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	<title>Scritti da Voi &#187; recensioni | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Per Isabel&#8221; di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2014 15:05:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anni fa ebbi la fortuna di partecipare a una lezione universitaria di Antonio Tabucchi; sigaretta alla bocca, il braccio sollevato in aria a disegnare cerchi, denotava i protagonisti della sua narrativa “presenze sfuggenti”, e ripeteva a noi studenti, tanto affascinati quanto distratti da quella gestualità che accompagnava ogni sua parola, “eppure, come li ho inseguiti i miei personaggi!”. Ora che ho letto &#8220;Per Isabel. Un mandala&#8221; &#8211; romanzo inedito pubblicato postumo “con orgoglio e affetto” dalla moglie Maria José de Lancastre e Carlo Feltrinelli &#8211; comprendo il legame affettivo che Tabucchi ha intrattenuto con i protagonisti delle sue storie, spesso (in)seguite nei loro viaggi, tutt&#8217;altro che lineari, a questo punto concentrici, il tutto avvolto dalla tonalità sfumata del “notturno”, mista all&#8217;esclusivo sentimento della “saudade”. Il romanzo Per Isabel è composto da brevi capitoli, in tutto nove, che corrispondono ad altrettanti circoli che creano un Mandala, simbolo della totalità cosmica; il lettore è invitato a seguire il protagonista Waclaw-Tadeus in un viaggio iniziatico che procede per tappe geografiche &#8211; dai suggestivi luoghi del Portogallo sino alla calda e soffocante Macao, dalle Alpi Svizzere pervase di cultura indiana sino alla magica Riviera Napoletana &#8211; e che si avvale di incontri con individui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807030632/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807030632&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3174" title="compra &quot;Per Isabel. Un Mandala&quot; di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/07/tabucchi.jpg" alt="tabucchi per isabel un mandala feltrinelli" width="190" height="295" /></a>Anni fa ebbi la fortuna di partecipare a una lezione universitaria di Antonio Tabucchi; sigaretta alla bocca, il braccio sollevato in aria a disegnare cerchi, denotava i protagonisti della sua narrativa <em>“presenze sfuggenti”</em>, e ripeteva a noi studenti, tanto affascinati quanto distratti da quella gestualità che accompagnava ogni sua parola, <em>“eppure, come li ho inseguiti i miei personaggi!”.</em> Ora che ho letto &#8220;<strong>Per Isabel. Un mandala&#8221;</strong> &#8211; romanzo inedito pubblicato postumo “con orgoglio e affetto” dalla moglie Maria José de Lancastre e Carlo Feltrinelli &#8211; comprendo il legame affettivo che Tabucchi ha intrattenuto con i protagonisti delle sue storie, spesso (in)seguite nei loro viaggi, tutt&#8217;altro che lineari, a questo punto concentrici, il tutto avvolto dalla tonalità sfumata del <em>“notturno”</em>, mista all&#8217;esclusivo sentimento della “<em>saudade</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo <strong>Per Isabel</strong> è composto da brevi capitoli, in tutto nove, che corrispondono ad altrettanti circoli che creano un Mandala, simbolo della totalità cosmica; il lettore è invitato a seguire il protagonista Waclaw-Tadeus in un viaggio iniziatico che procede per tappe geografiche &#8211; dai suggestivi luoghi del Portogallo sino alla calda e soffocante Macao, dalle Alpi Svizzere pervase di cultura indiana sino alla magica Riviera Napoletana &#8211; e che si avvale di incontri con individui eccentrici e nel contempo rivelatori; essi suggeriscono infatti possibili chiavi di lettura. Tutti i  personaggi secondari hanno conosciuto Isabel e di lei forniscono indizi e frammenti atti a ricostruire la sua vita: “<em>forse c&#8217;è una Isabel nella mia poesia</em>”, afferma il Fantasma che Cammina, “<em>o nei miei pensieri, il che è lo stesso, ma se è nella mia poesia e nei miei pensieri è un&#8217;ombra che appartiene alla letteratura, perché lei vuole cercare un&#8217;ombra che appartiene alla letteratura? Forse per renderla reale, risposi io flebilmente, per dare un senso alla sua vita e al mio riposo.