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		<title>&#8220;L&#8217;infinito&#8221; di Tiziano Scarpa (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 10:05:59 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806209140/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806209140&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2570" title="infinito tiziano scarpa einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/06/infinito.jpg" alt="einaudi tiziano scarpa infinito" width="190" height="328" /></a>Si sa, la notte prima degli esami di Maturità è sempre un po&#8217; speciale. Negli ultimi anni essa è stata cantata e portata al cinema; magistralmente, <em>Tiziano Scarpa</em>, scrittore e drammaturgo veneziano, l&#8217;ha scelta come ambientazione della sua straordinaria opera scritta per il teatro intitolata <strong>&#8220;L&#8217;infinito&#8221;</strong>, e Arturo Cirillo, regista teatrale napoletano, la sta mettendo in scena da più di un anno con successo, richiamando l&#8217;attenzione di un pubblico sempre più giovane. Ebbene, Scarpa ha portato fisicamente sulla scena un giovane Giacomo Leopardi, gracile, curvo e gobbo, rielaborandone in un certo senso la figura, che alla fine della lettura/spettacolo non si potrà fare a meno di amare.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nella notte in cui Leopardi sta scrivendo quella che diverrà la sua celebre poesia, ovvero <em>L&#8217;infinito</em>, il drammaturgo veneziano regala a noi lettori-spettatori e al poeta stesso un&#8217;illusione: al giovane Giacomo fa finalmente oltrepassare la siepe, lo fa fuggire da Recanati e lo catapulta in un&#8217;epoca “infinitamente” lontana, nell&#8217;anno duemilaundici appunto, e per di più a casa di Andrea, un aspirante deejay di vent&#8217;anni, intento a ripassare italiano, in vista dell&#8217;esame di Maturità che dovrà sostenere l&#8217;indomani.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;infinito&#8221;</strong> di Tiziano Scarpa è una breve ma intensa commedia drammatica che vede due coetanei di epoche diverse stringere amicizia, confrontarsi e far fronte alle loro paure, ambizioni e ansie che sono poi comuni alle generazioni di ogni tempo. I due ragazzi fanno presto a familiarizzare; Andrea &#8211; che non ne può più della scuola tanto da impasticcarsi pur di non subire un&#8217;altra bocciatura e i rimproveri del padre &#8211; gli rivela la tecnologia del computer e del telefonino, gli fa leggere la sua biografia su Wikipedia e lo aggiorna su due secoli di storia attraverso Internet; Giacomo &#8211; che paradossalmente ha trovato rifugio proprio nello studio, unica attività che gli ha permesso di evadere con lo spirito e di sfuggire alla noia e alla disperazione &#8211; lo conduce a sua volta nel suo mondo, <em>“in cima all&#8217;ermo colle”</em>. Insieme recitano l&#8217;idillio, lo parafrasano, lo spiegano ognuno a modo proprio, ognuno con il proprio registro linguistico:</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>Andrea (infervoratissimo, un treno in corsa): “Praticamente. Cioè, un naufragio, un disastro, ma anche una figata&#8230;e tutto &#8216;sto viaggio te lo sei fatto semplicemente stando seduto su una cazzo di collina. Sulla terra. Ti sei fatto un oceano col pensiero. Da solo. E ci sei pure annegato dentro.”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Giacomo e Andrea sono complici di un&#8217;illusione che coinvolge il terzo ed ultimo personaggio della scena: Cristina, la simpaticissima e gelosissima fidanzata dello studente. Anche lei in un certo senso <em>“mira”</em> a <em>“interminati spazi”</em> &#8211; ovvero il palcoscenico di X-Factor! &#8211; e non si lascia scappare ciò che Giacomo può offrirle:</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>Cristina (Rivolgendosi a Giacomo): “Scrivi una poesia su di me! Una poesia stupenda! (Declama) Cristina, colei che più soave e più gentile e ancor più strafiga&#8230; Ma il mondo è questo! (Gli prende la mano e se la appoggia dolcemente sull&#8217;inguine) La siepe! Devi passare attraverso questo varco, per conoscere l&#8217;infinito. Per entrare.” E Giacomo: “Ma io voglio uscire!”