiana, non un ecologista da quattro soldi. Stiamo spremendo la terra come un limone, senza nessun riguardo e soprattutto irrimediabilmente. Quando l’ultima goccia di petrolio finirà non basterà semplicemente <em>“passare alle altre forme di energia”</em>, perché esse sono molto meno efficienti e non basteranno ad alimentare un gigante così affamato e viziato; se non facciamo sì che questo passaggio avvenga in modo graduale il nostro popolo (e tutti gli altri), così dipendente dall’energia e da risorse che considera ovvio avere, cadrà nella barbarie e nella rovina. Che fare quindi? Prepararsi, per l’appunto.<br />
Mercalli ci mostra, con l’esempio del suo stile di vita, vari metodi e comportamenti attraverso i quali diventare autonomi e indipendenti dal sistema capitalistico che ci sta condannando.<br />
Da dove iniziare se non con l’installazione di pannelli fotovoltaici? Pur riconoscendo che per certe famiglie è una spesa proibitiva, essi costituiscono il primo passo per l’autonomia in termini di acqua calda ed energia elettrica; Mercalli ci racconta la sua esperienza con dovizia di particolari e cifre per capire meglio la faccenda e orientarsi nel mondo dell’energia pulita. Altro punto importante è il rivalorizzare gli orti come fonte di alimentazione ma anche di bellezza culturale e paesaggistica, sostituendoli dove possibile agli inutili giardini pubblici e condominiali. Anche in questo caso l’autore spiega come gestire un orto e prova a trasmetterci la soddisfazione che ne deriva.<br />
Insomma Mercalli propone miglioramenti (concreti, non generali) in tutti gli ambiti possibili della vita quotidiana come i rifiuti, l’acqua, il lavoro, i trasporti e anche l’attività politica con grande entusiasmo e l’esperienza di molte battaglie ecologiste ancora in corso a cui egli stesso partecipa.<br />
E’ un ottimo libro, l’autore stesso sostiene che al suo interno è presente tutto il suo bagaglio personale e si sente: ogni pagina è ricca di rimandi a testi letti, esperienze vissute e opinioni maturate nel corso degli anni, rendendolo un saggio di grande qualità. Unica pecca l’eccessivo schematismo: lunghi elenchi e troppe cifre in alcuni punti.<br />
Ricapitolando difficilmente un lettore verrà sconvolto dal saggio iniziando a mettere in pratica tutto ciò che dice l’autore (anche se non dubito che per qualcuno sia stata una lettura importante nella propria vita), ma dopo aver letto il saggio rimane una pulce ecologista nell’orecchio, e a un livello quasi inconscio si inizia a sprecare di meno nelle piccole azioni quotidiane.<br />
Un libro che compie il suo lavoro.</p>
<p><strong>&#8220;Prepariamoci</strong> di Luca Mercalli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861904335/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861904335&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Chiarelettere</p>
<p>pp. 205  &#8211;  euro 14</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/prepariamoci-di-luca-mercalli-chiarelettere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Alta Fedeltà&#8221; di Nick Hornby (Guanda)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/alta-fedelta-di-nick-hornby-guanda/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/alta-fedelta-di-nick-hornby-guanda/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 12:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[alta fedeltà di nick hornby]]></category>
		<category><![CDATA[articolo su alta fedeltà]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[high fidelity di nick hornby]]></category>
		<category><![CDATA[leggere libro alta fedeltà]]></category>
		<category><![CDATA[lettura di alta fedeltà]]></category>
		<category><![CDATA[letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione alta fedeltà]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensione romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo nick hornby]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3222</guid>
		<description><![CDATA[Alta Fedeltà è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3223" title="alta-fedelta-di-nick-hornby" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/10/alta-fedelta-di-nick-hornby.jpg" alt="" width="190" height="289" /></a><strong>Alta Fedeltà</strong> è principalmente una storia d’amore, ma difficilmente riuscirete a trovare qualcosa di romantico tra queste pagine dense di humor inglese e cinismo. La vicenda inizia con una rottura: lo scaricato/protagonista di nome Rob si ritrova solo, dopo anni di convivenza con il suo amore, Laura. Donna di successo con un brillante futuro, al contrario di Rob che gestisce un fallimentare negozio di dischi pop e soul per collezionisti. Messa in questi termini il motivo della separazione può sembrare banale. Ma non è così: Rob è un personaggio strano. E non strano nel senso di stravagante, ma l’opposto. A parte la mania di fare sempre classifiche delle sue cose preferite (il libro si apre con la classifica delle cinque storie d’amore più significative della sua vita) è un trentenne nella media, non particolarmente brillante né particolarmente brutto o antipatico, di un’incredibile normalità. Ma attenzione, ciò non rende il romanzo noioso. Col susseguirsi degli eventi l’autore esprime il modo di pensare di Rob in maniera così chiara che già dopo le prime pagine vi ritroverete immersi in un’altra dimensione: non quella stereotipata della storia d’amore ma quella vera, genuina, e perché no contorta di Rob, l’innamorato che non riesce a capire fino in fondo se stesso e gli altri. E la lettura è oltremodo piacevole perché nel comportamento del cinico trentenne si riscontrano modi d’agire e di pensare comuni a tutti gli uomini ma che nessuno vuole ammettere. La critica loda l’opera come nuovo classico della letteratura moderna, e il milione di copie vendute lo confermano: io mi sento di consigliarlo a chi vuole cambiare aria con un libro splendidamente scritto, leggero e divertente, ma più profondo di quanto possa sembrare a prima vista. Insomma: alta fedeltà ma soprattutto alta qualità.</p>
<p><strong>&#8220;Alta Fedeltà&#8221;</strong> di Nick Hornby<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8882461521/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8882461521&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Guanda</p>
<p>pp. 256  &#8211;  euro 9,35</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/alta-fedelta-di-nick-hornby-guanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Confessioni di un Sicario dell’Economia&#8221; di John Perkins (Beat Edizioni)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/confessioni-di-un-sicario-dell-economia-john-perkins-beat-edizioni/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/confessioni-di-un-sicario-dell-economia-john-perkins-beat-edizioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 May 2014 12:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[articolo romanzo in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[beat editore]]></category>
		<category><![CDATA[commenti confessioni di un sicario dell’economia]]></category>
		<category><![CDATA[confessioni di un sicario dell'economia]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[John Perkins]]></category>
		<category><![CDATA[leggere confessioni di un sicario dell’economia]]></category>
		<category><![CDATA[letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libro di john perkins]]></category>
		<category><![CDATA[petroldollari]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di confessioni di un sicario dell’economia]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[sicario dell'economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3231</guid>
		<description><![CDATA[John Perkins è stato un sicario, ma non uno di quelli che si sporcano le mani con omicidi e assassini stile mafia. Eppure leggendo questo libro il paragone con Gomorra viene naturale: nello stesso modo in cui la mafia in questo secolo è diventata un fenomeno di portata mondiale grazie all’agile sfruttamento dei sistemi fiscali e a una profonda conoscenza del mercato internazionale, abbandonando l’assetto militare (pur sempre necessario) di un tempo, anche le Lobby e le multinazionali hanno trovato a partire dagli anni settanta un nuovo modo di arricchirsi in maniera esponenziale e soprattutto formalmente “legale”: i sicari dell’economia. Gli SDE (la sigla per gli addetti ai lavori) hanno avuto &#8211; e tutt’ora hanno &#8211; il compito di accrescere l’estensione e il potere dell’impero Americano. Come? Aiutando paesi “sottosviluppati” a diventare “moderni”, portando il modello di vita occidentale in queste nazioni, costruendo centrali elettriche, dighe, bonificando le paludi. Sembra una cosa buona e giusta guardata dall’esterno, ma non tutto è oro ciò che è luccica. Specie se a luccicare è il petrolio estratto dal terreno dei paesi “colonizzati”. E guarda caso ogni civiltà sottosviluppata che viene aiutata dall’amorevole zio Sam è gonfia di petrolio. Il sunto di questo piano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788865590690.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3237" title="compra &quot;Confessioni di un Sicario dell'economia&quot; di John Perkins (Beat Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788865590690.jpg" alt="" width="190" height="293" /></a>John Perkins</em> è stato un sicario, ma non uno di quelli che si sporcano le mani con omicidi e assassini stile mafia. Eppure leggendo questo libro il paragone con Gomorra viene naturale: nello stesso modo in cui la mafia in questo secolo è diventata un fenomeno di portata mondiale grazie all’agile sfruttamento dei sistemi fiscali e a una profonda conoscenza del mercato internazionale, abbandonando l’assetto militare (pur sempre necessario) di un tempo, anche le Lobby e le multinazionali hanno trovato a partire dagli anni settanta un nuovo modo di arricchirsi in maniera esponenziale e soprattutto formalmente “legale”: i sicari dell’economia.<br />
