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	<title>Scritti da Voi &#187; scritti da voi laura novi | Scritti da Voi</title>
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		<title>“Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa (Feltrinelli)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 16:50:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ogni mattina a Jenin” è il romanzo che ha dato risposta a tante domande che non ero ancora riuscita a formulare. Com&#8217;è la vita quotidiana in un campo profughi? Che cicatrici porta chi vi ha vissuto l&#8217;infanzia? Come vive nel mondo il popolo palestinese? In poche parole: come vivono e cosa provano, nella quotidianità, i palestinesi. Susan Abulhawa, nata nel 1970 da profughi palestinesi in fuga dopo la Guerra dei Sei Giorni, trascorre l&#8217;infanzia tra Kuwait, Giordania e un orfanotrofio di Gerusalemme Est . Infine si è trasferita negli Stati Uniti dove scrive il suo primo romanzo. “Ogni mattina a Jenin&#8221;, inizialmente pubblicato con il titolo “Nel segno di David”,  racconta &#8211; attraverso la storia della famiglia Abuleja, &#8211; sessant&#8217;anni di storia del suo popolo, dal 1941 al 2002, e il conflitto israelo-palestinese. Yaheya e Bassima, Hassan e Darwish, Dalia, Yussef e Isma’il, Fatima, Amal e Majid, Falastin e Sara. Generazioni che si avvicendano nel subire la stessa sorte, in maniera sempre più drammatica. Ma nel dramma, visto da occhi palestinesi, non mancano personaggi ebrei di alta levatura morale: nella lotta tra le due parti politiche l&#8217;Uomo può sempre decidere di non rinunciare alla parte migliore di sé. Restano un popolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807881330/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807881330&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2830" title="compra &quot;Ogni mattina a Jenin&quot; di Susan Abulhawa (Feltrinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/jenin.jpg" alt="Abulhawa susan ogni mattina a jenin feltrinelli" width="190" height="299" /></a>“Ogni mattina a Jenin”</strong> è il romanzo che ha dato risposta a tante domande che non ero ancora riuscita a formulare.<br />
Com&#8217;è la vita quotidiana in un campo profughi? Che cicatrici porta chi vi ha vissuto l&#8217;infanzia? Come vive nel mondo il popolo palestinese? In poche parole: come vivono e cosa provano, nella quotidianità, i palestinesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Susan Abulhawa</em>, nata nel 1970 da profughi palestinesi in fuga dopo la Guerra dei Sei Giorni, trascorre l&#8217;infanzia tra Kuwait, Giordania e un orfanotrofio di Gerusalemme Est . Infine si è trasferita negli Stati Uniti dove scrive il suo primo romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Ogni mattina a Jenin&#8221;</em>, inizialmente pubblicato con il titolo <em>“Nel segno di David”</em>,  racconta &#8211; attraverso la storia della famiglia Abuleja, &#8211; sessant&#8217;anni di storia del suo popolo, dal 1941 al 2002, e il conflitto israelo-palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Yaheya e Bassima, Hassan e Darwish, Dalia, Yussef e Isma’il, Fatima, Amal e Majid, Falastin e Sara. Generazioni che si avvicendano nel subire la stessa sorte, in maniera sempre più drammatica. Ma nel dramma, visto da occhi palestinesi, non mancano personaggi ebrei di alta levatura morale: nella lotta tra le due parti politiche l&#8217;Uomo può sempre decidere di non rinunciare alla parte migliore di sé.<br />
Restano un popolo che è stato sradicato dalla sua terra e un popolo che cerca una terra dove ritrovare la proprie radici.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  proprio a partire dal 1941 che intere popolazioni inizieranno a subire sconvolgimenti e che Bassima dovrà rinunciare a coltivare la sue rose. E Dalia, sua nuora, beduina ribelle, dovrà rinunciare alla sua casa e al suo figlio più piccolo,  Isma&#8217;il, di quattro anni, rapito per essere adottato da una famiglia israeliana.<br />