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dopo aver <em>“anelato a gustare quelle cose della vita” </em>che gli furono precluse, l&#8217;amore, l&#8217;affetto di una donna, Giacomo è diventato un venditore ambulante di agende, marito di Cristina e padre di un bambolotto. Sulla scena dell&#8217;atto II°, essi dialogano sulle conseguenze della loro illusione innanzi ad un irriconoscibile Andrea, che ora recita il ruolo di un “passante”; Scarpa ci ricorda così il <em>Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere</em> delle celebri <em>Operette Morali</em>, l&#8217;agile dialogo fra l&#8217;umile venditore e il meditativo passante, personificazione di due atteggiamenti contrastanti dell&#8217;animo leopardiano: da un lato, l&#8217;ironico e smaliziato punto di vista della ragione che smaschera ogni illusione, dall&#8217;altro il desiderio continuo di vivere più pienamente la vita. Ed è proprio così che si conclude l&#8217;opera: l&#8217;illusione svanisce e insieme ad essa il giovane poeta, il quale sembra aver tratto un insegnamento dalla sua fuga nel terzo millennio: <em>“l&#8217;uomo è mille volte più malvagio della natura”</em>. Restano Andrea e Cristina che, con consapevole disincantato, decidono di ricominciare a <em>“sognare insieme”</em>, poiché senza illusioni la vita non avrebbe senso: <em>“Io, te e la nostra illusione”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;infinito&#8221;</strong> di Scarpa può essere quindi considerato un formidabile testo teatrale che vede alternarsi momenti lirici ed ironici, riflessivi e coinvolgenti. In esso, il ritmo drammaturgico e la potenza del linguaggio si fondono, lasciando trasparire il grande amore dello scrittore per colui che da sempre è ritenuto essere il lirico italiano romantico per eccellenza. Ahimè, studiato spesso in modo frettoloso, magari proprio in vista di un esame.</div>
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</div>
<div><strong>&#8220;L&#8217;infinito&#8221;</strong> di Tiziano Scarpa<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806209140/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806209140&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div id="_mcePaste">edito da Einaudi</div>
<div id="_mcePaste">pp. 90 &#8211; euro 10</div>
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</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></div>
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		<title>&#8220;Rossovermiglio&#8221; di Benedetta Cibrario (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 16:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Eppure, la memoria ci dice che questo è quello che si è stati, e ci sommerge un rimpianto che non sappiamo cancellare”. Rossovermiglio, premio Campiello 2008, è un romanzo intriso di ricordi, rimpianti e rimorsi alternati a certezze, volontà e prese di coscienza che vanno a comporre il quadro di un&#8217;intera esistenza. Quella di una donna, cresciuta nell&#8217;aristocratica Torino del primo Novecento, giovane e infelice sposa di un nobile imposto dal padre, vincolata dalle rigide convenzioni sociali di quegli anni, alle quali vi si oppone con determinazione. La storia della Contessa Villaforesta risulta senza dubbio affascinante e intrigante; la tenacia e la perseveranza che la protagonista dimostra nelle azioni e nelle scelte anticonformistiche la rendono un&#8217;eroina per certi aspetti anche romantica: “chi mi guardava vedeva una donna bella e altera, con certe durezze e una buona dose di testardo coraggio”. Una vita intensa &#8211; inequivocabilmente legata agli eventi della Storia, la Seconda Guerra Mondiale con i suoi drammi, il Fascismo e le sue atrocità, la nascita della Repubblica e gli interrogativi sul futuro &#8211; fatta di conquiste, che si riveleranno relative e inconsistenti, e di rinunce che invece sveleranno il senso più profondo dell&#8217;esistenza. In un crescendo di flashback narrativi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807017342/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807017342" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1924" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/11/copertina-Rossovermiglio.jpg" alt="rossovermiglio benedetta cibrario feltrinelli" width="190" height="299" /></a>“Eppure, la memoria ci dice che questo è quello che si è stati, e ci sommerge un rimpianto che non sappiamo cancellare”. </em></div>