Gli SDE (la sigla per gli addetti ai lavori) hanno avuto &#8211; e tutt’ora hanno &#8211; il compito di accrescere l’estensione e il potere dell’impero Americano. Come? Aiutando paesi “sottosviluppati” a diventare “moderni”, portando il modello di vita occidentale in queste nazioni, costruendo centrali elettriche, dighe, bonificando le paludi. Sembra una cosa buona e giusta guardata dall’esterno, ma non tutto è oro ciò che è luccica. Specie se a luccicare è il petrolio estratto dal terreno dei paesi “colonizzati”. E guarda caso ogni civiltà sottosviluppata che viene aiutata dall’amorevole zio Sam è gonfia di petrolio.<br />
Il sunto di questo piano intricato è il seguente: la corporatocrazia, come la definisce l’ex SDE, è un gruppo (non ufficiale ovviamente) formato dalle multinazionali di tutto il mondo, ampiamente favorito e facilitato dallo stato più potente, gli USA, che ne ricava ovviamente un gran guadagno. Da chiarire che questo guadagno consiste nei Petrodollari. Sono fondamentali per l’economia del gigante e portano sempre buoni affari. Ma l’oro nero si trova in gran parte in paesi come Iraq, Arabia Saudita, Ecuador. Percio’ invece di invadere questi paesi militarmente si è trovata una soluzione meno rischiosa e molto, molto più lucrosa. Le lobby mandano degli economisti a scrivere dei rapporti sui territori interessati, a tracciare e diffondere profili di crescita economica a cui andrebbero incontro i paesi coinvolti se solo accettassero di costruire delle centrali elettriche nelle loro regioni. Così tutti sono contenti. Ma col decollo dell’economia la popolazione sprofonda: le centrali distruggono il territorio, le trivelle per l’estrazione del petrolio inquinano i fiumi e le terre uccidendo migliaia di abitanti. E i firmatari del patto ne sono ben consapevoli: il despota regnante di turno, ben scelto dal governo americano (il libro racconta complotti storici che mettono i brividi), accetta il patto, conscio della distruzione che porterà. Questi citati sono solo pochi dei lati negativi della modernizzazione dei paesi “sottosviluppati”. Ma allora perché? La risposta è una sola, e motiva ogni giorno le azioni degli USA, delle Lobby, dei governanti corrotti: avidità. I funzionari vogliono fare la bella vita, i dipendenti vogliono le scuole migliori per i propri figli, i despoti il potere. Lo stesso Perkins è stato incoragiato nella sua carriera da stipendi astronomici e minacce difficilmente ignorabili in caso di dichiarazioni scomode.<br />
Ma alla fine il suo senso etico ha prevalso, e con uno sforzo titanico è riuscito a tirarsi fuori dal tavolo dove giocano i leader corrotti di tutto il mondo. L’importanza delle figure coinvolte nella vicenda narrata dal sicario pentito lascia senza fiato, rendendo il libro più avvincente di qualsiasi romanzo e più spaventoso di qualsiasi horror.<br />
Ciò che viene denunciato in questo “Gomorra Americano” è terrificante. Un sistema che va avanti da 50 anni, implacabile nella sua efficacia, sconfortante nella sua “legalità”, sconcertante nella sua (seppur ovvia) diffusione. Queste sono cose che vanno sapute e divulgate, come incita a fare Perkins, per dare ai propri figli un futuro migliore. A questo scopo è necessario mettere alla luce il lato più malato e spaventoso dell’impero più potente della storia dell’umanità: gli Stati Uniti d’America.</p>
<p><strong>&#8220;Confessioni di un Sicario dell’Economia&#8221;</strong> di John Perkins<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865590696/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865590696&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Beat</p>
<p>pp. 306  &#8211;  euro 9</p>
<p><a href="/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_blank">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/confessioni-di-un-sicario-dell-economia-john-perkins-beat-edizioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Il peso” di Liz Moore (Neri Pozza)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 May 2014 12:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[beat editore]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[E poi questa mattina]]></category>
		<category><![CDATA[editore neri pozza]]></category>
		<category><![CDATA[Era Charlene Turner. Non credevo che avrei mai più sentito la sua voce in vita mia ma Dio come ne sono stato felice. Ero lì lì per lanciare un grido ma mi sono costretto a tacere. Mi sono messo una ma]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[il peso di liz moore]]></category>
		<category><![CDATA[la lettera che dice la verità]]></category>
		<category><![CDATA[la lettera che sapevo avrei dovuto spedirle se ci fossimo incontrati di nuovo. La lettera che le avrei inviato in quel momento se non mi fossi comportato come un gran vigliacco. Il vigliacco che in re]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[libro il peso]]></category>
		<category><![CDATA[l’ammissione taumaturgica dei miei segreti più oscuri]]></category>
		<category><![CDATA[mi sono seduto a scriverle la lettera che ho continuato a ripetermi nella testa]]></category>
		<category><![CDATA[piudiunlibroalmese]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di valentina morelli]]></category>
		<category><![CDATA[recensione il peso]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo di liz moore]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo new york]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi valentina morelli]]></category>
		<category><![CDATA[visto che non avevo nient’altro da fare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3193</guid>
		<description><![CDATA[Cominciamo con la storia, con cosa racconta. New York. C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene. C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp. Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3194" title="compra &quot;Il peso&quot; di Liz Moore (Neri Pozza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/09/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza.jpg" alt="" width="190" height="313" /></a>Cominciamo con la storia, con cosa racconta.<br />
New York.<br />
C’è un ex-professore quasi sessantenne, obeso come riescono a essere obesi solo da quelle parti (Non ho modo di sapere esattamente quanto peso, ma credo sia tra i duecentoventi e i duecentosettanta chili), che non esce di casa dal 2001. Si chiama Arthur Opp. Ordina montagne di cibo via internet, trascorre le giornate davanti alla tv, butta la spazzatura di notte, dalla finestra, per non farsi vedere. La sua casa è un cesso di avanzi di cibo e riviste, o almeno così è al piano terra. I due piani superiori, dove ci sono le camere, non si sa in che stato siano perché Arthur non è più in grado di andarci. Inutile dire che è solo, vero? L’unico contatto con la vita sono le lettere che si scambia con un’ex-studentessa, Charlene.<br />
C’è un ragazzino, una promessa del baseball, un ragazzino dei quartieri poveri che nonostante la sua condizione va a scuola con i ricchi perché sua madre, alcolizzata, disoccupata, depressa, vuole per lui una vita migliore. Sua madre è Charlene, la stessa che vent’anni prima andava a lezione da Athur Opp.<br />
Due vite, quella di Arthur e quella del ragazzino, che viaggiano ignare l’una dell&#8217;altra finché&#8230;<br />
E ora il come: come questa storia è raccontata.<br />
Immaginatevi alla finestra. State stendendo il bucato, è una giornata ventosa e i vestiti si asciugheranno in un niente. A questo pensate, ai vestiti asciutti, mentre una molletta cade a terra. Vi chinate a raccoglierla e quando vi tirate su, chissà perché, non badate alla finestra aperta. E prendete in pieno lo spigolo di alluminio, nel centro della testa.<br />
Ecco: quel dolore lì, così violento, così inatteso, vi colpirà di continuo per tutte le trecentocinquantadue pagine.<br />
Così. &#8220;<em>Era Charlene Turner. Non credevo che avrei mai più sentito la sua voce in vita mia ma Dio come ne sono stato felice. Ero lì lì per lanciare un grido ma mi sono costretto a tacere. Mi sono messo una mano sulla bocca e mi sono morso il palmo</em>&#8220;.<br />
E così. &#8220;<em>E poi questa mattina, visto che non avevo nient’altro da fare, mi sono seduto a scriverle la lettera che ho continuato a ripetermi nella testa, la lettera che dice la verità, l’ammissione taumaturgica dei miei segreti più oscuri, la lettera che sapevo avrei dovuto spedirle se ci fossimo incontrati di nuovo. La lettera che le avrei inviato in quel momento se non mi fossi comportato come un gran vigliacco. Il vigliacco che in realtà sono</em>&#8220;.<br />
Insomma ci siamo capiti: fa un male cane. Eppure non è una storia disperante. Quando finalmente arrivi in fondo all’ultima pagina (ed è il caso di dirlo, finalmente, perché quando ci arrivi quel peso lì non lo sopporti più), prendi un respiro, il più profondo che i tuoi polmoni siano in grado di reggere, e resti un attimo appeso, gli occhi chiusi.<br />
Espiri piano, e a lungo.<br />
Quando riapri gli occhi, sorridi.<br />
Senza peso.</p>
<p><strong>&#8220;Il peso&#8221;</strong> di Liz Moore<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8865592176/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8865592176&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Neri Pozza</p>
<p>pp. 133  &#8211;  euro 13</p>
<p>Recensione di Valentina Morelli</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-peso-di-liz-moore-neri-pozza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221; (ChiareLettere)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/armi-un-affare-di-stato-chiarelettere/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/armi-un-affare-di-stato-chiarelettere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 17:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[2 miliardi di dollari in 5 anni]]></category>
		<category><![CDATA[affare di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra]]></category>
		<category><![CDATA[chiare]]></category>
		<category><![CDATA[chiarelettere]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Duccio Facchini]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[facchini]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Vignarca]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[ha venduto armi per 3]]></category>
