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	<title>Scritti da Voi &#187; rizzoli | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Le cinque persone che incontri in cielo&#8221; di Albom Mitch (Rizzoli)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Feb 2014 13:51:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando si incappa in un libro come “Le cinque persone che incontri in cielo” di Albom Mitch di solito lo si legge con avidità: è uno di quei racconti scorrevoli e brevi ma coinvolgenti che si consumano in poche ore, tutti d’un fiato. Questa volta non è andata così: ho letto con calma ogni pagina di questo libro, quasi a volerne fotografare i messaggi dosando le emozioni per non esaurire troppo in fretta la mia sete di conforto. Probabilmente l’approccio con questo libro dipende molto dallo stato d’animo di chi lo legge: chi è in momento sereno della vita lo divorerà, chi ha bisogno di supporto in un momento difficile farà di tutto per averlo accanto più a lungo possibile, come un amico prezioso. La storia è quella di Eddie, anziano manutentore di un luna park di provincia, che muore nel giorno del suo 83simo compleanno, nel tentativo di salvare una bambina vittima di un incidente causato dal malfunzionamento di una giostra. E’ partendo dalla sua morte che scopriamo la sua vita: in apparenza un’esistenza anonima e che invece, come tutte le vite, ha un grande significato che neppure il protagonista era riuscito ad attribuirgli. Eddie si ritrova in paradiso, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817006386/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817006386&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3072" title="compra &quot;Le cinque persone che incontri in cielo&quot; di Albom Mitch (Rizzoli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/02/albom_cinque-persone.jpg" alt="rizzoli mitch albom cinque persone in cielo" width="190" height="298" /></a>Quando si incappa in un libro come “Le cinque persone che incontri in cielo” di Albom Mitch di solito lo si legge con avidità: è uno di quei racconti scorrevoli e brevi ma coinvolgenti che si consumano in poche ore, tutti d’un fiato. Questa volta non è andata così: ho letto con calma ogni pagina di questo libro, quasi a volerne fotografare i messaggi dosando le emozioni per non esaurire troppo in fretta la mia sete di conforto. Probabilmente l’approccio con questo libro dipende molto dallo stato d’animo di chi lo legge: chi è in momento sereno della vita lo divorerà, chi ha bisogno di supporto in un momento difficile farà di tutto per averlo accanto più a lungo possibile, come un amico prezioso. La storia è quella di Eddie, anziano manutentore di un luna park di provincia, che muore nel giorno del suo 83simo compleanno, nel tentativo di salvare una bambina vittima di un incidente causato dal malfunzionamento di una giostra. E’ partendo dalla sua morte che scopriamo la sua vita: in apparenza un’esistenza anonima e che invece, come tutte le vite, ha un grande significato che neppure il protagonista era riuscito ad attribuirgli. Eddie si ritrova in paradiso, tormentato da un dubbio: è riuscito a salvare quella bambina? Il suo sacrificio ha avuto un senso? Lo scopriremo solo alla fine, dopo aver accompagnato il vecchio giostraio nel suo percorso in cielo. In un paradiso diverso da quello dell’immaginario collettivo, Eddie incontra cinque persone: ognuna gli trasmetterà un messaggio importante sulla vita e sulla morte. Tra queste c’è la moglie, l’unica donna che lui abbia mai amato. Ma ci sono anche persone che nella sua vita hanno avuto in apparenza un ruolo meramente marginale: l’autore in questo modo insiste sul significato dei piccoli episodi della vita, che rientrano tutti in un quadro più grande che gli esseri umani non comprendono sempre nell’immediato. Anche quelle che consideriamo semplici comparse in realtà incrociano le nostre esistenze per un motivo ben preciso e spesso l’intersecarsi istantaneo delle esistenze produce conseguenze anche nel lungo termine. Attraverso questi incontri ripercorriamo tappe importanti della vita di Eddie, dall’infanzia alla vecchiaia, rivivendo con il protagonista alcuni dei suoi compleanni più significativi. Il libro non ha grandi pretese dal punto di vista letterario: è un romanzo scritto in maniera molto semplice. Ma forse la straordinarietà di questo autore sta proprio nel saper trattare con un linguaggio lineare e senza elaborate costruzioni sintattiche i temi più profondi di sempre: la vita e la morte. E’ in questa apparente leggerezza che si cela la profondità di questo romanzo: parlare del senso della vita e della morte con la stessa semplicità con cui si racconta una favola. E quando ogni momento della storia trasmette qualcosa si perdona anche la mancanza di un lieto fine. Una piccola nota per chi conosce l’inglese: l’ultima pagina del libro meriterebbe di essere letta in lingua originale perché nella traduzione si perde qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le cinque persone che incontri in cielo&#8221;</strong> di Albom Mitch<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817006386/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817006386&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Rizzoli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 272  &#8211;  euro 9,90</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/alessandra-de-angelis/" target="_self">Recensione