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	<title>Scritti da Voi &#187; stroncatura | Scritti da Voi</title>
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		<title>&#8220;Difendere l&#8217;Italia&#8221; di Ida Magli (Rizzoli)</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 20:42:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ida Magli, antropologa, saggista e collaboratrice de “Il Giornale”, ha tutte le conoscenze necessarie per parlare della realtà italiana attuale da un punto di vista storico e sociale, o almeno così sembrerebbe. Proprio per questo leggere “Difendere l’Italia” fa storcere così tanto il naso. Finchè parla di fatti accaduti in politica o di dati statistici niente da dire, fa un buon lavoro di denuncia alla classe politica e clericale che va sempre bene; ma le teorie che si inventa per giustificare la brutta situazione italiana non si trovano neanche nei peggiori film di fantapolitica. Sostiene per esempio l’esistenza di un “laboratorio per la distruzione”, una specie di circolo massonico costituito dai leader e banchieri europei che mira alla distruzione (non fisica ma morale, una specie di assassinio delle menti dei popoli) dell’Europa, attraverso l’omologazione di tutti gli stati a uno solo (l’UE, il male assoluto). La saggista ha davvero paura di questa omologazione che si sta verificando attraverso la cancellazione dell’identità nazionale dei singoli stati. Ma il problema è che oltre a essere estremamente radicale in cio’ che afferma, confonde (a mio parere) omologazione con globalizzazione: è contraria per esempio al diffondersi dell’inglese, senza rendersi conto che in un mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/881706677X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=881706677X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3084" title="compra &quot;Difendere l'Italia&quot; di Ida Magli (Rizzoli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/Italia.jpg" alt="rizzoli difendere l'Italia ida magli" width="190" height="293" /></a>Ida Magli</em>, antropologa, saggista e collaboratrice de “Il Giornale”, ha tutte le conoscenze necessarie per parlare della realtà italiana attuale da un punto di vista storico e sociale, o almeno così sembrerebbe. Proprio per questo leggere <strong>“Difendere l’Italia”</strong> fa storcere così tanto il naso.</p>
<p style="text-align: justify;">Finchè parla di fatti accaduti in politica o di dati statistici niente da dire, fa un buon lavoro di denuncia alla classe politica e clericale che va sempre bene; ma le teorie che si inventa per giustificare la brutta situazione italiana non si trovano neanche nei peggiori film di fantapolitica. Sostiene per esempio l’esistenza di un “laboratorio per la distruzione”, una specie di circolo massonico costituito dai leader e banchieri europei che mira alla distruzione (non fisica ma morale, una specie di assassinio delle menti dei popoli) dell’Europa, attraverso l’omologazione di tutti gli stati a uno solo (l’UE, il male assoluto). La saggista ha davvero paura di questa omologazione che si sta verificando attraverso la cancellazione dell’identità nazionale dei singoli stati. Ma il problema è che oltre a essere estremamente radicale in cio’ che afferma, confonde (a mio parere) omologazione con globalizzazione: è contraria per esempio al diffondersi dell’inglese, senza rendersi conto che in un mondo globalizzato una lingua “unica” è necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare dei provvedimenti che attuerebbe nei confronti degli immigrati: vuole bloccare le frontiere e negare loro la cittadinanza, sempre per salvaguardare l’<em>identità nazionale</em>. Razzismo o pragmatiche considerazioni? Chi lo sa. Un altro problema del libro è la sua oscurità, degna di una profezia dantesca: troppo spesso non si capisce né il vero parere dell’autrice né dove voglia andare a parare. Omosessualità, ruolo della donna, immigrati? Tre temi tra i tanti affrontati nel libro che sono presi e lasciati lì, con un contorno di teorie che definire fantasiose è un eufemismo (il suo impegno nel trovare teorie riguardanti il membro maschile infastidirebbe persino Freud).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i provvedimenti con cui si vanta in copertina di poter risollevare l’Italia, non è che son tutti da buttare ma non spiega come si potrebbe passare al suo modello, espone solo l’impostazione; contro gli immigrati dimostra invece una cecità sociale prodotta da paura su cui non mi soffermerò oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio questo libro? Non saprei. Comunque non me la sento di criticare in modo così spietato una studiosa, che probabilmente ne sa più di me; in più questo saggio è l’espressione di un’ intellettuale italiana frustrata, amara di anni di delusioni politiche, merita quindi rispetto. Inoltre c’è una cosa dire: l’atmosfera prodotta da tutti i fattori sopracitati è così strana che è quasi originale, sembra quasi scritto in un’altra epoca. Se cercate un saggio più specifico o più ottimista andate oltre, ma di certo <em>“Difendere l’Italia”</em> è tutt’altro che noioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Difendere l&#8217;Italia&#8221;</strong> di Ida Magli<a href="http://www.amazon.it/gp/product/881706677X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=881706677X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Rizzoli</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 266  &#8211;  euro 11</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giulio-quarta/" target="_self">Recensione