Attraverso i decenni la tragedia si ripete, più e più volte, sempre uguale a se stessa eppure sempre drammaticamente diversa negli scenari,  se possibile sempre più tragici. Resta invariato il dolore, che si rinnova continuamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c&#8217;è anche spazio per attimi di serenità: i bigliettini d&#8217;amore tra ragazzi, l&#8217;amicizia, una bambola ritrovata, il rito del preparare il cibo, il gioco del backgammon.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Ogni mattina a Jenin”</em> è, come tutte le saghe familiari, anche un romanzo d&#8217;amore. L&#8217;amore in ogni sua forma: amicizia, passione, amore per i figli, per la propria terra, per le  proprie tradizioni. Amore che tiene legata, attraverso gli anni e i continenti, una famiglia ormai distrutta, risalendo fino a Isma&#8217;il e riallacciando il dialogo con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Si piange e si ride, in questo romanzo. Sopratutto ci si interroga, su come questo possa accadere realmente ad esseri umani come noi, che provano i nostri stessi umanissimi sentimenti: amano i fiori, servire il pranzo agli ospiti, amano i figli, stare abbracciati al padre la mattina a veder sorgere il sole, giocare con le bambole, pettinarsi i capelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si chiede come possano due bambine resistere allo strazio di passare giorni sepolte sotto le macerie abbracciando la cuginetta morta senza impazzire, ci si chiede come si possa ogni giorno vivere sapendo che qualcuno dei nostri cari non tornerà.</p>
<p style="text-align: justify;">Abulhawa risponde magistralmente a queste nostre domande facendoci quasi provare i sentimenti di chi si trova a vivere queste drammatiche situazioni, facendoci soffrire ma anche sorridere e persino ridere. Amare, sperare&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Solo una domanda resta senza risposta: perché?</p>
<p style="text-align: justify;">Un romanzo che tocca ogni corda del nostro animo, che ci fa pensare, che ci coinvolge e non può lasciarci indifferenti. Un romanzo che merita di essere letto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ogni mattina a Jenin&#8221;</strong> di Susan Abulhawa<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807881330/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8807881330&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 320  &#8211;  euro 9.50</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></p>
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		<title>&#8220;Ho sposato un comunista&#8221; di Philip Roth (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ho sposato un comunista” (scritto nel 1998) fa parte &#8211; insieme a “Pastorale americana” (1997) e “La macchia umana” (2000) &#8211; della triologia  in cui Philip Roth descrive l’America del dopo guerra. Ci troviamo in America negli anni del maccartismo e della conseguente caccia alle streghe e la voce narrante è quella di Nathan Zuckerman, alter ego dello scrittore. Nathan, ormai adulto, incontra casualmente il suo vecchio insegnante di lettere ed insieme ripercorrono lo loro vita e soprattutto la vita di Iron Ringold, fratello del professore e riferimento fondamentale per la crescita di Nathan. Iron è ormai morto e a nessuno, tranne che a loro due, importa più della sua storia. Eppure è stato famoso, dopo aver fatto i mestieri più umili è diventato un importante attore radiofonico e ha sposato una ancor più famosa collega. Ma non ha mai rinnegato le sue umili origini e il suo passato da sindacalista. Ma oltre alla storia di Iron troviamo in questo romanzo tutta una serie di storie, strettamente intrecciate una all’altra. E’ la storia della formazione di Nathan e delle sue figure maschili di riferimento: Iron, ma non solo. Il padre. E anche il professor Murray, che &#8220;se esiste una possibilita’ [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173286/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173286&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2615" title="ho sposato un comunista philip roth einaudi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/comunista-190x290.jpg" alt="einaudi roth comunista" width="190" height="290" /></a>“Ho sposato un comunista” </strong> (scritto nel 1998) fa parte &#8211; insieme a <em>“Pastorale americana”</em> (1997) e <em>“La macchia umana” </em>(2000) &#8211; della triologia  in cui <em>Philip Roth</em> descrive l’America del dopo guerra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ci troviamo in America negli anni del maccartismo e della conseguente caccia alle streghe e la voce narrante è quella di Nathan Zuckerman, alter ego dello scrittore.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nathan, ormai adulto, incontra casualmente il suo vecchio insegnante di lettere ed insieme ripercorrono lo loro vita e soprattutto la vita di Iron Ringold, fratello del professore e riferimento fondamentale per la crescita di Nathan.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Iron è ormai morto e a nessuno, tranne che a loro due, importa più della sua storia.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Eppure è stato famoso, dopo aver fatto i mestieri più umili è diventato un importante attore radiofonico e ha sposato una ancor più famosa collega.