<div style="text-align: justify"><strong>Rossovermiglio</strong>, premio Campiello 2008, è un romanzo intriso di ricordi, rimpianti e rimorsi alternati a certezze, volontà e prese di coscienza che vanno a comporre il quadro di un&#8217;intera esistenza. Quella di una donna, cresciuta nell&#8217;aristocratica Torino del primo Novecento, giovane e infelice sposa di un nobile imposto dal padre, vincolata dalle rigide convenzioni sociali di quegli anni, alle quali vi si oppone con determinazione. La storia della Contessa Villaforesta risulta senza dubbio affascinante e intrigante; la tenacia e la perseveranza che la protagonista dimostra nelle azioni e nelle scelte anticonformistiche la rendono un&#8217;eroina per certi aspetti anche romantica: <em>“chi mi guardava vedeva una donna bella e altera, con certe durezze e una buona dose di testardo coraggio”</em>. Una vita intensa &#8211; inequivocabilmente legata agli eventi della Storia, la Seconda Guerra Mondiale con i suoi drammi, il Fascismo e le sue atrocità, la nascita della Repubblica e gli interrogativi sul futuro &#8211; fatta di conquiste, che si riveleranno relative e inconsistenti, e di rinunce che invece sveleranno il senso più profondo dell&#8217;esistenza.</div>
<div style="text-align: justify">In un crescendo di flashback narrativi, la protagonista, che è anche io narrante, racconta quindi il fallimento del suo matrimonio combinato nel 1928, il travolgente incontro con Trott, attraente ed enigmatico avventuriero &#8211; con il quale vivrà la vera storia d&#8217;amore &#8211; la conseguente consapevolezza di voler essere una donna libera, il volontario allontanamento dall&#8217;ambiente ottuso e artefatto della nobiltà torinese. La Contessa decide di trasferirsi in una tenuta di famiglia, La Bandita, nelle colline toscane, in quella <em>“terra sempre uguale nel tempo, con quei colori e quegli odori, lenta e silenziosa”</em>. Ed è in questa nuova e diversa dimensione che sembra ritrovare se stessa, attraverso il contatto con una natura unica, <em>“una quieta infilata di vigne ordinate, di conche e salite”</em> dove <em>“si sente una musica mischiata all&#8217;odore del bosco dopo la pioggia”</em>. Un altrove che invita a condurre una vita semplice, scandita dai ritmi del lavoro della terra, dalle lunghe cavalcate, dalle riflessioni più profonde. Insieme a Trott, che poi la lascerà per denaro, inizia a coltivare i poderi per ricavare quel vino, il Rossovermiglio appunto, <em>“un incanto anche nel nome”</em>, forse la cosa più concreta e gratificante della sua vita.</div>
<div style="text-align: justify">Oramai anziana, la Contessa avverte la necessità di ricomporre i tasselli di un passato lontano, di recuperare la sua vera identità e ciò avviene attraverso il Ricordo: <em>“Tutto ha funzionato finché non ho cominciato a ricordare. Mi pareva di non far nulla di male a ripercorrere certi piccoli episodi che credevo dimenticati da tanto tempo, e che invece, appena sollecitati con un movimento perfino più lieve di una carezza, sono tornati indietro freschi, come fossero appena accaduti”.</em> Il vissuto viene scomposto e scrutato negli aspetti più profondi e talvolta scomodi, viene ricostituito nella sua essenza. Ecco, la bellezza e la complessità di questo romanzo risiedono proprio nella sovrapposizione di più piani narrativi, quello lineare degli eventi, della storia che suggella il passato ponendolo in una dimensione statica e quello vorticoso del ricordo, della memoria che lo ricrea, lo impreziosisce rendendolo vitale. A noi lettori è riservato il piacere di provare un&#8217;emozione unica, quella di sentirsi parte di un universo creato dal <em>“movimento oscillatorio della memoria”</em> in cui assume un aspetto perfino sublime l&#8217;impossibilità stessa di <em>“arginare un fiume di parole che facevano ressa per uscire, per spiegarsi ciascuna all&#8217;aria, al sole, come tanti pezzetti di carta”</em>, in cui <em>“qualche meccanismo cerebrale deve essersi incantato in un movimento oscillatorio, avanti e indietro, fra l&#8217;oscurità di un&#8217;umida sera di novembre e una giornata di giugno in cui il frinire delle cicale si mescola alla voce concitata dell&#8217;annunciatrice radiofonica, che elenca numeri e dati, proclamando la fine di un&#8217;epoca e l&#8217;inizio di un&#8217;altra”</em>. Un universo simbolico i cui veri e forse unici protagonisti sono il ricordo, la memoria e l&#8217;oblio, anzi la struggente dolcezza dell&#8217;oblio: <em>“L&#8217;ultimo suono che sento è il grido di un uccello notturno di cui mi accorgo di avere, finalmente, dimenticato il nome”</em>.