di Giulio Quarta</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Dizionario delle cose perdute&#8221; di Francesco Guccini (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 13:27:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Non mi mancheranno”, ha detto Guccini delle sue canzoni in occasione della presentazione del suo ventiquattresimo disco “L’ultima Thule”. Un album che dovrebbe segnare, appunto, il definitivo abbandono delle scene da parte del cantautore modenese. Ma si tratta solo di un cambio di prospettiva. Perché Guccini, che per sua stessa ammissione è in crisi di ispirazione canora già da tempo, non se ne starà certo seduto in panchina con le mani in mano. Semplicemente, dismessi i panni del cantautore vestirà quelli dello scrittore, così realizzando peraltro il suo vero sogno di bambino (“Volevo fare lo scrittore io, mica il cantante”, ha dichiarato lui stesso in diverse occasioni). Di libri poi, Guccini ne ha già scritti diversi, cominciando  già nel lontano 1989 con “Cròniche Epàfaniche” (da poco ristampato per Mondadori). Che poi siano o meno all’altezza dei suoi componimenti musicali è questione dibattuta che si può lasciare al gusto soggettivo di ciascuno. Quel che è certo è che, nei dischi come nei libri, prevale spesso la vena malinconica e nostalgica, appena alleggerita qua e là da guizzi ironici. Lo si nota soprattutto in questo “Dizionario delle cose perdute” che, sin dal titolo, non solo non si preoccupa di apparire terribilmente nostalgico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804612851/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804612851&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2784" title="dizionario delle cose perdute francesco guccini mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-Guccini.jpg" alt="cose perdute francesco guccini mondadori" width="190" height="298" /></a>“Non mi mancheranno”</em>, ha detto <em>Guccini</em> delle sue canzoni in occasione della presentazione del suo ventiquattresimo disco <em>“L’ultima Thule”</em>. Un album che dovrebbe segnare, appunto, il definitivo abbandono delle scene da parte del cantautore modenese.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ma si tratta solo di un cambio di prospettiva. Perché Guccini, che per sua stessa ammissione è in crisi di ispirazione canora già da tempo, non se ne starà certo seduto in panchina con le mani in mano. Semplicemente, dismessi i panni del cantautore vestirà quelli dello scrittore, così realizzando peraltro il suo vero sogno di bambino (<em>“Volevo fare lo scrittore io, mica il cantante”</em>, ha dichiarato lui stesso in diverse occasioni).</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Di libri poi, Guccini ne ha già scritti diversi, cominciando  già nel lontano 1989 con <em>“Cròniche Epàfaniche”</em> (da poco ristampato per Mondadori). Che poi siano o meno all’altezza dei suoi componimenti musicali è questione dibattuta che si può lasciare al gusto soggettivo di ciascuno.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Quel che è certo è che, nei dischi come nei libri, prevale spesso la vena malinconica e nostalgica, appena alleggerita qua e là da guizzi ironici.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Lo si nota soprattutto in questo <strong>“Dizionario delle cose perdute”</strong> che, sin dal titolo, non solo non si preoccupa di apparire terribilmente nostalgico ma fa della nostalgia il suo filo conduttore.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E mentre nei dischi una traccia particolarmente malinconica poteva essere compensata da un’altra più ironica o beffarda, qui il registro è univocamente impiantato nel solco del rimpianto per il passato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L’approccio da <em>“bei tempi andati”</em> non è solo accennato ma si fa insomma scoperta strategia narrativa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È un’Italia in bianco e nero, da altri mille volte e in mille modi descritta e omaggiata, resa qui non senza grazia e afflato evocativo. Ma è un’Italia che probabilmente non è mai esistita, se non nel ricordo di chi, ormai in là con gli anni, trasferisce sul mondo una genuinità che è invece puramente soggettiva e anagrafica.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il problema però è che se non si ha almeno una cosa da rimpiangere del passato (sia ieri o cent’anni fa), difficilmente si riuscirà ad entrare in sintonia con questo testo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per dirla tutta, se non si pensa davvero che prima (Prima) tutto era più facile e bello e sano, la lettura dei ricordi gucciniani si può risolvere in una noia mortale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">E allora il pensiero dei mutandoni di lana che l’artista era obbligato ad indossare da piccolo suscitano al massimo un sorriso di cortesia, doveroso omaggio ad un maestro che con i suoi versi si è guadagnato un credito imperituro. E insieme malcelata speranza che la chitarra appesa al chiodo possa prima o poi tornare tra le sue braccia.</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Dizionario delle cose perdute&#8221;</strong> di Francesco Guccini<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804612851/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804612851&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Mondadori</div>
<div>pp. 140  &#8211;  euro 10</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/giuseppe-de-marco/" target="_self">Recensione di Giuseppe De Marco</a></div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