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma non ha mai rinnegato le sue umili origini e il suo passato da sindacalista.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma oltre alla storia di Iron troviamo in questo romanzo tutta una serie di storie, strettamente intrecciate una all’altra.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ la storia della formazione di Nathan e delle sue figure maschili di riferimento: Iron, ma non solo. Il padre. E anche il professor Murray, che &#8220;<em>se esiste una possibilita’</em> <em>di migliorare la propria vita, dove può cominciare se non a scuola?”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ la storia di un rapporto di coppia. Un rapporto che certo non funziona, ma riesce fino ad un certo punto a trovare un suo equilibrio. Ed è proprio la rottura definitiva di questo equilibrio che fa precipitare la situazione. Più che ogni altro evento pubblico è un fatto strettamente privato che porterà la bella e famosa moglie di Iron ad esplodere e tentare di rovinare definitivamente la sua vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E quando la storia tra lui e la moglie non può più andare avanti, questa lo denuncia come uomo violento e comunista.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il tradimento, la delazione da parte di un familiare. E questa è la storia dell’America di quegli anni.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“A me sembra verosimile che in America, nel decennio dopo la guerra (tra diciamo il ’46 e il ’56), si siano significativamente perpetrati più atti di tradimento personale che in ogni altro periodo della nostra storia. Questa brutta cosa che fece Eve Frame era tipica  dell’infinità di brutte cose che la gente fece in quegli anni, o perché doveva farle o perché sentiva il dovere di farle. Il comportamento di Eve  rientrava perfettamente nel quadro delle operazione dal delatore dell’epoca”</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Roth dipinge a chiari tratti l’America: quella che vorremmo conoscere e  quella che non vorremmo conoscere mai.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America, che punta il dito e condanna &#8211; ma punta il dito sempre contro gli altri e mai contro se stessa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America che condanna e impartisce lezioni senza mai fermarsi a riflettere su quali siano i propri peccati e le proprie colpe.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Gli anni più tristi &#8211; se di allegri ce ne sono mai stati – vissuti dal popolo statunitense: la paura, il tradimento, il vicino delatore, il coniuge che regala le tue carte e ti infanga.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E la rabbia, la rabbia dei poveri: che essere comunista non vuole dire non avere sogni &#8220;normali&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">una moglie, una casa, dei figli – magari,  perché no, vendere caramelle senza pensare al passato della donna che ami.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’America che solo Roth sa raccontare.</div>
<div>
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<div><strong>&#8220;Ho sposato un comunista&#8221;</strong> di Philip Roth<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806173286/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8806173286&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 305  &#8211;  euro 11.50</div>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
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		<title>&#8220;La storia di un matrimonio&#8221; di Andrew Sean Greer (Adelphi)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 14:57:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ il 1953, ci troviamo negli Stati Uniti d&#8217;America: c’è la guerra in Corea, ci sono i coniugi Rosemberg che stanno per essere condannati a morte, c’è il maccartismo, c’è San Francisco che sta cambiando. E c’è il matrimonio di Pearlie e Holland Cook. Il poco noto romanzo del poco noto scrittore statunitense Andrew Sean Greer è in fondo tutto qui: “Questa è la storia di una guerra, non doveva esserlo, è cominciata come una storia d’amore, la storia di un matrimonio, ma la guerra le si è conficcata dappertutto, come schegge di vetro”. E’ una storia dove succede poco, eppure è un continuo colpo di scena. La prospettiva cambia ad ogni capitolo. Pearlie, casalinga neanche trentenne completamente dedita al bellissimo marito Holland che ha conosciuto quando erano ancora ragazzini e all’amatissimo figlio Sonny, racconta