		<category><![CDATA[Il 90% delle cose raccontate sul cosiddetto mercato nero delle armi sono in realtà finzioni degli scrittori e immaginazioni dei politici. Non ci sono segreti in questo mondo]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta consigliata]]></category>
		<category><![CDATA[lasso]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libri recensiti]]></category>
		<category><![CDATA[libro consigliato]]></category>
		<category><![CDATA[L’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mancanza di scrupoli]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Lasso]]></category>
		<category><![CDATA[Nel 2012 L’Italia ha destinato al comparto della difesa 23 miliardi di euro]]></category>
		<category><![CDATA[quarta]]></category>
		<category><![CDATA[quarta giulio]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro chiarelettere]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni pagate]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[saggio consigliato]]></category>
		<category><![CDATA[Scarsa trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[sicuramente è perché dietro c’è qualche agenzia governativa]]></category>
		<category><![CDATA[tangenti]]></category>
		<category><![CDATA[tutti sanno cosa stai facendo. Se le armi vengono contrabbandate]]></category>
		<category><![CDATA[vignarca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3131</guid>
		<description><![CDATA[La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe? “L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”. A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3132" title="compra &quot;Armi, un affare di Stato&quot; (Chiare Lettere)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/Copertina-Armi-un-Affare-di-Stato.jpg" alt="chiare lettere armi un affare di stato autori vari" width="190" height="282" /></a>La guerra non è più quella di una volta. Sembra che con la scomparsa del servizio di leva obbligatorio sia sparita dalla mente dei cittadini, che gli orrori delle guerre mondiali siano lontani in un angolino della memoria. Ma se pensate che ormai il conflitto sia diventato un problema marginale (nei paesi moderni), che gli stati civilizzati e democratici non guadagnino più come un tempo sulle armi, basterà leggere qualche pagina di questo libro e si aprirà un mondo. Un mondo tutt’altro che positivo. E da dove cominciare se non dal nostro paese che negli affari loschi è sempre il primo della classe?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’Italia, che nella sua Costituzione dichiara di ripudiare la guerra, ha venduto armi per 3,2 miliardi di dollari in 5 anni”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A prima vista sembra una cosa grave. In realtà è molto molto peggio, specie considerando quanto segue. Innanzitutto le armi non sono state vendute agli eserciti regolari di altri stati ma ai ribelli delle zone in conflitto del pianeta: Libia, Grecia, Medio Oriente, Africa. Ovunque ci sia una situazione problematica c’è sempre uno stato pronto a peggiorarla fornendo armi, mantenendo acceso il conflitto e causando milioni di morti e sfollati. Ma chi è di preciso che vende questi armamenti? Viene da pensare a contrabbandieri e a un gigantesco mercato nero, ma non è affatto così e una citazione lo riassume bene: <em>“Il 90% delle cose raccontate sul cosiddetto mercato nero delle armi sono in realtà finzioni degli scrittori e immaginazioni dei politici. Non ci sono segreti in questo mondo, tutti sanno cosa stai facendo. Se le armi vengono contrabbandate, sicuramente è perché dietro c’è qualche agenzia governativa”</em>. Il saggio analizza a fondo l’operato di molte aziende in tutto il mondo, concentrandosi in particolare sul boss Italiano, Finmeccanica. Scarsa trasparenza, tangenti, corruzione, mancanza di scrupoli. Tutte caratteristiche comuni di uno dei settori più dannosi e redditizi dell’economia, con un giro mondiale da 1700 miliardi di euro all’anno. E il titolo ci ricorda una cosa importante: lo Stato con la guerra ci va a braccetto, anche se vuole mostrare il contrario. Politica e Industria sono profondamente legate, specialmente quando si parla di guadagni, perciò lo Stato è ben attento a non pestare i piedi al settore della difesa; attenzione che si nota dal seguente dato: <em>“Nel 2012 L’Italia ha destinato al comparto della difesa 23 miliardi di euro”</em>. Non c’è molto da aggiungere, è semplicemente assurdo. Specie considerando il periodo di crisi in cui si trova la Repubblica, che ha tagliato senza pietà in altri campi come è successo per il Fondo per le politiche sociali (risorse a favore dell’infanzia, dei giovani, degli anziani non autosufficienti, della famiglia e delle pari opportunità) che è passato da 1,59 miliardi di euro nel 2007 a 144 milioni nel 2013. Per non parlare dei settori Istruzione e Sanità, che dovrebbero essere gli ultimi a essere toccati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singolo ambito della guerra puzza di denaro sporco e sangue innocente: non c’è una sola parte di questo grande e marcio meccanismo che rechi un vantaggio alla società, come invece vogliono farci credere i media e i politici. Questo saggio è un monumento alla pace, che incessante spoglia il conflitto di ogni valore positivo con una forza che solo la verità può avere. Da leggere assolutamente, <em>una cannonata</em>.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Armi, un affare di Stato&#8221;</strong> di Duccio Facchini, Michele Lasso, Francesco Vignarca</p>
<p>edito da ChiareLettere</p>
<p>pp. 238  &#8211;  euro 14<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861902057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861902057&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/armi-un-affare-di-stato-chiarelettere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221; di Hans Tuzzi (Bollati Bolinghieri)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-trio-dellarciduca-di-hans-tuzzi-bollati-bolinghieri/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-trio-dellarciduca-di-hans-tuzzi-bollati-bolinghieri/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 13:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[arciduca]]></category>
		<category><![CDATA[bollati]]></category>
		<category><![CDATA[boringhieri]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[dell'arciduca]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[giallo]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[hans tuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[inizi Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[ispettore di Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[istambul]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[letture da fare]]></category>
		<category><![CDATA[libri recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[libro hans tuzzit]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Neron Vukcic]]></category>
		<category><![CDATA[personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[pizzuoli]]></category>
		<category><![CDATA[poliziaesco]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione lettura]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo giallo]]></category>
		<category><![CDATA[salvina]]></category>
		<category><![CDATA[salvina pizzuoli]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[serie letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[trio]]></category>
		<category><![CDATA[uzze libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3114</guid>
		<description><![CDATA[Il nuovo giallo di Tuzzi “Il Trio dell’arciduca” è davvero entusiasmante e non è un Melis. Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra. Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore. Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="compra &quot;Il Trio dell'arciduca&quot; di Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/417K-sOC9eL._SY445_.jpg" alt="bollati boringhieri hans tuzzi trio dell'arciduca" width="190" height="292" /></a>Il nuovo giallo di Tuzzi <strong>“Il Trio dell’arciduca”</strong> è davvero entusiasmante e non è un <em>Melis.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, nei luoghi e nei mezzi utilizzati per gli spostamenti tanto sono ben studiati e collocati. Un testo di spionaggio storico ben congegnato e dalla perfetta architettura che aggiunge valore alla già raffinata abilità del nostro romanziere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuzzi ha saputo creare un nuovo personaggio che rivive e si muove nell’atmosfera del tempo riprodotta da una prosa sapiente e ben orchestrata che come su un palcoscenico propone lo spirito del periodo carico di tensioni, di intrighi, di lotte intestine dentro e fuori il fragile colosso dai piedi d’argilla che era l’Impero austro ungarico e le lotte tra le etnie di quel crogiuolo che da sempre sono stati i Balcani. Esce, quando si dice il caso, proprio in ricorrenza del centenario dello scoppio del conflitto e quando ancora una volta le rivalità etniche risuonano nuovamente in quell’area che ancora non pare abbia trovato una propria identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Tuzzi, mi auguro che sia solo l’inizio di una lunga serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221;</strong> di Hans Tuzzi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bollati Bolinghieri</p>
<p>pp. 158  &#8211;  euro 14,90</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/salvina-pizzuoli/" target="_self">Recensione di Salvina Pizzuoli</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-trio-dellarciduca-di-hans-tuzzi-bollati-bolinghieri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Allegro ma non troppo” di Carlo M. Cipolla (Il Mulino)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/allegro-ma-non-troppo-di-carlo-m-cipolla-il-mulino/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/allegro-ma-non-troppo-di-carlo-m-cipolla-il-mulino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2014 07:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[allegro ma non troppo]]></category>