</em>” Isabel, donna misteriosa e affascinante, di cui fin dall&#8217;inizio della lettura si è avidi di conoscere l&#8217;esistenza intera, è una giovane entrata in clandestinità nel partito comunista sullo sfondo di un Portogallo condannato alla lunga dittatura di Salazar, e lentamente, capitolo dopo capitolo, cerchio dopo cerchio, si rivela attraverso sottili aneddoti in quanto “verità”: “<em>non ero tanto io che tu cercavi, ma te stesso</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per Isabel</strong> è un romanzo visionario che per molti aspetti ricorda uno dei capolavori di Tabucchi,  <strong>Notturno indiano</strong>; il tema del viaggio e della ricerca attraverso itinerari talvolta fantastici e sovente simbolici, trova il suo apice nell&#8217;ultimo, fondamentale evento che chiude il cerchio, ovvero l&#8217;incontro dell&#8217;uomo con la donna. Esso avviene in un&#8217;atmosfera surreale, in un luogo che diviene “<em>altrove</em>”, evocato dalle note di un violino, da profumi inebrianti, dalle luci soffuse nel golfo di Napoli e dal soffio della brezza di una calda notte mediterranea. Il dialogo finale tra i due, che vede Tadeus incalzante nelle domande e Isabel rassicurante nelle risposte, è un monologo in cui il mistero dell&#8217;eterno, umano <em>perché</em> si risolve nella dissolvenza dello spazio e del tempo, dell&#8217;ora e dell&#8217;allora. Il presente è memoria, la realtà è immaginario, sogno improbabile, indefinibile. “<em>E&#8217; l&#8217;ora di rientrare, disse, la ricerca è finita. Si accoccolò sulle gambe e soffiò sulla sabbia. Il cerchio si annullò</em>”: le parole dell&#8217;ultimo personaggio emblematico, il Violinista Matto, colui che ha diretto e condotto Tadeus  sino a Isabel, si mescolano alle note della simbolica <em>Sonata degli Addii</em> di Beethoven, per confluire nel nulla, quintessenza del tutto, di cui “<em>Di tutto resta un poco, a volte un&#8217;immagine.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">E in nome di quest&#8217;ultima frase, vale proprio la pena di leggerlo, <strong>Per Isabel</strong>. Una lettura coinvolgente, al tempo stesso sconvolgente. Con essa, e in essa, ho ritrovato Antonio Tabucchi in tutta la sua essenza, e ho desiderato che tale viaggio &#8211; quello narrato e quello stesso della lettura &#8211; non avesse fine; da ogni frase, da ogni parola sono scaturite forme eccentriche di appunti, momenti di riflessione, quasi volessi ritrovarmi in quell&#8217;aula di tanti anni fa, rivedere quei cerchi di fumo sospesi sul Professore e attribuirvi un qualche significato. Immagini che restano. Cos&#8217;è questa, mi chiedo, se non la <em>saudade</em>?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Per Isabel. Un mandala&#8221;</strong> di Antonio Tabucchi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807030632/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807030632&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 119  &#8211;  euro 13</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessia-de-marchi/" target="_self">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221; di Hans Tuzzi (Bollati Bolinghieri)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 13:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo giallo di Tuzzi “Il Trio dell’arciduca” è davvero entusiasmante e non è un Melis. Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra. Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore. Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="compra &quot;Il Trio dell'arciduca&quot; di Hans Tuzzi (Bollati Boringhieri)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/417K-sOC9eL._SY445_.jpg" alt="bollati boringhieri hans tuzzi trio dell'arciduca" width="190" height="292" /></a>Il nuovo giallo di Tuzzi <strong>“Il Trio dell’arciduca”</strong> è davvero entusiasmante e non è un <em>Melis.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non può essere definito nemmeno un giallo o un poliziesco, ma sarebbe preferibile collocarlo o etichettarlo (e non sempre è possibile con i romanzi del versatile autore) tra quelli di spionaggio mentre la vicenda cui fa da sfondo una pagina di storia svela retroscena e avanza interpretazioni su gli scenari che precedettero la grande guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli affezionati dell’Ispettore di Polizia milanese non resteranno comunque delusi, anzi troveranno un valido interprete in Neron Vukcic, agente segreto giovanissimo, eccentrico nel vestire e buongustaio oltre che eccezionale mangiatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi è Neron Vukcic? Aleggia nel lettore, giallo nel giallo, il dubbio,  il piacere, la sorpresa o la larvata speranza di aver capito quanto lo “strillo” di copertina lascia arguire. Abbandonata la Milano degli anni ottanta Tuzzi ambienta in modo mirabile e raffinato la vicenda nel nuovo scenario, altrettanto brumoso ma impalpabile, della cosmopolita Trieste, porto commerciale dell’Impero austro ungarico nei primi anni del