<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Scritti da Voi &#187; voland | Scritti da Voi</title>
	<atom:link href="https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/tag/voland/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi</link>
	<description>Gabriele Ametrano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Apr 2021 07:31:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>&#8220;Libri in fuga&#8221; di André Shiffrin (Voland)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/libri-in-fuga-di-andre-shiffrin-voland/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/libri-in-fuga-di-andre-shiffrin-voland/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 23:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[A political education. Coming of Age in Paris and New York]]></category>
		<category><![CDATA[andre]]></category>
		<category><![CDATA[André Gide]]></category>
		<category><![CDATA[André Shiffrin]]></category>
		<category><![CDATA[andre shiffrin libri]]></category>
		<category><![CDATA[anni sessanta]]></category>
		<category><![CDATA[Bibliothèque de la Pléiade]]></category>
		<category><![CDATA[bollati boringhieri]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
		<category><![CDATA[ebreo]]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
		<category><![CDATA[editore di kafka]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria senza editori]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[figlio andré]]></category>
		<category><![CDATA[Foucault]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[gallimard]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Günter Grass]]></category>
		<category><![CDATA[Hobsbawm]]></category>
		<category><![CDATA[Il controllo della parola]]></category>
		<category><![CDATA[il maccartismo]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario politico]]></category>
		<category><![CDATA[jacques]]></category>
		<category><![CDATA[Kurt Wolff]]></category>
		<category><![CDATA[la distensione]]></category>
		<category><![CDATA[la guerra in Vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[Libri in fuga]]></category>
		<category><![CDATA[Libri in fuga - Un itinerario politico fra Parigi e New York]]></category>
		<category><![CDATA[l’11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[l’età reaganiana]]></category>
		<category><![CDATA[marco]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio andré shiffrin voland]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio esercizi di stile]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[Marguerite Duras]]></category>
		<category><![CDATA[memorie famigliari]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[Noam Chomsky]]></category>
		<category><![CDATA[panorama librario francese]]></category>
		<category><![CDATA[Pantheon Books]]></category>
		<category><![CDATA[parabola editoriale dei due Shiffrin]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Pasternak]]></category>
		<category><![CDATA[pizio]]></category>
		<category><![CDATA[recensione marco pizio]]></category>
		<category><![CDATA[recensione voland]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione d'ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Sartre]]></category>
		<category><![CDATA[Shiffrin]]></category>
		<category><![CDATA[shiffrin recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Simone de Beauvoir]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Vichy]]></category>
		<category><![CDATA[voland]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=2746</guid>
		<description><![CDATA[Jacques e André Shiffrin sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima Bibliothèque de la Pléiade, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice Pantheon Books. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana. André Shiffrin racconta questo e molto altro in &#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2747" title="libri in fuga andre shiffrin voland" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-Libri-in-fuga-copertina.jpg" alt="voland shiffrin libri in fuga" width="190" height="268" /></a>Jacques e <em>André Shiffrin</em> sono nomi forse poco noti alla maggior parte dei lettori, ma i più attenti conoscitori delle vicende editoriali del XX secolo non faticheranno a riconoscervi due delle figure che hanno segnato alcune delle pagine più rilevanti dell’editoria francese e americana. Jacques, editore ebreo a Parigi fra le due guerre, fu l’ideatore della celeberrima <em>Bibliothèque de la Pléiade</em>, ceduta poi a Gallimard e ancora oggi fiore all’occhiello dell’intero panorama librario francese; fuggito con la famiglia in America (grazie all’aiuto dell’amico André Gide) per sottrarsi alle persecuzioni naziste nella Francia di Vichy, fondò con altri intellettuali europei rifugiati (tra cui Kurt Wolff, primo editore di Kafka in Germania) la casa editrice <em>Pantheon Books</em>. Sotto questo marchio, a partire dagli anni Sessanta, anche il figlio André si dedicò alla professione editoriale, pubblicando alcuni dei più importanti scrittori del secondo Novecento (si pensi a Sartre, Camus, Foucault, Pasternak, Hobsbawm, Marguerite Duras, Simone de Beauvoir e Günter Grass), tanto da fare della Pantheon uno dei principali riferimenti culturali della sinistra americana.