		<category><![CDATA[arguzia]]></category>
		<category><![CDATA[carlo m cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla carlo]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[de michelis]]></category>
		<category><![CDATA[disegni]]></category>
		<category><![CDATA[dissertazione]]></category>
		<category><![CDATA[e sarà sempre di gran lunga maggiore di quanto si possa pensare]]></category>
		<category><![CDATA[è stato]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[Il numero degli stupidi al mondo è]]></category>
		<category><![CDATA[le leggi fondamentali della stupidità umana]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[loredana]]></category>
		<category><![CDATA[loredana de michelis]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza il commercio del pepe non ci sarebbe stata Storia degna di questo nome]]></category>
		<category><![CDATA[taverne culturali]]></category>
		<category><![CDATA[tullio pericoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3101</guid>
		<description><![CDATA[Un libello, scritto in un momento di pausa dell’autore da titoli ben più impegnativi. Una disquisizione piacevole da serata in enoteca, tra gente colta. Contiene due piccoli saggi scherzosi che hanno la peculiarità di non avere niente a che fare l’uno con l’altro. Il primo è una ricostruzione semistorica del medioevo basata sui flussi commerciali di una spezia, il pepe. Il secondo, una tesi fantasociologica sulla distribuzione della stupidità nella popolazione mondiale. L’arguzia è il patto non dichiarato su cui si basa la dissertazione: va da sé che le teorie presentate sono storicamente e sociologicamente plausibili, volendo, persino supportate da dotte ricerche. Nel divertissement dell’intelligenza usata con grazia e cultura, dichiarazioni come “Senza il commercio del pepe non ci sarebbe stata Storia degna di questo nome” e “Il numero degli stupidi al mondo è, è stato, e sarà sempre di gran lunga maggiore di quanto si possa pensare”, assumono una dignità affascinante e stimolano ulteriori costrutti sulla scia di una tradizione antica, quella di certi filosofi greci riuniti nelle loro taverne culturali, di pietra e colonne. Un passatempo che si era un po’ perso nel corso dei millenni e che ora entra in libreria come un best seller, anche se [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8815247513/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8815247513&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3102" title="compra &quot;Allegro ma non troppo&quot; di Carlo M. Cipolla (Il Mulino)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/41zFq4z1XiL._SY445_.jpg" alt="carlo cipolla il mulino allegro ma non troppo" width="190" height="288" /></a>Un libello, scritto in un momento di pausa dell’autore da titoli ben più impegnativi. Una disquisizione piacevole da serata in enoteca, tra gente colta.</p>
<p style="text-align: justify;">Contiene due piccoli saggi scherzosi che hanno la peculiarità di non avere niente a che fare l’uno con l’altro. Il primo è una ricostruzione semistorica del medioevo basata sui flussi commerciali di una spezia, il pepe. Il secondo, una tesi fantasociologica sulla distribuzione della stupidità nella popolazione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arguzia è il patto non dichiarato su cui si basa la dissertazione: va da sé che le teorie presentate sono storicamente e sociologicamente plausibili, volendo, persino supportate da dotte ricerche.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel divertissement dell’intelligenza usata con grazia e cultura, dichiarazioni come <em>“Senza il commercio del pepe non ci sarebbe stata Storia degna di questo nome”</em> e <em>“Il numero degli stupidi al mondo è, è stato, e sarà sempre di gran lunga maggiore di quanto si possa pensare”</em>, assumono una dignità affascinante e stimolano ulteriori costrutti sulla scia di una tradizione antica, quella di certi filosofi greci riuniti nelle loro taverne culturali, di pietra e colonne. Un passatempo che si era un po’ perso nel corso dei millenni e che ora entra in libreria come un best seller, anche se questo libro era stato scritto per gli amici, anni fa. Bene così: far giocare ragionamento e conoscenza è, adesso come allora, considerato uno dei migliori esercizi per lo sviluppo del pensiero critico di cui c’è sempre tanto bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Allegro ma non troppo&#8221;</strong> di Carlo M. Cipolla<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8815247513/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8815247513&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Il Mulino</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 110 &#8211;  euro 15</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/loredana-de-michelis/" target="_self">Recensione di Loredana de Michelis</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/allegro-ma-non-troppo-di-carlo-m-cipolla-il-mulino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Un lavoro sporco&#8221; di Christopher Moore (Elliot Edizioni)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/un-lavoro-sporco-di-christopher-moore-elliot-edizioni/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/un-lavoro-sporco-di-christopher-moore-elliot-edizioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2014 21:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[a dirty job]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Asher]]></category>
		<category><![CDATA[christopher moore elliot edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni un lavoro sporco]]></category>
		<category><![CDATA[completi fuori moda]]></category>
		<category><![CDATA[consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Ebbene sì]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni elliot]]></category>
		<category><![CDATA[elliot]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile elliot]]></category>
		<category><![CDATA[frasi christopher moore]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[la triadica divinità Irlandese della Morte]]></category>
		<category><![CDATA[lettura christopher moore]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[maschio beta]]></category>
		<category><![CDATA[moore a dirty job]]></category>
		<category><![CDATA[Morrigan]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalizzate]]></category>
		<category><![CDATA[nicolò bonato]]></category>
		<category><![CDATA[primogenita]]></category>
		<category><![CDATA[Rachel]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensione nicolò bonato]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[san francisco]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi christopher moore]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi elliot]]></category>
		<category><![CDATA[Sophie]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Terry Pratchett]]></category>
		<category><![CDATA[Tristo Mietitore]]></category>
		<category><![CDATA[tu sei la Morte]]></category>
		<category><![CDATA[un lavoro sporco]]></category>
		<category><![CDATA[uomo alto due metri]]></category>
		<category><![CDATA[verde vestito]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Moers]]></category>
		<category><![CDATA[wikiquote christopher moore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3087</guid>
		<description><![CDATA[Dopo un mese di sospensione ho ripreso con le letture mensili “nazionalizzate” e questa volta tocca agli statunitensi. Il primo è stato Christopher Moore, un autore comico che ho trovato davvero fenomenale. Il suo libro, “Un lavoro sporco”, è l&#8217;assurda e non di rado demenziale storia di Charles Asher, un tranquillo commerciante di oggetti usati con una passione smodata per i completi fuori moda e sua moglie Rachel.  Incontriamo il nostro protagonista, etichettato come maschio beta, in preda ad una delirante euforia conseguente alla nascita della sua primogenita, Sophie; tale euforia verrà immediatamente funestata da una tragedia, alla quale seguiranno strane visioni. Oggetti che pulsano di luce rossa, inquietanti ombre che si aggirano per San Francisco ma soprattutto un improbabile uomo di colore, alto più di due metri e di verde vestito. Sulle prime Charlie pensa di aver perso completamente la bussola ma presto capisce che sotto c&#8217;è qualcosa di grosso. Queste visioni non sono che un antipasto al vero sconvolgimento nella vita di Charlie, sconvolgimento che si concretizza praticamente nella lettura di un misterioso librone che esordisce informandolo che “Ebbene sì, tu sei la Morte”. Non propriamente cosa di tutti i giorni, viene da dire. E così, con un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Un-Lavoro-Sporco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3088" title="compra &quot;Un lavoro sporco&quot; di Christopher Moore (Elliot Edizioni)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Un-Lavoro-Sporco.jpg" alt="elliot moore un lavoro sporco edizioni" width="190" height="287" /></a>Dopo un mese di sospensione ho ripreso con le letture mensili “nazionalizzate” e questa volta tocca agli statunitensi. Il primo è stato <em>Christopher Moore</em>, un autore comico che ho trovato davvero fenomenale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il suo libro, <strong>“Un lavoro sporco”</strong>, è l&#8217;assurda e non di rado demenziale storia di Charles Asher, un tranquillo commerciante di oggetti usati con una passione smodata per i completi fuori moda e sua moglie Rachel.  Incontriamo il nostro protagonista, etichettato come maschio beta, in preda ad una delirante euforia conseguente alla nascita della sua primogenita, Sophie; tale euforia verrà immediatamente funestata da una tragedia, alla quale seguiranno strane visioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Oggetti che pulsano di luce rossa, inquietanti ombre che si aggirano per San Francisco ma soprattutto un improbabile uomo di colore, alto più di due metri e di verde vestito.