Novecento nell’imminenza dello scoppio della grande guerra. Il lettore seguirà poi il giovane Neron nella vecchia Costantinopoli, non ancora detta ufficialmente Istanbul, muovendosi dentro percorsi che gli permetteranno di riviverne le mosse nei tempi, nei luoghi e nei mezzi utilizzati per gli spostamenti tanto sono ben studiati e collocati. Un testo di spionaggio storico ben congegnato e dalla perfetta architettura che aggiunge valore alla già raffinata abilità del nostro romanziere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuzzi ha saputo creare un nuovo personaggio che rivive e si muove nell’atmosfera del tempo riprodotta da una prosa sapiente e ben orchestrata che come su un palcoscenico propone lo spirito del periodo carico di tensioni, di intrighi, di lotte intestine dentro e fuori il fragile colosso dai piedi d’argilla che era l’Impero austro ungarico e le lotte tra le etnie di quel crogiuolo che da sempre sono stati i Balcani. Esce, quando si dice il caso, proprio in ricorrenza del centenario dello scoppio del conflitto e quando ancora una volta le rivalità etniche risuonano nuovamente in quell’area che ancora non pare abbia trovato una propria identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Tuzzi, mi auguro che sia solo l’inizio di una lunga serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Il Trio dell&#8217;arciduca&#8221;</strong> di Hans Tuzzi<a href="http://www.amazon.it/gp/product/883392551X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=883392551X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p>edito da Bollati Bolinghieri</p>
<p>pp. 158  &#8211;  euro 14,90</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/salvina-pizzuoli/" target="_self">Recensione di Salvina Pizzuoli</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>&#8220;Nemico, amico, amante&#8230;&#8221; di Alice Munro (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 23:30:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alice Munro, Premio Nobel per la Letteratura 2013, ci consegna nove racconti di figure femminili in diverse età dell&#8217;esistenza umana: si parte dall&#8217;infanzia per attraversare la giovinezza e la maturità e giungere poi alla sua decadenza. Sono tutte storie che vertono sui rapporti familiari o affettivi: compagni di giochi legati da un affetto fanciullesco, mariti e mogli, cugine, sorelle. È la prospettiva femminile che rende però tutto diverso: c&#8217;è una sensibilità al particolare che permea ogni azione o ogni intimo pensiero e che dà calore anche ai fatti più banali. Vicende ordinarie acquistano un peso straordinario per le conseguenze  che scatenano a livello emotivo sui personaggi e allo stesso tempo sul lettore che viene catapultato un turbinio di sensazioni. Con uno stile apparentemente semplice ma indubbiamente efficace, l&#8217;autrice mette i vari personaggi di fronte a scelte ardue, dolorose, talvolta egoistiche ma di gran peso nelle vite proprie e altrui. In ciascun racconto il lettore ha l&#8217;opportunità di affacciarsi su scorci umani anche da lui già vissuti o potenzialmente futuri, scatenando così tempeste emotive di grande potenza. L&#8217;ultimo racconto, &#8220;The bear came over the mountain&#8221;, a mio giudizio il più toccante, affronta il tema della vecchiaia e della demenza senile con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174681/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174681&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2941" title="compra &quot;Nemico, amico, amante...&quot; di Alice Munro (Einaudi)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/41-6eonPhcL._SY445_.jpg" alt="amante amico, nemico alice munro einaudi" width="190" height="294" /></a>Alice Munro</em>, Premio Nobel per la Letteratura 2013, ci consegna nove racconti di figure femminili in diverse età dell&#8217;esistenza umana: si parte dall&#8217;infanzia per attraversare la giovinezza e la maturità e giungere poi alla sua decadenza. Sono tutte storie che vertono sui rapporti familiari o affettivi: compagni di giochi legati da un affetto fanciullesco, mariti e mogli, cugine, sorelle. È la prospettiva femminile che rende però tutto diverso: c&#8217;è una sensibilità al particolare che permea ogni azione o ogni intimo pensiero e che dà calore anche ai fatti più banali. Vicende ordinarie acquistano un peso straordinario per le conseguenze  che scatenano a livello emotivo sui personaggi e allo stesso tempo sul lettore che viene catapultato un turbinio di sensazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Con uno