di Alessandra De Angelis</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Corto Sconto&#8221; di Hugo Pratt (Rizzoli)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 15:29:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ogni volta che i veneziani sono stanchi di chi li governa, se ne vanno in posti segreti, e quando aprono le porte che si trovano al fondo di questi cortili, partono per sempre per posti meravigliosi e storie diverse”. (Cit. Hugo Pratt. Corte Sconta detta Arcana) La miglior guida all’atmosfera di Venezia, ricca di aneddoti, informazioni storiche, sociali e architettoniche che non sono mai scontate o impersonali. Sei porte che si aprono su sei percorsi diversi fuori dalla folla, tra cui l’Oro, l’Amore, il Mare e l’Oriente. Un libro bellissimo anche solo da sfogliare, punteggiato di disegni che riproducono piccoli particolari delle facciate veneziane e della loro storia, che si incrocia con quella dei veneziani di allora e di oggi, di Hugo Pratt e della sua ispirazione. Non manca nulla, sono menzionati i musei, i palazzi storici, i locali più tradizionali e il loro piatto migliore. Non manca neppure qualche singolare ricetta veneziana e l’origine di alcuni proverbi. Le mappe sono ovviamente in stile Pratt e le indicazioni sono quelle che si avrebbero chiedendo ad un veneziano: passa il ponte, svolta a destra, cammina fino alla statua, girale intorno e troverai il posto. Venezia torna ad essere quello che è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817033081/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817033081&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2704" title="corto sconto hugo pratt lele vianello guido fuga rizzoli" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/9788817033084.jpg" alt="pratt vianello fuga corto sconto rizzoli" width="190" height="336" /></a>“Ogni volta che i veneziani sono stanchi di chi li governa, se ne vanno in posti segreti, e quando aprono le porte che si trovano al fondo di questi cortili, partono per sempre per posti meravigliosi e storie diverse”.</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">(Cit. Hugo Pratt. Corte Sconta detta Arcana)</div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La miglior guida all’atmosfera di Venezia, ricca di aneddoti, informazioni storiche, sociali e architettoniche che non sono mai scontate o impersonali.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sei porte che si aprono su sei percorsi diversi fuori dalla folla, tra cui l’Oro, l’Amore, il Mare e l’Oriente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Un libro bellissimo anche solo da sfogliare, punteggiato di disegni che riproducono piccoli particolari delle facciate veneziane e della loro storia, che si incrocia con quella dei veneziani di allora e di oggi, di Hugo Pratt e della sua ispirazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non manca nulla, sono menzionati i musei, i palazzi storici, i locali più tradizionali e il loro piatto migliore. Non manca neppure qualche singolare ricetta veneziana e l’origine di alcuni proverbi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Le mappe sono ovviamente in stile Pratt e le indicazioni sono quelle che si avrebbero chiedendo ad un veneziano: passa il ponte, svolta a destra, cammina fino alla statua, girale intorno e troverai il posto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Venezia torna ad essere quello che è sempre stata: un’avventura. E così camminando si riesce persino a percepire l’aroma del sigaro di Corto Maltese in persona, come se ci avesse appena preceduti, svoltato l’angolo della prossima stradina.</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Corto Sconto&#8221;</strong> di Hugo Pratt, Giudo Fuga e Lele Vianello<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817033081/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817033081&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Rizzoli</div>
<div>pp. 231  &#8211;  euro 17</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/loredana-de-michelis/" target="_self">Recensione di Loredana de Michelis</a></div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
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		<title>“Pyongyang” di Guy Delisle (Rizzoli)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 02:01:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C’è ancora bisogno di giustificare la presenza di un libro illustrato entro i confini dorati della Letteratura? Quasi certamente no, vista la diffusione di massa di un fenomeno che, a pensarci bene, non fa altro che riportare ai suoi albori primordiali l’arte del racconto. Quando per descrivere il mondo circostante non c’era altro modo che quello di tentarne una raffigurazione visiva. Oggi quello dei romanzi grafici (o “graphic novel”, secondo la più accattivante definizione anglosassone) è un genere che non ha più molto da invidiare alle letture tradizionali. E anzi sta conoscendo una popolarità che cresce di pari passo con la qualità, artistica ed espressiva, dei suoi contenuti. Questo di Guy Delisle – canadese, classe 1966 – rientra in quella sottospecie di romanzo grafico che prende il nome di “graphic journalism” e sta affiancandosi prepotentemente al filone dei reportage di viaggio (o di guerra, ché spesso poi le due cose coincidono). Delisle è un disegnatore dal tratto preciso e leggero, che si descrive in prima persona con toni spesso autoironici e tipicamente fumettistici. Ma seguendo le disavventura del suo alter ego di carta, ci si ritrova coinvolti in luoghi e scenari esotici e a volte estremi, riportati con una vividezza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817064122/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817064122&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2388" title="guy Delisle pyongyang rizzoli" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/Delisle.jpg" alt="delisle guy pyongyang rizzoli" width="190" height="266" /></a>C’è ancora bisogno di giustificare la presenza di un libro illustrato entro i confini dorati della Letteratura?