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sulle prime Charlie pensa di aver perso completamente la bussola ma presto capisce che sotto c&#8217;è qualcosa di grosso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Queste visioni non sono che un antipasto al vero sconvolgimento nella vita di Charlie, sconvolgimento che si concretizza praticamente nella lettura di un misterioso librone che esordisce informandolo che <em>“Ebbene sì, tu sei la Morte”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non propriamente cosa di tutti i giorni, viene da dire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E così, con un ritmo comico incessante Moore ci porta attraverso 350 pagine di risate,  tragedie, morti (ovviamente) e incontri-scontri con esseri che abitano i sogni, o meglio gli incubi. Per non parlare degli esseri mitologici, tra cui la (le?) Morrigan, la triadica divinità Irlandese della Morte.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Lo stile, molto accattivante, ricorda in parte quello di Walter Moers, ma è impossibile esimersi dal confronto con Terry Pratchett e il suo <em>“Tristo Mietitore”</em>, la cui eco è percepibile non solo nell&#8217;idea di base della trama ma anche in molte scelte stilistiche e di tempi comici.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un libro che vale decisamente il suo prezzo (peraltro non eccessivo) e che consiglio caldamente soprattutto a chi pensa che la lettura sia una cosa noiosa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Forse non altrettanto caldeggiato per chi invece cerca principalmente una storia misteriosa e avvincente alla quale appassionarsi perché bisogna ammettere che il libro soffre di una certa prevedibilità, certo stemperata dalla verve comica.</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><strong>&#8220;Un lavoro sporco&#8221;</strong> di Christopher Moore<a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></div>
<div>pubblicato da Elliot Edizioni</div>
<div>pp. 382  &#8211;  euro 9,90</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/un-lavoro-sporco-di-christopher-moore-elliot-edizioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;La scoperta dell&#8217;ombra&#8221; di Roberto Casati (Editori Laterza)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/la-scoperta-dellombra-di-roberto-casati-editori-laterza/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/la-scoperta-dellombra-di-roberto-casati-editori-laterza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 19:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[ancestrale]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[articolo recensione]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[book]]></category>
		<category><![CDATA[concezione filosofica]]></category>
		<category><![CDATA[editori laezia]]></category>
		<category><![CDATA[editori laterza]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[galileo]]></category>
		<category><![CDATA[galileo galilei]]></category>
		<category><![CDATA[Geometria]]></category>
		<category><![CDATA[giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[invenzione]]></category>
		<category><![CDATA[laterza]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo da vinci]]></category>
		<category><![CDATA[lettura consigliata]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libro consigliato]]></category>
		<category><![CDATA[libro recensione]]></category>
		<category><![CDATA[metafisica]]></category>
		<category><![CDATA[ombra]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[platobe]]></category>
		<category><![CDATA[quarta giulio]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[roberto casati]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<category><![CDATA[skia]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'ombra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3076</guid>
		<description><![CDATA[Un libro che parla della storia dell’ombra. Detto così non sembra un granchè; ho iniziato a leggerlo per curiosità, ma senza grandi aspettative. Cosa ci sarà mai da sapere sulle ombre che già non so? E invece dopo una ventina di pagine ci si rende conto di non aver MAI pensato veramente alle ombre, con grande stupore e quasi con disappunto. E’ incredibile come una cosa così “quotidiana” tocchi così tanti campi, dia così tanti spunti di riflessione. Sfogliando le pagine mi è capitato spesso di dovermi fermare, chiudere il libro e pensare, o guardare l’ombra della propria mano proiettata dall’abat-jour (riscoprendo la propria fanciullezza per qualche momento). Il libro tratta la concezione filosofica dell’ombra nella storia, ma non si perde in elucubrazioni metafisiche; per la maggior parte è molto concreto: Casati ci mostra con amabile entusiasmo come molte verità scientifiche fondamentali per l’umanità siano state svelate grazie all’ombra, specialmente la scoperta dei cieli prima dell’invenzione del cannocchiale. Geometria, astronomia, pittura, scultura: ogni materia che coinvolga la percezione visiva non può trascurare le ombre, importanti quanto e forse anche più della luce da cui sono causate. Persino le più grandi menti della storia, come Galileo e Da Vinci hanno dedicato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8842081507/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8842081507&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3077" title="compra &quot;La scoperta dell'ombra&quot; di Roberto Casati (Editori Laterza)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/ombra.jpg" alt="laterza editori casati roberto la scoperta dell'ombra" width="190" height="285" /></a>Un libro che parla della storia dell’ombra. Detto così non sembra un granchè; ho iniziato a leggerlo per curiosità, ma senza grandi aspettative. Cosa ci sarà mai da sapere sulle ombre che già non so? E invece dopo una ventina di pagine ci si rende conto di non aver MAI pensato veramente alle ombre, con grande stupore e quasi con disappunto. E’ incredibile come una cosa così “quotidiana” tocchi così tanti campi, dia così tanti spunti di riflessione. Sfogliando le pagine mi è capitato spesso di dovermi fermare, chiudere il libro e pensare, o guardare l’ombra della propria mano proiettata dall’abat-jour (riscoprendo la propria fanciullezza per qualche momento). Il libro tratta la concezione filosofica dell’ombra nella storia, ma non si perde in elucubrazioni metafisiche; per la maggior parte è molto concreto: <em>Casati</em> ci mostra con amabile entusiasmo come molte verità scientifiche fondamentali per l’umanità siano state svelate grazie all’ombra, specialmente la scoperta dei cieli prima dell’invenzione del cannocchiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Geometria, astronomia, pittura, scultura: ogni materia che coinvolga la percezione visiva non può trascurare le ombre, importanti quanto e forse anche più della luce da cui sono causate. Persino le più grandi menti della storia, come Galileo e Da Vinci hanno dedicato molto tempo allo studio di queste immagini inafferrabili, sfuggevoli e indifferenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma questo è un libro di divulgazione impossibile da odiare, grazie ai capitoli brevissimi che si leggono come un bicchiere d’acqua, alla documentazione fornitissima, alle illustrazioni onnipresenti e al mondo di riflessioni che nascono come funghi dopo ogni pagina. La ciliegina sulla torta sono i piccoli dialoghi immaginari tra uno scettico Platone e la sua ombra Skia, tra un capitolo e l’altro. Persino il filosofo alla fine si lascia convincere dalla bellezza della sua controparte incorporea.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La scoperta dell&#8217;ombra&#8221;</strong> di Roberto Casati<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8842081507/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8842081507&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">pubblicato da Editori Laterza</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 308  &#8211;  euro 18</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/la-scoperta-dellombra-di-roberto-casati-editori-laterza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il pianeta del futuro&#8221; di Fred Pearce (Mondadori)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-pianeta-del-futuro-di-fred-pearce-mondadori/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-pianeta-del-futuro-di-fred-pearce-mondadori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2014 16:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[fred pearce]]></category>
		<category><![CDATA[fred pearce mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[il pianeta del futuro pearce]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori giulio quarta]]></category>
		<category><![CDATA[peoplequake]]></category>
		<category><![CDATA[quarta]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione fred pearce]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[Tigri Asiatiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=2992</guid>