stile apparentemente semplice ma indubbiamente efficace, l&#8217;autrice mette i vari personaggi di fronte a scelte ardue, dolorose, talvolta egoistiche ma di gran peso nelle vite proprie e altrui. In ciascun racconto il lettore ha l&#8217;opportunità di affacciarsi su scorci umani anche da lui già vissuti o potenzialmente futuri, scatenando così tempeste emotive di grande potenza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo racconto, <em>&#8220;</em><em>The bear came over the mountain&#8221;</em>, a mio giudizio il più toccante, affronta il tema della vecchiaia e della demenza senile con una tenerezza scioccante, da riuscire addirittura a condizionare il nostro rapporto con noi stessi e con i nostri cari. È inevitabile che si arrivi a mettere in dubbio i nostri stessi rapporti: dopo aver condiviso un&#8217;intera vita con la persona che amiamo chi ci assicura che concluderemo coerentemente le nostre esistenze? E se noi o il nostro compagno ci dimenticassimo di tutto ciò che è stato per colpa dell&#8217;Alzheimer? Dopo aver letto <strong>&#8220;Nemico, amico, amante&#8230;&#8221;</strong>, questo doloroso dubbio si insinuerà nel lettore e non lo abbonderà più.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nemico, amico, amante&#8230;&#8221;</strong> di Alice Munro<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806174681/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806174681&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Einaudi</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 315  &#8211;  euro 12</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/irene-gherardotti/" target="_self">Recensione di Irene Gherardotti</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Dieci dicembre&#8221; di George Saunders (Minimum Fax)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2013 15:08:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per gli amanti delle short stories, cioè i racconti (una distinzione questa che prima o poi dovrà pur cadere in disuso considerato che fissa un discrimine arbitrario e tutto sommato irrilevante in termini letterari), George Saunders è qualcosa di più di un semplice scrittore. È un faro. Un maestro, nella sua accezione più ampia e limpida. Nelle sue pagine, in ogni sua storia, c’è un prezioso distillato del mondo di oggi. Deformato, amplificato, adattato, stiracchiato in ogni modo, fino a renderlo a tratti irriconoscibile. Eppure è lì, sordido, dolorante, che pulsa tra una riga e l’altra: tu-tum, tu-tum, tu-tum. Un filino inquietante? Esattamente come le storie di Saunders. Non tutte per carità. Anzi, non manca chi si ostina a ritenerlo un autore “divertente”, “bizzarro”, “spassoso” finanche, come si legge dagli strilli entusiastici in quarta di copertina. Ma la verità è che Saunders, anche quando mette in scena situazioni comiche o surreali, non manca mai di lasciar sottotraccia, malcelata, una vena di struggente malinconia e amarissimo disincanto per come girano le cose nel mondo. Quella di Saunders è, in fin dei conti, un’umanità dolente, una schiera di comprimari che fanno della loro mediocrità e ignavia uno stereotipo dell’antieroe moderno. Spesso l’idea guida [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875215197/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875215197&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2909" title="compra &quot;Dieci Dicembre&quot; di George Saunders (Minimum Fax)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/12/Saunders_10Dicembre.jpg" alt="minimum fax saunders george dieci dicembre" width="190" height="258" /></a>Per gli amanti delle short stories, cioè i racconti (una distinzione questa che prima o poi dovrà pur cadere in disuso considerato che fissa un discrimine arbitrario e tutto sommato irrilevante in termini letterari), <em>George Saunders</em> è qualcosa di più di un semplice scrittore. È un faro. Un maestro, nella sua accezione più ampia e limpida. Nelle sue pagine, in ogni sua storia, c’è un prezioso distillato del mondo di oggi. Deformato, amplificato, adattato, stiracchiato in ogni modo, fino a renderlo a tratti irriconoscibile. Eppure è lì, sordido, dolorante, che pulsa tra una riga e l’altra: tu-tum, tu-tum, tu-tum.</p>