</div>
<div style="text-align: justify"></div>
<p><strong>&#8220;Rossovermiglio&#8221;</strong> di Benedetta Cibrario<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807017342/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807017342" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p>edito da Feltrinelli</p>
<p>pp. 213  &#8211;  euro 15</p>
<p><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></p>
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		<title>&#8220;Ogni giorno, ogni ora&#8221; di Nataša Dragnić (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 14:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viene voglia di farlo, quel gioco. Stare sdraiati daventi al mare più azzurro, lo sguardo rivolto al cielo ad osservare le nuvole e attribuire loro una forma. È il gioco infantile di Luka e Dora, i due protagonisti di &#8220;Ogni giorno, ogni ora&#8221;, romanzo d&#8217;esordio della scrittrice croata Nataša Dragnić. Ogni giorno, ogni ora è una favola a lieto fine, la storia di due bambini che si incontrano in tenera età e che diventano amici inseparabili; emozioni, esperienze, avventure vissute giorno dopo giorno, ora dopo ora, ambientate nella Croazia degli anni Sessanta, un luogo affascinante che sembra affacciarsi unicamente su una distesa di mare, un paesaggio incontaminato, quasi selvaggio, fatto di scogliere irregolari, rive ciottolose, conchiglie dall&#8217;aspetto primordiale. Luka e Dora scoprono il piacere di stare insieme, di condividere giochi e riflessioni, in un  simbiotico crescendo di emozioni che culmina nella consapevolezza di un rapporto indissolubile. Luka tranquillo, riflessivo, inseparabile da Dora e dalla sua valigetta di colori, piccolo pittore di un mare meraviglioso; Dora solare, vivace, piccola sognatrice di un mondo fantastico, azzurro e salato come il mare, evanescente come le nuvole e fluttuante come le brezze. All&#8217;improvviso la separazione &#8211; inevitabilmente melodrammatica &#8211; interrompe l&#8217;idillio. Dora, lontana da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/copertina-Ogni-giorno-ogni-ora.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1636" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/04/copertina-Ogni-giorno-ogni-ora.jpg" alt="" width="190" height="298" /></a>Viene voglia di farlo, quel gioco. Stare sdraiati daventi al mare più azzurro, lo sguardo rivolto al cielo ad osservare le nuvole e attribuire loro una forma. È il gioco infantile di Luka e Dora, i due protagonisti di <strong>&#8220;Ogni giorno, ogni ora&#8221;</strong>, romanzo d&#8217;esordio della scrittrice croata <em>Nataša Dragnić</em>.</div>
<div style="text-align: justify"><em>Ogni giorno, ogni ora</em> è una favola a lieto fine, la storia di due bambini che si incontrano in tenera età e che diventano amici inseparabili; emozioni, esperienze, avventure vissute giorno dopo giorno, ora dopo ora, ambientate nella Croazia degli anni Sessanta, un luogo affascinante che sembra affacciarsi unicamente su una distesa di mare, un paesaggio incontaminato, quasi selvaggio, fatto di scogliere irregolari, rive ciottolose, conchiglie dall&#8217;aspetto primordiale.</div>