		<description><![CDATA[“Il pianeta del futuro” non è semplicemente un libro sulla demografia mondiale. E’ uno studio monumentale sulla storia della popolazione, che spiega molti avvenimenti, ideologie e cause alla base della situazione demografica attuale; ma il punto forte del saggio è il numero di dati raccolti, cifre statistiche e percentuali, che sono onnipresenti (senza per questo appesantire la lettura). Un resoconto così vero non si ottiene leggendo libri in biblioteca: Fred Pearce ha viaggiato per anni passando dalle fiammanti metropoli delle “Tigri Asiatiche” alle città decadute dell’Europa dell’Est, acoltando pareri di importanti demografi e ricercatori, ma non solo; le testimonianze che danno quel tocco di classe e realtà all’esposizione sono quelle di contadini, pescatori, abitanti delle baraccopoli, poveri vecchi in pensione e giovani donne in carriera. Il saggio non si occupa solo di mere cifre. Parla di tutte le problematiche connesse alla popolazione: contraccezione, invecchiamento, ruolo della donna, futuro del pianeta e possibili contromosse ai problemi mondiali, e in più sostenere un messaggio di tolleranza e rispetto della terra. Consiglio questo libro a chiunque, perché non è per niente noioso e mi ha fatto riflettere su un sacco di cose che prima davo per scontate, come per esempio la situazione generale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861597629/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861597629&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2993" title="compra &quot;Il Pianeta del Futuro&quot; di Fred Pearce (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/Copertina-Il-Pianeta-del-Futuro.jpg" alt="pianeta del futuro mondadori fred pearce" width="190" height="280" /></a></em><strong>“Il pianeta del futuro”</strong> non è semplicemente un libro sulla demografia mondiale. E’ uno studio monumentale sulla storia della popolazione, che spiega molti avvenimenti, ideologie e cause alla base della situazione demografica attuale; ma il punto forte del saggio è il numero di dati raccolti, cifre statistiche e percentuali, che sono onnipresenti (senza per questo appesantire la lettura). Un resoconto così vero non si ottiene leggendo libri in biblioteca: <em>Fred Pearce</em> ha viaggiato per anni passando dalle fiammanti metropoli delle <em>“Tigri Asiatiche”</em> alle città decadute dell’Europa dell’Est, acoltando pareri di importanti demografi e ricercatori, ma non solo; le testimonianze che danno quel tocco di classe e realtà all’esposizione sono quelle di contadini, pescatori, abitanti delle baraccopoli, poveri vecchi in pensione e giovani donne in carriera. Il saggio non si occupa solo di mere cifre. Parla di tutte le problematiche connesse alla popolazione: contraccezione, invecchiamento, ruolo della donna, futuro del pianeta e possibili contromosse ai problemi mondiali, e in più sostenere un messaggio di tolleranza e rispetto della terra. Consiglio questo libro a chiunque, perché non è per niente noioso e mi ha fatto riflettere su un sacco di cose che prima davo per scontate, come per esempio la situazione generale in Africa. Non è entusiasmante come un romanzo ma poco ci manca. Se volete avere un’idea del panorama demografico-economico-sociale mondiale attuale e perché no, ricevere una botta di ottimismo, questo è il libro giusto per voi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il pianeta del futuro&#8221;</strong> di Fred Pearce<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861597629/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8861597629&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 302  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-pianeta-del-futuro-di-fred-pearce-mondadori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Undici solitudini&#8221; di Richard Yates (Minimum Fax)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/undici-solitudini-di-richard-yates-minimum-fax/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/undici-solitudini-di-richard-yates-minimum-fax/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 16:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[americana]]></category>
		<category><![CDATA[andrea]]></category>
		<category><![CDATA[andrea fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[Cleary]]></category>
		<category><![CDATA[desolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Easter Parade]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[Il dottor Geco]]></category>
		<category><![CDATA[Il regalo della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[libro yates]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
		<category><![CDATA[Raymond Carver]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensione undici solitudini andrea fiamma]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni familiari]]></category>
		<category><![CDATA[Revolutionary Road]]></category>
		<category><![CDATA[Richard]]></category>
		<category><![CDATA[richard yates]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[Snell]]></category>
		<category><![CDATA[solitudini]]></category>
		<category><![CDATA[Una buona scuola]]></category>
		<category><![CDATA[undici]]></category>
		<category><![CDATA[undici solitudini]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent]]></category>
		<category><![CDATA[yates]]></category>
		<category><![CDATA[yates richard libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3117</guid>
		<description><![CDATA[Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande. Non è il caso di &#8220;Undici solitudini&#8221; dello statunitense Richard Yates. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta. I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, Il regalo della maestra, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3118" title="compra &quot;Undici solitudini&quot; di Richard Yates (Minimum Fax)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/9788875210885g.jpg" alt="minimum fax undici solitudini richard yates" width="190" height="318" /></a>Parlare di racconti brevi è difficile quasi quanto scriverli. Ci si perde nei rivoli dei discorsi, nei frammenti delle cose e si fa fatica a trovare un nucleo solido attorno a cui gravitare. Specie se i racconti non sono disposti secondo un disegno più grande.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il caso di <strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> dello statunitense <em>Richard Yates</em>. Tutte le storie ruotano attorno all’idea di desolazione &#8211; esteriore e interiore &#8211; e ognuna declina il sentimento in maniera diversa, limitandosi l’una con l’altra nel senso e dando conto della solitudine umana come tante piccole tessere di un mosaico. Dai bambini, disillusi forse anche più degli adulti, ai vecchi, passando per tutte le categorie sociali che popolavano l’America degli anni cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini Yates li fa diventare anche un coro greco che meglio di tutti riesce a giudicare le dinamiche umane. Nella storia più bella della raccolta, <em>Il regalo della maestra</em>, sospesa tra lirismo e tragicità infantile, gli alunni di una classe sono messi di fronte all’evidenza che non tutte le maestre sono uguali: da una parte la signorina Snell, intransigente e seria, dall’altra la signora Cleary, simpatica e calorosa; il racconto diventa ben preso metafora per Yates del suo essere scrittore severo, rigido ma in grado di mostrare la verità della letteratura ai suoi lettori e snobbato in favore di autori alla mano privi di un messaggio da veicolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa con uno stile implacabile, scorrevole, preciso, in cui il periodo è lavorato con la cura piana di un artigiano, senza la barocca preziosità dell’orafo e più dalle parti dell’orologiaio: la scrittura è funzionale, ogni vite o ingranaggio è lì per muovere il meccanismo silenzioso della storia e non potrebbe altrimenti, pena la staticità dei personaggi nello spazio psicologico della pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo<em> Undici solitudini </em>appare chiaro quanto Raymond Carver debba a Yates in termini di costruzione dei racconti, di strutturazione di una prosa così solida e ferma da reggersi in piedi come un lavoro di architettura. Yates è pulito, sa dosarsi, quando esagerare e trascinare nel vivo del racconto il lettore, mettendo a nudo un personaggio nel giro di una riga. Basta guardare come descrive, attraverso il linguaggio del corpo, l’ansia sociale del piccolo Vincent nel racconto d’apertura <em>Il dottor Geco</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie brevi sono un mezzo a sè, un raro caso di forma che detta il contenuto. Gli scrittori di storie brevi non sono romanzieri, i romanzieri non sanno necessariamente scrivere bei racconti. Accade talvolta che le due figure si sovrappongano. Richard Yates è uno dei pochi in cui questa sovrapposizione è totale. Yates maneggia la forma romanzo con la stessa abilità con cui si destreggia tra gli spazi angusti del racconto breve. Il più famoso <em>Revolutionary Road</em> ma anche i meno noti <em>Una buona scuola </em>o <em>Easter Parade</em> hanno in nuce la stessa potenza dei racconti presenti in questo libro. Anche i temi sono gli stessi: lo scrittore batte sui tasti che più gli sono congeniali, il senso distorto di <em>Americana</em>, le relazioni familiari &#8211; mai soddisfacenti e spesso distruttive &#8211; e il desiderio di fuga, a ogni età.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Undici solitudini&#8221;</strong> di Richard Yates<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875210888/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875210888&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Minimum Fax</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 257  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/andrea-fiamma/" target="_self">Recensione di Andrea Fiamma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/undici-solitudini-di-richard-yates-minimum-fax/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Storia di una lumaca che scoprì l&#8217;importanza della lentezza&#8221; di Luis Sepùlveda (Guanda)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/storia-di-una-lumaca-che-scopri-limportanza-della-lentezza-di-luis-sepulveda-guanda/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/storia-di-una-lumaca-che-scopri-limportanza-della-lentezza-di-luis-sepulveda-guanda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 09:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[giulia grassoni]]></category>
		<category><![CDATA[giulia grassoni scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[grassini giulia]]></category>
		<category><![CDATA[grassoni scritti da voifavola]]></category>
		<category><![CDATA[Historia de un caracol que descubriò la importancia de la lentitud]]></category>
		<category><![CDATA[lentezza]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libri sepulveda]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[libro recesnione]]></category>