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">André Shiffrin racconta questo e molto altro in <strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221;</strong>, un interessante testo che, ponendosi a cavallo tra il saggio storico-culturale e le memorie famigliari, descrive la lunga parabola editoriale dei due Shiffrin, intrecciandola strettamente non solo ad un fiume di ricordi privati, ma anche all’attenta osservazione del contesto sociale e politico entro cui essa si sviluppò. Attraverso le vicende personali, rivivono i momenti più significativi della storia del Novecento: la rivoluzione d’Ottobre, in seguito alla quale la famiglia del padre dovette abbandonare la Russia; poi gli anni del nazismo, della guerra e della caccia agli ebrei, vissuti con crescente apprensione fino alla decisone di fuggire oltreoceano; e ancora l’America, un Paese tutto da scoprire agli occhi del piccolo André, così diverso dall’Europa e tanto denso di aspettative.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Appassionato di politica fin da giovanissimo, l’autore si sofferma particolarmente sulle vicende statunitensi del secondo dopoguerra – il maccartismo, la distensione, la guerra in Vietnam, l’età reaganiana, l’11 settembre –, osservandone i contestuali effetti nell’ambito dell’informazione, dell’editoria e della circolazione delle idee. Socialista riformista d’impronta europea, ostile al comunismo ma anche aspro nei confronti del capitalismo a stelle e strisce, Shiffrin mantiene sempre uno sguardo parzialmente alieno, e per questo assai stimolante, nei riguardi della società americana, continuamente raffrontata alla Francia natía e al Vecchio Continente, con cui mai vengono recisi i legami.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Per quanto già l’avvio della guerra fredda segni la fine di ogni concreta prospettiva socialdemocratica negli Stati Uniti – prospettive ancora alimentate, nell’immediato dopoguerra, dal ricordo del New Deal rooseveltiano –, Shiffrin non rinuncia in alcun modo alla propria militanza culturale e politica, che prosegue e si rinsalda nell’attività editoriale. Di fronte all’affermarsi dell’iniziativa privata quale tratto egemone e definitivo della società americana, il suo impegno si volge con rinnovato vigore alla diffusione di una cultura critica, estranea al convenzionale circuito accademico, in cui trovano posto non solo fondamentali intellettuali europei, innovativi e progressisti, ancora poco noti negli Stati Uniti, ma anche le voci indigene più scomode e dissonanti, primo fra tutti Noam Chomsky. La militanza di Shiffrin non si arresta nemmeno quando la legge del massimo profitto fa capolino, insieme ai grandi trust industriali, nel settore dei media e dell’editoria (con quei deleteri esiti, in termini di qualità e indipendenza, che Shiffrin ha brillantemente raccontato in <em>&#8220;Editoria senza editori&#8221;</em> e <em>&#8220;Il controllo della parola&#8221;</em>, entrambi pubblicati in Italia da <em>Bollati Boringhieri</em>): assorbita da una multinazionale e ormai completamente smarrita l’identità della casa editrice che lui e suo padre avevano contribuito a rendere grande, André si reinventa editore indipendente, fondando la New Press e proseguendo in ambiente ostile la propria battaglia in difesa di una cultura di qualità, foriera di idee originali ed aperta alle voci marginali e dissidenti. Ben sapendo che solo questo lavoro culturale, dall’intrinseco valore politico, può gettare le basi necessarie ad una reale trasformazione della società.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Libri in fuga &#8211; Un itinerario politico fra Parigi e New York&#8221; </strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">di André Shiffrin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862430310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8862430310&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">titolo originale: </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><em>A political education. Coming of Age in Paris and New York</em></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">edito da Voland</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">pp. 240  &#8211;  euro 15</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/marco-pizio/" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/libri-in-fuga-di-andre-shiffrin-voland/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Noi&#8221; di Evgenij Zamjatin (Voland)</title>