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		<title>&#8220;Fahrenheit 451&#8243; di Ray Bradbury (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2013 13:48:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Generalmente considerato come un grande classico del secolo moderno, osannato da critica e lettori, &#8220;Fahrenheit 451&#8243; si presenta, a mio avviso, come un libro noioso, lento e mal scritto. Il messaggio che lascia è vacuo, banale, moralistico e pone l&#8217;autore in una luce vagamente patetica. Ciò che vorrebbe veicolare è l&#8217;importanza della cultura per il genere umano e la sua presenza innata nella nostra vita, indicandoci che la voglia di conoscenza non necessita d&#8217;essere insegnata ma è propria dell&#8217;essere umano. In realtà, sembra di più che Bradbury abbia realizzato uno spaurito “Manifesto della letteratura” in difesa dai presunti attacchi dei nuovi mezzi di comunicazione, in particolare la televisione, presentata come una presenza invadente e lobotomizzante per tutto il romanzo. Le prime centoventi pagine sono probabilmente la parte peggiore, dopo il finale che non posso raccontare per non rovinarlo e mi soffermo quindi su questa prima parte. I personaggi sono piatti, senza il minimo spessore psicologico, soprattutto il protagonista sembra essere privo di carattere, di personalità, di ideali, infatti è influenzabile come una banderuola al vento. La ragazza che incontra si presenta come un deus ex machina nel più letterale e peggiore dei significati, ovvero come un personaggio platealmente calato nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804487712/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804487712&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2859" title="compra &quot;Fahrenheit 451&quot; di Ray Bradbury (Mondadori)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/Fahrenheit-451.jpg" alt="mondadori bradbury fahrenheit 451" width="190" height="249" /></a>Generalmente considerato come <em>un grande classico</em> del secolo moderno, osannato da critica e lettori, <strong>&#8220;Fahrenheit 451&#8243;</strong> si presenta, a mio avviso, come un libro noioso, lento e mal scritto.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il messaggio che lascia è vacuo, banale, moralistico e pone l&#8217;autore in una luce vagamente patetica.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ciò che vorrebbe veicolare è l&#8217;importanza della cultura per il genere umano e la sua presenza innata nella nostra vita, indicandoci che la voglia di conoscenza non necessita d&#8217;essere insegnata ma è propria dell&#8217;essere umano. In realtà, sembra di più che Bradbury abbia realizzato uno spaurito <em>“Manifesto della letteratura”</em> in difesa dai presunti attacchi dei nuovi mezzi di comunicazione, in particolare la televisione, presentata come una presenza invadente e lobotomizzante per tutto il romanzo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Le prime centoventi pagine sono probabilmente la parte peggiore, dopo il finale che non posso raccontare per non rovinarlo e mi soffermo quindi su questa prima parte.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I personaggi sono piatti, senza il minimo spessore psicologico, soprattutto il protagonista sembra essere privo di carattere, di personalità, di ideali, infatti è influenzabile come una banderuola al vento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La ragazza che incontra si presenta come un deus ex machina nel più letterale e peggiore dei significati, ovvero come un personaggio platealmente calato nella vicenda senza nemmeno un tentativo di motivazione logica, semplicemente appare, fa quello che deve fare e scompare dalla vicenda.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I dialoghi sono terrificanti, sembrano un maldestro patchwork di monologhi preparati che i personaggi si limitano a snoccialarsi vicendevolmente in faccia, senza nemmeno la più pallida resa di reali reazioni umane.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Certo, si potrebbe obiettare che questo sia precisamente l&#8217;intento dell&#8217;autore, cioè di rendere i personaggi come vuoti e preparati solo a ripetere dei canovacci personali ma la cosa sembra poco credibile e comunque mal gestita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non c&#8217;è spazio per l&#8217;ambiguità di personaggi o situazioni perchè il minimo dubbio sull&#8217;identificazione di un qualunque personaggio viene immediatemente fugato dallo stesso che nel giro di tre righe di dialogo praticamente dice a chiare lettere “Io sono cattivo” o “Io sono buono” a differenza dei casi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Insomma, una delusione profonda, accentuata da un finale sbrigativo e insipido che lascia del libro un ricordo pessimo ma che data la banalità sbiadirà presto, fortunatamente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Della lettura resterà soltanto il rimpianto di un&#8217;idea originale rovinata da  un&#8217;esecuzione pessima. Chiaramente sconsigliato.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Fahrenheit 451&#8243;</strong> di Ray Bradbury<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804487712/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804487712&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">edito da Mondadori</div>