</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Quasi certamente no, vista la diffusione di massa di un fenomeno che, a pensarci bene, non fa altro che riportare ai suoi albori primordiali l’arte del racconto. Quando per descrivere il mondo circostante non c’era altro modo che quello di tentarne una raffigurazione visiva.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Oggi quello dei romanzi grafici (o <em>“graphic novel”</em>, secondo la più accattivante definizione anglosassone) è un genere che non ha più molto da invidiare alle letture tradizionali. E anzi sta conoscendo una popolarità che cresce di pari passo con la qualità, artistica ed espressiva, dei suoi contenuti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Questo di <em>Guy Delisle</em> – canadese, classe 1966 – rientra in quella sottospecie di romanzo grafico che prende il nome di “graphic journalism” e sta affiancandosi prepotentemente al filone dei reportage di viaggio (o di guerra, ché spesso poi le due cose coincidono).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Delisle è un disegnatore dal tratto preciso e leggero, che si descrive in prima persona con toni spesso autoironici e tipicamente fumettistici. Ma seguendo le disavventura del suo alter ego di carta, ci si ritrova coinvolti in luoghi e scenari esotici e a volte estremi, riportati con una vividezza ed una fedeltà che a fatica si riuscirebbe a raggiungere con la sola parola.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dalle sue esperienze di lavoro in diversi studi di animazione asiatici sono nati tre volumi dedicati, rispettivamente, alla Cina (<em>Shenzen</em>, 2001) alla Corea del Nord (<strong>Pyongyang</strong>, 2003) e al Myanmar (<em>Cronache birmane</em>, 2007).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dei tre, il più impegnativo e difficile è probabilmente proprio il secondo, <em>Pyongyang</em>, ripubblicato proprio in questo periodo da Rizzoli-Lizard.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Difficile, perché il divario tra l’ironia leggera dell’autore e la cappa di pesante tirannia che incombe nella Corea sopra il 38° parallelo è davvero stridente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E questo nonostante Delisle faccia di tutto per rimanere fedele al suo stile e provare a restituire in forma ironica il senso di straniamento che accoglie il visitatore occidentale in visita nel regime più folle del mondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma anche la sua giovale allegria deve arrendersi di fronte agli ambienti asettici e desolanti dei giganteschi alberghi deserti, all’asfissiante e onnipresente culto del leader, al triste grigiore dipinto sul volto di un popolo asservito ad un dominio brutale quanto illogico. Soprattutto, alla sensazione costante (che diviene presto certezza) di essere seguiti, controllati, spiati in ogni momento della giornata.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Sono tutti elementi che in teoria si adattano pochissimo al disegno ma che pure sono indispensabili per dare il senso di una dittatura che pare uscita dalle pagine di Orwell (<em>“1984”</em>, non a caso, è il libro che l’autore porta con sé e prova a consigliare alla sua guida che glielo restituisce inorridita e imbarazzata).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Si seguono così le avventure surreali di un occidentale in Corea con un senso di profonda amarezza per le condizioni di un popolo dimenticato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E insieme con il sollievo autentico di pagare il tributo di confusione, contraddizioni ed incertezze che è alla base della nostra libertà.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Pyongyang&#8221;</strong> di Guy Delisle<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817064122/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817064122&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Rizzoli</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 184  &#8211;  euro 16</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/giuseppe.demarco.58" target="_blank">Recensione di Giuseppe De Marco</a></div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;">
<p style="margin: 0px; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