<p style="text-align: justify;">Un filino inquietante? Esattamente come le storie di Saunders.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutte per carità. Anzi, non manca chi si ostina a ritenerlo un autore “divertente”, “bizzarro”, “spassoso” finanche, come si legge dagli strilli entusiastici in quarta di copertina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la verità è che Saunders, anche quando mette in scena situazioni comiche o surreali, non manca mai di lasciar sottotraccia, malcelata, una vena di struggente malinconia e amarissimo disincanto per come girano le cose nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella di Saunders è, in fin dei conti, un’umanità dolente, una schiera di comprimari che fanno della loro mediocrità e ignavia uno stereotipo dell’antieroe moderno. Spesso l’idea guida dei suoi racconti – sempre una spanna sopra alla media quanto ad originalità ed invenzione – è proprio il ritrovarsi ad essere cavie da laboratorio in un sistema dispotico nel quale l’allegoria di un manipolo di avidi benestanti che tiene in scacco il resto della popolazione è servita su un piatto d’argento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che cambia in questa raccolta rispetto ai precedenti lavori (peraltro probabilmente superiori quanto a fascino narrativo) è che stavolta Saunders sembra rinunciare all’ambientazione distopica per avvicinarsi di più al mondo reale. L’effetto, intendiamoci, è tutt’altro che rassicurante, perché il guizzo creativo è sempre in agguato e lascia ancora più senza fiato, proprio perché più inaspettato. Come nell’inquietante racconto centrale <em>“Le ragazze Semplica”</em> o nell’allucinante <em>“Fuga dall’Aracnotesta”</em>, quest’ultimo un vero pugno nello stomaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei racconti di Saunders, in ogni caso, ogni storia fa storia a sé. Anche perché linguaggio, stile, registro e ambientazione cambiano con estrema facilità. Ogni volta quindi ci si tuffa in un nuovo mondo, assistendo di solito in apnea al suo avvilente sgretolarsi. Si riemerge storditi. Ma con la sola voglia di tuffarsi di nuovo.</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong>&#8220;Dieci dicembre&#8221;</strong> di George Saunders<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875215197/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8875215197&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Minimum Fax</p>
<p>pp. 222 &#8211; euro 15</p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giuseppe-de-marco/" target="_self">Recensione di Giuseppe De Marco</a></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>“Al crepuscolo” di Stephen King (Sperling &amp; Kupfer Editore)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2013 14:32:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Al Crepuscolo&#8221; è una delle ultime antologie di Stephen King. I racconti contenuti sono stati scritti e pubblicati tutti tra il 2000 e il 2008 eccetto Il gatto nero, risalente al &#8217;77 ma mai inserito in un&#8217;antologia, e N., l&#8217;unico inedito della raccolta. In questi racconti troviamo un King particolare, molto più simile a Richard Bachman, lo pseudonimo con il quale il “re dell&#8217;orrore” pubblicò alcuni romanzi tendenti al thriller, anche se leggermente surreale, ma tendenzialmente privi di elementi marcatamente horror come &#8220;IT&#8221; o &#8220;L&#8217;Acchiappasogni&#8221;. Insomma, questa raccolta è meno horror delle precedenti, molto distante dagli orrori sovrannaturali di &#8220;A volte ritornano&#8221; (prima raccolta di King), eccezion fatta per N., che ricorda lo stile di H.P.Lovecraft. Così qui il lettore amante del brivido magari lascerà il posto ad un lettore più affascinato dall&#8217;abilità narrativa di King, frutto di anni d&#8217;esperienza e di un innato talento che rendono quasi automatica l&#8217;immedesimazione nelle sue storie. Una raccolta che si legge rapidamente e piacevolmente, con alcune perle come N. e Cyclette, solo per citare due dei racconti meglio costruiti, anche se è difficile stilare una classifica. Difficile ed anche inutile poiché invito chiunque a portare a termine la lettura del libro e, per gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8860618517/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8860618517&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2863" title="compra &quot;Al crepuscolo&quot; di Stephen King (Sperling &amp; Kupfer Editore)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/Al-Crepuscolo.jpg" alt="stephen king sperling &amp; kupfer editore al crepuscolo" width="190" height="299" /></a>&#8220;Al Crepuscolo&#8221;</strong> è una delle ultime antologie di <em>Stephen King.</em> I racconti contenuti sono stati scritti e pubblicati tutti tra il 2000 e il 2008 eccetto <em>Il gatto nero</em>, risalente al &#8217;77 ma mai inserito in un&#8217;antologia, e <em>N.