		<link>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/noi-di-evgenij-zamjatin-voland/</link>
		<comments>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/noi-di-evgenij-zamjatin-voland/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 14:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[1984]]></category>
		<category><![CDATA[1984 orwell]]></category>
		<category><![CDATA[Aldous Huxley]]></category>
		<category><![CDATA[benefattore]]></category>
		<category><![CDATA[civiltà/natura]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione e rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[costruttore integrale]]></category>
		<category><![CDATA[D-503]]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di stile marco pizio]]></category>
		<category><![CDATA[Evgenij Zamjatin]]></category>
		<category><![CDATA[Evgenij Zamjatin noi pizio marco]]></category>
		<category><![CDATA[Evgenij Zamjatin recensione]]></category>
		<category><![CDATA[forma diaristica]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele ametrano]]></category>
		<category><![CDATA[grande fratello]]></category>
		<category><![CDATA[inito/infinito]]></category>
		<category><![CDATA[istituzione tentacolare]]></category>
		<category><![CDATA[la bellezza e la maestosità dello Stato Unico]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura russa]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio noi]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio noi Evgenij Zamjatin]]></category>
		<category><![CDATA[marco pizio scritti da voi]]></category>
		<category><![CDATA[matematico del regime]]></category>
		<category><![CDATA[muro verde]]></category>
		<category><![CDATA[noi/io]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione fra oppressione e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[perfezione/imperfezione]]></category>
		<category><![CDATA[Philip K. Dick]]></category>
		<category><![CDATA[pizio recensione]]></category>
		<category><![CDATA[precetti del taylorismo]]></category>
		<category><![CDATA[ragione/sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[razionale/irrazionale]]></category>
		<category><![CDATA[recensione noi Evgenij Zamjatin]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione russa]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[scienziato]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore russo]]></category>
		<category><![CDATA[sirin classica collana]]></category>
		<category><![CDATA[sito recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[stato unico]]></category>
		<category><![CDATA[topoi novecento]]></category>
		<category><![CDATA[voland]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/?p=2697</guid>
		<description><![CDATA[Chi ha amato &#8220;1984&#8221; non potrà che accogliere con favore la pubblicazione di un’opera a lungo sottovalutata dalla critica e che fu tra i più significativi riferimenti letterari del capolavoro di Orwell: parliamo di &#8220;Noi&#8221;, romanzo dello scrittore russo Evgenij Zamjatin, recentemente riproposto al pubblico italiano dall’editrice Voland quale ultimo tassello della collana Sírin Classica. Il romanzo, scritto poco dopo la Rivoluzione Russa, fu ben presto censurato dal regime sovietico, che vi vide un’inaccettabile espressione di dissenso anticomunista. Per quanto sia innegabile (anche solo per prossimità temporale) una lettura in tal senso, essa ci pare in realtà riduttiva, considerata la capacità di quest’opera di affrontare questioni che investono in maniera più ampia tutto il mondo occidentale e che sono tuttora attuali e particolarmente sensibili. Zamjatin anticipa molti dei tòpoi letterari che nel Novecento saranno riproposti dalle distopie e dalle opere di fantascienza di maggior successo: il suo mondo presenta quindi molte affinità non solo con 1984, ma anche con le società descritte da Aldous Huxley e Philip K. Dick in alcuni dei loro più celebri romanzi. Nel futuro immaginario di &#8220;Noi&#8221; il potere è concentrato in un’unica istituzione tentacolare, lo Stato Unico, che sotto la guida del Benefattore (un antesignano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8883912284/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8883912284&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2710" title="noi Evgenij Zamjatin voland" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/09/BYPNbuYCMAAepS_.jpg" alt="voland Evgenij Zamjatin noi" width="190" height="280" /></a>Chi ha amato <em>&#8220;1984&#8221;</em> non potrà che accogliere con favore la pubblicazione di un’opera a lungo sottovalutata dalla critica e che fu tra i più significativi riferimenti letterari del capolavoro di Orwell: parliamo di <strong>&#8220;Noi&#8221;</strong>, romanzo dello scrittore russo <em>Evgenij Zamjatin</em>, recentemente riproposto al pubblico italiano dall’editrice Voland quale ultimo tassello della collana Sírin Classica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo, scritto