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		<title>&#8220;La vita. Istruzioni per l&#8217;uso&#8221; di Georges Perec (Rizzoli)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 13:13:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono libri che durano il tempo di una stagione, o meno. Altri invece resistono più a lungo. Pochi sopravvivono ad una generazione. Questo di Georges Perec, pubblicato nel 1978, è uno di quelli che probabilmente non morirà mai. Un condominio borghese di Parigi, i suoi appartamenti, i suoi inquilini. Le mille storie dietro ognuno di essi: persone, oggetti, ambienti, momenti, situazioni. Un puzzle che si compone lentamente, pezzo dopo pezzo, passando dalle storie per lambire la Storia, dagli uomini per affrontare l’Uomo. Un compendio enciclopedico di saperi ed esperienze, di tradizione e innovazione, di ragioni e sentimenti, che rappresenta un approdo finora ineguagliato dell’esperienza letteraria moderna. Un progetto letterario, oltre tutto, talmente sfrontato che solo un pazzo poteva concepirlo. E solo un genio portarlo a termine. Georges Perec, per nostra fortuna, era l’uno e l’altro. Ciò peraltro non significa che il libro si lasci leggere come un romanzo giallo. Anzi, è bene avvertire il lettore che dopo le prime 100 pagine di minuziose e maniacali descrizioni di oggetti, minuterie, dettagli infinitesimi e cataloghi improbabili, si fa forte la tentazione di mollare tutto. Non puoi chiedermi questo, Georges! Non puoi pretendere tanto da me, misero lettore desideroso solo di godere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817005533/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817005533" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1967" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/11/perec1.jpg" alt="la vita istruzioni per l'uso georges perec rizzoli" width="190" height="297" /></a>Ci sono libri che durano il tempo di una stagione, o meno. Altri invece resistono più a lungo. Pochi sopravvivono ad una generazione. Questo di <em>Georges Perec</em>, pubblicato nel 1978, è uno di quelli che probabilmente non morirà mai.</div>
<div style="text-align: justify">Un condominio borghese di Parigi, i suoi appartamenti, i suoi inquilini. Le mille storie dietro ognuno di essi: persone, oggetti, ambienti, momenti, situazioni. Un puzzle che si compone lentamente, pezzo dopo pezzo, passando dalle storie per lambire la Storia, dagli uomini per affrontare l’Uomo.</div>
<div style="text-align: justify">Un compendio enciclopedico di saperi ed esperienze, di tradizione e innovazione, di ragioni e sentimenti, che rappresenta un approdo finora ineguagliato dell’esperienza letteraria moderna.</div>
<div style="text-align: justify">Un progetto letterario, oltre tutto, talmente sfrontato che solo un pazzo poteva concepirlo. E solo un genio portarlo a termine.</div>
<div style="text-align: justify">Georges Perec, per nostra fortuna, era l’uno e l’altro.</div>
<div style="text-align: justify">Ciò peraltro non significa che il libro si lasci leggere come un romanzo giallo. Anzi, è bene avvertire il lettore che dopo le prime 100 pagine di minuziose e maniacali descrizioni di oggetti, minuterie, dettagli infinitesimi e cataloghi improbabili, si fa forte la tentazione di mollare tutto.</div>
<div style="text-align: justify">Non puoi chiedermi questo, Georges! Non puoi pretendere tanto da me, misero lettore desideroso solo di godere di qualche ora se non di svago, almeno di benessere mentale!</div>
<div style="text-align: justify">Niente panico. La soluzione è a portata di mano: chiudere il libro; concedersi il riposo necessario. E riprovare, lasciandosi trasportare in questo universo frattalico e vagamente ipnotico, che sembra lasciarti immobile e ti fa invece aprire gli occhi nel bel mezzo di un oceano prima ancora di riuscire a sentire il rumore dell’acqua.</div>
<div style="text-align: justify">È proprio progredendo nella scoperta dei singoli appartamenti, dei loro proprietari e dell’inesauribile serpentone di storie che scaturiscono solo a dischiudere una porta, uno spioncino, solo a scostare un oggetto o a fissare un quadro appeso alla parete, che ci si rivela il folle azzardo di uno scrittore deciso ad infilare in un palazzo i destini dell’umanità.</div>
<div style="text-align: justify">Gioca a fare Dio, Perec. E sembra divertirsi un mondo a manovrare i suoi personaggi con una disinvoltura pari solo alla sua cultura sterminata. Un gioco a incastri. Uno sfoggio di erudizione. Un tranello letterario. Uno scherzo tragicomico lungo 600 pagine.</div>
<div style="text-align: justify">Basterebbe provare a riepilogare la storia principale del libro, che ruota attorno al progetto di un certo Bartlebooth. Un miliardario che decide di dedicare dieci anni di vita ad imparare l’arte dell’acquarello, pur non avendone alcun interesse particolare. Altri vent’anni li passa infatti in giro per il mondo a dipingere paesaggi marini, che poi spedisce ad un artigiano specializzato perché li trasformi in puzzle. Tornato a Parigi, si dedica per i successivi venti anni a ricomporre i puzzle, nell’ordine in cui sono stati realizzati. Il cerchio si chiude rispedendo i dipinti nei luoghi originari, dove vengono immersi in un solvente che li cancella del tutto.</div>
<div style="text-align: justify">Ecco, questo giusto per dare l’idea. Moltiplicate per cento e avrete un libro che è un po’ tutti i libri, una storia che è tutte le storie.</div>
<p><strong>&#8220;La vita. Istruzioni per l&#8217;uso&#8221;</strong> di Georges Perec<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817005533/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817005533" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Rizzoli</p>
<p>pp. 572  &#8211;  euro 9,90</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/giuseppe.demarco.58" target="_blank">Recensione di Giuseppe De Marco</a></p>
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