		<category><![CDATA[luis sepulveda]]></category>
		<category><![CDATA[luis sepulveda giulia grazzini]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recesnione libro]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[storia di una lumaca]]></category>
		<category><![CDATA[storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza]]></category>
		<category><![CDATA[storia per adulti]]></category>
		<category><![CDATA[storia per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[tartaruga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=3016</guid>
		<description><![CDATA[L’ultima favola di Luis Sepùlveda riconferma il talento dell’autore nel raccontare storie brevi e semplici con estrema grazia ed incantevole leggerezza. Il libro è dedicato al nipote, che gli pose la banale ma fondamentale domanda sul perché della lentezza delle lumache. In una piccola comunità di lumache nel Paese del Dente di Leone, una giovane lumaca decide di ribellarsi alla monotona abitudine seconda la quale nessuna di loro ha un nome, così come alla silenziosa rassegnazione con  cui tutte evitano di parlare della lentezza, caratteristica che le rende vulnerabili. Le domande della giovane lumaca non sono soddisfatte dalle sue simili: adagiate nell’abitudine, non le danno udienza. Inizia così una ricerca della verità che spinge il vivace animaletto ad allontanarsi dal conosciuto Paese del Dente di Leone per addentrarsi nel bosco. Sarà l’incontro con una tartaruga, altro animale poco veloce ma generosamente saggio, ad aiutare la piccola lumaca a trovare un nome adatto a lei e a percepire l’importanza della lentezza. Inoltre, solo spingendosi ai confini del bosco la lumaca potrà capire i pericoli che minacciano lei e le sue compagne, e riuscirà a trovare una ragione per tornare a casa e mettere in salvo le altre in un nuovo, lento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8823505038/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8823505038&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3017" title="compra &quot;Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza&quot; di Luis Sepùlveda (Guanda)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/03/sepulveda.jpg" alt="guanda sepulveda luis lumaca che scopri la lentezza" width="190" height="282" /></a>L’ultima favola di <em>Luis Sepùlveda</em> riconferma il talento dell’autore nel raccontare storie brevi e semplici con estrema grazia ed incantevole leggerezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è dedicato al nipote, che gli pose la banale ma fondamentale domanda sul perché della lentezza delle lumache. In una piccola comunità di lumache nel Paese del Dente di Leone, una giovane lumaca decide di ribellarsi alla monotona abitudine seconda la quale nessuna di loro ha un nome, così come alla silenziosa rassegnazione con  cui tutte evitano di parlare della lentezza, caratteristica che le rende vulnerabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande della giovane lumaca non sono soddisfatte dalle sue simili: adagiate nell’abitudine, non le danno udienza. Inizia così una ricerca della verità che spinge il vivace animaletto ad allontanarsi dal conosciuto Paese del Dente di Leone per addentrarsi nel bosco.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà l’incontro con una tartaruga, altro animale poco veloce ma generosamente saggio, ad aiutare la piccola lumaca a trovare un nome adatto a lei e a percepire l’importanza della lentezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, solo spingendosi ai confini del bosco la lumaca potrà capire i pericoli che minacciano lei e le sue compagne, e riuscirà a trovare una ragione per tornare a casa e mettere in salvo le altre in un nuovo, lento ed avventuroso viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiaba di coraggio e di autenticità, <strong>&#8220;</strong><strong>Storia della lumaca che scoprì l’importanza della lentezza&#8221;</strong><em> </em>insegna come la lentezza, da sola, non basti per essere sereni: la vera realizzazione di sé la si scopre quando ci si pone in modo attivo e critico nei confronti della realtà, non accontentandosi di ciò che si ripete da anni, ma facendosi domande sul perché della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo l’audacia e il coraggio di questa esplorazione portano alla coscienza di sé e dell’ambiente in cui si vive, così come esclusivamente la sana curiosità di conoscere il mondo mette in moto i meccanismi della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervallata da delicati disegni che incantano grandi e piccoli per la loro semplicità, il libro è un’intelligente fiaba per i bambini e un pacifico insegnamento per gli adulti a non ritenersi mai soddisfatti se non si capisce quel che succede, e a riscoprire l’importanza del tempo vissuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Storia di una lumaca che scoprì l&#8217;importanza della lentezza&#8221;</strong> di Luis Sepùlveda<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8823505038/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8823505038&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Guanda</p>
<p>pp. 95  &#8211;  euro 10</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/giulia.grassini.3" target="_blank">Recensione di Giulia Grassini</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/storia-di-una-lumaca-che-scopri-limportanza-della-lentezza-di-luis-sepulveda-guanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il processo&#8221; di Franz Kafka (Adelphi)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-processo-di-franz-kafka-adelphi/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-processo-di-franz-kafka-adelphi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 15:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[articoli letterari]]></category>
		<category><![CDATA[bonato]]></category>
		<category><![CDATA[Der Prozess]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[Essere John Malkovich]]></category>
		<category><![CDATA[franz Kafka]]></category>
		<category><![CDATA[hrabal]]></category>
		<category><![CDATA[il processo]]></category>
		<category><![CDATA[Josef k.]]></category>
		<category><![CDATA[Kundera]]></category>
		<category><![CDATA[la metamorfosi]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[libri consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[libro il processo]]></category>
		<category><![CDATA[libro recensione]]></category>
		<category><![CDATA[nicolò bonato]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione franz Kafka]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[scritti da voi bonato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=2975</guid>
		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno ho deciso di leggere per ogni mese autori di una nazionalità, così ho deciso di dedicare Gennaio agli autori della Repubblica Ceca (o comunque di quella zona, quindi anche precedenti all&#8217;effettiva formazione della repubblica). Franz Kafka quindi mi è sembrata una scelta obbligata, avevo infatti già avvicinato l&#8217;autore praghese due anni fa cominciando “La Metamorfosi”, che però non mi era piaciuto, non lo finii neanche.  Allora per capire se avevo effettivamente un&#8217;avversione per il modo di scrivere di Kafka o semplicemente non era il momento adatto per leggerlo, ho deciso di riprovarci. L&#8217;esperienza è stata sufficientemente positiva, lo stile onirico, kafkiano appunto, mi ha incuriosito fino a un certo punto, anche se devo dire che ho trovato la prosa decisamente troppo monotona per poter catturare l&#8217;attenzione per più di 200 pagine di romanzo senza che “succeda” nulla a livello di svolgimento della trama. Come molti sapranno il libro parla di Josef K., un procuratore di un istituto bancario che viene svegliato una mattina e posto in stato di arresto. Senza che nessuno gli spieghi la motivazione di tale arresto, K. è costretto a presentarsi di fronte a un assurdo tribunale che deve giudicarlo per non si sa quale crimine, presunto o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903656/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903656&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2976" title="compra &quot;Il processo&quot; di Franz Kafka (Adelphi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/41mTPBvubzL._SY445_.jpg" alt="adelphi il processo kafka franz" width="190" height="321" /></a>Quest&#8217;anno ho deciso di leggere per ogni mese autori di una nazionalità, così ho deciso di dedicare Gennaio agli autori della Repubblica Ceca (o comunque di quella zona, quindi anche precedenti all&#8217;effettiva formazione della repubblica). Franz Kafka quindi mi è sembrata una scelta obbligata, avevo infatti già avvicinato l&#8217;autore praghese due anni fa cominciando <em>“La Metamorfosi”</em>, che però non mi era piaciuto, non lo finii neanche.  Allora per capire se avevo effettivamente un&#8217;avversione per il modo di scrivere di Kafka o semplicemente non era il momento adatto per leggerlo, ho deciso di riprovarci.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;esperienza è stata sufficientemente positiva, lo stile onirico, kafkiano appunto, mi ha incuriosito fino a un certo punto, anche se devo dire che ho trovato la prosa decisamente troppo monotona per poter catturare l&#8217;attenzione per più di 200 pagine di romanzo senza che “succeda” nulla a livello di svolgimento della trama. Come molti sapranno il libro parla di Josef K., un procuratore di un istituto bancario che viene svegliato una mattina e posto in stato di arresto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Senza che nessuno gli spieghi la motivazione di tale arresto, K. è costretto a presentarsi di fronte a un assurdo tribunale che deve giudicarlo per non si sa quale crimine, presunto o effettivo.  K. è comunque un uomo cauto e sicuro di sé, così inizialmente non si preoccupa di ciò che ritiene essere un mero errore giudiziario.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tuttavia la faccenda si complica, i deliri del giudice istruttore lo lasciano sconvolto, come anche il fatiscente edificio nel quale ha luogo il processo stesso.