<div style="text-align: justify;">pp. 210  &#8211;  euro 9</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; text-align: center; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong> </strong></span></p>
</div>
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		<title>&#8220;Cloud Atlas&#8221; di David Mitchell (Frassinelli)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Sep 2013 10:48:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per poter parlare, anzi, scrivere di questo libro devo innanzitutto chiarire che, facendo un&#8217;eccezione alla consuetudine, sono andato a vedere al cinema il film che ne è stato tratto prima di leggerlo. Dico questo perchè il libro è uno di quelli che leggi “perchè-voglio-finirlo”. Ma mi spiego meglio. Non so se capita anche a voi ma mi imbatto a volte in letture non particolarmente entusiasmanti ma che voglio comunque terminare perchè magari sono di un autore che amo, o sono un classico che sento di “dover” leggere (per poi poterlo criticare con cognizione di causa se non mi piace) o appunto un libro da cui è stato tratto un film che mi è piaciuto, come mi è successo con &#8220;Il Signore degli Anelli&#8221; qualche anno fa e ora con &#8220;Cloud Atlas&#8221;. Con questa premessa non proprio scoppiettante forse molti saranno scoraggiati all&#8217;idea di leggerlo. Non posso dire che fareste un errore; il libro non è brutto, affatto, e l&#8217;autore è estremamente bravo, tuttavia anche se non è un libro che sconsiglio non è neppure uno che consiglierei a cuor leggero. &#8220;Cloud Atlas&#8221; è lungo, con una trama centrale di dubbia esistenza che si riduce praticamente ad un filo conduttore tra le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8820053489/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820053489&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2850" title="compra &quot;Cloud Atlas&quot; di David Mitchell (Frassinelli)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/01/Cloud-Atlas.jpg" alt="atlas cloud david mitchell frassinelli" width="190" height="290" /></a>Per poter parlare, anzi, scrivere di questo libro devo innanzitutto chiarire che, facendo un&#8217;eccezione alla consuetudine, sono andato a vedere al cinema il film che ne è stato tratto prima di leggerlo. <span style="font-size: 13px;">Dico questo perchè il libro è uno di quelli che leggi “perchè-voglio-finirlo”. Ma mi spiego meglio.</span></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Non so se capita anche a voi ma mi imbatto a volte in letture non particolarmente entusiasmanti ma che voglio comunque terminare perchè magari sono di un autore che amo, o sono un classico che sento di “dover” leggere (per poi poterlo criticare con cognizione di causa se non mi piace) o appunto un libro da cui è stato tratto un film che mi è piaciuto, come mi è successo con <em>&#8220;Il Signore degli Anelli&#8221;</em> qualche anno fa e ora con <strong>&#8220;Cloud Atlas&#8221;</strong>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Con questa premessa non proprio scoppiettante forse molti saranno scoraggiati all&#8217;idea di leggerlo. Non posso dire che fareste un errore; il libro non è brutto, affatto, e l&#8217;autore è estremamente bravo, tuttavia anche se non è un libro che sconsiglio non è neppure uno che consiglierei a cuor leggero.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>&#8220;Cloud Atlas&#8221;</em> è lungo, con una trama centrale di dubbia esistenza che si riduce praticamente ad un filo conduttore tra le sei “sottotrame”, costituite dalle narrazioni delle vicende di sei personaggi viventi in epoche diverse che vanno dall&#8217;800 circa fino al 2300.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il tocco da maestro di Mitchell è quello di narrare le sei storie con lo stile dell&#8217;epoca in cui sono ambientate, usando anche forme letterarie “soggettive” come il diario o il racconto epistolare.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Detto questo, i sei racconti sono abbastanza interessanti, qualcuno di più qualcuno di meno, tutti quanti comunque vagamente (ma a volte anche chiaramente) inquietanti a causa dei comportamenti umani spietati e spregiudicati che ritornano ciclicamente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;idea di fondo del romanzo è proprio quella del ciclo. Infatti in ogni racconto troverete qualche particolare, piuttosto esplicito, che rimanda al racconto precedente.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Insomma, concludo ribadendo quanto detto in apertura, penso il libro possa interessare solo i lettori avvezzi a trame nebulose e poco lineari e che magari abbiano apprezzato il film e vogliano togliersi la curiosità di approfondire il romanzo. Se invece avete solo sentito parlare di questo libro ma non rispondete ai requisiti di cui sopra, vi consiglierei piuttosto di dedicarvi ad altre letture.</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Cloud Atlas&#8221;</strong> di David Mitchell<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8820053489/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820053489&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Frassinelli</div>
<div>pp. 597  &#8211;  euro 14</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"><strong> </strong></span></p>
</div>
<div><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/nicolo-bonato" target="_self">Recensione di Nicolò Bonato</a></div>
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<p class="p1"><span class="s1"><strong> </strong></span></p>
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