poco dopo la Rivoluzione Russa, fu ben presto censurato dal regime sovietico, che vi vide un’inaccettabile espressione di dissenso anticomunista. Per quanto sia innegabile (anche solo per prossimità temporale) una lettura in tal senso, essa ci pare in realtà riduttiva, considerata la capacità di quest’opera di affrontare questioni che investono in maniera più ampia tutto il mondo occidentale e che sono tuttora attuali e particolarmente sensibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Zamjatin anticipa molti dei tòpoi letterari che nel Novecento saranno riproposti dalle distopie e dalle opere di fantascienza di maggior successo: il suo mondo presenta quindi molte affinità non solo con 1984, ma anche con le società descritte da Aldous Huxley e Philip K. Dick in alcuni dei loro più celebri romanzi. Nel futuro immaginario di <em>&#8220;Noi&#8221;</em> il potere è concentrato in un’unica istituzione tentacolare, lo Stato Unico, che sotto la guida del <em>Benefattore</em> (un antesignano del Grande Fratello orwelliano) controlla in maniera scientificamente organizzata secondo i precetti del taylorismo la quasi totalità dell’esistenza dei cittadini, dal lavoro al tempo libero, fino alla vita sessuale. Alla base della sua azione pubblica vi è la convinzione che libertà e felicità siano inversamente proporzionali: l’unica forma razionale di organizzazione sociale è dunque quella nella quale il singolo rinuncia integralmente alla libertà individuale per acquisire diritti in quanto membro della collettività – quel “noi” che dà appunto titolo all’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo è scritto in forma diaristica e si compone di una serie di appunti sparsi con cui il protagonista, D-503 (che come tutti i cittadini non è identificato da un nome ma da un codice alfanumerico), vorrebbe celebrare <em>“la bellezza e la maestosità dello Stato Unico”</em>. Egli è uno scienziato, matematico del regime e costruttore dell’Integrale, una navicella spaziale attraverso cui lo Stato Unico intende diffondere nell’universo la propria logica razionale. D-503 pare quindi aderire pienamente al regime, ma proprio la registrazione dei suoi pensieri dà modo di seguirne il progressivo e quasi inconscio allontanamento, innescato dall’amore per una donna che appartiene ad un gruppo di rivoluzionari. Con lei il protagonista infrange ripetutamente le ferree leggi dello Stato, arrivando a fare esperienza di ciò che esiste al di là del <em>Muro Verde</em>, una sorta di cupola di vetro oltre la quale vivono alcuni uomini a contatto con la natura, ancora in libertà. Il diario diventa così lo spazio per osservare nel protagonista la formazione di una nuova coscienza che si ribella ai precetti razionali dello Stato Unico e si apre alla fantasia e al sogno, germinazione di quel principio di libertà che Zamjatin ripone nel profondo dell’anima umana, e che si rivela in grado di aprire brecce in ogni muro – fisico o simbolico – eretto da qualsivoglia regime liberticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo è intessuto di una lunga serie di riflessioni percorse da dualismi (finito/infinito, razionale/irrazionale, ragione/sentimenti, civiltà/natura, perfezione/imperfezione, noi/io) che rimandano alla basilare opposizione fra oppressione e libertà, conservazione e rivoluzione. Proprio sul senso delle rivoluzioni Zamjatin pare interrogarsi continuamente ed in maniera sostanzialmente irrisolta. Da un lato, il loro perenne susseguirsi assurge a motore primario della Storia umana, strumento e manifestazione dell’infinita perfettibilità delle società: ad esse è associato quindi un indubbio valore positivo, con cui si spiega la simpatia indotta nel lettore per la causa dei ribelli. Tuttavia Zamjatin, che poté osservare da vicino il caso sovietico, coglie nelle rivoluzioni anche la tendenza, contraria alla loro funzione essenzialmente innovatrice, ad attribuirsi lo statuto di “perfette ed ultime”, negando quindi ulteriori possibilità di rinnovamento e creando un terreno fecondo per nuovi oppressivi regimi. Una dialettica dunque insolubile, quella tra conservazione e rivoluzione, posta a fondamento dell’evoluzione sociale e sul cui campo – ci suggerisce <em>&#8220;Noi&#8221;</em> – si giocheranno le sorti dell’uomo e della sua libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Noi&#8221;</strong> di Evgenij Zamjatin<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8883912284/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8883912284&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito Voland</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 191  &#8211;  euro 14</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/marco.pizio" target="_blank">Recensione di Marco Pizio</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/noi-di-evgenij-zamjatin-voland/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