<div style="text-align: justify">Luka e Dora scoprono il piacere di stare insieme, di condividere giochi e riflessioni, in un  simbiotico crescendo di emozioni che culmina nella consapevolezza di un rapporto indissolubile. Luka tranquillo, riflessivo, inseparabile da Dora e dalla sua valigetta di colori, piccolo pittore di un mare meraviglioso; Dora solare, vivace, piccola sognatrice di un mondo fantastico, azzurro e salato come il mare, evanescente come le nuvole e fluttuante come le brezze. All&#8217;improvviso la separazione &#8211; inevitabilmente melodrammatica &#8211; interrompe l&#8217;idillio. Dora, lontana da Luka e da quel mondo incantato, dimentica il mare e il nome stesso del suo amore; Luka, distante da Dora si sente perso, unico suo conforto è quel mare da dipingere. Fin quando, oramai adulti, la vita dona loro  un&#8217;altra occasione: un incontro fortuito permette di ritrovarsi, di ricongiungersi, di amarsi.  L&#8217;idillio sembra ricostituirsi nuovamente ma il destino crudele con i suoi scherzi, ovvero la vita vissuta durante gli anni della separazione, ostacola la completezza stessa del loro amore assoluto. Che tuttavia prevarrà.</div>
<div style="text-align: justify">La lettura di questo romanzo dalla trama decisamente semplice e scontata, risulta piacevole, scorrevole, leggera; i colpi di scena sono strutturalmente prevedibili; ciò nonostante sono trepidamente attesi dal lettore, immerso in un paesaggio travolgente e spettatore di una emozionante storia d&#8217;amore. Leggendo viene da chiedersi cosa sia l&#8217;amore, la felicità. E  la risposta sembra essere suggerita appunto dalla scelta stilistica stessa della scrittrice: il racconto, composto da frasi che tornano, dialoghi  che si ripetono, scene che si rivivono, si rivela essere una sorta di “mantra” narrativo volto ad ipnotizzare il lettore e indurlo così a pensare che (forse) la felicità esiste davvero. Basta solo viverla, ogni giorno, ogni ora.</div>
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<div style="text-align: justify"><strong>&#8220;Ogni giorno, ogni ora&#8221;</strong> di Nataša Dragnić<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807018578/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807018578" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify">edito da Feltrinelli</div>
<div style="text-align: justify">pp. 256  &#8211;  euro 15</div>
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<div style="text-align: justify"><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></div>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span> </span></p>
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		<title>&#8220;Sentimenti sovversivi&#8221; di Roberto Ferrucci (ISBN Edizioni)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 10:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Ametrano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bianca. La copertina di Sentimenti sovversivi è bianca. Bellissima e lucidissima, non lascia trapelare nulla sulla trama, sempre che ne esista una, di trama. Scelgo questo libro, attratta dalla copertina candida, silenziosa, quasi anonima. Sentimenti. Sovversivi. I sentimenti sono sovversivi, penso. Leggo l&#8217;incipit, qualche riga, distrattamente a caso, e poche parole, “tutto il bianco percepito”, mi avvolgono, mi seducono. Insieme all&#8217;io narrante, mi affaccio dalla terrazza dell&#8217;appartamento al decimo piano del Building, una residenza, nella località balneare di Saint-Nazaire, in Francia, che ospita scrittori e traduttori di tutto il mondo, invitati dalla Maison des écrivains étrangers et des traducteurs a scrivere le loro opere. Insieme al protagonista mi lascio travolgere dal vento, unico, che scompiglia i fogli dello scrittore protagonista atto a scrivere la sua storia d&#8217;amore, seria, intensa e completa, nostalgica e struggente, quella provata e vissuta con la donna amata, Teresa, lontana, rimasta a Venezia, la loro Venezia; un amore affatto sovversivo, un amore che non turba, non agita l&#8217;animo poiché Teresa è una creatura quasi perfetta, rassicurante come una madre, complice come una sorella, passionale ed eterea come un&#8217;amante, donna indefinita infine, che recupera la dimensione umana nel momento in cui si smarrisce in uno sguardo, volto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/03/sovversivi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1593" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2012/03/sovversivi.jpg" alt="" width="190" height="297" /></a>Bianca. La copertina di <strong>Sentimenti