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">K. comincia a preoccuparsi e la sua ansia si acuisce con la sua visita ai claustrofobici uffici del tribunale, alloggiati in un piano ricavato dal sottotetto di un condominio, con pochissime finestre e nei quali il colore cupo del legno e il suo odore rendono l&#8217;atmosfera pesante.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La descrizione di questo luogo è certamente la parte meglio riuscita del romanzo, esprime la sensazione di frustrazione onirica che K. prova nell&#8217;acquistare consapevolezza di non riuscire in alcun modo a sbloccare la sua situazione; inoltre devo dire che per me la sensazione di straniamento è stata amplificata dal fatto che proprio la descrizione di questi uffici mi ha ricordato un film visto qualche anno fa, <em>“Essere John Malkovich”</em> che si svolgeva in un luogo simile, anche sa dallo stile più moderno. Anche il film ovviamente era a stampo onirico, surreale e quindi a contribuito a veicolare l&#8217;atmosfera che Kafka ha creato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La pecca maggiore del libro però è stata per me la lunghezza, decisamente superiore a quella dedicabile alla storia, specialmente con una prosa che io ho trovato insufficientemente brillante.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non avendo altri romanzi o racconti con cui confrontarlo comunque ne consiglierei la lettura a chiunque volesse affrontare questo particolare autore, ma in una classifica degli scrittori cechi che ho letto (per la verità finora solo tre), sicuramente lo posporrei a Kundera e Hrabal.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il processo&#8221;</strong> di Franz Kafka<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903656/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903656&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Adelphi</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 238  &#8211;  euro 11</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/il-processo-di-franz-kafka-adelphi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;L&#8217;amore graffia il mondo&#8221; di Ugo Riccarelli (Mondadori)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/lamore-graffia-il-mondo-di-ugo-riccarelli-mondadori/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/lamore-graffia-il-mondo-di-ugo-riccarelli-mondadori/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 11:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[2013]]></category>
		<category><![CDATA[ammirare]]></category>
		<category><![CDATA[amore graffia il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[amore graffia mondo ugo riccarelli mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[con soddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[delmo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[laura novi]]></category>
		<category><![CDATA[laura novi scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[laura novi ugo riccarelli]]></category>
		<category><![CDATA[lei si sentiva appagata perché il suo amore era riuscito a risolvere tutte le difficoltà e a tenere insieme il mondo che adesso lei poteva]]></category>
		<category><![CDATA[libro ugo riccarelli]]></category>
		<category><![CDATA[luisa]]></category>
		<category><![CDATA[maria]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[nella casa dei ferrovieri la guerra s’era portata lontano i maschi della famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[premio campiello]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo riccarelli ugo]]></category>
		<category><![CDATA[signorina]]></category>
		<category><![CDATA[ugo riccarelli]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo libro riccarelli]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo romanzo riccarelli ugo]]></category>
		<category><![CDATA[un altro nuovo che già le stava graffiando la vita]]></category>
		<category><![CDATA[un peso appena allontanato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=2934</guid>
		<description><![CDATA[Premio Campiello 2013 annunciato a Ugo Riccarelli per il suo ultimo – purtroppo in tutti i sensi – romanzo “L’amore graffia il mondo”. Annunciato ma meritato. Un romanzo che non si dimentica: la scrittura è lineare, molto scorrevole. I personaggi sono tutti figli del proprio tempo e sono tanti. Ci si mette un po’ a familiarizzare con i nomi: la Maria, Delmo, la Luisa, l’Ada, l’Anita, Leone, Olmo, Severo. Signorina. Che è poi una locomotiva di straordinaria eleganza, ma è anche il nome che il padre ferroviere sceglie per la protagonista del romanzo. Una donna. Perché nonostante la presenza di molti maschi le donne hanno un ruolo ben preciso e fondamentale: gli uomini comandano, è vero – Delmo, per quanto progressista e antifascista, si impone sulle figlie, fino a costringere Signorina suo malgrado ad abbandonare al scuola; Mario picchia la moglie e parte per le guerre come si esce di casa per andare al bar… Sono però le donne che portano avanti la vita, sono loro che si rimboccano le mani e si prendono cura della famiglia. Poco importa se è la loro o quella dell’amica morta troppo presto: il loro posto è lì. Pratiche e solide. Riccarelli disegna l’italietta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/880461627X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880461627X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2935" title="compra &quot;L'amore graffia il mondo&quot; di Ugo Riccarelli (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/amoregraffiailmondo.jpg" alt="mondadori ugo riccarelli amore graffia il mondo" width="190" height="287" /></a>Premio Campiello 2013 annunciato a <em>Ugo Riccarelli</em> per il suo ultimo – purtroppo in tutti i sensi – romanzo <strong>“L’amore graffia il mondo”</strong>. Annunciato ma meritato.</p>
<p style="text-align: justify;">Un romanzo che non si dimentica: la scrittura è lineare, molto scorrevole. I personaggi sono tutti figli del proprio tempo e sono tanti. Ci si mette un po’ a familiarizzare con i nomi: la Maria, Delmo, la Luisa, l’Ada, l’Anita, Leone, Olmo, Severo. Signorina. Che è poi una locomotiva di straordinaria eleganza, ma è anche il nome che il padre ferroviere sceglie per la protagonista del romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una donna. Perché nonostante la presenza di molti maschi le donne hanno un ruolo ben preciso e fondamentale: gli uomini comandano, è vero – Delmo, per quanto progressista e antifascista, si impone sulle figlie, fino a costringere Signorina suo malgrado ad abbandonare al scuola; Mario picchia la moglie e parte per le guerre come si esce di casa per andare al bar…<br />
Sono però le donne che portano avanti la vita, sono loro che si rimboccano le mani e si prendono cura della famiglia. Poco importa se è la loro o quella dell’amica morta troppo presto: il loro posto è lì. Pratiche e solide.</p>
<p style="text-align: justify;">Riccarelli disegna l’italietta fascista  e quella degli anni immediatamente successivi che molti di noi si sono sentiti raccontare dai genitori e dai nonni.</p>
<p style="text-align: justify;">Bambini che giocano in cortile, la stazione come centro della vita, le terme frequentate da un noto politico, lo scorrere del tempo scandito dal passaggio del treno.</p>
<p style="text-align: justify;">Finché viene il giorno in cui le donne restano sole: “<em>nella casa dei ferrovieri la guerra s’era portata lontano i maschi della famiglia”. </em>Passa la guerra e il mondo non sarà più lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Signorina sta dalla parte di chi la guerra la subisce, la parte di chi vede sempre e solo il bastone e la proprio vita stravolta. La parte di chi la guerra non la vince mai, perché ha sempre da perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">E, terminato il conflitto, tornati a casa i fratelli, dovrà usare tutto il coraggio che le è rimasto per prendere in mano la propria vita senza rischiare di fare la fine di Ada, la sorella ribelle che per fuggire alla famiglia è finita sposa infelice di Mario.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tenacia e determinazione Signorina costruisce una propria famiglia, rinunciando di nuovo a parte dei suoi sogni. Continua a mortificarsi, ancora e ancora. Dopo che la famiglia le aveva imposto di smettere di studiare, dovrà rinunciare anche al proprio talento, alla gioia che le dà creare vestiti. Prima le difficoltà economiche, poi la malattia del figlio la porteranno – anche se ormai lontana dalla casa tra i binari e dall’esempio della madre – a mettere da parte i propri desideri, le proprie ambizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <em>“lei si sentiva appagata perché il suo amore era riuscito a risolvere tutte le difficoltà e a tenere insieme il mondo che adesso lei poteva, con soddisfazione, ammirare”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ l’amore ad essere, assieme a Signorina, il protagonista di questo romanzo. Quell’amore che sempre la sostiene quando <em>“un peso appena allontanato”</em> lascia il posto a <em>“un altro nuovo che già le stava graffiando la vita”</em>. Quell’amore che a lasciarlo fare, a saperlo assecondare, graffia sempre di più. Graffia il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coraggio di raccontare di andare controcorrente, raccontando una storia di sacrificio per amore, una storia di altri tempi, come non se ne raccontano più.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;amore graffia il mondo&#8221;</strong> di Ugo Riccarelli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/880461627X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880461627X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 219  &#8211;  euro 19</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/laura.novi.37?fref=ts" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/lamore-graffia-il-mondo-di-ugo-riccarelli-mondadori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