</em>, l&#8217;unico inedito della raccolta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">In questi racconti troviamo un King particolare, molto più simile a <em>Richard Bachman</em>, lo pseudonimo con il quale il “re dell&#8217;orrore” pubblicò alcuni romanzi tendenti al thriller, anche se leggermente surreale, ma tendenzialmente privi di elementi marcatamente horror come <em>&#8220;IT&#8221;</em> o <em>&#8220;L&#8217;Acchiappasogni&#8221;</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Insomma, questa raccolta è meno horror delle precedenti, molto distante dagli orrori sovrannaturali di <em>&#8220;A volte ritornano&#8221;</em> (prima raccolta di King), eccezion fatta per <em>N.</em>, che ricorda lo stile di H.P.Lovecraft.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Così qui il lettore amante del brivido magari lascerà il posto ad un lettore più affascinato dall&#8217;abilità narrativa di King, frutto di anni d&#8217;esperienza e di un innato talento che rendono quasi automatica l&#8217;immedesimazione nelle sue storie.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Una raccolta che si legge rapidamente e piacevolmente, con alcune perle come <em>N. </em>e <em>Cyclette</em>, solo per citare due dei racconti meglio costruiti, anche se è difficile stilare una classifica. Difficile ed anche inutile poiché invito chiunque a portare a termine la lettura del libro e, per gli amanti della produzione letteraria di King, è d&#8217;obbligo non solo la lettura dell&#8217;introduzione (consigliata a tutti, perchè le introduzioni di King meritano d&#8217;esser lette) ma anche della sezione finale del libro, <em>Note al crepuscolo</em> in cui l&#8217;autore spiega la genesi di ogni racconto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Assolutamente consigliata, anche se tra le raccolte di King da me lette combatte per ora per il secondo posto con <em>&#8220;Scheletri&#8221;</em> (al primo posto incondizionatamente <em>&#8220;A volte ritornano&#8221;</em>).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per quelli che l&#8217;hanno apprezzata è consigliata la lettura di <em>&#8220;La lunga marcia&#8221;</em> di Richard Bachman (che ricordo essere lo pseudonimo di King) e i racconti di Richard Matheson, per alcuni versi padre letterario di King e, a detta dello stesso, l&#8217;autore che maggiormente l&#8217;ha influenzato.</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Al crepuscolo&#8221;</strong> di Stephen King<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8860618517/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8860618517&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Sperling &amp; Kupfer</div>
<div>pp. 541  &#8211;  euro 10</div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div>
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
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		<title>&#8220;Ho sposato un comunista&#8221; di Philip Roth (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ho sposato un comunista” (scritto nel 1998) fa parte &#8211; insieme a “Pastorale americana” (1997) e “La macchia umana” (2000) &#8211; della triologia  in cui Philip Roth descrive l’America del dopo guerra. Ci troviamo in America negli anni del maccartismo e della conseguente caccia alle streghe e la voce narrante è quella di Nathan Zuckerman, alter ego dello scrittore. Nathan, ormai adulto, incontra casualmente il suo vecchio insegnante di lettere ed insieme ripercorrono lo loro vita e soprattutto la vita di Iron Ringold, fratello del professore e riferimento fondamentale per la crescita di Nathan. Iron è ormai morto e a nessuno, tranne che a loro due, importa più della sua storia. Eppure è stato famoso, dopo aver fatto i mestieri più umili è diventato un importante attore radiofonico e ha sposato una ancor più famosa collega. Ma non ha mai rinnegato le sue umili origini e il suo passato da sindacalista. Ma oltre alla storia di Iron troviamo in questo romanzo tutta una serie di storie, strettamente intrecciate una all’altra. E’ la storia della formazione di Nathan e delle sue figure maschili di riferimento: Iron, ma non solo. Il padre. E anche il professor Murray, che &#8220;se esiste una possibilita’ [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173286/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173286&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2615" title="ho sposato un comunista philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/comunista-190x290.jpg" alt="einaudi roth comunista" width="190" height="290" /></a>“Ho sposato un comunista” </strong> (scritto nel 1998) fa parte &#8211; insieme a <em>“Pastorale americana”</em> (1997) e <em>“La macchia umana” </em>(2000) &#8211; della triologia  in cui <em>Philip Roth</em> descrive l’America del dopo guerra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ci troviamo in America negli anni del maccartismo e della conseguente caccia alle streghe e la voce narrante è quella di Nathan Zuckerman, alter ego dello scrittore.