sovversivi</strong> è bianca. Bellissima e lucidissima, non lascia trapelare nulla sulla trama, sempre che ne esista una, di trama. Scelgo questo libro, attratta dalla copertina candida, silenziosa, quasi anonima. Sentimenti. Sovversivi. I sentimenti sono sovversivi, penso. Leggo l&#8217;incipit, qualche riga, distrattamente a caso, e poche parole, “tutto il bianco percepito”, mi avvolgono, mi seducono. Insieme all&#8217;io narrante, mi affaccio dalla terrazza dell&#8217;appartamento al decimo piano del Building, una residenza, nella località balneare di Saint-Nazaire, in Francia, che ospita scrittori e traduttori di tutto il mondo, invitati dalla Maison des écrivains étrangers et des traducteurs a scrivere le loro opere. Insieme al protagonista mi lascio travolgere dal vento, unico, che scompiglia i fogli dello scrittore protagonista atto a scrivere la sua storia d&#8217;amore, seria, intensa e completa, nostalgica e struggente, quella provata e vissuta con la donna amata, Teresa, lontana, rimasta a Venezia, la loro Venezia; un amore affatto sovversivo, un amore che non turba, non agita l&#8217;animo poiché Teresa è una creatura quasi perfetta, rassicurante come una madre, complice come una sorella, passionale ed eterea come un&#8217;amante, donna indefinita infine, che recupera la dimensione umana nel momento in cui si smarrisce in uno sguardo, volto all&#8217;infinito, oltre una finestra. A questo sentimento armonioso e pulito, stabile solo quanto la quotidianità e la normalità nella loro essenza possono essere, siano una passeggiata fra le calli veneziane, uno star seduti a scrivere nell&#8217;ufficio dal panorama più bello del mondo, riva dei Sette Martiri, o un nascondersi fra gli scaffali di un ipermercato francese, per sfuggire il luogo comune dell&#8217;italiano borioso e spaccone all&#8217;estero, insomma a tutto ciò l&#8217;io narrante  contrappone un altro sentimento, quello provato per il proprio paese, lontano e osservato da lontano che, abbassando lo sguardo, si può definire vergogna; il protagonista è turbato, sovvertito nell&#8217;animo, prova indignazione per come il suo paese, l&#8217;Italia, si presenta al mondo intero, un teatrino di comportamenti, atteggiamenti e luoghi comuni che la caratterizzano, la ridicolizzano. Ecco, questo romanzo mi sovverte in quanto lettore, smuove in fondo al mio animo, mi fa provare vergogna, anch&#8217;io piccola comparsa di quel teatrino che è stato il mio paese in tutti questi anni, fa scaturire in me il desiderio di un cambiamento, la necessità di un riscatto. Il finale del romanzo, in quanto tale, non esiste. Ma ciascun lettore può intuirlo, percepirlo. Ferrucci scrive il suo racconto attraverso immagini, viaggi interiori, pensieri e riflessioni minuziosamente create grazie ad uno stile elegante, trasparente, altamente connesso all&#8217;Ecole du Regard, al Nouveau Roman. E la scrittura, quindi, viene eletta quale vera protagonista del romanzo; la scrittura, appunto, essenza e fine stesso del romanzo.</div>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span> </span></strong></p>
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<div style="text-align: justify"><strong>&#8220;Sentimenti sovversivi&#8221;</strong> di Roberto Ferrucci<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8876382852/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=esdistwwgaco-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8876382852" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" src="http://www.gabrieleametrano.com/wp/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify">pubblicato da ISBN Edizioni</div>
<div style="text-align: justify">pp. 160  &#8211;  euro 17</div>
<div style="text-align: justify"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span> </span></strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://facebook.com/alessiadem" target="_blank">Recensione di Alessia De Marchi</a></div>
<div style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline"> <!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span> </span></strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p></span></div>
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