il materializzarsi del passato dell&#8217;uomo che ama nella loro vita. E&#8217; Perlie che parla e ci porta attraverso gli anni e le vicende: stupisce come un giovane uomo quale è  Reer possa divenire una voce narrante femminile così convincente. Pearlie racconta e nel raccontare continuamente distrugge ciò che credevamo di aver capito. Ciò che lei stessa credeva di aver capito. Pearlie racconta e lotta, lotta per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845925536/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845925536&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2252" title="la storia di un matrimonio andrew sean greer adelphi" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/04/la-storia-di-un-matrimonio.jpg" alt="greer adelphi storia matrimonio" width="190" height="298" /></a>E’ il 1953, ci troviamo negli Stati Uniti d&#8217;America: c’è la guerra in Corea, ci sono i coniugi Rosemberg che stanno per essere condannati a morte, c’è il maccartismo, c’è San Francisco che sta cambiando. E c’è il matrimonio di Pearlie e Holland Cook.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il poco noto romanzo del poco noto scrittore statunitense <em>Andrew Sean Greer</em> è in fondo tutto qui:</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“Questa è la storia di una guerra, non doveva esserlo, è cominciata come una storia d’amore, la storia di un matrimonio, ma la guerra le si è conficcata dappertutto, come schegge di vetro”</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ una storia dove succede poco, eppure è un continuo colpo di scena. La prospettiva cambia ad ogni capitolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Pearlie, casalinga neanche trentenne completamente dedita al bellissimo marito Holland che ha conosciuto quando erano ancora ragazzini e all’amatissimo figlio Sonny, racconta il materializzarsi del passato dell&#8217;uomo che ama nella loro vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E&#8217; Perlie che parla e ci porta attraverso gli anni e le vicende: stupisce come un giovane uomo quale è  Reer possa divenire una voce narrante femminile così convincente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Pearlie racconta e nel raccontare continuamente distrugge ciò che credevamo di aver capito. Ciò che lei stessa credeva di aver capito.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Pearlie racconta e lotta, lotta per la sua vita e per capire cosa vuole da essa. Lotta per suo figlio, per la loro felicità.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“Pensavo di essere felice”</em> dice un giorno a Buzz, l’amico di suo marito che ha fatto improvvisamente irruzione della loro vita, minandone la fondamenta senza che niente appaia in superficie.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>“Non è la stessa cosa che essere felici”</em> le risponde risponde lui.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Da qui la storia d’amore e la storia di guerra diventano il percorso per capire la propria vita, per cercare di capirla, per provare a guardare oltre l’apparenza di chi ci vive accanto, sapendo che per quanto possiamo osservarlo non lo conosceremo mai fino in fondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per cercare di conoscere soprattutto noi stessi, sapendo che non ci conosceremo mai fino in fondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Scritto nel 2008 e pubblicato in Italia da Adelphi, il romanzo riprende il racconto dello stesso Greer <em>“La ballata di Pearlie Cook”</em> : del racconto conserva il ritmo, che è quello di una musica lenta ma coinvolgente. Una musica che ci svelta quanto sia facile incorrere in errori basandosi su deduzioni affrettate.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E’ un libro da leggere, per ricordarci che per vedere la vera sostanza delle cose  occorre guardare oltre l’apparenza. Per ricordarci che spesso è difficile comprendere anche noi stessi. Perché  <em>“metà della vita è capire cosa vuoi”</em>.</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La storia di un matrimonio&#8221;</strong> di Andrew Sean Greer<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845925536/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845925536&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Adelphi</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 224  &#8211;  euro 10</div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/laura.novi.37" target="_blank">Recensione di Laura Novi</a></div>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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