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nathan, ormai adulto, incontra casualmente il suo vecchio insegnante di lettere ed insieme ripercorrono lo loro vita e soprattutto la vita di Iron Ringold, fratello del professore e riferimento fondamentale per la crescita di Nathan.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Iron è ormai morto e a nessuno, tranne che a loro due, importa più della sua storia.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Eppure è stato famoso, dopo aver fatto i mestieri più umili è diventato un importante attore radiofonico e ha sposato una ancor più famosa collega.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma non ha mai rinnegato le sue umili origini e il suo passato da sindacalista.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma oltre alla storia di Iron troviamo in questo romanzo tutta una serie di storie, strettamente intrecciate una all’altra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ la storia della formazione di Nathan e delle sue figure maschili di riferimento: Iron, ma non solo. Il padre. E anche il professor Murray, che &#8220;<em>se esiste una possibilita’</em> <em>di migliorare la propria vita, dove può cominciare se non a scuola?”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ la storia di un rapporto di coppia. Un rapporto che certo non funziona, ma riesce fino ad un certo punto a trovare un suo equilibrio. Ed è proprio la rottura definitiva di questo equilibrio che fa precipitare la situazione. Più che ogni altro evento pubblico è un fatto strettamente privato che porterà la bella e famosa moglie di Iron ad esplodere e tentare di rovinare definitivamente la sua vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E quando la storia tra lui e la moglie non può più andare avanti, questa lo denuncia come uomo violento e comunista.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il tradimento, la delazione da parte di un familiare. E questa è la storia dell’America di quegli anni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“A me sembra verosimile che in America, nel decennio dopo la guerra (tra diciamo il ’46 e il ’56), si siano significativamente perpetrati più atti di tradimento personale che in ogni altro periodo della nostra storia. Questa brutta cosa che fece Eve Frame era tipica  dell’infinità di brutte cose che la gente fece in quegli anni, o perché doveva farle o perché sentiva il dovere di farle. Il comportamento di Eve  rientrava perfettamente nel quadro delle operazione dal delatore dell’epoca”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth dipinge a chiari tratti l’America: quella che vorremmo conoscere e  quella che non vorremmo conoscere mai.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America, che punta il dito e condanna &#8211; ma punta il dito sempre contro gli altri e mai contro se stessa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America che condanna e impartisce lezioni senza mai fermarsi a riflettere su quali siano i propri peccati e le proprie colpe.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Gli anni più tristi &#8211; se di allegri ce ne sono mai stati – vissuti dal popolo statunitense: la paura, il tradimento, il vicino delatore, il coniuge che regala le tue carte e ti infanga.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E la rabbia, la rabbia dei poveri: che essere comunista non vuole dire non avere sogni &#8220;normali&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">una moglie, una casa, dei figli – magari,  perché no, vendere caramelle senza pensare al passato della donna che ami.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America che solo Roth sa raccontare.</div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><strong>&#8220;Ho sposato un comunista&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173286/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173286&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 305  &#8211;  euro 11.50</div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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